Visualizzazione post con etichetta dolci al cucchiaio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci al cucchiaio. Mostra tutti i post

La New York Cheesecake, quella vera!



La New York Cheesecake

Adoro le cheesecake e in particolare la New York Cheesecake, una nuvola di dolcezza incredibile con un sottofondo lievemente acido che non cessa mai di stupire il palato. Trovarne una fatta a regola d'arte è un po' difficile, perché diciamocelo con franchezza, sotto il termine cheesecake spacciamo un po' tutto😊 E io sono la prima!


Il problema nasce quando vi capita di incontrare, come è successo alla sottoscritta una manciata di anni fa, una newyorkese doc vi fa assaggiare "the real New York Cheesecake" e lì  crolla il muro delle vostre certezze. La mia torta e la sua erano semplicemente diverse.....diverse come il sole e la luna, l'estate e l'inverno, Salvini e Renzi, lo staccocoscia della Belen e il mio. Insomma, ho reso l'idea?😊


L'origine della Cheesecake si perde nella notte dei tempi. Pare che i lontani avi di questa torta divina siano i piakous greci ovvero delle sottili polpettine di formaggio fresco, rotolate nella farina e nel miele e cotte in un forno di terracotta. Intorno al 1400, in due libri di cucina inglesi, troviamo una Sambocade e una Tarte de Bry, fatte con formaggio, tuorli d'uovo e zenzero.


Quello tra il mondo anglosassone e le cheesecake è un amore folle...tanto che nel 1730  una taverna di Philadelphia era conosciuta come "Cheesecake House". Inizialmente venivano realizzate con un semplice formaggio fresco di mucca soppiantato poi negli anni '30 da una vera e propria mania, quella del formaggio cremoso.


La New York Cheesecake pare sia nata dall'estro di Arnold Reuben, un immigrato tedesco che possedeva una serie di famosi ristoranti a Manhattan. Una sera da una sua amica assaggiò una stupenda versione della famosa torta. Una volta tornato a casa armeggiò d'estro e di tecnica fino a ricreare una cheese cream soffice e leggermente acidula. Una versione che fece assaggiare ai palati raffinati dei suoi clienti che l'apprezzarono, innamorandosene perdutamente.


Ma la storia non finisce qui perché un altro ristoratore di New York, Leo "Lindy" introdusse la sua versione di cheesecake decorata da un cuore profondo di coulis di fragole. Un successo clamoroso che diede il via alle numerose interpretazioni delle migliori panetterie della città.


In onore dei primi immigrati italiani io utilizzo la ricotta e mi attengo fedelmente alla ricetta originale che prevede un mix leggermente acidulo, grazie al limone e alla panna acida. Anzi, secondo me questo è il particolare che fa la differenza!


Non vi resta che provarla, dedicandole un po' del vostro tempo e riservandola a un'occasione speciale. Non è difficile da preparare e il risultato vi ripagherà di ogni fatica!

Chiedo scusa per la bassa qualità delle foto ma non potevo lasciare i miei commensali troppo a lungo. Le abbiamo fatte di corsa, ma la buona educazione prevedeva un mio rientro fulmineo a tavola 😉

fonte storica: Tori Avey



NEW YORK CHEESECAKE




Per la crosta di biscotti:
  
180 g di biscotti secchi tipo Oro Saiwa
70 g burro sciolto
1/2 cucchiaino di cannella (facoltativo)
2 cucchiai di zucchero



Per la crema:


500 g di formaggio spalmabile (philadephia o ricotta)
200 ml di panna acida
200 ml di yogurt greco naturale 
(se non trovi la panna acida puoi utilizzare 200 ml di yogurt naturale, quindi la quota totale dello yogurt sale a 400g)
4 uova
il succo di 1 limone 
200 g zucchero
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
40 g maizena



Per il topping:



confettura ai frutti di bosco sciolta a bagnomaria



Primo step - Prepara la teglia



Utilizza un anello regolabile per torte. Appoggialo sulla superficie piana di una tortiera. Ungi con un po' di burro il fondo della tortiera e copri con un foglio di carta forno.




