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Non so voi ma a me capita spesso di svegliarmi la mattina e dover guardar la carta d'identità per capire chi sono.
Nome, cognome, indirizzo.

Mi giro nel letto e vedo un uomo che dorme tranquillo al mio fianco.
Toh, guarda che mi sono anche sposata😀

Poi la lunga strada verso la cucina.
Cammino guardandomi intorno, cercando di ricordarmi che si, questa è proprio casa mia.

Poi arrivo davanti a una porta, guardo dentro e dico Uh e queste chi sono?
Sono le tue figlie, madre degenere.


Ok ho recuperato parte della memoria.
Poi arriva un altro pensiero fulmineo.
Ma quando ste due tizie si svegliano vorranno anche mangiare.

Panico.

Perché mi ricordo due cose nell'ordine:

1) a loro piace far colazione con pane burro marmellata e miele

2) il miele ce l'ho, la marmellata pure, il burro idem...

Oh My GOSH il pane.
Non c'ho il pane.

Ho un'ora di tempo prima del loro risveglio....cosa posso fare....ma io non avevo salvato da qualche parte una ricetta per fare il pane in un'ora?

Santo Pc, aiutami tu.
Lo rigiro come faceva la mia mamma con l'armadio al cambio di stagione ma alla fine la trovo !

L'ho salvata nel lontano 2008.
La provo solo ora.
Non sono solo smemorata.
Ho pure i tempi lunghi!

Allora, partiamo da un presupposto amiche panificatrici. Non otterrete certo il pane di Altamura. Il risultato però mi è piaciuto e mi ha fatto divertire il dover accendere la luce del forno per 3 volte consecutive, poi capirete il perché.


La ricetta originale prevede l'aggiunta di un uovo. A me non piace nel pane e l'ho omesso. 

Sono previsti 30 g di zucchero. Se il pane vi serve per la colazione lasciateli perché il leggero aroma dolciastro non disturba. Se al contrario vi occorre per il pranzo o la cena, secondo me è necessario diminuirlo.

Ci si mette un'ora? Si, minuto più, minuto meno. Ovviamente dipende anche da come funziona il vostro forno!
L'unica cosa che dovete fare prima di iniziare a prepararlo è mettere la ciotola con l'acqua bollente in forno e accendere la luce. Pronte?







PANE EXPRESS IN 60 MINUTI

(fonte Altergusto)


1 cucchiaio di lievito di birra
125 ml acqua tiepida (mi raccomando NON BOLLENTE)


180 g farina
35 ml olio extravergine di oliva o mais o girasole
30 g zucchero
1 cucchiaino di sale
250 ml acqua TIEPIDA

300 g farina

Prima di iniziare la preparazione metti una ciotola di acqua bollente nel forno e accendi la luce..

In un bicchiere versa l'acqua tiepida e il cucchiaio di lievito liofilizzato. Mescola e metti nel forno per 5 minuti.

Intanto prendi la planetaria e nella ciotola versa l'acqua, l'olio, lo zucchero, il sale e i 180 grammi di farina. Mescola velocemente con il gancio a K (lo puoi fare anche a mano, non ci vuole nulla).

Togli dal forno il lievito, uniscilo al composto e versa i restanti 300 grammi di farina.

Mescola con cura e rimetti per 10 minuti la ciotola nel forno con la luce accesa. Intanto prepara lo stampo dove vuoi cuocerlo e rivestilo con carta da forno bagnata e strizzata.

Riprendi il tuo impasto e versalo nello stampo. E si, è appiccicoso e molle, non puoi lavorarlo con le mani quindi...tranquilla non hai sbagliato nulla!

Ultimo riposo di 10 minuti a forno spento ma con luce accesa.

A questo punto siamo pronti per la cottura. Programma la temperatura a 180 °C. SE la ciotola con l'acqua bollente che hai messo entro al forno all'inizio è in acciaio lasciala anche durante la cottura. Il vapore consetnirà al pane di sviluppare una crosta deliziosa!

