29 giugno 2017

Il Giorno che aspettiamo, Jill Santopolo- Libri consigliati per l'estate 2017




Alzi la mano chi non ha mai sofferto per amore.
Il cuore spezzato è una rara forma di democrazia.
Prima o poi colpisce tutti.
E non gliene importa nulla se siamo piccoli o grandi, se abbiamo amato un uomo, una donna, un gatto, un cane o un ornitorinco.

Fa nulla.
Il cuore lacero contuso non lo curi né con l'Oki nè con la benda elastica. Per esorcizzare il dolore impari a conviverci, te ne fai una ragione, ti iscrivi a un corso di ballo, vai a fare snorkeling nei mari del Sud oppure...scrivi un libro.

Curiosa terapia vero?
Questo è ciò che ha fatto, dopo la fine di una storia importante, Jill Santopolo, l'autrice di quello che è stato definito il caso editoriale dell'anno, in corso di traduzione in ben 32 nazioni.


Incuriosita ho comprato il libro. 
L'ho annusato (rituale codificato nel manuale dei Booklovers).
L'ho aperto e l'ho iniziato...per finirlo esattamente tre ore dopo.
Con l'affanno e non ho l'enfisema.
Con la testa tra le nuvole e non soffro di perdita di memoria a breve tempo.
Con il cuore in aritmia e generalmente ho un buon rapporto con l'elettrocardiogramma.

"Il giorno che aspettiamo" è una storia d'amore straordinaria e sconvolgente, come tutte quelle storie dove manca sempre un quid, un pizzico di fortuna o benevolenza da parte degli dei. 

E' la storia di un donna, due uomini, l'11 Settembre, due figli e un destino che a volte gioca a scacchi con la nostra esistenza.
E' il racconto che parla al cuore delle donne. E' uno specchio che accoglie chi ha amato, chi ha lasciato, chi ha tradito ed è stato tradito, chi ama e chi non lo sa più se ama oppure no.

"Il giorno che aspettiamo" è la rappresentazione dell'amore così come lo viviamo, con i suoi giorni fieri e le ore buie e meno belle. 
La prosa dell'autrice è tagliente, affilata, semplice ma coinvolgente. E' a tratti secca, forte, incisiva. Nessuna concessione ai ritmi lenti, solo vita reale che scorre tra le mani, le pieghe del collo, sui capelli, sulle vene. Mi fermo qui, lo spoiler mi insegue senza sosta e non voglio rivelarvi nulla perché il finale merita e ci costringe a una riflessione di quelle che possono cambiare un'esistenza:

Esiste il libero arbitrio? Siamo noi che scegliamo, il destino beffardo o gli dei invidiosi della nostra felicità?

                      Colonna sonora per la lettura: Ludovico Einaudi- Le Onde

                       



Il giorno che aspettiamo – Jill Santopolo
Editrice Nord, 400 pagine
Collana: Narrativa
Genere: Narrativa
Traduzione di: Barbara Ronca
Cartonato € 17,60
 Maggio 2017








TRAMA

Una luminosa mattina di fine estate, un ragazzo e una ragazza s’incontrano all’università, a New York, e s’innamorano. Sembra l’inizio di una storia come tante, ma quel giorno è l’11 settembre 2001 e, mentre la città viene avvolta da un sudario di polvere e detriti, Gabe e Lucy si baciano e si scambiano una promessa. E due vite si fondono in un unico destino.
Tredici anni dopo, Lucy è a un bivio. E sente la necessità di ripercorrere con Gabe le tappe fondamentali della loro relazione, segnata da scelte che li hanno condotti lungo strade diverse, lungo vite diverse. Scelte che tuttavia non hanno mai reciso il legame profondo che li ha uniti per tutti quegli anni. Così Lucy gli parla dei loro primi mesi insieme. Del loro amore intenso, passionale, unico. In una parola: puro. E poi di come Gabe avesse infranto quella purezza, decidendo di partire, di andarsene da New York per accettare l’incarico di fotografo di guerra in Iraq. Perché lui sentiva di doverlo fare, perché ciò che accadeva nel mondo era più importante di loro. Una scelta che aveva aperto nel cuore di Lucy una ferita che lei pensava non sarebbe guarita mai. E che, invece, era stata curata da Darren, l’uomo che lei avrebbe scelto di sposare. Eppure quella ferita si riapriva ogni volta che Lucy riceveva una mail o una telefonata da Gabe, e ogni singola volta che lo aveva rivisto nel corso degli anni. Poi era arrivata quella volta, era arrivato quel giorno…

Continue reading

4 Comments

27 giugno 2017

Insalata di grano saraceno




Riaprire le pagine di un blog è un po' come tornare a casa dopo un lungo viaggio di lavoro. Apri la porta, respiri l'aria familiare resa solo leggermente più acre dall'odore di chiuso. Appoggi la tua borsa sul tavolo, le chiavi, gli occhiali da sole e ti guardi intorno. Sei tornata, finalmente.
Dopo due mesi di buio e problemi, eccomi di nuovo qui a raccontarvi le mie strampalate avventure, culinarie e non.

