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Riso Venere con i gamberoni, il fascino di un piatto sensuale



Riso Venere con i gamberoni


Ospiti raffinati a pranzo? Niente paura! Il Riso Venere con i Gamberoni è un primo elegante, sensuale, adatto anche a chi (come me) non ama molto i piatti di mare. Puoi prepararlo com un classico risotto oppure se non hai tempo e voglia di cucinarlo, puoi acquistare il riso già pronto. Lo trovi negli scaffali del supermercato in comode buste. In questo caso ti basta realizzare la base del risotto come ti elencherò nel procedimento, aggiungere il contenuto della busta e in dieci minuti porti a tavola una ricetta in grado di stupire i palati più raffinati!

Nomen Omen direbbero i romani. In effetti questa breve locuzione latina calza a pennello al nostro riso nero. Venere evoca atmosfere sensuali, intriganti, ricche di seduzione. Tutte caratteristiche che possiamo ritrovare in un chicco di questo riso che io personalmente non avevo mai avuto il piacere di provare. La consistenza è quasi croccante, il sapore ricorda lievemente una pennellata di nocciola tostata, legno di sandalo e il profumo del pane appena sfornato. Pura poesia, un'emozione sensoriale che vi invito a provare!

Il riso Venere è un incrocio tra una varietà asiatica e un riso italiano. Senza glutine, ricco di fibre e vitamine, è coltivato in Piemonte, in un'area protetta e certificata.

E' conosciuto anche con il nome di riso proibito dell'Imperatore. Il perché ve lo spiego subito. Pare infatti che il Venere abbia delle stupefacenti proprietà afrodisiache. Il nostro caro Imperatore beh, voleva essere il solo a conquistare la fascia di Mandrillo of World😉

La morte sua sono i gamberi, le mazzancolle, i gamberoni. La relazione tra i crostacei e il riso nero è stupefacente. Hanno la straordinaria capacità di esaltarsi a vicenda senza perdere la propria personalità. Servitelo con una bollicina italiana, la stessa che userete in cottura per sfumare. Pronti?

Andiamo in cucina!

RISO VENERE CON I GAMBERONI


400 g riso Venere
400 g gamberoni già puliti
2 scalogni
50 g burro
50 ml vino bianco di ottima qualità (io ho utilizzato un prosecco extra brut)
brodo di pesce o vegetale

Se utilizzi i gamberoni freschi, non buttare i carapaci e le teste perché puoi realizzare un ottimo fumetto di pesce con il quale cuocere il tuo risotto. Se come me invece hai soltanto dei crostacei surgelati, prepara un ottimo brodo vegetale.

Fai sciogliere metà burro in una padella e aggiungi lo scalogno tritato finemente. Dopo qualche istante aggiungi i gamberoni, falli insaporire brevemente e sfuma con il vino. Aggiusta di sale e pepe.

In una casseruola a parte fai fondere il burro restante e rosola lo scalogno tritato. Aggiungi il riso Venere, fai tostare leggermente per qualche istante e portalo a cottura aggiungendo mano mano il brodo che ha i preparato.

Quando mancano pochi minuti al termine della cottura, aggiungi i tuoi gamberoni al riso, fai insaporire aggiungendo qualche cucchiaio di brodo se tende ad asciugare e completa con un ciuffo di prezzemolo tritato.

Gli spiedini di pomodorini e siamo tutte Carlotta Pallotta




Tempo fa ho scritto un piccolo incipit. Era il periodo in cui i blog erano un crocevia di commenti, di mail private in cui ti trovavi a raccogliere segrete confessioni o a dispensare consigli in pieno Donna Letizia's style. Una sera, dopo una conversazione con una ragazza, nacque Pallotta e il suo mondo fatto di sensazioni ed emozioni comuni a tutte noi. Un progetto accantonato nel tempo ma che ieri ho ritrovato e rispolverato. Mi ha fatto sorridere, teneramente....


Mi chiamo Carlotta. 
Totta per gli amici, Carlotta Pallotta tra me e me.
Perché Pallotta? Perché dopo la gravidanza non sono più la stessa.

Ho scoperto che la legge di gravità mi attira le terga verso il basso. Le tette ce le ho a pera e nei miei fianchi ci possono soggiornare tre famiglie in colonia estiva con relativi ombrelloni aperti.

Non sono bella.
Sono carina.
Non sono alta, non sono né bionda né mora, non sono una cima.

