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27 aprile 2018

I Dormienti|Biscotti per il latte



biscotti colazione latte



Quando lavoriamo per "costruire" un testo la prima cosa alla quale dobbiamo prestare attenzione è il titolo.

Poche parole di senso compiuto che devono rispondere a una duplice esigenza: devono colpire il lettore e devono piacere a sua maestà Google.

Non è semplice.
E' un po' come dare una botta al cerchio e una alla botte. E molto spesso quello che a me piace messere Google me lo sputacchia addosso.

Anche colpire l'immaginazione di chi legge non è semplice. 
Tempo fa dovevamo trovare un titolo per una raccolta di racconti.

La prima stesura recitava Racconti Umani.
Brutta.
Banale.

Nella seconda abbiamo semplicemente invertito i fattori: Umani Racconti.
Ed è tutta un'altra storia.

Prendete questi biscotti.
Se il loro nome fosse stato Biscotti da latte o Biscotti buonissimi o ancora Biscotti facilissimi io probabilmente non li avrei nemmeno notati.
Invece....i Dormienti.

Adoro il loro nome.
Mi piace pronunciarlo, sentirlo roteare nel palato e tra i denti. Immagino schiere di biscottini placidi e tranquilli che si riposano all'ombra della biscottiera.

Dormi che ti passa.
E loro dormono e lentamente acquistano sapore, consistenza.
Hanno la leggerezza di una frolla d'altri tempi, la friabilità del biscotto che dai a tuo figlio appena inizia a mettere i denti, il profumo del forno di paese...

Li assaggi e immagini un tuffo in un mare di latte.
Li assaggi e pensi che forse è il caso di prenderne subito un altro perché è troppo buono.

Di cosa sanno?
Di casa.
Di mamma.
Del tempo che è stato e che non ho più ritrovato.

Ci sono molte ricette nel web. Questa l'ho appuntata su un foglio di carta ed è quella che viene meglio e che soprattutto non prevede troppe uova. Non so dirvi il blog dal quale arriva, se qualcuno dovesse riconoscerla batta un colpo così metto le corrette attribuzioni.

Condizione indispensabile: usate l'ammoniaca per dolci, è necessaria. Regala un friabilità unica al biscotto.

Due accortezze: tenete il forno leggermente aperto durante la cottura (basta mettere un mestolo di legno nello sportello) e fateli raffreddare completamente.


I DORMIENTI

450 g farina
3 uova
60 ml olio di mais o girasole
1 bustina di ammoniaca per dolci (circa 8 g)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
150 g zucchero


Prendi la planetaria e monta per circa due o tre minuti le uova con  lo zucchero.

Aggiungi l'olio, la farina, la vanillina e l'ammoniaca.

Lavora con cura l'impasto fino a renderlo omogeneo.

Mettilo in una ciotola, coprilo con un panno e fallo riposare in frigorifero per almeno una nottata (l'ideale sarebbe almeno 24 ore).

Trascorso questo lasso di tempo, stacca dei pezzi di impasto e fai dei rotolini.

Tagliali in pezzi di circa 6 cm e rotola ciascuno di essi nello zucchero semolato che avrai preparato in una ciotola a parte.

Sistemali su una teglia foderata di carta forno e cuocili a 180° per circa 15 minuti.

Fai attenzione a non farli scurire troppo e non ti preoccupare se sono troppo morbidi, raffreddandosi raggiungono la giusta consistenza.






16 aprile 2018

Biscotti ai fiocchi di avena


biscotti vegani

Prima cosa....siete andate su Sex and the ciabatte? No? Come no? E' il fratellino minore dell'Emporio 21, il salotto virtuale delle chiacchiere tra donne...perché mica possiamo stare sempre in cucina! Vi aspetto!

Quando al marito si impenna il colesterolo ne risente tutta la cucina. Perché quello no, quello ni, quello si.

E leva le uova e metti le uova, l'olio col contagocce, le verdure si ma tanto lui non le mangia, la carne solo bianca e pesce almeno 4 volte a settimana.

Io una cosa l'ho capita.
Se vuoi o devi mangiar sano beh, devi vendere un rene. Non mi è chiaro il principio per cui meno cose ci sono in un alimento e più costa.

Prendete i biscotti. Quelli che trasudano burro e uova costano al massimo....due euro?
Quelli senza burro, uova, latte, zucchero costano quanto un biglietto di sola andata per New York.

Il problema poi è che lui ha fame. 
Ha fame la mattina, la sera, a pranzo, durante le feste comandate e durante la notte a fasi alterne.
Ha fame al lavoro, ha fame a casa, ha fame quando usciamo e quando torniamo.
Sogna fiumi di olio extravergine di oliva e uova sfrigolanti, venderebbe sua moglie alias la sottoscritta per una salsiccia alla brace.

Ora, per evitare di essere venduta come un cammello, cerco di preparargli delle cosucce che possano sfamarlo con buona pace del suo colesterolo. 

Non ci sono uova, non c'è il burro ma tanti ingredienti semplici che possono essere consumati sempre con moderazione.