La ricetta originale prevede una cottura di 15 minuti. Io ne ho impiegati 30.





biscotti vegani

Prima cosa....siete andate su Sex and the ciabatte? No? Come no? E' il fratellino minore dell'Emporio 21, il salotto virtuale delle chiacchiere tra donne...perché mica possiamo stare sempre in cucina! Vi aspetto!

Quando al marito si impenna il colesterolo ne risente tutta la cucina. Perché quello no, quello ni, quello si.

E leva le uova e metti le uova, l'olio col contagocce, le verdure si ma tanto lui non le mangia, la carne solo bianca e pesce almeno 4 volte a settimana.

Io una cosa l'ho capita.
Se vuoi o devi mangiar sano beh, devi vendere un rene. Non mi è chiaro il principio per cui meno cose ci sono in un alimento e più costa.

Prendete i biscotti. Quelli che trasudano burro e uova costano al massimo....due euro?
Quelli senza burro, uova, latte, zucchero costano quanto un biglietto di sola andata per New York.

Il problema poi è che lui ha fame. 
Ha fame la mattina, la sera, a pranzo, durante le feste comandate e durante la notte a fasi alterne.
Ha fame al lavoro, ha fame a casa, ha fame quando usciamo e quando torniamo.
Sogna fiumi di olio extravergine di oliva e uova sfrigolanti, venderebbe sua moglie alias la sottoscritta per una salsiccia alla brace.

Ora, per evitare di essere venduta come un cammello, cerco di preparargli delle cosucce che possano sfamarlo con buona pace del suo colesterolo. 

Non ci sono uova, non c'è il burro ma tanti ingredienti semplici che possono essere consumati sempre con moderazione.

Nella lista degli ingredienti trovate il grano saraceno in chicchi. Lo vendono in qualsiasi supermercato ben fornito o nei negozi biologici. Serva per regalare croccantezza al biscotto. Se non lo trovate non fa nulle, vengono bene lo stesso!


BISCOTTI AI FIOCCHI DI AVENA


250 g farina integrale
150 g fiocchi di avena
80 g chicchi di grano saraceno
80 g zucchero (anche di canna)
1 cucchiaino di essenza di vaniglia (o cannella)
1 pizzico di sale
80 ml olio vegetale (riso, mais o girasole)
130 ml di acqua
1/2 bustina di lievito per dolci

aggiunte facoltative: uvetta, bacche di goji, nocciole tritate, gocce di cioccolato fondente o bianco.

La preparazione è semplicissima. Prendi una ciotola capiente e mescola tutti gli ingredienti, tranne i chicchi di grano saraceno.

Forma un cilindro e metti in frigorifero per circa mezz'ora.

Intanto prendi una padella antiaderente e fai tostare i chicchi di grano. Fai attenzione a non farli bruciare.

Tira fuori il composto dal frigorifero, stendilo col mattarello e ritaglia tanti biscotti della forma che preferisci. Distribuisci su ognuno i chicchi di grano e cuoci in forno caldo a 180° per circa 10 minuti. 

Cerca di non farli scurire troppo.
Se ti sembrano troppo morbidi non ti preoccupare, raffreddandosi si induriscono.

Spolvera con zucchero a velo e accompagnali con una buona tazza di tè!







Il sesso e le ciabatte come dire il diavolo e l'acqua santa, il bianco e il nero, Johnny Depp e Alvaro lo stagnaro.

Incompatibili per natura eppure presenti entrambi nella nostra indole. Secondo voi Johnny è sempre così, come dire, sul pezzo? Sempre in tiro, sempre bello e maledetto? No, non ci credo.
Qualche volta avrà la mutanda col buco, si metterà le dita nel naso oppure avrà la fiatella.

Così siamo noi donne 2.0.
In perenne bilico tra un tacco 12 alla Carrie di Sex and the City e la ciabatta della Sora Lella, in perenne confusione di ruoli...donna...moglie...mamma...

