Visualizzazione post con etichetta Ricette furbe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ricette furbe. Mostra tutti i post

27 giugno 2018

Gli spiedini di pomodorini e siamo tutte Carlotta Pallotta




Tempo fa ho scritto un piccolo incipit. Era il periodo in cui i blog erano un crocevia di commenti, di mail private in cui ti trovavi a raccogliere segrete confessioni o a dispensare consigli in pieno Donna Letizia's style. Una sera, dopo una conversazione con una ragazza, nacque Pallotta e il suo mondo fatto di sensazioni ed emozioni comuni a tutte noi. Un progetto accantonato nel tempo ma che ieri ho ritrovato e rispolverato. Mi ha fatto sorridere, teneramente....


Mi chiamo Carlotta. 
Totta per gli amici, Carlotta Pallotta tra me e me.
Perché Pallotta? Perché dopo la gravidanza non sono più la stessa.

Ho scoperto che la legge di gravità mi attira le terga verso il basso. Le tette ce le ho a pera e nei miei fianchi ci possono soggiornare tre famiglie in colonia estiva con relativi ombrelloni aperti.

Non sono bella.
Sono carina.
Non sono alta, non sono né bionda né mora, non sono una cima.

Sono una di quelle ragazze che appartengono al genere “mediamente”.
Un genere affollato sapete. Siamo in parecchie, alcune consapevoli, altre no.
Come quando ti trovi per strada la ragazza insalsicciata in fuseaux che nemmeno Naomi Campbell potrebbe permettersi.
Ecco, quella è una mediamente, ma non lo sa ed è convinta di stare sull'Olimpo insieme alle dee.

Però a pensarci bene...se il tuo uomo ti ci fa sentire una dea, beh..perché negarsi questa piacevole sensazione.
Una sensazione che io non ho.
O forse non la voglio avere.
Perché oltre ad essere una mediamente sono anche terribilmente cocciuta.Vedo solo ciò che voglio vedere.

Mi importa un fico secco degli occhi degli altri.
Non mi entrano i jeans.
Ma sei bella lo stesso.
Si, ma intanto i jeans non mi entrano lo stesso.

Il mio lui si chiama Ernesto.
"Ernesto fa presto" per gli amici e a volte anche per me, ma per altre ragioni, accidenti alla barba di Zeus.
Per lui non ci sono mai problemi, risolve tutto in un lampo.

Nel suo ufficio è idolatrato manco come fosse un'apparizione di Freddy Mercury in baffi e ossa riconosciuta dalla Chiesa .
Hai un problema?
Lui te lo risolve.
Beata me? Ne riparleremo.

Tappetta è la mia piccola. Lei non è una mediamente. Lei è un' “olimpica” perché se ne sta lassù, con le sue cosciotte cicciotte, i suoi buchini sulle gambe. Buchini che all'età sua sono motivo di orgoglio e che alla mia età sono il motivo migliore per passare al burka.

Tappetta è bella. E' una mangiona e non dorme.
E nemmeno io dormo.
Io sono una passeggiatrice domestica.
Trascorro la notte a passeggiare.
Però mi manca la divisa d'ordinanza delle passeggiatrici: minigonne, tacchi a spillo e labbra a canotto.
La mia divisa invece è una vecchia vestaglia con quello che una volta, tanti rigurgiti fa, doveva essere un orsetto o un coniglietto. In più ho i capelli alla Mirco dei Bee Hive, un ciuffo scolorito che passa dal panna violetto acceso al rosso rosa azzurrino....




To be continued?

Questo è un primo capitolo pilota, un incipit. C'è un po' di tutte noi dentro, perché tutte siamo un po' Carlotta "inside". E come ogni opera che si rispetti è frutto della fantasia della sottoscritta, di storie ascoltate strada facendo 😉




Non so a voi ma a me leggere mette fame. Oddio, se la devo dire tutta, ogni cosa mi mette fame. Ve l'ho mai raccontata quella storia del vecchietto che mi ha rivelato la sua chiave per arrivare a ottanta anni belli arzilli? No, va beh, in un prossimo post vi elargirò a piene mani la sua teoria! 

Oggi vi propongo una ricetta che trovato sul giornale della Coop e perfetta per chi vuole un piatto sano ma gustoso. E' adatto ai vegani vegetariani? Si, ma solo trovando un formaggio che non preveda l'aggiunta di caglio di origine animale ovviamente. lascio quindi a voi la scelta del prodotto adatto alle vostre esigenze. E' prevista anche l'aggiunta di panna. Anche qui sostituitela con quella vegetale se le vostre esigenze o preferenze alimentari vi impongono altre scelte. Per tutti gli altri sappiate che potete utilizzare la feta oppure un qualsiasi formaggio morbido. Ci vogliono dieci minuti di orologio e portate in tavola una ricetta squisita e perfetta per il caldo estivo....che qui ancora non è arrivato!


SPIEDINI DI POMODORINI con CROSTINI ALLA CREMA DI FORMAGGIO e BASILICO

500 g di pomodorini ciliegia o datterini
4 fette di pane
200 g di feta greca o altro formaggio morbido (o altro adatto ai veg)
100 ml di panna fresca (vegetale per i veg)
2 cucchiai di erba cipollina e origano
1 limone
basilico
olio
sale e pepe


Prendi gli spiedini di legno, quelli lunghi e tienili a bagno in acqua fredda per circa dieci minuti. Infilza i pomodorini su questi bastoncini di legno, condiscili con olio, sale e pepe. Cuocili su una griglia rovente, spolverizzandoli con le erbe aromatiche fino a che saranno leggermente appassiti e bruciacchiati.

Spennella con l'olio le fette di pane e falle grigliare.

Frulla la feta o un altro formaggio in un mixer fino a ottenere una crema. Aggiungi la panna, il basilico, 1 cucchiaio di succo di limone e 2 cucchiai la scorza grattugiata. Frulla ancora per qualche secondo.

