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14 febbraio 2017

I pici con le molliche e la rivoluzione delle 'ntamate




pane raffermo-Toscana-pici

Bionda con occhi grigio topo.



Mediamente alta verso il basso.



Mediamente sorridente.



Mediamente malinconica.



A guardarla bene l'espressione ricordava quella di una gallina, tipo Rosita, quella del Mulino Bianco. Gli occhietti roteavano ingenui, la testa si chinava a dir di si. Al marito, al padre, alla madre, al cane, al gastroenterologo e al direttore della banca dove lavorava.
Non prestava molta cura all'abbigliamento. Grigetto con una naturale inclinazione verso lo scozzese sbiadito.
Letizia, il suo nome.

Beffa del destino.



Io la guardavo sconcertata ogni volta. Non riuscivo a capire come riuscisse a non prendere mai una decisione, un colpo di testa. Che so, un tuffo in mare il 12 di marzo. Cosi tanto per dimostrare a se stessi che la follia è un abito colorato.
Conduceva la sua vita a piccoli passetti adoranti. I figli, un maschio e una femmina, avrebbero fatto incazzare di brutto anche la Montessori. Avidi, prevaricatori. Ma lei faceva finta di nulla. E sopportava con quella schiena sempre più china, sempre più curva. Le malelingue dicevano che la gobba si accentuava al crescere delle corna che il marito puntualmente le metteva. Con la vicina ,con l'insegnante di pianoforte, con la fioraia e voci di corridoi azzardavano pure con la suocera.




Ma di questo non ho prova e non vi racconterò.



Lei sapeva?
Noi pensavamo tutte di no.
Almeno fino alla sua sparizione.
Scomparsa, cosi, di punto in bianco, dalla sera alla mattina. Volatilizzata come se non fosse mai esistita. Ad allarmarsi fu proprio il gastroenterologo. Ora, a dirla tutta, noi avevamo sempre pensato che Letizia avesse preso tale medico come il suo confessore. Ci andava ogni mese, sempre un giorno dispari e sempre con largo anticipo.  "Non si sa mai" diceva lei.

 "E' fusa "pensavamo noi.



Del resto, c'era chi aveva il personal trainer, il personal coach, lei aveva il personal gastroenterologo. Che poi era proprio "personal", visto che venimmo a sapere che durante le visite tutto le controllava tranne le condizioni della cistifellea.



Rimanemmo sconvolti.



La cara e grigia Letizia con i suoi abiti scozzesi sbiaditi in realtà era una panterona gaudente.
Non è stata più trovata.
Ora, mi piacerebbe raccontarvi che il marito e i figli si consumarono come candele al pensiero di questa mamma e moglie scomparsa.
Il simil-lutto durò tre mesi appena. I ragazzi andarono via di casa e il marito si diede alla caccia di vedove facoltose.
L'unico pensiero che mi consola è che pare l'abbiano vista a bordo di una Harley, vestita di pelle nera e borchie, avvinghiata alle spalle di un baldo giovane muscoloso.
Ciao 'ntamata!

'Ntamata è un termine palermitano che sta ad indicare una persona perennemente rintronata, addormentata, passiva. A me piace pensare che molte volte, dietro un aspetto compassato,ingenuo e rinco.... si nasconda una furia!





Oggi un piatto della mia terra semplice e buono: i pici con le molliche. Ve li propongo in una versione eretica, che si discosta dalla versione ufficiale per la presenza dell' aglio e del peperoncino.

Questa ricetta è un sistema economico e gustoso per recuperare il pane avanzato!



PICI CON LE MOLLICHE


500 grammi di pici
300 grammi di mollica di pane raffermo, secca e sbriciolata
olio
parmigiano o pecorino
aglio e peperoncino

In una casseruola soffriggere uno spicchio d'aglio e un po' di peperoncino . Aggiungete le molliche di pane e fatele tostare, rimestandole con un mestolo per evitare che si formino delle briciole piccole. Una volta cotta la pasta, versate tutto nella casseruola, aggiungete il parmigiano a fate saltare per qualche minuto.






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6 novembre 2016

I panini alle olive e le mail dementi

Il pane appena sfornato riempie la casa di un profumo unico e inconfondibile. I panini alle olive sono piccoli scrigni preziosi, semplici da preparare, ma così ricchi di sapore da stupire a ogni morso.




