Visualizzazione post con etichetta Piatti estivi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Piatti estivi. Mostra tutti i post

Baingan Bharta, il curry di melanzane perfetto per l'antipasto e per condire la pasta!


Baingan Bharta, Curry di melanzane

Il profumo dell'India è magia e spiritualità, colore e orizzonti senza confini. L'aroma dei suoi piatti ti permette di viaggiare dal deserto del Rajasthan, al golfo del Bengala, passando per Delhi e Mumbai senza muovere un passo.

Questa è la magia nascosta nelle spezie indiane, il viaggio senza tempo e senza scomodi bagagli a mano. Soltanto tu e il desiderio di lasciarsi cullare da un profumo così lontano eppure così seducente e ammaliante.

Si, sono innamorata dell'India, delle sue sfumature e delle contraddizioni che da sempre la animano. Amo i suoi colori, la gente, le ricette, i luoghi e sopratutto la spiritualità, molto affine alla mia.

Oggi ti porto l'India a tavola con piatto vegetariano che non mancherà di stupirti. Si chiama Baingan Bharta ed è un buonissimo curry di melanzane che non solo puoi utilizzare sulle bruschette o sui crostini ma, all'occorrenza, diventa un elegante e inusuale condimento per la pasta. Perfetto per l'alimentazione vegetariana e vegana, ha un profumo e una consistenza pazzeschi!



Le melanzane non hanno bisogno di presentazioni. Alimento base della cucina indiana, hanno percorso non soltanto la via della Seta ma millenni di storia e successi. Basti pensare all'impero ottomano, dove si contavano ben 130 ricette  a base di questo frutto che appartiene alla famiglia delle Solanacee.

Pensate che esisteva un piatto a base di melanzane ripiene che veniva chiamato "Imam bayidi" ovvero l'Imam svenuto perché questa fu la reazione che il leader religioso ebbe dopo averlo assaggiato. Svenne dal piacere!

Il Baingan Bharta nasce nel Punjab, regione del nord dell'India dominata da imponenti valli fluviali (Punjab infatti vuol dire cinque fiumi).

Questa parte dell?India, famosa per il pollo tandoori, ha una vocazione tradizionalmente casearia. Vi consiglio di provare il nostro curry di melanzane con altre due ricette tipiche del luogo e semplicissime da realizzare: il Paneer e il Cheese Naan, rispettivamente pane e formaggio, con la ricetta che trovate qui.

Il Baingan Bharta che vi propongo è liberamente tratto dalla ricetta di Labna, il più vicino a quello che ho avuto il piacere di assaggiare grazie a una mia amica indiana e uno dei pochi che non ha il temibile coriandolo. Non so voi ma a me sembra di masticare terriccio allo stato puro quando lo mangio! Quindi via libera al prezzemolo o al basilico!


Se vuoi altre ricette indiane e vegetariane puoi provare il Chole Bathure, a base di ceci, il Curry di patate  e l'Aloo Matar ovvero il curry di patate e piselli.






BAINGAN BHARTA


3 melanzane medie
3 pomodori tagliati a cubetti
zenzero fresco
1 spicchio di aglio tritato
1 cipolla media tritata
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paprika 
1 peperoncino piccante
1 cucchiaino di semi di cumino
1 mazzetto di prezzemolo tritato
foglie di basilico per decorare
1 cucchiaino di garam masala ( se non l'avete sostituitelo con un mix di: semi di coriandolo, cannella, cardamomo e un pizzico di curry in polvere)

Per prima cosa cuocete le melanzane seguendo questa ricetta qui . E' facile, veloce e regala al piatto un sottile aroma di affumicato che stuzzica l'appetito!

Una volta cotte, togliete la buccia, con un cucchiaino ricavate la polpa, schiacciatela con la forchetta e mettete da parte.

Mettete i semi di cumino in una padella antiaderente e fate scaldare. Il calore "a secco" farà uscire tutto il profumo e il sapore tipici della spezia. Aggiungete l'olio e quando sarà caldo unite la cipolla, l'aglio e il peperoncino.