Sono una di quelle ragazze che appartengono al genere “mediamente”.
Un genere affollato sapete. Siamo in parecchie, alcune consapevoli, altre no.
Come quando ti trovi per strada la ragazza insalsicciata in fuseaux che nemmeno Naomi Campbell potrebbe permettersi.
Ecco, quella è una mediamente, ma non lo sa ed è convinta di stare sull'Olimpo insieme alle dee.

Però a pensarci bene...se il tuo uomo ti ci fa sentire una dea, beh..perché negarsi questa piacevole sensazione.
Una sensazione che io non ho.
O forse non la voglio avere.
Perché oltre ad essere una mediamente sono anche terribilmente cocciuta.Vedo solo ciò che voglio vedere.

Mi importa un fico secco degli occhi degli altri.
Non mi entrano i jeans.
Ma sei bella lo stesso.
Si, ma intanto i jeans non mi entrano lo stesso.

Il mio lui si chiama Ernesto.
"Ernesto fa presto" per gli amici e a volte anche per me, ma per altre ragioni, accidenti alla barba di Zeus.
Per lui non ci sono mai problemi, risolve tutto in un lampo.

Nel suo ufficio è idolatrato manco come fosse un'apparizione di Freddy Mercury in baffi e ossa riconosciuta dalla Chiesa .
Hai un problema?
Lui te lo risolve.
Beata me? Ne riparleremo.

Tappetta è la mia piccola. Lei non è una mediamente. Lei è un' “olimpica” perché se ne sta lassù, con le sue cosciotte cicciotte, i suoi buchini sulle gambe. Buchini che all'età sua sono motivo di orgoglio e che alla mia età sono il motivo migliore per passare al burka.

Tappetta è bella. E' una mangiona e non dorme.
E nemmeno io dormo.
Io sono una passeggiatrice domestica.
Trascorro la notte a passeggiare.
Però mi manca la divisa d'ordinanza delle passeggiatrici: minigonne, tacchi a spillo e labbra a canotto.
La mia divisa invece è una vecchia vestaglia con quello che una volta, tanti rigurgiti fa, doveva essere un orsetto o un coniglietto. In più ho i capelli alla Mirco dei Bee Hive, un ciuffo scolorito che passa dal panna violetto acceso al rosso rosa azzurrino....




To be continued?

Questo è un primo capitolo pilota, un incipit. C'è un po' di tutte noi dentro, perché tutte siamo un po' Carlotta "inside". E come ogni opera che si rispetti è frutto della fantasia della sottoscritta, di storie ascoltate strada facendo 😉




Non so a voi ma a me leggere mette fame. Oddio, se la devo dire tutta, ogni cosa mi mette fame. Ve l'ho mai raccontata quella storia del vecchietto che mi ha rivelato la sua chiave per arrivare a ottanta anni belli arzilli? No, va beh, in un prossimo post vi elargirò a piene mani la sua teoria! 

Oggi vi propongo una ricetta che trovato sul giornale della Coop e perfetta per chi vuole un piatto sano ma gustoso. E' adatto ai vegani vegetariani? Si, ma solo trovando un formaggio che non preveda l'aggiunta di caglio di origine animale ovviamente. lascio quindi a voi la scelta del prodotto adatto alle vostre esigenze. E' prevista anche l'aggiunta di panna. Anche qui sostituitela con quella vegetale se le vostre esigenze o preferenze alimentari vi impongono altre scelte. Per tutti gli altri sappiate che potete utilizzare la feta oppure un qualsiasi formaggio morbido. Ci vogliono dieci minuti di orologio e portate in tavola una ricetta squisita e perfetta per il caldo estivo....che qui ancora non è arrivato!


SPIEDINI DI POMODORINI con CROSTINI ALLA CREMA DI FORMAGGIO e BASILICO

500 g di pomodorini ciliegia o datterini
4 fette di pane
200 g di feta greca o altro formaggio morbido (o altro adatto ai veg)
100 ml di panna fresca (vegetale per i veg)
2 cucchiai di erba cipollina e origano
1 limone
basilico
olio
sale e pepe


Prendi gli spiedini di legno, quelli lunghi e tienili a bagno in acqua fredda per circa dieci minuti. Infilza i pomodorini su questi bastoncini di legno, condiscili con olio, sale e pepe. Cuocili su una griglia rovente, spolverizzandoli con le erbe aromatiche fino a che saranno leggermente appassiti e bruciacchiati.

