8 giugno 2018

Orecchiette al pesce spada e finocchietto selvatico




Che Dio ci salvi dalla cellulite sulle braccia, Barbara D'Urso e dai sapientoni. 

Una giornata persa quella di oggi. Persa dietro a un problema di lavoro di facile risoluzione ma che, in mano a un incompetente, rischiava di diventare un macigno.

Vi capita mai di avere a che fare con colleghi o, peggio ancora, superiori ottusi? Io lavoro da casa, scrivo tutto il giorno e spesso mi confronto via web con colleghi che hanno l'intelletto di una pietra. Il problema è che la loro stupidità o forse incoscienza rischia di rovinare un tuo lavoro che tra l'altro è anche fatto bene.

E ti ritrovi a sprecare il tuo tempo per spiegare che al tizio che la terra è tonda, che non ci sono più le mezze stagioni e che "a capo" si scrive proprio così e non "accapo". Ecco, devo aggiungere al Dio ci salvi iniziale anche gli sgrammaticati presuntuosi. 

Alla fine, e sto parlando della mezzanotte, abbiamo partorito. Avevo ragione, grazie, scusa e arrivederci!

Nonostante l'ora tarda però sono qui a scrivervi perché volevo condividere con voi un ottimo piatto di pasta uscito dalle mani di mio marito, una ricetta semplice ma buonissima.

Come tutte le ricette che richiedono pochi ingredienti anche qui è necessario che siano di ottima qualità, a partire dalla pasta. Le orecchiette devono essere fresche perché hanno un callo e una consistenza fenomenali.

Pronte? Buon appetito a voi e una pernacchia virtuale al mio simpatico collega!



ORECCHIETTE AL PESCE SPADA E FINOCCHIETTO

per 4 persone:

400 g orecchiette fresche
2 spicchi di aglio
1 mazzo di finocchietto secco
1 fetta da 400 g di pesce spada
1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
300 g pomodori pachino
1/2 peperoncino crudo
erba cipollina secca o prezzemolo fresco tritato
olio sale e pepe


Taglia i pomodorini a metà e togli tutti i semi. 
Taglia a quadratini il pesce spada.
Trita l'aglio con il peperoncino e fallo soffriggere per qualche minuto.
Unisci i pomodorini e falli insaporire. Aggiungi un po' di finocchietto, aggiusta di sale e pepe e fai cuocere per circa dieci minuti.

In una padella a parte fai saltare il pesce spada in poco olio. Fallo cuocere per circa 3 minuti. Unisci i due condimenti, falli cuocere per 5 minuti e aggiungi il prezzemolo tritato, l'erba cipollina e la curcuma. Se il fondo tende ad asciugare troppo aggiungi dell'acqua calda.

Scola le orecchiette e falle saltare con il pesce. Servi subito aggiungendo il finocchietto fresco nel piatto.

4 giugno 2018

Calamarata mari e monti




Prendi un pacco di pasta. Aprilo e versa il contenuto sul tavolo. Guarda bene, davanti a te hai una tela bianca da dipingere. I tuoi pennelli saranno il coltello, il tagliere, le pentole. I colori invece gli ingredienti che deciderai di utilizzare. Ogni sapore una sfumatura diversa. Alla fine la tua bravura, la tua ispirazione riuscirà ad armonizzare l'insieme e alla fine avrai un quadro indimenticabile davanti a te.

Un buon piatto di pasta è figlio della fantasia e della tecnica ma soprattutto di ottimi ingredienti. 

Se scegli la qualità otterrai sempre un risultato eccellente. Fantasia e savoir-faire, un binomio indissolubile.

Prendi ad esempio questa ricetta. Gli ingredienti sono pochi ma scelti con cura. La pasta è quella di Gragnano, i calamari sono di prima scelta. I pomodori sono quelli di Pachino. L'aglio? Beh è quello fresco, siamo in primavera, ha un profumo inebriante. 

E i funghi? Per me i funghi secchi sono solo quelli di Filotei Loreto. E mi puoi credere perché li conosco da sempre, abito a due passi dall'azienda e so come lavorano! Quando apri una confezione di funghi secchi Filotei hai la sensazione di camminare dentro un bosco. Un aroma inconfondibile di sottobosco ti seduce l'olfatto e ti solletica la fantasia. Ti sembra quasi di averli raccolti con  le tue mani. Li guardi e gli occhi sono appagati da un colore vivace e da una consistenza vellutata, piacevole.

Scegliere un ottimo fungo secco vuol dire portare in tavola la garanzia di un piatto ben riuscito. Ogni fungo è tagliato in fette sottili, è integro e soprattutto privo di residui terrosi. Non ci sono briciole e questa è la certezza che i funghi secchi Filotei Loreto sono il top della qualità.

Pensa poi se ti prende la voglia di un bel piatto di tagliatelle ai funghi porcini a luglio. Ti basta avere in dispensa una confezione di funghi secchi, lasciarli mezz'ora in ammollo e poi cucinarli come preferisci.

Oggi te li propongo con i calamari, in una versione mari e monti della famosa calamarata. Le ricette pesce e funghi sono tra le più apprezzate a tavola!

Se ami anche tu le ricette con i funghi visita il sito di Filotei Loreto e consulta l'elenco dei punti vendita più vicini a casa tua!

CALAMARATA MARI E MONTI

500 g pasta formato calamarata
1 confezione di Funghi secchi Filotei
1 kg di calamari (freschi o congelati)
300 g pomodori pachino tagliati a metà
1/2 bicchiere di vino bianco secco 
2 spicchi di aglio
1 cucchiaio abbondante di concentrato di pomodoro
prezzemolo
peperoncino fresco

Prendi una ciotola e metti a bagno in acqua tiepida i funghi secchi Filotei per mezz'ora.


Intanto pulisci i calamari, togli la sacca interna, stacca i tentacoli e tagliali ad anelli. 


Fai soffriggere uno spicchio di aglio e il peperoncino in abbondante olio. Aggiungi i calamari e i tentacoli (se ti piacciono) e fai insaporire. Sfuma con il vino.


Diluisci il concentrato con 1 cucchiaio di acqua bollente e aggiungilo ai calamari.
Unisci i pomodorini, aggiusta di sale e pepe. Cuoci per circa 8 minuti.



Prendi i funghi secchi, strizzali leggermente, tagliali a pezzetti non troppo piccoli e tieni da parte l'acqua. In una padella a parte fai soffriggere uno spicchi d'aglio schiacciato. Aggiungi i funghi e fai insaporire. Regola di sale e pepe e fai cuocere per 10 minuti, aiutandoti con l'acqua d'ammollo per mantenere il fondo sempre umido.


Quando sono cotti mettili nella pentola con i calamari e fai insaporire per qualche minuto.

Fai cuocere la pasta. Prima di scolarla prendi un po' di acqua di cottura e mettila da parte. Fai saltare la calamarata con il condimento versando un po' di acqua di cottura . Spolvera con abbondante prezzemolo e servi in tavola!



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15 maggio 2018

Linguine al pesto di piselli e asparagi




Cosa succede quando una cellula smette di muoversi?

Una cellula inerte è una cellula improduttiva.

E le altre?

Beh caspita le altre dovranno pur fare il suo lavoro, dovranno compensare.

E invece no. Imiteranno la cellula impazzita, inizieranno a diventare inerti anche loro.

E l'organismo?

L'organismo muore.

Ma la biologia è una cosa straordinaria e questo processo degenerativo può essere invertito.

Come quando una ferita inizia a guarire.

E quando una cellula inizia a guarire crea energia e questa energia fa muovere anche le altre. Si crea tutto un rimescolamento, le cellule iniziano a ballare la samba.

Ma che dico samba...

Samba, rumba, bossanova e perché no pure lo Zumba
E si urtano, si spingono, si guardano magari in cagnesco finché...finché capiterà una che dirà all'altra, in mezzo a tutto quel bordello:

"Ma io ti conosco. Io so chi sei, tu sei mia amica. Lavoriamo insieme."

E il processo di guarigione inizia.

Quando tutte le cellule lavorano insieme, l’intero sistema guarisce.

Pura biologia? No, pura realtà.

Perché basta una persona inerte, come la cellula di cui parlavamo all’inizio, e l’amicizia, l’amore, la famiglia, il gruppo, una comunità, la scuola, la società intera si fermano anch'esse. Iniziano a diventare improduttive. Si ammalano. Un singolo che si inceppa è l'intervento a gamba tesa ma non c'è l'arbitro che fischia il fallo e ferma l'azione.

E' un po’ quando in un rapporto d'amore uno inizia ad essere stanco. E molla la presa. E poi si ferma. L’altro quanto può tirare avanti da solo? I primi tempi, forse, e poi l'apatia dell'altro lo contagerà. E la coppia, nella maggior parte dei casi, muore.

Ma basta un pizzico di energia a rimescolare le carte. A risanare la ferita.
A risanare una famiglia.
Un’amicizia.

A risanare una società

Perché l'energia è contagiosa.

Più del morbillo,

Più della scarlattina,

Più del mal di pancia.

E all'inizio quando un individuo si risveglia beh, mizzica, ti sta pure antipatico.

Perché tu sei lì bello bello, buono buono che ronfi sognando i mari del Sud e quello ti viene a svegliare.

Non ti vuoi muovere, non ce la fai.

Pensi che ormai non servirà a nulla.

Ma poi arriva il contagio e ti rendi conto, dopo un semplice check-up che tutto ti funziona.

E inizi a crederci.

E a tua volta inizi a dare gomitate ad un altro dormiente, e ad un altro ancora e così via.

Il sistema guarisce.

L'ideale però sarebbe agire a monte.

Curare il singolo.

Non permettere che l'amica, il tuo compagno, il tuo vicino di scrivania possano smettere di provare energia e interesse.

Non permettere che gli scolari, le squadre, i cittadini possano smettere di credere.

La cura dell'altro è fondamentale.

E aggiungerei, la cura della persona che ti accompagnerà tutta la vita.
Te stesso.


Avete mai pensato a un piatto di pasta come a una sinfonia di accordi? Ieri avevo davanti le linguine Filotea, guardavo la confezione cercando un’idea per esaltare a dovere quella sfoglia ruvida, sottile.

Ho guardato fuori dalla finestra. L’aria è frizzante, ma è primavera inoltrata. Sul tavolo davanti a me i baccelli freschi dei piselli, dono gradito di un’amica, in balcone il basilico profumato, in frigo gli asparagi che aspettano di incontrare un compagno diverso dalle solite uova.

Metto a bollire i piselli, raccolgo il basilico, cerco i pinoli, faccio bollire l’acqua per gli asparagi.
Improvviso un pesto di piselli, lo ingentilisco con gli asparagi semplicemente bolliti, lo nobilito con le linguine all’uovo.

Il risultato è un primo piatto di quelli che ti sembra di non averne mai abbastanza. Il pesto di piselli è una scoperta e gli asparagi una dolce conferma.
Una sinfonia perfetta, come i notturni di Chopin….


LINGUINE AL PESTO DI PISELLI E ASPARAGI

500 g linguine Filotea
300 g piselli freschi o surgelati
60 g pinoli
1 spicchio di aglio
20 foglie di basilico
1 cucchiaio di parmigiano
Asparagi bolliti (1 a piatto)


Metti a bollire i piselli per circa dieci minuti.

Scolali con cura e mettili in un mixer insieme al basilico, l’aglio, il parmigiano, il sale, e i pinoli. Aggiungi l’olio extravergine d’oliva e inizia a frullare. Fermati quando avrai ottenuto un composto omogeneo ma molto denso, quasi cremoso.

Scola la pasta e tieni da parte un po’ di acqua di cottura.

Condisci le tue linguine all’uovo con il pesto di piselli diluito con un po’ di acqua di cottura.

