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Baingan Bharta, il curry di melanzane perfetto per l'antipasto e per condire la pasta!


Baingan Bharta, Curry di melanzane

Il profumo dell'India è magia e spiritualità, colore e orizzonti senza confini. L'aroma dei suoi piatti ti permette di viaggiare dal deserto del Rajasthan, al golfo del Bengala, passando per Delhi e Mumbai senza muovere un passo.

Questa è la magia nascosta nelle spezie indiane, il viaggio senza tempo e senza scomodi bagagli a mano. Soltanto tu e il desiderio di lasciarsi cullare da un profumo così lontano eppure così seducente e ammaliante.

Si, sono innamorata dell'India, delle sue sfumature e delle contraddizioni che da sempre la animano. Amo i suoi colori, la gente, le ricette, i luoghi e sopratutto la spiritualità, molto affine alla mia.

Oggi ti porto l'India a tavola con piatto vegetariano che non mancherà di stupirti. Si chiama Baingan Bharta ed è un buonissimo curry di melanzane che non solo puoi utilizzare sulle bruschette o sui crostini ma, all'occorrenza, diventa un elegante e inusuale condimento per la pasta. Perfetto per l'alimentazione vegetariana e vegana, ha un profumo e una consistenza pazzeschi!



Le melanzane non hanno bisogno di presentazioni. Alimento base della cucina indiana, hanno percorso non soltanto la via della Seta ma millenni di storia e successi. Basti pensare all'impero ottomano, dove si contavano ben 130 ricette  a base di questo frutto che appartiene alla famiglia delle Solanacee.

Pensate che esisteva un piatto a base di melanzane ripiene che veniva chiamato "Imam bayidi" ovvero l'Imam svenuto perché questa fu la reazione che il leader religioso ebbe dopo averlo assaggiato. Svenne dal piacere!

Il Baingan Bharta nasce nel Punjab, regione del nord dell'India dominata da imponenti valli fluviali (Punjab infatti vuol dire cinque fiumi).

Questa parte dell?India, famosa per il pollo tandoori, ha una vocazione tradizionalmente casearia. Vi consiglio di provare il nostro curry di melanzane con altre due ricette tipiche del luogo e semplicissime da realizzare: il Paneer e il Cheese Naan, rispettivamente pane e formaggio, con la ricetta che trovate qui.

Il Baingan Bharta che vi propongo è liberamente tratto dalla ricetta di Labna, il più vicino a quello che ho avuto il piacere di assaggiare grazie a una mia amica indiana e uno dei pochi che non ha il temibile coriandolo. Non so voi ma a me sembra di masticare terriccio allo stato puro quando lo mangio! Quindi via libera al prezzemolo o al basilico!


Se vuoi altre ricette indiane e vegetariane puoi provare il Chole Bathure, a base di ceci, il Curry di patate  e l'Aloo Matar ovvero il curry di patate e piselli.






BAINGAN BHARTA


3 melanzane medie
3 pomodori tagliati a cubetti
zenzero fresco
1 spicchio di aglio tritato
1 cipolla media tritata
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paprika 
1 peperoncino piccante
1 cucchiaino di semi di cumino
1 mazzetto di prezzemolo tritato
foglie di basilico per decorare
1 cucchiaino di garam masala ( se non l'avete sostituitelo con un mix di: semi di coriandolo, cannella, cardamomo e un pizzico di curry in polvere)

Per prima cosa cuocete le melanzane seguendo questa ricetta qui . E' facile, veloce e regala al piatto un sottile aroma di affumicato che stuzzica l'appetito!

Una volta cotte, togliete la buccia, con un cucchiaino ricavate la polpa, schiacciatela con la forchetta e mettete da parte.

Mettete i semi di cumino in una padella antiaderente e fate scaldare. Il calore "a secco" farà uscire tutto il profumo e il sapore tipici della spezia. Aggiungete l'olio e quando sarà caldo unite la cipolla, l'aglio e il peperoncino.

Quando la cipolla sarà dorata, unite zenzero, pomodori, garam masala, paprika, curcuma, il prezzemolo e melanzane. Fate cuocere per qualche minuto, aggiustate di sale e pepe, spegnete e fate raffreddare.

Servite con crostini di pane o in alternativa come sugo per la pasta.

Olive Garden Breadsticks ovvero i Grissini di pane che vi stupiranno





I Grissini di Pane dell'Olive Garden


Ci sono parole che lasciano il segno.

Mamma senza dubbio. Figli nemmeno a parlarne. Ma anche fame, torta, cibo, cellulite e nel mio caso la locuzione "Per la barba di Zeus". La utilizzo quando la mia verve umbro-toscana, condita dagli anni romani, sta per farmi esplodere in una declinazione di parolacce che farebbero impallidire Tomas Milian.

E allora me la cavo con la barba di quel poverino di Zeus, a volte con i poveri defunti di Pippo altre ancora con un porca paletta alias porca zozza, in base al contesto.

Quali sono le vostre parole preferite?

Ne ho alcune anche nelle altre lingue.

Je m'en foute, ad esempio, che mi regala un'aria deliziosamente parigina quando voglio comunicare che di quella cosa non me ne importa un fico secco.