Spennella con l'olio le fette di pane e falle grigliare.

Frulla la feta o un altro formaggio in un mixer fino a ottenere una crema. Aggiungi la panna, il basilico, 1 cucchiaio di succo di limone e 2 cucchiai la scorza grattugiata. Frulla ancora per qualche secondo.

Servi gli spiedini con i crostini e la crema di formaggio.

Chole Bathure, il perfetto piatto veg, e famolo strano!





emporio 21 india


Famolo strano, almeno una volta a settimana.
Liberiamoci dalle convinzioni ataviche, dai pregiudizi e dal sentito dire.

Famolo strano, come da copione, durante i week-end o, se siamo particolarmente curiosi, almeno una o due volte nei giorni lavorativi.

Famolo strano quando la gola e la lussuria sono le nostre abituali dimore o famolo strano quando il colesterolo bussa alle nostre porte.

Ehhh?

Rewind.

Aspetta un attimo, mi sa che ti sei fumata l'intonaco e qualche zucchina dell'orto. Ma cosa intendevi quando dicevi famolo strano?

Mangiamo strano.
O almeno allarghiamo i nostri confini sensoriali alla ricerca di ricette etniche che ci conducano lentamente in un comodo viaggio low cost, pigramente seduti intorno alla nostra tavola.

Facciamo come gli americani. Destiniamo un giorno, magari il venerdì o il sabato, al cibo da asporto etnico. Ma l'"asporto" che sia dalla nostra cucina al tavolo della sala da pranzo perché non c'è niente di più sano e prezioso di un alimento fatto con le nostre mani.

Non c'è nulla di più evocativo di un cibo. Profumi, sapori e modi di cucinare diversi eppure così semplici e affini alle nostre corde di esploratori.

Però non tutti amiamo sconfinare nella cucina degli altri. Questo è un aspetto che fondamentalmente non comprendo negli altri, forse per la mia vita da girovaga. Escludere a priori quello che non conosciamo mi sembra una prova di superficialità come il rimanere chiusi nei confini del proprio comfort cittadino.

La curiosità anche culinaria è una molla che spinge alla conoscenza. E conoscere allarga le maglie del cervello.

Prendete questo Chole Bhature. Un nome inusuale per un piatto capace di far sorridere qualsiasi studente universitario indiano. E' una semplice e inedita combinazione tra chana masala (i ceci) e un pane, bhatura, che una volta provato difficilmente dimenticherete,



E' tipico della cucina del Punjabi anche se non esiste posto nel nord dell'India dove questa deliziosa specialità non venga proposta. Dove? Ma per strada, perché è uno street food tra i più acquistati.

Non è però uno snack, ma un vero e proprio pasto completo. E' talmente buono che difficilmente avrete bisogno di altro.

Anzi, magari un bel bicchiere di Lassi che oltre a essere molto buono dà sempre quel tocco di Indian Style che ci piace tanto.

Separare il chole dal bathure è impossibile. Sarebbe come togliere la Beatrice a Dante, la Laura al Petrarca, la patatina a Rocco Siffredi 😀

Si completano a vicenda, come i matrimoni ben riusciti.



Ma perché parlavi di colesterolo all'inizio?
Allora il chole bathure ha circa 450 calorie. 

Il problema non è tanto il chole, è un intingolo di pomodori, ceci e spezie ma il bathure ovvero il pane fritto!

Se avete problemi di linea, colesterolo incipiente o cistifellea capricciosa beh avete una doppia scelta:

-  li separate (scelta SCONSIGLIATISSIMA)

- il bathure lo cuocete al forno, non sarà la stessa cosa ma almeno potrete gustarvi senza troppi problemi questo meravigliosa ricetta del Punjabi!

Una precisazione: il bathure va fatto lievitare coperto per circa un'ora e mezzo. Quando avrà raddoppiato il volume, dividetelo in otto porzioni e cercate di dar loro una forma tonda senza mattarello ma semplicemente con le mani. Non verranno certo perfette, ma così vuole la tradizione!