Prendi un'altra noce di burro e passala con cura sui lati. Taglia un foglio di carta forno della stessa circonferenza dell'anello ma più alto e sistemalo all'interno, facendolo aderire bene alle pareti. Questi i passaggi:




Secondo step - Prepara la crosta di biscotti


Trita finemente i biscotti con un robot, trasferisci le briciole ottenute in una ciotola. Mescola burro, zucchero e cannella e metti il composto così ottenuto sul fondo della tua tortiera. Pressa bene con le mani e riponi in frigo.



Terzo Step - Accendi il forno

Prendi una pentola che può andare in forno senza problemi. Riempila di acqua bollente e mettila all'interno del forno stesso, selezionando 180° e modalità statica. Chiudi con cura lo sportello.

Quarto step  - Prepara la crema


Metti in una ciotola il formaggio spalmabile e lavoralo con cura. Quando la crema sarà liscia e vellutata, aggiungi il succo di limone, 1 pizzico di sale e la vaniglia. Aggiungi le uova, una alla volta, e la maizena. Infine unisci la panna acida e lo yogurt e mescola con cura, il composto deve essere lucido e liscio.




Quinto step - La Cottura

Prendi il tuo stampo e rovescia dentro la crema al formaggio. Livella la superficie con il dorso di un cucchiaio e metti nel forno caldo, coprendo la superficie con un foglio di alluminio.

Fai cuocere per 30 minuti coperto a 180°. Abbassa poi la temperatura a 150°, togli l'alluminio e fai cuocere per altri venti minuti. Il dolce è cotta quando la superficie "balla" poco. La vedi un po' instabile? Tranquilla! La New York Cheesecake si rassoda raffreddandosi.

Sesto step - Il riposo

Fai raffreddare la tua torta e mettila in frigo per almeno 6/8 ore

Settimo step - La decorazione


Io ho scelto un topping alla confettura di frutti di bosco sciolta a bagnomaria con un cucchiaio di brandy. Preferisco decorare la torta al momento, pochi istanti prima di portarla in tavola. Se non ti piacciono i frutti di bosco puoi utilizzare anche altre coperture come alla fragola, cioccolato fondente tritato e puoi lasciarla anche cosi, al naturale. E' buona lo stesso!









Cremoso al cioccolato bianco classico e vegan



Cremoso cioccolato bianco vegano Emporio 21


Sapete quante volte ho provato a fare la ricetta del cremoso al cioccolato bianco?
Sei volte.
Per sei domeniche consecutive.

Alla settima ho trovato le valigie fuori dal pianerottolo.
La mia famiglia non ne poteva più.

Nemmeno la gatta a dire il vero visto che, come ho tirato fuori per l'ennesima volta le tavolette di cioccolato bianco, s'è gonfiata come un pesce palla e si è nascosta nell'angolo nord est della casa.




Cominciamo dal principio ovvero da Masterchef.
L'edizione pessima di quest'anno (Italo dove sei??) ha avuto un solo pregio, quello di farmi scoprire il meraviglioso mondo dei cremosi, in particolare quello al cioccolato bianco.


Emporio 21


Mi sono documentata, ho visto un po' di ricette in rete, ne ho scelta una e via.

Prima domenica:

mmmhh che meraviglia sto cremoso, senti il profumo della vaniglia, del cioccolato bianco, la dolcezza delle fragole......peccato però che per mangiarlo  abbiamo dovuto prendere una cannuccia.
'Na colata de cioccolato che, per carità, buona era buona, però....ce la vedete una tavolata di persone tutte a tirare con la cannuccia, magari con il risucchio a fare da eco? Ecco, ho reso l'idea

Seconda domenica

Embeh, so' furba io, vado con la colla di pesce. Ok, altra ricetta, tre bei fogli di colla di pesce che voglio vedere se rimani liquido.

Mmmhh che meraviglia sto cremoso, senti il profumo della vaniglia, del cioccolato bianco, la dolcezza delle fragole......peccato però che per mangiarlo abbiamo preso uno scalpello perché era un filino duro. Un marmo di Carrara sotto smentite spoglie.

Terza domenica:

per la barba di Zeus ora ti sistemo io. Il sabato mi metto a fare taglia e cuci di ottomila ricette, cambio grammature, consistenza e diminuisco la colla di pesce.