Desideriamo la seduzione ma siamo ammaliate da una pantofola comoda e bassa dopo una giornata di lavoro, passiamo con nonchalance dal completino di pizzo allo slip in cotone.

Siamo donne, come diceva la canzone, oltre le gambe c'è di più.

C'è un piccolo mondo che deve quadrare tutti i giorni, una kasbah di pensieri, parole, eventi e ruoli da mandare avanti col sorriso e un'immancabile goccia di sudore.

Poche settimane fa un suggerimento, quasi una sfida da parte di uno degli editori con i quali mi capita di collaborare.

Perché non fai un magazine? Un contenitore per le donne, ma quelle vere eh, quelle che ogni giorno devono far quadrare e combaciare l'immagine che vedono allo specchio con quella interna, quella più nascosta.

Quelle che non hanno tempo ma cercano di essere sempre informate grazie al web. Sul tempo, sul governo, sul gossip, sui rimedi naturali per far passare il mal di pancia, sui modi per non stirare.

Quelle che cercano un libro per il fine settimana e quelle che vogliono sapere se a quarant'anni è possibile innamorarsi ancora di qualcosa o di qualcuno...

Detto, fatto.

Da oggi è online Sex and the ciabatte, la mia nuova creatura. Piccola per ora ma speriamo che, con il vostro aiuto, possa crescere. 

L'Emporio 21 che da sempre mi accompagna rimarrà il luogo della cucina, delle ricette perché così è nato e così deve rimanere.

Se vorrete accompagnarmi in questa nuova avventura ne sarò lieta così come se vorrete scrivere qualcosa, vi ospiterò molto volentieri!

Questo il link:

Sex and The Ciabatte

Vi aspetto!








Venere come la dea,
Venere come la bellezza, 
Venere come l'amore che trasforma in passione tutto quello che tocca.

Venere come il riso, nero come la notte, enigmatico come solo un piccolo scrigno lo sa essere, raffinato come il palato di un antico Imperatore cinese che vedeva in quel chicco una prelibatezza adatta a pochi.

Il riso Venere è uno dei protagonisti del menù rinnovato del ristorante Fuji Sushi 3, il ristorante giapponese Roma centro più cool del momento. Nato nel 2011 ti offre l'autentica cucina giapponese e cinese nel cuore di uno dei quartieri più attivi e ricchi di spunti di Roma, Tiburtina.

Se le atmosfere del Sol Levante ti ammaliano come una novella Circe, se quello che cerchi è un ristorante giapponese Roma dove poter gustare sushi, sashimi con la formula all you can eat, questo è l'indirizzo che fa per te.

Segnati quest'indirizzo: via Tiburtina 717 e visita il sito del ristorante Fuji Sushi 3. Lasciati conquistare da un ambiente dove l'arredo curato sin nei minimi particolari è lo sfondo perfetto sia per i tuoi pranzi di lavoro che per le serate in compagnia dei tuoi amici.

E se la tua filosofia di vita passa attraverso un involtino primavera o pensi che il pollo con le mandorle sia uno dei piatti più cool del momento, prenota il ristorante cinese Roma che ti saprà stupire per la freschezza e la sicurezza degli ingredienti utilizzati.

Vuoi fare un figurone scegliendo la location più adatta ai tuoi appuntamenti di lavoro, sia a pranzo che a cena?
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Ricorda, l'indirizzo giusto per le tue serate in pieno oriental-style è

Fuji Sushi 3 in via Tiburtina 717 a Roma!


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Sapete qual è il più grande sgarbo che si possa fare al destino?
Vivere.
A dispetto di tutti e di tutto.

Vivere al di sopra dei guai, delle amarezze, dei macigni che ci piovono addosso all'improvviso.
Pensare che il domani sia un contenitore troppo vuoto e lontano per pensarci adesso
e che il passato invece sia talmente pieno che anche solo un minuto speso nei ricordi rischi di farlo traboccare inutilmente.

