30 aprile 2013

I taralli con la granella e il fallo della Nasa

Era una giornata come tante e lui un uomo come tanti se non fosse stato per il luogo del suo impiego:la Nasa.Il signor Smith,John Smith,soprannominato il medio dai colleghi.Media statura,media panza,occhi castani ,capelli con calvizie incipiente e occhialetti tartaruga perennemente scesi sul naso.
La giornata era una come tante,grigetta,mediamente fresca.Prima di uscire aprì le finestre.Troppa birra e rutto libero avevano lasciato il segno.Bisognava cambiare l'aria.E anche l'acqua a Fish visto che nella boccia c'era solo melma geneticamente modificata ormai-
Il cerchio alla testa non gli dava tregua.E non era solo il post sbronza ma anche la telefonata di Mary ,la sua ex moglie.Era una specie di reazione allergica la sua.Come vedeva il numero iniziava a sentire uno strano prurito nelle mani,nelle braccia e un desiderio insopprimibile di stringerle le mani intorno al collo.Ovviamente non per accarezzarla.
Il cerchio alla testa unito alle richieste economiche di quella baldracca di Mary (famosissima in tutto il Lower East Side e non certo per meriti intellettuali) lo rendeva antipatico.In primo luogo nei confronti di se stesso.E poi verso il mondo intero.
L'ufficio era immacolato come al solito.E anche questo gli dava i nervi.Mai una penna fuori posto,mai un capello o una cicca spiaccicata sotto la scrivania.Si ripromise di farlo qualche volta.Era o non era uno scienziato?e gli scienziati non hanno la possibilità di derogare al normale comportamento umano?Ma certo.
Pazzo.Scienziato pazzo.Ecco la sua ambizione...
"Ehi John" disse Malcolm ,un suo collega simile ad un topo muschiato siberiano "ma la doccia te la sei fatta stamattina,ahaha puzzi come un tombino"
Non rispose,non lo faceva mai.Non voleva rogne e forse era codardo.Anzi ,era un gran codardo.Se fosse stato coraggioso avrebbe generato uno tsunami di Fuck you a tutti i suoi capi,i colleghi a Mary e anche a Fish.Che era della baldracca e non suo.Vinto ad un misero luna park in una delle loro ultime uscite.
I monitor erano puntati tutti su Curiosity,la sonda che il team del quale faceva parte aveva fatto atterrare ad agosto su Marte.
Curiosity era lì ferma nel silenzio del pianeta Rosso,con le suo ruote gommate ferme.Come la vita di John.Tutto fermo,tranne la sua mente.L'unico luogo di eccellenza in mezzo a tanto vuoto e fallimento.
All'improvviso il silenzio dei suoi pensieri fu squarciato da una risata infantile.Una di quelle suonerie che riproducono una risata di bimbo che mette subito di buonumore.E qualcosa prese vita dentro John.Un qualcosa di simile a quella risata.Un desiderio insopprimibile di cambiare i dati,i numeri,le scartoffie e quell'orrenda camicia a quadretti che aveva il colletto ormai marrone e che portava ormai da una settimana o giù di lì.
Non ci pensò nemmeno un attimo.Curiosity,sotto le sue abili mani,iniziò a muoversi a disegnare.Avanti,indietro,in circolo.Alla fine soddisfatto del suo lavoro,stampò una lettera di dimissioni e la lasciò sulla sua scrivania.Si alzò e cominciò a ridere.
Proprio ,esattamente come quella suoneria.
Sul suo computer rimase questa immagine che in breve fece il giro di tutto il mondo:

Una piccola storia partorita dalla mia mente  dopo aver letto questa notizia in relazione all'immagine che alcuni giorni fa ha intasato il sito della Nasa.Non la scoperta della vita su Marte,non l'incontro con un marziano ,ma lui.Il "Walter" (per dirla alla maniera della Littizzetto) disegnato da qualche scienziato buontempone.Un immagine che rimarrà nella storia.Ma ve lo immaginate uno scienziato serio,giacca cravatta mentre si diverte a disegnare il Walter? ^_^

Oggi ricetta dei taralli trapanesi.Ho preso spunto dal blog Panza e presenza,per poi modificarli in alcuni punti.Ho tolto la glassa tipica di questi taralli (alle mie figlie non piace) e l'ho sostituita con la granella di zucchero.

Taralli con la granella di zucchero

500 gr farina (300 gr nell'impasto e 200 gr per la spianatoia)
2 uova
1 bustina di ammoniaca
125 gr latte
succo e scorza di un limone
100 gr strutto
100 gr zucchero
granella di zucchero per decorare

Separare gli albumi dai tuorli.Montare a neve i primi con un pizzico di sale.
Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.Unire lo strutto morbido e gli albumi mescolando delicatamente.Sciogliere la bustina di ammoniaca per dolci nella quantità prevista di latte,mescolare bene e aggiungere l'impasto.Unire il succo e la scorza del limone e la farina (i 300 gr).A questo punto avrete ottenuto un impasto morbidissimo.
A questo punto prendere l'impasto,rovesciarlo su un piano infarinato e unire i restanti 200 gr di farina.
Lavorare bene il composto.Staccare dei pezzi di impasto e formare dei lunghi rotolini che andranno intrecciati a due a due e poi uniti per formare un cerchio.
Spennellare i taralli cosi ottenuti con del latte,cospargerli di granella di zucchero e cuocerli in forno caldo a 200 gradi per una quindicina di minuti.Due avvertenze:vista la presenza dell'ammoniaca è necessario infilare nello sportello del forno (durante tutta la cottura)un mestolo di legno in maniera tale che entri un pò d'aria e non si crei il ristagno dell'ammoniaca.Seconda avvertenza.assaggiarli quando saranno completamente freddi,per permettere all'ammoniaca di evaporare completamente.
Invece della granella di zucchero si possono glassare (secondo la ricetta originale).Io uso la glassa a freddo.Zucchero a velo e latte diluiti insieme (per le dosi faccio ad occhio) e spennello la superficie dei taralli con questo mix e faccio asciugare.




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24 aprile 2013

La pizza col cornicione ripieno

Mi piacerebbe tanto appartenere al gruppo delle super-organizzate.Quelle alle quali se chiedi un appuntamento ti rispondono:"Aspetta che devo guardare l'agenda,vediamo... ti inserisco tra la ceretta  alle ascelle e il corso di danza del ventre".E veramente ti inseriscono lì e riescono a rispettare in maniera quasi maniacale quella maledetta scaletta.
Io l'agenda ce l'ho discretamente piena,tra impegni mattutini,lavoro pomeridiano e miei sacrosanti svaghi.Ma mantenere l'esatto ordine cronologico dei miei impegni è una Mission Impossible degna del miglior Tom Cruise.E' più forte di me,sono sovversiva nel midollo,nei pori e pure nell'ombelico.Ed il bello è che applico un autosabotaggio proprio nei miei confronti.Ed ecco che una giornata con incasellati numerosi impegni salta,anzi Zompa per dirla alla romana come una mela che incontra la dinamite.E la dinamitarda sono sempre e solo io.Colpa dell'astrologia?Sono una Gemelli,svagata e fantasiosa per natura,poco realista e tanto "fumogena".
Devo dire che anche il destino ci mette lo zampino però eh?Non sono totalmente colpevole!
Prendiamo stamattina ad esempio.Una mattinata come tante,iniziata bene,con diecimila cose da comprare perchè avevo una carovana di adolescenti affamati a pranzo.Compra il tovagliato con relativi accessori abbinati,compra i viveri,corri a casa per stendere la pizza....ok,ce la posso fare.Ho due ore per imbastire un pranzo per dieci,per sistemare la tavola,la casa,per mettere al sicuro la gatta.
Tutto è successo all'improvviso.Un dolore lancinante come una scarica elettrica dal dente al cervello.Un tutt'uno,infido e potente.Erano le undici.La signora "Cose belle della vita"(mio alter ego) che come un razzo mi porta dal dentista,io che aspetto sentendomi ripetere la solita cantilena "Ma non sembra che stai così male,sei serena,sorridente".E che due palle.Io non grido,io non piango e se mi scappa una risata ( mi sono fatta tutto il travaglio ridendo) me la faccio,salvo poi pontificare in greco arcaico.Sono fatta così,ma soffro come tutti gli altri!!
Aspetto per un'ora e mezzo,oddio mi esce la piccola dall'asilo,non faccio in tempo,la mia amica corre a prendermela,me la porta ,aspetta,si dà il cambio con mio marito.
Tredici e quaranta finalmente a casa.Alle due arrivano gli adolescenti affamati.Venti minuti di tempo. Ce la posso fare.E ce la faccio.Con la lingua di fuori come un San Bernardo alle Maldive.
E doveva essere una delle giornate più organizzate della mia vita......