CHOLE BATHURA

dose per 2 o 3 persone

Per il bathura

250 g farina di tipo 2 o grani antichi
100 ml yogurt (vaccino o vegetale)
1 cucchiaio di latte (vaccino o vegetale)
sale 
1\2 cucchiaino di zucchero
1\2 bustina di lievito di birra liofilizzato 
5 cucchiai di olio extravergine

Per il chole

1 lattina di ceci lessati
3 pomodori pelati
1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro
1\2 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di semi di cumino
2 foglie di alloro
1 stecca di cannella
1\2 cucchiaino di curcuma
1\2 cucchiaino di zenzero
1\2 cucchiaino di peperoncino 
1\2 cucchiaino di garam masala o curry


Fai il bathure

In una ciotola mescola la farina con il sale. Aggiungi tutti gli ingredienti previsti. Se noti che l'impasto tende a non formarsi o risulta poco elastico aggiungi poca acqua per volta finché non ottieni un composto morbido e uniforme.

Metti in una ciotola e copri il tutto con un panno umido. Fai Lievitare fino al raddoppio.

Fai il chole

Trita finemente aglio e  cipolla

In un wok o in una padella scalda qualche cucchiaio di olio e aggiungi la stecca di cannella, il cumino e le foglie di alloro.

Fai sfrigolare leggermente (devi sentire il profumo delle spezie).

Aggiungi il mix di cipolla e aglio e fallo soffriggere . Aggiungi lo zenzero, il peperoncino , la curcuma, il garam masala (o il curry).


Unisci i pomodori pelati e schiacciali con la forchetta. Aggiusta di sale e pepe e aggiungi mezzo cucchiaino di zucchero (per togliere l'acidità del pomodoro) e mezzo bicchiere di acqua. Fai cuocere lentamente per circa cinque minuti.

Versa i ceci scolati e continua la cottura per circa 30 minuti.

Spegni e fai riposare

Cuoci il Bathure

Prendi il panetto di bathure lievitato e dividilo in 8 porzioni. 
Fai scaldare una pentola con abbondante olio per friggere.

Stendi ogni pezzo di impasto con le mani, fino a dargli una forma semicircolare (cerca di tiralo il più possibile, deve essere molto sottile)

Friggi nell'olio caldo. Il tuo bathure si gonfierà come per magia e farà tante piccole bolle. Scola e assorbi l'olio in eccesso.

Servi caldo con il composto di ceci.

- Se vuoi evitare la frittura cuoci il bathure in forno caldo a 180 °C per circa 5 minuti










Il Chili di Jamie e giù le mani dalla mia privacy!!!




Videochiamate, skype, webcam.
E non basta.
Pochi giorni fa la notizia che presto sarà messa sul mercato un app che consentirà ovunque, comunque e a chiunque al costo della sola connessione, di telefonare guardando in faccia il proprio interlocutore
Io non ci sto
Io non voglio che qualcuno mi veda perché…
Rivendico il mio diritto di rispondere al telefono con il viso bianco per la maschera al cetriolo del Madagascar
Oppure con i bigodini.
Rivendico il diritto di rispondere struccata, spossata e stressata
Rivendico il diritto di parlare al telefono divorando tre etti e mezzo di patatine facendo finta  con chi sto parlando al telefono che siano foglie di insalata particolarmente croccanti.
Rivendico il diritto di fare boccacce e corna di ordinanza al mio interlocutore se non particolarmente gradito, nascosta da una cornetta e dal buio dell’etere.
Rivendico il diritto di nascondere il rossore che deriva da una telefonata attesa, desiderata, sognata.
Rivendico il diritto di parlare al telefono con i mutandoni della nonna o vestita come Madonna nel video “Material Girl”
Rivendico il diritto di parlare seduta, sdraiata o mentre faccio la verticale.
Rivendico il diritto di parlare al telefono e lucidare i rubinetti o girare il minestrone, senza dovermi preoccupare di porgere il mio lato migliore allo schermo del cellulare

Rivendico il diritto del mistero…anche durante una telefonata.
Perché guardarsi necessariamente negli occhi?
Perché non immaginare, pensare, fantasticare?
Io la videochiamata la tollero solo se chiama il lontano parente dall’Uzbekistan.


