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26 agosto 2016

La confettura in otto minuti

ciliegie-frutti

La marmellata è il pomo della discordia a casa mia.
Io le adoro tutte, ma proprio tutte eh.
Mele, pere, fragole, albicocche, mix tra i vari frutti.
Tutte, ma proprio tutte.
Tranne una.
Quella di ciliegie.
E guarda caso è l'unica che mangia mio marito e l'unica che io guardo come se fosse uno strano insetto della catena degli Appalachi.
Davanti lo scaffale del supermercato durante i primi mesi di matrimonio si sono consumati drammi degni del miglior Kramer contro Kramer.
Sbuffi, occhi alzati al cielo, commessi in soccorso a fare da intermediari familiari
La maggior parte delle volte tornavamo a casa senza averne presa nessuna



.
Cara prendiamone una che piace a te.
Ma no amore tu mangi solo quella
Ma non fa nulla.

Prenderne un barattolo a testa?
Le mie cavallette alias figlie ancora non erano nate , noi stavamo poco a casa e le marmellate aperte avrebbero rischiato di attaccarsi al frigo come l'Attak sulle dita.

Il problema fu presto risolto in questa maniera.
La marmellata di ciliegie la compriamo e le altre me le faccio da sola 
Ho resistito all'incirca una settimana, poi ho chiuso pentole zucchero e pectina in fondo al cassetto e mi sono data all'ippica, no volevo dire alla Nutella.

Perchè parliamoci chiaro, preparare la marmellata alias confettura è 'na gran palla.
E sbuccia, e taglia, e pesa.
E metti in pentola, e gira, e ti bruci, e fai la prova del piattino .
E sterilizzi i barattoli, e ci metti la marmellata, ti aribruci, chiudi e capovolgi i barattoli.
E aspetti.
E poi arriva la suocera che ti dice ma il botulino lo conosci?
No, non ho mai avuto il piacere.
Eeeee è pericoloso eh, basta un niente, basta un barattolo che non fa plop quando lo apri.
E acchiappa i tuoi barattoli e vedi se fanno plop.
Ma cosi li hai aperti tutti .
E allora minimo minimo la muffa gli viene, senza scomodare il signor botulino.

E allora ritorni al supermercato e te la compri sta benedetta marmellata.
Ma una volta che hai provato quella casalinga quella industriale ti fa l'effetto de 'na chilata de zuccchero mandata giù a cuore aperto.

E che zucchine.
Poi però arriva Terry che scrive su Fb le meraviglie della marmellata in otto minuti.
Io mi fido di Terry e mi precipito a guardare.
E trovo che lei l'ha presa dal mitico ZIO.
Ho bisogno di altre garanzie?
Due su due.
Io sto a posto cosi.
E la provo.
E mi piace.

Perchè sa di frutta.


Perchè in otto minuti è pronta.
Perchè posso fare dei mini vasetti che consumo nel giro di due giorni (salvo aumentare le dosi in proporzione se magari voglio preparare una crostata).


Perchè posso sperimentare, comporre, unire a mio piacimento i vari frutti.
E' economica.
E' sana.
E' ormai la mia ricetta!




Se siete delle marmellate addict provatela non ve ne pentiterete

(quella che vedete in foto l'ho realizzata con mele,pere e una spolverata di cannella)

(n.b- in questo post sono state volutamente saltate e annebbiate le varie differenze tra marmellata e confettura, visto che nell'uso quotidiano utilizziamo sempre il termine marmellata e voglio sentirvi dire: Mi preparo un panino burro e confettura :-)

Per i puristi e gli attaccabrighe marmellatari preciso che:

-siamo in presenza di marmellate solo se prodotte con qualsiasi tipo di agrume, nella ragione di: 1 chilo di marmellata deve avere almeno 200 grammi di agrumi (di cui almeno 75 grammi provenienti dall'endocarpo) come da Dlgs 50/04

-la confettura, pur se simile nella consistenza e nella struttura, è preparata esclusivamente con gli altri tipi di frutta)





CONFETTURA IN OTTO MINUTI

250 grammi di frutta al netto degli scarti
80 grammi di zucchero
succo i mezzo limone



Metti la frutta in una larga padella ANTIADERENTE
Aggiungi lo zucchero e il limone e fai andare a fuoco vivace.
Cinque minuti lo zucchero si scioglie e la frutta tende  sfaldarsi.
A questo punto puoi:

- frullarla se non gradisci i pezzi
- schiacciarla semplicemente con la forchetta, se ti piace la frutta a pezzi

Rimetti sul fornello per altri tre minuti massimo e voilà, è pronta.
Io faccio dosi minime che consumo nel giro di due giorni.
Quindi conservo in frigo .
Se decidi di prepararne di più, mi raccomando: mettila in barattoli sterilizzati!