Vi lascio due ricette salate protagoniste del pranzo di oggi.
Una è un rotolo salato che potrete farcire come meglio credete.Io sono andata sul classico e ho scelto il prosciutto cotto e fette di edamer.L'altra è una semplicissima pizza margherita.La particolarità?Il cornicione ripieno di scamorza dolce.Una vera bontà.

Rotolo intrecciato salato

per la pasta:

325 gr farina
1 bustina di lievito di birra
1 cucchiaino di zucchero
200 ml latte
1 uovo (il bianco per l'impasto il rosso per spennellare)
3 cucchiai di olio d'oliva
1/2 cucchiaino di sale

per la farcitura:

200 gr prosciutto cotto
150 gr edamer


Sulla spianatoia infarinata mettete la farina a fontana e unite tutti gli ingredienti che occorrono per l'impasto,compreso il bianco d'uovo.lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo e ben lavorabile.Mettetelo a raddoppiare di volume al caldo (ci vorranno all'incirca due ore).Volendo potete semplificare il tutto utilizzando la macchina del pane,programma impasto e lievitazione.
Trascorso il tempo del raddoppio,prendere suddetto impasto e lavorarlo brevemente.Stenderlo a rettangolo farcirlo con la farcia preferita e arrotolarlo.
Far lievitare per altri venti minuti,spennellare con il tuorlo e infornare a forno caldo (200 gradi ) per una mezz'oretta circa.




Pizza col cornicione ripieno

impasto:

500 gr farina
1 bustina di lievito di birra
1/2 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di zucchero
3 cucchiai di olio extravergine
220-250 ml acqua

per la farcitura:

100 gr scamorza
salsa di pomodoro pronta
1 mozzarella di bufala

Impastare tutti gli ingredienti per la base della pizza e far lievitare per due ore circa (fino al raddoppio).Trascorso il tempo necessario,riprendere l'impasto e rilavorarlo brevemente.Stenderlo in una teglia da forno con il bordo che eccede la teglia stessa,cospargere di salsa di pomodoro insistendo soprattutto sui bordi.Su questi metterci la scamorza a fettine e ripiegare il bordo su se stesso.Mettere la pizza a cuocere in forno caldo (220 gradi).trascorsi dieci minuti,aggiungere la mozzarella di bufala e completare la cottura.





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23 aprile 2013

La torta fragole e chantilly e l'ecologia

Ho rispetto per l'ambiente.
Sissignore.
Non butto le cartacce a terra.
Sissignore.
Non butto le gomme a terra.
Sissignore
Il buco dell'ozono mi inquieta tanto quanto i cinghiali radioattivi di qualche settimana fa.
Quindi nell'ordine ho eliminati gli spray dannosi ,butto le batterie nei contenitori appositi e osservo un minuto di silenzio per il destino di suddetti cinghiali.
Ho cercato anche di eliminare gli insetticidi chimici.Citronelle ,gerani e piante di melissa ornano i miei balconi.A volte ci ungo le mie figlie.
No,non sono consenzienti.
Ma a casa mia vige la democrazia.
Io sono la madre e decido.
Punto.
Ho messo il geranio zonale e quello parigino.
Ho piantato il basilico e sistemato anche tutti i miei cactus vicino le finestre.
No,non sono repellenti per le zanzare..ma hai visto mai che passando si pigliano una bella spina tra il pancreas (ma ce l'hanno il pancreas le zanzare?) e la cistifellea.
Sono preparata nevvero?
Ecco,l'unica nota stonata è che tra i vari insetticidi naturali non avevo considerato il gatto.
Per carità di giorno è una gran cosa.Come una mosca varca la porta di casa parte direttamente il Requiem di Mozart perchè alla cara Bellatrix nulla e niente sfugge.
Il problema è la notte.Stanotte,per essere precisi.
Alle 03.17 uno tsunami mi ha investito lo stomaco.Ho pensato a catastrofi immani, all'anta dell'armadio caduta proprio su di me,alle figlie trasformatasi in Erinni furiose e invece...
E invece era solo lei che aveva intravisto nel buio una di quelle zanzare che fanno pensare più ad un elicottero che ad un insetto .Beh,usava il mio stomaco come trampolino di lancio.Prendeva la rincorsa dall'altro capo del letto,saltava giustamente mio marito per poi planare sul mio stomaco e gettarsi sul muro.Per poi ricominciare.
Ecco,sono giustificata nel dire che gli insetticidi naturali mi piacciono fino ad un certo punto?

Quanto ci vuole a fare una torta per delle occasioni speciali?per un pranzo domenicale,un compleanno o semplicemente per festeggiare di essere vivi?
Non ci vuole molto,soprattutto in questo caso..Basta una genoise come base,una crema mousseline ,uno sciroppo e della panna e fragole per decorare.
(ricetta tratta da orientcuisine,recettes gourmades)

Torta fragole e  chantilly

per la genoise:

 4 uova
150 gr zucchero
150 gr farina
1/2 cucchiaino di lievito per dolci

per la crema mousseline:

250 ml latte
70 gr zucchero
30 gr maizena
1 uovo
1 goccia di essenza di vaniglia o mezza bustina di vanillina
100 gr burro morbido

per lo sciroppo:

200 ml acqua
150 zucchero

per la decorazione:

500 gr fragole
500 ml panna da montare
1 cucchiaio di zucchero

Iniziamo con il preparare lo sciroppo.Prendiamo l'acqua e lo zucchero,mettiamoli in un pentolino e facciamoli bollire insieme per una decina di minuti.Spegniamo e facciamo raffreddare.Mentre lo sciroppo bolle,prepariamo la genoise.Mescoliamo le uova e lo zucchero fino a che saranno ben montati.Setacciare la farina con il lievito ed aggiungerli piano piano al composto di uova e zucchero per non farli smontare.Mettiamo in uno stampo imburrato e infarinato (il mio misurava 24 cm) e cuociamo in forno caldo per venti minuti,mezz'ora.
Mentre la torta cuoce prepariamo la crema:in un pentolino mescolare l'uovo,il latte,lo zucchero,la vaniglia e la maizena.Mettere su fuoco dolce.Portare ad ebollizione e far cuocere per tre minuti,sempre mescolando (se dovesse formar grumi non dovete far altro che darle una bella frullata con il frullatore ad immersione).
Una volta pronta togliete dal fuoco,e incorporatevi 30 gr di burro togliendoli dai 100 previsti per la crema.mescolate e fate raffreddare.Intanto la genoise sarà pronta e raffreddata.Tagliatela in due e bagnate con lo sciroppo di acqua e zucchero.
Riprendete la crema ormai fredda,incorporatevi il restante burro e sbattete per alcuni minuti in modo tale da farla diventare soffice e ben areata.
Stendetela sulla parte inferiore della genoise,prendete alcune fragole da quelle previste,tagliatele a pezzetti e affondatele nella crema.Coprite con la calotta superiore della torta.
A questo punto montate la panna prevista per la copertura con il cucchiaio di zucchero e decorate con la sac-a-poche,unendo anche le fragole rimaste a vostro piacimento.