Ich liebe dich in tedesco perché, se masticate un po' questo idioma, sapete che pronunciarlo sembra una sentenza a morte del KGB invece che un dolcissimo e meraviglioso "Ti amo". Poi va beh, in tedesco so tante parolacce, le prime che ho imparato 😊.

In inglese che dire, tutto il mio mestiere si fonda sulle parole inglesi. Sono una web content writer, una ghostwriter, una copywriter, una foodblogger. Queste parole le amo, sono il mio mondo.

Poi esiste lei, il top del top.

Copycat.

Imitazione, copione, copia...fate un po' voi, a me basta aver reso il concetto.

Quando mi diletto a leggere i blog statunitensi, questa è la parola che mi fa dire alt, qui c'è pane per i miei denti.

Dovete sapere che gli americani (e anche gli inglesi ovviamente) la utilizzano quando tentano di replicare un cibo famoso. C'è il copycat della Torta al limone di Starbucks e del suo Frappuccino oppure quella dei Texan RoadRolls. Per non parlare delle ricette del McDonald's! In quel caso i tentativi di imitazione sono rivolti soprattutto alle loro salse.

Credetemi, c'è un mondo, i blogger americani passano ore e ore a sperimentare, a cercare quel quid che ti fa esclamare "Eccolo un perfetto copycat!".

Spesso mi sono imbattuta nelle ricette, anzi nei tentativi di imitazione delle ricette dell'Olive Garden, in particolare dei suoi grissini.



L'Olive Garden è un ristorante italiano che fa dell'accoglienza familiare il suo biglietto da visita. Conta ben 800 punti ristoro in tutta la Nazione, e ognuno di questi è contraddistinto dall'amore verso la materia prima. Ricette italiane (molto rivisitate), clima intimo perfetto per le famiglie: dal 1982 gli americani amano l'Olive Garden.

A detta di molti però è un po' caro anche se le ricette sono assolutamente sensazionali. Cosa dirvi? I Breadsticks, che vi propongo e per il quali gli statunitensi vanno pazzi, sono divini. 



Abbandonate l'idea del grissino secco e croccante. I Breadstick dell'Olive Grden assomigliano di più a piccoli panini ricchi di sapore. Soffici e fragranti, vi risolvono una cena, uno spuntino, la gita di vostro figlio o una colazione.

Il segreto sta tutto nel burro e sembra un paradosso per un ristorante che si fa chiamare il Giardino degli Ulivi. Però questa è la realtà. Un po' di burro (pochissimo non temete) nell'impasto e una leggera spennellatura prima di infornarli è il quid che li rende diversi, unici.

Solitamente hanno un leggero sentore di aglio in polvere. Se vi piace mettetelo altrimenti potete anche farne a meno, tanto a noi non interessa che siano fedelissimi all'originale non trovate?

Alcuni di questi grissini li ho aromatizzati con un mix di semi di sesamo e papavero. Potete metterci anche la paprika, il prezzemolo, l'erba cipollina, insomma .. largo alla fantasia.

Li preparate in due ore e in più non dovete fare la faticaccia di convertire le benedette cups in grammi. L'ho fatto io per voi. Cosa aspettate? Iniziate a prendere la farina!


I Grissini di pane dell'Olive Garden


450 g farina (metà manitoba metà 00)
50 g burro fuso
200 ml acqua naturale tiepida
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiaini scarsi di sale
1 bustina di lievito di birra

per il topping:

aglio in polvere
2 cucchiai di burro fuso
semi di papavero, sesamo o quello che vi suggerisce la fantasia


Un piccolo consiglio per quanto riguarda il burro. Prendi un pentolino e fai sciogliere 70 grammi totali. Di questi 50 ti serviranno per l'impasto mentre due cucchiai per spennellare la superficie dei tuoi grissini. Se il burro tende a solidificarsi di nuoco, rimettilo in bagnomaria per qualche minuto. 

Con la macchina del pane

Metti tutti gli ingredienti (tranne quelli del topping) nel cestello, partendo da quelli liquidi e terminando con il lievito di birra. Avvia il programma impasto e lievitazione (se hai la SilverCrest come me è il numero 10).

Con la planetaria o a mano

Metti nella boule della planetaria tutti gli ingredienti tranne la farina. Lavora con il gancio e aggiungi lentamente la farina. fai incordare fino a ottenere un impasto uniforme e compatto. Fai raddoppiare di volume, ci vorranno circa due ore.

Una volta che il tuo impasto sarà lievitato, mettilo sul piano di lavoro e stacca una serie di "pezzetti" da circa 50 grammi l'uno ( a me ne sono venuti 14).

Fodera una teglia con la carta forno.

Rotola ogni pezzetto di impasto fino a dargli una forma allungata, tipo grissini cicciotti.




Metti i Breadsticks nella teglia e falli lievitare per un'altra ora.

Accendi il forno a 180 °C, spennella i tuoi grissini con un po' di burro fuso. Aggiungi se vuoi dell'aglio in polvere, semi di papavero e sesamo oppure lasciali così al naturale.


Fai cuocere per circa 20 minuti, fino a doratura.







Korkouto, la torta di zucchine greca




KORKOUTO la torta greca alle zucchine


Correva l'anno 2008.