Servi gli spiedini con i crostini e la crema di formaggio.

19 aprile 2018

Pane in 60 minuti






Non so voi ma a me capita spesso di svegliarmi la mattina e dover guardar la carta d'identità per capire chi sono.
Nome, cognome, indirizzo.

Mi giro nel letto e vedo un uomo che dorme tranquillo al mio fianco.
Toh, guarda che mi sono anche sposata😀

Poi la lunga strada verso la cucina.
Cammino guardandomi intorno, cercando di ricordarmi che si, questa è proprio casa mia.

Poi arrivo davanti a una porta, guardo dentro e dico Uh e queste chi sono?
Sono le tue figlie, madre degenere.


Ok ho recuperato parte della memoria.
Poi arriva un altro pensiero fulmineo.
Ma quando ste due tizie si svegliano vorranno anche mangiare.

Panico.

Perché mi ricordo due cose nell'ordine:

1) a loro piace far colazione con pane burro marmellata e miele

2) il miele ce l'ho, la marmellata pure, il burro idem...

Oh My GOSH il pane.
Non c'ho il pane.

Ho un'ora di tempo prima del loro risveglio....cosa posso fare....ma io non avevo salvato da qualche parte una ricetta per fare il pane in un'ora?

Santo Pc, aiutami tu.
Lo rigiro come faceva la mia mamma con l'armadio al cambio di stagione ma alla fine la trovo !

L'ho salvata nel lontano 2008.
La provo solo ora.
Non sono solo smemorata.
Ho pure i tempi lunghi!

Allora, partiamo da un presupposto amiche panificatrici. Non otterrete certo il pane di Altamura. Il risultato però mi è piaciuto e mi ha fatto divertire il dover accendere la luce del forno per 3 volte consecutive, poi capirete il perché.


La ricetta originale prevede l'aggiunta di un uovo. A me non piace nel pane e l'ho omesso. 

Sono previsti 30 g di zucchero. Se il pane vi serve per la colazione lasciateli perché il leggero aroma dolciastro non disturba. Se al contrario vi occorre per il pranzo o la cena, secondo me è necessario diminuirlo.

Ci si mette un'ora? Si, minuto più, minuto meno. Ovviamente dipende anche da come funziona il vostro forno!
L'unica cosa che dovete fare prima di iniziare a prepararlo è mettere la ciotola con l'acqua bollente in forno e accendere la luce. Pronte?







PANE EXPRESS IN 60 MINUTI

(fonte Altergusto)


1 cucchiaio di lievito di birra
125 ml acqua tiepida (mi raccomando NON BOLLENTE)


180 g farina
35 ml olio extravergine di oliva o mais o girasole
30 g zucchero
1 cucchiaino di sale
250 ml acqua TIEPIDA

300 g farina

Prima di iniziare la preparazione metti una ciotola di acqua bollente nel forno e accendi la luce..

In un bicchiere versa l'acqua tiepida e il cucchiaio di lievito liofilizzato. Mescola e metti nel forno per 5 minuti.

Intanto prendi la planetaria e nella ciotola versa l'acqua, l'olio, lo zucchero, il sale e i 180 grammi di farina. Mescola velocemente con il gancio a K (lo puoi fare anche a mano, non ci vuole nulla).

Togli dal forno il lievito, uniscilo al composto e versa i restanti 300 grammi di farina.

Mescola con cura e rimetti per 10 minuti la ciotola nel forno con la luce accesa. Intanto prepara lo stampo dove vuoi cuocerlo e rivestilo con carta da forno bagnata e strizzata.

Riprendi il tuo impasto e versalo nello stampo. E si, è appiccicoso e molle, non puoi lavorarlo con le mani quindi...tranquilla non hai sbagliato nulla!

Ultimo riposo di 10 minuti a forno spento ma con luce accesa.

A questo punto siamo pronti per la cottura. Programma la temperatura a 180 °C. SE la ciotola con l'acqua bollente che hai messo entro al forno all'inizio è in acciaio lasciala anche durante la cottura. Il vapore consetnirà al pane di sviluppare una crosta deliziosa!

La ricetta originale prevede una cottura di 15 minuti. Io ne ho impiegati 30.




19 marzo 2018

Mousse vegana al cioccolato|Le meraviglie dell'aquafaba


Aquafaba

Non so a voi ma a me la parola aquafaba evoca orizzonti magici, boschi fatati, riti celtici. E credetemi, non è perché ho appena visto l'ultima puntata di Britannia 😊

Prima di sapere cosa fosse mi ha incantato il suono della parola, una consuetudine nemmeno troppo remota per chi, come me, ogni giorno lavora  proprio con loro, con le parole.

Un piccolo excursus nella fonte linguistica alla quale dobbiamo buona parte del nostro patrimonio linguistico, il latino, ha permesso di coniare questo termine:

aqua ovvero acqua

faba ovvero legumi

Aspetta, rewind.

Legumi? Passi per l'acqua che con le atmosfere celtiche ci sta bene, ma i legumi? 

I legumi non mi fanno pensare a nulla di magico se non a una bella scodella fumante quando fuori fa freddo. O all'insalata con i fagioli rossi, il tonno, il mais e la cipolletta di Tropea in estate.

Come vedete, nulla di ancestrale, piuttosto fame, quel languorino che a mezzogiorno o giù di lì ti fa vedere al posto della testa del capoufficio una bella teglia di melanzane alla parmigiana.

Oppure, mentre la tua collega parla parla e parla, tu pensi soltanto alle lasagne di tua mamma.



Io, fino a ieri, l'acqua dei legumi l'ho buttata, anche se Jamie Oliver dallo schermo del Gambero Rosso mi ha detto "My darling, non si fa, è un liquido prezioso". Ora è vero che mangerei pure la sola de na scarpa cucinata dal mio Jamie (mio capito, non vostro, solo mio😜) però.....boh, ma non se buttava sto liquido? Pare 'na melmetta, a guardarlo bene....

