22 maggio 2017

Il Bambino Bugiardo



Io non capisco la cattiva abitudine che abbiamo di tradurre i titoli dall'inglese con un unico e semplice criterio ovvero ad minkiam.
Un esempio?
Il famoso film "Tutti insieme appassionatamente" in realtà non ha una virgola in comune con il titolo originale inglese "The sound of music".
Oppure il bellissimo libro di Clara Sanchez " Il profumo delle foglie di limone" si discosta molto dall'originale spagnolo "Lo que esconde tu nombre". In questo caso poi il discorso riguarda anche la copertina italiana che evoca un bel romanzo femminil-sentimentale mentre in realtà è un thriller potente ed evocativo (come sottolineato dalla copertina iberica).
"Il bambino bugiardo"  in realtà non c'azzecca nulla con la trama del libro.  Il titolo originale è The Fire Child e, credetemi, è tutta un'altra storia sotto questo profilo.

L'ho letto in un giorno, sfidando casa, lavoro, cambio di stagione e gatta rompiscatole attaccata alle caviglie. L'ho letto girando il risotto, stirando le camicie, ascoltando una versione di greco di una figlia e la lezione sul buddhismo dell'altra, scrivendo due articoli sugli alibi mentali e giocando con suddetta gatta. Ho reso l'idea?
E' un thriller bellissimo, quello che mi ci voleva per riprendermi dal tradimento. No, non quello di mio marito (si spera😉) ma quello del mio amato Wulf Dorn e del suo ultimo romanzo. Signore della paura, che fine hai fatto?

Per comprendere la trama del Bambino Bugiardo, sedetevi, chiudete gli occhi e immaginate di trovarvi qui:









Le miniere della Cornovaglia, il mare in tempesta, una donna che ha trovato l'uomo della sua vita: vedovo, affascinante, ricco, appassionato e con un bimbo incantevole. Una villa dalle infinite stanze, il profumo dell'estate di questo spicchio selvaggio d'Inghilterra. Bello vero?
All'estate subentra però l'inverno, e con esso la solitudine, la brughiera che riempie i silenzi assordanti, un marito spesso assente, un bimbo che vede e che sente "cose" e una solitudine che scende sotto quelle miniere, sotto il mare e rivela segreti inaspettati. Pagina dopo pagina si assapora, ci si spaventa, si ama, ci si distoglie...e si ritorna.

Il bambino bugiardo è una specie di LSD sensoriale. Cattura i cinque sensi e li restituisce camuffati e confusi. Ti sembra di capire ma ti accorgi che in realtà che non hai capito un bel niente. E questo è il presupposto di un thriller ben riuscito. Ti spiazza, torni indietro, rileggi e ti stupisci.

Non vi svelo altro della trama. Lo spoiler è in agguato e non potrei perdonarmelo. Vi dico solo che se siete amanti del brivido come me, questo libro non potrà non tenervi compagnia nelle lunghe giornate estive.

Sono andata a cercare qualche notizia sull'autore, S.K. Tremayne. Piccolo inciso: è l'autore de "La gemella silenziosa". Ce l'ho da mesi sul comodino, non sono andata oltre le prime trenta pagine. Non perché sia brutto il libro ma perché mi mette profondamente a disagio. Un altro indizio della bravura di questo autore che pare viva nel Devon e sia padre di due figlie. Abile scrittore, collabora con svariati magazine e diamine, lasciatemi dire, ha una fantasia che pagherei oro solo per averne la metà 😊.

Vi lascio con un consiglio.
Bibita dissetante sul tavolino, magari qualche Biscotto al limone (Qui la ricetta) e ascoltate in sottofondo "The Dream Weaver" di Peter Gundry, reperibile su Youtube.



Il bambino bugiardo
S.K.Tremayne
Editore Garzanti Libri
Collana Narratori Moderni
Anno edizione 2017
Pagine 317
Costo versione cartacea 14,47 €
Costo e-book 9,99 €



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14 aprile 2017

Il Baba Ganoush contaminato





Buona Pasqua a chi si crede Carla Cracca
e buona Pasqua a chi non si crede proprio.
Buona Pasqua a chi ha un sogno nel cassetto,
a chi lo ha realizzato,
e a chi lo ha tirato fuori,
gli ha fatto prendere un po' d'aria
e lo ha rimesso dentro.
Buona Pasqua a chi ha il cuore libero,
a chi lo ha occupato,
e a chi non lo vorrebbe proprio un cuore.

Buona Pasqua a chi sarà in compagnia
o a chi sarà solo.
Buona Pasqua a chi maledirà la dieta mancata
e a chi  "da martedì insalate e merluzzo"
Buona Pasqua a chi crede 
e Buona Pasqua a chi non lo sa se crede o no.
Buona Pasqua a me,
a voi
a chi ho amato
a chi amo e  
a chi incontrerò lungo la mia strada.