 Vi capita mai di ricevere mail sceme?
A me si. 
Ogni tanto, per fortuna.
In questi giorni in cui sono stata assente dal blog per lavoro, ne arriva una molto curiosa.
Il succo era più o meno questo: chi te lo fa fare a proporre ricette di altre blogger? Non è controproducente?




Si, è molto controproducente.
Per i miei fianchi, innanzitutto.
Per la culotte de cheval, che più de cheval assomiglia a de maial, ormai.
Per le sinapsi, perché magari mentre lavoro, con la testa sono alla lista degli ingredienti da comprare.




Controproducente?
Un rapido calcolo. 
Quante ricette vengono proposte dalle blogger ogni giorno? E quante di queste ricette, validissime, rischiano di annegare nell'oblio?
Siamo oneste: basta fare due foto in croce, scrivere un testo con quattro parole incomprensibili che a confronto, il cruciverba di Bartezzaghi è un abbecedario, per definirsi foodblogger?


Non sono polemica, solo pratica.
Per questo ogni tanto penso sia necessario fermarsi e guardare oltre il proprio naso, anzi oltre la propria ricetta.
Con la mia smania di condividere ho conosciuto persone bellissime, alcune addirittura oltreoceano, e ho contribuito, nel mio piccolo, a fissare nella memoria culinaria piccole perle.

Quindi, oggi, manco a farlo apposta, vi rifilo la ricetta di una persona tra quelle a me più care.
I panini alle olive di Terry (che in realtà non sono panini i suoi, ma bastoncini), sono una scoperta sensazionale. Semplici, morbidi e profumati, hanno quell'aspetto così rustico e dorato da conquistare lo sguardo e il palato, per non lasciarlo più.

Preparateli la sera, come suggerisce Terry e cuoceteli la mattina.
All'ora di pranzo, soprattutto la domenica, sarà meraviglioso condividere con i vostri cari, un'atmosfera serena e calda. Una piccola oasi, un fermo immagine contro il logorio della vita moderna.

panini-olive-lievito-farina mais-semola




PANINI alle OLIVE


485 gr farina
15 gr fiocchi di patate
260 millilitri di acqua tiepida
30 ml olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale fino
2 gr lievito di birra
1 cucchiaio di zucchero

farina di semola di grano duro o farina di mais  per rivestire il pane
150 gr olive verdi denocciolate

Nella planetaria metti l'acqua, lo zucchero e il sale. Mescola per far sciogliere gli ingredienti. Unisci l'olio, la farina, i fiocchi di patate e per ultimo il lievito. Fai andare le fruste fino a incordare l'impasto (se lavori a mano, metti gli ingredienti su un tavolo infarinato e lavora fino a ottenere un composto omogeneo). Fai lievitare per circa un'ora e mezzo e poi riponi il contenitore in frigo, fino al giorno dopo (comunque calcola non meno di 8 ore di freddo!).
Il giorno dopo (o 8 ore dopo), infarina il tavolo da lavoro e stendi a rettangolo il tuo impasto. Versa sulla superficie le olive a rondelle e richiudi, riformando la palla. Fai riposare coperto da un panno per dieci minuti e poi procedi alla formazione dei panini. Tondi, a sfilatino, un'unica pagnottina, fai quello che ti suggerisce la fantasia.
Preparati un piatto con la semola o la farina di mais e rivesti i tuoi panini.
Poni su una teglia rivestita di carta forno e fai riposare per circa un'ora.
A questo punto inforna a 200 gradi, in forno caldo, per circa 30 minuti.
Fai raffreddare e buon appetito!



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25 settembre 2016

Il Panfocaccia eretico

Il pane perfetto per una perfetta Desperate Housewive. Fatto in casa, morbido, saporito e pure veloce.





pane-fatto  incasa-morbido-saporito-veloce




Lo so.
Il pane fatto in casa avrebbe bisogno di tanta pazienza e poco lievito.
Mani in pasta, silenzio e attesa.
Ma le scorciatoie sono fatte proprio 
per essere prese.
Se come me vi siete trovate nel mezzo di una domenica
che il buon pan era smarrito, questa 
è la ricetta per voi.

A volte basta poco. Un piccolo trucco per scendere a patti con l'anima da casalinga perfetta stile Doris Day e la Carrie di Sex and the city.