Joel Roessel , noto blogger francese, nel 2014 quest'acqua non l'ha buttata e ha scoperto una cosa fenomenale: una volta montata diventa come un albume a neve. Prova a realizzare le meringhe ma ha bisogno comunque di uno stabilizzante per ottenere un risultato decente.

Nel 2014 arriva l'estro pratico e arguto dello statunitense Goose Wholt. Studia il liquido di governo dei ceci, lavora sulla quantità dello zucchero e la densità del suddetto liquido ed...EUREKA! Abbiamo trovato un sostituito interamente vegetale delle uova!

Una scoperta sensazionale che ha rivoluzionato il mondo della pasticceria veg e non solo. Perché sostituire o limitare le uova nella propria alimentazione non è soltanto una questione etica ma anche una necessità dettata da alcuni problemi, come un livello di colesterolo troppo alto.

Quindi cos'è l'aquafaba? E' semplicemente il liquido che trovate dentro le lattine dei legumi! Economico vero?

Basta montarlo per qualche minuto per provare una piccola sensazione di disorientamento...ma ho montato l'acquetta der cecio oppure un albume? la consistenza è la stessa!



Ovviamente il mio consiglio è quello di scegliere marche conosciute e soprattutto prediligere barattoli in vetro. Costano un pochino di più ma ne vale la pena. C'è chi dice che l'aquafaba può essere realizzata anche a casa. Io ancora non ho provato e per ora non ne ho intenzione. Se volete cimentarvi fate un giro su Vegolosi, troverete spunti e suggerimenti.

Con l'aquafaba possiamo preparare maionese, meringhe, mousse e tutto quello che viene realizzato normalmente con gli albumi.

La mousse vegana al cioccolato mi è piaciuta?



No

Come no?

Piaciuta è un termine riduttivo.

Pensavo di aver raggiunto la perfezione con la Mousse al cioccolato in due ingredienti, ma questa le batte tutte.
E mettiamoci anche che si prepara in un battibaleno!

Quindi esperimento riuscitissimo e ve lo consiglio, vegani o no. Una volta provata non ne potrete fare più a meno, parola di Emporio 21!

Una piccola precisazione: pare che vada bene qualsiasi legume. Dopo un po' di ricerche nei blog vegani di mezzo mondo, ho visto che i risultati migliori si ottengono con l'aquafaba dei ceci. 



MOUSSE VEGANA AL CIOCCOLATO

Aquafaba ricavata da un barattolo di ceci

150 g di cioccolato fondente di ottima qualità

3 cucchiai di zucchero integrale di canna (qui scegliete in base al vostro tipo di alimentazione, va bene anche il semolato, lo zucchero a velo o la stevia)

qualche goccia di limone

cannella (facoltativa)

Scola i ceci raccogliendo il liquido in una ciotola. mettilo in frigorifero o, se il tempo stringe, per dieci minuti in freezer. Per montare bene deve essere freddo!

Nel frattempo sciogli il cioccolato a bagnomaria e fallo intiepidire.

Togli l'aquafaba dal frigo (o freezer), aggiungi qualche goccia di limone e inizia a montarla con le fruste, così come faresti con gli albumi. In pochi minuti cambierà consistenza, acquistando spessore e compattezza.

Unisci lo zucchero continuando a montare. E' la volta del cioccolato fuso ormai freddo. Aggiungilo mescolando delicatamente con una spatola. SE ti piace la cannella aggiungine un pizzico, esalta l'aroma del cioccolato!

Una volta ottenuto un composto omogeneo, distribuisci nelle coppette e fai riposare in  frigorifero.

Se vuoi puoi servire accompagnato dalla panna di cocco (la ricetta la trovi QUI)




13 marzo 2018

Chole Bathure, il perfetto piatto veg, e famolo strano!





emporio 21 india


Famolo strano, almeno una volta a settimana.
Liberiamoci dalle convinzioni ataviche, dai pregiudizi e dal sentito dire.

Famolo strano, come da copione, durante i week-end o, se siamo particolarmente curiosi, almeno una o due volte nei giorni lavorativi.

Famolo strano quando la gola e la lussuria sono le nostre abituali dimore o famolo strano quando il colesterolo bussa alle nostre porte.

Ehhh?

Rewind.

Aspetta un attimo, mi sa che ti sei fumata l'intonaco e qualche zucchina dell'orto. Ma cosa intendevi quando dicevi famolo strano?

Mangiamo strano.
O almeno allarghiamo i nostri confini sensoriali alla ricerca di ricette etniche che ci conducano lentamente in un comodo viaggio low cost, pigramente seduti intorno alla nostra tavola.

Facciamo come gli americani. Destiniamo un giorno, magari il venerdì o il sabato, al cibo da asporto etnico. Ma l'"asporto" che sia dalla nostra cucina al tavolo della sala da pranzo perché non c'è niente di più sano e prezioso di un alimento fatto con le nostre mani.

Non c'è nulla di più evocativo di un cibo. Profumi, sapori e modi di cucinare diversi eppure così semplici e affini alle nostre corde di esploratori.

Però non tutti amiamo sconfinare nella cucina degli altri. Questo è un aspetto che fondamentalmente non comprendo negli altri, forse per la mia vita da girovaga. Escludere a priori quello che non conosciamo mi sembra una prova di superficialità come il rimanere chiusi nei confini del proprio comfort cittadino.

La curiosità anche culinaria è una molla che spinge alla conoscenza. E conoscere allarga le maglie del cervello.

Prendete questo Chole Bhature. Un nome inusuale per un piatto capace di far sorridere qualsiasi studente universitario indiano. E' una semplice e inedita combinazione tra chana masala (i ceci) e un pane, bhatura, che una volta provato difficilmente dimenticherete,



E' tipico della cucina del Punjabi anche se non esiste posto nel nord dell'India dove questa deliziosa specialità non venga proposta. Dove? Ma per strada, perché è uno street food tra i più acquistati.