Nella lista degli ingredienti trovate il grano saraceno in chicchi. Lo vendono in qualsiasi supermercato ben fornito o nei negozi biologici. Serva per regalare croccantezza al biscotto. Se non lo trovate non fa nulle, vengono bene lo stesso!


BISCOTTI AI FIOCCHI DI AVENA


250 g farina integrale
150 g fiocchi di avena
80 g chicchi di grano saraceno
80 g zucchero (anche di canna)
1 cucchiaino di essenza di vaniglia (o cannella)
1 pizzico di sale
80 ml olio vegetale (riso, mais o girasole)
130 ml di acqua
1/2 bustina di lievito per dolci

aggiunte facoltative: uvetta, bacche di goji, nocciole tritate, gocce di cioccolato fondente o bianco.

La preparazione è semplicissima. Prendi una ciotola capiente e mescola tutti gli ingredienti, tranne i chicchi di grano saraceno.

Forma un cilindro e metti in frigorifero per circa mezz'ora.

Intanto prendi una padella antiaderente e fai tostare i chicchi di grano. Fai attenzione a non farli bruciare.

Tira fuori il composto dal frigorifero, stendilo col mattarello e ritaglia tanti biscotti della forma che preferisci. Distribuisci su ognuno i chicchi di grano e cuoci in forno caldo a 180° per circa 10 minuti. 

Cerca di non farli scurire troppo.
Se ti sembrano troppo morbidi non ti preoccupare, raffreddandosi si induriscono.

Spolvera con zucchero a velo e accompagnali con una buona tazza di tè!



5 febbraio 2018

I biscotti rosa di Reims


biscotti Francia Champagne



Io vi ho avvisato: i biscotti rosa di Reims creano dipendenza.
In realtà non so nemmeno spiegarvi il perché. Gli ingredienti sono pochi e quasi banali nella loro semplicità. Eppure, sarà il colore o il sapore così delicato oppure l'aspetto etereo e raffinato..beh fatto sta che spariscono in un attimo.

Tanto per dirvi, sono riuscita ad assaggiarne soltanto uno😊

I biscotti rosa nascono nel 1690 a Reims, storica città del nord della Francia. Siamo nella regione dello Champagne, il luogo dove cuvée pregiate riposano per anni per dar vita a champagne che hanno reso la Francia famosa in tutta il mondo.

La ricetta nasce da un impasto speciale fatto cuocere due volte in forno. In origine i biscottini erano bianchi e aromatizzati con la vaniglia. Ma proprio le tipiche striature marroni lasciate nell'impasto dalla spezia dopo la cottura furono le principali responsabili dell'utilizzo del colorante rosa.

Questa tinta così raffinata ed eterea sembrò ai mastri pasticceri francesi l'unica capace di coprire il marrone della vaniglia e la più adatta a regalare eleganza e fascino a un biscottino destinato a essere servito con i più raffinati champagne. Anzi la tradizione parla chiaro: il biscotto rosa di Reims va proprio pucciato nello champagne come i nostri cantucci nel Vin Santo!

La ricetta rimane più o meno segreta e la Maison Fossier di Reims sembra essere l'unica depositaria di cotanto sapere.

Oggi però le ricette in circolazione si avvicinano pericolosamente a quella reale. Questa di Mercotte è la più semplice e anche la più attendibile.

Una piccola precisazione: i biscotti di Reims sono molto più rosa dei miei. Io non amo abbondare con il colorante. Inoltre avevo a disposizione soltanto quello liquido. La formulazione in gel o in polvere darà un risultato senza dubbio migliore del mio!




BISCOTTI ROSA di REIMS

dose per dodici/quindici biscotti

2 uova
100 g zucchero vanigliato
90 g farina
45 g maizena
5 g lievito per dolci
qualche goccia di colorante rosa

zucchero a velo per decorare

Separa i tuorli dagli albumi. Monta lo zucchero con i rossi dell'uovo per circa 5 minuti. Il composto dovrà essere gonfio e spumoso. Aggiungi un albume e continua a montare per due minuti. Aggiungi l'altro albume e il colorante. Mescola con le fruste per almeno altri due minuti. 

Setaccia la farina con la maizena e il lievito. Unisci al composto d'uovo mescolando delicatamente per non smontare il composto.

Sistema il tuo impasto in una sac a poche con la bocchetta liscia e forma dei biscotti simili ai nostri Pavesini mettendoli su una teglia con carta forno (in alternativa puoi utilizzare uno stampo per financier).

Fai cuocere a 180 °C per circa 12 minuti.

Decora con zucchero a velo.



8 gennaio 2018

Biscotti veloci all'olio




I biscotti all'olio sono la compagnia perfetta per bere un tè five o'clock e per fare la lista delle cose o delle persone che vorreste inviare a menare il can per l'aia. Anzi no, perché lo devono menare sto povero cane ????

Cambiamo la frase.
Le persone che vorreste menare voi per l'aia.
Ma mica schiaffi veri eh?
Sono contro la violenza.

Teneri buffettini sulle gote.
Ma mica perché siete buoni eh?
Semplicemente perché avete l'animo ingentilito dai biscotti all'olio.