Mmmhh che meraviglia sto cremoso, senti il profumo della vaniglia, del cioccolato bianco, la dolcezza delle fragole......e stavolta era perfetto. Cremoso, dolce al punto giusto, non stucchevole, in una parola perfetto.

Il risultato è la versione che vi propongo più sotto.

Quarta domenica:

Ultimamente ho il pallino delle ricette vegane. Mi piace il mondo vegan, mi affascina ma quello che mi tiene leggermente distante sono gli ingredienti non sempre facilmente reperibili, soprattutto per chi non vive nelle grandi città.

L'olio di semi di geranio dell'Uzbekistan o il sale della penisola della Malacca a Rocca Sgurgola non lo trovi! E allora che fai? Rinunci a diventare vegan? Partendo da questo ragionamento un po' cretino 😆 ho sfidato il mio caro Emporio 21.




O blogghino, blogghino del mio cuore, riuscirai a fare di ogni ricetta la versione vegan? Boh, ha risposto l'Emporio...non è semplice.

Prendi il cremoso al cioccolato bianco. Mi ci sono volute altre tre domeniche per trovare le consistenze vegane giuste. E metti l'agar agar e togli l'agar agar, metti il latte togli la panna, e fai un salto e fanne un altro, fai una riverenza ma quante belle figlie Madama Dorè... alla fine ce l'ho fatta.

Ho tirato fuori dal cappello il cremoso al cioccolato bianco vegano!

Vi faccio alcune precisazioni.
Latte e panna possono essere anche di riso. Io però i risultati migliori li ho ottenuti con la soia. Se la carragenina contenuta nella panna di soia vi lascia un po' perplesse (è una sostanza che gli studiosi stanno esaminando per la sua presunta tossicità) o ne trovate una in commercio che non la contiene oppure provate a farvela da sole.

Ne ho provate diverse. La ricetta migliore per fare la panna vegana in casa è Questa. Equilibrata, facile e veloce.

Penso di avervi detto tutto.

Manca un giuramento.
Giuro che non proporrò più la ricetta del cremoso al cioccolato bianco sia nella versione classica che vegan per almeno otto, sette,va beh facciamo sei settimane e non se ne parla più!







Cremoso al cioccolato bianco

versione classica

200 g cioccolato bianco di ottima qualità
50 ml latte intero
200 ml panna fresca
1 bacca di vaniglia
1 foglio di colla di pesce
3 tuorli
40 g zucchero

per il coulis

300 g fragole
2 cucchiai di zucchero

versione vegan

200 g cioccolato bianco di soia (ottimo quello di Modica, lo trovate facilmente negli store vegani online)
1 bacca di vaniglia
50 ml latte di riso o soia
200 ml di panna vegetale di soia o di riso
1 cucchiaino raso di agar agar
3 cucchiai di malto di riso, 40 g zucchero di cocco o 40 g di zucchero integrale di canna certificato vegan
40 g di maizena

per il coulis

300 g fragole
2 cucchiai di zucchero di cocco o zucchero integrale di canna

Versione classica

Prepara il coulis di fragole:

lava le tue fragole, togli il picciolo e tagliale a pezzetti. Mettile in una padella con lo zucchero previsto e fai cuocere dolcemente fino al momento in cui le sentirai morbide e cedevoli. Toglile dalla padella e passale attraverso un passaverdura a fori piccoli. Metti il coulis ricavato in una ciotola.

Metti a bagno in acqua fredda il foglio di colla di pesce.
Spezzetta grossolanamente il cioccolato.

Prendi un piccolo coltello e, incidendo verticalmente la bacca di vaniglia, estrai i suoi semini e immergili nella panna. Aggiungi il latte e versa il tutto in un pentolino. Fai scaldare senza portare a ebollizione e filtra con un colino per togliere i semini della vaniglia.

Prendi le fruste elettriche. Separa gli albumi dai tuorli e monta quest'utlimi con lo zucchero previsto nella ricetta, fino a ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungi il mix di latte e panna e mescola con cura per amalgamare tra loro gli ingredienti. Rimetti tutto nel pentolino e fai cuocere. Mi raccomando: a fuoco lento, mescolando spesso. Fai sobbollire per due o tre minuti fino all'addensamento della crema.