Non è però uno snack, ma un vero e proprio pasto completo. E' talmente buono che difficilmente avrete bisogno di altro.

Anzi, magari un bel bicchiere di Lassi che oltre a essere molto buono dà sempre quel tocco di Indian Style che ci piace tanto.

Separare il chole dal bathure è impossibile. Sarebbe come togliere la Beatrice a Dante, la Laura al Petrarca, la patatina a Rocco Siffredi 😀

Si completano a vicenda, come i matrimoni ben riusciti.



Ma perché parlavi di colesterolo all'inizio?
Allora il chole bathure ha circa 450 calorie. 

Il problema non è tanto il chole, è un intingolo di pomodori, ceci e spezie ma il bathure ovvero il pane fritto!

Se avete problemi di linea, colesterolo incipiente o cistifellea capricciosa beh avete una doppia scelta:

-  li separate (scelta SCONSIGLIATISSIMA)

- il bathure lo cuocete al forno, non sarà la stessa cosa ma almeno potrete gustarvi senza troppi problemi questo meravigliosa ricetta del Punjabi!

Una precisazione: il bathure va fatto lievitare coperto per circa un'ora e mezzo. Quando avrà raddoppiato il volume, dividetelo in otto porzioni e cercate di dar loro una forma tonda senza mattarello ma semplicemente con le mani. Non verranno certo perfette, ma così vuole la tradizione!

CHOLE BATHURA

dose per 2 o 3 persone

Per il bathura

250 g farina di tipo 2 o grani antichi
100 ml yogurt (vaccino o vegetale)
1 cucchiaio di latte (vaccino o vegetale)
sale 
1\2 cucchiaino di zucchero
1\2 bustina di lievito di birra liofilizzato 
5 cucchiai di olio extravergine

Per il chole

1 lattina di ceci lessati
3 pomodori pelati
1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro
1\2 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di semi di cumino
2 foglie di alloro
1 stecca di cannella
1\2 cucchiaino di curcuma
1\2 cucchiaino di zenzero
1\2 cucchiaino di peperoncino 
1\2 cucchiaino di garam masala o curry


Fai il bathure

In una ciotola mescola la farina con il sale. Aggiungi tutti gli ingredienti previsti. Se noti che l'impasto tende a non formarsi o risulta poco elastico aggiungi poca acqua per volta finché non ottieni un composto morbido e uniforme.

Metti in una ciotola e copri il tutto con un panno umido. Fai Lievitare fino al raddoppio.

Fai il chole

Trita finemente aglio e  cipolla

In un wok o in una padella scalda qualche cucchiaio di olio e aggiungi la stecca di cannella, il cumino e le foglie di alloro.

Fai sfrigolare leggermente (devi sentire il profumo delle spezie).

Aggiungi il mix di cipolla e aglio e fallo soffriggere . Aggiungi lo zenzero, il peperoncino , la curcuma, il garam masala (o il curry).


Unisci i pomodori pelati e schiacciali con la forchetta. Aggiusta di sale e pepe e aggiungi mezzo cucchiaino di zucchero (per togliere l'acidità del pomodoro) e mezzo bicchiere di acqua. Fai cuocere lentamente per circa cinque minuti.

Versa i ceci scolati e continua la cottura per circa 30 minuti.

Spegni e fai riposare

Cuoci il Bathure

Prendi il panetto di bathure lievitato e dividilo in 8 porzioni. 
Fai scaldare una pentola con abbondante olio per friggere.

Stendi ogni pezzo di impasto con le mani, fino a dargli una forma semicircolare (cerca di tiralo il più possibile, deve essere molto sottile)

Friggi nell'olio caldo. Il tuo bathure si gonfierà come per magia e farà tante piccole bolle. Scola e assorbi l'olio in eccesso.

Servi caldo con il composto di ceci.

- Se vuoi evitare la frittura cuoci il bathure in forno caldo a 180 °C per circa 5 minuti










26 febbraio 2018

La torta salata del tre vegan e classica

Torta salata con verdure vegan





Ma quanto mi piacciono le torte salate
La torta salata con le verdure è un must a casa mia, un mai più senza che mi permette di risolvere una cena, di far mangiare la verdura alla più piccola, mi aiuta a smaltire gli avanzi che girano nel mio frigo gridando "Yuhu, c'è nessuno????"


La storia di questa torta

Un pomeriggio buio e tempestoso (non è vero ma crea atmosfera) stavo sfogliando un piccolo libro di ricette. Leggo per caso un titolo con la coda dell'occhio.

Torta del tre.

Ohhh ma cos'è un plagio? Io una torta del tre ce l'ho già nel blog (qui la ricetta), è un dolce buonissimo ed è quello originale di Paola Lazzari (qui la ricetta).

Una lettura più attenta mi rivela che in realtà questa è una torta salata. E la cosa mi incuriosisce.

Non so voi ma io mi esalto di fronte a titoli tipo torta del tre, torta dei due minuti, torta con la forchetta o torta con soli tre ingredienti. L'Emporio 21 è pieno di queste ricette! Mi sento come se un novello marchese del Settecento mi gettasse il guanto della sfida.

Sono scettica quindi devo provare.

Bando alle ciance mi alzo e vado in cucina. La ricetta originale prevede anche le melanzane.

Non ce l'ho.

Ciccia.

La facciamo diventare la torta del due. Modifico, faccio, aggiungo. Inforno.

Vediamo chi la spunta.

Beh, l'ha spuntata lei😊

torta salata per vegani e vegetariani


Perché si chiama torta del tre?

Il nome curioso di questa ricetta deriva da una sua particolarità. Nella lista degli ingredienti compare un solo numero, il 3. Tre patate, tre cipolle e così via!

