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Baingan Bharta, il curry di melanzane perfetto per l'antipasto e per condire la pasta!


Baingan Bharta, Curry di melanzane

Il profumo dell'India è magia e spiritualità, colore e orizzonti senza confini. L'aroma dei suoi piatti ti permette di viaggiare dal deserto del Rajasthan, al golfo del Bengala, passando per Delhi e Mumbai senza muovere un passo.

Questa è la magia nascosta nelle spezie indiane, il viaggio senza tempo e senza scomodi bagagli a mano. Soltanto tu e il desiderio di lasciarsi cullare da un profumo così lontano eppure così seducente e ammaliante.

Si, sono innamorata dell'India, delle sue sfumature e delle contraddizioni che da sempre la animano. Amo i suoi colori, la gente, le ricette, i luoghi e sopratutto la spiritualità, molto affine alla mia.

Oggi ti porto l'India a tavola con piatto vegetariano che non mancherà di stupirti. Si chiama Baingan Bharta ed è un buonissimo curry di melanzane che non solo puoi utilizzare sulle bruschette o sui crostini ma, all'occorrenza, diventa un elegante e inusuale condimento per la pasta. Perfetto per l'alimentazione vegetariana e vegana, ha un profumo e una consistenza pazzeschi!



Le melanzane non hanno bisogno di presentazioni. Alimento base della cucina indiana, hanno percorso non soltanto la via della Seta ma millenni di storia e successi. Basti pensare all'impero ottomano, dove si contavano ben 130 ricette  a base di questo frutto che appartiene alla famiglia delle Solanacee.

Pensate che esisteva un piatto a base di melanzane ripiene che veniva chiamato "Imam bayidi" ovvero l'Imam svenuto perché questa fu la reazione che il leader religioso ebbe dopo averlo assaggiato. Svenne dal piacere!

Il Baingan Bharta nasce nel Punjab, regione del nord dell'India dominata da imponenti valli fluviali (Punjab infatti vuol dire cinque fiumi).

Questa parte dell?India, famosa per il pollo tandoori, ha una vocazione tradizionalmente casearia. Vi consiglio di provare il nostro curry di melanzane con altre due ricette tipiche del luogo e semplicissime da realizzare: il Paneer e il Cheese Naan, rispettivamente pane e formaggio, con la ricetta che trovate qui.

Il Baingan Bharta che vi propongo è liberamente tratto dalla ricetta di Labna, il più vicino a quello che ho avuto il piacere di assaggiare grazie a una mia amica indiana e uno dei pochi che non ha il temibile coriandolo. Non so voi ma a me sembra di masticare terriccio allo stato puro quando lo mangio! Quindi via libera al prezzemolo o al basilico!


Se vuoi altre ricette indiane e vegetariane puoi provare il Chole Bathure, a base di ceci, il Curry di patate  e l'Aloo Matar ovvero il curry di patate e piselli.






BAINGAN BHARTA


3 melanzane medie
3 pomodori tagliati a cubetti
zenzero fresco
1 spicchio di aglio tritato
1 cipolla media tritata
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di paprika 
1 peperoncino piccante
1 cucchiaino di semi di cumino
1 mazzetto di prezzemolo tritato
foglie di basilico per decorare
1 cucchiaino di garam masala ( se non l'avete sostituitelo con un mix di: semi di coriandolo, cannella, cardamomo e un pizzico di curry in polvere)

Per prima cosa cuocete le melanzane seguendo questa ricetta qui . E' facile, veloce e regala al piatto un sottile aroma di affumicato che stuzzica l'appetito!

Una volta cotte, togliete la buccia, con un cucchiaino ricavate la polpa, schiacciatela con la forchetta e mettete da parte.

Mettete i semi di cumino in una padella antiaderente e fate scaldare. Il calore "a secco" farà uscire tutto il profumo e il sapore tipici della spezia. Aggiungete l'olio e quando sarà caldo unite la cipolla, l'aglio e il peperoncino.