Versa i pezzetti di cioccolato bianco nella crema bollente, fuori dalla fiamma e mescola fino a che non si sarà sciolto. Strizza il foglio di colla di pesce, mettilo nel cremoso e mescola con cura per farlo sciogliere.

Versa il tuo cremoso nelle coppette da portata. Fai intiepidire e fai riposare in frigo per una nottata.

Il giorno seguente, prima di servire il cremoso, versa la coulis di fragole in ogni coppetta. Puoi lasciare il tuo cremoso così, decorarlo con un biscottino, una foglia di menta oppure con un ciuffo di panna montata.

Versione vegan

Sciogli la maizena nel latte di soia, aggiungi la panna, l'agar agar, il malto di riso (o lo zucchero integrale di canna), i semini della bacca di vaniglia e fai scaldare. Ricorda che la crema deve arrivare almeno a 85 °C in modo tale da attivare il potere gelificante dell'agar agar. Fai sobbollire per due o tre minuti, filtra per togliere i semini (o se ti piacciono e non ti danno fastidio lasciali), versa negli stampini. Fai raffreddare e metti in frigorifero per almeno cinque o sei ore.

Prepara il coulis:

lava e taglia a pezzetti le fragole. Falle cuocere con lo zucchero fino a quando non inizi a sentirle morbide. Passale attraverso i fori piccoli di un passaverdure e, appena fredda, mettila sul tuo cremoso al cioccolato bianco vegan.






Mousse al cioccolato bianco in due ingredienti: la ricette più furba e veloce del Natale

mousse veloce natale


Se avessi un euro per tutte le volte che a casa mia riecheggia la parolina magica a quest'ora sarei nel Tobago a fumarmi un sigaro e a lustrarmi l'abbronzatura.

Qual è questa parolina?

Ma quella che riecheggia fulminea, subdola e strisciante anche nelle vostre case......MAMMA!!!!

Vi siete mai prese la briga di contare quante volte viene emesso questo suono dalla bocca dei vostri figli? Io ho superato la cinquantina nel periodo estivo.

Intendiamoci, la cinquantina solo per quelle frasi corredate da soggetto, verbo complemento e magari qualche preposizione....

L'altra faccia della medaglia è più terrificante…è il "MAMMAAAAA" seguito dal silenzio, dal nulla, dal vuoto, vuoto che noi mamme riempiamo in primo luogo col terrore: "Oddio, è successo qualcosa"

Poi non sentiamo pianti, non sentiamo lamenti, non scorre sangue e ci tranquillizziamo.


Parte il secondo atto.

La risposta della madre.

"Che c'è?"

Nessuna risposta

"Ho detto: che c'è?????"

Niente.



Allora la genitrice, al ritmo di marcia che nemmeno un generale nazista sarebbe in grado di riproporre, molla quello che sta facendo e va verso la prole

"Che c'è???????"

E loro candide:

"Che si mangia stasera?” (E va beh)

"Dov'è la gatta?"(ma mica c'ha il GPS integrato, che ne so, e poi cercatela!!!)

La cosa che mi fa fumare e parlare il pechinese è:

"Niente"



Ma ho scoperto una gran cosa. L'unico momento in cui non mi chiamano in continuazione è quando stiro. Chissà perché, non voglio indagare. Allora ho imparato ad ottimizzare il tempo, ad incastrare tra un calzino e una maglietta la visione di un film, mia grande passione insieme ai libri.

E ho imparato che anche dalle situazioni un po’ scomode si può trarre il meglio. E che anche una cosa noiosa come lo stirare può diventare il veicolo di una grande soddisfazione.

E' un po' quello che mi diceva mio papà.

Bisogna cercare di ricavare il meglio da quello che si ha.

Magari anche da un ferro da stiro!!




Vi va di fare un figurone a Natale, S.Stefano, Capodanno, Befana, Pasqua, Pasquetta e festa della zia Assunta senza dover sudare tonnellate di sali minerali?

Allora preparate una bella mousse al cioccolato in due ingredienti!