Non solo persone però.. fate anche la lista delle cose che vi fanno piangere, arrabbiare, innervosire, cariare i denti, vi provocano la cellulite e il reflusso gastroesofageo.

Le prendete e, come dicono i miei amici buddisti, le benedite.
Ma mica perché siete masochisti eh?
Semplicemente perché avete le mascelle ingentilite dai biscotti all'olio.

Ecco, ho reso lo stato di grazia provocato da cotanta ricetta?

L'ho trovata su "La Cucina Italiana" e mi ha colpito l'utilizzo del grano saraceno decorticato. L'avreste mai detto che saltato qualche minuto in padella diventa un amabile signore croccante e delizioso, capace di regalare un'anima preziosa anche a un semplice biscotto all'olio? Io no.

L'impasto è dei più semplici e i biscotti sono pronti in mezz'ora. Io ho aggiunto la cannella e l'arancia per dare uno sprint in più al sapore.
Oltre al tè, provateli con la cioccolata calda!



BISCOTTI VELOCI ALL'OLIO

100 g farina 00
100 g farina di grano saraceno
1 cucchiaio di acqua frizzante
80 g zucchero di canna
1/2 cucchiaino di cannella
1 scorza grattugiata di un'arancia
60 g olio extravergine d'oliva (possibilmente ligure)
1 uovo
1\2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
40 g grano saraceno decorticato


Fai saltare il grano saraceno decorticato per pochi minuti in una padella antiaderente.

Mescola l'uovo con l'olio, la cannella e la scorza d'arancia e l'acqua frizzante. Aggiungi le due farine setacciate insieme al lievito e lo zucchero.

Impasta fino a rendere il composto omogeneo.

Stendilo tra due fogli di carta forno. Ricava dei piccoli biscotti con l'aiuto di uno stampino e distribuisci sulla superficie i chicchi di grano saraceno tostati.

Cuoci a 180 °C per 12-15 minuti.

13 dicembre 2017

I biscotti furbi dell'Avvento



biscotti pasta fillo natale ricette


I biscotti furbi dell'Avvento nascono da una telefonata improvvisa e da una ricetta di Lorraine Pascale soprannominata dalla sottoscritta Lorraine la secca (Qui il perché 😉).

I biscotti furbi e veloci sono una soluzione ideale per ospiti improvvisi. Cinque minuti per prepararli e sette per cuocerli. Un record!
Inoltre si mantengono bene e possono essere un regalo carino per Natale, basta metterli dentro scatole di latta o anche di cartone, ben avvolti nella carta sottile.

La telefonata fa parte di quella categoria che è una costante nella mia vita: non ho niente in dispensa, sto per uscire a fare la spesa, driiin, veniamo a trovarti tra mezz'ora siamo lì.

Vi capita? A me spesso!

Oh, my God, offro un caffé ok...ma in casa di una foodblogger seppur cialtrona come la sottoscritta non può mancare che so, un dolcetto, una friandise, un ricco premio con cotillon.

Apro il frigo, vedo la pasta fillo, santa Lorraine mi appare con sottofondo di musica celestiale e in un quarto d'ora risolvo il problema.

Ora dovete sapere che se c'è una cosa che non manca mai nel mio frigorifero è la pasta fillo. Ho un debole per la cucina greca per cui la utilizzo spesso.

Mi risolve un sacco di cene. Ci preparo involtini di verdura, di carne, dolci ripieni. Lorraine la utilizza per realizzare dei biscotti velocissimi allo zucchero.

Io ho preso la sua ricetta e l'ho resa adatta a questo periodo, semplicemente aggiungendo le spezie. Il mix potete prepararlo da voi oppure potete utilizzare quello per il pain d'epices (ricetta Qui).




Biscotti furbi dell'Avvento

1 confezione di pasta fillo
100 g di zucchero semolato 
spezie miste (cannella, zenzero, noce moscata, cardamomo e un pizzico di pepe)
100 g di burro fuso

Sciogli il burro a bagnomaria. Intanto prepara il mix di zucchero e spezie avendo cura di mescolarle bene.

Fodera una teglia con la carta forno. Prendi il primo foglio di fillo, con l'aiuto di un pennello in silicone distribuisci una modica quantità di burro fuso sulla superficie. Versa sulla superficie un po' di zucchero speziato e fallo aderire con le mani.

Trasferisci questo foglio sulla teglia, prendine un altro, ripeti le stesse operazioni, e mettilo sul primo foglio che hai messo nella teglia da forno. Continua così fino a esaurimento della fillo.

Prendi la rotella taglia pasta e cerca di tagliare i fogli di pasta fillo in tanti rettangoli. Separa delicatamente con le mani senza spostarli.

Cuoci in forno caldo a 180° per circa sei, sette minuti.

Fai raffreddare e spolvera con zucchero a velo.

16 settembre 2017

I biscotti alle nocciole


biscotti, nocciole, confettura

Tempo grigio e piccole gocce impertinenti.
Scendono furtive e ti costringono ad aprire l'ombrello.
Ne ho una sulla mano che scende veloce.
La osservo e penso che amo alla follia la pioggia.