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22 aprile 2013

I Twabaa e la pigrizia dell'homemade

A volte capita.
Ma no,non a volte.
Non è che perchè si è foodblogger si abbia una specie di investitura papale.La foodblogger può anche aver voglia di non cucinare.E vista l'appartenenza al cromosoma XX  può non aver voglia di cucinare ma contemporaneamente aver un certo languorino,"non proprio fame ma voglia di qualcosa di buono".
Ma la qui presente e nullatenente Emporio 21 non ha a disposizione il mitico Ambrogio della pubblicità dei Ferrero Rocher,quindi deve :o far finta di nulla(ma mentre nella maggior parte delle case vige il detto:Al cuor non si comanda,a casa mia va per la maggiore:Alla pancia non si comanda) oppure alzare le molto onorevoli terga e realizzare qualcosa con le proprie sante (giammai) manine.
E allora tre uova svogliate incontrano una ciotola sonnacchiosa.Non peso nulla..uso un bicchiere per l'olio e lo zucchero e poi giù tanta scorza di limone come se piovesse .Arriva la farina,la unisco mano mano finchè gli altri ingredienti ne hanno abbastanza e poi un pò di lievito.Cinque,solo cinque minuti sono trascorsi.
La materia c'è,ora manca la forma
Un piccolo pezzetto di pasta altrettanto svogliato e la punta di un mestolo di legno.Faccio una pallina,appoggio sulla spianatoia e infilo al centro..va beh,non ho voglia di essere precisa, magari un pò più su o un pò più giù,ecco ci infilo il manico della "cucchiarella" di legno e giro giro,e come per magia si forma un biscotto con il buco al centro.E cosi via E poi inforno e aspetto solo dieci minuti.
Dieci minuti per preparare un thè,per scegliere qualche bella pagina da leggere.Dieci minuti per sentirmi soddisfatta di me stessa.Pochi ingredienti,poco tempo.Ma un risultato buono,leggero.Un profumo che sa di casa,che sa di buono.
Perchè l'home made è uno stile di vita,ma anche una coccola.
Ma non è detto che sia anche un processo lungo.
Basta poco,che ce vò!
.Potete sostituire la scorza del limone con dello zenzero o semini di cardamomo.


Twabaa

3 uova
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di olio di mais
1 scorza di limone grattugiata
1/2 bustina di lievito
farina quanto basta

olio e zucchero per spennellare

Mescolare con le fruste elettriche uova e zucchero.Unire l'olio,il limone e la farina tanta quanta ne occorre.Infine aggiungere il lievito.
Staccare un pezzettino di pasta,formare una pallina.Prendere un mestolo di legno,infilare la punta del manico al centro della pallina,appoggiare su un piano infarinato e formare un buco girando velocemente.Continuare fino ad esaurimento dell'impasto.
Spennellare i biscotti ottenuto con dell'olio,cospargere di zucchero semolato.Infornare a forno caldo (180 gradi) per una decina di minuti.Se al termine del tempo di cottura sono ancora pallidi,azionate per due minuti il grill.





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19 aprile 2013

Grissini alla pancetta affumicata e i cicli della vita

E poi all'improvviso arriva quel giorno.Si,proprio quello che ti mette di fronte aslla realtà.Quello che ti fa capire che quel famoso cambiamento di vita sta arrivando.Non più nebuloso,perso tra chiacchiere e supposizioni.E' qui,tra un pò sarà concreto.E allora le chiacchiere diventeranno affondi a gamba tesa nel futuro,diventeranno magari cambi di residenza,volture di bollette,scatoloni e vagoni di cose da portare con sè o da buttare.
Arriveranno nuovi volti,nuovi profumi,nuove chiacchiere.Nuovi modi di reinventarsi la vita.
Arriva il cambio di caserma del marito.Arriva galoppando.Arrivano nuovi pensieri,arrivano i tentativi di far cambiare residenza all'amica del cuore.Perchè lei lo sa che io mi ci metto d'impegno per suggerirle l'impensabile,per tentarla.Ma sa anche che l'unica cosa che non ci manca è la capacità di reinventarci ogni volta.
Magari invece alla fine sceglieremo di rimanere qui.Ma allora metteremo radici serie finalmente.Altre mura ...chiuderemo questa di casa per aprirne un'altra.E forse è il cambiamento che desidero di più.P
erchè la vita è fatta di cicli.E qui ne è iniziato uno importante ma che ormai deve giungere al termine.Deve chiudersi e tale rimanere per sempre.
Reinventarsi.E' bellissimo,anche se faticoso!
la sola idea che mi dà alla testa è quella del trasloco.sarà che ne ho affrontati una quindicina...ma la sola idea di dover fare e disfare pacchi e pacchetti mi fa sentir male.E tutta la trafila del."Ma , 'ndò sta l'ipod?" "A mà,ma le barbie dove l'hai messe?" "Ah Mò,ma che niente niente qualcuno t'ha detto che i calzini non traslocano?" ..no,non ce la posso fare.
Tutto.Faccio ,.faccio tutto.Il trasloco no,vi prego!

Grissini alla pancetta affumicata 

135 gr farina
100 gr pancetta affumicata a dadini Furlotti
4 gr sale
4 gr zucchero
3,5 gr lievito liofilizzato (mastrofornaio)
5 gr parmigiano grattugiato
50 ml acqua tiepida
30 ml olio extravergine d'oliva

Tostare la pancetta in una padella antiaderente senza grassi aggiunti,Toglierlo e farlo raffreddare.
Su una spianatoia infarinata,fare una fontana col buco al centro con la farina,aggiungervi tutti gli ingredienti (pancetta raffreddata compreso) e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.Mettere a lievitare fino al raddoppio per un'ora e mezzo circa.
Riprendere l'impasto ,rilavorarlo leggermente.Staccare dei piccoli pezzetti di pasta,arrotolarli sulla spianatoia infarinata e formare dei grissini.Continuare fino ad esaurimento della pasta.Far lievitare per una mezz'oretta e infornare a forno caldo (180 gradi) per venti minuti.


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18 aprile 2013

Victoria Sponge alle fragole

A quella le son cadute le tette.
A quell'altra le chiappe.
Non ci sono più le mezze stagioni.
Ammazza quanto fa caldo.
E ma se continua così sarà  un'estate torrida.
Ma che "nun ce lo sai che er trence ce lo devi da avè indentro l'armadio?"
"E che non ce lo sai che er panterato va sempre de moda?ma che devi fà a burina?"
E no che "nun ce lo so " e per fortuna aggiungerei anche.Off corse.
Mamma,ma non è che te mori per un mal di schiena?
Mamma,ma oggi niente dolcetto?
Porca paletta,ma devo lavorare.Va beh,oggi ripetizioni pomeridiane con me stesa sul divano che fa tanto Paolina Bonaparte.
"O ma che stai a fà e che me 'nsegni l'itagliano sur divano?Allora io me stenno sur tappeto pe scrivè"
Si,te stendi ma devi studiare non devi dormire.Il concetto non gli è molto chiaro.Ariporcapaletta.
A Mò,prepara le terga che sta arrivando la mega iniezione.
Iniezione che poi ha un suo perchè.Senti talmente tanto male quando arriva il liquido che la lombosciatalgia sembra un lieve brezza primaverile.
Amore stiro io stasera.
E no,e no.Tripla porca paletta.Perchè sarà anche bravo mio marito a stirare ma il problema è che so quando inizia ma non so mai quando finisce.Un pò come i lavori sulla Salerno -Reggio Calabria..Inizio noto,fine incerta.
Visto che te stasera sei fuori uso ti faccio un piattino leggero leggero:bucatini all'amatriciana.Buoni senza dubbio.Ma se il massimo del tragitto compiuto in questi giorni è la copertura della distanza letto -comodino.....beh...quando li digerirò?A ferragosto?
Mamma,non ti puoi muovere vero?
No amore.
E allora devo dirti una cosa.
Dimmi.
Oggi sono stata messa in punizione all'asilo 
E perchè?
Perchè ho fatto un sit- in.
Come un sit -in?
Si come quelli che facevi tu alla scuola dei grandi.L'Iniversità.
E perchè hai fatto un sit- in?
Per protestare contro l'uso del grembiulino quando fa caldo.
Ma alla maestra l'idea non è piaciuta.
Ecco,sentita questa posso anche spegnere la luce e sperare domani in un giorno migliore.

E' andata ora in onda una vagonata di cose viste,sentite e dette in una tranquilla giornata di lombosciatalgia del qui presente Emporio 21.

E il dolcino c'è.Anche se fatto domenica e non oggi visto che ancora non carburo e ddeclino delle simpatiche parolacce in turco ed ebraico antico.


