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MUFFIN AL GRANO SARACENO, CAFFÈ e CACAO e Carlotta Pallotta e le amiche


Nelle mie notti passate a misurare l'area delle piastrelle di casa mia ho preso una decisione.
Anche queste pareti sono delle “mediamente”. Settanta metri quadri, terzo piano senza ascensore. Due camere, una cucina che ha visto tempi migliori, un salottino e un bagno. Va beh bagno è una parola grossa. Diciamo che in due non ci si sta. Ci si deve chiedere permesso e appiattirsi contro il lavandino per far passare l'altro. E, credetemi, è una cosa alquanto seccante. A meno che lo strusciamento non presupponga un approccio di altro tipo. E allora è un altro paio di maniche. Comunque, approcci o no, la casa non va più bene. Bisogna cambiarla. Almeno novanta metri quadri. Un attico ecco. E pure in centro.
Stamattina l'ho comunicato alle mie amiche.
Avete presente il buono, il brutto e il cattivo? Ecco, noi dai tempi dell'università siamo la grassa, la bassa e la smilza.
Io la smilza (ai tempi), Lara è la bassa e Ginger è la grassa. Tre scalcinate studentesse di lettere perennemente fuori corso e perennemente dentro il bar dell'Università. La prima lezione andava, la seconda iniziavano gli sbadigli, la terza presupponeva la fuga incondizionata. Ore passate sedute a chiacchierare. Più che altro di uomini. Più che altro di anatemi lanciati contro gli uomini. Caffè, tramezzini e lacrime. E poi risate. E poi ancora lacrime. E le ore passavano.
Abbiamo capito che forse stavamo esagerando quando il barista un giorno ci ha messo in mano la scopa, il Mocio e la pezzetta per lavare il bancone al grido di "E che minchia".
Nessuna di noi tre alla fine si è laureata. Ginger si è sposata a ventiquattro anni. Ha tre figli. Tre maschi. E due mariti. Sforna torte a casa in nero con l'incubo della Guardia di finanza. I Nas se li sogna anche la notte.
Lara fa la segretaria in un'agenzia immobiliare. Non si è sposata, non ha fidanzati, ha solo un gatto.
Nando si chiama. Le ho detto che non è un nome da gatto.
Lei mi ha mandato a cogliere ravanelli.
Ma lei è così. E mi piace proprio per questo. Ognuno dovrebbe avere una Lara nella propria vita. Ognuno dovrebbe avere una persona che ogni tanto ti manda sinceramente e brutalmente a coglier ravanelli. Con affetto senza dubbio. Ma ti ci manda. E questa cosa ti riporta con i piedi a terra.
Perché io ho la sindrome dei piedi in mongolfiera. Ogni tanto mi alzo in volo. Troppo. E Lara è come se riempisse la mia mongolfiera di sacchi di sabbia. E mi riporta giù…



Oggi vi propongo una ricetta molto carina per la colazione del sabato. Un muffin che si prepara in 20 minuti di orologio e che vede una grande protagonista che io spesso ho sottovalutato nel corso degli anni: la farina di grano saraceno.

Ho imparato ad amarla grazie anche alla mia noiosissima gluten sensitivity che mi impone, regolarmente, una dieta totalmente priva di glutine. Ho imparato a renderla più delicata aggiungendo altre farine e a ingentilirla con qualche aroma in più.

Questi muffins arrivano da un librettino che non ho sottomano da un po'. Avevo fotografato la ricetta appena letta per non perderla. A proposito, voi come appuntate le ricette che vi piacciono? Io ho abbandonato fogli e foglietti per il cellulare. Fotografo e lascio lì, almeno sono sicura di non perderla!

Bene, io e Carlotta Pallotta vi salutiamo e vi auguriamo una serena giornata!



MUFFIN AL GRANO SARACENO, CAFFÈ e CACAO

150 g farina di grano saraceno
150 g farina 00 (o priva di glutine se siete intolleranti)
2 uova
100 g zucchero
1 cucchiaino di essenza di vaniglia
1 pizzico di sale
50 g cacao amaro
1 tazzina di caffè
100 ml yogurt (anche di soia)
100 ml latte (vaccino, soia o riso)
1 bustina di lievito per dolci
80 ml olio vegetale

Il procedimento è semplicissimo e comune a qualsiasi ricetta di muffin. Prendi due ciotole, in una metti tutti gli ingredienti liquidi, nell'altra i restanti. mescola e unisci i due composti, mescola leggermente.

Non ti ostinare a togliere i grumi, i muffin necessitano di un impasto grossolano! Versa la massa nei pirottini che hai preparato in precedenza, fai cuocere in forno caldo a 180 °C per circa 20 minuti.

