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Olive Garden Breadsticks ovvero i Grissini di pane che vi stupiranno





I Grissini di Pane dell'Olive Garden


Ci sono parole che lasciano il segno.

Mamma senza dubbio. Figli nemmeno a parlarne. Ma anche fame, torta, cibo, cellulite e nel mio caso la locuzione "Per la barba di Zeus". La utilizzo quando la mia verve umbro-toscana, condita dagli anni romani, sta per farmi esplodere in una declinazione di parolacce che farebbero impallidire Tomas Milian.

E allora me la cavo con la barba di quel poverino di Zeus, a volte con i poveri defunti di Pippo altre ancora con un porca paletta alias porca zozza, in base al contesto.

Quali sono le vostre parole preferite?

Ne ho alcune anche nelle altre lingue.

Je m'en foute, ad esempio, che mi regala un'aria deliziosamente parigina quando voglio comunicare che di quella cosa non me ne importa un fico secco.

Ich liebe dich in tedesco perché, se masticate un po' questo idioma, sapete che pronunciarlo sembra una sentenza a morte del KGB invece che un dolcissimo e meraviglioso "Ti amo". Poi va beh, in tedesco so tante parolacce, le prime che ho imparato 😊.

In inglese che dire, tutto il mio mestiere si fonda sulle parole inglesi. Sono una web content writer, una ghostwriter, una copywriter, una foodblogger. Queste parole le amo, sono il mio mondo.

Poi esiste lei, il top del top.

Copycat.

Imitazione, copione, copia...fate un po' voi, a me basta aver reso il concetto.

Quando mi diletto a leggere i blog statunitensi, questa è la parola che mi fa dire alt, qui c'è pane per i miei denti.

Dovete sapere che gli americani (e anche gli inglesi ovviamente) la utilizzano quando tentano di replicare un cibo famoso. C'è il copycat della Torta al limone di Starbucks e del suo Frappuccino oppure quella dei Texan RoadRolls. Per non parlare delle ricette del McDonald's! In quel caso i tentativi di imitazione sono rivolti soprattutto alle loro salse.

Credetemi, c'è un mondo, i blogger americani passano ore e ore a sperimentare, a cercare quel quid che ti fa esclamare "Eccolo un perfetto copycat!".

Spesso mi sono imbattuta nelle ricette, anzi nei tentativi di imitazione delle ricette dell'Olive Garden, in particolare dei suoi grissini.



L'Olive Garden è un ristorante italiano che fa dell'accoglienza familiare il suo biglietto da visita. Conta ben 800 punti ristoro in tutta la Nazione, e ognuno di questi è contraddistinto dall'amore verso la materia prima. Ricette italiane (molto rivisitate), clima intimo perfetto per le famiglie: dal 1982 gli americani amano l'Olive Garden.

A detta di molti però è un po' caro anche se le ricette sono assolutamente sensazionali. Cosa dirvi? I Breadsticks, che vi propongo e per il quali gli statunitensi vanno pazzi, sono divini. 



Abbandonate l'idea del grissino secco e croccante. I Breadstick dell'Olive Grden assomigliano di più a piccoli panini ricchi di sapore. Soffici e fragranti, vi risolvono una cena, uno spuntino, la gita di vostro figlio o una colazione.

Il segreto sta tutto nel burro e sembra un paradosso per un ristorante che si fa chiamare il Giardino degli Ulivi. Però questa è la realtà. Un po' di burro (pochissimo non temete) nell'impasto e una leggera spennellatura prima di infornarli è il quid che li rende diversi, unici.

Solitamente hanno un leggero sentore di aglio in polvere. Se vi piace mettetelo altrimenti potete anche farne a meno, tanto a noi non interessa che siano fedelissimi all'originale non trovate?

Alcuni di questi grissini li ho aromatizzati con un mix di semi di sesamo e papavero. Potete metterci anche la paprika, il prezzemolo, l'erba cipollina, insomma .. largo alla fantasia.

Li preparate in due ore e in più non dovete fare la faticaccia di convertire le benedette cups in grammi. L'ho fatto io per voi. Cosa aspettate? Iniziate a prendere la farina!


