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I biscotti della salute e sono un'aspirante egoista

martedì, novembre 29, 2016


biscotti-colazione-salento-.bambini



Sono un'aspirante egoista.
Lo confesso.
Ho tolto il saio e indossato i tacchi a spillo. Le calze a rete no, mi danno prurito.
Sono un'aspirante egoista. Aspirante perché ho frequentato solo le prime lezioni e appreso i primi rudimenti.
La prima lezione mi ha insegnato a relazionarmi con l'ennesima vecchina che mi pianta un gomito nello stomaco e mi sorpassa alla cassa. La guardo e le dico: "A nonnè, e no. Almeno chiedilo!!!" Perché io ti faccio passare più che volentieri, ma non posso donare una costola ad ogni vecchietta che sgomita. Le sto finendo e a qualcosa mi dovranno pur servire.

La seconda lezione mi ha insegnato a trattare con le persone che al mattino mi dicono: "Ma sempre a passeggio stai?". Imbecille, sono carica di buste della spesa come un mulo in procinto di imbarcarsi nell'arca di Noè, ho la busta della farmacia al posto degli orecchini e le divise del marito ritirate dalla lavanderia appese al collo, e tu mi dici pure buona passeggiata?
Ok, due secondi ci vogliono. Smonto il mio assetto da guerra mattutino e lo monto su di te. E già che ci sei mi porti anche la mia borsa della spesa fino a casa. E manco ti offro il caffè.


La terza lezione mi ha insegnato a trattare con i call center. Ho il massimo rispetto per il lavoro altrui, ma se ti dico di non aver bisogno dell'ennesimo purificatore d'acqua (che tra l'altro me lo proponi esattamente alle due  e cinque, quando con una mano giro il risotto, con l'altra affetto un pezzo di carne e la cornetta la tengo con il piede, ammazza quanto sò snodata), non ti stupire se d'ora in poi a casa mia ti risponderà la domestica filippina ..."No, signora non esserci, non tornare, io non conoscere nemmeno". L'ho assunta per corrispondenza va beh?

I biscotti della salute sono necessari per affrontare il logorio della vita moderna.
Quelli che vi propongo appartengono alla tradizione salentina. Semplici ed essenziali eppure deliziosi. venivano preparati in gran quantità dalle massaie salentine e cotte nel forno del paese. La struttura semplice ne faceva dei biscotti adatti ai bambini e ai malati. La ricetta che vi propongo è di Claudia Deb, la quale consiglia di gustarli da soli oppure a colazione spalmati di miele o marmellata.



I Biscotti della salute

330 grammi farina
130 gr zucchero
2 uova + 1 tuorlo
1 bustina di lievito
scorza grattugiata di 1 limone
1 pizzico di sale
100 ml olio di semi

Disponi la farina, setacciata con il lievito, sul tavolo da lavoro. Al centro pratica un buco e inserisci tutti gli ingredienti.
Impasta fino a ottenere un composto omogeneo.
Dividi l'impasto in due cilindri di media grandezza e mettilo in frigo per circa 30 minuti.
Accendi il forno a 180°.
Spennella con il tuorlo sbattuto la superficie dei cilindri.
Tira fuori il tuo impasto e cuocilo per circa 20 minuti.
fallo raffreddare completamente.
Taglialo a fettine di circa 1 cm e rimettilo nel forno caldo per circa 30 minuti a 150° fino a che le fette saranno dorate e croccanti.

La Frittata d'o Re Lazzarone

venerdì, novembre 25, 2016

frittata-peperoni-zucchine-cipolle-patate

La frittata d'o Re Lazzarone è un tuffo nella storia.
Non so voi ma io adoro le frittate ma immancabilmente...mi dimentico di cucinarle.
In settimana una sbirciatina da Luciano mi ha ricordato che da tempo immemorabile volevo cimentarmi nella preparazione di questo meraviglioso secondo.

Il re Lazzarone mi è proprio simpatico.
Immagino la figura di Ferdinando I di Borbone che si aggira insofferente tra i clichè di corte e le sottane raffinate delle nobildonne. Uno spirito libero, amante del buon vino, del buon cibo e perché no, anche del buon sesso. Memorabili le sue scorribande a caccia di popolane formose e veraci così come le sue incursioni a Portici in cerca del cibo vero, che molte volte amava preparare con le sue stessi mani.
Un sovrano atipico, amato dal popolo, giocherellone e burlone.
Il re Lazzarone.