La torta salata del tre in versione classica e vegan (tratta dal libro di Emilia Valli "500 ricette con le verdure") è deliziosa e semplice da preparare. Non ha bisogno di pasta sfoglia, pasta matta o brisèe. Sono le verdure che animano il piatto,  lo trasformano quasi in una golosa tortillas spagnola.

La ricetta originale prevede le melanzane. Se non vi piacciono o non le avete, potete sostituirle con altra verdura o scegliere, come ho fatto io, di ridurre le dosi e realizzare semplicemente una torta del due.

E la versione vegan?

La torta del tre può essere realizzata in versione vegan? Ma certo, garantito dall'Emporio 21! Date un'occhiata alla lista degli ingredienti, c'è anche la versione per voi, precisa precisa al grammo!

Ho modificato la ricetta originale aggiungendo alcune spezie ed erbe aromatiche. Allo stesso modo la versione della Valli non prevede la torta del tre vegan. Quella è stata provata ed elaborata dalla sottoscritta!


La torta salata del tre

Versione classica

3 cipolle
3 patate
3 melanzane già grigliate (o altra verdura)
300 ml latte
3 uova
30 g di burro
3 cucchiai di pangrattato
3 cucchiai di parmigiano

Versione vegan:

3 cipolle
3 patate
3 melanzane (o altra verdura)
300 ml di latte di soia
6 cucchiai di yogurt di soia
al posto del burro: potete ometterlo oppure sostituirlo con margarina senza grassi idrogenati, burro vegetale fatto in casa o 3 cucchiai di tahina
1\2 cucchiaio di paprika
1 cucchiaio di erba cipollina
sale e pepe
al posto del parmigiano: 3 cucchiaini di lievito alimentare


Affetta finemente sia le cipolle che le patate.
Ungi una teglia e cospargila di pangrattato. Sistema uno strato di cipolle e subito sopra distribuisci le patate. Compatta i due strati con le mani e aggiungi le melanzane o altra verdura.

In un piatto sbatti le uova con le spezie, il latte, il parmigiano, il sale e il pepe.

Versione vegan: mescola il latte di soia con lo yogurt, aggiungi le spezie, il lievito alimentare e regola di sale e pepe.

Spargi questo composto nella teglia, sistema i fiocchetti di burro (o quanto previsto nella versione vegan) e inforna a 180 °C per circa 30 minuti.

La superficie deve essere bella dorata!

11 gennaio 2018

Torta veloce al formaggio


torta veloce al formaggio



Ci sono due ingredienti che non mancano mai nel mio frigorifero.
Il primo è la feta.
Il secondo la pasta fillo.

Si, lo so, amo da impazzire la cucina greca.
Un po' perché sono cresciuta a pane e dizionario di greco classico, un po' perché la grande sta seguendo le mie orme, un po' è colpa di Mediterraneo di Salvatores e un po' anche delle case bianche di Santorini e di quel mare antico che narra storie solo a chi sa ascoltarle...

Ormai lo sapete, per me la cucina è un viaggio low-cost. Per questo motivo mi basta a volte un sapore tipico per sognare e sentirmi proprio lì, sulla porta di una di quelle casette intenta a scendere per le ripide scale che mi portano giù al mare...

La pasta fillo e la feta sono però due amabili jolly che possono risolvervi qualsiasi empasse in cucina.
L'ospite improvviso, il dolce, la mancanza di idee per il secondo.

Questa torta è figlia di una ricetta trovata su un piccolo libro "Vegetariano e vegano" che mi viene in soccorso quando non ho idee per la testa.

Realizzarla è molto semplice. Pochi ingredienti e mezz'ora di cottura. La feta è addolcita dallo yogurt e resa interessante dall'aggiunta di erba cipollina.

Servitela tiepida o fredda.
E se vi dovesse avanzare niente paura.
Il giorno dopo è ancora meglio!




Torta al formaggio

8 fogli di pasta fillo
1 panetto di feta
2 uova
1 cucchiaio abbondante di erba cipollina
300 dl yogurt intero
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva


Scalda il forno a 180 °C.

Prepara il ripieno mescolando la feta sbriciolata, le uova, lo yogurt e l'olio.

Rivesti una teglia (tonda con diametro massimo di 22 cm) con la carta forno.

Prendi 4 fogli di carta fillo. Prendi il primo, spennellalo con poco olio e mettilo sul fondo della teglia. Prendi il secondo, appoggialo sul foglio che hai messo nello stampo, spennellalo e appoggialo sul primo. Continua così con tutti e 4 i fogli. Prendi il ripieno, mettilo al centro e copri con gli altri fogli di fillo, seguendo il procedimento che ti ho appena illustrato.

(scusa la ripetizione della parola prendi, non sono impazzita, ma così rendo meglio l'idea senza tanti giri di parole!!)

Come puoi vedere, parte della pasta fillo fuoriesce dallo stampo. Non devi far altro che ripiegarla verso il centro della teglia!

Inforna e cuoci per 30 minuti o fino a quando la torta sarà dorata.

Servi tiepida o fredda.


22 dicembre 2017

Mousse al cioccolato bianco in due ingredienti: la ricette più furba e veloce del Natale

mousse veloce natale


Se avessi un euro per tutte le volte che a casa mia riecheggia la parolina magica a quest'ora sarei nel Tobago a fumarmi un sigaro e a lustrarmi l'abbronzatura.

Qual è questa parolina?

Ma quella che riecheggia fulminea, subdola e strisciante anche nelle vostre case......MAMMA!!!!

Vi siete mai prese la briga di contare quante volte viene emesso questo suono dalla bocca dei vostri figli? Io ho superato la cinquantina nel periodo estivo.

Intendiamoci, la cinquantina solo per quelle frasi corredate da soggetto, verbo complemento e magari qualche preposizione....