Mini Victoria sponge cake alle fragole

Per le tortine:

100 gr farina autolievitante (in alternativa 100 gr farina + 2 cucchiaini di lievito)
100 gr burro morbido a dadini
100 gr zucchero
2 uova

Per il ripieno:

250 ml panna
250 gr fragole
2 cucchiai di zucchero

Preparazione delle tortine:

Montare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema.Unire le uova una ad una e miscelarle bene all'impasto.Aggiungere la farina,mescolare bene e mettere il composto in stampini da muffins (o anche i classici pirottini in alluminio usa e getta.Cuocere in forno caldo a 180 gradi per quindici minuti.
Tirare fuori dal forno e far raffreddare.
Tagliare le fragole a pezzetti,montare la panna con i 2 cucchiai di zucchero e metterla in una sac-a-poche con il beccuccio a stella.
Tagliare a metà le tortine,farcirle con la panna montata e le fragole.Decorare la parte superiore della tortina con altrettante fragole e panna e servire





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15 aprile 2013

Torta al cocco e limone


C'è una domanda che mi ha sempre affascinato:quanto siamo liberi?
Siamo noi a fare il nostro destino?
O è Dio o chi per lui?
Oppure è il caso?Ma quest'ultimo è beffardo.
Guardatelo nella sua composizione letterale.
Caso.
Ora anagrammatelo.
Cosa vien fuori?
Il caos.
Perchè a volte lasciare fare al caso porta un gran bordello nelle vite di ognuno di noi.
Un anagramma beffardo,non trovate?
Ora chi è che decide?
A me piace pensarla così:
Un uomo va dal suo re e gli chiede.
"Sire,esiste la libertà nella vita?"
"Certo...Quante gambe hai?"
L'uomo si guarda sorpreso dalla domanda.
"Due,mio signore"
"E sei capace di stare solo su una?"
"Certo"
"Prova allora.Decidi su quale."
L'uomo pensa un pò.Poi tira su la sinistra,appoggiando tutto il proprio peso sulla gamba destra.
"Bene" dice il re "E ora tira su anche l'altra"
"Come?E' impossibile mio signore?"
"Vedi?Questa è la libertà.Sei libero,ma solo di prendere la prima decisione.Poi non di più"
                                                                                               (Tiziano Terzani,Un altro giro di giostra)

La prima decisione.Solo quella.Il resto è puro caso.
O caos.
Dipende dai punti di vista.


Oggi tortina al cocco e limone perchè dovevo pur smaltire il restante latte di cocco dopo aver fatto la panna.Un pan di spagna di quelli buoni e semplici.Talmente buoni che la prossima volta lo userò come base per una torta alle fragole.La ricetta è tratta dal libro "la  Grande Cucina Italiana" (io ho aggiunto il limone,omettendo la vanillina)


Torta al cocco e limone

220 gr farina
1 cucchiaino e mezzo di lievito
1 presa di sale
2 uova
scorza grattugiata di limone
180 ml latte di cocco
200 gr zucchero
3 cucchiai di acqua calda

Separare gli albumi dai tuorli.Montare a neve i primi e metterli da parte.
Sbattere le uova con i cucchiai di acqua calda per cinque minuti.Unire lo zucchero e mescolare con le fruste elettriche per altri cinque minuti.Unire il sale,la scorza del limone e la farina setacciata con il lievito alternandola con il latte di cocco.Per ultimi unite gli albumi montati a neve facendo attenzione a non smontare tutto il composto.Imburrate e infarinate uno stampo da 24 cm e metteteci il composto.Cuocete in forno caldo a 180 gradi per una mezz'oretta.Fate raffreddare e spolverizzate con zucchero a velo.




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13 aprile 2013

Panna di cocco e le intolleranze

Io e una delle mie figlie siamo portatrici sane di intolleranza al lattosio.
Portatrici sane perchè ci basta fare una dieta a rotazione e ci salviamo dagli effetti malefici di questa intolleranza.
Perchè brutta è brutta.
Io l'ho sempre avuta,insieme a quella per il cioccolato,ahimè e insieme a quella per il pomodoro.
Se ne è accorta una dottoressa indiana specializzata in ayurveda un venticinque anni fa in Svizzera.Se ne è accorta da un linfonodo ingrossato.Niente analisi,niente prelievi e successivi  miei svenimenti.Uno sguardo e un lieve tocco di mano.E manco il linfonodo era in chissà quale posto nascosto.Era dietro al collo.
Due minuti e aveva già in mano diagnosi e terapia.Ed io nella patria del cioccolato migliore al mondo mi sono trovata a doverlo eliminare per un pò!
Poi ho imparato a conviverci.Ad abusare delle sostanze che mi fanno male e a privarmene per un periodo di conseguenza.
Ma quando è stata diagnosticata a Martina ho attuato una mia personale guerra al lattosio.Passavo ore e ore dentro i supermercati a scrutare le etichette.Perchè subdolo, il signor lattosio è dappertutto anche dove non te lo aspetti.Avete mai fatto caso ai farmaci?Ecco,è uno degli ingredienti più usati.
Il latte di soia fu una tragedia.Io glielo mettevo nel biberon e lei prontamente dopo il primo sorso andava diretta al lavandino e lo buttava.
Alla fine abbiamo optato per il latte di capra.Lei lo beveva allegra e vorace e io svenivo ogni volta...perchè ,perdonatemi la volgarità,PUZZA.Hai voglia  adire che odora di campagna,come affermava la sua pediatra.Io ci sono vissuta in campagna e vi assicuro che l'eau de parfum non era propriamente questa.
Ora sia io che lei ci barcameniamo in una sorta di dieta a rotazione 1 a 4.
Per un giorno di "peccato" ce ne sorbiamo quattro di dieta.e funziona,senza dubbio.
Ecco perchè oggi vi propongo la panna di cocco.Tutto gusto e zero lattosio.
L'ho vista tempo fa da Laura Ravaioli.Lei la utilizzava per accompagnare delle tortine per la prima colazione.Ed è quello che faremo domani,visto che siamo nel girone dei giorni di privazione.
.

Panna di cocco

1 lattina di latte di cocco
4 cucchiai di zucchero a velo

Prendete una lattina di latte di cocco.mettetela tutta una notte in frigo.La mattina successiva tiratela fuori facendo attenzione a non scuoterla.Apritela e con il cucchiaino andate a prelevare tutta la parte solida del latte di cocco,cercando (se la volete bella densa) di non toccare il siero.Iniziate a montarla con le fruste elettriche insieme allo zucchero fino a raggiungere il risultato desiderato.
(la mia  l'ho lasciata semimontata perchè è così che serve per la ricetta.Ho aggiunto anche un pò di siero per questo)
Gli usi sono molteplici.Serve per accompagnare un gelato,una torta e dentro al caffè è divina!