Chili d’estate?
Ebbene si e per delle ottime ragioni.
La prima è che questa è un’estate strana dal punto di vista meteorologico, è un’estate che chiama l’anguria a pranzo e la bagna cauda a cena.
E poi questo è un chili si cucina da solo, vi risolve il problema della cena in due e più due quattro e vi fa fare delle scarpette che ve le sognerete fino al cenone di Capodanno.
Basta avere l’accortezza di prepararlo a pranzo per gustarlo a cena,leggermente tiepido.
Come potete vedere dalle foto l’ho lasciato particolarmente liquido proprio per il fattore scarpetta.,
Voi regolatevi come meglio pensate.
Procuratevi solo pane.
Tanto pane.
E non dite che non vi avevo avvertito
E’ una versione spuria, il vero chili ha i pezzi di carne ..qui troverete la carne macinata per comodità.
Jamie usa i peperoni già grigliati.
Io vi propongo la mia versione, non avevo voglia di grigliarli a parte.





IL CHILI DI JAMIE

500 grammi di macinato di carne
400 grammi di fagioli rossi lessati
2 peperoncini freschi
4 spicchi di aglio
1 mazzo di prezzemolo
2 carote
1 cucchiaino di paprika (dolce o affumicata)
3 peperoni ridotti a dadini
2 cipollotti
1 cucchiaino di semi di cumino
800 grammi di pelati
1 stecca di cannella

Sbucciare e tritare insieme aglio, cipollotti, prezzemolo e peperoncini.
Soffriggerli in una casseruola con dell’olio e continuare la cottura a fuoco basso per circa 10 minuti (eventualmente aggiungete un po’ d’acqua per non far bruciare il soffritto)
Aggiungere le carote tritate insieme alla stecca di cannella e metà dei semi di cumino.
Cuocere per altri cinque minuti
Aggiungere i dadini di peperone e far insaporire.
Unire la carne e fatele prendere colore girandola spesso.
Unite i pelati (se volete potete anche passarli), prendete un barattolo dei pelati vuoto, riempitelo d’acqua e versatelo sulla carne.
Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere per circa un’ora e un quarto, un ‘ora e mezzo. Se necessario aggiungete altra acqua
Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete i fagioli, i semi di cumino rimasti, aggiustate di sale e di pepe.
Spegnete  e fate riposare.

Servite con un bel giro d’olio e del prezzemolo tritato


L'erbazzone- perchè mi piace vincere facile





Oggi mi sento un filino nazionalista.

Trovatemi un'altra cucina al mondo che riesca a proporre ricette degne del miglior ristorante stellato accanto a ricette che sono facili, veloci ed economiche.

Ma soprattutto buonissime.


O preparazioni per le quali ci si arma di tenda e sacco a pelo (con tanto di cartoline di saluti  ai familiari) da piazzare in cucina... perchè minimo son due giorni di duro lavoro che convivono serenamente con piatti che si preparano in un lampo.

Amo la cucina del mondo.Mi piace tutto (o quasi).E forse proprio per questo mi rendo conto che come la nostra ce ne sono poche
Anche per quanto riguarda la storia che c'è dietro..
Prendete l'erbazzone ad esempio


L'erbazzone è una torta salata tipica di quella regione che solo a pensarla mi vengono fuori due reazioni:
un gran sorriso e una fame come se non ci fosse un domani.
L'Emilia-Romagna.

Una di quelle torte salate che ti fanno pensare alla "rezdora" che si trova ad improvvisare un piatto con quello che ha nell'orto, quello che nella stalla e quello che ha in dispensa.
Erbe, strutto, parmigiano reggiano.
E vien fuori il capolavoro.
Un capolavoro che guarda caso fa mangiare la verdura anche ai bimbi.
L'involucro che rinchiude il ripieno è una pasta che adoro.
Senza lievito,friabile e non vi nego che la uso anche per altre preparazioni.
Un pizzico di storia:la pasta azzima,senza lievito, molto probabilmente è il risultato di una contaminazione ebraica .
La comunità ebrea era numerosa a Reggio Emilia e pare che proprio il primo forno che diede i natali all'erbazzone era situato nel cuore del ghetto

Ho cercato a lungo in rete una ricetta che potesse ricordarmi quello che ho assaggiato anni fa, grazie alle sapienti mani di una mia compagna d'università emiliana doc.
Alla fine l'ho trovata e spero possa piacervi.
E' un'ottima idea per il sabato sera, sia come antipasto che come secondo. Togliete strutto e pancetta e diventa anche un ottimo rappresentante della cucina vegetariana!
E' veramente veloce, oltre che facile da preparare.
Io l'ho realizzata in due maniere diverse.
Una prima versione, sottile,come piace a me e come effettivamente la ricordavo.
E più "piena" quasi cicciotta, oserei dire, su richiesta delle mie ragazze!