E' una condizione tutta al femminile quella di tentare di essere perfetta in ogni campo. Ma la cilecca, mie care signore, ci attende dietro l'angolo, spalmata sulla tenda della doccia come il coltello di Norman Bates in Psyco.


Io cilecca la faccio spesso. E non vi tirerò in ballo il fatto che in questo periodo io stia lavorando tantissimo.
Macché.
La defaillance ci accoglie tutte, inquiete casalinghe o manager quotate.

Siamo donne, oltre la cucina c'è di più.


La cilecca che mi mette più ansia?
Il dimenticare il pane.
Mio marito ha due fissazioni: pane e acqua.
Oh my God, detto cosi sembra un galeotto agli arresti domiciliari!
La mancanza del pane a casa è al primo posto, insieme al tradimento, nella sua personale lista di motivi per addebitarmi la separazione.



Il PanFocaccia è una delle soluzioni a portata di mano. Vi basterà impastarlo la domenica pomeriggio per portarlo in tavola la sera. E' un po' pan un po' focaccia. Un po' comprimario un po' protagonista.
E' eretico e anarchico quel tanto che basta a rendermelo simpatico. E poi è il riassunto della cucina primordiale: olioacqua, latte e vino.
La prendiamo questa scorciatoia mie care desperate housewives?


La ricetta del Pan Focaccia



Ingredienti:

250 gr farina 1

250 gr farina 0

1 bustina di lievito liofilizzato

200 /220 ml di acqua tiepida

100 ml di un mix fatto di vino bianco secco e latte

1 cucchiaio raso di sale

1\2 cucchiaio di zucchero

3 cucchiai di olio extravergine




Tre precisazioni prima di iniziare.

Potete usare qualsiasi tipo di farina, anche la manitoba o la 00. Dosate il latte e il vino come più vi piace. Quindi potete utilizzare, ad esempio, 50 ml di vino e 50 di latte, oppure abbondare più di un ingrediente e meno dell'altro. L'importante è che si arrivi sempre a 100 ml. La dose della farina è indicativa. Potrebbe servirvi qualche grammo in più , ogni farina assorbe una quantità di liquidi diversa.

Sciogliete nell' acqua tiepida il sale.
Su un tavolo da lavoro infarinato mettete la farina a fontana e fate un buco al centro. Unite il mix di vino e latte e lo zucchero. Iniziate ad impastare, aggiungendo il lievito e l'olio .Unite mano mano l'acqua. Fermatevi quando l'impasto sarà omogeneo, uniforme e facile da lavorare senza essere eccessivamente morbido.
Fate lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio del volume (ci vorrà all'incirca un'ora e mezzo).
Riprendete l'impasto ,lavoratelo brevemente e mettetelo in una teglia ben oleata.
fate lievitare per venti minuti.
Spennellate la superficie con dell'olio extravergine, aggiungete qualche chicco di sale grosso è qualche aghetto di rosmarino (se vi piace) e infornate in forno caldo a 200 gradi.
Fate cuocere per circa trenta minuti e controllate che sia completamente freddo prima di tagliarlo.



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27 luglio 2016

Hawaiian Bread Rolls






Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


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4 aprile 2016

I Panitos e ammazza ammazza..è tutta una razza





Tutto il mondo è paese.
Una frase fatta ma che porta con sé una grande verità, soprattutto in cucina.
Prendete questi panitos.
Provengono da un blog spagnolo, Questo. Adoro curiosare nelle cucine degli altri paesi, nei blog che parlano lingue diverse dalla mia.
Diversi ma in fondo cosi uguali perché sotto questo cielo siamo solo uomini.
Perché la cucina è un po’ come l’essere umano.
Sangue , organi, cuore.
Funzionano nella stessa maniera, a qualsiasi latitudine.
Nero bianco o giallo. Il cuore batte tanto quanto.
Poi interviene la peculiarità. Un occhio celeste, un capello biondo, una pelle diversa dalla mia.
Cosi è la cucina.
Il sottofondo è fatto dagli stessi ingredienti.
Acqua, farina , sale.
Come un cuore, un fegato o un polmone.
E poi c’è la spezia che non conosci, l’aroma, il frutto che non sai che crea il diverso.
Come un occhio, un colore di pelle, una lingua.
E quello che assaggi è quello che conosci con qualcosa in più…
Questi panitos assomigliano terribilmente allo gnocco fritto. Quasi gli stessi ingredienti, due le differenze.
L’assenza di grasso ( nello gnocco c’è lo strutto ) e la presenza di spezie ed erbe aromatiche.
Io ho aggiunto una cosa che ho imparato ad utilizzare grazie al Condominio del mio cuore :
Il pomodoro secco tritato ( le mie amiche lo utilizzano in questa maniera)
Qui ci sta proprio bene.
Esalta ancora di più gli occhi scuri e mediterranei di questo cugino dello gnocco.
E credetemi…anche lui è uno gnocco da paura!