I Grissini di pane dell'Olive Garden


450 g farina (metà manitoba metà 00)
50 g burro fuso
200 ml acqua naturale tiepida
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiaini scarsi di sale
1 bustina di lievito di birra

per il topping:

aglio in polvere
2 cucchiai di burro fuso
semi di papavero, sesamo o quello che vi suggerisce la fantasia


Un piccolo consiglio per quanto riguarda il burro. Prendi un pentolino e fai sciogliere 70 grammi totali. Di questi 50 ti serviranno per l'impasto mentre due cucchiai per spennellare la superficie dei tuoi grissini. Se il burro tende a solidificarsi di nuoco, rimettilo in bagnomaria per qualche minuto. 

Con la macchina del pane

Metti tutti gli ingredienti (tranne quelli del topping) nel cestello, partendo da quelli liquidi e terminando con il lievito di birra. Avvia il programma impasto e lievitazione (se hai la SilverCrest come me è il numero 10).

Con la planetaria o a mano

Metti nella boule della planetaria tutti gli ingredienti tranne la farina. Lavora con il gancio e aggiungi lentamente la farina. fai incordare fino a ottenere un impasto uniforme e compatto. Fai raddoppiare di volume, ci vorranno circa due ore.

Una volta che il tuo impasto sarà lievitato, mettilo sul piano di lavoro e stacca una serie di "pezzetti" da circa 50 grammi l'uno ( a me ne sono venuti 14).

Fodera una teglia con la carta forno.

Rotola ogni pezzetto di impasto fino a dargli una forma allungata, tipo grissini cicciotti.




Metti i Breadsticks nella teglia e falli lievitare per un'altra ora.

Accendi il forno a 180 °C, spennella i tuoi grissini con un po' di burro fuso. Aggiungi se vuoi dell'aglio in polvere, semi di papavero e sesamo oppure lasciali così al naturale.


Fai cuocere per circa 20 minuti, fino a doratura.







Pane dolce al cacao e i segreti della macchina del pane






Il pane è fondamentale nella mia alimentazione. Preferisco rinunciare a un piatto di pasta, ma la fetta di filone bianco o nero di Lariano non deve mai mancare sulla mia tavola. Qui in zona abbiamo ottimi forni che producono pane con una mollica spessa, consistente, proprio come piace a me. Il problema è che io sono intollerante al glutine, regalo indesiderato di un sistema ormonale che inizia a vedere in lontananza una simpatica premenopausa.

Il pane senza glutine in commercio, beh, diciamolo, non è che sia un granché. Tranne quello della Schar. Quello mi piace, ma lo finisco subito perché non riesco a resistere a una bella scarpetta 😅 e nella confezione sono presenti poche fette per una buongustaia seriale.

Quando questa estate è tornata in offerta la Silvercrest al LIDL, complici le numerose testimonianze positive, ho deciso di prenderla. Ha un programma apposta per il pane senza glutine, due lame impastatrici e diverse chicche che tutt'ora mi piacciono.

Per la cronaca, il pane senza glutine è l'unico che non mi ha soddisfatto. Forse è un problema del mix di farine che ho utilizzato o forse boh....

Per il resto 'sta macchina è una bomba (occhio, lo dico veramente, non è un post sponsorizzato). Lavora bene, consuma poco e permette di realizzare anche torte, confetture e yogurt. Quindi macchina del pane si o no?

Ni.

Ni perché se siete amanti del pane con poca mollica, beh non fa per voi. Se siete amanti di forme strane e fantasiose nemmeno perché la vostra pagnottina avrà sempre e comunque la forma di un pan bauletto gigante. La dovete lavare con cura a mano armate di pezzetta perché ovviamente, tranne che cestello e pale, non può essere immersa in acqua. Inoltre, il pane avrà sempre due buchi in fondo dati dalla presenza delle pale.

Riuscite a resistere a questi pochi svantaggi? Se si, allora compratela! fare il pane in casa è divertente, veloce ed economico. Per ottenere ottimi risultati però dovete osservare pochi ma essenziali accorgimenti.

1) Gli ingredienti vanno messi in un ordine ben preciso: prima i liquidi (acqua, latte e olio) poi gli altri. Un consiglio: il sale inibisce l'azione del lievito di birra. Per evitare spiacevoli insuccessi mettetelo all'inizio, prima dell'acqua stessa. E mettete il lievito per ultimo sopra la farina.

2) Anche se una delle comodità più importanti della mdp è la possibilità di programmarla, se potete, togliete il pane dalla macchina appena terminata la cottura. Ho notato che se lasciato lì dentro a lungo, l'umidità prodotta tende ad afflosciare e a bagnare la pagnottina. Il pane diventa mollo e poco consistente.