Versa la pasta nei piatti. Decora con gli asparagi conditi semplicemente con un filo d’olio e sale.

6 maggio 2018

Chec în trei culori, la ciambella tre colori e il Viaggio







Dicono che l'importante non sia la meta ma il viaggio.
Forse è vero, o forse no.
Forse sono importanti entrambi.

E' la storia della cornice e del quadro o del pacchetto regalo ......
E' il tutto, il pacchetto completo. 

La meta è un punto essenziale della nostra bussola.
Ma il bello è che può essere cambiata. 
In corsa o in dirittura d'arrivo.
A pochi passi dal traguardo ci inventiamo una curva che proprio non c'era, la rendiamo reale e finiamo dove mai avremmo detto.

Ovviamente parlo dei viaggi "interni", cosa nelle quale noi donne siamo ferratissime. Quanti viaggi, quante mete nelle vostre vite?

Nella mia tanti e tutti questi viaggi mi hanno resa diversa. Né migliore né peggiore.

Solo diversa.

La meta è stata cambiata dal destino o dalle mie mani guidate dal destino.

E oggi posso dire per fortuna.

Ma sapete il viaggio che adoro di più?
Quello che mi riporta esattamente al punto di partenza.
Parto,viaggio e poi torno.
Diversa.
Per ripartire dallo stesso punto.
Ma con una mente diversa, perché il viaggio me l'ha cambiata.

Un brindisi virtuale a tutti i vostri e i miei viaggi interni. A quelli che vi cambiano, a quelli che vi fanno gioire o che vi fanno soffrire. A quelli che vi portano altrove o a quelli che vi fanno tornare esattamente lì, proprio al punto iniziale.

Uguali ma sempre diverse...perché come sappiamo rinnovarci noi donne, mi dispiace ma non lo sa fare nessuno.

Oggi andiamo in Romania!
Quando ho visto questa torta nel blog di Lucilla me ne sono innamorata perdutamente.
Poi mi sono scoraggiata..chissà quanto ci vorrà per fare quei tre strati di colore diverso.

Dieci minuti tondi tondi. Questo è il bello!
E' una torta semplicissima ma che mette tanta allegri solo a guardarla. E' perfetta per la colazione insieme al latte o al tè.

Due avvertenze: non cambiate le dosi. Io la prima volta ho diminuito le uova ed è venuta fuori una torta troppo asciutta. 

Se guardate bene lo strato di cacao della mia ciambella è troppo sottile. Fate uno strato consistente, ripassate due o tre volte con il colino colmo di cacao, l'effetto visivo ne guadagnerà in bellezza!



Chec în trei culori


impasto bianco

5 albumi
40 g farina
40 g zucchero
25 g olio di semi
3 g lievito per dolci
1 cucchiaio di essenza di vaniglia

impasto giallo

5 tuorli 
40 g zucchero
40 g farina
25 g olio di semi
3 g lievito per dolci
scorza di limone grattugiata

cacao amaro per lo strato centrale


Accendi il forno a 180 °C.
Metti un foglio di carta forno in uno stampo a ciambella di 22 massimo 24 cm.

Separa i tuorli dagli albumi. 

Impasto giallo

Prendi la planetaria, versa nella ciotola i tuorli e lo zucchero. Monta fino a ottenere un composto gonfio e spumoso. Aggiungi l'olio e la scorza di limone.  Unisci la farina setacciata con il lievito. Mescola fino a ottenere un impasto omogeneo.

Impasto bianco

In un'altra ciotola monta a neve ferma gli albumi. Aggiungi lo zucchero, l'olio, la vaniglia e la farina setacciata con il lievito.

Prendi il tuo stampo a ciambella e versa sul fondo l'impasto giallo. Aiutandoti con un colino versa il cacao sull'impasto giallo fino a ricoprirne interamente la superficie.

Completa la torta mettendo l'impasto bianco sullo strato di cacao.

Metti nel forno e cuoci a 180°C per circa 30 minuti.

Assicurati che la torta sia cotta prima di tirarla fuori dal forno.