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12 aprile 2013

Girasoli simil Mulino Bianco,l'Emporio e gli chef

Imperfetto.
Questo sarebbe stato il nome più adatto a questo blog.
Ma ormai da quasi un anno si chiama Emporio.
Emporio perchè c'è di tutto.Perchè accanto ad un discorso strappalacrime c'è la ricetta di un ciambellone,ci sono storie strampalate,le mie e ci sono storie vere,ci sono amiche, gatte,figlie e mariti (oddio correggo marito che di quello uno basta e avanza ^_^ ).
Emporio come il negozietto che c'era in quel piccolo paesino in Umbria,il negozietto della Cesarina.La Cesarina vendeva  negli anni settanta profumi francesi accanto a filoni di pane sciapo tipico ternano e accanto a mangime per le galline .Una volta c'ho comprato un paio di pantaloncini a righine bianche e celesti.Erano messi in bella vista sopra un prosciutto e non scherzo,credetemi.
Disordinato senza dubbio.Ma c'era un calore dalla Cesarina.Le donne del paese andavano a trovarla a targhe alterne per non lasciarla mai da sola.
Per umanità?Certo. Ma anche per sapere tutto di tutti.Ma mica per cattiveria.Per tenersi informate.Una specie di Novella 2000 antelitteram.Ricordo ancora giorni e giorni di pettegolezzi su una ragazza che doveva sposarsi ed era scappata all'ultimo momento "p'annà a fà la bona donna a Orvieto con n' avvocato".Michela si chiamava sta poverina.Me lo ricordo ancora.E io mentre ero intenta a girare con la mia biciclettina pensavo "E che male c'è a fare la bona donna?"
Il concetto ,velato tra le righe,ancora non mi era chiaro.
Ci trovate di tutto qui dentro.Soprattutto le imperfezioni,le sbavature.A volte le strisciate d'unghia sulla lavagna.
Parliamoci chiaro.Io non sono nè una chef,nè una pasticciera nè una favolosa cake-design.Non lo sono e non potrei proprio esserlo.Cucino per amore perchè così mi è stato insegnato.
Sono cresciuta messa su uno sgabello per arrivare al bancone in svariati ristoranti romani.Uno di questi si affacciava proprio su piazza S.Giovanni.Vedevo gli chef all'azione,tra i quali mio fratello,la fatica,le soddisfazioni,l'agitazione delle ore di punta,le riunioni al mattino (e questo non lo scorderò mai) di fronte ad una frappa.Si,proprio una frappa.Tre mucchietti, tre diverse calibrature di zucchero,tre diversi modi di aggiungere il lievito.Uno mi divertiva un sacco.Un mezzo bicchiere di latte dove veniva versato il cremor tartaro.Una pozione magica!Bollicine a non finire....E alla fine l'assaggio e la decisione su come e quale versione presentare.Chef che avevano studiato,girato svariate cucine,chef imbarcati sulle navi,chef che andavano a fare le varie stagioni.....Poi in Svizzera,nel locale di Selim,chef turco emigrato con dolore che all'epoca faceva il miglior kebab della città e sognava i profumi e i colori e i suoni della sua terra mentre fuori regnava il silenzio più assoluto....
Insomma,qui non troverete piatti perfetti,curati.Ci metto impegno,ma non ce la faccio ad essere perfetta.O magari non voglio.O magari non posso.O magari la perfezione la lascio a chi lo fa perchè quello è il suo destino
Vi prego solo di accettarmi per quella che sono.
Una foodblogger deliziosamente (spero) imperfetta.
Con affetto.

Vi propongo la merenda che oggi ho dato ai bimbi che fanno lezione da me.Tra un problema di matematica e uno di geometria ci abbiamo infilato un simil girasole,che ricorda molto quello del Mulino Bianco.Forse anche migliore,e lo dico senza temere di essere superba.La ricetta non è mia quindi manco il merito ^_^.L'unica variante è che io non ho usato vanillina e ho abbondato con il limone
(ricetta originale Il Dolce mondo di Sara)

Girasoli tipo Mulino Bianco

per la pasta:

400 gr farina
100 gr zucchero
100 ml latte
50 gr burro morbido
1 bustina lievito di birra
1 uovo
1 pizzico di sale
scorza di 1\2 limone grattugiata

per la crema:

300 ml latte
80 gr zucchero
55 gr farina
vanillina (io non l'ho usata)
scorza grattugiata di un limone.

Prepariamo tutti gli ingredienti per il ripieno sulla spianatoia infarinata,impastiamo fino ad ottenere una palla a facciamo lievitare per un'ora e mezzo,due (possiamo anche utilizzare la macchina del pane,programma lievitazione e impasto)
Intanto  prepariamo la crema.Scaldiamo il latte la scorza di limone grattugiata.In un altro pentolino mescoliamo farina,zucchero,limone e vanillina (io l'ho omessa),aggiungiamo il latte caldo lentamente,poniamo sul fuoco e facciamo addensare.Al primo accenno di bollore togliete,altrimenti diventerà troppo densa.
Facciamo raffreddare.
Trascorso il tempo di lievitazione,prendiamo l'impasto,lavoriamolo brevemente e stendiamolo a rettangolo.
Spalmiamo la crema che avevamo messo da parte,arrotoliamo,e tagliamo a rondelle non molto alte altrimenti lievitano tantissimo.
A questo punto mettiamole su una teglia foderata da carta forno (io le ho inserite dentro alla teglia dei muffins per non far perdere loro la forma)
Facciamo lievitare per una mezz'ora e cuociamo a forno caldo (180 gradi) fino a leggera colorazione(all'incirca ci vorrà un quarto d'ora)





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11 aprile 2013

Il Cupolone alle fragole e Mr.Dukan

Devo correre ai ripari.
Le cure ormonali di quest'inverno ormai sono evidenti.Le benvenute perchè mi fanno stare meglio ma ormai l'amicizia stretta tempo fa tra me e la ritenzione idrica è diventata una fratellanza.
Anche la conseguente ciccettina.
Basta,ho deciso.
Ho incontrato il mio mentore.E' lui,è Dukan.
Stamattina mi sveglio,solito saluto al Sole con ossa che fanno crik e crok e poi via verso un'entusiasmante colazione.Cosa c'è di meglio di una fantastica fetta di bresaola appena svegli?
E visto che ci sono ci abbino anche un meraviglioso yogurt magro.Bianco candido con una consistenza beh...sembra acqua.
Ma io sono convinta e mentre mando giù bocconi acidi mi appello mentalmente al mio santo protettore.Sempre lui,Mr.Dukan.Aiutami,dammi la forza tu che puoi.
A metà mattina,ma si vada per un'altra fetta di bresaola.
Del resto la prima settimana è la più dura,è la fase di attacco.E attaccare è la cosa che mi riesce meglio.
Già mi vedo agghindata come Penelope Cruz nei Pirati dei Caraibi,fiera e indomita con il piede  sprezzante sopra una montagna di bignè e meringhe ormai sconfitti.Al posto della spada in mano avrò una coscia di pollo ovviamente senza pelle e una vaschetta di Philadelphia rigorosamente light.E griderò "All'Arrembaggio" contro i miei chili superflui.
Una settimana che ci vuole.
Poi mi andrà di lusso.
Inizierà la seconda fase.Quella della crociera.
Già il nome fa sognare.Alla crociera posso solo abbinare pensieri lieti,di puro godimento e divertimento.
Infatti il godimento puro sarà che potrò aggiungere,squillino le trombe e rullino i tamburi........LE VERDURE!!!
Capito che estasi dei sensi?
E così via fino a che non avrò raggiunto il mio peso forma.
Giù a ruminare verdure come la capretta di Heidi e a trangugiare proteine come un culturista prima di una gara.A bere litri di acqua perchè ste tonnellate di proteine dovrò pur evitare che mi si attacchino sordide ai reni.
Venti minuti al giorno di zompettamenti vari per la sala come se avessi il fuoco di S.Antonio al ritmo delle canzoni di Just dance 4.
Caspita, mi aspetta una primavera meravigliosa.
Che programma entusiasmante.
Che giornate piene di prospettive alimentari.
Che giornate allietate da sapori che solo a pensarci le mie papille gustative iniziano a ballare la lambada.....
Ma che giornate del cacchio!La corsa verso il frigo è di quelle da centometrista.
La torta è li che mi guarda e la afferro.
Mr.Dukan,il nostro rapporto è stato breve ma intenso.

Oggi vi propongo er cuppolone.Una ricetta salvata nei miei archivi da un bel pò di tempo e mai provata.L'ingrediente fondamentale è uno di quei rotoli farciti che trovate negli scaffali del supermercato.L'ho trovata anni fa su cookaround (utente chiaretta 60).
Il risultato è una specie di zuccotto buono e bello da vedere.Io ho seguito passo passo la ricetta.Il ripieno è fatto con una soffice crema alla quale io ho aggiunto le fragole.La prossima volta ci sparerò direttamente tanto ma tanto gelato.Ed il bello è proprio questo:la versatilità del dolce.Scegliete il rotolo farcito nel gusto da voi preferito e poi sbizzarritevi.Crema gialla,crema al latte,crema al cioccolato,gelato...insomma viene sempre bene.Unico appunto per quanto riguarda la crema:l'autrice dice che si può aggiungere un foglio di colla di pesca alla crema stessa anche se non è necessario. Ecco secondo me è meglio aggiungerlo perchè altrimenti la cremina interna si spatascia un pò!
(link ricetta originale http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=152862)


Il cupolone alle fragole

1 rotolo farcito alle nocciole (per  farlo perfetto in realtà sarebbero meglio due)
rum o latte per bagnare

per la crema:

500 ml latte
1 uovo
5 cucchiai di latte
5 cucchiai di farina
scorza di un limone grattugiata
250 gr fragole a dadini

Fate scaldare il latte con la scorza grattugiata:Sbattere l'uovo con lo zucchero fino a farlo montare per benino,aggiungere la farina e diluire piano piano con il latte caldo aromatizzato con il limone.far addensare sul fuoco la crema .
Afine cottura la crema si presenterà molto densa.A questo punto secondo me sarebbe necessario aggiungere un foglio di colla di pesce (ammollato per una decina di minuti in acqua fredda,lo aggiungete alla crema calda e fate sciogliere).Prendete uno stampo da zuccotto,una ciotola,o anche uno stampo da plumcake.Rivestitelo con la pellicola da cucina.Tagliate a rondelle di 1 cm il rotolo farcito e foderate la base interna e le pareti dello stampo.Spennellatele con il rum o il latte per bagnarle un pò,Unite la crema mescolata con le fragole,livellate bene e coprite con le ultime fette rimaste del rotolo
(come potete vedere dalla foto il mio zuccotto presenta alcune zone non coperte.L'effetto a me è piaciuto,ma per avere un risultato bellissimo conviene usare due rotoli e cercare di chiudere tutte le fessure)
lasciare raffreddare il dolce e mettere in frigo per qualche ora.
Al momento di servire,capovolgere lo stampo,togliere la pellicola e voilà è pronto!







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10 aprile 2013

Le Girandole di mele e grazie per avermelo chiesto

Mi hai chiesto di raccontarti le mie figlie.Hai detto che ti mancano.
Ci provo.A modo mio.
Sara.
Sara ora ha sei anni.Commercialista nel Dna.Seria e puntuale come un orologio svizzero.Attenta ai dettagli e scassaminkia ad oltranza.Sembra te in miniatura,molte volte.Tutto sotto controllo,tutto in ordine.Lei ha certezze e mai insicurezze.Io sono la più bella,la più brava e la più in gamba.Sempre.Attendiamo lo tsunami adolescenziale anche in lei per vedere se le sue convinzioni resisteranno.
Ora è seriamente impegnata da due,tre mesi a questa parte ad escogitare un piano per accoppare la gatta,ma ancora non ha messo a punto una strategia che le consenta di farlo:
-senza spargimento di sangue
-evitando anche la ingente punizione che l'aspetta dietro l'angolo
Martina l'Artista,l'undicenne.Ha deciso che è molto più charmant dire che ha dodici anni anzichè uno in meno e quindi sono all'incirca due-tre mesi che ha spostato l'asse anagrafico in avanti.
A mia domanda:ma ad ottobre quando li compirai realmente che farai?per due anni di seguito dirai dodici?
Manchi di fantasia,la risposta.Ad ottobre ne compirò tredici,semplice.Che ci vuole?
Gli specchi sono motivo di estasi per lei o di cupa disperazione.
A volte si ferma per mezz'ora davanti al primo che le capita a tiro.E sembra preda di spasmi involontari del corpo.Ma tutto sono meno che involontari.Sono le prove generali.Di un'espressione,di un sorriso,di un'arcata sopraccigliare alzata al momento giusto.E in quei momenti ti dice :Ammazza quanto sò bella.
E io smetto di sudare freddo e mi dico,ok stavolta l'ho passata liscia.
L'ultima volta,ancora la ricordo con terrore si guarda,mi guarda,si riguarda e poi con occhi spiritati mi fa:
"Come si diventa suora di clausura?"
Ecco.Stavolta non la scampo.
E perchè suora?per giunta di clausura?
Perchè sono brutta
E perchè saresti brutta?
Perchè ho le sopracciglia disordinate.
Beh,esistono le pinzette.
Fanno male?
beh,un pò.
Va beh proviamo,solo una però !
Ahia,ma si soffre...
Ok,vada per la clausura...
In camera troneggiano diecimila poster.A me diverte una camera così vivace,sarà che la mia adolescenza l'ho vissuta tra mura tempestate di Duran Duran Spandau ballet e Wham e la ricordo ancora con tenerezza...
Ora c'è un tizio spiaccicato da tutte le parti.Harry Styles,One Direction.Beh,l'ho beccata che passava davanti al poster,arrossiva e si sistemava i capelli.
A mia annotazione a margine "A Martì,ma è un poster mica ti vede"
ribatte acidamente :"Non se pò mai sapè"
E quindi rimaniamo in attesa del miracolo del poster animato.
Vuole fare il conservatorio.Speriamo.Un bel modo di educarsi alla vita e di sfuggire alle insidie dell'adolescenza.
Ecco,un piccolo spaccato della nostra vita.Avrei potuto dirti che mi sento orgogliosa.Sono serie educate,mai fuori posto,mai lagnose,attente,simpatiche.Posso portarle ovunque e ovunque sanno scegliere il comportamento più giusto da tenere.Ma sarei noiosa,sono la loro mamma.
Loro due sono la mia bussola nella vita,mi indicano sempre la direzione.
Sono la mia boccata d'ossigeno,di purezza in giornate in cui quello che vedo e che sento non mi piace affatto.
Grazie per avermelo chiesto.

Oggi una ricetta con protagoniste le mele.e te pareva.Lo so,sono il mio punto debole.ma il dolce con le mele mi sa di casa e visto l'argomento di oggi ci sta proprio bene.(ricetta by Sara)

Girandole alle mele

per la pasta:

420 gr farina
100 gr zucchero (io 120)
80 gr burro morbido a dadini
125 ml latte
1 bustina di lievito di birra
1 pizzico di sale


per il ripieno:

3 mele
3 cucchiai di zucchero
30 gr burro
o marmellata
cannella

per la superficie:

granella di zucchero
2 cucchiai di latte

Impastate tutti gli ingredienti per il ripieno su una spianatoia infarinata.Formate una palla e mettete a lievitare in luogo caldo per un'ora e mezza.(potete anche usare la macchina del pane e usare il programma impasto e lievitazione)
Al termine prendete l'impasto,sgonfiatelo e lavoratelo per un pò.Stendetelo a forma di rettangolo.Spalmate la superficie o con il burro o lo zucchero o con la marmellata.unite le mele tagliate a dadini e la cannella.Arrotolate il tutto  e tagliate poi delle rondelle che saranno le vostre girandole.Fate lievitare per un'altra mezz'oretta .Spennellate la superficie con i cucchiai di latte,
cospargete con la granella di zucchero e cuocete in forno caldo a 180 gradi per una mezz'oretta.










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9 aprile 2013

Conchiglioni gratinati-lasagne zucchine e pancetta



Pasta.Di quella che piace a me. Goduriosa, Piena di sapori e amica della ciccia sui fianchi ad oltranza!

Gratin di conchiglioni ripieni di patate e pancetta

300 gr conchiglioni
4 patate medie
2 vaschette di pancetta affumicata a dadini  Furlotti
1 cipolla
1 scamorza
1 ciuffo di prezzemolo
sugo di pomodoro
besciamella fluida
parmigiano grattugiato
vino bianco

In una padella fate rosolare la cipolla tagliata a dadini.Aggiungetevi le patate tagliate a dadini.fate rosolare,sfumate con del vino bianco e fate cuocere,aiutandovi magari con delle piccole aggiunte di acqua calda per evitare che si brucino.Cinque minuti prima della fine della cottura unit la pancetta e fate insaporire tutto insieme.Spegnate il fuoco e fate raffreddare.
intanto cuocete i conchiglioni,scolandoli quando sono ancora molto al dente.
Al ripieno di patate e pancetta aggiungete la scamorza a dadini e il prezzemolo tritato.Iniziate a riempire i conchiglioni,adagiandoli in una teglia da forno imburrata,dove avrete provveduto a creare uno strato di sugo di pomodoro e besciamella.fate un solo strato di conchiglioni,irrorate con il sugo di pomodoro,unite la besciamella,la scamorza a dadini se vi è avanzata e una bella spolverata di parmigiano grattugiato.
Infornate a 180 gradi per una mezz'oretta.