3) Divertitevi a utilizzare diverse combinazioni di farine. Il mix migliore è sempre dato da manitoba, farina 00 e semola di grano duro.

4) Utilizzate sempre l'acqua minerale, più bilanciata, rispetto a quella del rubinetto e controllate la temperatura. Non deve essere né troppo fredda né troppo calda. Nel dubbio scaldatela leggermente, giusto un minuto.

5) Vi piace il pane con i semi? Per non farli scomparire nell'impasto procedete in questo modo. Metà dose prevista nella ricetta potete tranquillamente aggiungerla durante la cottura (quando la macchina emette il segnale sonoro). L'altra metà tenetela da parte e utilizzatela durante la lievitazione. Vi basterà spennellare un po' di acqua sulla superficie e spargere i vostri semi

6) La crosta? meglio scura! La Silvercrest ha 3 modalità di cottura della crosta: bianca, media, scura. I risultati migliori li ottenete con la scura perché in realtà di scuro non ha nulla. Il pane viene bello dorato e consistente.

7) Il ricettario? Bruciatelo! Non mi piacciono i ricettari interni, li trovo approssimativi, preferisco sperimentare o cercare sul web. Per andare sul sicuro provate a cercare sul Google ricette "pdf mdp francescav". E' un ricettario completo e soprattutto collaudato di vari tipi di pane, pizze e focacce. Potrete addirittura trovare una ricetta per i biscotti destinati ai nostri amici a 4 zampe!



Io oggi vi propongo una ricetta per il pane dolce al cacao. Devo dire che è una delle migliori mai sperimentate. Il risultato è un pane dolce quanto basta, ottimo se mangiato da solo o in compagnia di una delle tante creme alla nocciola presenti in commercio. E' una colazione eccellente. Lo preparate la sera, lo tirate fuori al termine della cottura e lo lasciate raffreddare. Provatelo, la ricetta viene dalla raccolta di cui vi ho parlato nel paragrafo precedente. Ho aggiunto un giro d'olio per avere un pane più morbido.

E per chi non ha la mdp? Tranquille, vi metto anche il procedimento classico!




PANE DOLCE AL CACAO


250 ml latte intero a temperatura ambiente
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
150 g manitoba
250 farina 00
80 g cacao dolce
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai pieni zucchero
7 g lievito secco di birra (Mastrofornaio o quello del Lidl)

Procedimento mdp:

Metti gli ingredienti nell'ordine che ti ho elencato nella ricetta. Utilizza il programma cottura lunga (3 ore), crosta scura, quantità 1 Kg.

Procedimento senza mdp:

Metti le due farine a fontana sulla spianatoia e aggiungi tutti gli ingredienti al centro. Lavora con cura, per una decina di minuti, e fai lievitare fino al raddoppio in un luogo caldo e al riparo dalle correnti d'aria. 

Accendi il forno e inserisci una ciotola di acqua calda al suo interno. Programma la temperatura a 200 °C.

Prendi il tuo pane, dagli la forma che desideri (puoi usare



lo stampo del plumcake rivestito di carta forno) e fallo cuocere per 35/40 minuti.

Fai raffreddare.



Pane in 60 minuti






Non so voi ma a me capita spesso di svegliarmi la mattina e dover guardar la carta d'identità per capire chi sono.
Nome, cognome, indirizzo.

Mi giro nel letto e vedo un uomo che dorme tranquillo al mio fianco.
Toh, guarda che mi sono anche sposata😀

Poi la lunga strada verso la cucina.
Cammino guardandomi intorno, cercando di ricordarmi che si, questa è proprio casa mia.

Poi arrivo davanti a una porta, guardo dentro e dico Uh e queste chi sono?
Sono le tue figlie, madre degenere.


Ok ho recuperato parte della memoria.
Poi arriva un altro pensiero fulmineo.
Ma quando ste due tizie si svegliano vorranno anche mangiare.

Panico.

Perché mi ricordo due cose nell'ordine:

1) a loro piace far colazione con pane burro marmellata e miele

2) il miele ce l'ho, la marmellata pure, il burro idem...

Oh My GOSH il pane.
Non c'ho il pane.

Ho un'ora di tempo prima del loro risveglio....cosa posso fare....ma io non avevo salvato da qualche parte una ricetta per fare il pane in un'ora?