L'ERBAZZONE (da una ricetta di Natalia Cattelani)

per la pasta:

300 grammi di farina
1 noce di strutto (o 4 cucchiai di olio extravergine d'oliva)
acqua tiepida (quanto basta)
sale e pepe

per il ripieno:

1 chilo di erbette miste surgelate (oppure solo spinaci o solo biete)
2 cipollotti
50 grammi di lardo o pancetta (ovviamente no per i vegetariani)
aglio 8 cucchiai abbondanti di parmigiano reggiano


Preparazione della pasta:

  • Su una spianatoia infarinata (oppure prendi la planetaria) metti la farina a fontana ,l'olio (o lo strutto),il sale e il pepe.
  • Inizia ad aggiungere l'acqua
  • Non ti do la dose esatta perchè ogni farina ha il suo grado di assorbimento
  • Regolati toccando l'impasto:devi aggiungere tanta acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo e che puoi lavorare senza difficoltà.
  • Metti la pasta a riposare e preparar il ripieno


Preparazione del ripieno:


  • Rosola nell'olio la pancetta ,l'aglio e i cipollotti tritati.
  • Aggiungi la verdura e fai insaporire finchè evapora tutta l'acqua .
  • Insaporisci con un pizzico di sale pepe.
  • Lascia raffreddare un pò e unisci il parmigiano.
  • Assaggia il composto.
  • Nel caso regola ancora di sale


Preparazione della torta:


  • Prendi la teglia del forno
  • Ungila bene 
  • Dividi la pasta in due
  • Stendi sottile una delle due metà ed adagiala sulla teglia da forno
  • Unisci il composto di verdura
  • Copri con la seconda parte della pasta e fai delle piccole grinze con la pasta che abbonda
  • Punzecchia con la forchetta
  • Cuoci in forno caldo a 180 gradi per circa mezz'ora.
  • Se vuoi una superficie ancora più gustosa tira fuori la teglia cinque minuti prima della fine della cottura
  • Spennella la superficie con dell'olio extravergine.
  • Rimetti in forno per cinque minuti e gusta!


Note alla ricetta:semplificati il lavoro.prepara prima il ripieno,anche in mattinata.La ricetta diventerà ancora più veloce e facile da preparare!

Vuoi altre ricette della tradizione italiana?

Guarda qui:


  1. Farinata di ceci ligure
  2. Frittata di maccheroni
  3. Pisarei e fasò
  4. La Gricia
  5. Spaghetti alla puttanesca
  6. Cecamariti al sugo piccante






Mchuzi Wa Morogo ,giuro che non è una parolaccia!






L'Africa è lasciare i vestiti a casa.
Ma non quelli fatti di stoffa, di griffes...
I vestiti dell'anima.
Quelli che indossiamo per nasconderci.
Per velare il cuore ,
quello che batte al ritmo della verità.
Quella che conosciamo solo noi.

L'Africa è un leone che prende una gazzella.
Sotto i tuoi occhi attoniti. consapevole però che quella è la regola primordiale.
E che gli animali ubbidiscono a madre Natura.

Senza cattiveria, senza malizia.
Obbediscono alle regole della vita.

L'Africa è quel sorriso che appare all'improvviso e rischiara il tuo presente e ti mostra il domani.
Quel sorriso che cancella un passato vacuo e appeso al niente.
Un niente fatto di corse, di bugie,di scadenza da rispettare, di status da mantenere.
Le rate dell'automobile, la casa al mare, l'occhiale griffato e quel paio di stivali senza i quali la vita perderebbe senso.

l'Africa è il ponte tra quello che eri e quello che sarai.
E' la mano di un bimbo,
è un blu radioso,
è il colore senza tempo di un deserto,
è un tramonto maliconico.
Su quello che siamo stati .
E un'alba...di quello che saremo




Oggi un piccolo tributo alla cucina kenyota.
Un a cucina che è un incontro ben riuscito di tre paesi:Asia, Arabia ed Inghilterra.
Un pot-pourri profumato e saporito di spezie, di sapori inconfondibili.

Questo è un piatto vegetariano.
Allegro, colorato.
Ha un nome impossibile:Mchuzi Wa Morogo.
E' un mix ben calibrato di spezie e legumi stese su una pianura di riso cotto con il cocco.
Un passaggio che io ho saltato, perchè non ho trovato il latte di cocco.
La ricetta è stata pubblicata su Sale e Pepe.