Forse sarebbe il caso di vivere seguendo il principio delle doppie possibilità perché non sempre è buona la prima. Un odore, un sapore, una persona possono non piacerci un granché nell'immediato. Questione di pelle, premonizione o semplice indisposizione transitoria.
Le cose cambiano però. Cambiamo noi, i nostri pensieri, i gusti. Prendete me ad esempio. A vent'anni odiavo il giallo e Titti il canarino. A quarantasei odio sempre Titti (forza Silvestro) ma il giallo è uno dei miei colori preferiti perché gli ho dato una seconda possibilità.

Io e il grano saraceno non abbiamo mai avuto un gran rapporto. Ci siamo studiati da lontano, ci siamo avvicinati, scrutati, provati e poi, come un rapporto dove entrambi i protagonisti pensano di aver dato tutto, ci siamo salutati e allontanati.

L'ho incontrato di nuovo ma stavolta nella sua forma primordiale: i chicchi. E ho deciso che forse era il caso di provare di nuovo. E ho fatto bene, è nato un amore. Con la calura estiva, l'insalata a base di questo falso cereale è non solo buona, ma una miniera di sostanze nutritive.




Senza glutine, energizzante, utile per la pressione, controlla il livello di zuccheri nel sangue, è ricco di flavonoidi, necessari per prevenire l'invecchiamento cutaneo. La qualità che lo rende assolutamente necessario in estate è l'alto contenuto in magnesio e potassio, sali minerali che si disciolgono come un Calippo al sole appena iniziamo a sudare.

Ve lo propongo in due versioni. La prima è quella basic, senza tanti fronzoli. la seconda è la stessa ma impreziosita da una chicca della quale ormai non posso più fare a meno in cucina ovvero la Mousse di cipolla di Delizie Vaticane di Tropea.







INSALATA FREDDA DI GRANO SARACENO

dose per 1 persona

50 grammi di grano saraceno
2 cucchiai di lenticchie già lessate
1/2 carota
1/2 gambo di sedano
2 cucchiai di mais
1 punta di paprica affumicata
2 foglie grandi di basilico
1/2 spicchio d'aglio (anche meno)
olio sale e pepe

Lava il grano saraceno e fallo cuocere per venti minuti. Nel frattempo con il mixer frulla le foglie di basilico, l'olio, il sale, il pepe e l'aglio e metti da parte. Scola il grano saraceno, fallo raffreddare e sistemalo in un piatto da portata. Unisci le lenticchie, la carota e il sedano puliti e tagliati a dadini, il mais. Condisci con l'emulsione e metti in frigo per almeno due ore.

Servila così oppure, se vuoi una marcia in più, utilizza la Mousse di Cipolla Delizie Vaticane di Tropea.



Continue reading

3 Comments

24 maggio 2017

Genius- la serie tv che non ti aspetti


Questo tizio qui è un genio:




Ve lo ricordate nei panni del timido e bravo Richie Cunningham?
Beh scordatevelo.
Gli Happy Days sono passati così come i suoi capelli. Quello che è rimasto è uno dei registi più bravi degli ultimi tempi, capace di regalarci capolavori come A Beautiful Mind e Apollo 13 (lo so, anche Rush)

Prendiamo Genius.
Aveva tutte le carte in regola per essere un polpettone.
Motivo numero uno: racconta la storia del grande Einstein.
Motivo numero due: viene trasmessa sul National Geographic che notoriamente non trasmette le vicende di Brooke e Ridge.
Motivo numero tre: Einstein sta alla fisica come Cicciolina a un sexy-shop. Vuoi mettere dieci puntate di formule su formule?

Sinceramente? Pensavo un flop.
Sinceramente? Mi sono sbagliata.


Genius ha la capacità di prenderti e incollarti al divano con l'Attak. Non ti alzi e fa niente se il nonno ha perso la dentiera, la gatta i croccantini o tua suocera il senno. Rimani lì e ascolti, assapori la vita di un genio a tratti insolente, a tratti sognatore.

Vi dico solo che la serie si apre con un amplesso dell'Einstein anziano con la sua segretaria. Altro che polpettone alla corazzata Potemkin.
Siamo arrivati alla seconda puntata.
Sotto i miei occhi sono passati gli inizi di un genio che a volte ti fa venire voglia di assestargli una pampina a cinque dita tra capo e collo per una certa faciloneria sentimentale e un'insolenza che......mizzica avessi io due briciole e tre quarti del tuo genio.