Santo Pc, aiutami tu.
Lo rigiro come faceva la mia mamma con l'armadio al cambio di stagione ma alla fine la trovo !

L'ho salvata nel lontano 2008.
La provo solo ora.
Non sono solo smemorata.
Ho pure i tempi lunghi!

Allora, partiamo da un presupposto amiche panificatrici. Non otterrete certo il pane di Altamura. Il risultato però mi è piaciuto e mi ha fatto divertire il dover accendere la luce del forno per 3 volte consecutive, poi capirete il perché.


La ricetta originale prevede l'aggiunta di un uovo. A me non piace nel pane e l'ho omesso. 

Sono previsti 30 g di zucchero. Se il pane vi serve per la colazione lasciateli perché il leggero aroma dolciastro non disturba. Se al contrario vi occorre per il pranzo o la cena, secondo me è necessario diminuirlo.

Ci si mette un'ora? Si, minuto più, minuto meno. Ovviamente dipende anche da come funziona il vostro forno!
L'unica cosa che dovete fare prima di iniziare a prepararlo è mettere la ciotola con l'acqua bollente in forno e accendere la luce. Pronte?







PANE EXPRESS IN 60 MINUTI

(fonte Altergusto)


1 cucchiaio di lievito di birra
125 ml acqua tiepida (mi raccomando NON BOLLENTE)


180 g farina
35 ml olio extravergine di oliva o mais o girasole
30 g zucchero
1 cucchiaino di sale
250 ml acqua TIEPIDA

300 g farina

Prima di iniziare la preparazione metti una ciotola di acqua bollente nel forno e accendi la luce..

In un bicchiere versa l'acqua tiepida e il cucchiaio di lievito liofilizzato. Mescola e metti nel forno per 5 minuti.

Intanto prendi la planetaria e nella ciotola versa l'acqua, l'olio, lo zucchero, il sale e i 180 grammi di farina. Mescola velocemente con il gancio a K (lo puoi fare anche a mano, non ci vuole nulla).

Togli dal forno il lievito, uniscilo al composto e versa i restanti 300 grammi di farina.

Mescola con cura e rimetti per 10 minuti la ciotola nel forno con la luce accesa. Intanto prepara lo stampo dove vuoi cuocerlo e rivestilo con carta da forno bagnata e strizzata.

Riprendi il tuo impasto e versalo nello stampo. E si, è appiccicoso e molle, non puoi lavorarlo con le mani quindi...tranquilla non hai sbagliato nulla!

Ultimo riposo di 10 minuti a forno spento ma con luce accesa.

A questo punto siamo pronti per la cottura. Programma la temperatura a 180 °C. SE la ciotola con l'acqua bollente che hai messo entro al forno all'inizio è in acciaio lasciala anche durante la cottura. Il vapore consetnirà al pane di sviluppare una crosta deliziosa!

La ricetta originale prevede una cottura di 15 minuti. Io ne ho impiegati 30.




I pici con le molliche e la rivoluzione delle 'ntamate




pane raffermo-Toscana-pici

Bionda con occhi grigio topo.



Mediamente alta verso il basso.



Mediamente sorridente.



Mediamente malinconica.



A guardarla bene l'espressione ricordava quella di una gallina, tipo Rosita, quella del Mulino Bianco. Gli occhietti roteavano ingenui, la testa si chinava a dir di si. Al marito, al padre, alla madre, al cane, al gastroenterologo e al direttore della banca dove lavorava.
Non prestava molta cura all'abbigliamento. Grigetto con una naturale inclinazione verso lo scozzese sbiadito.
Letizia, il suo nome.

Beffa del destino.



Io la guardavo sconcertata ogni volta. Non riuscivo a capire come riuscisse a non prendere mai una decisione, un colpo di testa. Che so, un tuffo in mare il 12 di marzo. Cosi tanto per dimostrare a se stessi che la follia è un abito colorato.
Conduceva la sua vita a piccoli passetti adoranti. I figli, un maschio e una femmina, avrebbero fatto incazzare di brutto anche la Montessori. Avidi, prevaricatori. Ma lei faceva finta di nulla. E sopportava con quella schiena sempre più china, sempre più curva. Le malelingue dicevano che la gobba si accentuava al crescere delle corna che il marito puntualmente le metteva. Con la vicina ,con l'insegnante di pianoforte, con la fioraia e voci di corridoi azzardavano pure con la suocera.




Ma di questo non ho prova e non vi racconterò.