L'altra faccia della medaglia è più terrificante…è il "MAMMAAAAA" seguito dal silenzio, dal nulla, dal vuoto, vuoto che noi mamme riempiamo in primo luogo col terrore: "Oddio, è successo qualcosa"

Poi non sentiamo pianti, non sentiamo lamenti, non scorre sangue e ci tranquillizziamo.


Parte il secondo atto.

La risposta della madre.

"Che c'è?"

Nessuna risposta

"Ho detto: che c'è?????"

Niente.



Allora la genitrice, al ritmo di marcia che nemmeno un generale nazista sarebbe in grado di riproporre, molla quello che sta facendo e va verso la prole

"Che c'è???????"

E loro candide:

"Che si mangia stasera?” (E va beh)

"Dov'è la gatta?"(ma mica c'ha il GPS integrato, che ne so, e poi cercatela!!!)

La cosa che mi fa fumare e parlare il pechinese è:

"Niente"



Ma ho scoperto una gran cosa. L'unico momento in cui non mi chiamano in continuazione è quando stiro. Chissà perché, non voglio indagare. Allora ho imparato ad ottimizzare il tempo, ad incastrare tra un calzino e una maglietta la visione di un film, mia grande passione insieme ai libri.

E ho imparato che anche dalle situazioni un po’ scomode si può trarre il meglio. E che anche una cosa noiosa come lo stirare può diventare il veicolo di una grande soddisfazione.

E' un po' quello che mi diceva mio papà.

Bisogna cercare di ricavare il meglio da quello che si ha.

Magari anche da un ferro da stiro!!




Vi va di fare un figurone a Natale, S.Stefano, Capodanno, Befana, Pasqua, Pasquetta e festa della zia Assunta senza dover sudare tonnellate di sali minerali?

Allora preparate una bella mousse al cioccolato in due ingredienti!

Dieci minuti di lavoro, un riposo in frigo, una bella spruzzata di panna montata, meringhe e biscottini ad accompagnare il tutto.


Dedicato a donne che vanno di fretta e anche a donne che non hanno sempre voglia di mettersi lì a spignattare!!!


Mousse al cioccolato bianco in due ingredienti


250 millilitri di panna da montare

200 grammi di cioccolato bianco di ottima qualità



Prendete 100 ml della panna prevista.

Metteteli a riscaldare dolcemente in un pentolino.

Quando la panna sarà ben calda, unite il cioccolato bianco a pezzetti e fatelo sciogliere completamente.

Fate intiepidire leggermente.

Intanto montate bene la panna (ben ferma).

Aggiungetela delicatamente al cioccolato sciolto.

Sistemate il tutto nei contenitori dove avete intenzione di servirla e mettete il tutto in frigo.

Basta anche solo il riposo di un’ora…però diciamo che tre o quattro ore sono il top!!

20 dicembre 2017

Millefoglie ricotta, panna e scaglie di cioccolato: il dessert natalizio dell'ultimo momento


La conoscete la storia della linea ferroviaria Vienna-Trieste?

Una linea ferroviaria progettata e costruita senza la presenza di un treno che la potesse percorrere.

Voluta fortemente.
Come fortemente si era sicuri che un giorno un treno in grado di percorrerla ci sarebbe stato .
La dimostrazione che i visionari fanno la realtà, quella più bella.

I visionari sono quelli che fanno di un pensiero uno stile di vita. Sono quelli che credono semplicemente. Sono quelli che in una disavventura vedono una coincidenza da sfruttare, un’opportunità anziché un errore.

Sono quelli che fanno la storia, gli avvenimenti. Quelli che realizzano sogni. Gli danno carne, sangue e ossa. Li strappano dal mondo del plausibile e li lanciano nel mondo del reale, del tangibile.

Sono quelli che controllano i propri pensieri perché sanno che qualsiasi pensiero tocca e contamina la realtà.

E lo sapete chi è secondo me il più grande dei visionari?

San Francesco.

Questa una delle sue frasi che amo di più:

"Fai attenzione a come pensi e a come parli, potrebbe trasformarsi nella profezia della tua vita"

Era decisamente avanti non trovate?


Oggi un dolce abbastanza ricco ma velocissimo da preparare. Ci vuole più tempo a spiegarlo che a farlo. Unica raccomandazione: preparatelo al massimo una mezz'ora prima di servirlo. La pasta sfoglia perde rapidamente la sua croccantezza a contatto con le creme.


Millefoglie alla ricotta, panna e cioccolato


3 rotoli di pasta sfoglia

500 g ricotta di pecora

250 ml panna fresca da montare

6 cucchiai di zucchero

100 g cioccolato fondente tritato grossolanamente


Prendete i rotoli di pasta sfoglia. Stendete il primo sul piano di lavoro. Ritagliate un rettangolo. Sulla misura di questo ritagliate anche gli altri
Accendete il forno a 200 gradi. Su una teglia foderata di carta forno mettete i rettangoli di sfoglia, bucherellateli con una forchetta e fateli cuocere per un quarto d'ora.

Trascorso questo tempo tirateli fuori e fateli raffreddare completamente

Nel frattempo montate la panna fresca con 3 cucchiai di zucchero. Mettetela in frigo.

Prendete la ricotta e lavoratela con lo zucchero rimanente. Unite alla crema di ricotta la panna a cucchiaiate e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.

Prendete una sac-a-poche, metteteci dentro la crema di ricotta e panna. Prendete il primo rettangolo di sfoglia, appoggiatelo su un piatto da portata e iniziate a farcirlo con metà della crema. Unite una parte del cioccolato fondente tritato e coprite con il secondo rettangolo di sfoglia.


Ricoprite anche questo con la restante crema e il cioccolato e unite l'ultimo rettangolo. Spolverate quest'ultimo di zucchero a velo e servite.


18 dicembre 2017

La Pasta Magica Mille Usi (ideale per le Feste)




Questa è una settimana un po' particolare per me. Ho mille cose da fare, mille pensieri da sistemare e qualche delusione inaspettata da catalogare per poter continuare a vivere serenamente.