Quando la cipolla sarà dorata, unite zenzero, pomodori, garam masala, paprika, curcuma, il prezzemolo e melanzane. Fate cuocere per qualche minuto, aggiustate di sale e pepe, spegnete e fate raffreddare.

Servite con crostini di pane o in alternativa come sugo per la pasta.

Le patate Yachni di Jamie Oliver




Le patate Yachni sono, tra le ricette con patate, una delle più semplici e veloci. Sono una piacevole via di mezzo tra le patate al forno e le patate in padella. Puoi mangiarle con la feta, con il pollo grigliato o anche da sole, come ho fatto io. Basta un po' di pane tostato, magari all'aglio, e un'ottima compagnia. Non serve altro....

Le patate Yachni

Il termine yachni è uno dei simboli della cucina greca e cipriota, anche se la parola stessa presenta una chiara derivazione turca. La cottura yachni è un metodo utilizzato dalle popolazioni del Mediterraneo per cuocere  a fuoco lento la carne, il pesce e le verdure nella salsa di pomodoro. Questa può essere sia fresca che in scatola. Anticamente venivano utilizzate le gastra, pentole smaltate che permettono una cottura prolungata del cibo senza che questo si attacchi al fondo. Le gastra un tempo erano di terracotta ora, per renderle più leggere, vengono realizzate in ferro smaltato. Se ne avete la possibilità, acquistatene una, ne vale veramente la pena!

La yachni può essere realizzata nel forno, sui fornelli, nel forno a legna...insomma un po' ovunque. L'importante è rispettare la cottura lenta e prolungata, necessaria per ottenere un piatto dove gli ingredienti si amalgamano alla perfezione gli uni con gli altri pur mantenendo intatta la propria individualità.

La ricetta che vi propongo l'ho presa dal magazine online di Jamie Oliver. Come potete vedere nella lista degli ingredienti compaiono due spicchi di aglio. In antichità questo bulbo non era contemplato nella cottura yachni. E' una gradevole aggiunta moderna! Quello che non è cambiato negli anni è il quantitativo considerevole di pane che mangerete insieme a questo piatto. E' la classica ricetta da pucciare in allegria, saporita e gustosa. Se vi piace, potete servire le patate yachni con yogurt greco al naturale. E' quello sprint in più che regala al piatto un gusto delizioso e inedito.

(fonte storica Athena Konstantinoi)

Pronti? Seguitemi in cucina!

PATATE YACHNI

(da una ricetta di Jamie Oliver)

750 g patate tagliate a spicchi
2 spicchi di aglio 
1 cipolla media
4 pomodori maturi o 1 lattina di pomodorini o pelati
200 g olive (possibilmente le kalamata, io non le avevo)
1 cucchiaio origano
4 foglie di alloro
1 cucchiaio di passata di pomodoro
Olio (di ottima qualità)
Sale e pepe

Trita finemente la cipolla con l'aglio e fai rosolare questo battuto in qualche cucchiaio d'olio in una casseruola pesante. Aggiungi l'origano e fai prendere un po' di colore al tuo soffritto.

Aggiungi le patate, i pomodori spezzettati, l'alloro e la passata. Aggiusta di sale e di pepe e versa tanta acqua fino a coprire il cibo. Copri con un coperchio, abbassa la fiamma al minimo e fai cuocere per circa 30 minuti. Unisci le olive a rondelle e continua a cuocere per altri 10 minuti, mescolando delicatamente e versando pochissima acqua se il composto tende ad asciugare.

Termina la cottura quando le patate sono morbide e la salsa addensata. Servi caldo o a temperatura ambiente con un giro d'olio extravergine di ottima qualità.

La Paella vegetariana olè!




Lo so.

Manca l'Arroz bomba.

E anche il Pimentòn de la Vera.

Una ballerina di flamenco.

E un bel torero perchè no.



Però ci sono le buone intenzioni.

E l'allegria che di certo non manca ai nostri amici spagnoli.

Va bene lo stesso?



La mia paella è finita nell'orto.

Totalmente vegetariana.

Totalmente di riciclo.



Che poi, in fin dei conti, è proprio l'origine di questo fantastico piatto spagnolo.