Mchuzi Wa Morogo


100 gr ceci
50 gr piselli surgelati
3 patate
2 carote
2 zucchine
1 melanzana
1 cipolla 
3 spicchi di aglio
6 cucchiai concentrato pomodoro
2 cucchiaini colmi di curry
2 cucchiaini di curcuma
1 cm di zenzero fresco
1 pizzico di cannella
1 cucchiaino di paprika
olio
sale e pepe

per il riso:

150 gr riso Thai o basmati
400 ml latte di cocco (io acqua)
sale.

Sbucciate e tagliate a dadini patate, carote zucchine e melanzane. Lessate patate, piselli e carote per 15 minuti in acqua salata. Dopi i primi cinque minuti aggiungere le zucchine. Le verdure dovranno rimanere ben sode.
Tenete da parte 2 mestoli abbondanti dell'acqua di cottura.
Rosolate i cubetti di melanzane in poco olio con 1 spicchio di aglio schiacciato..
Tritate l'aglio rimasto e la cipolla e fateli soffriggere. regolare di sale e di pepe.Aggiungete il concentrato diluito con mezzo bicchiere di acqua.
Unite poi il curry, la paprika, lo zenzero grattugiato, la cannella e la curcuma (in alternativa lo zafferano). Unite i ceci, le melanzane rosolate e le verdure sbollentate..
Mescolare a fuoco basso, unire l'acqua di cottura tenuta da parte e fate assorbire.
Spegnete il fuoco e fate riposare.
Lavate il riso in acqua fredda.Versarlo in una casseruola con il latte di cocco (in questo caso aggiungete anche 200 ml acqua oppure con dell'acqua.Fate cuocere dolcemente finchè non si sarà assorbito tutto il liquido. Disponetelo nei piatti insieme alle verdure.



La vellutata di patate alle nocciole , pancetta e paprica e ci vuole un fisico bestiale per fare la foodblogger




Ci vuole un fisico bestiale.
Per resistere agli urti della vita.

Ma ci vuole anche un fisico bestiale

perchè a tanti nessuno vai bene cosi come sei.

Sei grassa, sei magra, sei riccia ma stai meglio liscia.

Sei liscia ma stai meglio riccia.

Studi perchè studi

Lavori ma uno straccio di laurea te lo potevi prendere

E poi quello che cucini.

Perchè la matriciana non si fa cosi.
Giammai la carbonara in questa maniera!

Perchè hai usato quel piatto per fare le foto?

Giammai un piatto rosa per fotografare delle innocenti verdure.

O mio Dio la tua torta fa schifo.

Si, ma perchè?
Silenzio assoluto.

Eeeee come faccio gli arancini io...

Eeeeeee però come faccio le castagnole io....
Eeeeeeeee le mie lasagne sono imbattibili .....

Ci vuole un fisico bestiale.

Per fare la foodblogger.



VELLUTATA DI PATATE ALLE NOCCIOLE E PANCETTA

4 patate grandi

1 cipolla
1 spicchio di aglio
brodo vegetale
rosmarino
80 gr pancetta
80 gr nocciole tostate e tritate grossolanamente
1 spolverata abbondante di noce moscata
olio, sale e pepe


Lavate, sbucciate e tagliate a dadini le patate.

Tritate aglio e cipolla e metteteli a soffriggere in olio.
Quando avranno preso un leggero colore, unite le patate tagliate a piccoli dadini.
fate colorire e versate poi brodo quel tanto che basta per coprirle e portate a cottura. Se si dovesse asciugare troppo unite mano mano altro brodo vegetale.
In una padella fate tostare la pancetta senza altri grassi, unite degli aghi di rosmarino.
Spegnete il fuoco e unite la granella di nocciole.
Quando le patate saranno cotte, aggiustatele di sale e pepe e frullatele con il frullatore ad immersione.
Se il composto dovesse risultare troppo denso allungatelo con del brodo vegetale caldo.
Versate la vellutata nei piatti,unite il mix di pancetta e nocciole,spolverate con la noce moscata e servite.









La Moussaka, Nikolaos Tselementes, Pippo e Topolino






Pronte per un altro viaggio mentale?
C'è chi si pompa di chimica per viaggiare con la testa.
A noi basta poco.
Una spezia, una fragranza.
E si parte.