E' facile rendere bella una giornata di sole. Ci pensano già la luce, il tepore, le giornate lunghe e cariche di promesse.
La vera sfida è trovare il sorriso in una piccola goccia, nel cielo pesante, nel primo brivido che porta via definitivamente l'estate.

Ognuno ha i suoi modi.
C'è chi si uccide di televisione, chi progetta, chi cerca di dare un ordine alle proprie cose sperando di trovare l'ordine dentro di sé.

E c'è chi mangia biscotti.
Come me.

Un morso per chi amo, un morso per chi non amo, un morso per il libro che ho sul comodino, un morso per i progetti di domani.
Piove ma io sono felice.
Nonostante il grigio intorno a me.


Questi poi sono biscotti speciali. 
Una frolla alle nocciole e un goloso ripieno di confettura di lamponi che fa tanto Linzertorte.

Già il ripieno.
L'involucro croccante che nasconde la morbidezza dell'interno.

Un po' come la giornata grigia, dura, implacabile che nasconde alla fine un cuore inaspettato, tenero come il più dolce dei sogni.


BISCOTTI ALLE NOCCIOLE

250 grammi di farina
130 grammi burro morbido
80 grammi zucchero
70 grammi nocciole tritate
1 tuorlo
1 uovo
1 pizzico di sale

per farcire: confettura di lamponi o frutti di bosco


Impasta la farina con gli ingredienti che ti ho indicato. Lavora il composto, dovrai ottenere un panetto omogeneo e senza grumi.

Fallo riposare per circa un'ora in frigorifero.

Dividi l'impasto in due parti. Stendile a rettangolo.
Spalma la confettura su una (fai uno strato abbastanza consistente) e copri con l'altra parte di impasto.

Con la ruota dentellata taglia tanti piccoli rettangoli e cuocili in forno caldo a 180° per circa 20 minuti.

Fai raffreddare e decora con lo zucchero a velo.



11 dicembre 2016

Gingerbread al cacao e 'na strofinatina di zenzero

zenzero-biscotti-natale


Zenzero, zenzero delle mie brame, qual'è la spezia più inflazionata del reame?
Quella che domani troveremo nella pasta o magari nel biberon dei nostri nanetti?

Provate a sfogliare qualsiasi rivista dedicata al benessere e fatevi il conto di quante volte viene nominato lo zenzero.
Candito, grattugiato, essiccato, a scagliette, mettine circa un pollice che altrimenti pizzica talmente tanto che chiami i pompieri, io ne metto quanto mi pare perché mi piace.
Col miele, senza miele, no con il limone, ma una puntina di aceto di mele è la morte sua.
Mettilo nella tisana, usalo come caramella, grattugialo sulla mela cotta del nonno e usalo come dentifricio.
Donna, 'na strofinatina dietro le orecchie e gli uomini cascano come mosche al tuo passaggio.
E tu uomo strofinalo dove non batte il sole che andrai come un treno tutta la notte.
Esagerata?
Un rapido giro tra usi e costumi del globo vi farà sorridere e converrete con me che zenzero e curcuma sono diventati i divi dei tuttologi.
Ovunque e comunque.

Però che dirvi? A me piace.
E tranne che strofinarlo dietro le orecchie e infilarlo nella mela del nonno, lo metto un pò ovunque.
Lo zenzero è vecchio come il cucco, solo che prima non se lo filava nessuno.
I primi biscotti preparati con il nostro protagonista risalgono, nientepopòdimeno, al 2400 a.c
Enrico VIII si narra lo usasse come rimedio contro la peste.
Io mi permetto di dissentire.
Ha avuto sei mogli, secondo me, 'na strofinatina nelle parti basse se la sarà anche data, poraccio 😝😜
Elisabetta I pare abbia fatto i primi gingerbread della storia che sono un pò un simbolo dell'Inghilterra.

Io i gingerbread li ho incontrati nel lontano 1981 per la prima volta a Zurigo, durante una delle mie vacanze natalizie in Svizzera. E da allora, il Natale per me sa di spezie e di zenzero. Adoro il pandoro e il panettone (SENZA CANDITI) ma datemi un pain d'epices e vi salverò il mondo ( e distruggerò il vostro girovita).

Oggi vi propongo i gingerbread ma al cacao.
Provateli da soli, con la cioccolata, con un tè fumante. Potete divertirvi a decorarli con la glassa o a lasciarli così, semplici, con una bella spolverata di zucchero a velo.


GINGERBREAD AL CACAO

100 gr farina
100 gr burro
25 gr cacao amaro
80 gr zucchero di canna
1 tuorlo
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1 pizzico di chiodi di garofano
1 pizzico di sale

Nella planetaria o nel mixer metti il burro a pezzetti (freddo), la farina, il cacao e le spezie. Frulla alla massima velocità e aggiungi lo zucchero, il tuorlo e il sale e frulla ad alta velocità. Il composto che otterrai sarà sbriciolato. Lavoralo brevemente con le mani fredde e mettilo in frigo per circa 30 minuti.
Stendi la frolla su due foglie di carta forno e e ritaglia i biscotti nella forma preferita.
Cuoci in forno caldo, statico, a 170° per circa 20 minuti.
Falli raffreddare e spolverali con zucchero a velo.