Quando la cipolla sarà dorata, unite zenzero, pomodori, garam masala, paprika, curcuma, il prezzemolo e melanzane. Fate cuocere per qualche minuto, aggiustate di sale e pepe, spegnete e fate raffreddare.

Servite con crostini di pane o in alternativa come sugo per la pasta.

Gli spiedini di pomodorini e siamo tutte Carlotta Pallotta




Tempo fa ho scritto un piccolo incipit. Era il periodo in cui i blog erano un crocevia di commenti, di mail private in cui ti trovavi a raccogliere segrete confessioni o a dispensare consigli in pieno Donna Letizia's style. Una sera, dopo una conversazione con una ragazza, nacque Pallotta e il suo mondo fatto di sensazioni ed emozioni comuni a tutte noi. Un progetto accantonato nel tempo ma che ieri ho ritrovato e rispolverato. Mi ha fatto sorridere, teneramente....


Mi chiamo Carlotta. 
Totta per gli amici, Carlotta Pallotta tra me e me.
Perché Pallotta? Perché dopo la gravidanza non sono più la stessa.

Ho scoperto che la legge di gravità mi attira le terga verso il basso. Le tette ce le ho a pera e nei miei fianchi ci possono soggiornare tre famiglie in colonia estiva con relativi ombrelloni aperti.

Non sono bella.
Sono carina.
Non sono alta, non sono né bionda né mora, non sono una cima.

Sono una di quelle ragazze che appartengono al genere “mediamente”.
Un genere affollato sapete. Siamo in parecchie, alcune consapevoli, altre no.
Come quando ti trovi per strada la ragazza insalsicciata in fuseaux che nemmeno Naomi Campbell potrebbe permettersi.
Ecco, quella è una mediamente, ma non lo sa ed è convinta di stare sull'Olimpo insieme alle dee.

Però a pensarci bene...se il tuo uomo ti ci fa sentire una dea, beh..perché negarsi questa piacevole sensazione.
Una sensazione che io non ho.
O forse non la voglio avere.
Perché oltre ad essere una mediamente sono anche terribilmente cocciuta.Vedo solo ciò che voglio vedere.

Mi importa un fico secco degli occhi degli altri.
Non mi entrano i jeans.
Ma sei bella lo stesso.
Si, ma intanto i jeans non mi entrano lo stesso.

Il mio lui si chiama Ernesto.
"Ernesto fa presto" per gli amici e a volte anche per me, ma per altre ragioni, accidenti alla barba di Zeus.
Per lui non ci sono mai problemi, risolve tutto in un lampo.

Nel suo ufficio è idolatrato manco come fosse un'apparizione di Freddy Mercury in baffi e ossa riconosciuta dalla Chiesa .
Hai un problema?
Lui te lo risolve.
Beata me? Ne riparleremo.

Tappetta è la mia piccola. Lei non è una mediamente. Lei è un' “olimpica” perché se ne sta lassù, con le sue cosciotte cicciotte, i suoi buchini sulle gambe. Buchini che all'età sua sono motivo di orgoglio e che alla mia età sono il motivo migliore per passare al burka.

Tappetta è bella. E' una mangiona e non dorme.
E nemmeno io dormo.
Io sono una passeggiatrice domestica.
Trascorro la notte a passeggiare.
Però mi manca la divisa d'ordinanza delle passeggiatrici: minigonne, tacchi a spillo e labbra a canotto.
La mia divisa invece è una vecchia vestaglia con quello che una volta, tanti rigurgiti fa, doveva essere un orsetto o un coniglietto. In più ho i capelli alla Mirco dei Bee Hive, un ciuffo scolorito che passa dal panna violetto acceso al rosso rosa azzurrino....




To be continued?