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24 agosto 2016

Le crepes senza uova di Marco Bianchi



vegetariano -vegan-pochi ingredienti


Qualche dato.
Mi piacciono le crepes.
Mi piace Marco Bianchi.
Mi piacciono i suoi libri.
Mi piacciono le sue ricette.


E sapete perchè?
Perchè posso cucinare una cosa sana e leggera senza dovermi imbarcare nel tunnel senza uscita del:
miso
tofu
seitan
alghe come se piovesse
con una spruzzata di lievito alimentare in scaglie.


Ma no amici vegani.
Non ce l'ho con il mondo vegan e vegetariano.
Ognuno fa della propria bocca nonchè stomaco quel cavolo che gli pare.
Io ce l'ho con la distribuzione, media o grande che sia.
Perchè ci sono ostacoli insormontabili:
sul cucuzzolo della montagna di Heidi magari l'alga wakame ho difficoltà a trovarla (che poi, a dirla tutta, anche io ho problemi a trovarla e vivo vicino la Capitale).
La distribuzione ancora non è capillare



In secondo luogo a conti fatti se una famiglia decide di nutrire tutti i componenti
non dico vegan ma anche solo bio deve accendere un mutuo a tasso fisso per circa ottocentoquattordicianni...e sono buona.

Ma insomma.
Decine di libri sul mangiar sano ,sulle sostituzioni della carne e il mercato che fa?
Invece di venirci incontro impenna, raddoppia...a volte triplica.
E che cacchio.


Ma io, signore e signori, ho l'asso nella manica.
Marco e i suoi libri.
Sono tutti nella mia libreria.
E sapete perchè?
Perchè so che per realizzare una sua ricetta devo semplicemente aprire il frigo o la dispensa.
Pochi e semplici ingredienti.
Ma sani



Prendete queste crepes.
Le avevo viste a gennaio sulla pagina facebook di Marco.
Poi
le ho ritrovate pochi giorni fa da Lei e...niente...
Mi sono stancata di farle.
Ogni sacrosanta mattina per colazione.
Perchè sono veramente buone e leggere.
Qui le vedete nella versione golosa con la crema alla
e nocciole per le mie figlie.
Io la mia l'ho farcita con una marmellata particolare di cui vi parlerò nel prossimo post.

E sapete quanti ingredienti?
Tre
Solamente tre!!

Venite in cucina con me?


CREPES SENZA UOVA
 di
 Marco Bianchi

170 ml di latte  (riso soia o vaccino)
70 grammi di farina( farro, integrale, farina 1, 0,00..fate voi!!)
zucchero a velo


olio di semi per ungere la padella

Sbattete latte e farina insieme.
Scaldate una padella unta di olio.
Versate un mestolo di preparato.
Fate cuocere circa un minuto per lato
Farcite e spolverate di zucchero a velo





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17 agosto 2016

Il Chili di Jamie e giù le mani dalla mia privacy!!!




Videochiamate, skype, webcam.
E non basta.
Pochi giorni fa la notizia che presto sarà messa sul mercato un app che consentirà ovunque, comunque e a chiunque al costo della sola connessione, di telefonare guardando in faccia il proprio interlocutore
Io non ci sto
Io non voglio che qualcuno mi veda perché…
Rivendico il mio diritto di rispondere al telefono con il viso bianco per la maschera al cetriolo del Madagascar
Oppure con i bigodini.
Rivendico il diritto di rispondere struccata, spossata e stressata
Rivendico il diritto di parlare al telefono divorando tre etti e mezzo di patatine facendo finta  con chi sto parlando al telefono che siano foglie di insalata particolarmente croccanti.
Rivendico il diritto di fare boccacce e corna di ordinanza al mio interlocutore se non particolarmente gradito, nascosta da una cornetta e dal buio dell’etere.
Rivendico il diritto di nascondere il rossore che deriva da una telefonata attesa, desiderata, sognata.
Rivendico il diritto di parlare al telefono con i mutandoni della nonna o vestita come Madonna nel video “Material Girl”
Rivendico il diritto di parlare seduta, sdraiata o mentre faccio la verticale.
Rivendico il diritto di parlare al telefono e lucidare i rubinetti o girare il minestrone, senza dovermi preoccupare di porgere il mio lato migliore allo schermo del cellulare

Rivendico il diritto del mistero…anche durante una telefonata.
Perché guardarsi necessariamente negli occhi?
Perché non immaginare, pensare, fantasticare?
Io la videochiamata la tollero solo se chiama il lontano parente dall’Uzbekistan.