Nasce sulle tavole dei nobili.

Vero.

Ma di certo non veniva mangiata dalle loro altrettanto nobili bocche.



I servi recuperavano gli avanzi delle tavole dei ricchi signori e li mettevano insieme.

Una specie di cucina degli avanzi.

Un mix impreciso, ma cosi allettante in tempi in cui l'importante era semplicemente mangiare.



Adoro il giallo della paella.

Adoro quella sensazione di riso leggermente bruciacchiato eppure morbido.



Ci sono dei diktat che ovviamente andrebbero rispettati.

Oltre ai già citati Arroz Bomba e Pimentòn de la Vera, occorre la padella di ferro.

Il riso non deve superare l'altezza di 2 cm in tale padella e il brodo deve essere sempre il doppio della quantità di riso.



L'ideale sarebbe ,per questa versione vegetariana, avere i fagiolini verdi e i fagioli bianchi di Spagna.

Se sono presenti nella vostra dispensa utilizzateli.


Altrimenti metteteci tutto quello che la fantasia e il cassetto delle verdure in frigo vi suggeriscono!






PAELLA VEGETARIANA


400 gr riso
800 ml di buon brodo vegetale
4 pomodori maturi
3 zucchine
3 peperoni rossi
3 carote
1 pugno di piselli
1 cipolla grande
1 spicchio di aglio
fili di zafferano
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di paprika

Preparate in anticipo un buon brodo vegetale.
Fa la differenza (io ultimamente ne preparo grosse quantità, che poi suddivido in contenitori da freezer e congelo. Così ho sempre un prodotto valido a portata di mano).
In una padella bassa e possibilmente larga mettete a soffriggere lo spicchio di aglio (che poi andrete a togliere) e la cipolla tritata.
Unite i peperoni tagliati a dadini e fate soffriggere per cinque minuti.
Unite carote, zucchine, piselli e pomodori tagliati a dadini e la paprika.
Fate insaporire per due, tre minuti e unite il riso.
Tostatelo per circa 1 minuto.
A questo punto iniziate a versare il brodo bollente dove avrete sciolto lo zafferano.
Girate il riso per i primi minuti.
Poi non giratelo più.
Il primo strato deve essere LEGGERMENTE bruciacchiato.
Cuocetelo a fiamma medio-alta, aggiungendo brodo quando vedete che si asciuga troppo.
Ci vorranno un dieci, quindici minuti per la cottura.
Aggiustate di sale e di pepe.


Spegnete il fornello e fate riposare per dieci minuti prima di servirlo.


Chole Bathure, il perfetto piatto veg, e famolo strano!





emporio 21 india


Famolo strano, almeno una volta a settimana.
Liberiamoci dalle convinzioni ataviche, dai pregiudizi e dal sentito dire.

Famolo strano, come da copione, durante i week-end o, se siamo particolarmente curiosi, almeno una o due volte nei giorni lavorativi.

Famolo strano quando la gola e la lussuria sono le nostre abituali dimore o famolo strano quando il colesterolo bussa alle nostre porte.

Ehhh?

Rewind.

Aspetta un attimo, mi sa che ti sei fumata l'intonaco e qualche zucchina dell'orto. Ma cosa intendevi quando dicevi famolo strano?

Mangiamo strano.
O almeno allarghiamo i nostri confini sensoriali alla ricerca di ricette etniche che ci conducano lentamente in un comodo viaggio low cost, pigramente seduti intorno alla nostra tavola.

Facciamo come gli americani. Destiniamo un giorno, magari il venerdì o il sabato, al cibo da asporto etnico. Ma l'"asporto" che sia dalla nostra cucina al tavolo della sala da pranzo perché non c'è niente di più sano e prezioso di un alimento fatto con le nostre mani.

Non c'è nulla di più evocativo di un cibo. Profumi, sapori e modi di cucinare diversi eppure così semplici e affini alle nostre corde di esploratori.