29 novembre 2016

I biscotti della salute e sono un'aspirante egoista


biscotti-colazione-salento-.bambini



Sono un'aspirante egoista.
Lo confesso.
Ho tolto il saio e indossato i tacchi a spillo. Le calze a rete no, mi danno prurito.
Sono un'aspirante egoista. Aspirante perché ho frequentato solo le prime lezioni e appreso i primi rudimenti.
La prima lezione mi ha insegnato a relazionarmi con l'ennesima vecchina che mi pianta un gomito nello stomaco e mi sorpassa alla cassa. La guardo e le dico: "A nonnè, e no. Almeno chiedilo!!!" Perché io ti faccio passare più che volentieri, ma non posso donare una costola ad ogni vecchietta che sgomita. Le sto finendo e a qualcosa mi dovranno pur servire.

La seconda lezione mi ha insegnato a trattare con le persone che al mattino mi dicono: "Ma sempre a passeggio stai?". Imbecille, sono carica di buste della spesa come un mulo in procinto di imbarcarsi nell'arca di Noè, ho la busta della farmacia al posto degli orecchini e le divise del marito ritirate dalla lavanderia appese al collo, e tu mi dici pure buona passeggiata?
Ok, due secondi ci vogliono. Smonto il mio assetto da guerra mattutino e lo monto su di te. E già che ci sei mi porti anche la mia borsa della spesa fino a casa. E manco ti offro il caffè.


La terza lezione mi ha insegnato a trattare con i call center. Ho il massimo rispetto per il lavoro altrui, ma se ti dico di non aver bisogno dell'ennesimo purificatore d'acqua (che tra l'altro me lo proponi esattamente alle due  e cinque, quando con una mano giro il risotto, con l'altra affetto un pezzo di carne e la cornetta la tengo con il piede, ammazza quanto sò snodata), non ti stupire se d'ora in poi a casa mia ti risponderà la domestica filippina ..."No, signora non esserci, non tornare, io non conoscere nemmeno". L'ho assunta per corrispondenza va beh?

I biscotti della salute sono necessari per affrontare il logorio della vita moderna.
Quelli che vi propongo appartengono alla tradizione salentina. Semplici ed essenziali eppure deliziosi. venivano preparati in gran quantità dalle massaie salentine e cotte nel forno del paese. La struttura semplice ne faceva dei biscotti adatti ai bambini e ai malati. La ricetta che vi propongo è di Claudia Deb, la quale consiglia di gustarli da soli oppure a colazione spalmati di miele o marmellata.



I Biscotti della salute

330 grammi farina
130 gr zucchero
2 uova + 1 tuorlo
1 bustina di lievito
scorza grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale
100 ml olio di semi

Disponi la farina, setacciata con il lievito, sul tavolo da lavoro. Al centro pratica un buco e inserisci tutti gli ingredienti.
Impasta fino a ottenere un composto omogeneo.
Dividi l'impasto in due cilindri di media grandezza e mettilo in frigo per circa 30 minuti.
Accendi il forno a 180°.
Spennella con il tuorlo sbattuto la superficie dei cilindri.
Tira fuori il tuo impasto e cuocilo per circa 20 minuti.
fallo raffreddare completamente.
Taglialo a fettine di circa 1 cm e rimettilo nel forno caldo per circa 30 minuti a 150° fino a che le fette saranno dorate e croccanti.

5 ottobre 2016

I biscotti al miele e olio d'oliva e quando l'adulterio salva una vita



biscotti-semplici-olio-miele-salute-buono-semplice







Due etti di zucchero
"Giacinta, le pillole per la pressione".
E Giacinta corre..
Tre etti di farina
"Giacinta, la pillola per la gastrite"
E Giacinta corre.
Due uova sbattute
"Giacinta ho freddo"
E Giacinta corre
Una bustina di lievito.
"Giacinta mi prude la tempia"
E Giacinta corre a grattarla, questa benedetta tempia.
Un bicchiere di latte e inforna il dolce.


Scene da un matrimonio.
Quarant'anni di corri Giacinta. La pillola, la piega del pantalone, la pasta ben cotta, i bambini al loro posto, la suocera venerata come Maradona, la sua immagine accanto a quella della Madonnina.
Corri Giacinta, che lui non sa fare nulla poverino. Corri Giacinta, che lui ha avuto un'infanzia difficile. Corri Giacinta, non hai che lui. E qualche schiaffo non fa la differenza, non più ormai.
Corri corri gli anni son passati.
E le rughe sono arrivate.
I figli sono andati via e così le risate.
E' rimasta Giacinta che rammenda calzini e sospira.


Sospira felice però Giacinta.
Perchè ha saputo che lui l'ha sempre amata.
Ma no, non lui, quello al quale prude la tempia.
L'altro. 

Quello che non diresti mai,quello che è peccato.
Ma se fosse realmente peccato Dio non ci avrebbe dato il cuore, si dice Giacinta mentre accende una candela in Chiesa.
Corri Giacinta.
Corri sorridendo.
Settant'anni e il cuore di una quindicenne.
Vola Giacinta.
A volte basta un piccolo segreto per vivere meglio.

p.s= Giacinta c'è, esiste, è reale. Questo è tutto per lei.