Chili d’estate?
Ebbene si e per delle ottime ragioni.
La prima è che questa è un’estate strana dal punto di vista meteorologico, è un’estate che chiama l’anguria a pranzo e la bagna cauda a cena.
E poi questo è un chili si cucina da solo, vi risolve il problema della cena in due e più due quattro e vi fa fare delle scarpette che ve le sognerete fino al cenone di Capodanno.
Basta avere l’accortezza di prepararlo a pranzo per gustarlo a cena,leggermente tiepido.
Come potete vedere dalle foto l’ho lasciato particolarmente liquido proprio per il fattore scarpetta.,
Voi regolatevi come meglio pensate.
Procuratevi solo pane.
Tanto pane.
E non dite che non vi avevo avvertito
E’ una versione spuria, il vero chili ha i pezzi di carne ..qui troverete la carne macinata per comodità.
Jamie usa i peperoni già grigliati.
Io vi propongo la mia versione, non avevo voglia di grigliarli a parte.





IL CHILI DI JAMIE

500 grammi di macinato di carne
400 grammi di fagioli rossi lessati
2 peperoncini freschi
4 spicchi di aglio
1 mazzo di prezzemolo
2 carote
1 cucchiaino di paprika (dolce o affumicata)
3 peperoni ridotti a dadini
2 cipollotti
1 cucchiaino di semi di cumino
800 grammi di pelati
1 stecca di cannella

Sbucciare e tritare insieme aglio, cipollotti, prezzemolo e peperoncini.
Soffriggerli in una casseruola con dell’olio e continuare la cottura a fuoco basso per circa 10 minuti (eventualmente aggiungete un po’ d’acqua per non far bruciare il soffritto)
Aggiungere le carote tritate insieme alla stecca di cannella e metà dei semi di cumino.
Cuocere per altri cinque minuti
Aggiungere i dadini di peperone e far insaporire.
Unire la carne e fatele prendere colore girandola spesso.
Unite i pelati (se volete potete anche passarli), prendete un barattolo dei pelati vuoto, riempitelo d’acqua e versatelo sulla carne.
Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere per circa un’ora e un quarto, un ‘ora e mezzo. Se necessario aggiungete altra acqua
Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete i fagioli, i semi di cumino rimasti, aggiustate di sale e di pepe.
Spegnete  e fate riposare.

Servite con un bel giro d’olio e del prezzemolo tritato


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8 agosto 2016

Porridge estivo: la colazione che fa bene








Potrei deliziarvi raccontandovi i miei risvegli aulici, al suono degli uccellini  e la sottoscritta che ,come una novella Biancaneve , volteggia per casa canticchiando e dicendo “O acciderbolina, è ora di far colazione”.







Ma ho promesso solennemente  davanti ad una Sacher di non dire più bugie.
E allora eccola la verità , nuda e cruda:
Io la mattina mi sveglio con la fame di un minatore del Klondike.
Facciamo pure due minatori , cosi rendo bene l’idea.
E del minatore ho anche modi e grugniti.
E davanti a me devo trovare una tavola ben imbandita con il caffè fumante e qualcosa che sia in grado di tenere la fame a bada non dico tanto, almeno fino a mezzogiorno.
E potrei raccontarvi di torte, cereali e corn flakes.
Li adoro.
Ma alle undici il mio stomaco ha già tirato fuori forchetta, coltello e piatto chiedendomi: ma oggi per caso nun se magna?
L’unica colazione che tiene a bada i miei succhi gastrici…. è il porridge.
Meravigliosa colazione inglese, tipica delle campagne sterminate e fredde.
Una tazza di porridge oltre a riscaldare dava tanta energia, merito della miracolosa avena.
A base di latte o acqua, con o senza zucchero è un toccasana per le fredde mattinate invernali.
Si, però,  cara la mia foodblogger , forse non ti sei accorta che non c’è la neve fuori.
Ce stanno le cicale.
Nessun problema: porridge estivo.
Delizioso, comodo e furbo perché si prepara la sera prima.
Io vi do delle indicazioni di base sugli ingredienti.
Voi metteteci quel che vi pare ma soprattutto provatelo.
Lo so che può scatenare diffidenza solo a guardarlo ed è difficile renderlo carino ed appetibile in foto
Perché a meno che non viviate a pane e cappellini della regina Elisabetta, sta pappetta può destarvi qualche perplessità.
Ma fidatevi è buonissima e soprattutto vi fa un gran bene.
(da un ‘idea de “La Figurina")