Però non tutti amiamo sconfinare nella cucina degli altri. Questo è un aspetto che fondamentalmente non comprendo negli altri, forse per la mia vita da girovaga. Escludere a priori quello che non conosciamo mi sembra una prova di superficialità come il rimanere chiusi nei confini del proprio comfort cittadino.

La curiosità anche culinaria è una molla che spinge alla conoscenza. E conoscere allarga le maglie del cervello.

Prendete questo Chole Bhature. Un nome inusuale per un piatto capace di far sorridere qualsiasi studente universitario indiano. E' una semplice e inedita combinazione tra chana masala (i ceci) e un pane, bhatura, che una volta provato difficilmente dimenticherete,



E' tipico della cucina del Punjabi anche se non esiste posto nel nord dell'India dove questa deliziosa specialità non venga proposta. Dove? Ma per strada, perché è uno street food tra i più acquistati.

Non è però uno snack, ma un vero e proprio pasto completo. E' talmente buono che difficilmente avrete bisogno di altro.

Anzi, magari un bel bicchiere di Lassi che oltre a essere molto buono dà sempre quel tocco di Indian Style che ci piace tanto.

Separare il chole dal bathure è impossibile. Sarebbe come togliere la Beatrice a Dante, la Laura al Petrarca, la patatina a Rocco Siffredi 😀

Si completano a vicenda, come i matrimoni ben riusciti.



Ma perché parlavi di colesterolo all'inizio?
Allora il chole bathure ha circa 450 calorie. 

Il problema non è tanto il chole, è un intingolo di pomodori, ceci e spezie ma il bathure ovvero il pane fritto!

Se avete problemi di linea, colesterolo incipiente o cistifellea capricciosa beh avete una doppia scelta:

-  li separate (scelta SCONSIGLIATISSIMA)

- il bathure lo cuocete al forno, non sarà la stessa cosa ma almeno potrete gustarvi senza troppi problemi questo meravigliosa ricetta del Punjabi!

Una precisazione: il bathure va fatto lievitare coperto per circa un'ora e mezzo. Quando avrà raddoppiato il volume, dividetelo in otto porzioni e cercate di dar loro una forma tonda senza mattarello ma semplicemente con le mani. Non verranno certo perfette, ma così vuole la tradizione!

CHOLE BATHURA

dose per 2 o 3 persone

Per il bathura

250 g farina di tipo 2 o grani antichi
100 ml yogurt (vaccino o vegetale)
1 cucchiaio di latte (vaccino o vegetale)
sale 
1\2 cucchiaino di zucchero
1\2 bustina di lievito di birra liofilizzato 
5 cucchiai di olio extravergine

Per il chole

1 lattina di ceci lessati
3 pomodori pelati
1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro
1\2 cipolla
1 spicchio di aglio
1 cucchiaino di semi di cumino
2 foglie di alloro
1 stecca di cannella
1\2 cucchiaino di curcuma
1\2 cucchiaino di zenzero
1\2 cucchiaino di peperoncino 
1\2 cucchiaino di garam masala o curry


Fai il bathure

In una ciotola mescola la farina con il sale. Aggiungi tutti gli ingredienti previsti. Se noti che l'impasto tende a non formarsi o risulta poco elastico aggiungi poca acqua per volta finché non ottieni un composto morbido e uniforme.

Metti in una ciotola e copri il tutto con un panno umido. Fai Lievitare fino al raddoppio.

Fai il chole

Trita finemente aglio e  cipolla

In un wok o in una padella scalda qualche cucchiaio di olio e aggiungi la stecca di cannella, il cumino e le foglie di alloro.

Fai sfrigolare leggermente (devi sentire il profumo delle spezie).

Aggiungi il mix di cipolla e aglio e fallo soffriggere . Aggiungi lo zenzero, il peperoncino , la curcuma, il garam masala (o il curry).


Unisci i pomodori pelati e schiacciali con la forchetta. Aggiusta di sale e pepe e aggiungi mezzo cucchiaino di zucchero (per togliere l'acidità del pomodoro) e mezzo bicchiere di acqua. Fai cuocere lentamente per circa cinque minuti.

Versa i ceci scolati e continua la cottura per circa 30 minuti.