PANITOS

300 grammi di farina
½ cucchiaio raso di sale
1 cucchiaio di zucchero
10 grammi di lievito di birra fresco (o 4 grammi di quello liofilizzato)
150 / 200 millilitri di acqua tiepida
Mix di spezie ed erbe aromatiche tra cui: paprika, origano, pepe nero, pomodori secchi tritati leggermente


Puoi utilizzare qualsiasi strumento: planetaria, mixer o mani ^_^
Nella ciotola versa la farina, il sale e lo zucchero. Mescola con un cucchiaio.
Unisci le spezie , i pomodori secchi tritati (asciugati dall'eventuale olio), l’acqua e il lievito ( se utilizzi quello fresco, scioglilo prima con un po’ dell’acqua prevista).
Inizia ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo .
Fai lievitare in un luogo tiepido per circa un’ora e mezzo.
Riprendi il tuo composto, stendilo e ricava tanti piccoli panitos ( tondi o triangolari).
Falli lievitare per un’altra mezz’ora.
Friggili in olio bollente e servili cosparsi di sale ed erbe aromatiche a piacere

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2 giugno 2015

Il Paneer e il Cheese Naan ovvero facciamo il formaggio a casa!

Il Paneer


Il Cheese Naan (pane farcito al Paneer)

Facciamo un viaggio low cost.
Non guasta in tempi come questi.
Un bagaglio a mano leggero e poco costoso.
Un cartone di latte e due gocce di limone.
E se volete un pò di sale.
Tutto qui.

Povero il bagaglio, ammaliante la meta.
L'India.
Chiudete gli occhi e immaginate sari colorati, il profumo del curry e del cocco.
Il rumore del Gange, il silenzio delle vette innevate.

E donne intente a cucinare .
Oggi vi propongo uno dei formaggi protagonisti della cucina indiana:il Paneer.

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28 gennaio 2015

Irish Soda Bread con la sorpresa-parte seconda







L'avete fatto l'Irish Soda Bread di cui abbiamo parlato ieri QUI ?
Si,?
Brave.
No?
Allora scendete di corsa e andate ad acquistare una bella forma rotonda di pane . Di quelle non molto grandi.
Si parte con la seconda parte del post di ieri.

Una di quelle ricettine belle simpatiche che piacciono tanto alla sottoscritta. Veloci, economiche, facili.
.
Quelle ricettine che mi consentono di trascorrer la giornata senza l'ossessione del trita, impasta ,sbatti e cuoci.

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27 gennaio 2015

Irish Soda Bread -parte 1





L'Irish Soda Bread è quel pane che non ti aspetti.
Rapido, veloce, con degli ingredienti forse poco ortodossi per un pane.

E allora ci provi a farlo, con un occhio all'impasto e con la bocca che dice "Secondo me st'irlandesi non lo sanno proprio cosa vuol dire pane".

Ecco, le ultime parole famose.
La mia superbia è stata punita dalla riuscita di questa piccola pagnotta.

Alla faccia mia e del lievito madre.

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9 settembre 2014

La Pasta Magica o Milleusi, una soluzione per tutto



A volte ci si imbatte in blog sperduti ai quattro angoli del mondo.
Magari piccini ma pieni di ottime idee.

A me capita spesso e soprattutto ci arrivo cercando tutt'altro.
Del tipo che cerco notizie sull'usignolo del Uzbekistan  e trovo invece come si costruisce un cesto di vimini con gli alluci.

Ecco, tanto per intenderci.
Stavolta mi sono imbattuta nel blog di Darna. Un piccolo luogo di ritrovo marocchino che non viene aggiornato più da mesi.