Questo è un primo capitolo pilota, un incipit. C'è un po' di tutte noi dentro, perché tutte siamo un po' Carlotta "inside". E come ogni opera che si rispetti è frutto della fantasia della sottoscritta, di storie ascoltate strada facendo 😉




Non so a voi ma a me leggere mette fame. Oddio, se la devo dire tutta, ogni cosa mi mette fame. Ve l'ho mai raccontata quella storia del vecchietto che mi ha rivelato la sua chiave per arrivare a ottanta anni belli arzilli? No, va beh, in un prossimo post vi elargirò a piene mani la sua teoria! 

Oggi vi propongo una ricetta che trovato sul giornale della Coop e perfetta per chi vuole un piatto sano ma gustoso. E' adatto ai vegani vegetariani? Si, ma solo trovando un formaggio che non preveda l'aggiunta di caglio di origine animale ovviamente. lascio quindi a voi la scelta del prodotto adatto alle vostre esigenze. E' prevista anche l'aggiunta di panna. Anche qui sostituitela con quella vegetale se le vostre esigenze o preferenze alimentari vi impongono altre scelte. Per tutti gli altri sappiate che potete utilizzare la feta oppure un qualsiasi formaggio morbido. Ci vogliono dieci minuti di orologio e portate in tavola una ricetta squisita e perfetta per il caldo estivo....che qui ancora non è arrivato!


SPIEDINI DI POMODORINI con CROSTINI ALLA CREMA DI FORMAGGIO e BASILICO

500 g di pomodorini ciliegia o datterini
4 fette di pane
200 g di feta greca o altro formaggio morbido (o altro adatto ai veg)
100 ml di panna fresca (vegetale per i veg)
2 cucchiai di erba cipollina e origano
1 limone
basilico
olio
sale e pepe


Prendi gli spiedini di legno, quelli lunghi e tienili a bagno in acqua fredda per circa dieci minuti. Infilza i pomodorini su questi bastoncini di legno, condiscili con olio, sale e pepe. Cuocili su una griglia rovente, spolverizzandoli con le erbe aromatiche fino a che saranno leggermente appassiti e bruciacchiati.

Spennella con l'olio le fette di pane e falle grigliare.

Frulla la feta o un altro formaggio in un mixer fino a ottenere una crema. Aggiungi la panna, il basilico, 1 cucchiaio di succo di limone e 2 cucchiai la scorza grattugiata. Frulla ancora per qualche secondo.

Servi gli spiedini con i crostini e la crema di formaggio.

Pasta con melanzane, peperoni e...quel piccolo tocco in più






Grigio ovunque.
Rumori di tuoni in lontananza.
l'odore sottile della pioggia quando la senti vicina, nell'aria.

La gatta rintanata nella sua cesta, con le orecchie che si muovono al ritmo dei suoi sogni.
Le ragazze che dormono e si sono coperte nel sonno.

E' un'atmosfera che non mi dispiace.
O forse ormai la mente e il cuore sono allenati a cercare il positivo, lo smile giallo in ogni situazione.

E dove il giallo e l'allegria sono magari difficili da disegnare a parole so che può pensarci il cibo.

La tarte tatin ai pomodorini e aridatece Nigella!!


Questa è una ricetta di Lorraine Pascal.
La qual donnina , insomma , mi starebbe anche simpatica.
Se non fosse per il fatto che butta giù nelle ricette etti ed etti di burro che manco Nigella arriva a tanto.
E suddetto burro se lo spalma anche nella "fougasse" appena sfornata, cosi a piene mani.

La pasta sfoglia se la fa da sola.
Encomiabile.
Io non lo farei mai.
Nemmeno se mi promettessero in cambio lo stacco coscia della Belen.
Lei non sono la fa "homemade".
Ci spatascia chili di burro che io solo a guardarlo mi verrebbe voglia di bermi la Somatoline, altro che spalmarmela.

Ma che ce l'hai con il burro? Direte voi.
Ma no.
Ce l'ho con queste dee dell'Olimpo che mangiano a carrettate grassi e dolci (ndr- dopo la fougasse si è pappata la Red Velvet cake) e sono magre come chiodi.