Spegni e fai riposare

Cuoci il Bathure

Prendi il panetto di bathure lievitato e dividilo in 8 porzioni. 
Fai scaldare una pentola con abbondante olio per friggere.

Stendi ogni pezzo di impasto con le mani, fino a dargli una forma semicircolare (cerca di tiralo il più possibile, deve essere molto sottile)

Friggi nell'olio caldo. Il tuo bathure si gonfierà come per magia e farà tante piccole bolle. Scola e assorbi l'olio in eccesso.

Servi caldo con il composto di ceci.

- Se vuoi evitare la frittura cuoci il bathure in forno caldo a 180 °C per circa 5 minuti










Il Chili di Jamie e giù le mani dalla mia privacy!!!




Videochiamate, skype, webcam.
E non basta.
Pochi giorni fa la notizia che presto sarà messa sul mercato un app che consentirà ovunque, comunque e a chiunque al costo della sola connessione, di telefonare guardando in faccia il proprio interlocutore
Io non ci sto
Io non voglio che qualcuno mi veda perché…
Rivendico il mio diritto di rispondere al telefono con il viso bianco per la maschera al cetriolo del Madagascar
Oppure con i bigodini.
Rivendico il diritto di rispondere struccata, spossata e stressata
Rivendico il diritto di parlare al telefono divorando tre etti e mezzo di patatine facendo finta  con chi sto parlando al telefono che siano foglie di insalata particolarmente croccanti.
Rivendico il diritto di fare boccacce e corna di ordinanza al mio interlocutore se non particolarmente gradito, nascosta da una cornetta e dal buio dell’etere.
Rivendico il diritto di nascondere il rossore che deriva da una telefonata attesa, desiderata, sognata.
Rivendico il diritto di parlare al telefono con i mutandoni della nonna o vestita come Madonna nel video “Material Girl”
Rivendico il diritto di parlare seduta, sdraiata o mentre faccio la verticale.
Rivendico il diritto di parlare al telefono e lucidare i rubinetti o girare il minestrone, senza dovermi preoccupare di porgere il mio lato migliore allo schermo del cellulare

Rivendico il diritto del mistero…anche durante una telefonata.
Perché guardarsi necessariamente negli occhi?
Perché non immaginare, pensare, fantasticare?
Io la videochiamata la tollero solo se chiama il lontano parente dall’Uzbekistan.


Chili d’estate?
Ebbene si e per delle ottime ragioni.
La prima è che questa è un’estate strana dal punto di vista meteorologico, è un’estate che chiama l’anguria a pranzo e la bagna cauda a cena.
E poi questo è un chili si cucina da solo, vi risolve il problema della cena in due e più due quattro e vi fa fare delle scarpette che ve le sognerete fino al cenone di Capodanno.
Basta avere l’accortezza di prepararlo a pranzo per gustarlo a cena,leggermente tiepido.
Come potete vedere dalle foto l’ho lasciato particolarmente liquido proprio per il fattore scarpetta.,
Voi regolatevi come meglio pensate.
Procuratevi solo pane.
Tanto pane.
E non dite che non vi avevo avvertito
E’ una versione spuria, il vero chili ha i pezzi di carne ..qui troverete la carne macinata per comodità.
Jamie usa i peperoni già grigliati.
Io vi propongo la mia versione, non avevo voglia di grigliarli a parte.





IL CHILI DI JAMIE

500 grammi di macinato di carne
400 grammi di fagioli rossi lessati
2 peperoncini freschi
4 spicchi di aglio
1 mazzo di prezzemolo
2 carote
1 cucchiaino di paprika (dolce o affumicata)
3 peperoni ridotti a dadini
2 cipollotti
1 cucchiaino di semi di cumino
800 grammi di pelati
1 stecca di cannella