L'occhio mi è andato su due paroline magiche "pate magique" ovvero la pasta magica.
Due parole inflazionate nel nostro mondo culinario (ve lo ricordate il tormentone della torta magica?) ma che comunque incuriosiscono più di un buco della serratura da sbirciare.

Iniziamo col dire che il nome è altisonante. Di magico non c'è nulla.
Piuttosto la definirei versatile e milleusi.

Perchè con un impasto ci si fanno un sacco di cose.
Dolci e salate.
Ecco, la particolarità è tutta qui.

Ho realizzato il pane.
Le ciambelle zuccherate.
Le pizzette.
Le bombe ripiene.
I calzoni.

Viene tutto bene.
Raddoppiando le dosi dell'impasto avrete una cena completa. Pizza, calzoni e ciambelle .
Oppure un pane delizioso e fragrante.

Ho anche congelato quest'impasto e tirato fuori all'occorrenza per delle cene o delle voglie improvvise.
Per questo mi sento di dire che è proprio l'asso nella manica da tenere a disposizione nel freezer.
Basta scongelarlo, farlo lievitare un pochino e dar via alla fantasia!

Ho modificato qualche dose rispetto alla ricetta originale.
Ho tolto il latte in polvere che qui non riesco a trovare e l'ho rimpiazzato semplicemente con del latte.
Ho aumentato le dosi del sale per dare una marcia in più e renderlo adatto ai vari impasti.

Vi va di provarla?






PASTA MAGICA O MILLEUSI

500 gr farina
30 gr burro morbido
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio di zucchero
1\2 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di lievito di birra
180 \200 ml acqua tiepida

Su un piano infarinato mettete la farina a fontana e inseritevi tutti gli ingredienti.Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.Per quanto riguarda le dosi dell'acqua io ho dovuto leggermente aumentarle perchè il mio impasto lo richiedeva. Voi regolatevi aggiungendola mano mano.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo mettetelo a lievitare fino al raddoppio.(se utilizzate una macchina per il pane , utilizzate la funzione impasto e lievitazione).
Ci vorranno all'incirca un'ora e mezzo, due ore.
A questo punto non vi resta che realizzare qualsiasi preparazione dolce o salta suggerita dalla vostra fantasia!!

Particolare dell'impasto:





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15 maggio 2014

Il pane casareccio delle Simili ovvero come ti faccio il pane e te lo riciclo pure !!





Oggi siamo slow.

Il dizionario dice che slow in primo luogo vuol dire fiacco,stanco.
Il che potrebbe anche darsi visto che è giovedi e le fatiche della settimana noi donnine ce le sentiamo tutte sulle spalle.Mamme e non,nonne,zie,sorelle,impiegate,commesse,cantanti,colf,ballerine di lap-dance e insegnanti.
Avremo diritto di essere slow a fine settimana ...o no?

Però a dire il vero mi piace di più l'altro significato.
Lento.
Una parola che applicata a questo blog sembra un'eresia, ma anche a me ogni tanto piace fare le cose lunghe,soprattutto quando in vista del fine settimana tendo a rallentare attività cerebrale e cardiaca..

E allora che sia pane,oggi.
Il pane che sa di casa.
Il pane che la sera prima devi metterti a preparare.
Il pane che lo impasti,lo sbatti sulla spianatoia e per magia assume le sembianze della suocera ,del marito,della lattaia e perchè no,magari dell'amante o degli amanti perchè "two gust is megl che one".E allora lo prendi,lo sbatti,gli dai i pugni e lo insulti sciorinando un repertorio che farebbe impallidire qualsiasi scaricatore di porto.
Perchè a volte preparare il cibo equivale ad una bella seduta di psicoterapia.
E una seduta si sa.
E' lenta.
Ci si impiega tempo.

Quindi pane casareccio.
Pane delle sorelle Simili.
Una garanzia.
Provatelo.
Le vostre papille gustative le ringrazieranno.
E anche la vostra psiche.


Però siccome sono sempre io ,oltre lo slow c'è anche il fast.
E quindi se casomai vi avanzasse del pane vi metto pure una ricetta di quelle cosi semplici ma cosi buone che d'ora in poi il pane ve lo farete avanzare apposta!
Pronte? Via!