Ve lo consiglio?
Si e ci potete credere perché ve lo dice una che campa a gallette di riso e serie tv.
Credo fermamente nel Grimm, in Daenerys Targaryen, nei lupi mannari di Teen Wolf e nei maniaci scassamaroni di Criminal Minds. 
Credo pure in Frodo e Sam, anche se appartengono a un altro mondo.
Vi bastano come credenziali?


Genius va in onda ogni giovedì, in prima serata, sul National Geographic di Sky. Se avete voglia di sognare, riflettere e far funzionare le sinapsi è la serie tv giusta per voi. Il cast è stellare: dal protagonista, il premio Oscar Geoffrey Rush a Emily Watson, nei panni di Marie, seconda moglie del genio.






Continue reading

1 Comment

22 maggio 2017

Il Bambino Bugiardo



Io non capisco la cattiva abitudine che abbiamo di tradurre i titoli dall'inglese con un unico e semplice criterio ovvero ad minkiam.
Un esempio?
Il famoso film "Tutti insieme appassionatamente" in realtà non ha una virgola in comune con il titolo originale inglese "The sound of music".
Oppure il bellissimo libro di Clara Sanchez " Il profumo delle foglie di limone" si discosta molto dall'originale spagnolo "Lo que esconde tu nombre". In questo caso poi il discorso riguarda anche la copertina italiana che evoca un bel romanzo femminil-sentimentale mentre in realtà è un thriller potente ed evocativo (come sottolineato dalla copertina iberica).
"Il bambino bugiardo"  in realtà non c'azzecca nulla con la trama del libro.  Il titolo originale è The Fire Child e, credetemi, è tutta un'altra storia sotto questo profilo.

L'ho letto in un giorno, sfidando casa, lavoro, cambio di stagione e gatta rompiscatole attaccata alle caviglie. L'ho letto girando il risotto, stirando le camicie, ascoltando una versione di greco di una figlia e la lezione sul buddhismo dell'altra, scrivendo due articoli sugli alibi mentali e giocando con suddetta gatta. Ho reso l'idea?
E' un thriller bellissimo, quello che mi ci voleva per riprendermi dal tradimento. No, non quello di mio marito (si spera😉) ma quello del mio amato Wulf Dorn e del suo ultimo romanzo. Signore della paura, che fine hai fatto?

Per comprendere la trama del Bambino Bugiardo, sedetevi, chiudete gli occhi e immaginate di trovarvi qui:









Le miniere della Cornovaglia, il mare in tempesta, una donna che ha trovato l'uomo della sua vita: vedovo, affascinante, ricco, appassionato e con un bimbo incantevole. Una villa dalle infinite stanze, il profumo dell'estate di questo spicchio selvaggio d'Inghilterra. Bello vero?
All'estate subentra però l'inverno, e con esso la solitudine, la brughiera che riempie i silenzi assordanti, un marito spesso assente, un bimbo che vede e che sente "cose" e una solitudine che scende sotto quelle miniere, sotto il mare e rivela segreti inaspettati. Pagina dopo pagina si assapora, ci si spaventa, si ama, ci si distoglie...e si ritorna.

Il bambino bugiardo è una specie di LSD sensoriale. Cattura i cinque sensi e li restituisce camuffati e confusi. Ti sembra di capire ma ti accorgi che in realtà che non hai capito un bel niente. E questo è il presupposto di un thriller ben riuscito. Ti spiazza, torni indietro, rileggi e ti stupisci.

Non vi svelo altro della trama. Lo spoiler è in agguato e non potrei perdonarmelo. Vi dico solo che se siete amanti del brivido come me, questo libro non potrà non tenervi compagnia nelle lunghe giornate estive.

Sono andata a cercare qualche notizia sull'autore, S.K. Tremayne. Piccolo inciso: è l'autore de "La gemella silenziosa". Ce l'ho da mesi sul comodino, non sono andata oltre le prime trenta pagine. Non perché sia brutto il libro ma perché mi mette profondamente a disagio. Un altro indizio della bravura di questo autore che pare viva nel Devon e sia padre di due figlie. Abile scrittore, collabora con svariati magazine e diamine, lasciatemi dire, ha una fantasia che pagherei oro solo per averne la metà 😊.

Vi lascio con un consiglio.
Bibita dissetante sul tavolino, magari qualche Biscotto al limone (Qui la ricetta) e ascoltate in sottofondo "The Dream Weaver" di Peter Gundry, reperibile su Youtube.



Il bambino bugiardo
S.K.Tremayne
Editore Garzanti Libri
Collana Narratori Moderni
Anno edizione 2017
Pagine 317
Costo versione cartacea 14,47 €
Costo e-book 9,99 €



Continue reading

11 Comments

Followers

Visualizzazioni :

Google+ Followers

Search This Blog

Popular Posts

Pages

monicapennacchietti@l'emporio21. Powered by Blogger.

Buzzoole

buzzoole code

histats

Follow by Email

Se vuoi contattarmi:



Collaboro con:

Translate

Follow us

Instagram