Il burro esige le curve morbide.
La panzetta che si srotola dai jeans.
Magari un accenno di culotte de cheval.

E lei niente.

L'unico baluardo della donna morbida che mangia realmente con gusto  (E INGRASSA felice) era rimasto incarnato nella figura di Nigella

Si,certo.
Guardate qui:




Il prima e il dopo.
Ha fatto una dieta.
E già.
E da silenziosa saccheggiatrice del frigo in notturna è diventata...è diventata...ma che ne so cos'è diventata.
Un'altra.
Più bella senza dubbio.
Ma forse con un filino di seduzione in meno!

"ARIDATECE" Nigella, che era l'emblema di noi che pure se lo respiriamo solo il burro, mettiamo su un chilo!

Io voglio Nonna Papera che mi dica cosa cucinare.
Zia Abelarda che mi spiega come ingrassare i vitelli o la sora Lella .
Non le modelle, accidenti al loro metabolismo!

La ricetta che vi propongo oggi è della Lorraine.
Pochi ingredienti.
Risultato strepitoso.
Pasta sfoglia e pomodorini.
Dove sta il burro, mi chiederete voi?
Ve l'ho risparmiato.
Era nella pasta sfoglia ma io l'ho comprata, mica l'ho fatta!
Tsè!

Ahh a proposito per chi non la conoscesse, questa è Lorraine Pascal:


trovate per caso traccia del burro? ^_^


TARTE TATIN AI POMODORINI

1 pasta sfoglia
20 pomodorini
1 spicchio di aglio
sale
basilico
1 cucchiaio di miele (o zucchero)



Prendete per prima cosa una casseruola tonda che possa andare anche in forno. versateci dentro l'olio l'aglio a spicchi, i pomodorini interi .Unite il sale, il miele (io ero titubante ma non si sente per niente e fa caramellare bene i pomodorini).
Fate cuocere per cinque minuti a fuoco alto, cercando di smuovere la casseruola senza girare i pomodorini.
Spegnete e fare raffreddare per un quarto d'ora.
Accendete il forno a 200 gradi .
Srotolate la pasta sfoglia e adagiatela sui pomodorini , cercando di farla aderire bene, soprattutto nei bordi (in sostanza infilatela letteralmente sul bordo, spingendola all'ingiù).
Prendete la casseruola, mettetela in forno e cuocere per venti minuti (il tempo dipende ovviamente dal forno, controllate la sfoglia prima di tirarla fuori).
Una volta cotta,fatela raffreddare un pò.
Coprite la casseruola con un piatto, capovolgetela e avrete la vostra tarte tatin pronta.
Cospargete di  basilico, una macinata di pepe fresco.

Bruschettine all'avocado e pomodorini e come si cambia



A vent'anni non ti importa un fico secco delle proprietà nutritive, delle vitamine e delle fibre solubili o insolubili del cibo.