Sbucciare e tritare insieme aglio, cipollotti, prezzemolo e peperoncini.
Soffriggerli in una casseruola con dell’olio e continuare la cottura a fuoco basso per circa 10 minuti (eventualmente aggiungete un po’ d’acqua per non far bruciare il soffritto)
Aggiungere le carote tritate insieme alla stecca di cannella e metà dei semi di cumino.
Cuocere per altri cinque minuti
Aggiungere i dadini di peperone e far insaporire.
Unire la carne e fatele prendere colore girandola spesso.
Unite i pelati (se volete potete anche passarli), prendete un barattolo dei pelati vuoto, riempitelo d’acqua e versatelo sulla carne.
Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere per circa un’ora e un quarto, un ‘ora e mezzo. Se necessario aggiungete altra acqua
Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete i fagioli, i semi di cumino rimasti, aggiustate di sale e di pepe.
Spegnete  e fate riposare.

Servite con un bel giro d’olio e del prezzemolo tritato


Hawaiian Bread Rolls






Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


I Panitos e ammazza ammazza..è tutta una razza





Tutto il mondo è paese.
Una frase fatta ma che porta con sé una grande verità, soprattutto in cucina.
Prendete questi panitos.
Provengono da un blog spagnolo, Questo. Adoro curiosare nelle cucine degli altri paesi, nei blog che parlano lingue diverse dalla mia.
Diversi ma in fondo cosi uguali perché sotto questo cielo siamo solo uomini.
Perché la cucina è un po’ come l’essere umano.
Sangue , organi, cuore.
Funzionano nella stessa maniera, a qualsiasi latitudine.
Nero bianco o giallo. Il cuore batte tanto quanto.
Poi interviene la peculiarità. Un occhio celeste, un capello biondo, una pelle diversa dalla mia.
Cosi è la cucina.
Il sottofondo è fatto dagli stessi ingredienti.
Acqua, farina , sale.
Come un cuore, un fegato o un polmone.
E poi c’è la spezia che non conosci, l’aroma, il frutto che non sai che crea il diverso.
Come un occhio, un colore di pelle, una lingua.
E quello che assaggi è quello che conosci con qualcosa in più…
Questi panitos assomigliano terribilmente allo gnocco fritto. Quasi gli stessi ingredienti, due le differenze.
L’assenza di grasso ( nello gnocco c’è lo strutto ) e la presenza di spezie ed erbe aromatiche.
Io ho aggiunto una cosa che ho imparato ad utilizzare grazie al Condominio del mio cuore :
Il pomodoro secco tritato ( le mie amiche lo utilizzano in questa maniera)
Qui ci sta proprio bene.
Esalta ancora di più gli occhi scuri e mediterranei di questo cugino dello gnocco.
E credetemi…anche lui è uno gnocco da paura!


PANITOS

300 grammi di farina
½ cucchiaio raso di sale
1 cucchiaio di zucchero
10 grammi di lievito di birra fresco (o 4 grammi di quello liofilizzato)
150 / 200 millilitri di acqua tiepida
Mix di spezie ed erbe aromatiche tra cui: paprika, origano, pepe nero, pomodori secchi tritati leggermente


Puoi utilizzare qualsiasi strumento: planetaria, mixer o mani ^_^
Nella ciotola versa la farina, il sale e lo zucchero. Mescola con un cucchiaio.
Unisci le spezie , i pomodori secchi tritati (asciugati dall'eventuale olio), l’acqua e il lievito ( se utilizzi quello fresco, scioglilo prima con un po’ dell’acqua prevista).
Inizia ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo .
Fai lievitare in un luogo tiepido per circa un’ora e mezzo.
Riprendi il tuo composto, stendilo e ricava tanti piccoli panitos ( tondi o triangolari).
Falli lievitare per un’altra mezz’ora.
Friggili in olio bollente e servili cosparsi di sale ed erbe aromatiche a piacere

Lo Zaloouk ovvero come ti risolvo l'antipasto, il primo e il contorno!



 Lo Zaalouk è quel piatto che ti risolve tre cose:

-non hai voglia di cucinare?

 Lo tiri fuori dal frigo, tosti il pane ma anche no, lo spalmi e mangi, sognando oasi e berberi.

-hai voglia di penne e fusilli come se piovesse ma non sai come condirli?