PORRIDGE ESTIVO
(ingredienti per una porzione)

90 millilitri di yogurt bianco magro (o greco)
60 millilitri di latte
1 cucchiaino di miele (o zucchero di canna)
1 manciata di uvetta (facoltativa)
Frutta secca a piacere
Frutta fresca a piacere
20 grammi di fiocchi di avena
Cannella a piacere
(eventuali aggiunte da mettere la mattina: cioccolato in pezzi, cacao,semi di chia,)

Prendete un bel contenitore capiente, di vetro.
Mescolate il latte e lo yogurt e versateli nel barattolo.
Unite il miele (o lo zucchero), l’uvetta, i fiocchi di avena, la cannella  e la frutta fresca.
Mescolate con cura e mettete per tutta la notte in frigo.
Al mattino aggiungete la frutta secca da voi preferita ( e se volete anche il cioccolato in pezzi o i semi di chia)

Date una mescolata e gustate!



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9 febbraio 2016

L'infarinata della Garfagnana e di buffardelli e linchetti-L'Italia nel piatto



Il silenzio lungo le vallate.
La notte che scende lieve su case, prati e montagne.
Il riposo come promessa solenne e ricompensa.
Sospiri e respiri che danzano al di sopra di tetti e cime di alberi.

Due figure corrono lungo i prati,ai margini dei paesi.
Strani tipi.
Uno vestito di rosso e con le scarpe a punta.
l'altro nero come la notte ,a volte invisibile ,a volte con le sembianze di un topo o di un gatto.

Buffardello e Linchetto i loro nomi.
I dispetti la loro missione.
Uno passeggia su petti e pance di ignari dormienti,l'altro scopre piedi e gambe di chi lentamente scivola tra le braccia di Morfeo.
Indecisi tra lo spaventare o adorare i bambini, scelgono di volta in volta vittime o individui da proteggere.

Fantasia? Forse
Realtà?C'è chi giura di averli visti, furtivi e beffardi.

Ma alla fine non importa.
Quello che conta è la terra magica alla quale appartengono,la Toscana e in particolar modo la Garfagnana.
Boschi, croste rocciose, le "nude" erbose dell'Appennino.
Il cielo che sembra venirti incontro,l'aria che profuma di buono,i boschi fitti e cosi fiabeschi che alla fine perdi il contatto tra realtà e fantasia.
I confini scoloriscono.....


Una terra ricca.
Ricca di piatti poveri la Garfagnana.
Piatti che alla fine sono l'elisir di lunga vita.
E di buon umore.


Come l'infarinata.

Una zuppa che si trasforma il giorno dopo in una gustosa polenta.
Pochi e semplici ingredienti,ma di quelli buoni e sani.
La tradizione signori.
Che poi alla fine,non tradisce mai.


Con questa zuppa partecipo all'iniziativa l'Italia nel piatto di febbraio che prevede come tema ricette tipiche regionali con hashtag #VerdureInvernali.



INFARINATA DELLA GARFAGNANA

400 grammi di fagioli borlotti secchi
200 grammi di cavolo nero
150 grammi di farina di mais fioretto
2 patate
soffritto composto da:carota cipolla sedano
1 spicchio di aglio
salvia e rosmarino
70 grammi di lardo salato (facoltativo)
olio sale e pepe



  • La sera prima metti in acqua i fagioli.lasciali cosi per otto ore,poi falli cuocere in acqua fredda con lo spicchio di aglio,la salvia e il rosmarino.
  • Cuocili per circa un'ora o trenta minuti se utilizzi la pentola a pressione (da quando inizia a sbuffare)
  • Una volta cotti, spegni la fiamma e mettili da parte insieme al loro brodo di cottura
  • Prendi il cavolo nero,lavalo e separa le foglie dalla costa centrale.
  • Utilizza solamente le foglie, che cercherai di tagliare a listarelle
  • Sbuccia le patate e tagliale a dadini
  • Soffriggi la carota,la cipolla e il sedano (insieme al lardo se hai decido di utilizzarlo)
  • Unisci il cavolo, le patate ,aggiungi il sale e il pepe e fai colorire.
  • A questo punto aggiungi i fagioli con il loro brodo, aggiusta di sale e e pepe e attendi il bollore.
  • Una volta raggiunto il bollore,fai  cadere a pioggia la farina di mais e mescola energicamente,i grumi lo spettro che dovrai evitare :-)
  • Cuoci mescolando spesso per circa quaranta minuti.
  • La zuppa alla fine dovrà risultare abbastanza densa e provvederai a condirla con olio e pepe fresco di mulinello
  • Le dosi che ti ho dato sono un pò abbondanti.Questo perchè questa zuppa raffreddandosi si indurisce e il giorno dopo potrai gustarla come una succulenta polenta dopo averla riscaldata in padella con poco olio






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27 agosto 2014

Curry di patate e Sheherazade









"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle
attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio
alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo
terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella
in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......."



Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo.
Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.
La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.
Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura?
Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano.....


Curry di patate
(fonte:ecurry)

2 cucchiai di olio vegetale
1 cucchiaino di semi di cumino
1 bastoncino di cannella
2 bacche di cardamomo (facoltativo)
1 cipolla media rossa
1\2 peperoncino verde
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere
1\2 cucchiaino di curcuma
1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati
sale
prezzemolo fresco

Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente.
Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza.
Per il curry:
per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato.
Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo.
Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli.
mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino.
Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico.
A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde.
Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura.
Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti.
Aggiungere i pomodori .
A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere).
Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti.
Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua.
Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.





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4 luglio 2014

Bruschettine all'avocado e pomodorini e come si cambia



A vent'anni non ti importa un fico secco delle proprietà nutritive, delle vitamine e delle fibre solubili o insolubili del cibo.

Mangi quello che ti capita a tiro anche perchè il tuo stomaco è in grado di digerire anche la corazzata Potemkin senza l'ausilio di un pizzico di bicarbonato.
Ma questo accade non perchè sei sciagurato.
Sei giovane.
Hai la potenza dei vent'anni e di tutti gli amminoacidi al posto giusto.
Poi lentamente le cose cambiano.
Il grande vantaggio di accumulare più anni sulla spina dorsale che euro è che acquisti consapevolezza.
Vuoi perchè inizi a soffrire di qualche disturbo, vuoi perchè diventi mamma e automaticamente sei più attenta all'alimentazione dei tuoi figli ,vuoi perchè...perchè non lo so.
Fatto sta che davanti alla scelta di un alimento ci pensi.
E magari sei tentata di provare che so io, la quinoa, l'amaranto.L'orzo perlato e il farro fanno cucù nella dispensa accanto alla pasta integrale.Frutta e verdura colorano la tua cucina.
E ogni tanto strizzi l'occhio e il mestolo verso il vegan o il crudismo.
Succede.
Io ho scoperto l'avocado ultimamente.
A vent'anni per me l'avocado era il protagonista indiscusso della guacamole. E la guacamole chiamava il ristorante messicano. E il ristorante messicano la tequila boom boom e i balli sopra al tavolo. E i festeggiamenti per ogni esame andato bene all'Università.
Oggi l'avocado per me è altro.
Lo apprezzo cosi,da solo.
Magari in un'insalata  ,magari in una bruschetta come quella di oggi oppure nella preparazione di un condimento fresco per il cous cous.
Perchè è un tipino che sa il fatto suo mr.Avocado.
E' uno dei 27 cibi fondamentali che aiutano a prevenire il cancro.
Aiuta ad assorbire i nutrienti contenuti negli altri alimenti.
Riduce il colesterolo.
Fa bene alla vista.
Sostituisce il burro.E lo fa egregiamente.
E poi me lo posso spalmare sul viso e sui capelli.
Li nutre e li cura.
E poi...
E poi mi piace.
Tanto.
E già questo mi fa bene!

La ricetta che vi propongo oggi è velocissima e piena piena di salute!
Sono delle semplici bruschettine all'avocado e ai pomodorini. L'ho trovata in uno dei tanti appunti presi girando per la rete. Non mi ricordo la provenienza per cui mi riservo la possibilità di attribuire i vari crediti in seguito!


Bruschettine all'avocado e ai pomodorini


pane
pomodorini
2 avocado
pepe nero
succo di un limone
scorza grattugiata di un limone
olio extravergine
foglie di basilico (facoltative)

In un piatto mettete l'avocado e i pomodorini tagliati a cubetti.Unite la scorza del limone,il succo e 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiustate di sale e unite una bella macinata di pepe. Se volete potete aggiungere anche del basilico tagliato finemente
Prendete il pane , ritagliatelo della forma che desiderate e fatelo tostare in una padella antiaderente finchè diventa croccante.
Mettete il pane tostato su un piatto da portata, sistemateci sopra il condimento a base di avocado e mettete in frigo per un quarto d'ora.
Servite.







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