Dieci minuti di lavoro, un riposo in frigo, una bella spruzzata di panna montata, meringhe e biscottini ad accompagnare il tutto.


Dedicato a donne che vanno di fretta e anche a donne che non hanno sempre voglia di mettersi lì a spignattare!!!


Mousse al cioccolato bianco in due ingredienti


250 millilitri di panna da montare

200 grammi di cioccolato bianco di ottima qualità



Prendete 100 ml della panna prevista.

Metteteli a riscaldare dolcemente in un pentolino.

Quando la panna sarà ben calda, unite il cioccolato bianco a pezzetti e fatelo sciogliere completamente.

Fate intiepidire leggermente.

Intanto montate bene la panna (ben ferma).

Aggiungetela delicatamente al cioccolato sciolto.

Sistemate il tutto nei contenitori dove avete intenzione di servirla e mettete il tutto in frigo.

Basta anche solo il riposo di un’ora…però diciamo che tre o quattro ore sono il top!!

I Bicchierini Sciuè-Sciè ovvero la Crema Prenz risolvi tutto !




Arriva.
Sempre. 
Immancabile come i consigli di Studio Aperto quando ci sono quaranta gradi all'ombra. Bevete e non uscite.
Grazie.

Inesorabile come quel brufolo che ti spunta sul mento la mattina del tuo primo appuntamento.

Implacabile come il vigile che si materializza dopo aver detto: Sta zona non la controllano mai.

Noioso come i discorsi sul nero che sfina, le mezze stagioni non esistono più e si stava meglio quando si stava peggio.

Beffardo come la pioggia che cade sempre quando l'ombrello lo hai lasciato nella macchina del tuo trisavolo.

Chi è?
L'ospite inatteso.
Gradito, se decidiamo noi di invitarlo all'improvviso.
Sgradito se ti si presenta all'ora di cena mentre stai con la coscia del pollo in mezzo ai denti e hai già indossato la tua graziosa cuffietta pre-nanna in stile vittoriano.

Cosa fare in questi casi? L'ospite sgradito basta abbatterlo con cura a suon di cene tristi a base di minestrine e verdura lessa.

L'ospite gradito occorre coccolarlo. Una dispensa ben fornita a monte risolve tre quarti e mezzo di problema. Io vi do una piccola soluzione per il dolce.
Un bicchierino sciuè sciuè realizzato in un attimo.
Crema pasticcera, biscotti sbriciolati e crema PRENZ. Oh My God, chi è costei? Un nome altisonante per indicare una tavoletta di cioccolato sciolta nella crema pasticcera. Buona, densa, vellutata e super veloce.

Ricapitoliamo:
uno strato di biscotti per la croccantezza
uno strato di crema pasticcera
uno di crema prenz
uno di panna montata
una spolverata di cacao
due mandorle o nocciole se le avete

Mezz'ora di tempo e siete a tavola. Poca spesa massima resa.
Un'unica raccomandazione: da usare esclusivamente con gli ospiti graditi!!

BICCHIERINI SCIUE'-SCIUE'

per la base:

100 gr biscotti secchi
50 gr burro sciolto
1/2 cucchiaino di cannella

per la crema pasticcera:

2 uova
500 ml latte
scorza 1\2 limone
120 gr zucchero
30 gr farina

per la crema al cioccolato:

100 gr cioccolato fondente

per decorare:

panna montata con 1 cucchiaio di zucchero
cacao amaro

Prepara la base:
frulla i biscotti e mescola il risultato con il burro e la cannella. Distribuisci il composto nei bicchierini e metti da parte.

Prepara la crema pasticcera:
fai bollire il latte con la scorza del limone. In un contenitore, monta le uova con lo zucchero fino d ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungi la farina, facendo attenzione a non formare grumi. Diluisci con il latte il composto di uova e fai bollire per circa due,tre minuti. Togli dal fuoco.

Prepara la crema prenz:
Taglia a pezzetti la tavoletta e mettila in un contenitore. Aggiungi metà della crema pasticcera preparata ancora bollente e mescola per far sciogliere il cioccolato.

Monta la panna con 1 cucchiaio di zucchero.