Una ricetta buona deve essere necessariamente difficile?
I biscotti al miele e olio d'oliva sono l'esempio che la semplicità a volte, per fortuna, vince.

Questi biscottini si fanno con niente e sanno di tanto. Perchè come tutte le cose semplici ammaliano e incantano.
Una ricetta semplice che Giulia mi ha fatto provare e della quale mi sono innamorata al primo morso.



BISCOTTI AL MIELE E OLIO D'OLIVA


1 uovo
200 gr di farina integrale (o 100 integrale e 100 farina 00)
la scorza di 1\2 limone
50 ml di olio di oliva
5 gr lievito in polvere per dolci
2 o 3 cucchiai di miele (se vi piacciono più o meno dolci)

Su un tavolo da lavoro infarinato metti la farina e fai un buco al centro. Metti tutti gli ingredienti e inizia a lavorare abbastanza velocemente. L'impasto è pronto quando non si attacca più alle dita.
Fallo riposare dieci minuti in frigorifero.
Stendi la frolla e lasciala abbastanza spessa perchè tendono a bruciare subito.
Cuocili in forno caldo a 180° per circa dieci minuti.
Falli raffreddare e servili così al naturale, spolverati di zucchero a velo o glassati.


3 dicembre 2015

Biscotti con cuore al cocco e Ringraziamento




Mi lascio alle spalle una settimana pesante e piuttosto antipatica.
C'è bisogno di silenzio ogni tanto.
E il silenzio è il luogo dove solo la poesia può parlare

Vi lascio con una delle poetesse che amo di più , Wislawa Szymborska

RINGRAZIAMENTO

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

8 novembre 2015

I Biscotti con la confettura nell'impasto







Cosa sarebbe un frigorifero senza quei due,tre barattolini di confettura che girano aperti e tristi.
Tutti li vogliono e nessuno se li piglia.
Perché la fase "confettura mon amour" è esplosiva nella mia famiglia e contagia tutti insieme, peggio della varicella.
Perché una figlia:"Mamma a me quella di albicocche"
Un'altra "Mamma quella di fragole".
In più a questa già urticante equazione ,ci si aggiunge il marito :"Io solo quella di ciliegie".
Perfetto.
La fase confettura-addict però dura mediamente un giorno e sette minuti.
Poi passa.

27 maggio 2015

I Ferrovieri




I Ferrovieri.
Ovvero quel biscotto che nessuna sa, che nessuno conosce.

Quel biscotto che in realtà è una crostata strana.
Quel biscotto che però ti piace perchè puoi metterci quello che vuoi.

Uno all'albicocca, uno alle fragole e uno al cioccolato.
Magari ci metto anche della panna o della crema pasticcera.
O una bella crema di pistacchi di Bronte.

No quella no, quella crea dipendenza.

Perchè il Ferroviere

20 gennaio 2015

Gallette dolci e il selfie condiviso




C'è la connessione a colazione.
La connessione pre e post prandiale.
Poi quella delle cinque del pomeriggio, insieme a thè e biscottini che fanno tanto english style.
Poi la connessione prima di cena e quella prima di andare a letto.
E magari se Morfeo ha deciso di andarsi a fare due birrette con conseguente insonnia , c'è anche la connessione notturna.

Poi c'è la condivisione di ogni centimetro quadro della propria vita. Pure se è spuntato un pelo incarnito alla suocera dell'Antonietta .
Tutto è social, tutto va condiviso.

E sia ben chiara una cosa , la mia non è una crociata.
Io sono social e ne fruisco a piene mani.
Sono su facebook dai suoi primi vagiti e ho condiviso molto all'inizio, presa dall'entusiasmo..

Oggi mi piace aprire facebook e ridere.
Ridere delle frasi strampalate, dei vari link,video.
Condividere le esperienze culinarie, passare a trovare anche se in maniera silenziosa le mie amiche...

Però mi rendo conto di una cosa.
E' facile farsi prendere la mano.
E' facile lasciarsi andare.
Già... Facebook è pericoloso.
Se ci aggiungiamo anche l'altro prodotto del demonio (^_^) ovvero i selfie, produciamo un'associazione a delinquere, capace di mandare a gambe all'aria anche la più furba delle faine!!

Dite che sono esagerata?
Naaaaaaaa.
Ditelo a quel povero imprenditore veneto che ha tutta la mia stima.
Poverino.
Mica ha fatto niente di male.
A Venezia è andato.
Era un pò stanco e doveva staccare un pò.
E a Venezia , in mezzo a piccioni e acqua alta, è scattato il selfie.
E il selfie chiama Facebook.
E quindi la condivisione.
Altrimenti che senso ha farsi un selfie se nessuno lo vede?
Il poveretto in questione ha inserito il pilota automatico.
Selfie. Facebook. Condivisione.

E che sarà mai direte voi.
Niente di che, certo.