Controlla prima di tirarli fuori il grado di cottura, ogni forno è a sé!

Spolvera con zucchero a velo oppure decora con panna montata.
Servi con una tazza di caffè latte, tè oppure una spremuta d'arancia.

Cracker alla farina di ceci e come si ottimizza un testo in ottica SEO?




Vegani, leggeri e fragranti: i crackers con la farina di ceci sono perfetti da soli o in compagnia di salse come Hummus o un bel guacamole. Si preparano in un attimo e possono essere aromatizzati con qualsiasi spezia o erba aromatica. Io vi do la ricetta voi metteteci tutta la vostra fantasia!


Il SEO, questo sconosciuto

Ah Mo' ma non dovevi parlare dei cracker alla farina di ceci?
Vero, però lo sapete, le chiacchiere mi piacciono molto, soprattutto nel mio blog. La settimana scorsa ho avuto una conversazione del tipo:

-Ho visto che sei una web content writer..ma di preciso cosa fai?
Ottimizzo testi per il web

-Ahh quindi ti occupi di SEO
Anche

-Ma..senti...come mai ci sono le parole in neretto nel tuo articolo?
Per facilitare la lettura a te e a Google

-Ma..senti...perché pubblichi una foto all'inizio e una prima della ricetta?
Perché mi piace forse?

- Ma senti.... ho visto che su Instagram pubblichi foto di cibo, libri, animali, paesaggi. Come mai?
Perché la mia gatta mi fa aumentare i follower😖

-Ma...senti...ho visto che fai recensioni sui ristoranti...quindi va forte il tuo blog? E come ti hanno trovato?
Il blog va benino grazie e mi hanno trovato con piccione viaggiatore 😉 

-Ma...senti, così tanto per dire, ho visto anche una collaborazione con una nota azienda che produce pasta...ma questi come ti hanno trovato?
Col fratello del piccione viaggiatore di prima. Ma ascolta, hai bisogno di qualche consiglio su come ottimizzare i testi? Tranquilla, chiedi pure.

-IO, ma stai scherzando? GIAMMAI, io sono contenta così. E' un posto tutto mio, per la mia famiglia, i miei nipoti, i miei trisavoli e tutta la parentela fino al tredicesimo grado. A me del SEO non me ne importa nulla, anzi non capisco come fai a lavorarci tutto il giorno, bleah che schifo.

Ecco, questo lo stralcio di una piccola conversazione avuta tempo fa. Il risultato? Un blog e un profilo Instagram che assomiglia terribilmente a quello della sottoscritta.

Non c'è niente di male nel chiedere a chi magari è più ferrato di te su un argomento. Non vuol dire perdere la faccia, vuol dire semplicemente evolversi, imparare. E scoprire cose nuove. Tutto qui.

Comunque per tornare al nostro caro SEO, croce e delizia di chi scrive per il web è opportuno chiarire alcune cose.

La prima è che nel mio blog di SEO ne trovate poco. Lavorando tutto il giorno per scrivere contenuti ottimizzati ho bisogno di un posto dove poter essere libera. C'è giusto qualche elemento che ormai fa parte del mio modo di scrivere.

Seconda cosa.

Il SEO e Google sono due brave personcine. Rispondono a un imperativo fondamentale: Content is the king

Tu che mi stai leggendo, non correre alla ricerca delle keyword prima di aver capito cosa diamine vuoi scrivere. Google e la tua onestà intellettuale ti chiedono contenuti di qualità tali da rispondere a tutte le domande del tuo pubblico.

Scrivi soprattutto per i tuoi lettori. Cura il contenuto, la grammatica (Oh my God), l'ortografia, non pensare che il tuo dialetto sia comprensibile in tutta Italia. L'italiano, per favore.

Il web si evolve rapidamente. Fai in modo che il tuo blog sia responsive ovvero sia ben leggibile sui dispositivi mobili. E' il motivo per cui spesso vi trovate con un Emporio 21 con una grafica diversa. Magari mi accorgo con il passare del tempo che la grafica non va bene per i tablet e intervengo.

Tre secondi in più per caricare una pagina ti tolgono quasi il 10% delle conversioni. Alleggerisci, togli quelle cavolo di stelline che scendono come se fosse la notte di Natale, metti un font che non costringa una ventenne a inforcare gli occhiali della Nonna Peppina!

E, ultimo consiglio, Google prende in considerazione testi con almeno 500 parole. Che palle? Niente affatto. Se non fai fatica, non curi il tuo blog, non te ne frega niente dei tuoi lettori, perché devi essere ricompensato?