Google lanciava Android, Obama diventava Presidente degli Stati Uniti, Federica Pellegrini vinceva l'oro olimpico. Miriam Leone conquistava il titolo di Miss Italia e nei blog di mezzo mondo impazzava questa ricetta greca ideata dalla chef Dina Nikolaou. Peter Minakis di Kalofagas la riprende, la adatta, ne migliora la consistenza e il resto è storia. Korkouto ovvero la torta di zucchine greca diventa uno dei piatti più proposti e copiati nei blog oltre i nostri confini.

Quando l'ho vista la prima volta mi è sorta una domanda: ma è una quiche o una frittata? Beh, è tutte e due le cose! Sembra una specie di Pita falsa, perché non c'è la solita pasta fillo ma il sapore ricorda molto da vicino le classiche torte salate greche. Però il nome con cui la conosciamo Korkouto, da Korkouti, se non sbaglio vuol dire farina, che è un ingrediente fondamentale per la pastella quindi....questa torta è una via di mezzo, un falso di quelli ben riusciti che a volte apprezzi più dell'originale.


Qui è stata approvata soprattutto dalla mia dodicenne, la figlia difficile di palato, quella che mangerebbe una pasticceria intera senza passare dal via ma le zucchine...beh le zucchine non fanno parte del suo credo religioso. Le è piaciuta e nemmeno poco. Alla quasi diciottenne è indifferente ma nel senso buono perché ama sperimentare, soprattutto nel campo del salato. Mio marito non l'ha nemmeno vista ma lui è intollerante ai latticini e questa è tutta un'altra storia.

Dicevamo i latticini. Protagonista assoluta, per chiudere gli occhi e immaginare di essere a Santorini, è la feta. La ricetta originale vuole anche il Kasseri...se lo trovate mettetelo altrimenti sostituitelo con la nostrana mozzarella o con un cheddar dolce. Abbinatela a un'insalatina fresca e di stagione oppure alle baked Greek Fries delle quali presto vi svelerò la ricetta.



Alla prossima 😍

P.s- Solitamente la superficie della Korkouto viene decorata con delle rondelle di zucchine. Io, ehm, mi sono dimenticata ^_^



KORKOUTO


3  zucchine grandi
4 uova medie
1 cipolla tritata finemente
1 panetto di feta
200 ml yogurt greco bianco
1 bicchiere di farina (ho usato quello di carta pieno fino all'orlo)
mezza bustina di lievito Pizzaiolo
1 manciata di prezzemolo fresco tritato
1 mozzarella a cubetti
pepe, paprika dolce e origano

Fai a rondelle le zucchine e mettile a rosolare in una casseruola con un po' di olio, sale e le cipolle tritate. Porta a cottura.

Scalda il forno a 180 °C e rivesti una teglia con della carta forno inumidita leggermente. In una ciotola sbatti le uova con lo yogurt greco e aggiungi la farina setacciata con il lievito.

Unisci le zucchine, i formaggi sbriciolati, le spezie e aggiusta di sale (ricorda che la feta è molto saporita). 

Versa il composto nella teglia e cuoci per circa 30 minuti modalità statica. Prima di togliere la torta dal forno verifica il grado di cottura.

Lasciala riposare per mezz'ora e servila, sia come secondo sia come antipasto sfizioso.

Le patate Yachni di Jamie Oliver




Le patate Yachni sono, tra le ricette con patate, una delle più semplici e veloci. Sono una piacevole via di mezzo tra le patate al forno e le patate in padella. Puoi mangiarle con la feta, con il pollo grigliato o anche da sole, come ho fatto io. Basta un po' di pane tostato, magari all'aglio, e un'ottima compagnia. Non serve altro....

Le patate Yachni

Il termine yachni è uno dei simboli della cucina greca e cipriota, anche se la parola stessa presenta una chiara derivazione turca. La cottura yachni è un metodo utilizzato dalle popolazioni del Mediterraneo per cuocere  a fuoco lento la carne, il pesce e le verdure nella salsa di pomodoro. Questa può essere sia fresca che in scatola. Anticamente venivano utilizzate le gastra, pentole smaltate che permettono una cottura prolungata del cibo senza che questo si attacchi al fondo. Le gastra un tempo erano di terracotta ora, per renderle più leggere, vengono realizzate in ferro smaltato. Se ne avete la possibilità, acquistatene una, ne vale veramente la pena!

La yachni può essere realizzata nel forno, sui fornelli, nel forno a legna...insomma un po' ovunque. L'importante è rispettare la cottura lenta e prolungata, necessaria per ottenere un piatto dove gli ingredienti si amalgamano alla perfezione gli uni con gli altri pur mantenendo intatta la propria individualità.

La ricetta che vi propongo l'ho presa dal magazine online di Jamie Oliver. Come potete vedere nella lista degli ingredienti compaiono due spicchi di aglio. In antichità questo bulbo non era contemplato nella cottura yachni. E' una gradevole aggiunta moderna! Quello che non è cambiato negli anni è il quantitativo considerevole di pane che mangerete insieme a questo piatto. E' la classica ricetta da pucciare in allegria, saporita e gustosa. Se vi piace, potete servire le patate yachni con yogurt greco al naturale. E' quello sprint in più che regala al piatto un gusto delizioso e inedito.

(fonte storica Athena Konstantinoi)

Pronti? Seguitemi in cucina!