Metti uno strato di crema pasticcera sul fondo di biscotti, aggiungi uno strato di crema prenz e termina con la panna montata e una spolverata di cacao.

Continua così fino a completare tutti i bicchierini


Il budino al cioccolato perfetto in 3 ingredienti(e in 5 minuti) , senza uova, zucchero o farina


cioccolato-budino-cucchiaio-dolce





La comprensione sta alla donna come la neve ai Tropici.
Soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti del corpo.
Colpevoli siamo senza dubbio noi stesse, schiere di Eva contro Eva, armate di lente di ingrandimento.
Avanziamo al grido di:
"Anvedi quanta cellulite c'ha quella!!"
"Ahò ma mica poi è cosi magra eh?"
"Ammazza che culotte de cheval"
Finezza diabolica che sottintende due chiappe grosse come il Madagascar.
E questa è una.

Poi la società.

Sei troppo magra,sei troppo grassa, i piedi ce li hai ad Y, la bocca è due mm sotto gli standard fissati per legge dal trattato di Maastricht. Alzati le chiappe, pompati le tette, appiattisci la pancia, mettiti il botulino nella minestra e fatti lo shatush altrimenti sei out e se ti acchiappano quelli di "Come ti vesti?" sono cavoletti di Bruxelles tuoi.
E questa è la seconda.

La mente si ribella a tutto ciò...ma tant'è. Tutte cerchiamo di renderci presentabili il minimo sindacale. Pazienza se ci arrendiamo alle h24 di Zumba.

Pazienza se il push-up fa capolino dal cassetto delle mutande.
Chiudiamo un occhio su quei settanta eurini,e dico settanta, che spenderemo per comprare i jeans col rinforzo sulle terga perché mica ce lo possiamo avere tutte alla brasiliana e pazienza se sfondiamo il budget delle varie ed eventuali.
E questa è la terza.

E poi...e poi magari una gravidanza. Magari si esce indenni.

Ma arriva la seconda.
E si diventa implacabili.
La società diventa implacabile.
Noi stesse lo diventiamo.
La smagliatura che non c'era, la tetta cadente, la curva del fianco che micamelaricordavocosirotonda.
Corri corri partorisci, corri corri perdi peso, corri corri smetti di allattare che te s'abbassano troppo le tette, corri corri spalma, salta e suda col poppante accanto.
Perché il tempio deve essere perfetto.
Perché quella ciccetta post partum fa più paura della depressione alias baby-blues.....




Questo budino è essenza allo stato puro. Senza involucri, senza chiacchiere.

Si fa in 5 minuti con 3, massimo 4 ingredienti.
E sa di cioccolato puro.
Il cioccolato lo scegli tu. Fondente, al latte, gianduia, bianco non ha importanza...
Puoi anche scegliere se utilizzare solo latte o latte e acqua, latte intero, scremato o ad alta digeribilità.
E' un pò il budino del fa come ti pare tanto viene sempre bene!

La ricetta viene da un blog, Ammodomio, le cui proprietarie rappresentano la mia boccata d'aria fresca. Sono ruvide e sincere, schiette e piene d'amore nei confronti di quello che fanno, pronte a combattere per ogni diritto leso, senza paura di farsi del male. In questo pazzo mondo dove sono più le ciofeche pubblicate che le ricette valide, loro sono una certezza. La MIA certezza.





BUDINO AL CIOCCOLATO in 5 minuti

200 gr cioccolato fondente al 50%
2 cucchiai amido di mais
500 ml latte (oppure 250 di acqua e 250 di latte)

Mescola l'amido di mais con un pò del liquido previsto dalla ricetta. Devi sciogliere tutti i grumi, ottenendo una pastella non troppo densa.
Porta ad ebollizione il latte (o il mix di latte e acqua) e aggiungi il cioccolato tagliato a pezzi. Fallo sciogliere e unisci l'amido di mais che avevi preparato in precedenza. Fai addensare per circa tre o quattro minuti, togli dal fuoco e lascia raffreddare.
Servi con ciuffi di panna montata.