L'attività dell'Emporio si era interrotta perché una persona a me molto vicina sta pagando il suo ticket, il suo biglietto d'ingresso nella lotta.

Scrivere era diventato impensabile perché le parole cadevano nel vortice del non senso portato dalla malattia.

Poi la ribellione.
La mia.

Perché se la vita mi morde io la sbrano.
Da sempre.
Lei mi pizzica e io le do uno schiaffo.
Mi schiaccia un piede e io le rido in faccia.

E anche stavolta sarà così.

"L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio."
(Italo Calvino, Le città invisibili)

E la cucina è il luogo della pace, della connessione con il proprio sé creativo e amante della vita. E' dare e ricevere, è scegliere uno spazio che non è inferno ma purezza e amore.

Questa torta nasce per celebrare lo spazio di mezzo, quello sospeso tra una nuvola e un raggio di sole .



E' primordiale come solo una torta a base di frutta sa essere.
E' semplice, è rituale, è quella torta che sa di buono, che sa di tovaglia stesa al sole, di caffè alla mattina.

Quale miglior ricetta per ricominciare un percorso!

Torta semplice alle mele e pere

3 uova
150 g farina
50 g amido di mais o fecola di patate
120 g zucchero
2 cucchiaini di lievito in polvere
100 ml olio di mais, girasole o soia
2 mele piccole
2 pere piccole
1 pizzico di sale
1 scorza di limone grattugiata
1 cucchiaino di essenza di vaniglia

Accendi il forno a 180°C.
Sbuccia e taglia a fettine le mele e le pere. Cospargile con il succo di limone per non farle annerire.
Monta le uova con lo zucchero finché saranno gonfie e spumose.
Aggiungi l'olio, il limone e la vaniglia.
Setaccia la farina, con l'amido (o la fecola), il lievito e il sale.
Aggiungi questo composto alle uova montate.

Fodera con la carta forno o imburra e infarina una piccola tortiera (massimo 22 cm di diametro).
Versa il composto, aggiungi le fettine di frutta e spargi sulla superficie un cucchiaio abbondante di zucchero semolato.

Cuoci nel forno caldo per circa 30 minuti.
Prima di togliere la tua torta dl forno fai la prova stecchino, ogni forno è diverso!

Fai raffreddare e servi con un panna fresca leggermente montata e zuccherata.




Aquafaba

Non so a voi ma a me la parola aquafaba evoca orizzonti magici, boschi fatati, riti celtici. E credetemi, non è perché ho appena visto l'ultima puntata di Britannia 😊

Prima di sapere cosa fosse mi ha incantato il suono della parola, una consuetudine nemmeno troppo remota per chi, come me, ogni giorno lavora  proprio con loro, con le parole.

Un piccolo excursus nella fonte linguistica alla quale dobbiamo buona parte del nostro patrimonio linguistico, il latino, ha permesso di coniare questo termine:

aqua ovvero acqua

faba ovvero legumi

Aspetta, rewind.

Legumi? Passi per l'acqua che con le atmosfere celtiche ci sta bene, ma i legumi? 

I legumi non mi fanno pensare a nulla di magico se non a una bella scodella fumante quando fuori fa freddo. O all'insalata con i fagioli rossi, il tonno, il mais e la cipolletta di Tropea in estate.

Come vedete, nulla di ancestrale, piuttosto fame, quel languorino che a mezzogiorno o giù di lì ti fa vedere al posto della testa del capoufficio una bella teglia di melanzane alla parmigiana.

Oppure, mentre la tua collega parla parla e parla, tu pensi soltanto alle lasagne di tua mamma.