PATATE YACHNI

(da una ricetta di Jamie Oliver)

750 g patate tagliate a spicchi
2 spicchi di aglio 
1 cipolla media
4 pomodori maturi o 1 lattina di pomodorini o pelati
200 g olive (possibilmente le kalamata, io non le avevo)
1 cucchiaio origano
4 foglie di alloro
1 cucchiaio di passata di pomodoro
Olio (di ottima qualità)
Sale e pepe

Trita finemente la cipolla con l'aglio e fai rosolare questo battuto in qualche cucchiaio d'olio in una casseruola pesante. Aggiungi l'origano e fai prendere un po' di colore al tuo soffritto.

Aggiungi le patate, i pomodori spezzettati, l'alloro e la passata. Aggiusta di sale e di pepe e versa tanta acqua fino a coprire il cibo. Copri con un coperchio, abbassa la fiamma al minimo e fai cuocere per circa 30 minuti. Unisci le olive a rondelle e continua a cuocere per altri 10 minuti, mescolando delicatamente e versando pochissima acqua se il composto tende ad asciugare.

Termina la cottura quando le patate sono morbide e la salsa addensata. Servi caldo o a temperatura ambiente con un giro d'olio extravergine di ottima qualità.

Lorraine Pascale la secca e l'insalata di pere all'aceto balsamico con speck e dressing caldo


Lorraine Pascale insalata pere pinoli aceto balsamico


Da piccola facevo una fatica incredibile a fidarmi dei cuochi magri. Cresciuta nelle cucine dei ristoranti, ero circondata da amabili chef ai quali facevo prima a saltare sopra che a girare intorno.

Belli, rubicondi, cicciottini e sempre sorridenti, erano per me la quintessenza del piacere del cibo. Se nella cucina di mio fratello faceva capolino uno chef rinsecchito, i miei occhi da bambina lo scrutavano alla ricerca della fregatura. Il ragionamento era piuttosto lineare: Sei secco, non mangi i piatti che prepari ergo.....che ce metti dentro?

Oh, sto parlando di circa quaranta anni fa , ehm, una manciata di anni fa, anzi proprio una quisquilia 😅. Sono cresciuta, è cresciuta la cultura del cibo, le cucine si sono evolute e gli chef sono sempre alla ricerca di un connubio inedito e mai scontato: gusto e salute. Quindi lo chef magro non mi desta più preoccupazioni, anzi....però c'è un'eccezione....

Questa eccezione si chiama Lorraine Pascale, ex top model, consulente di numerosi ristoranti e protagonista di alcune trasmissioni culinarie trasmesse sul Gambero Rosso Channel.

Bella è bella e brava è brava.
Però è troppo secca.
Ergo....non mangia i piatti che propone.

E' impossibile ( e uno)

Abbiamo la stessa età ma mentre a me fa ingrassare anche la camomilla post prandiale lei beh, ha le costole che salutano gli spettatori con tanto di ola.

E non è possibile ( e due)

Avete mai seguito una sua ricetta? Beh, considerate che secondo me aumenta il consumo pro-capite inglese di burro e quello spagnolo di chorizo. Il suo cibo galleggia nel fritto, nell'unto e bisunto (ciao Gabriele😏) e lei, lei è un palo vestito.

Prendete la proposta di oggi.
Io quando penso all'insalata immagino il bikini, la bilancia pesapersone e Jillian Michael che mi dice "Alza quelle chiappe".

Lorraine Pascale quando dice insalata intende burro, pancetta, brie. Capite? Due pianeti distinti.

Io ingrasso.
Lei no.

Questa insalata invernale è deliziosa ma io non ce l'ho fatta a cucinarla esattamente come ha detto la Lorraine. Ho preso spunto, ho sostituito qualcosa, e diminuito qualche dose.

Provatela, è un delizioso piatto unico, corroborante e soprattutto inedito. Giocare con il cibo aiuta a rendere speciale anche una cena dell'ultimo momento.
Basta poco, un pizzico di fantasia, gli ingredienti giusti e Lorraine Pascale.

Io però ingrasso.
Lei no 😀 

Prima di proseguire un piccolo consiglio, visto che siamo in pieno Black Friday e Cyber Monday. Se date un'occhiata in giro vi accorgerete che gli sconti riguardano un po' tutto...perché non approfittarne per un confronto tra i prezzi della luce? Sono molte le società che propongono tariffe speciali, prezzi e condizioni vantaggiose soprattutto per i nuovi clienti. Armatevi di carta e penna, cercate sul web un confronto tra i prezzi della luce e preparatevi a risparmiare!


Insalata di pere al'aceto balsamico con speck e dressing caldo

insalata mista
100 g di speck
4 pere sbucciate e tagliate a spicchi
1 cucchiaio di aceto balsamico

per il condimento:

40 g pinoli
2 cucchiai si aceto balsamico
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di senape

Fai soffriggere in una padella antiaderente lo speck a cubetti. Distribuisci in 4 piatti l'insalata e speck ancora caldo.

Nella stessa padella versa un giro d'olio e fai soffriggere le pere. Aggiusta di sale e pepe e sfuma con l'aceto balsamico. Fai cuocere per circa 5 minuti. le pere dovranno assumere un bel colore dorato.