Peccato che il tizio in questione il selfie se l'è fatto con l'amante, con la quale era andato a smaltire un pò di stress nella città lagunare.
E peccato che sto selfie lo abbia visto in diretta la povera moglie , prima che il marito si rendesse conto del danno.

Che dite, gli costerà caro sto divorzio ???^_^


Oggi gallette dolci mie care.
Uno snack rompidigiuno, una merenda o uno sfizio dopo cena.
Croccanti al punto giusto e piacevolmente dolci senza essere stucchevoli.
Ve li propongo nella loro versione base.Ma posso dirvi una cosa? Provate ad aggiungere all' impasto due grandi cucchiaiate di arachidi salate tritate.Diventeranno delle gallette libidinose.
Testate ed approvate ^_^
Pronte?
(notizie provenienti da Venezia Today; ricetta Mes brouillons de cuisine)


GALLETTE DOLCI 

1 uovo
30 grammi di farina
100 grammi di burro fuso
150 grammi di zucchero di canna
1 cucchiaio di lievito in polvere 
1 pizzico di sale
100 grammi di fiocchi di avena
1 cucchiaino di cannella


Accendere il forno a 180 gradi.
Mescolare il burro fuso con i fiocchi di avena e mettere da parte.
Con le fruste elettriche montare lo zucchero con l'uovo e unire i restanti ingredienti.
Al termine unire i fiocchi di avena mescolati al burro.
A questo punto prendete la placca , foderatela con della carta da forno.
Prendete un cucchiaino, prelevate un pò di impasto e posizionatelo sulla placca.
Fate dei piccoli mucchietti tondi posizionandoli distanti gli uni dagli altri (in cottura si spatasciano assumendo la classica forma di gallette tonde e sottilissime).
Cuocetele in forno caldo a 180 gradi per massimo dieci minuti.
Tiratele fuori e fatele raffreddare (mano mano che si raffreddano diventano croccanti).
Conservatele in una scatola di latta




12 settembre 2014

I falsi baci di dama .L'importante è non dirglielo.






Voi non glielo dite.
Magari pensatelo, ma senza proferir parola.

Perchè le parole sono come sottili morsi di serpente se non dosate.
Avvelenano a poco a poco.
Fino all'irreparabile fine.

A volte si pensa alla violenza solo come fisica.
A me forse spaventa anchequella verbale.
Perchè le parole a volte si buttano addosso agli altri come coriandoli.
Lo si fa con leggerezza e a volte sbadataggine.

Si arriva a giudizi affrettati, sommari come se ognuno di noi fosse il giudice dell'umanità.
Tutti depositari di un immaginario codice civile e penale dal quale attingere le condanne.

E poi via, strali di parole.
Addosso magari a malcapitati.
Addosso a innocenti.

Lo sentite quanto cicaleccio intorno a noi?
Tizio che parla male di Sempronio.
Caio che parla male di Tizio e Sempronio.

Parole, parole, giudizi, opinioni non richieste.
Che fatica.
E quante ingiustizie.

Lo sapete perchè ho studiato giurisprudenza all'Università?
Perchè ho avuto un colpo di fulmine nel sentire questo principio :
"Innocente fino a prova contraria".
La presunzione dell'innocenza.

E' una bella tutela non trovate?

Per questo vi chiedo di essere clementi.
Presupponete che siano innocenti questi biscotti.
Perchè inconsapevoli.

Loro sono convinti di essere dei baci di dama.

Ma chi glielo dice che dei famosi biscotti hanno soltanto la forma ( e pure quella più o meno)?
Gli mancano pure le nocciole.

26 agosto 2014

Tre ingredienti e otto minuti ovvero i biscotti al cocco veloci ed economici!



"Bella mattinata.
 Piena di luce.
 Soffia un vento lieve.
 Lo straordinario sole dell'Africa.
 Azzurro profondo.Uccelli bianchi.
 Sotto,sedie calde sulla sabbia.
 E naturalmente il mare.
 E comunque mancano allcuni alberi.
 E una o due navi sul fondo.
 Ad indicare che uno può sempre partire..."


Non so di chi siano i versi qui sopra.
So solo che sono scritti in un vecchio foglietto, strappato da un giornale, che mi porto dietro dalla notte dei tempi.
Leggerli e farli miei è stato un tutt'uno.
Ci sono io in poche righe,il mio essere.C'è la libertà di ogni individuo.
Quelle navi sul fondo...si può sempre partire,si può sempre ricominciare.
Anche se non fisicamente,con la testa.Si,si può.
Anzi si deve.
Sempre.
La prima parte della poesia narra di un cielo azzurro,del sole,della sabbia.
Chiudete gli occhi.
A quale sapore accostereste queste sensazioni?
Io al cocco.
Il profumo del caldo.


E la ricetta di oggi parla proprio di cocco.
Allo stato puro.


Biscotti semplici.
Tre ingredienti e otto minuti.
Fantastico, non trovate?

E non solo.
Economica e "riciclosa" come piace a noi.

Perchè ci consente di far fuori quei due,tre albumi che ci danno una noia pazzesca nel frigo.