La confettura in otto minuti

ciliegie-frutti

La marmellata è il pomo della discordia a casa mia.
Io le adoro tutte, ma proprio tutte eh.
Mele, pere, fragole, albicocche, mix tra i vari frutti.
Tutte, ma proprio tutte.
Tranne una.
Quella di ciliegie.
E guarda caso è l'unica che mangia mio marito e l'unica che io guardo come se fosse uno strano insetto della catena degli Appalachi.
Davanti lo scaffale del supermercato durante i primi mesi di matrimonio si sono consumati drammi degni del miglior Kramer contro Kramer.
Sbuffi, occhi alzati al cielo, commessi in soccorso a fare da intermediari familiari
La maggior parte delle volte tornavamo a casa senza averne presa nessuna



.
Cara prendiamone una che piace a te.
Ma no amore tu mangi solo quella
Ma non fa nulla.

Prenderne un barattolo a testa?
Le mie cavallette alias figlie ancora non erano nate , noi stavamo poco a casa e le marmellate aperte avrebbero rischiato di attaccarsi al frigo come l'Attak sulle dita.

Il problema fu presto risolto in questa maniera.
La marmellata di ciliegie la compriamo e le altre me le faccio da sola 
Ho resistito all'incirca una settimana, poi ho chiuso pentole zucchero e pectina in fondo al cassetto e mi sono data all'ippica, no volevo dire alla Nutella.

Perchè parliamoci chiaro, preparare la marmellata alias confettura è 'na gran palla.
E sbuccia, e taglia, e pesa.
E metti in pentola, e gira, e ti bruci, e fai la prova del piattino .
E sterilizzi i barattoli, e ci metti la marmellata, ti aribruci, chiudi e capovolgi i barattoli.
E aspetti.
E poi arriva la suocera che ti dice ma il botulino lo conosci?
No, non ho mai avuto il piacere.
Eeeee è pericoloso eh, basta un niente, basta un barattolo che non fa plop quando lo apri.
E acchiappa i tuoi barattoli e vedi se fanno plop.
Ma cosi li hai aperti tutti .
E allora minimo minimo la muffa gli viene, senza scomodare il signor botulino.

E allora ritorni al supermercato e te la compri sta benedetta marmellata.
Ma una volta che hai provato quella casalinga quella industriale ti fa l'effetto de 'na chilata de zuccchero mandata giù a cuore aperto.

E che zucchine.
Poi però arriva Terry che scrive su Fb le meraviglie della marmellata in otto minuti.
Io mi fido di Terry e mi precipito a guardare.
E trovo che lei l'ha presa dal mitico ZIO.
Ho bisogno di altre garanzie?
Due su due.
Io sto a posto cosi.
E la provo.
E mi piace.

Perchè sa di frutta.


Perchè in otto minuti è pronta.
Perchè posso fare dei mini vasetti che consumo nel giro di due giorni (salvo aumentare le dosi in proporzione se magari voglio preparare una crostata).


Perchè posso sperimentare, comporre, unire a mio piacimento i vari frutti.
E' economica.
E' sana.
E' ormai la mia ricetta!




Se siete delle marmellate addict provatela non ve ne pentiterete

(quella che vedete in foto l'ho realizzata con mele,pere e una spolverata di cannella)

(n.b- in questo post sono state volutamente saltate e annebbiate le varie differenze tra marmellata e confettura, visto che nell'uso quotidiano utilizziamo sempre il termine marmellata e voglio sentirvi dire: Mi preparo un panino burro e confettura :-)

Per i puristi e gli attaccabrighe marmellatari preciso che:

-siamo in presenza di marmellate solo se prodotte con qualsiasi tipo di agrume, nella ragione di: 1 chilo di marmellata deve avere almeno 200 grammi di agrumi (di cui almeno 75 grammi provenienti dall'endocarpo) come da Dlgs 50/04

-la confettura, pur se simile nella consistenza e nella struttura, è preparata esclusivamente con gli altri tipi di frutta)





CONFETTURA IN OTTO MINUTI

250 grammi di frutta al netto degli scarti
80 grammi di zucchero
succo i mezzo limone



Metti la frutta in una larga padella ANTIADERENTE
Aggiungi lo zucchero e il limone e fai andare a fuoco vivace.
Cinque minuti lo zucchero si scioglie e la frutta tende  sfaldarsi.
A questo punto puoi:

- frullarla se non gradisci i pezzi
- schiacciarla semplicemente con la forchetta, se ti piace la frutta a pezzi

Rimetti sul fornello per altri tre minuti massimo e voilà, è pronta.
Io faccio dosi minime che consumo nel giro di due giorni.
Quindi conservo in frigo .
Se decidi di prepararne di più, mi raccomando: mettila in barattoli sterilizzati!