Sistema le pere sull'insalata e prepara il dressing.
Fai tostare i pinoli per 3 minuti in un pentolino. Nella padella dove hai cotto le pere versa i pinoli tostati, il miele, il balsamico e la senape. Aggiungi il sale e il pepe di mulinello e fai scaldare.

Versa subito sull'insalata e servi subito.

Se vuoi e se ti piace puoi arricchire con gorgonzola o brie!

Il cavolo rosso alla siciliana

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Cavolo ci faccio con il cavolo rosso?

Passami il gioco di parole ma è realmente quello che ho pensato dopo aver aperto il mio frigorifero.
Ti capita mai di andare a fare la spesa e rimanere folgorato da un ingrediente in particolare?
A me spesso.
E la colpevole è l'Esselunga.
Non ci vado spesso perché l'unico punto vendita del Lazio è un po' distante per la spesa quotidiana. Quando mi capita di andarci le mie figlie e mio marito mi salutano con tanto di fazzoletto bianco e lacrima d'ordinanza perché sanno quando entro ma, ahimé anzi ahiloro, ....non sanno quando esco.

Il problema del supermercato è la zona riservata alla frutta e verdura. Ho fatto conoscenza con ortaggi insoliti e frutti di cui ho dovuto vedere la carta d'identità per constatarne la reale esistenza.

Cipolle? ce ne sono 10 tipi.
Insalate? 348 confezioni.

Ho stretto una piacevole liaison con il daikon e il cavolo cinese e appreso l'esistenza di allegre e colorate bietole. 
Posso non comprare sto ben di Dio?

L'ultima volta, non mi chiedete perché in quanto non è strano, lo conosco bene, mi piace e ci stiamo tutto sommato simpatici, ho preso una bella palletta di cavolo rosso.

Vedrai quante belle ricettine.

Sono arrivata a casa e gli ho affittato una stanza nel frigo. I vicini abbastanza simpatici: una carota a destra e due peperoni a sinistra.
Poi, io, la cattiva della storia, l'ho dimenticato.
E lui beh, non si è nemmeno ricordato di pagarmi la pigione pattuita.

Ieri la folgorazione sulla via di Damasco  via della cucina.
Toh , il cavolo rosso.
E mo'?

E mo' una bella ricetta di ispirazione siciliana, con l'apporto dei capperi e delle olive belle, tonde e succose.
Il cavolo rosso alla siciliana è un ottimo contorno ma sinceramente sta bene anche da solo con una bella fetta di pane tostata.
Come tutte le ricette semplici ha bisogno di ingredienti di prima qualità.
Quindi che i capperi siano capperi siculi e le olive degne di questo nome.
Visto il sapore prepotente del cavolo rosso, vi coniglio di utilizzare a crudo un olio extravergine d'oliva ligure, dal sapore delicato e raffinato.


Cavolo rosso alla siciliana

1 cavolo rosso
1 spicchio di aglio
2 cucchiai di aceto di mele
3 cucchiai di capperi di Pantelleria
olive nere o verdi a volontà 
sale pepe
1 pizzico di paprika affumicata (facoltativo)
erba cipollina e prezzemolo


Affetta sottilmente il cavolo rosso. In una padella fai soffriggere lo spicchio d'aglio schiacciato e poi toglilo.

Aggiungi il cavolo, fallo insaporire e bagnalo con l'aceto di mele.
Una volta evaporato, aggiungi le olive a rondelle e i capperi schiacciati. Porta a cottura, aggiungendo, se serve, dell'acqua calda.

Aggiusta di sale e pepe, aggiungi l'erba cipollina e il prezzemolo e servi con un giro d'olio extravergine d'oliva, preferibilmente ligure.

Il contorno è ottimo con carni di maiale ma anche da solo, accompagnato con delle fette di pane toscano abbrustolite.





KartoffelSalat-Insalata di patate alla maniera bavarese






La Kartoffelsalat è un po’ come la Titina: la si cerca ,la versione tradizionale, ma non la si trova.
Perché parte della Germania che vai , insalata di patate che trovi.
Con la maionese , senza la maionese.
Con la panna , senza la panna.
Col cetriolino, senza cetriolino.
Dipende dall’etnia e penso anche dal gusto personale e dalla disponibilità del frigo.
Due cose vi posso dire con sicurezza.
La prima è metteteci un bel wurstel accanto oppure una bella Wiener Schnitzel.
E la seconda è che questa insalata di patata come è, è.
Ovvero l’è bona, ma tanto bona.
Soprattutto ora che il palato cerca refrigerio e pietanze preparate in anticipo per non sudare poi sotto il sole del mezzodì.
C’è anche una versione “spuria” della Kartoffelsalat che viene dritta dritta da quel di Thurgau, ovvero il cantone svizzero-tedesco dove vive mia sorella.
Mio cognato adorava la Kartoffelsalat.
La sua però era pura rivisitazione.
Il procedimento quello che tra poco vi illustrerò ma gli ingredienti… tutti di testa sua.
Servelade e scaglie di emmenthal come se piovesse, cipollina fresca, aneto e maionese a gogo.
Eretica diamine, quasi un foodporn..ma era ed è una bontà.
Ovviamente il tutto innaffiato dall’immancabile Bier.
Prosit!