Lei sapeva?
Noi pensavamo tutte di no.
Almeno fino alla sua sparizione.
Scomparsa, cosi, di punto in bianco, dalla sera alla mattina. Volatilizzata come se non fosse mai esistita. Ad allarmarsi fu proprio il gastroenterologo. Ora, a dirla tutta, noi avevamo sempre pensato che Letizia avesse preso tale medico come il suo confessore. Ci andava ogni mese, sempre un giorno dispari e sempre con largo anticipo.  "Non si sa mai" diceva lei.

 "E' fusa "pensavamo noi.



Del resto, c'era chi aveva il personal trainer, il personal coach, lei aveva il personal gastroenterologo. Che poi era proprio "personal", visto che venimmo a sapere che durante le visite tutto le controllava tranne le condizioni della cistifellea.



Rimanemmo sconvolti.



La cara e grigia Letizia con i suoi abiti scozzesi sbiaditi in realtà era una panterona gaudente.
Non è stata più trovata.
Ora, mi piacerebbe raccontarvi che il marito e i figli si consumarono come candele al pensiero di questa mamma e moglie scomparsa.
Il simil-lutto durò tre mesi appena. I ragazzi andarono via di casa e il marito si diede alla caccia di vedove facoltose.
L'unico pensiero che mi consola è che pare l'abbiano vista a bordo di una Harley, vestita di pelle nera e borchie, avvinghiata alle spalle di un baldo giovane muscoloso.
Ciao 'ntamata!

'Ntamata è un termine palermitano che sta ad indicare una persona perennemente rintronata, addormentata, passiva. A me piace pensare che molte volte, dietro un aspetto compassato,ingenuo e rinco.... si nasconda una furia!





Oggi un piatto della mia terra semplice e buono: i pici con le molliche. Ve li propongo in una versione eretica, che si discosta dalla versione ufficiale per la presenza dell' aglio e del peperoncino.

Questa ricetta è un sistema economico e gustoso per recuperare il pane avanzato!



PICI CON LE MOLLICHE


500 grammi di pici
300 grammi di mollica di pane raffermo, secca e sbriciolata
olio
parmigiano o pecorino
aglio e peperoncino

In una casseruola soffriggere uno spicchio d'aglio e un po' di peperoncino . Aggiungete le molliche di pane e fatele tostare, rimestandole con un mestolo per evitare che si formino delle briciole piccole. Una volta cotta la pasta, versate tutto nella casseruola, aggiungete il parmigiano a fate saltare per qualche minuto.






I panini alle olive e le mail dementi

Il pane appena sfornato riempie la casa di un profumo unico e inconfondibile. I panini alle olive sono piccoli scrigni preziosi, semplici da preparare, ma così ricchi di sapore da stupire a ogni morso.




 Vi capita mai di ricevere mail sceme?
A me si. 
Ogni tanto, per fortuna.
In questi giorni in cui sono stata assente dal blog per lavoro, ne arriva una molto curiosa.
Il succo era più o meno questo: chi te lo fa fare a proporre ricette di altre blogger? Non è controproducente?




Si, è molto controproducente.
Per i miei fianchi, innanzitutto.
Per la culotte de cheval, che più de cheval assomiglia a de maial, ormai.
Per le sinapsi, perché magari mentre lavoro, con la testa sono alla lista degli ingredienti da comprare.




Controproducente?
Un rapido calcolo. 
Quante ricette vengono proposte dalle blogger ogni giorno? E quante di queste ricette, validissime, rischiano di annegare nell'oblio?
Siamo oneste: basta fare due foto in croce, scrivere un testo con quattro parole incomprensibili che a confronto, il cruciverba di Bartezzaghi è un abbecedario, per definirsi foodblogger?


Non sono polemica, solo pratica.
Per questo ogni tanto penso sia necessario fermarsi e guardare oltre il proprio naso, anzi oltre la propria ricetta.
Con la mia smania di condividere ho conosciuto persone bellissime, alcune addirittura oltreoceano, e ho contribuito, nel mio piccolo, a fissare nella memoria culinaria piccole perle.

Quindi, oggi, manco a farlo apposta, vi rifilo la ricetta di una persona tra quelle a me più care.
I panini alle olive di Terry (che in realtà non sono panini i suoi, ma bastoncini), sono una scoperta sensazionale. Semplici, morbidi e profumati, hanno quell'aspetto così rustico e dorato da conquistare lo sguardo e il palato, per non lasciarlo più.