PANE CASARECCIO DELLE SORELLE SIMILI

Ricetta base

fondo:

50 gr farina 0
25 gr acqua
2 gr lievito di birra

Mettete la farina in una tazza,fate una piccola fontana al centro nella quale metterete il lievito e l'acqua.Formate un piccolo impasto.Coprite con un piatto e fate lievitare per tutta la notte (8-10 ore)

impasto:

300 gr farina
130 gr acqua
10 gr lievito di birra
15 gr strutto
15 gr olio (oppure 30 ml se non si vuole utilizzare lo strutto)
5 gr sale

Fate la fontana.Mettete al centro il lievito di birra previsto più il fondo creato la sera prima.Versatevi sopra l'acqua e riducete il tutto ad una poltiglia.Unite il resto degli ingredienti.Amalgamate bene fino ad ottenere un impasto consistente.Battetelo varie volte,anche con il matterello,finchè la superficie sarà ben liscia.Dategli la forma che desiderate ,disponetelo sulla teglia,copritelo con carta forno bagnata e strizzata.
fate lievitare per almeno un'ora in un luogo tiepido.Accendete il forno e portatelo a 220 gradi.
Infornate il pane e abbassate subito la temperatura a 200 gradi e cuocete 10 minuti.Abbassate ancora a 180 gradi e cuocete per un 'altra mezz'ora circa.


E come ti riciclo il pane:

TORTINO DI PANE

pane raffermo
2 mozzarelle (o altro formaggio acquoso)
1 grappolo di pomodorini
basilico
origano
pepe
sale e olio 
eventualmente avanzi di salumi

Tagliate a fette il pane avanzato.
Sistemate in una teglia un primo strato di fette.
Ricoprite con la mozzarella sfilacciata a mano ,i pomodorini ed eventuali salumi.Fate un leggero giro di olio,spolverate di sale,pepe,origano e basilico.
Fate un altro strato di pane e procedete come descritto prima,fino ad esaurimento di tutti gli ingredienti.
Passate in forno caldo per un quarto d'ora circa e fate gratinare per cinque minuti.
Semplicissimo,economico e gustoso!!



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14 aprile 2014

Il Pane del cafone e ops...ho finito le fette

Una fetta la regalo alla gentile nonnina che in assetto da guerra (farebbe impallidire anche Rambo) ti si piazza a lato,digrigna la dentiera,ti dà una gomitata sulla bocca dello stomaco e ti sorpassa nella fila.

Un'altra fetta la regalo a quella segretaria alla quale devi spiegare l'ABC della tua richiesta con annessi disegnini esplicativi della materia...per poi sentirti dire:"ma lei non si sa spiegare!".
Non è che forse sei te che non capisci una benemerita zucchina?

Un'altra la regalo a chi per sentirsi un gran figo dice due parole e ottanta imprecazioni perchè va di moda.

Un'altra la regalo alla mutanda di Calvin Klein che occhieggia dalle terga di brufolosi adolescenti.
Perchè se suddetta mutanda spunta dal di dietro di Johnny Deep ha il suo perchè...ma vedersela sbattuta ovunque e senza tregua mi dà un pò noia.

E poi un'altra fetta la regalo agli emotivamente stitici,a quelli che pensano di manipolare gli altri perchè concentrati solo sui propri obiettivi.

Un'altra fetta ancora a chi pensa che le parole "Grazie" "Scusa " e "Buongiorno" siano beni di lusso per cui meglio non dirle,hai visto mai dovesse schizzare in alto il redditometro.

Un'altra fetta ancora....ops ho finito il pane.
I cafoni invece,quelli veri,ce ne sono a migliaia!Quanto pane dovrò sfornare? ^_^

Buon lunedi amiche care.
Oggi vi presento una ricetta semplice ma buona veramente.Non è ovviamente quella classica del pane cafone.
Proviene direttamente dalla "Una taverna per Loro",un delizioso locale situato a Loro Piceno ,in provincia di Macerata.
La loro ricetta è un compromesso moderno tra il gusto di oggi e le usanze più tradizionali delle campagne maceratesi.(cit:"Le Ricetta d'Oro delle Osterie e Trattorie del Mangiarozzo").

Rispetto la ricetta originale ho allungato i tempi di lievitazione,ottenendo un pane morbido,leggero e senza quegli odiosi effetti tipici del lievito di birra.In più ho aumentato la dose della semola per ottenere un effetto più rustico.