Più che un'ottica SEO, la mia è un'ottica di qualità. Se rispetti il tuo lettore, Google rispetta te!

Questi in sintesi gli aspetti più rudimentali per ottimizzare un sito in ottica SEO. Sono quelli che, da copywriter, prediligo..perché danno un significato alla qualità della mia scrittura.

Dopo questo puoi occuparti della tecnica. In un prossimo articolo ti indicherò una serie di risorse on line che possono aiutarti.

Ricordati una cosa: l'Emporio 21 non è ottimizzato e sul profilo Instagram pubblico quello che mi pare!!!!


La ricetta dei crackers con la farina di ceci. In generale sono perfetti per chi è intollerante al glutine, al lattosio o per chi ha bisogno di un'alimentazione sana e leggera. Ovviamente ricordati che per realizzarli devi amare la farina di ceci perché il sapore... si sente!




CRACKER con FARINA DI CECI

1 tazza di farina di ceci 
1 cucchiaino di lievito per dolci (per i vegani cremor tartaro o una marca vegan)
1\2 cucchiaino di sale
rosmarino essiccato
erba cipollina
pepe nero
1\2 cucchiaino di paprika
acqua quanto basta
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva

Prendi  una ciotola e impasta ( mano o con la planetaria) tutti gli ingredienti. Inizia aggiungendo due cucchiai di acqua e poi aggiungine quanta ne assorbe la farina.

Quando l'impasto è ben lavorato, mettilo tra due fogli di carta forno e stendilo con un matterello, tirandolo fino allo spessore che vuoi.

Taglia con un coppapasta i tuoi crackers alla farina di ceci  e infornali a 180° C per 15/20 minuti.





Aargauer Rüeblitorte, la torta di carote più buona che c'è!


carote, torte colazione


C'era una volta il paese delle carote.
Carote a colazione, carote a pranzo, carote a cena.
In tegame, al forno, spalmate sul pane, frullate e fritte.


Carote ovunque.
Sul viso per spianare le rughe, sui mobili per spianare le crepe, sull'asfalto per spianare la suocera.

Carota era la prima parola ad uscire dalle tenere boccucce dei bambini, "prometti tu di cucinare le carote a tuo marito nella salute e nella malattia" la frase che il prete sull'altare rivolgeva a baldanzose e alquanto rubiconde spose.
Tutte rigorosamente con i capelli alla...Pel di carota ovviamente.

Ma gira che ti rigira sempre cocuzza è, dice una mia amica pugliese.
E gira che ti rigira sempre carota è.

L'ingegno femminile del paese delle carote si mise in movimento e inventa oggi e butta domani, nacque la sublime Torta alle carote, la Rüeblitorte.

Ok smetto di fare la cretina e divento una foodblogger seria.



L'Aargauer Rüeblitorte nasce nel cantone di Aargau, in Svizzera, non a caso chiamato il paese delle carote. Se ne producono così tante da soddisfare l'intero fabbisogno delle nazione. La carota, nella confederazione elvetica, è l'ortaggio più consumato dopo il pomodoro.

La Torta alle carote nasce nel 1892 e diventa ben presto uno dei dolci più popolari tra i bambini. Non c'è festa senza Rüeblitorte. I piccoli l'adorano per la sua consistenza umida, per il delicato sapore alla nocciola e il profumo di cannella e spezie che fa tanto Babbo Natale, neve, luci e ricchi cotillons.

La Aargauer Rüeblitorte è perfetta per gli intolleranti al glutine.
E pure al lattosio.
La quantità di farina è minima e si può sostituire con farina di riso o farina di grano saraceno.
Cosa dirvi... provatela.

La superficie potete decorarla con una golosa glassa bianca e piccole carotine di zucchero o semplicemente con una spolverata di zucchero a velo.

Un piccolo consiglio però: dovete grattugiare 300 grammi di carote.
Se non siete dotate di robot multifunzione o marito volenteroso come la sottoscritta, andate al supermercato e comprate quelle deliziose confezioni con le carote già grattugiate.

Sono una donna, non sono una foodblogger seria ^_^



Aargauer Rüeblitorte

300 grammi di carote crude
4 uova
200 grammi di nocciole o mandorle tritate
70 grammi di farina di riso, grano saraceno o 00
150 grammi di zucchero
1 cucchiaino abbondante di cannella
succo e scorza di un limone
1 cucchiaino abbondante di lievito
1 pizzico di sale

Prepara uno stampo da 24 cm e foderalo con carta forno.
Accendi il forno a 180°.
Grattugia la scorza del limone e spremi il succo.
Separa i tuorli dagli albumi e monta a neve quest'ultimi.
Grattugia le carote.