Preparateli la sera, come suggerisce Terry e cuoceteli la mattina.
All'ora di pranzo, soprattutto la domenica, sarà meraviglioso condividere con i vostri cari, un'atmosfera serena e calda. Una piccola oasi, un fermo immagine contro il logorio della vita moderna.

panini-olive-lievito-farina mais-semola




PANINI alle OLIVE


485 gr farina
15 gr fiocchi di patate
260 millilitri di acqua tiepida
30 ml olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale fino
2 gr lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero

farina di semola di grano duro o farina di mais  per rivestire il pane
150 gr olive verdi denocciolate

Nella planetaria metti l'acqua, lo zucchero e il sale. Mescola per far sciogliere gli ingredienti. Unisci l'olio, la farina, i fiocchi di patate e per ultimo il lievito. Fai andare le fruste fino a incordare l'impasto (se lavori a mano, metti gli ingredienti su un tavolo infarinato e lavora fino a ottenere un composto omogeneo). Fai lievitare per circa un'ora e mezzo e poi riponi il contenitore in frigo, fino al giorno dopo (comunque calcola non meno di 8 ore di freddo!).
Il giorno dopo (o 8 ore dopo), infarina il tavolo da lavoro e stendi a rettangolo il tuo impasto. Versa sulla superficie le olive a rondelle e richiudi, riformando la palla. Fai riposare coperto da un panno per dieci minuti e poi procedi alla formazione dei panini. Tondi, a sfilatino, un'unica pagnottina, fai quello che ti suggerisce la fantasia.
Preparati un piatto con la semola o la farina di mais e rivesti i tuoi panini.
Poni su una teglia rivestita di carta forno e fai riposare per circa un'ora.
A questo punto inforna a 200 gradi, in forno caldo, per circa 30 minuti.
Fai raffreddare e buon appetito!



Il Panfocaccia eretico

Il pane perfetto per una perfetta Desperate Housewive. Fatto in casa, morbido, saporito e pure veloce.





pane-fatto  incasa-morbido-saporito-veloce




Lo so.
Il pane fatto in casa avrebbe bisogno di tanta pazienza e poco lievito.
Mani in pasta, silenzio e attesa.
Ma le scorciatoie sono fatte proprio 
per essere prese.
Se come me vi siete trovate nel mezzo di una domenica
che il buon pan era smarrito, questa 
è la ricetta per voi.

A volte basta poco. Un piccolo trucco per scendere a patti con l'anima da casalinga perfetta stile Doris Day e la Carrie di Sex and the city.

E' una condizione tutta al femminile quella di tentare di essere perfetta in ogni campo. Ma la cilecca, mie care signore, ci attende dietro l'angolo, spalmata sulla tenda della doccia come il coltello di Norman Bates in Psyco.


Io cilecca la faccio spesso. E non vi tirerò in ballo il fatto che in questo periodo io stia lavorando tantissimo.
Macché.
La defaillance ci accoglie tutte, inquiete casalinghe o manager quotate.

Siamo donne, oltre la cucina c'è di più.


La cilecca che mi mette più ansia?
Il dimenticare il pane.
Mio marito ha due fissazioni: pane e acqua.
Oh my God, detto cosi sembra un galeotto agli arresti domiciliari!
La mancanza del pane a casa è al primo posto, insieme al tradimento, nella sua personale lista di motivi per addebitarmi la separazione.



Il PanFocaccia è una delle soluzioni a portata di mano. Vi basterà impastarlo la domenica pomeriggio per portarlo in tavola la sera. E' un po' pan un po' focaccia. Un po' comprimario un po' protagonista.
E' eretico e anarchico quel tanto che basta a rendermelo simpatico. E poi è il riassunto della cucina primordiale: olioacqua, latte e vino.
La prendiamo questa scorciatoia mie care desperate housewives?


La ricetta del Pan Focaccia



Ingredienti:

250 gr farina 1

250 gr farina 0

1 bustina di lievito liofilizzato

200 /220 ml di acqua tiepida

100 ml di un mix fatto di vino bianco secco e latte

1 cucchiaio raso di sale

1\2 cucchiaio di zucchero

3 cucchiai di olio extravergine




Tre precisazioni prima di iniziare.