Tiri fuori lo Zaalouk, lo fai saltare in padella con uno spicchio di aglio e voilà, pronto il condimento per la pasta

-Hai un petto di pollo che ti sorride triste nell'attesa che tu gli offra un contorno per rallegrarlo un pò?
Gli poni accanto lo Zaalouk e il pollo sarà felice e contento ^_^

Perchè questa ricetta oltre ad essere buona ed economica è estremamente versatile.
Semplice da realizzare, piena di sapore e veramente adattabile alle vostre esigenze.
Di Zaalouk, come tutti i piatti tipici e poveri, ne esistono varie versioni che cambiano di famglia in famiglia.
Essenziale la presenza delle melanzane, pomodori e spezie.
Anche se su quest'ultime ovviamente, calcate la mano secondo il vostro gusto.


E' un piatto tipico marocchino, una sorta di caviale di melanzane buono, cosi buono e cosi versatile che vi consiglio di prepararne in abbondanza e congelarlo per poi ovviamente gustarlo come più vi piace!
Io vi propongo una versione non proprio ortodossa ma molto gustosa!!


ZAALOUK

1 melanzana
1 zucchina
1\2 peperone giallo
1\2 peperone rosso
2 pomodori belli succosi
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
sale pepe
paprika 
prezzemolo

(se volete cumino, harissa)

Tagliate la melanzana a cubetti, cosi come la zucchina e i peperoni e i pomodori.
In una padella mettete gli spicchi di aglio tritati ( o se non gradite molto il loro sapore, metteteli interi per poi toglierli ).
Unite una dose abbondante di olio extravergine d'oliva e iniziate a far soffriggere.
Aggiungete le verdure ,fate insaporire.
Aggiustate di sale e pepe.
Unite 1\2 bicchiere di acqua e iniziate la cottura, unendo anche il concentrato di pomodoro.
La cottura sarà terminata quando le verdure saranno completamente sfatte (eventualmente aiutatevi con un frullatore ad immersione...ma non frullate tanto).
Prima del termine della cottura potete unire le spezie .
Un tocco che potete aggiungere è della scorza di limone grattugiata.

Aggiustate ulteriormente di sale e pepe e servite tiepido:come contorno, come crema spalmabile sulle bruschette o come gustoso condimento per la pasta.

Potete dimezzare i tempi di cottura utilizzando la pentola a pressione.
Insaporite le verdure in pentola, unite poco meno di 1\2 bicchiere di acqua calda e fate andare per dieci minuti dall'inizio del sibilo della pressione.


Il Paneer e il Cheese Naan ovvero facciamo il formaggio a casa!

Il Paneer


Il Cheese Naan (pane farcito al Paneer)

Facciamo un viaggio low cost.
Non guasta in tempi come questi.
Un bagaglio a mano leggero e poco costoso.
Un cartone di latte e due gocce di limone.
E se volete un pò di sale.
Tutto qui.

Povero il bagaglio, ammaliante la meta.
L'India.
Chiudete gli occhi e immaginate sari colorati, il profumo del curry e del cocco.
Il rumore del Gange, il silenzio delle vette innevate.

E donne intente a cucinare .
Oggi vi propongo uno dei formaggi protagonisti della cucina indiana:il Paneer.

Aloo Matar ovvero curry di patate e piselli e parlar d'amore




Allora si può.
Ho le prove.
Si può parlare e raccontare l'amore senza tette e glutei in bella mostra.
Senza la bellona di turno con lo staccocoscia lungo quanto il Raccordo Anulare.

La prova ha il titolo di un film, arrivato per puro caso nella mia cineteca tempo fa.
Accantonato fino a questa settimana, quella della mia personale via crucis nel mondo dei mal di schiena.

Il film è "Amore, cucina e curry",un film di Lasse Hallstrom del 2014, prodotto da Oprah Winfrey e Steven Spielberg.