Oggi vi offro un Babaganoush, il famoso caviale di melanzane tipico della cucina mediorientale.
Questo ha una marcia in più.
E' contaminato.
Da un luogo speciale, il Punjab.
Una ricetta che offro a chi mi ha regalato una chance in più nella vita facendomi viaggiare e dicendomi, ogni volta che magari sbuffavo perché volevo stare con i miei coetanei...apri la tua mente.
Grazie Hans, so che da lassù mi guardi! 


Non sono praticante, credo in qualcosa e forse credo a modo mio, ma ci sono ricorrenze che sento molto.
Spero che la Pasqua sia un'occasione per tutti di comprendere e imparare a conoscere il diverso da noi.
Senza ghettizzarlo, senza mettergli noiose etichette addosso. E per diverso non intendo soltanto nella pelle ...ma diverso nel modo di pensare, di vestire, di amare.

La cucina è un linguaggio universale.
Il mio baba ganoush (anzi non è mio perché è di quel gran pezzo di figliolo di David Rocco) ha incontrato l'India ma anche l'Italia.
Una fusion confusion che vi conquisterà il palato.
Provatelo sul pane, come condimento per la pasta e sognate....sognate un mondo senza confini.
Senza bombe...

Buona Pasqua



BABA GANOUSH DEL PUNJAB

2 melanzane
1 cipolla piccola rossa
20 pomodorini pachino
1 cucchiaino di curcuma
1 spicchio di aglio
zenzero grattugiato
1 peperoncino fresco
1\2 cucchiaino di semi di cumino
prezzemolo o coriandolo fresco
olio sale e pepe

Prendi le tue melanzane e avvolgile nell'alluminio.
Mettile direttamente sul fornello, così, senza nessuna pentola. falle cuocere a fiamma media. Sono pronte quando riuscirai ad infilare una forchetta in tutta la melanzana.
Falle raffreddare.
Prepara un trito di aglio cipolla e peperoncino. Metti in un wok i semi di cumino e tostali velocemente. Aggiungi l'olio e il trito di ortaggi. Fai rosolare. Aggiungi i tuoi pomodorini tagliati a metà e fai ammorbidire.
Apri il cartoccio delle melanzane tiepide e togli la buccia.
Non ti preoccupare se qualche pezzetto rimane nella polpa. Contribuirà a rinforzare il sapore affumicato della melanzana. 
Metti la polpa su un tagliere e cerca di tritarla. Aggiungila nella padella (o wok) e fai rosolare. regola di sale e pepe, aggiungi la curcuma e lo zenzero. Trita il prezzemolo (o il coriandolo fresco) e mescola il tutto.
Fai intiepidire e servilo come antipasto!





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4 aprile 2017

Gli spaghetti di Favignana e la Sicilia che amo


tonno-capperi-acciughe-primi piatti-Sicilia


Un piatto è un viaggio low cost.
Senza disagi, senza bagagli da preparare o disfare in fretta.

Una ricetta è un viaggio mentale, è la tavola apparecchiata che si trasforma in una mongolfiera che accarezza leggera il cielo d'Oriente.

Un sapore è la mia mano tesa verso chi non conosco, verso un granello di sabbia diverso dal mio eppure così intimamente uguale.....

Io non lo so se questa è una ricetta tipica di Favignana. Così è narrato sui miei libri di cucina ma io, a Favignana, non ci sono mai stata.

Lasciatemi sognare però di mangiare su un piccolo tavolo sulla sabbia, immersa nella quiete dell'isola con la brezza della sera che mi scuote capelli e pensieri. 

Lasciatemi sulla Cala Rossa a caccia di improbabili farfalle e idee scomposte come un quadro di Picasso. Fatemi sognare di Ulisse e atmosfere antiche o di sole.

Venite con me, in questo improbabile viaggio alla ricerca di un po' di quel sole caldo e schietto che trovo solo in Sicilia e che trovo solo nei miei affetti che, guarda caso, sono tutti siciliani....


Spaghetti di Favignana

400 grammi spaghetti
3 scatolette di tonno sott'olio
300 grammi pomodori pachino
3 filetti di acciughe sott'olio
2 cucchiai di capperi
finocchietto selvatico
1 cipolla
1 spicchio di aglio
80 grammi mandorle
prezzemolo
burro
olio sale e pepe

Fai tostare le tue mandorle in padella e mettile in un mixer con le acciughe, le mandorle, i capperi e il tonno.
Soffriggi in una padella la cipolla e l'aglio tritati. Appena prendono colore, unisci i pomodorini a pezzetti e regola di sale, pepe e un pizzico di zucchero.
Prendi un'altra padellina e sciogli nel burro (una noce) il tuo pesto di acciughe, mandorle e tonno. Unisci le due salse, e inondale con il finocchietto selvatico e il prezzemolo tritato fai insaporire e poi, una volta pronta la pasta, falla saltare aiutandoti con un po' di acqua di cottura.
Servi ben caldo, con una spolverate di peperoncino se ti piace.