BISCOTTI AL COCCO (fonte:Non sprecare )

2 albumi
120 gr farina di cocco
100 gr zucchero

Riunite tutti e tre gli ingredienti in un mixer. Mescolateli brevemente, fate delle palline e rotolatele nella farina di cocco.Appoggiatele su una teglia rivestita di carta forno e fatele cuocere a 180 gradi per 8 minuti.




17 giugno 2014

Le ciambelle degli sposi







Lei si chiama Gabriella.
Ha incontrato il suo lui a quattordici anni.
Non si sono più lasciati.
Nel corso degli anni ha accumulato corredo,aspettative e foto di abiti da sposa.
Ha immaginato bomboniere,invitati e dato il nome a tre figli,due maschi e una femmina.
Carlotta,Leonardo e Iacopo.
Ha atteso paziente il lavoro del suo lui.
Ha atteso paziente che le mani sapienti di suo papà completassero la casa.
Ha atteso paziente che i tempi maturassero,come fa il grano al sole.

E poi.
Poi è arrivato il valzer impazzito che suona quando i sogni diventano realtà.
E l'abito diventa,seta reale,i confetti hanno il gusto della mandorla e la tovaglia,quella buona,quella di lino,ricamata a tombolino ,è proprio sul tavolo della sala.
Pronta ad accogliere i regali che mano mano arriveranno .
E lei li guarderà,li accarezzerà,vedendo riflesso nell'acciaio delle posate,quelle regalate da zia Evelina,il suo futuro.Un futuro splendido.

Gabriella ama le tradizioni.
E nel suo paese ce ne è una che le piace particolarmente.
le partecipazioni al matrimonio vengono consegnate insieme ad un pacco di ciambelle degli sposi.
Croccanti ruote ricoperte di granella di zucchero.
Le sogna sin da piccola.
Adorava il momento in cui arrivava un bimbo ,parente degli sposi, e le consegnava.
Le sgranocchiava cosi,al naturale oppure le tuffava nelle tazze fumanti di latte.
Raccoglieva con il dito la granellina che cadeva nella busta.

Ora è il suo momento.
Sei ciambelle per gli amici e il vicinato.
Otto per gli invitati e i cugini.
Dodici per gli zii e i nonni.
Diciotto per la comare di Battesimo.
Ventiquattro per la comare di Cresima.

Le ha fatte preparare dal forno del paese.
Ne sforna tante,soprattutto in estate quando i sogni d'amore sanno tanto di confetti e bouquet fioriti.
Il dubbio la assale all'ultimo momento:avrà fatto bene a non partecipare alla realizzazione delle ciambelle?
Sua madre dice che porta male se la sposa le prepara.
Sua suocera sostiene invece che la sposa debba grattugiare il limone al momento della preparazione delle ciambelle.
Solo cosi il suo matrimonio sarà benedetto dalla felicità.

Ma può la felicità esser legata ad un limone?

Lasciamo qui la nostra Gabriella.
Piena di sogni e aspettative per il futuro.
Gabriella ovviamente è un parto della mia fantasia .
Le ciambelle degli sposi invece  esistono realmente.Sono una tradizione tipica di un paesino arroccato nei castelli Romani:Rocca di Papa.
Sono entrate da poco a far parte dei prodotti tipici laziali e,credetemi,sono una delizia,pur nella loro semplicità.
Pare che addirittura Renato Zero ne sia un consumatore seriale.Settimanalmente parte da Rocca di Papa una fornitura diretta a casa sua.
La ricetta manco a dirlo è segreta nelle dosi e non la cavi di bocca a nessuno!
Quella che vi propongo è,dopo vari tentativi,quella che vi si avvicina di più per sapore e consistenza.
Vi va di provarle?

Un ultimo consiglio:provate realmente a tuffarle nel latte.
Sono una delizia per il palato.
Un supplizio per la culotte de cheval.






23 maggio 2014

Facciamo i Digestive?(ma poi faranno digerire o no?)


Digestive.
Boh.
Io mica digerisco quando li mangio.
Anzi.
Mi si blocca anche la bile visto che ne mando giù a tonnellate.
Sia la versione base che quella cioccolatosa.
Uno è un palliativo.
Dieci un numero abbastanza decente per cominciare a sentire la soddisfazione gastrica.

Ma Digestive perchè?
Perchè pare che contengano bicarbonato e visto che i biscotti in questione non sono proprio giovincelli,beh..un tempo si era diffusa la credenza che potessero far digerire.

Il che ci potrebbe anche stare in linea teorica.

Il problema è che ogni impasto dovrebbe prevedere ,che so io,almeno mezzo pacchetto di bicarbonato di sodio per poter espletare la funzione digestiva.O no?

Ve lo immaginate il gusto?

Questi che vi propongo sono proprio buoni.
Tra tutte le ricette provate è quella che secondo me ci si avvicina di più.
La ricetta originale prevede il burro.Potete tranquillamente sostituirlo con l'olio vegetale.

La versione che vedete realizzata è quella base.Per un risultato più goloso potete far sciogliere del cioccolato e immergervi i biscotti.
Una goduria.

Alla faccia della prova costume.
Al limite si andrà in montagna quest'anno!!

(fonte ricetta Food 52,London Bakes)