La spuma di limone e liquirizia e la lezione di vita della caramella





Ali Babà è andato in vacanza col beduino e il cammello (vedi post precedente)
Il forno ha deciso di andare a passare quattro giorni alle terme con sua sorella l’affettatrice
Ed io sono rimasta qui con quella solita voglia di dolce che non va via nemmeno a cancellarla col bianchetto.
E allora che si fa, si fa un dolce freddo, dai .
Spuma di limone e liquirizia.
Io la liquirizia la renderei obbligatoria per legge.
Quanto mi piace.
Questa ricetta poi contempla l’uso di una delle caramelle più gettonate tra i bimbi (e non solo).
Questa:


Alzi la mano chi non l’ha mai mangiata.
Vado al super, ne compro una busta ,la porto a casa e siccome oggi sono magnanima ne offro due alle mie figlie e una per me, non sia mai.
La mia sparisce in un attimo, cosi tutta intera in bocca, tranciata in un nanosecondo, come le mani dei bugiardi nella Bocca della Verità.
Alzo gli occhi e guardo le mie figlie e mi rendo conto di come cambia negli anni la capacità di godere dell’attimo.
La mia “novenne” è lì che l’ha srotolata tutta e se la gusta pezzetto per pezzetto.
Anche io la mangiavo cosi da piccola.
Questo filo lunghissimo che pendeva dalla bocca e che tiraoi su lentamente, aspettando che l’aroma pungente mi inebriasse.
Con calma, con passione, con divertimento.
E mi divertivo, senza pensare ad altro che non fosse quella benedetta caramella
Ora la sparo tutta in bocca e finisce subito.
Ma ho goduto di quest’attimo?
Assolutamente no.
Perché magari mentre la mangiavo pensavo ad altro: il pranzo da preparare, la critica della ragion pura di Kant o al vestito di Desigual in vetrina che diamine quanto costa nonostante i saldi….
Back.
Indietro.
Indietro nel tempo quando tutto era più semplice.
Back.
Con una rotella di liquirizia che mi ha insegnato l’arte di fermarmi.
Anche solo per cinque minuti.
Senza pensare ad altro.

E come può essere un dolce che contiene tale ingrediente cosi filosofico?
Buono, ma proprio tanto.

E’ semplicissimo da preparare.
La cosa più antipatica è tritare le rotelle di liquirizia.
Fatele più o meno grandi, assecondate i vostri gusti.
Non vi piace la liquirizia?
Non la mettete e avrete comunque un’ottima spuma al limone!




SPUMA DI LIMONE E LIQUIRIZIA

3 tuorli d’uovo
120 grammi di zucchero
300 ml di latte
3 fogli di colla di pesce
3 limoni
100 grammi di rotelle di liquirizia
300 millilitri di panna fresca


Mettete la colla di pesce in acqua per ammorbidirla.
Tritate le rotelle di liquirizia.

Ricavate la scorza da due limoni e mettetela in infusione nel latte.
Portate ad ebollizione il tutto e, dopo aver spento la fiamma, fate riposare per cinque minuti.
Togliete le scorze dal latte.
Spremete i limoni.
Montate in una ciotola con la frusta i tuorli con lo zucchero.
Unite il latte,mescolate, trasferite in una casseruola e fate cuocere per circa cinque minuti, mescolando spesso.
Togliete dal fuoco e unite i fogli di gelatina ben strizzati.
Mescolate con cura.
Aggiungete a questo punto il succo del limone e le rotelle tritate.
Fate raffreddare.
Montate la panna ben ferma e unitela al composto ben freddo. Fatelo poco per volta in maniera tale da non smontare il composto.
Trasferite la vostra spuma nei bicchierini da portata e fate raffreddare in frigo per almeno tre ore..
Servite con foglie di menta.