La versione che vi propongo dovrebbe avvicinarsi molto a quella della Germania del Sud, per la precisione l’insalata bavarese.
Spartana, semplice.
Io vi do la versione base cosi come la faceva la mamma di una mia amica bavarese doc..jawhol  J
Voi poi aggiungetevi quello che vi pare.
Perchè va soddisfatto il palato, pur conoscendo la tradizione

Il brodo che andrete a versare sulle patate deve essere caldo
Uno degli ingredienti essenziali è la cipolla.
Fa la differenza ma se proprio non la tollerate non mettetela .
Fa nulla, viene bene lo stesso la ricetta
Io odio un luogo comune senza senso ovvero mi fa morire dal ridere quando tu non mangi qualche ingrediente perché non ti piace e ti rispondono “ però…non sai cosa ti perdi”
Non mi perdo nulla capperi se quella cosa non mi piace o no?
Tornando a noi, eccovi la versione base.
La Frau bavarese diceva che il brodo indicato dalla ricetta deve essere realizzato esclusivamente con il dado.
Voi regolatevi di conseguenza.
Io non dovrei dirlo, però ehm…col brodo di dado è vero viene meglio  J



 Ovviamente questa ricetta fa parte della raccolta: Un libro, una ricetta. Stavolta è stata ispirata dalla lettura e recensione di “Incubo” di Wulf  Dorn. Recensione che potete trovare QUI)

KARTOFFELSALAT – Insalata di patate alla maniera bavarese

1 kg di patate
250 millilitri di brodo vegetale
1 cipolla
1 cucchiaino di senape
2 cucchiai di aceto
2 cucchiai di olio
Pepe
Erba cipollina per guarnire
(eventuali aggiunte non previste dalla ricetta tradizionale: maionese, formaggio, prezzemolo,cubetti di prosciutto o tutto quello che la fantasia vi suggerisce)

Fai bollire le patate con la buccia e toglile quando saranno cotte ma ancora sode.
Falle freddare.
Intanto prepara il brodo come preferisci .
Fai bollire la cipolla tagliata finemente nel brodo (se proprio non ti piace non la usare per niente).
Prepara una vinaigrette sbattendo olio, aceto senape, sale e pepe.
Sbuccia e taglia le patate a rondelle.
Quando il brodo sarà a bollore, spegni il fuoco e versalo insieme alla vinaigrette sulle patate.
Fai riposare il composto almeno per due ore (il brodo verrà completamente assorbito dalle patate)

Aggiusta di sale e pepe, decora con l’erba cipollina e servi!

I Fusi di pollo al limone e cosa faccio per vivere






Che fai per vivere?

Respiro,mangio ,dormo.
Sempre la solita buontempona,dicevo cosa fai per vivere?
Faccio la writer.
E che d'è? (espressione forbita romanesca che tradotta suona più o meno : cos'è?)
Scrivo.
Ah....questa la risposta,accompagnata da un'espressione tipo questa:





Scrivi?e cosa scrivi?e soprattutto ci mangi?

Le Patate Arrosto e il Pollo al forno di Jamie Oliver ...con qualche trucchetto






Perchè pubblicare un'ennesima ricetta di pollo arrosto e patate?
Ognuno ha la sua ricetta, le sue patate perfette, il pollo a prova di suocera, il trucco da chef...

Queste due ricette stazionano nel mio archivio da circa un mese.
Ho visto la trasmissione "Savie with Jamie", ho preso nota e le ho realizzate, nonchè fotografate.

E poi sono rimaste lì, proprio per una sorta di pudore.

Poi un nuovo pensiero, scaturito da una discussione sulla mia bacheca facebook sul mondo calcistico, sul tifo.
Qualche intervento intelligente, qualcuno divertente, qualche luogo comune finchè il monito di un utente:parlate d'altro.

Ecco, mi direte voi, cosa "c'azzecca" il parlare d'altro con le patate arrosto?

Le due cose si sposano nella mia mente.
Perchè il parlare d'altro ha richiamato nella mia mente montagne, muri e foreste di parole impenetrabili.
Perchè parlare d'altro?
Perchè porre preclusioni alla natura del discorso, al motivo?

Perchè in quel caso era "solo" calcio...
ma poi è solo il meteo e le mezze stagioni che non esistono più,
è la Belen che litiga col marito,
è la moda primavera -estate...
o il nuovo libro sul comodino, la nuova canzone,
il politico di turno,
o un dubbio filo-esistenziale.

Un calderone fatto di luoghi comuni o meno, ma che tutti insieme fanno discorsi, idee, modi di pensare. Perchè occorre parlare d'altro?
Perchè un discorso magari semplice e "populistico" come il parlare di tifo non può diventare una riflessione più ampia?
Perchè tutta 'sta spocchia?

Il parlare di altro alla fine ha rivestito di dignità le patate arrosto ^_^
Perchè non parlarne?
Perchè è soltanto l'ennesima versione delle patate arrosto?
Pazienza.