Questa la frittata inventata da lui, amante degli ortaggi e dei sapori veri e non artefatti.
Io ve la ripropongo pari pari a quella trovata nel blog di Luciano.




 La Frittata d'o Re Lazzarone

1/2 kg di patate
4 zucchine piccole
4 peperoni
2 cipolle
5 uova
2 spicchi di aglio
4 cucchiai di farina addizionata a 4 cucchiai di parmigiano o pecorino
sale 

Lava e taglia a pezzetti regolari tutti gli ortaggi.
Tienili separati.
Inizia con il scaldare dell'olio in una padella. Inizia a soffriggere la cipolla e falle rosolare per circa dieci minuti. Salarle e tenerle al caldo. Aggiungere un pò di olio e iniziare a rosolare lo spicchio d'aglio. Toglierlo e unire le zucchine. farle rosolare e unire 1/2 bicchiere di acqua. Una volta cotte, aggiustale di sale e mettile insieme alle cipolle. Fai stufare le falde di peperone e aggiungi anche stavolta 1/2 bicchiere di acqua. Portale a cottura e uniscile agli altri ortaggi. Rosola infine le patate (ovviamente aggiungi sempre l'olio mancante) a fiamma abbastanza alta. Alla fine, dopo aver aggiunto anche la patate, aggiusta di sale e pepe l'insieme degli ortaggi e metti da parte.
Sbatti le uova con la farina addizionata con il formaggio, aggiungi sale e pepe. Nella padella dove hai cotto le verdure, aggiungi dell'olio, fallo scaldare e versa le uova sbattute. Falle rapprendere e poi sulla superficie versa gli ortaggi e ripiega su di loro un lembo della frittata stessa. Abbassa la fiamma, metti un coperchio e porta la cottura al termine. La frittata dovrà essere morbida e spugnosa.




I panini al latte e cioccolato e le ragazzine già mangiate

martedì, novembre 15, 2016


panini latte cioccolato colazione


Le ragazzine portamele già "mangiate"
"Le devo anche digerire?"
"Ahah, sei la solita imbecille ahaha"
😕
Ahaha 'na cippa lippa. E scusate il francesismo. Allora, non mi arrabbio per l'imbecille, ci mancherebbe, ne sono consapevole 😆😆. Purtroppo ho un unico neurone chiamato Superstite che galleggia nel mio cervello come la particella di sodio dell'acqua Lete. Quello, poverino, chiede C'è nessuno? Ma gli rispondono solo i succhi gastrici dal basso, perchè altro non c'è. Quindi è chiaro che quando la bocca mi parte senza essere collegata al Superstite sono dolori. Per fortuna che la maggior parte delle persone ride e non si ferma a riflettere perchè altrimenti mi prenderei una legnata sugli spazi gengivali ogni giorno!



Portamele già mangiate. 

Ma che capperi vuol dire?
Te le devo rosicchiare, devo mangiare un braccio, una gamba, un bulbo pilifero? Insomma, che cosa devo fare a 'ste due povere ragazzine?


Ma no, volevo dire.....portarmele dopo pranzo.

E ci vuole tanto ad allungare la frase? Ma perché la gente parla come i telegrammi? Hanno la tariffa a seconda delle vocali e delle consonanti?Ma che mondo bischero!


La lingua italiana è meravigliosa, piena di sfumature, colori, chiaroscuri.

Usiamoli.
Non costa nulla, magari un po' di fiato in più.
E che sarà mai!
'Na bella respirazione bocca a bocca e passa tutto.

Cosa c'è di più semplice del pane con una bella tavoletta di cioccolato?
Nulla.
Datemi quintali di Nutella e io continuerò a preferire la cara, vecchia, tavoletta di fondente puro o nocciole o latte o quel che vi pare, purchè faccia cronk.
Vi propongo dei semplici panini al latte e cioccolato per una colazione ricca ma anche semplice, perché sono i sapori elementari quelli che il palato non dimentica.