Mangi quello che ti capita a tiro anche perchè il tuo stomaco è in grado di digerire anche la corazzata Potemkin senza l'ausilio di un pizzico di bicarbonato.
Ma questo accade non perchè sei sciagurato.
Sei giovane.
Hai la potenza dei vent'anni e di tutti gli amminoacidi al posto giusto.
Poi lentamente le cose cambiano.
Il grande vantaggio di accumulare più anni sulla spina dorsale che euro è che acquisti consapevolezza.
Vuoi perchè inizi a soffrire di qualche disturbo, vuoi perchè diventi mamma e automaticamente sei più attenta all'alimentazione dei tuoi figli ,vuoi perchè...perchè non lo so.
Fatto sta che davanti alla scelta di un alimento ci pensi.
E magari sei tentata di provare che so io, la quinoa, l'amaranto.L'orzo perlato e il farro fanno cucù nella dispensa accanto alla pasta integrale.Frutta e verdura colorano la tua cucina.
E ogni tanto strizzi l'occhio e il mestolo verso il vegan o il crudismo.
Succede.
Io ho scoperto l'avocado ultimamente.
A vent'anni per me l'avocado era il protagonista indiscusso della guacamole. E la guacamole chiamava il ristorante messicano. E il ristorante messicano la tequila boom boom e i balli sopra al tavolo. E i festeggiamenti per ogni esame andato bene all'Università.
Oggi l'avocado per me è altro.
Lo apprezzo cosi,da solo.
Magari in un'insalata  ,magari in una bruschetta come quella di oggi oppure nella preparazione di un condimento fresco per il cous cous.
Perchè è un tipino che sa il fatto suo mr.Avocado.
E' uno dei 27 cibi fondamentali che aiutano a prevenire il cancro.
Aiuta ad assorbire i nutrienti contenuti negli altri alimenti.
Riduce il colesterolo.
Fa bene alla vista.
Sostituisce il burro.E lo fa egregiamente.
E poi me lo posso spalmare sul viso e sui capelli.
Li nutre e li cura.
E poi...
E poi mi piace.
Tanto.
E già questo mi fa bene!

La ricetta che vi propongo oggi è velocissima e piena piena di salute!
Sono delle semplici bruschettine all'avocado e ai pomodorini. L'ho trovata in uno dei tanti appunti presi girando per la rete. Non mi ricordo la provenienza per cui mi riservo la possibilità di attribuire i vari crediti in seguito!


Bruschettine all'avocado e ai pomodorini


pane
pomodorini
2 avocado
pepe nero
succo di un limone
scorza grattugiata di un limone
olio extravergine
foglie di basilico (facoltative)

In un piatto mettete l'avocado e i pomodorini tagliati a cubetti.Unite la scorza del limone,il succo e 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiustate di sale e unite una bella macinata di pepe. Se volete potete aggiungere anche del basilico tagliato finemente
Prendete il pane , ritagliatelo della forma che desiderate e fatelo tostare in una padella antiaderente finchè diventa croccante.
Mettete il pane tostato su un piatto da portata, sistemateci sopra il condimento a base di avocado e mettete in frigo per un quarto d'ora.
Servite.







Insalata di orzo e gamberetti e la casa di ringhiera



Lucrezia era nobile nel nome e nella nascita.

Un pò meno nel carattere. Fiocco rosa ben inamidato sui capelli e nasino perennemente all'insù.
La sua tata le ripeteva in continuazione che "come dice Totò, signori si nasce ,e tu..." e distoglieva lo sguardo afflitta, senza finire la frase. Perchè Lucrezia non parlava ,ordinava. Perché Lucrezia era una piccola despota e non si fermava nemmeno dietro punizioni o sguardi disperati di tate & co.
I giochi invadevano le stanze dell'antico appartamento,grande quanto l'Ippodromo di San Siro.
Barbie, orsacchiotti, Winx, bambole parlanti, bambole piangenti, lego, cubi magici e affini.
Fermi, immobili come in un Museo.
Apparentemente.
Perché c'era solo il silenzio del museo, non la perfezione.Una Barbie era rasata, ad un'altra mancava una gamba, un'altra ancora aveva un piede mordicchiato.
Un Museo si, ma degli orrori.

Laura era una bimba che di nobile aveva solo l'animo.

Viveva in una casa di ringhiera, piccola come il taschino dal quale suo papà ogni sera faceva uscire una caramella o un piccolo fiore. Anche lei aveva il nasino all'insù e tante lentiggini sparse. Rideva facilmente ed era sempre in giro a casa delle sue vicine. Riconosceva a naso le spezie utilizzate da Aisha, da Shanti l'indiana e da Ivanka la russa. Un mix di profumi, di lingue e di colori che rendevano il suo condominio un luogo magico.
Laura aveva solo una bambola, Maria, che la sua mamma aveva sapientemente cucito con i resti delle stoffe degli abiti che confezionava per "le signore" della Milano bene.
Maria aveva un suo lettino , ricavato da una scatola di scarpe e tutte le settimane faceva il bagno e Laura usava per i suoi capelli di lana un balsamo speciale. Glielo aveva dato Aisha con l'aria solenne di chi sta regalando un tesoro...diceva che era il segreto di bellezza delle donne arabe!