Ho deciso di ripescare alcune idee del passato dal mio blog per le prossime feste natalizie. In fin dei conti, il blog è anche memoria e ci sono alcune ricettine che voglio riproporre a me stessa e a voi perché non meritano di essere sepolte dalla polvere delle giornate che trascorrono veloci.

La prima che voglio riproporvi è quella della pasta magica Mille Usi, un impasto lievitato che serve a realizzare molte ricette e che trovo molto utile in prossimità delle feste, soprattutto a Santo Stefano, quando le idee e la voglia di stare in cucina sono ormai esaurite!

Iniziamo col dire che il nome è altisonante. Di magico non c'è nulla.

Piuttosto la definirei versatile e milleusi.

Perché con un impasto ci si fanno un sacco di cose.

Dolci e salate.

Ecco, la particolarità è tutta qui.

Ho realizzato il pane.

Le ciambelle zuccherate.

Le pizzette.

Le bombe ripiene.

I calzoni.

Viene tutto bene.

Raddoppiando le dosi dell'impasto avrete una cena completa. Pizza, calzoni e ciambelle.


Oppure un pane delizioso e fragrante.

Ho anche congelato quest'impasto e tirato fuori all'occorrenza per delle cene o delle voglie improvvise.

Per questo mi sento di dire che è proprio l'asso nella manica da tenere a disposizione nel freezer.

Basta scongelarlo, farlo lievitare un pochino e dar via alla fantasia!

Ho modificato qualche dose rispetto alla ricetta originale.

Ho tolto il latte in polvere che qui non riesco a trovare e l'ho rimpiazzato semplicemente con del latte.

Ho aumentato le dosi del sale per dare una marcia in più e renderlo adatto ai vari impasti.
  
Vi va di provarla?


PASTA MAGICA O MILLEUSI
  

500 gr farina

30 gr burro morbido

3 cucchiai di latte

1 cucchiaio di zucchero

1\2 cucchiaio di sale

1 cucchiaino di lievito di birra

180 \200 ml acqua tiepida



Su un piano infarinato mettete la farina a fontana e inseritevi tutti gli ingredienti. Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Per quanto riguarda le dosi dell'acqua io ho dovuto leggermente aumentarle perché il mio impasto lo richiedeva. Voi regolatevi aggiungendola mano mano.

Una volta ottenuto un impasto omogeneo mettetelo a lievitare fino al raddoppio. (Se utilizzate una macchina per il pane, utilizzate la funzione impasto e lievitazione).

Ci vorranno all'incirca un'ora e mezzo, due ore.

A questo punto non vi resta che realizzare qualsiasi preparazione dolce o salta suggerita dalla vostra fantasia!!


5 ottobre 2017

Le polpette di zucca e pancetta




Le polpette di zucca mi hanno sempre ricordato gli anonimi. No, non è una coppia di Pechino Express ma quella categoria di persone che immancabilmente dimentichi dopo cinque minuti.

Buone sono buone eh (le polpette)
Affabili sono affabili eh (le persone)
però non c'è niente da fare...non hanno quel quid, quel guizzo che ti rimane impresso nelle trame dei ricordi e che ti fa dire beh adesso le cucino (le polpette), beh adesso la chiamo (la persona).

Parliamoci chiaro. A volte basta uno sguardo, una parola, un modo di dire o semplicemente un vezzo o una cadenza a rendere particolare una persona. per non parlare poi di un'idea, di un modo di fare, di qualcosa che possa fare la differenza tra lei/lui e tutti gli altri.

E non parlo soltanto di rapporti amorosi ma anche di amicizia, di rapporti di lavoro. Vi siete mai chiesti perché vi ricordate di X e non di Y? Io sempre.

E ho capito una cosa.
A me le persone piacciono "saporite" ovvero piene di entusiasmo, di idee, di voglia di vivere. Ma anche cazzute. A una gatta morta che va d'accordo con tutti preferisco l'amica che mi fa le pulci per ogni cosa. Questione di carattere. Al collega che mi offre un caffè e mi informa del tempo nel week-end preferisco quello che mi parla della forma dell'acqua.

Alle polpette di zucca anonime, quasi un po' dolciastre, preferisco quelle dove il brie incontra la pancetta, la paprika e l'aglio. Alla ricetta di polpette di zucca con la solita provoletta incerata del supermercato preferisco quella che al primo boccone mi piglia a schiaffi il palato.

Ecco, se anche voi amate il carattere del brie addolcito dal tocco vellutato della zucca, questa è la ricetta giusta per voi. Se non amate questo formaggio, sostituitelo con un altro che vi piace.

L'importante è che non sia anonimo!



Polpette di zucca e pancetta


200 g di polpa di zucca
200 g di formaggio brie
1 uovo
50 g pancetta dolce
100 g pangrattato
2 cucchiaini rasi di paprika affumicata o dolce
2 pizzichi di aglio in polvere
olio e sale

Taglia la zucca a julienne e cospargila di sale grosso. Lasciala riposare per circa 30 minuti, sciacquala e tampona l'acqua in eccesso.

Prendi un mixer e nel contenitore metti: la zucca, il formaggio a pezzi, l'uovo, il sale e il pepe. Aggiungi 2 cucchiai di pangrattato e inizia a tritare, poco alla volta. Se ti sembra che l'impasto sia troppo morbido, aggiungi dell'altro pangrattato. Unisci la paprika, l'aglio e la pancetta sminuzzata. Copri e passa in frigo per circa un'ora.

Forma delle palline leggermente schiacciate, passale nel pangrattato e disponile su una teglia rivestita di carta forno. Condisci con dell'olio extravergine d'oliva e passa in forno a 200 °C per circa 20 minuti. Servile calde .