Chiudete gli occhi.
Non vi sembra di sentire il Sirtaki in sottofondo ?
E di vedere Zorba il Greco?
Oppure di essere sul set di "Mediterraneo" di Salvatores con il pope (Luigi Martini) che dice la famosa frase:
"Italiani  greci, una faccia una razza" ?
E magari eccovi, inerpicate per l'enorme salita che conduce al Partenone.
Stanche accaldate, ma con gli occhi pieni di questo:


E poi ancora il tempio di Poseidone:

  
E poi il blu, il bianco, il sole...



Ed ora immaginatevi con un bel piatto di moussaka in mano.
La testa che vaga senza preoccupazioni, il sorriso delle vacanze stampato sul volto e le persone  care vicino a voi.
Ma anche sole, perchè no.
Immaginatevi sedute qui, a contemplare questo panorama:


Non sentite ronzare più forte nelle vostre orecchie il Sirtaki?

Adoro la cucina greca in generale.
Quello che vi propongo oggi è uno dei piatti greci per antonomasia.
Una bomba.
Ovviamente.
Ma noi rimediamo mangiandolo come piatto unico.
Anche perchè non si potrebbe fare altrimenti.

La moussaka sta alla Grecia come Pippo a Topolino

La moussaka sta alla Grecia come Nikolaos Tselementes sta alla moussaka.

Tselementes è stato l'Artusi greco .
Il più influente scrittore della cucina greca moderna.
Colui che nel 1920 cambiò la faccia alla Moussaka inserendoci il golosissimo strato di besciamella.

Moltissimi i suoi detrattori.
Lo hanno accusato di aver "imbastardito" la classicità della cucina greca con tasselli europei, nello specifico francesi (ecco l'introduzione della bechamel nella moussaka).

A noi però quello strato alto di besciamella piace , piace proprio tanto!

La ricetta è un pò lunga.
Ma ne vale la pena.
Seguitemi!



 MOUSSAKA

6 foglie di alloro
2 stecche di cannella
1 grossa cipolla tritata finemente
1 cucchiaino e mezzo di cannella in polvere
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritato
1\2 cucchiaino di noce moscata
2 cucchiai di vino rosso
1 tazza di passata di pomodoro
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
500 gr macinato di prima scelta
3 melanzane grandi
5 patate
olio ,sale e pepe
400 ml besciamella

Lavate e tagliate a fette per la lunghezza le melanzane. Cospargetele di sale e metettele a scolare comprese da un peso.
Prepariamo la carne:
in una padella , a secco, facciamo tostare i bastoncini di cannella.Quando sentiamo l'aroma che si sprigiona togliamoli.
Mettiamo l'olio nella padella  e la cipolla tritata. Facciamola diventare trasparente .
Uniamo le foglie di alloro, lo spicchio di aglio e il prezzemolo tritato e facciamo insaporire.
Uniamo la cannella in polvere e la noce moscata.
Aggiungere la carne, rosolare, aggiungere il vino e far evaporare. Cuocere per un quarto d'ora avendo cura di girare spesso.
Uniamo la passata, il concentrato sciolto in poca acqua calda, il sale, il pepe e un pizzico di zucchero.
Coprire e far cuocere a fuoco medio-basso.
Intanto sciacquare velocemente le melanzane sotto l'acqua e asciugartele bene con la carta assorbente.
Scaldate dell'olio di semi in una padella.
A questo punto se vi piace il sapore della cannella oltre ogni limite potete cospargere ogni fetta con un pò,di questa spezia in polvere e procedere poi alla frittura.
Friggete le melanzane e togliete quando avranno preso colore (per una versione più leggera potete grigliarle).
tagliate le patate a fettine non troppo sottili e friggete anche queste.
A questo punto prendete una teglia da forno.
Io sotto metto sempre un leggerissimo strato di besciamella per tenere morbide le melanzane.
Fate un primo strato con le melanzane. Sopra mettete le patate.
Unite la carne.
Fate un altro strato con le melanzane, le patate, la carne e completate con una bella colata di besciamella (deve essere uno strato molto consistente).
Cuocete in forno caldo a 200 gradi, ventilato, per circa 40 minuti.
Fate raffreddare un pò prima di tagliare.

Io non amo che la moussaka abbia tanti strati. Per questo prendo una teglia abbastanza grande che possa contenere tutto in unico strato. Quindi nella mia è composta da un solo strato di melanzane, uno solo di patate e cosi via.
A voi la scelta!!