Nel mixer elettrico monta i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto gonfio e spumoso.
Aggiungi scorza e succo del limone, le carote, le nocciole (o le mandorle), la cannella, la farina, il sale e il lievito. Mescola con cura.

Unisci con delicatezza al composto gli albumi montati a neve.
Versa nello stampo e cuoci per circa 40 minuti.
Verifica il grado di cottura prima di tirarla fuori dal forno.

Fai raffreddare e decora con semplice zucchero a velo o glassa bianca.






La Crostata Vegan perfetta (anche per gli intolleranti)

vegan-vegetariano-senza glutine-senza lattosio-senza uova-crostata-marmellata

Annunciaziò! Annunciaziò!

Se vi dico che è lei dovete crederci.
Lei chi? 
La frolla vegan o adatta per intolleranti al lattosio, alle uova o addirittura al glutine (utilizzando farina apposita), che vi farà gridare: FINALMENTE!!!

Ne ho provate molte nel corso degli anni. Non sono vegana né vegetariana (anche se lentamente mi sto avvicinando a questo mondo) ma sono mediamente intollerante (più alle persone che ai cibi).

E allora vai con la frolla allo yogurt, la frolla senza questo, senza quello, senza uova...uff, mai trovata una che mi abbia fatto gridare Eccola! L'unica che nel corso degli anni mi ha dato molte soddisfazioni è QUESTA, ma ha comunque le uova! 

Finché Santo Pinterest non mi ha fatto scovare questa ricetta di crostata integrale vegana e ho deciso di provare.

E' veramente buona, morbida, gustosa e si fa in un battibaleno. Con la dose che vi do fate una crostata di circa 24 cm di diametro e un buon numero di biscottini che si sciolgono in bocca.

Questa frolla è adatta agli amici vegan e agli intolleranti. Visto che amo la precisione, devo chiarire alcuni punti.

Per noi intolleranti, la scelta delle farine o dello zucchero è libera. Possiamo utilizzare sia il bianco che quello di canna. Per le farine, se vogliamo realizzare un prodotto senza glutine, utilizziamo la farina di grano saraceno.

Se siete vegani e volete realizzare questa frolla :

-  utilizzate farina integrale, farina di tipo 1, farina integrale di grano saraceno, farina integrale di farro, kamut o riso

- il lievito  da utilizzare è il cremor tartaro, un agente lievitante naturale estratto dall'uva oppure leggere le etichette! Molte aziende stanno iniziando a produrre i propri lieviti chimici in assenza di ingredienti animali

- per lo zucchero il discorso è più complesso. A volte, nemmeno lo zucchero integrale di canna è totalmente privo di ingredienti animali. Il suo processo di raffinazione prevede, a volte, l'utilizzo di carbone proveniente da ossa animali incenerite per lo sbiancamento. Cosa fare? Consultando il sito della PETA o quello del The Vegetal Resource Group potete trovare la lista degli zuccheri di canna integrali certificati vegan.

Spero di essere stata abbastanza esaustiva. Vi fornisco la ricetta con tutte le possibili varianti degli ingredienti....provatela ne vale davvero la pena!!!


CROSTATA VEGANA  o ADATTA per INTOLLERANTI

500 gr farina (se vegani: farina integrale di frumento, farina di grano saraceno, farina integrale di riso, farina di kamut, orzo o segale)

180 g zucchero integrale di canna certificato (se intolleranti potete utilizzare zucchero di canna o zucchero bianco)

120 ml acqua naturale tiepida
120 ml olio vegetale

1 bustina di cremor tartaro ( o 2 cucchiaini abbondanti di lievito chimico se non siete vegani, se celiaci o intolleranti al glutine controllate l'etichetta)
scorza 1 limone grattugiata

marmellata per farcire

Nella planetaria metti lo zucchero e l'acqua tiepida. Aziona la frusta per qualche secondo, in modo tale da amalgamare i due ingredienti.
Versa tutti gli altri ingredienti previsti ed aziona la planetaria per pochi minuti.
Rovescia l'impasto sul piano infarinato, forma una palla con le mani e mettilo da parte (se utilizzi la farina di grano integrale potresti aver bisogno di una dose di acqua leggermente maggiore per compattare l'impasto. Aggiungine poca per volta fino al momento in cui il composto non si sbriciola più)

Accendi il forno a 180 °C statico e metti sul piano di lavoro uno stampo da 24 cm.
Dividi il tuo panetto in due metà, una leggermente più grande. Prendi quest'ultima, stendila tra due fogli di carta forno e rivesti il fondo dello stampo.

Stendi la marmellata .

Aiutandoti con un po' di farina, stendi il panetto restante e forma le strisce che andrai a posizionare delicatamente sulla superficie della tua crostata.