Io, fino a ieri, l'acqua dei legumi l'ho buttata, anche se Jamie Oliver dallo schermo del Gambero Rosso mi ha detto "My darling, non si fa, è un liquido prezioso". Ora è vero che mangerei pure la sola de na scarpa cucinata dal mio Jamie (mio capito, non vostro, solo mio😜) però.....boh, ma non se buttava sto liquido? Pare 'na melmetta, a guardarlo bene....

Joel Roessel , noto blogger francese, nel 2014 quest'acqua non l'ha buttata e ha scoperto una cosa fenomenale: una volta montata diventa come un albume a neve. Prova a realizzare le meringhe ma ha bisogno comunque di uno stabilizzante per ottenere un risultato decente.

Nel 2014 arriva l'estro pratico e arguto dello statunitense Goose Wholt. Studia il liquido di governo dei ceci, lavora sulla quantità dello zucchero e la densità del suddetto liquido ed...EUREKA! Abbiamo trovato un sostituito interamente vegetale delle uova!

Una scoperta sensazionale che ha rivoluzionato il mondo della pasticceria veg e non solo. Perché sostituire o limitare le uova nella propria alimentazione non è soltanto una questione etica ma anche una necessità dettata da alcuni problemi, come un livello di colesterolo troppo alto.

Quindi cos'è l'aquafaba? E' semplicemente il liquido che trovate dentro le lattine dei legumi! Economico vero?

Basta montarlo per qualche minuto per provare una piccola sensazione di disorientamento...ma ho montato l'acquetta der cecio oppure un albume? la consistenza è la stessa!



Ovviamente il mio consiglio è quello di scegliere marche conosciute e soprattutto prediligere barattoli in vetro. Costano un pochino di più ma ne vale la pena. C'è chi dice che l'aquafaba può essere realizzata anche a casa. Io ancora non ho provato e per ora non ne ho intenzione. Se volete cimentarvi fate un giro su Vegolosi, troverete spunti e suggerimenti.

Con l'aquafaba possiamo preparare maionese, meringhe, mousse e tutto quello che viene realizzato normalmente con gli albumi.

La mousse vegana al cioccolato mi è piaciuta?



No

Come no?

Piaciuta è un termine riduttivo.

Pensavo di aver raggiunto la perfezione con la Mousse al cioccolato in due ingredienti, ma questa le batte tutte.
E mettiamoci anche che si prepara in un battibaleno!

Quindi esperimento riuscitissimo e ve lo consiglio, vegani o no. Una volta provata non ne potrete fare più a meno, parola di Emporio 21!

Una piccola precisazione: pare che vada bene qualsiasi legume. Dopo un po' di ricerche nei blog vegani di mezzo mondo, ho visto che i risultati migliori si ottengono con l'aquafaba dei ceci. 



MOUSSE VEGANA AL CIOCCOLATO

Aquafaba ricavata da un barattolo di ceci

150 g di cioccolato fondente di ottima qualità

3 cucchiai di zucchero integrale di canna (qui scegliete in base al vostro tipo di alimentazione, va bene anche il semolato, lo zucchero a velo o la stevia)

qualche goccia di limone

cannella (facoltativa)

Scola i ceci raccogliendo il liquido in una ciotola. mettilo in frigorifero o, se il tempo stringe, per dieci minuti in freezer. Per montare bene deve essere freddo!

Nel frattempo sciogli il cioccolato a bagnomaria e fallo intiepidire.

Togli l'aquafaba dal frigo (o freezer), aggiungi qualche goccia di limone e inizia a montarla con le fruste, così come faresti con gli albumi. In pochi minuti cambierà consistenza, acquistando spessore e compattezza.

Unisci lo zucchero continuando a montare. E' la volta del cioccolato fuso ormai freddo. Aggiungilo mescolando delicatamente con una spatola. SE ti piace la cannella aggiungine un pizzico, esalta l'aroma del cioccolato!

Una volta ottenuto un composto omogeneo, distribuisci nelle coppette e fai riposare in  frigorifero.

Se vuoi puoi servire accompagnato dalla panna di cocco (la ricetta la trovi QUI)