Sono buone, sono diventate la mia ricetta definitiva, quindi perchè non proporle?
Alla faccia dei muri e delle preclusioni di pensiero!
(ricette JamieOliver.com)




LE PATATE ARROSTO DI JAMIE OLIVER

1 chilo e mezzo di patate
sale
pepe nero
olio extrevergine d'oliva
4 spicchi di aglio
1 cucchiaio di aceto

Spezie per insaporire:
combinazione 1:
oli, rosmarino, aglio ,sale e pepe

combinazione 2:
burro, salvia,sale, pepe e un pò di scorza di limone

combinazione 3:
timo fresco, foglie di alloro, burro e olio in egual parti, sale e pepe.

Mettete a bollire dell'acqua in una pentola capiente.
Pelate le patate e tagliatele a tocchetti (come vedete nella foto, non a fette sottili) tutti più o meno della stessa grandezza.
Salate l'acqua, unite le patate e calcolate 6 minuti dalla ripresa del bollore.
Scolatele e lasciatele ferme dentro lo scolapasta per cinque minuti.
A questo punto scuotete con energia le patate . Deve rompersi lo strato iniziale farinoso (questo passaggio vi consentirà di far assorbire il grasso di cottura alle vostre patate in maniera tale da averle croccanti poi).Non saltate questo passaggio, fa la differenza!!
Prendete una teglia che va anche in forno, unite le patate, l'olio, il sale,il pepe,l'aceto e gli spicchi d'aglio leggermente schiacciati e scegliete una delle combinazioni di sapori che vi ho elencato negli ingredienti.
Ripassate le patate per cinque minuti sul fornello, in modo da iniziare a creare una crosticina. Ponete in forno.
A questo punto fate andare la cottura per circa mezz'ora.
Qui vi aggiungo una tecnica che ho imparato anni fa:
alternate ogni dieci minuti la cottura, ovvero dieci minuti con forno statico, dieci con forno ventilato..
Tenete la temperatura intorno ai 200 gradi.
Una volta terminata la cottura aggiustatele di sale e pepe e servitele!







POLLO ARROSTO DI JAMIE OLIVER

1 pollo intero
1 limone
aglio
sale pepe
1 carota
1 cipolla grande

per la salsa:
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di farina
1\2 litro di brodo vegetale

Avete presente le patate di cui sopra?
Se avete intenzione di cucinare anche il pollo arrosto mettetele a bollire con un limone,leggermente punzecchiato.
Prendete il pollo intero.
Massaggiatelo con un pò di olio extravergine.
Prendete il limone bollito, punzecchiatelo ulteriormente e ponetelo all'interno del pollo stesso (questo è il trucchetto del limone bollito che vi permetterà di ottenere un petto molto umido e succulento).
Tagliate a strisce sottili la cipolla, la carota, e ponetele sul fondo della teglia che ospiterà il pollo.
Unite l'aglio, l'olio, salate e pepate leggermente sia le verdure si ail pollo e ponete quest'ultimi esattamente sopra il letto di carote e cipolle.
Ponete in forno caldo a 180 gradi per circa tre quarti d'ora.
Punzecchiate il pollo: se il liquido che esce è incolore, è cotto.
A questo punto togliete il pollo e occupatevi del fondo di cottura.

Prendete la teglia, versatevi il cucchiaio di farina e ponetela sul fuoco.
Cercate di raschiare il fondo di cottura il più possibile.
Unite il vino bianco e sfumate, raschiando sempre il fondo della teglia.
A questo punto unite il brodo e fate sobbollire per dieci minuti o almeno fino a quando non raggiunge il grado di densità da voi desiderato.
Prendete la salsa e passatela al setaccio con cura.
Deve venire fuori un sughetto denso e scuro.
Aggiustate di sale e pepe
Servite il pollo accompagnato da questa salsa!


La melanzana sulla fiamma per un pranzo con i fiocchi!!





Questi sono "i miei mercoledi con me stessa".
La casa tace, il ritmo è lento, le ore scorrono rotolando sui minuti.

Il mercoledi è un giorno particolare perchè le ragazze tornano più tardi, mio marito pranza in caserma e io sono qui al centro di questa tavola, come un'improbabile regina senza corona.
Una tavola lunga e apparecchiata con le cose che piacciono a me.
Coltello, forchetta e fantasia.

Perchè è l'unico pranzo della settimana che dedico a me stessa.
L'unico dove devo soddisfare un'unica esigenza, la mia.

Scrivo questo post ancora con il palato coccolato e qualche mollica che si deposita sulla tastiera.
Foto fatte di corsa e lasciate abbastanza "rustiche" un pò per l'impazienza di mangiare un pò per lasciare intatto quel profumo di brace , di affumicato che sento sprigionarsi.

La melanzana sulla fiamma.
Forse avrò scoperto il banale e il noto ma per me è stata una nuova frontiera.
Ho visto questo modo di cuocere le melanzane prima sul Gambero Rosso (il mio amato Max Mariola...oh ci fosse una sua ricetta che non riesce, sono tutte a prova di dummies ^_^) e poi l'ho rivista da Sigrid.

La melanzana viene cotta direttamente sulla fiamma!!!
Senza accendere forno, senza sporcare nulla.
In un quarto d'ora avrete una cremina deliziosa da aromatizzare come volete e da spalmare sul pane.
Un gusto affumicato, come se fosse stata sulla brace.