La famiglia Kadam lascia l'India dopo la morte della madre. Arriva (grazie ad una rovvidenziale rottura di freni) in un piccolo paesino francese.
Lì, il padre vede un ristorante in vendita e decide di acquistarlo..incurante del fatto che trenta metri oltre la soglia di quel posto esiste un fantastico ristorante stellato , diretto da una lady di ferro.
Cucina raffinata francese contro quel caleidoscopio di colori e sapori della cucina indiana.
Raffinatezza contro l'allegria.
Raffinatezza contro sapore.
E in sottofondo la storia di Hassan che cresce e diventa uno degli chef più importanti di Francia.
La sua famiglia, la lady di ferro ,l'amore.
Un film che non ha colpi di scena, non ha tragedie particolari ma solo buoni sentimenti.
Teneri, rassicuranti.
Un film che è una piccola coperta di Linus da tirarsi su e della quale godere nei momenti in cui non basta la coccola di un cioccolatino, ma c'è bisogno di sogni, odori e consistenze.

Un film atipico per i miei gusti, abituata ai mattoni stile Corazzata Potemkin o ai miei amati fantasy o thriller mozzafiato.
Ma mi è entrato dritto nel cuore anche perchè la fa da padrona la mia amata India


Come non aver voglia quindi di rispolverare un piatto che adoro e che propongo spesso nelle mie incursioni nella cucina vegetariana.
Colorato come un sari.
Profumato come le penombre delle cucine.


Aloo Matar.
Aloo ovvero patate.
Matar ovvero piselli in hindi
Semplice come semplici sono i suoi ingredienti essenziali.
Patate e piselli.
Con una cascata di spezie.
E pomodoro rosso fuoco a colorare il tutto.
Con l'aiuto dell'onnipresente curcuma.

Siamo nel nord dell'India.
Un piatto che ha molte varianti perchè è un piatto quotidiano, ogni famiglia ha la sua ricetta .

Potete servirlo con il chapati o il Naan.
Oppure con del semplice riso basmati.
Usate dei piccoli piselli, teneri e profumati.
Abbondate con le spezie.
La cucina indiana è sapore, colore e danza dei sensi.




Aloo Matar

(ricetta ispirata da ECurry)

3 tazze di piselli
2 patate medie tagliate a cubetti
1\2 cipolla
1 pezzo di radice di zenzero (o 1 cucchiaino di zenzero in polvere)
200 grammi di polpa di pomodoro densa 
3 spicchi di aglio
1 cucchiaino di semi di cumino
2 piccole bacche di cardamomo
stecca di cannella
2 cucchiaini di curcuma
sale
1 cucchiaino di peperoncino  in polvere 
1 cucchiaino di garam masala
olio 
coriandolo fresco o prezzemolo per decorare

Prendere la polpa di pomodoro. Schiacciate e aggiungete gli spicchi d'aglio e grattugiate lo zenzero.Mescolate e mettete da parte.
In una padella antiaderente (il wok sarebbe l'ideale) mettete a "tostare" a secco  (per un minuto) la cannella e le bacche di cardamomo schiacciate.
Unite l'olio, aggiungete i semi di cumino e , quando inizierete a sentire il profumo di questa spezia nell'aria , aggiungete la cipolla tritata finemente.
Fate cuocere per circa cinque minuti, mescolando spesso.
Aggiungete le patate e fatele soffriggere per circa tre minuti.
Mescolatele, dovranno rivestirsi adeguatamente dell'olio caldo e delle spezie.
A questo punto unite il pomodoro messo da parte e 1 tazza di acqua.
Unite un pò di sale, la curcuma e il peperoncino. Fate cuocere per una decina di minuti circa.
Mescolate cercando di coinvolgere anche il fondo dove si sarà depositato il cuore delle spezie tostate.
Unite i piselli e se necessario altra acqua.
L'Aloo matar dovrà presentarsi sempre umido e mai asciutto
A fine cottura unite il garam masala e fate insaporire per circa due minuti.
Spegnete il fuoco e servite subito, decorando con prezzemolo o coriandolo tritato.
Servite immediatamente con il riso o il chapati.
Se non riuscite a portarlo a tavola subito, riscaldatelo quando è il momento ,aggiungendo altra acqua
बॉन एपेतीत 
Buon appetito!!!