Non spaventatevi per i tempi lunghi,basta organizzarsi.Per portare a tavola a mezzogiorno questo pane,basta impastarlo verso le 21 della sera precedente.Seguitemi che vi spiego per bene !

Pane del cafone

350 gr farina 0
150 gr semola di grano duro
250/300 ml acqua tiepida
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di sale
1\2 bustina lievito secco


Impastare tutti gli ingredienti (tenendo il sale per ultimo).Lavorare energicamente il composto per una decina di minuti.Prendere un contenitore capiente,ungerlo di olio e sistemarvi l'impasto.
fatelo lievitare per tutta la notte,al riparo da spifferi e correnti.
Al mattino riprendere l'impasto,lavorarlo brevemente e dargli la forma voluta,avendo l'accortezza di praticare dei tagli sulla superficie. Spolverarlo con un pò di semola e farlo lievitare ancora per due,tre ore.
Infornarlo a forno caldo (massima temperatura) e dopo una decina di minuti abbassare la temperatura a 180\200 gradi.Continuare la cottura per una mezz'ora circa.Il pane dovrà risultare dorato e croccante.









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29 maggio 2013

Serendipity Bread ovvero il pane che non ti aspetti

Serendipity.
Un termine inglese bellissimo.
L'attitudine a fare scoperte impreviste e insperate.
L'arte di imbattersi in qualcosa mentre si stava cercando altro.O la capacità di arrivare alla fine di un percorso e rendersi conto che si è stati in realtà protagonisti di fortunate circostanze.La sensazione che proprio lì dovevamo arrivare.O che proprio quella persona dovevamo conoscere.
E' la capacità di guardare a ritroso la propria vita e rileggerla in questa chiave.
Questo è il Serendipity Bread.L'autrice cercando altro si è imbattuta in questa ricetta.Guardava gli ingredienti.Beh forse un pò strani.C'è la ricotta e che c'azzecca la ricotta con l'impasto per il pane?.E la forma?Brutta!Singoli panini con un pomodorino sopra..La salva lo stesso e non sa perchè e la dimentica.
Poi a casa si rende conto di avere della ricotta da consumare.E allora prova quell'impasto.Lo guarda dubbiosa.No,i panini no.Una bella forma singola.Prova un triangolo,le dice il marito scherzando.
Il triangolo no?il triangolo si.Perchè il triangolo in realtà è uno spicchio.E allora che triangolo sia.
E il pane che ne esce fuori è carino da vedere.Sei spicchi uniti eppure divisi.Un pane che è un trionfo di morbidezza e mollica.
Io non cercavo la ricetta di un pane.Cercavo un dolce tedesco.Ero in un blog tedesco a cercare di capire dosi e modi.Un clic inavvertito del mouse e  mi si apre la pagina di quest'autrice.Porca paletta,la mia espressione.Poi vedo la foto e il titolo : Serendipity Bread.Mi incuriosisco,leggo,traduco e faccio fuori anche io la mia ricotta.
Non lo cercavo,l'ho trovato per caso.Il risultato sorprendente.Un pane profumato ,morbido.ottimo da solo ma anche degno e fedele compagno di salati e dolci .
Serendipity.Che sia un pane,una cosa,un evento o una persona.A volte dall'imprevisto nascono gli eventi più belli.
O i rapporti più belli e duraturi.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta Panissimo organizzata da Sandra e Barbara


Serendipity Bread (Thinks we make)

Ingredienti secchi:

500 gr farina
1 bustina di lievito di birra
1 cucchiaio di miele(o malto o zucchero)
sale 1/2 cucchiaio

Ingredienti liquidi:(in totale devono raggiungere i 350 ml):

150 ml acqua calda
3 cucchiai di ricotta
3 cucchiai di olio di oliva (Olio d'oliva Dante arricchito con vitamina D)
latte (quanto basta per arrivare a 350 ml)