Lasagne zucchine e pancetta

1 confezione di lasagne
3 zucchine
1 mozzarella
2 vaschette di pancetta affumicata  Furlotti
1 spicchio di aglio
besciamella molto fluida
parmigiano grattugiato

In una padella soffriggete lo spicchio di aglio.unite le zucchine a rondelle e portatele a cottura,magari aggiungendo ogni tanto dell'acqua calda o del brodo vegetale (quel tanto che vi consente di non farle bruciare).Cinque minuti prima di toglierle dal fuoco,unire la pancetta e farla rosolare.
Iniziate a comporre le lasagne.Strato di besciamella,lasagna.staro di zucchine e pancetta ,besciamella,mozzarella e spolverata di parmigiano.Cosi via fino all'ultimo strato che dovrà essere fatto solo di besciamella,mozzarella e parmigiano grattugiato.
Ponete in forno caldo a 200 gradi per una mezz'oretta.





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8 aprile 2013

Il ciambellone ripieno di gelato.di Kush e Kavafis

Questo fine settimana mi ha portato alla scoperta di due artisti.Uno suggerito da Berry.
Lui è Vladimir Kush,pittore e scultore surrealista russo.Bel tipetto (il che non guasta mai ,anche se Berry dice che i russi sono troppo Ice ^_^) con all'attivo delle opere straordinarie...questa è una di quelle che mi hanno incollato gli occhi allo schermo:

L'altro è un poeta e giornalista greco,Konstantinos Kavafis.Un piccolo libretto,una vecchia edizione Einaudi scovata in una bancarella dell'antiquariato tempo fa.Dimenticato poi in un cassetto.Ieri il ritrovamento e la scoperta di un mondo bellissimo.Poesie delicate,a volte disincantate ,un mondo da scoprire.Ve ne lascio una:

Tanto Quanto sia possibile

"E se tu non puoi condurre la vita che vuoi,
cerca almeno di fare qualcosa,
tanto quanto sia possibile.
Non pasticciarla in rapporti mondani,
in troppa agitazione e discorsi.
Non la sciupare impegnandola in tutti i propositi,
portandola ovunque e esponendola alla futilità quotidiana,
fino a farne un'estranea importuna"

Bella vero?Buon lunedi  mie care!


La ricetta di oggi è quella di un ciambellone ripieno di gelato.Semplice da fare e adatta alle prime temperature miti.La base è la mia solita ciambella allo spumante (o vino bianco).Per il ripieno io ho optato per un gelato alla nocciola impreziosito da gocce di cioccolato.

Ciambellone ripieno di gelato

per la base:
300 gr farina
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
1 bicchiere di spumante
1 bicchiere di olio di semi
250 gr zucchero

per il ripieno:
una vaschetta da 500 gr di gelato alla nocciola
150 gr gocce di cioccolata

per guarnire
100 gr cioccolata o fondente o al latte

Montare le uova con lo zucchero per una decina di minuti.Aggiungere un pizzico di sale e il bicchiere di spumante.Unite la farina setacciata con il lievito alternandola con il bicchiere di olio.Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella e versatevi il composto.Cuocete a 180 gradi per una quarantina di minuti.
lasciatelo raffreddare completamente.
Tirate fuori il gelato dal freezer a fatelo ammorbidire.
Prendete della pellicola e foderatevi lo stampo dove avete cotto il ciambellone.Quando questo sarà freddo,tagliatelo a tre quarti d'altezza.prendete la parte inferiore,mettetela nello stampo foderato e aiutandovi con un cucchiaino cercate di scavare formando una specie di tunnel,
Riempite lo spazio che avete creato con  il gelato,unite le gocce,coprite con l'altra parte del ciambellone tagliato e ponete in freezer a far solidificare.
Una mezz'oretta prima di servirlo tiratelo fuori,toglietelo dallo stampo aiutandovi con la pellicola e fatelo ammorbidire.Sciogliete a bagnomaria o al microonde la tavoletta di cioccolata.tagliate le fettine del ciambellone disponetele sul piatto e irroratele con la salsa calda di cioccolato.



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5 aprile 2013

I biscotti al latte e The One

Uno dei miei fratelli diceva sempre:" Se ti senti triste accendi la radio,ascolta un cd,insomma ..usala la musica"
Stamattina ero un pò amareggiata,con mille pensieri che si affacciavano spiacevoli per poi ritrarsi ..senza curarsi però di non lasciare traccia.
Il post odierno prendeva forma nella mia testolina,intanto.
Un post amaro.
Ho acceso la radio.
Sentiamo se una musica può fare,come canta Max Gazzè.
E ha fatto.
Ma non una musica.Una notizia.
Se volete stupida,ma che a me ha fatto viaggiare con i ricordi,mi ha ricordato i miei trascorsi e in fondo chi sono...
Ieri il mio primo,unico ed insostituibile amore ha compiuto trent'anni.
Bello come il sole,forte,invincibile.
Chi è?
Curiosone.
Vi dice nulla alabarda spaziale?
E insalate di matematica?
Ebbene si è lui!


Il mio mitico Actarus.Goldrake....
Che ricordi ragazze!!Avevo otto anni e il cuore mi batteva forte forte quando in Tv scorrevano le prime immagini della sigla...mi aggiustavo i capelli prima dell'inizio,mi sedevo in poltrona e per una mezz'ora mi dimenticavo di tutto.
Ieri è stato celebrato il trentennale della messa in onda in Italia di Goldrake.Settantaquattro episodi che potrei citare quasi a memoria!!
Io ero convinta della sua reale esistenza.Vicino casa mia c'era una montagna...ebbene,la sera prima di andare a dormire la guardavo e le lanciavo un bacio segreto.Perchè lì dentro c'era lui,mica pizza e fichi!
Sognavo un matrimonio con tanto di vestito bianco e pugni fotonici al posto del lancio di riso e tanti piccoli figli dalla doppia identità:umani e robot allo stesso tempo.Perchè in fondo trangugiare un'insalata di matematica la consideravo impresa degna di un supereroe,non fosse altro che c'era proprio la matematica in mezzo....
Com'è finita?
Male,come la maggior parte dei primi amori..(.ma dietro l'angolo una tragedia ancor più strappalacrime,ne ho parlato in questo post.)
Vi lascio con la siglia di Goldrake.Mitica!


E un ricordo prettamente infantile non poteva non portare con sè uno degli alimenti tipici del mondo dei bimbi:i biscotti da latte.Quelli grossolani,quelli che si buttano dentro il latte,quelli che ...gli aumneta il peso specifico in maniera esponenziale.Da una vecchia ricetta,non so come,non so dove,forse dalla Prova del Cuoco..L'essenziale è aromatizzarli o con la vanillina o con gocce di cioccolata!

Biscotti al latte

500 gr farina
100 burro
150 zucchero
100\120 latte
1 cucchiaio di miele
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina o gocce di cioccolato o bacca di vaniglia
1 bustina di lievito

Su una spianatoia infarinata disporre tutti gli ingredienti.Impastare fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo.Far riposare per un quarto d'ora in frigorifero.
Tirare fuori l'impasto,stenderlo in maniera tale da lasciare un discreto spessore (più son grandi più vien bene la pucciatura nel latte!!).Tagliare l'impasto con delle formine,porre i biscotti cosi ottenuti su una teglia con carta forno e cuocere per un quarto d'ora a forno caldo a 180 gradi.Tirali fuori,farli raffreddare per bene e spolverarli con dello zucchero a velo


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4 aprile 2013

Fragole snack,tortino carciofi e scamorza e la nube tossica

La composizione della nube tossica sta lentamente evolvendosi.Da materiale gassoso si è trasformato in materiale solido tangibile:i visi della gente.
In città sono state notate orde di persone tristi ,grigie,ammutolite.
Gli esperti ritengono che l'effetto perdurerà negli anni se non verrà pianificato un attacco di massa.
I principali sintomi sono:grigiore del viso,ghigno iroso che piega le labbra e consistenti scoppi di ira.
Di chi o di cosa sarà colpa?Smog,buco dell'ozono ,batterie scariche buttate nell'ambiente che provocano esalazioni mortali?
Uno o forse tutti o forse altri motivi.
La situazione,ci dicono i bene informati sta degenerando lentamente.Gli uni contro gli altri armati.pronti al giudizio,alla denigrazione,alla critica.Appollaiati come corvi ad aspettare un passo falso,un piede appoggiato di sbieco anzichè dritto.
Il rimedio,dopo accurate ricerche scientifiche condotte da un team di esperti internazionali?
Solo uno:

Smile!Sorridiamo.
Non costa nulla,non serve nemmeno la ricetta ed è esentasse.
Che vogliamo di più?
Dedicato a tutte le persone che tentano inutilmente di ingrigire le nostre vite!