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22 marzo 2017

La frittata senza uova di Marco Bianchi

Una frittata senza uova, con una buona quantità di proteine ma senza grassi saturi? Ce l'ho.

Una frittata adatta anche alle esigenze dei vegani, vegetariani e intolleranti alle uova? Ce l'ho.



Marco Bianchi. ceci, vegan. vegetariano


O meglio, ce l'ha Marco Bianchi nel suo "Un anno in cucina con Marco Bianchi".
Il segreto? 
La farina di ceci!

Io non avevo un buon rapporto con siffatto ingrediente. La annusavo, la scrutavo e la mettevo da parte.
Finché non ho incontrato la mitica FARINATA DI CECI . L'ho cucinata, amata subito e riproposta fìno allo sfinimento.

Da lì è iniziato uno studio, un interesse che addirittura mi ha portato a lavarmi i capelli con suddetta farina.
Storcete il naso?
E' una delle ultime tendenze in fatto di bio e ritorno a quello che madre natura ci ha regalato. Un decluttering cosmetico che a me gusta 'na cifra.

La farina di ceci contiene saponine quindi, semplicemente, lava!! Provate ad addizionarla con un po' di acqua e qualche goccia di Tea Tree Oil. Il cuoio capelluto e le doppie punte vi faranno la Hola, mentre mister silicone farà le valigie, diretto nei mari del Sud.

Ma la farina di ceci nella frittata...ma dai!
Ma sarà buona?
Ma sarà gustosa?
Ma non saprà de..cecio?

L'ho provata e, ahimè, è comparso il cartello, nei vari supermercati della città, con la mia faccia con su scritto: lei non può entrare. Perché svaligiavo scaffali su scaffali di farina di ceci, lasciando i palermitani senza panelle e i liguri senza farinata.

E' buona, ve lo assicuro...anche senza niente.
Io ve la propongo nella versione di Marco, con cipolle e curry, ma in realtà potete infilarci di tutto...no, la pancetta no, è vegana la frittata, santo maiale!
Piselli, carote, broccoletti, fagiolini, asparagi, spezie e dai, quello che avete nel frigo 😉



In questo caso cipolle e curry sono il mammasantissima della frittata di ceci. Ma il curry deve essere di prima qualità e le cipolle beh, provate quelle rosse di Tropea IGP, ne vale veramente la pena. QUI trovate tutte le caratteristiche di tale vanto italico e già che ci siete fatevi un giro nel sito per vedere quante e quali prelibatezze possono essere realizzate sfruttando gli aromi e i sapori tipici della cipolla di Tropea.

Se volete leggere le linee guida per una sana alimentazione vi invito a visitare il Magazine della fondazione Umberto Veronesi , dove troverete altre ricette di Marco Bianchi.
Qui nel mio blog potete reperire alcune sue creazioni come:

Le barrette ai cereali

Le crepes senza uova

Pronti?
Dieci minuti e siete in tavola!

                                           FRITTATA di farina di CECI

1 tazza di farina di ceci 
2 tazze di acqua tiepida
sale
2 cipolle rosse di Tropea
pepe nero
1 cucchiaino raso di curry
olio extravergine d'oliva

Occorre fare due precisazioni.

La prima è relativa alle cipolle. Marco le utilizza crude nel suo impasto. Se la cosa non ti attrae per niente, cuocile prima, per circa dieci minuti, facendole stufare in poco olio e aggiungendo, mano mano, acqua fino a cottura. Falle raffreddare un po' e mettile nell'impasto.

La seconda precisazione riguarda la tazza da utilizzare. Deve avere una capienza pari a 500 ml per circa 4 persone e una padella di 24 cm.

Diluisci la farina di ceci con 2 tazze di acqua tiepida e mescola con una frusta. Io di solito utilizzo il frullatore ad immersione per essere sicura di togliere tutti i grumi della farina.
Aggiungi il sale, il pepe, il curry e un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva. Unisci le cipolle affettate finemente (crude o cotte).
Ungi con l'olio una padella antiaderente e falla scaldare. Versa la pastella di farina di ceci e cuoci all'incirca dieci minuti per lato.
Puoi anche cuocerla in forno come una comune frittata se vuoi!
Servila con un contorno a base di insalata mista (finocchi, rucola, pomodorini, lattughino, qualche oliva e una manciata di noci).



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