Con l'impasto che avanza puoi farci dei biscottini buonissimi!

Cuoci per circa 30 minuti (180 °C) e controlla bene il grado di cottura prima di tirarla fuori dal forno.

Il budino al cioccolato perfetto in 3 ingredienti(e in 5 minuti) , senza uova, zucchero o farina


cioccolato-budino-cucchiaio-dolce





La comprensione sta alla donna come la neve ai Tropici.
Soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti del corpo.
Colpevoli siamo senza dubbio noi stesse, schiere di Eva contro Eva, armate di lente di ingrandimento.
Avanziamo al grido di:
"Anvedi quanta cellulite c'ha quella!!"
"Ahò ma mica poi è cosi magra eh?"
"Ammazza che culotte de cheval"
Finezza diabolica che sottintende due chiappe grosse come il Madagascar.
E questa è una.

Poi la società.

Sei troppo magra,sei troppo grassa, i piedi ce li hai ad Y, la bocca è due mm sotto gli standard fissati per legge dal trattato di Maastricht. Alzati le chiappe, pompati le tette, appiattisci la pancia, mettiti il botulino nella minestra e fatti lo shatush altrimenti sei out e se ti acchiappano quelli di "Come ti vesti?" sono cavoletti di Bruxelles tuoi.
E questa è la seconda.

La mente si ribella a tutto ciò...ma tant'è. Tutte cerchiamo di renderci presentabili il minimo sindacale. Pazienza se ci arrendiamo alle h24 di Zumba.

Pazienza se il push-up fa capolino dal cassetto delle mutande.
Chiudiamo un occhio su quei settanta eurini,e dico settanta, che spenderemo per comprare i jeans col rinforzo sulle terga perché mica ce lo possiamo avere tutte alla brasiliana e pazienza se sfondiamo il budget delle varie ed eventuali.
E questa è la terza.

E poi...e poi magari una gravidanza. Magari si esce indenni.

Ma arriva la seconda.
E si diventa implacabili.
La società diventa implacabile.
Noi stesse lo diventiamo.
La smagliatura che non c'era, la tetta cadente, la curva del fianco che micamelaricordavocosirotonda.
Corri corri partorisci, corri corri perdi peso, corri corri smetti di allattare che te s'abbassano troppo le tette, corri corri spalma, salta e suda col poppante accanto.
Perché il tempio deve essere perfetto.
Perché quella ciccetta post partum fa più paura della depressione alias baby-blues.....




Questo budino è essenza allo stato puro. Senza involucri, senza chiacchiere.

Si fa in 5 minuti con 3, massimo 4 ingredienti.
E sa di cioccolato puro.
Il cioccolato lo scegli tu. Fondente, al latte, gianduia, bianco non ha importanza...
Puoi anche scegliere se utilizzare solo latte o latte e acqua, latte intero, scremato o ad alta digeribilità.
E' un pò il budino del fa come ti pare tanto viene sempre bene!

La ricetta viene da un blog, Ammodomio, le cui proprietarie rappresentano la mia boccata d'aria fresca. Sono ruvide e sincere, schiette e piene d'amore nei confronti di quello che fanno, pronte a combattere per ogni diritto leso, senza paura di farsi del male. In questo pazzo mondo dove sono più le ciofeche pubblicate che le ricette valide, loro sono una certezza. La MIA certezza.





BUDINO AL CIOCCOLATO in 5 minuti

200 gr cioccolato fondente al 50%
2 cucchiai amido di mais
500 ml latte (oppure 250 di acqua e 250 di latte)

Mescola l'amido di mais con un pò del liquido previsto dalla ricetta. Devi sciogliere tutti i grumi, ottenendo una pastella non troppo densa.
Porta ad ebollizione il latte (o il mix di latte e acqua) e aggiungi il cioccolato tagliato a pezzi. Fallo sciogliere e unisci l'amido di mais che avevi preparato in precedenza. Fai addensare per circa tre o quattro minuti, togli dal fuoco e lascia raffreddare.
Servi con ciuffi di panna montata.

La ciambella di farina di riso agli agrumi-La ricetta perfetta per il primo appuntamento del "Tè delle cinque"


agrumi-farina di riso-senza glutine

Il mistero della farina di riso.


Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con la farina di riso.
Mi piace il candore che dona ai dolci.
Non mi piace la sensazione di eccessiva secchezza quando cerco di utilizzarla da sola.
L’ ho sempre tagliata con altre farine ma alla fine ne perdevo quelle caratteristiche che la rendevano preziosa ai miei occhi.
Inoltre,  “il senza glutine” andava a farsi benedire vista la presenza di altre farine.
Non ho mai creduto alla morbidezza decantata di tante torte contenenti la farina in questione.
Colpa mia che, dopo tanti anni di torte, cerco sempre di più la perfezione.
Un dialogo improvvisato con un mio amico chef  ha risolto il mistero della farina di riso.
La parola d’ordine è idratazione.
Più la si idrata più regala morbidezza e sofficità all’impasto.
Insieme abbiamo elaborato le dosi di questa ciambella agli agrumi e il risultato è stato quello sperato.
Morbido, elegante, umido.
Totalmente senza glutine .



 

Il Tè delle cinque.


Questo è il primo dolce che inaugura la rubrica “Il tè delle cinque” nata in collaborazione con Teasenz
Teasenz è un’azienda che propone tè cinese della migliore qualità. Un tè frutto della secolare esperienza cinese che ha portato fino a noi tè straordinari, profumati e dalle mille virtù.
Cinque appuntamenti ci terranno compagnia con una cadenza, spero, settimanale. Ogni dolce sarà abbinato ad un tipo particolare di tè, in grado di esaltarne profumi e consistenze.
Oggi ho abbinato la ciambella agli agrumi alla varietà   “Osmanthus”.



L’ osmanto è un fiore cinese dai meravigliosi fiori gialli. Viene utilizzato non solo nella preparazione del tè, ma anche in alcuni piatti della tradizione cinese.
Senza coloranti né conservanti, il tè ai fiori di osmanto di Teasenz è un tè profumato e dal profumo persistente. La prima volta utilizzatelo nella quantità di un cucchiaino. Vi abituerete al suo sapore lentamente e diventerà un must per la vostra pausa delle cinque.
Nella medicina tradizionale cinese, il tè ai fiori di Osmanto idrata la pelle, la illumina e disintossica tutto l’organismo. Un contenuto basso in caffeina, lo rende la bevanda adatta ad essere gustata in ogni momento della giornata.





 

Ciambella di farina di riso agli agrumi

250 gr farina di riso
1 arancia media
1 limone
1 pompelmo (se vi piace)
100 millilitri di olio di mais
8 gr di lievito per dolci
1 pizzico di sale
3 uova
150 gr zucchero (potete arrivare fino a 170 se la preferite più dolce)

Accendete il forno a 180 gradi.
Grattugiate la buccia dei tre agrumi e spremete l’arancia , il limone e mezzo pompelmo.
Metteteli da parte.
Separate i tuorli dagli albumi.
Montate a neve ferma questi ultimi.
Montate per circa 5 minuti i tuorli con lo zucchero. Il composto dovrà essere spumoso e gonfio.
Unite l’olio, le scorze grattugiate e il pizzico di sale.
Setacciate la farina con il lievito .
Prendete una spatola in silicone e, MESCOLANDO A MANO E NON CON LO SBATTITORE, alternate la farina e il succo degli agrumi. Se il composto dovesse risultare troppo denso spremete anche la seconda metà del pompelmo .
Una volta ottenuto un composto senza grumi, unite gli albumi.
Iniziate con una cucchiaiata e mescolate sempre dall’altro verso il basso.
Esaurite la quantità degli albumi, inserite l’impasto in una tortiera imburrata ed infarinata.
Cuocete per circa 35 minuti a 180 gradi.
Controllate sempre il grado di cottura.

Fatela raffreddare e decoratela con lo zucchero a velo

Biscotti da thè con frolla morbida al riso e i mille modi di una Pasqua





Buona Pasqua a quelli che con i tuoi
o a quelli che...con chi vuoi.
Buona Pasqua a chi si crede Carla Cracca
 e buona Pasqua a chi non si crede proprio.
Buona Pasqua a chi ha un sogno nel cassetto,
a chi lo ha realizzato,
e a chi lo ha tirato fuori,
gli ha fatto prendere un pò d'aria
e lo ha rimesso dentro.
Buona Pasqua a chi ha il cuore libero,
a chi lo ha occupato,
e a chi non lo vorrebbe proprio un cuore.
Buona Pasqua a chi sarà in compagnia
o a chi sarà solo.
Buona Pasqua a chi maledirà la dieta mancata
e a chi  "da martedi insalate e merluzzo"
Buona Pasqua a chi crede 
e Buona Pasqua a chi non lo sa se crede o no.
Buona Pasqua a me,
a voi
a chi ho amato
a chi amo e  
a chi incontrerò lungo la mia strada
.