PANINI AL LATTE E CIOCCOLATO

500 gr farina
250 ml latte intero 
100 gr burro
1 bustina di lievito secco
1 pizzico di sale
1 tuorlo d'uovo
70 gr zucchero
essenza di vaniglia
1 tavoletta di cioccolato 

latte per spennellare la superficie

Tirate fuori il burro per farlo ammorbidire.
Su un tavolo mettete la farina a fontana. Unite tutti gli ingredienti (tranne il cioccolato) e iniziate a impastare. Se il composto necessita di altro liquido, aggiungete altro latte oltre la dose prevista. Dovrete ottenere un composto omogeneo. Mettete a lievitare fino al raddoppio della massa. Riprendete il composto, rilavoratelo e staccate all'incirca otto pezzi di impasto. Prendetene uno, stendetelo a mò di piccolo rettangolo e al centro mettete tre, quattro quadratini di cioccolato. Chiudete, dategli la forma che più vi piace e continuate fino a esaurimento dell'impasto. Mettete i panini nella teglia che poi andrà in forno a fate rilievitare per circa 30 minuti.
Spennellate la superficie e cuocete in forno caldo a circa 200 gradi per 30 minuti. Accertatevi dell'avvenuta cottura e fate raffreddare.


I panini alle olive e le mail dementi

domenica, novembre 06, 2016

Il pane appena sfornato riempie la casa di un profumo unico e inconfondibile. I panini alle olive sono piccoli scrigni preziosi, semplici da preparare, ma così ricchi di sapore da stupire a ogni morso.




 Vi capita mai di ricevere mail sceme?
A me si. 
Ogni tanto, per fortuna.
In questi giorni in cui sono stata assente dal blog per lavoro, ne arriva una molto curiosa.
Il succo era più o meno questo: chi te lo fa fare a proporre ricette di altre blogger? Non è controproducente?




Si, è molto controproducente.
Per i miei fianchi, innanzitutto.
Per la culotte de cheval, che più de cheval assomiglia a de maial, ormai.
Per le sinapsi, perché magari mentre lavoro, con la testa sono alla lista degli ingredienti da comprare.




Controproducente?
Un rapido calcolo. 
Quante ricette vengono proposte dalle blogger ogni giorno? E quante di queste ricette, validissime, rischiano di annegare nell'oblio?
Siamo oneste: basta fare due foto in croce, scrivere un testo con quattro parole incomprensibili che a confronto, il cruciverba di Bartezzaghi è un abbecedario, per definirsi foodblogger?


Non sono polemica, solo pratica.
Per questo ogni tanto penso sia necessario fermarsi e guardare oltre il proprio naso, anzi oltre la propria ricetta.
Con la mia smania di condividere ho conosciuto persone bellissime, alcune addirittura oltreoceano, e ho contribuito, nel mio piccolo, a fissare nella memoria culinaria piccole perle.

Quindi, oggi, manco a farlo apposta, vi rifilo la ricetta di una persona tra quelle a me più care.
I panini alle olive di Terry (che in realtà non sono panini i suoi, ma bastoncini), sono una scoperta sensazionale. Semplici, morbidi e profumati, hanno quell'aspetto così rustico e dorato da conquistare lo sguardo e il palato, per non lasciarlo più.

Preparateli la sera, come suggerisce Terry e cuoceteli la mattina.
All'ora di pranzo, soprattutto la domenica, sarà meraviglioso condividere con i vostri cari, un'atmosfera serena e calda. Una piccola oasi, un fermo immagine contro il logorio della vita moderna.

panini-olive-lievito-farina mais-semola




PANINI alle OLIVE


485 gr farina
15 gr fiocchi di patate
260 millilitri di acqua tiepida
30 ml olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale fino
2 gr lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero

farina di semola di grano duro o farina di mais  per rivestire il pane
150 gr olive verdi denocciolate

Nella planetaria metti l'acqua, lo zucchero e il sale. Mescola per far sciogliere gli ingredienti. Unisci l'olio, la farina, i fiocchi di patate e per ultimo il lievito. Fai andare le fruste fino a incordare l'impasto (se lavori a mano, metti gli ingredienti su un tavolo infarinato e lavora fino a ottenere un composto omogeneo). Fai lievitare per circa un'ora e mezzo e poi riponi il contenitore in frigo, fino al giorno dopo (comunque calcola non meno di 8 ore di freddo!).
Il giorno dopo (o 8 ore dopo), infarina il tavolo da lavoro e stendi a rettangolo il tuo impasto. Versa sulla superficie le olive a rondelle e richiudi, riformando la palla. Fai riposare coperto da un panno per dieci minuti e poi procedi alla formazione dei panini. Tondi, a sfilatino, un'unica pagnottina, fai quello che ti suggerisce la fantasia.
Preparati un piatto con la semola o la farina di mais e rivesti i tuoi panini.
Poni su una teglia rivestita di carta forno e fai riposare per circa un'ora.
A questo punto inforna a 200 gradi, in forno caldo, per circa 30 minuti.
Fai raffreddare e buon appetito!



 
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