Lo confesso.
Ero molto scettica.
Mi sono dovuta ricredere...con poca fatica ho ottenuto una versione semplificata del babaganoush.
Un piatto leggero e saporito.
Io l'ho accompagnato con della feta marinata e fette di pane tostate.
Una manciata di pomodori e olive a completare questo semplice sano ma goloso pranzo

(poi ho mangiato anche mezza vaschetta di gelato ma non diteglielo al mio dietologo shhhhhh )



LA MELANZANA SULLA FIAMMA

per quattro persone:

4 melanzane medie

per condire:

fior di sale
origano (o quello che vi suggerisce la fantasia)

per la feta marinata:

1 confezione di feta
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di origano
1 spolverata di pepe bianco
1 pizzico di paprica
1 pizzico di alloro in polvere


Per cuocere le melanzane avvolgerle completamente nella carta stagnola.
Appoggiarle sulla fiamma (media) del fornello, avendo cura di girarle almeno due volte.
Saranno pronte quando proverete ad infilzarle con la forchetta e le sentirete morbide.
A questo punto (facendo attenzione a non bruciarvi ) aprite l'involucro, tagliate la melanzana come vedete nella foto, conditela con sale e quello che gradite di più e spalmate la cremina cosi ottenuta su fette di pane tostato, accompagnando il tutto con cubetti di feta marinata

Per la feta marinata:
due ore prima del pranzo, tagliate a cubetti la feta. In una ciotola emulsionate le spezie con l'olio e versate il tutto sul formaggio.
Riponete in frigo fino al momento dell'utilizzo!


Le Patate in carrozza





Nel mezzo del cammin della mia vita mi ritrovai in una farmacia che la diritta via era smarrita.
Ahi quanto svuoterò il mio portafoglio per due miseri farmaci,ahi.
La ricetta allungo al garbato dottore che con gesto fulmineo sparisce nei meandri mefistofelici del suo laboratorio.
O Dio dell'amato paradiso a quanto ammonterà mai tal salasso?
Torna con ghigno soddisfatto il caro dottore.
Incarta le medicine e si avvicina di soppiatto e con fare misterioso ,socchiude i cerulei occhi e sibilando mi chiede:
"Ce l'ha la tessera fedeltà?"
O poffarbacco ma in un ridente supermercato entrai e non me ne accorsi?
Giro le terga in cerca di insegne luminose .mi affaccio sulla via e vedo che proprio farmacia è scritto.
Torno dentro e senza proferir parole inutili piglio le medicine incartate e il subdolo dottore mi dice "No tessera ? No sconto!" E se ne va ghignando sotto baffi invisibili.
Mi avvicino alla cassa ed ecco la cassiera che si avvicina con fare sinuoso e mi dice: " Mia gentil signora proporle vorrei una visita tricologica . Una dottoressa assai qualificata questo suolo calpesterà e i suoi capelli visiterà cosi non più li perderà"
Va bene.
Ora basta. 
Tu mi proponi una visita tricologica per arrestare la perdita di capelli. Io ti propongo una visita oculistica , ma da uno bravo però. Perchè dico , ti sembro una che perde capelli? Una che ha problemi di calvizie?
E poi la tessere fedeltà!! Cosa mi regali alla fine? Un pappagallo ( e non intendo l'uccello ^_^)? Una fornitura di antibiotici per un anno? Cerotti per i calli?
Non voglio le tessere fedeltà , non voglio visite anticalvizie.
Vorrei semplicemente entrare in farmacia senza il libretto degli assegni in mano!
Un'influenza delle mie figlie in media mi costa trenta euro di tachipirine varie e fialettine per areosol .
Le mie emicranie costano un euro ciascuna ,e se poco poco mi viene un mal di pancino e ho bisogno dei fermenti lattici beh meno di quindici euro non trovo nulla.
Trentamila lire del vecchio conio capito?
Trentamila lire solo perchè la mia flora intestinale deve essere nutrita!!!
Ma perchè ,un panino con la mortadella non le basta??????

Vi vanno due patate in carrozza?
Ovvero un contorno veloce veloce semplice semplice...adatto alla mani di questa povera moribonda ovvero me medesima?
Facili son facili.
Ricetta a prova di bomba ,visto che sono riuscita a metterla in piedi tra uno starnuto e un colpo di tosse ^_^
Ricetta tratta dal libro:"La Grande Cucina"


PATATE IN CARROZZA

3 patate grande
pangrattato quanto basta
10 cucchiai di grana grattugiato
1 cucchiaino di paprica
1 cucchiaino di origano secco
2 uova sbattute
sale pepe

Lessate le patate in una pentola d'acqua bollente per circa un quarto d'ora.
Passatele velocemente sotto il getto dell'acqua fredda e fatele raffreddare leggermente.
Mescolate in una terrina il pangrattato, il formaggio e la paprica.
Versate in un altro piatto le uova sbattute.
Sbucciate le patate e tagliatele a fette.
Passatele nelle uova e nel composto di pangrattato.
Friggetele in olio caldo, poche per volta, finchè non saranno dorate.
Sgocciolatele su fogli di carta cucina , spolveratele di sale fino e peperoncino in polvere (se vi piace) e servitele.
Sono ottime da sole ma anche come contorno ad un piatto di pesce.
Volendo potete impanare le fette di patate e friggerle in un secondo momento, tenendole in frigo.