BISCOTTI DA THE’
Con frolla morbida al riso

Per la frolla:

90 grammi di farina di riso
70 grammi di amido di mais
45 grammi di fecola di patate
1 uovo
50 grammi di burro morbido
75 grammi di zucchero fine
Mezza bustina di lievito
1 pizzico di sale
Scorza di limone grattugiata o vaniglia

Per completare:

marmellata a piacere  (o crema alle nocciole)
 zucchero a velo

Monta l’uovo con lo zucchero, unisci il burro ammorbidito a pezzetti.
Setaccia e miscela tutte le farine in una ciotola insieme al lievito e il pizzico di sale. Aggiungi anche la scorza del limone grattugiata (o la vaniglia).
Aggiungi tutto questo mix al composto con l’uovo.
Monta con le fruste a velocità minima.
Stendi la frolla sul tavolo da lavoro aggiungendo poca farina.
Se il composto dovesse risultare troppo morbido mettilo un’ora in frigorifero (non cedere alla tentazione di aggiungere altra farina).
Stendi la pasta sottile  e con una taglia biscotti taglia dei cerchi di circa 3 cm di diametro.
Appoggia tutti i cerchietti su una teglia foderata di carta forno (mettili distanziati perché in cottura gonfiano abbastanza)
Cuoci a 190 gradi per circa 5 minuti. Estraili quando sono ancora bianchi con solo i bordi leggermente colorati.
Falli raffreddare almeno cinque minuti prima di spostarli.
Una volta freddi, spalmali con la marmellata ( o la crema di nocciole), accoppiali e spolverali con lo zucchero a velo



La torta al cioccolato con due soli ingredienti...torta...si fa per dire





Pensavo fosse amore e invece era un calesse.
Vi vedo tutte li in fila a fare una cosa nella quale noi donne siamo maestre:
non vedere la realtà!
Quante volte vi siete attaccate alle braghe del cretino di turno dicendo io ti salverò?
E poi che cosa abbiamo salvato?
La dignità se c'ha detto ehm...fortuna.
Un cuore infranto .
E il costato rotto a forza di dire mea culpa mea culpa.

Pensavo che questa fosse una torta invece era una tortina.
Fichissima.
Due ingredienti,un video altrettanto figo con una delle youtuber del momento e questa torta che viene fuori sembra...altissima...

Io la faccio e mi viene fuori una torta cioccolatino. 
Piccina.
La guardo  e penso che mi piacerebbe farne due orecchini per la famosa youtuber straniera(Ochikeron)
Diamine,ho usato pure lo stampo più piccino picciò che ho in dotazione.

Pensavo fosse amore, pensavo fosse una torta,pensavo....
Ecco, pensavo.
Mi si è azionata di nuovo la molla femminile che impedisce di vedere la realtà e la decora con un tulipano, una rosa, un centrino candido.

Due soli ingredienti , Monica.
Come fa a venire una montagna di torta?
Sei cresciuta tra libri polverosi di greco e latino e la cucina di un ristorante.
Con un fratello che predicava in continuazione che la pasticceria è scienza, è chimica. L'estro viene poi. Bisogna avere delle solide basi...mica pizza e fichi.

Appunto.
Due ingredienti.
A meno che non ci sia l'intervento di mago Merlino,la fata Smemorina,Gandalf e Albus Silente in persona ,la torta rimane piccina.
Non c'è farina, non c'è lievito,non ci sono uova.

La assaggio prima di iniziare a roteare la testa e a parlare in aramaico come la tizia carina e deliziosa dell'Esorcista.

Ammazza.
Ammazza quant'è bona.
E' cioccolato allo stato puro.
E' libidine.
E ci sta pure che venga cosi piccola.
Tanto è intensa e appagante!



E' un divertissemnt culinario.
Per una di quelle volte in cui magari avete un celiaco a cena.
O un fidanzato da mandare a raccogliere ravanelli insieme alla cellulite.
O una dispensa che sta per prendere il telefono e chiamare il supermercato più vicino perchè soffre di solitudine.
O anche solo per semplice curiosità.

La condizione essenziale è avere un cioccolato di ottima qualità.
Poi fate voi se al latte o fondente.

E se proprio volete raggiungere le cime innevate della golosità armatevi di panna semimontata e poco zuccherata.



TORTA AL CIOCCOLATO DUE INGREDIENTI

3 uova
200 grammi di cioccolato fondente (o al latte)

Stampo piccolo 15-18 centimetri
Forno caldo e statico:160 gradi
Tempo di cottura:25-30 minuti



  • Separa i tuorli dagli albumi.
  • Monta quest'ultimi a neve fermissima e conservali in frigo
  • Sciogli a bagnomaria in una boule il cioccolato.
  • Fallo raffreddare un pò (non del tutto altrimenti si solidifica di nuovo)
  • Unisci i tuorli e mescola con una spatola.
  • Unisci a questo punto gli albumi a neve.
  • Fallo poco per volta e sempre mescolando nello stesso verso,altrimenti si smonteranno gli albumi e la torna non riuscirà!
  • Rivesti lo stampo con la carta forno ,versa il composto e fallo cuocere per circa 25-30 minuti.
  • Spegni il forno e fai riposare con lo sportello semiaperto per una decina di minuti.
  • Sforna la torta spolvera con lo zucchero a velo.