Oggi una doppia ricetta.Il lavoro ha ripreso quota e il tempo è poco quindi ottimizzo!
La prima veramente carina.L'ho presa dalla pagina Fb di Laura Ravaioli.Uno snack dolce con poche calorie visto che la prova bikini vi aspetta.Aspetta voi non me perchè io per quest'anno indosserò il burka ^_^

Fragole snack

2 yogurt densi (tipo greco)
1 cestino da 250 gr di fragole

Versione veloce:
lavate le fragole,immergetele nello yogurt e mettetele nel congelatore.Quando arriva la voglia di dolce afferratene una e gustate.Un simil gelato senza sensi di colpa.

versione accurata.
mettete lo yogurt per un quarto d'ora in freezer.Lavate le fragole,immergetele nello yogurt e ponetele nel congelatore.Dopo una mezz'oretta tiratele di nuovo fuori,immergetele di nuovo nello yogurt (che non avrete rimesso in freezer) e riponetele di nuovo nel congelatore.
fate per la terza volta la stessa operazione.
fatele congelare per bene e gustate!



( la mia versione nella foto è quella veloce,meno accurata senza dubbio ma ero troppo curiosa di vedere il risultato)

Tortino di patate carciofi e scamorza

3 carciofi
3 patate
1 scalogno
1 ciuffo di prezzemolo
1 scamorza 
sale
pepe
olio
vino bianco
2\3 mestoli di brodo vegetale

Pulite i carciofi riduceteli a spicchi e metteteli a soffriggere in una padella con lo scalogno tritato.Sfumate col vino bianco e iniziate la cottura.Nel frattempo pelate e lavate le patate.Con la mandolina tagliatele a fette sottili e unitele ai carciofi quando questi saranno a metà cottura.Aggiungete anche il prezzemolo tritato.Incoperchiate,aggiungete se è il caso i mestoli di brodo bollente e portate al termine della cottura stessa.
Imburrate una teglia,fate uno strato con il composto di patate e carciofi,unite la scamorza a fettine ,coprite con un altro strato e così fino ad esauriemnto del tutto.Ponete in forno caldo (180 gradi) e fate gratinare per circa un quarto d'ora.


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3 aprile 2013

Biscottini all'olio d'oliva e agrumi e Furia

Voi la conoscete una Furia?
Furia,la versione femminile singolare niente meno che di :


Io si che la conosco una Furia.
E mi fa fare delle grandi risate.
Certo le prime volte è stata dura perchè il vaffa era sempre sulla punta della lingua.E credetemi,per me riuscire a stare zitta è impresa titanica.
Poi ho imparato a capirla e a comprendere che dietro questo atteggiamento si nasconde una grande insicurezza.
L'ultimo episodio oggi.
"Mia cara oggi sono libera da impegni,non lavoro e possiamo vederci per quel famoso caffè"
"Monica cara ma con piacere.Sei libera alle 14.45?"
Ok iniziamo le danze ,penso tra me e me.
"E no,devo sfamare la carota grande.Se per te va bene facciamo verso le cinque?"
"Giammai,alle 17.05 devo partire per andare a Roma.Facciamo così,la parrucchiera mi viene a far la piega alle 15.00.Calcolando un trentacinque minuti massimo direi che ci possiamo vedere alle 15.45 fino alle 16.00.Poi devo andare a lustrare le ruote della macchina e a menar cani per l'aia.Che dici?"
"Dico che lo vedi a magnà troppa cioccolata che succede.Picchi de insulina e poffffffff te se frigge il cervello"
Non si rilassa mai.Anche se non ha nulla da fare inventa incastri di orari assurdi,claustrofobici.Un'agenda degna dell'inquilino della Casa Bianca.Impegni veri o presunti per sentirsi viva.E noi che le stiamo accanto camminiamo come funamboli per cercare di capirla e accettarla così com'è...basta attrezzarsi orologio alla mano,righello per sistemare le tazzine del caffè sul tavolo,goniometro per eventuali angoli e ..orecchie pronte ad ascoltarla.Perchè se si supera la diffioltà iniziale del mandarla a raccogliere ravanelli in Patagonia beh....c'è tutto un mondo da scoprire dietro quelle manie.

Oggi biscottini all'olio extravergine.presi dal blog di Sara con alcune modifiche!

Biscottini all'olio d'oliva e agrumi

300 gr farina
130 gr zucchero
80 ml olio extravergine d'oliva (Villa d'Orri)
2 uova
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
scorza grattugiata di un'arancia
scorza grattugiata di un limone

Su una spianatoia infarinata disporre la farina e tutti gli ingredienti e impastare velocemente.riporre la frolla cosi ottenuta per una mezz'oretta in frigo .Accendere il forno a 180 gradi.Prendere una teglia,foderarla con carta forno.Stendere l'impasto e con una formina ricavare tanti biscotti.Cuocerli per un quarto d'ora.
Una volta raffreddati spolverarli con lo zucchero a velo o in alternativa con del  cioccolato fuso.
Io li ho aromatizzati con gli agrumi,ma sono ottimi anche alla cannella,all'anica,alla vaniglia...insomma in base a quello che vi suggerisce la vostra fantasia!



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2 aprile 2013

La Crostata delizia alle mele e il volo del gabbiano

Quanto è sviluppata la vostra capacità di osservazione visiva?
Ma non la macro osservazione,la micro ,quella delle cose piccole,le cose in secondo piano,le cose che non fanno clamore.
La mia è poco sviluppata.Guardo la scena nel suo insieme.E la maggior parte delle volte mi fermo e non vado oltre.Purtroppo.Perchè mi perdo molto della realtà sfumata.
Una sensazione  provata ieri.
Al mare,seduta sulla sabbia,mentre le bimbe giocavano con il papà.
Ho alzato gli occhi al cielo.Un gabbiano volava basso.Quante volte ho visto un gabbiano volare?Tante.Ma quante volte l'ho osservato veramente?
Il suo volo è un volo incurante,disinteressato.Vola senza traiettorie precise,col muso e il becco alti e fieri.Ma è noncurante all'apparenza.....basta un attimo e quello stesso volo leggiadro ed incurante diventa un'operazione degna di un incursore del battaglione S.Marco.Con una precisione chirurgica si abbassa fino al lambire l'acqua e cattura la preda.Per poi riprendere il suo volo incurante e apparentemente senza meta e desideri.
Una bella metafora non trovate?Mi piacerebbe prendere spunto dal volo del gabbiano.Vivere incurante per la maggior parte del tempo.Vivere leggera..per poi partire in picchiata per un obiettivo che ne vale la pena.E centrarlo in pieno.E poi riprendere serenamente il volo....

Altra ricetta firmata MariaRosa.Una crostata delizia alle mele.Una frolla che non è una frolla.Alta,morbida,quasi una torta....


Crostata delizia alle mele

500 gr farina
200 gr zucchero
150 gr burro
3 uova
1/2 bicchiere di latte
500 gr mele
200 gr marmellata di albicocche
scorza grattugiata di 1 limone
1 cucchiaio di sambuca
1 pizzico di sale
1 bustina lievito per dolci

Disporre sulla spianatoia la farina a fontana.Fare un buco al centro e unirvi lo zucchero il burro morbido a pezzetti,il sale,la scorza di limone e le uova sgusciate.Impastare velocemente aggiungendo piccole dosi di latte fino ad ottenere un impasto omogeneo.Se dovesse essere troppo appiccicoso aggiungete altra farina.Stendere l'impasto a sfoglia e ricoprirvi il fondo di una teglia imburrata e infarinata (o con carta forno) rialzando l'impasto stesso leggermente sul bordo.Spalmarvi la marmellata,sistemarvi le mele tagliate a fettine sottili e cuocere in forno caldo per 45 minuti a 180 gradi.



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