Su un piano infarinato mettere a fontana gli ingredienti secchi.prendere un contenitore graduato e procedere in questa maniera.Metterci l'acqua calda e i 3 cucchiai di ricotta.dare una mescolata per sciogliere il formaggio.Unire l'olio d'oliva e tanto latte fino ad arrivare alla tacca dei 350 ml.A questo punto versare il liquido cosi ottenuto nella fontana di farina ( ora lo so che pensare a questo composto con la ricotta sciolta non è molto invitante,ma fidatevi che proprio questo darà un'estrema morbidezza al pane).Impastare.Se il composto dovesse risultare troppo appiccicoso unire altra farina.nel caso in cui risultasse invece un pò duro unire altro latte.Impastare fino ad ottenere una consistenza morbida e liscia e far lievitare fino al raddoppio.Riprendere l'impasto,rilavorarlo brevemente e tagliarlo a spicchi (se volete altrimenti dategli qualsiasi forma).mettete gli spicchi nella teglia di cottura unendoli per il vertice e far lievitare per un'altra mezz'ora.Io li ho lasciati così.Una gustosa variante invece è quella che prevede lo spennellarli con un tuorlo sbattuto e poi cospargerli di semini vari:sesamo,papavero,girasole.
Infornate a 180 gradi per una mezz'oretta.


Il particolare della fetta,bella "mollicosa"!



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23 maggio 2013

Pane alla maniera degli Shakers

Questo è un tipico arredo Shakers:


E questi sono i tipici Shakers:



Cosa vi viene in mente guardandoli?A me il niente.Ma nel vero senso della parola.Guardateli.Nessuna concessione a frivolezze nè nell'arredamento nè nell'aspetto.L'essenziale ridotto all'osso.Siamo nella prima metà del diciottesimo secolo.Il gruppo è una costola dei quaccheri che si trasferisce nell'America settentrionale.
All'epoca contavano numerosi seguaci e 25 villaggi rurali.
Oggi ne sono rimasti solo tre.
Volete sapere perchè?
E GRAZIE AL CAPPERO!!!
Sapere qual'era la loro principale caratteristica?Questa espressione nei confronti dell'altro sesso e del sesso in generale:
Celibato e rifiuto assoluto del matrimonio.Sesso solo se necessario ai fini della procreazione..ma se non procreiamo è anche meglio!E ci si stupisce che siano quasi estinti? ^_^
Ho incontrato questo pane per caso,leggendo Pain di Judith Fertig.Un pane la cui ricetta veniva tramandata nei villaggi shakers.Un pane buonissimo fatto con il latticello.
Ora,io il latticello qui non lo trovo,manco se lo evoco con una seduta spiritica con tanto di medium delirante al seguito.
Quindi l'ho fatto col sostituto ufficioso (metà latte,metà yogurt,un limone e dieci minuti di attesa).Il risultato?un pane buono ,soffice ,adatto ad accompagnare sia salati che dolci.
Un'ultima curiosità:lo sapevate che gli Shakers proibivano ai loro adepti di annusare e mangiare il pane caldo appena uscito dal forno?pensavano che fosse uno dei sapori più inebrianti e sensuali al mondo,di un'intensità tale da condurre al peccato !Ovvero il pane meglio del Viagra!
(ricetta originale Judith Fertig e les gourmandises de isa)
Con questa ricetta partecipo alla raccolta Panissimo organizzata da Sandra e Barbara!



Pane alla maniera degli Shakers

500 gr farina
1 bustina di lievito di birra
1/2 cucchiaio di sale fino
125 ml acqua calda 
250 ml latticello
1 cucchiaio di miele (mia aggiunta)

In una spianatoia miscelare tutti gli ingredienti secchi ed aggiungere poi gli umidi.Cominciare ad impastare fino a che tutti gli ingredienti si saranno inumiditi.A questo punto mettere la pasta ottenuta in una insalatiera capiente e portarla dai lati verso il centro 40 volte (lo dicono loro mica io eh!).la pasta dovrà essere abbastanza appiccicosa.A questo punto mettetela a lievitare fino al raddoppio
Trascorso questo tempo,riprendetela e cercando di maneggiarla il meno possibile mettetela in uno stampo (l'ideale sarebbe quello da plum-cake,io non ce l'ho messa).Lasciare riposare per altri 40 minuti coperta da un canovaccio.Preriscaldare il forno per una decina di minuti avendo l'accortezza di inserire all'interno un contenitore metallico pieno di acqua fredda.Munitevi di uno spruzzino pieno di acqua fredda.Inserite lo stampo con l'impasto,spruzzate un pò di acqua per il forno e iniziate la cottura a 180 gradi.Ripetete lo "spruzzo" per altri due -tre volte al fine di far cuocere il pane in un ambiente con la giusta umidità.
Dopo una mezz'oretta circa il pane sarà pronto!



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