I ceci croccanti-la sana alternativa agli snack per l'aperitivo





Ma perchè amore, non ti fidi della tua mamma?
L'occhiata che ne ricevo è un no, inequivocabile, sfrontato e sicuro.
Un ardire che però non arriva alle labbra..perchè è troppo educata per mandare sua madre a raccoglier ravanelli.
Certo che mi fido mamma.
Quindi lo sai che non ti farei mai assaggiare un cibo che non vuoi.
No mamma.
E allora apri la bocca e chiudi gli occhi.
E lei lo fa.
Rassegnata.

Tre passi indietro.
Io e la mia ragazza grande siamo cittadine del mondo.
Dateci un tavolo e volendo possiamo mangiare anche le sue gambe.
Peggio delle termiti.
Qualsiasi cibo di qualsiasi provenienza deve essere assaggiato da me e dal mio alter ego.
Poi, nel caso, decidiamo se ci piace oppure no.

La piccola è come il padre.
Guardinga, attenta.Annusa, soppesa e decide.
Magari senza assaggiare.
E questo a me fa girare le zucchine.
Si assaggia e si decide.
E' una regola a casa mia.
Con molte deroghe.
Perchè a volte vince lei.

Stavolta i protagonisti della questione sono stati i ceci.
Mangia tutti i legumi,tranne questi.
Assaggia.
Giammai.
Hanno l'aspetto antipatico.
Come antipatico?
Si, non sono perfettamente sferici.
E io non l'assaggio.

Ok, ti sistemo io.
Ho cucinato i ceci in questa maniera e poi sono ricorsa al famoso "Chiudi gli occhi e apri la bocca"
Mamma che buono, cos'è?
Un cece.
Ma è croccante, è buonissimo, scrocchia.

Ora ne divora a quintalate.
Glieli faccio al posto delle patatine fritte.
E lei si mette li e li sgranocchia contenta.
Ha anche perdonato loro il fatto di non essere perfettamente sferici!



Sono stati veramente una bella scoperta anche per me.
Sono un aperitivo ,uno sfizio leggero e nutriente.
Possono benissimo sostituire le patatine fritte e proprio per questo sono un'alternativa sana e anche vegan.
Sono ottimi al naturale,senza condimenti.
Diventano superlativi con aggiunta di spezie e un filo d'olio.
Sono veloci da preparare partendo ovviamente dal cece già cotto in lattina.
Vi va di provarli?


CECI CROCCANTI

1 lattina di ceci
sale
un filo d'olio
spezie a piacere
(io di solito uso aglio in polvere, paprica ed origano)


  • Accendi il forno a 180 gradi
  • Scola i ceci dal liquido di conservazione.
  • Prendi della carta casa e asciugali il più possibile
  • Mettili su una teglia ,rivestita di carta forno 
  • Mettili in forno e calcola una mezz'ora.
  • Decidi se gustarli al naturale oppure se aromatizzarli
  • Nel caso tu voglia aromatizzarli preparati un mix di spezie a tuo piacimento,Unisci un filo d'olio sale e mescola.
  • Dopo circa una mezz'ora i ceci saranno belli croccanti
  • Tirali fuori e se li vuoi al naturale, falli raffreddare e gustali
  • Nel caso tu li voglia un pò più strong, versa nella teglia il mix di spezie e olio, ungi bene i ceci e rimettili in forno per circa cinque minuti
  • A questo punto saranno pronti per la degustazione.
  • Una bella birra, un aperitivo saranno i compagni giusti!


I Biscotti con la confettura nell'impasto







Cosa sarebbe un frigorifero senza quei due,tre barattolini di confettura che girano aperti e tristi.
Tutti li vogliono e nessuno se li piglia.
Perché la fase "confettura mon amour" è esplosiva nella mia famiglia e contagia tutti insieme, peggio della varicella.
Perché una figlia:"Mamma a me quella di albicocche"
Un'altra "Mamma quella di fragole".
In più a questa già urticante equazione ,ci si aggiunge il marito :"Io solo quella di ciliegie".
Perfetto.
La fase confettura-addict però dura mediamente un giorno e sette minuti.
Poi passa.