Un giorno Lucrezia e la mamma capitarono in quel bizzarro condominio. La bimba portava con se Milky, l'orso senza un braccio. Suonarono proprio alla porta di Laura. La mamma di Lucrezia aveva bisogno di un tailleur su misura e le amiche del circolo di beneficenza le avevano indicato quella sartina di ringhiera, "tanto brava ma tanto sfortunata".

Le due bimbe non si sorrisero .Lucrezia seduta immobile come una statua, con il nasino disturbato dall'odore di un mondo che non era il suo. Milky posato accanto a sè , senza nessuna grazia.
Laura era lì vicino. Raccoglieva i ritagli di stoffa che trovava in terra e improvvisava vestiti e scialle per la sua bambola. E la accarezzava,la baciava e la cullava.
Milky osservava incuriosito la scena.
Allora c'era altro al di là della 'appartamento grande quanto l'Ippodromo.
C'erano bimbi diversi.
C'era amore.
Tanto.

La sera, nel buio del grande appartamento , Milky svegliò le Barbie, le Winx, cercò il cubo magico nascosto nell'armadio, i Lego al completo e le bambole.
Raccontò della sua avventura del pomeriggio, della dolcezza di quella bimba lentigginosa, dell'amore verso una bambola fatta di niente.

Bastò uno sguardo intorno a loro,a quel marmo freddo,a quelle pareti bianche,immacolate.

Ken e Big Jim aprirono la porta finestra. I più grandi presero un lungo lenzuolo e mano mano tutti i giochi della stanza di Lucrezia furono fuori nella notte buia. Con un'unica destinazione: la casa di ringhiera.
Quatti quatti arrivarono alla finestra. Il piccolo nasino all'insù splendeva nella luce argentea della notte. Milky sospinse la finestra e lentamente tutti i giochi entrarono , annusando l'aria che sapeva di spezie , amore e tanta allegria.

Si misero tutti intorno il letto di Laura, aspettando fiduciosi il risveglio di quella bimba che sapeva trattare con amore e rispetto le sue cose.

Milky sorrideva tra sè , pensando che a volte basta un piccolo atto di coraggio per cambiare la propria vita.






Un bel piatto freddo oggi.Un'insalata d'orzo gustosa e sana!

INSALATA D'ORZO AI GAMBERETTI

350 gr orzo perlato
15 pomodori pachino
2 cucchiai di brandy (o in mancanza vino bianco)
1 limone
prezzemolo tritato
5 foglie di basilico
300 gr code di gambero sgusciate
1 spicchio di aglio
olio extravergine

Prendete l'orzo e lavatelo sotto l'acqua corrente. Mettetelo a lessare in una pentola capiente con acqua salata (ci vorranno all'incirca  35 minuti).
Nel frattempo in una padella mettete dell'olio e uno spicchio di aglio.
Fate soffriggere e versatevi i gamberetti. Unite il brandy e fate sfumare. Aggiungete i pomodori pachino privati dei semi e tagliati a dadini. Salate, pepate e dopo cinque minuti spegnete.
Scolate l'orzo.
Se avete tempo unite l'orzo ancora caldo con i gamberetti cotti con tutto il loro sughetto. Aggiustate di sale e di pepe. Unite olio extravergine, il succo del limone , il basilico e il prezzemolo tritati.
Se invece il tempo è tiranno, raffreddate l'orzo sotto acqua corrente e unite il condimento , le spezie , l'olio , il sale e il pepe.
Servite freddo ,avendo cura di coprirlo durante il riposo in frigorifero.