Potete usare qualsiasi tipo di farina, anche la manitoba o la 00. Dosate il latte e il vino come più vi piace. Quindi potete utilizzare, ad esempio, 50 ml di vino e 50 di latte, oppure abbondare più di un ingrediente e meno dell'altro. L'importante è che si arrivi sempre a 100 ml. La dose della farina è indicativa. Potrebbe servirvi qualche grammo in più , ogni farina assorbe una quantità di liquidi diversa.

Sciogliete nell' acqua tiepida il sale.
Su un tavolo da lavoro infarinato mettete la farina a fontana e fate un buco al centro. Unite il mix di vino e latte e lo zucchero. Iniziate ad impastare, aggiungendo il lievito e l'olio .Unite mano mano l'acqua. Fermatevi quando l'impasto sarà omogeneo, uniforme e facile da lavorare senza essere eccessivamente morbido.
Fate lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio del volume (ci vorrà all'incirca un'ora e mezzo).
Riprendete l'impasto ,lavoratelo brevemente e mettetelo in una teglia ben oleata.
fate lievitare per venti minuti.
Spennellate la superficie con dell'olio extravergine, aggiungete qualche chicco di sale grosso è qualche aghetto di rosmarino (se vi piace) e infornate in forno caldo a 200 gradi.
Fate cuocere per circa trenta minuti e controllate che sia completamente freddo prima di tagliarlo.



Hawaiian Bread Rolls






Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


I Panitos e ammazza ammazza..è tutta una razza





Tutto il mondo è paese.
Una frase fatta ma che porta con sé una grande verità, soprattutto in cucina.
Prendete questi panitos.
Provengono da un blog spagnolo, Questo. Adoro curiosare nelle cucine degli altri paesi, nei blog che parlano lingue diverse dalla mia.
Diversi ma in fondo cosi uguali perché sotto questo cielo siamo solo uomini.
Perché la cucina è un po’ come l’essere umano.
Sangue , organi, cuore.
Funzionano nella stessa maniera, a qualsiasi latitudine.
Nero bianco o giallo. Il cuore batte tanto quanto.
Poi interviene la peculiarità. Un occhio celeste, un capello biondo, una pelle diversa dalla mia.
Cosi è la cucina.
Il sottofondo è fatto dagli stessi ingredienti.
Acqua, farina , sale.
Come un cuore, un fegato o un polmone.
E poi c’è la spezia che non conosci, l’aroma, il frutto che non sai che crea il diverso.
Come un occhio, un colore di pelle, una lingua.
E quello che assaggi è quello che conosci con qualcosa in più…
Questi panitos assomigliano terribilmente allo gnocco fritto. Quasi gli stessi ingredienti, due le differenze.
L’assenza di grasso ( nello gnocco c’è lo strutto ) e la presenza di spezie ed erbe aromatiche.
Io ho aggiunto una cosa che ho imparato ad utilizzare grazie al Condominio del mio cuore :
Il pomodoro secco tritato ( le mie amiche lo utilizzano in questa maniera)
Qui ci sta proprio bene.
Esalta ancora di più gli occhi scuri e mediterranei di questo cugino dello gnocco.
E credetemi…anche lui è uno gnocco da paura!


PANITOS

300 grammi di farina
½ cucchiaio raso di sale
1 cucchiaio di zucchero
10 grammi di lievito di birra fresco (o 4 grammi di quello liofilizzato)
150 / 200 millilitri di acqua tiepida
Mix di spezie ed erbe aromatiche tra cui: paprika, origano, pepe nero, pomodori secchi tritati leggermente


Puoi utilizzare qualsiasi strumento: planetaria, mixer o mani ^_^
Nella ciotola versa la farina, il sale e lo zucchero. Mescola con un cucchiaio.
Unisci le spezie , i pomodori secchi tritati (asciugati dall'eventuale olio), l’acqua e il lievito ( se utilizzi quello fresco, scioglilo prima con un po’ dell’acqua prevista).
Inizia ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo .
Fai lievitare in un luogo tiepido per circa un’ora e mezzo.
Riprendi il tuo composto, stendilo e ricava tanti piccoli panitos ( tondi o triangolari).
Falli lievitare per un’altra mezz’ora.
Friggili in olio bollente e servili cosparsi di sale ed erbe aromatiche a piacere

Il Paneer e il Cheese Naan ovvero facciamo il formaggio a casa!

Il Paneer


Il Cheese Naan (pane farcito al Paneer)

Facciamo un viaggio low cost.
Non guasta in tempi come questi.
Un bagaglio a mano leggero e poco costoso.
Un cartone di latte e due gocce di limone.
E se volete un pò di sale.
Tutto qui.