7 settembre 2017

Torta salata allo speck, un ottimo falso d'autore!


torte salate,speck,panna acida,formaggio cremoso


Questa torta salata allo speck è un falso d'autore.
Falso perché sembra una Flammkuchen ma non lo è e d'autore perché è proposta dalla sottoscritta.
Questione di termini però e non di autocelebrazione sia chiaro😉

Il problema è sempre lo stesso, più o meno dal quel lontano luglio 2012, quando con la complicità di un piede rotto e di un'estate torrida, ho deciso di uscire allo scoperto abbandonando il buio di una redazione per parlare in prima persona di ricette.

Cosa propongo nel mio blog... l'Artusi o la casalinga di Voghera?
Alla fine la cara e disperata housewives ha sempre preso il sopravvento perché mi sono chiesta: ma io, io per prima cosa cerco in un blog di cucina?

Chiacchiere (e qui non vi potete lamentare) e ricette semplici, veloci, furbe che in mezz'ora mi consentono di passare dal lavoro alla scrivania alla tavola imbandita senza passare dal via.

Prendiamo il caso di questa ricetta.
Alle 19,30 ho finito di lavorare (lavoro da casa)
Alle 19,45 ho infilato la torta nel fornetto Estense.
Alle 20,15 eravamo tutti e quattro di fronte a tale bontà.
E anche qui non è autocelebrazione.
E' che quando hai fame so' bone pure le gambe del tavolo!😊

La Flammkuchen è una specialità alsaziana ed è buonissima. L'ho preparata tante volte (e mai messa nel blog, dovrò rimediare accidenti).
Il problema è che necessita di una delle cose più preziose che da settembre a maggio di regola scarseggia nelle nostre case: il tempo!

E allora ne ho preso a prestito il ripieno, l'ho modificato, semplificato, ho guardato dentro il frigorifero per acciuffare al volo qualche avanzo e utilizzato la cara, vecchia e fedele pasta sfoglia.

Ultima cosa: nella lista degli ingredienti c'è (come da tradizione della Flammkuchen) la panna acida. Ora, potete anche farvela a casa, ma visto il costo irrisorio (un euro circa) e la capillare diffusione in tutti i supermercati, vi consiglio di tenerne sempre una confezione a portata di mano.

La versione casalinga è buona, ma viene troppo liquida e non va bene.
Se non vi piace potete tranquillamente sostituirla con un formaggio fresco spalmabile.
Pronte per il falso d'autore?


Torta salata con lo speck

1 rotolo di pasta sfoglia
1 confezione di panna acida (o formaggio spalmabile di vostro gradimento)
200 grammi speck a dadini
erba cipollina
qualche funghetto sottolio (se vi piace)
sale, pepe

Accendete il forno a 180°.
Condite la panna acida o il formaggio cremoso con olio, sale, pepe.
Foderate con la carta forno lo stampo prescelto e srotolate la pasta sfoglia.
Spalmate sulla superficie la panna (o il formaggio) e unite i dadini di speck. Unite l'erba cipollina, i funghetti (o qualche altro avanzo presente nel frigorifero). Tagliate la pasta sfoglia in eccesso, sistemate il bordo e cuocete nel forno caldo per circa 30 minuti.
Ovviamente questi sono i tempi del mio forno. Controllate sempre il vostro, perché potrebbero essere diversi.
Lasciate raffreddare e gustate accompagnando la torta con una fresca insalata di stagione.
Da bere: Belgian Ale o Vermentino di Sardegna.


25 luglio 2017

Formaggio da spalmare, le non ricette estive per chi non ha voglia ma fame!








Sembra sia una questione di dimensioni parallele.
Un po' come nel film Sliding Doors. 
Un evento apparentemente semplice come un orecchino caduto a terra dà il via a una vita che si sdoppia. 
E' la classica questione del bivio.
Prendi una strada e gli eventi prendono una piega.
Ne scegli un'altra e ti costruisci tutt'altra vita.

Sarebbe però un gesto carino da parte del fato regalarci la possibilità di vivere consapevolmente la dimensione parallela per poi poter scegliere la strada definitiva. Un po' come affacciarsi curiosi alla finestra per vedere come va finire.
E invece vaghiamo con le spalle rese pesanti da scelte che forse era meglio non fare. E lo leggi nei visi di chi incontri per strada per puro caso. Occhi e sorrisi spenti, gesti consueti e consumati dall'abitudine.


Questi sono i pensieri che si snodavano come improbabili gomitoli di lana mentre l'henné (vi ho mai parlato di quanto sia fantastico?) colava a più non posso sul mio collo. Perché nell'altra dimensione parallela ho scelto di diluirlo con meno acqua.
In questa ahimè, l'ho annegato😔




Stasera vi propongo un classico delle cene estive in campagna.
Pane e formaggio.
Quando sei stanco.
Quando non hai voglia di non cucinare.
Quando ti vuoi coccolare perché, ebbene si, il formaggio è consolatorio.
E buono.
E chi se ne frega del colesterolo.

Questo è particolare.
Una non ricetta ma tanto è estate, fa caldo.

Usate solo ingredienti di qualità.
Grande protagonista è la panna acida.
Un tempo mi ostinavo a farla da sola.
Ora la compro perché costa pochissimo ed è così buona!

Prendete la ricotta fresca, saltando a piè pari le simpatiche confezioni del supermercato...utilissime per carità...ma non in questo caso.
Olio, sale pepe, limone e una cascata di erba cipollina fresca. O aneto. O rucola. O scalogno tagliato finemente.
O quello che vi pare insomma.

Procuratevi un quadrato di stelle, una sedia comoda e un po' di pane. Spalmate e sognate......magari la vostra sliding door!







Formaggio da spalmare

200 grammi di ricotta vaccina
70 gr panna acida
erba cipollina (o altre spezie)
mezzo cucchiaino di scorza di limone
olio, sale pepe

In una ciotola lavorate e lungo la ricotta per renderla cremosa. Unite la panna acida e mescolate con cura- Aggiungete l'erba cipollina, l'olio, il sale, il pepe.
fate riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.