Povero il bagaglio, ammaliante la meta.
L'India.
Chiudete gli occhi e immaginate sari colorati, il profumo del curry e del cocco.
Il rumore del Gange, il silenzio delle vette innevate.

E donne intente a cucinare .
Oggi vi propongo uno dei formaggi protagonisti della cucina indiana:il Paneer.

Irish Soda Bread con la sorpresa-parte seconda







L'avete fatto l'Irish Soda Bread di cui abbiamo parlato ieri QUI ?
Si,?
Brave.
No?
Allora scendete di corsa e andate ad acquistare una bella forma rotonda di pane . Di quelle non molto grandi.
Si parte con la seconda parte del post di ieri.

Una di quelle ricettine belle simpatiche che piacciono tanto alla sottoscritta. Veloci, economiche, facili.
.
Quelle ricettine che mi consentono di trascorrer la giornata senza l'ossessione del trita, impasta ,sbatti e cuoci.

Irish Soda Bread -parte 1





L'Irish Soda Bread è quel pane che non ti aspetti.
Rapido, veloce, con degli ingredienti forse poco ortodossi per un pane.

E allora ci provi a farlo, con un occhio all'impasto e con la bocca che dice "Secondo me st'irlandesi non lo sanno proprio cosa vuol dire pane".

Ecco, le ultime parole famose.
La mia superbia è stata punita dalla riuscita di questa piccola pagnotta.

Alla faccia mia e del lievito madre.

La Pasta Magica o Milleusi, una soluzione per tutto



A volte ci si imbatte in blog sperduti ai quattro angoli del mondo.
Magari piccini ma pieni di ottime idee.

A me capita spesso e soprattutto ci arrivo cercando tutt'altro.
Del tipo che cerco notizie sull'usignolo del Uzbekistan  e trovo invece come si costruisce un cesto di vimini con gli alluci.

Ecco, tanto per intenderci.
Stavolta mi sono imbattuta nel blog di Darna. Un piccolo luogo di ritrovo marocchino che non viene aggiornato più da mesi.

L'occhio mi è andato su due paroline magiche "pate magique" ovvero la pasta magica.
Due parole inflazionate nel nostro mondo culinario (ve lo ricordate il tormentone della torta magica?) ma che comunque incuriosiscono più di un buco della serratura da sbirciare.

Iniziamo col dire che il nome è altisonante. Di magico non c'è nulla.
Piuttosto la definirei versatile e milleusi.

Perchè con un impasto ci si fanno un sacco di cose.
Dolci e salate.
Ecco, la particolarità è tutta qui.

Ho realizzato il pane.
Le ciambelle zuccherate.
Le pizzette.
Le bombe ripiene.
I calzoni.

Viene tutto bene.
Raddoppiando le dosi dell'impasto avrete una cena completa. Pizza, calzoni e ciambelle .
Oppure un pane delizioso e fragrante.

Ho anche congelato quest'impasto e tirato fuori all'occorrenza per delle cene o delle voglie improvvise.
Per questo mi sento di dire che è proprio l'asso nella manica da tenere a disposizione nel freezer.
Basta scongelarlo, farlo lievitare un pochino e dar via alla fantasia!

Ho modificato qualche dose rispetto alla ricetta originale.
Ho tolto il latte in polvere che qui non riesco a trovare e l'ho rimpiazzato semplicemente con del latte.
Ho aumentato le dosi del sale per dare una marcia in più e renderlo adatto ai vari impasti.

Vi va di provarla?






PASTA MAGICA O MILLEUSI

500 gr farina
30 gr burro morbido
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio di zucchero
1\2 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di lievito di birra
180 \200 ml acqua tiepida

Su un piano infarinato mettete la farina a fontana e inseritevi tutti gli ingredienti.Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.Per quanto riguarda le dosi dell'acqua io ho dovuto leggermente aumentarle perchè il mio impasto lo richiedeva. Voi regolatevi aggiungendola mano mano.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo mettetelo a lievitare fino al raddoppio.(se utilizzate una macchina per il pane , utilizzate la funzione impasto e lievitazione).
Ci vorranno all'incirca un'ora e mezzo, due ore.
A questo punto non vi resta che realizzare qualsiasi preparazione dolce o salta suggerita dalla vostra fantasia!!

Particolare dell'impasto: