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25 gennaio 2016

I ceci croccanti-la sana alternativa agli snack per l'aperitivo





Ma perchè amore, non ti fidi della tua mamma?
L'occhiata che ne ricevo è un no, inequivocabile, sfrontato e sicuro.
Un ardire che però non arriva alle labbra..perchè è troppo educata per mandare sua madre a raccoglier ravanelli.
Certo che mi fido mamma.
Quindi lo sai che non ti farei mai assaggiare un cibo che non vuoi.
No mamma.
E allora apri la bocca e chiudi gli occhi.
E lei lo fa.
Rassegnata.

Tre passi indietro.
Io e la mia ragazza grande siamo cittadine del mondo.
Dateci un tavolo e volendo possiamo mangiare anche le sue gambe.
Peggio delle termiti.
Qualsiasi cibo di qualsiasi provenienza deve essere assaggiato da me e dal mio alter ego.
Poi, nel caso, decidiamo se ci piace oppure no.

La piccola è come il padre.
Guardinga, attenta.Annusa, soppesa e decide.
Magari senza assaggiare.
E questo a me fa girare le zucchine.
Si assaggia e si decide.
E' una regola a casa mia.
Con molte deroghe.
Perchè a volte vince lei.

Stavolta i protagonisti della questione sono stati i ceci.
Mangia tutti i legumi,tranne questi.
Assaggia.
Giammai.
Hanno l'aspetto antipatico.
Come antipatico?
Si, non sono perfettamente sferici.
E io non l'assaggio.

Ok, ti sistemo io.
Ho cucinato i ceci in questa maniera e poi sono ricorsa al famoso "Chiudi gli occhi e apri la bocca"
Mamma che buono, cos'è?
Un cece.
Ma è croccante, è buonissimo, scrocchia.

Ora ne divora a quintalate.
Glieli faccio al posto delle patatine fritte.
E lei si mette li e li sgranocchia contenta.
Ha anche perdonato loro il fatto di non essere perfettamente sferici!



Sono stati veramente una bella scoperta anche per me.
Sono un aperitivo ,uno sfizio leggero e nutriente.
Possono benissimo sostituire le patatine fritte e proprio per questo sono un'alternativa sana e anche vegan.
Sono ottimi al naturale,senza condimenti.
Diventano superlativi con aggiunta di spezie e un filo d'olio.
Sono veloci da preparare partendo ovviamente dal cece già cotto in lattina.
Vi va di provarli?


CECI CROCCANTI

1 lattina di ceci
sale
un filo d'olio
spezie a piacere
(io di solito uso aglio in polvere, paprica ed origano)


  • Accendi il forno a 180 gradi
  • Scola i ceci dal liquido di conservazione.
  • Prendi della carta casa e asciugali il più possibile
  • Mettili su una teglia ,rivestita di carta forno 
  • Mettili in forno e calcola una mezz'ora.
  • Decidi se gustarli al naturale oppure se aromatizzarli
  • Nel caso tu voglia aromatizzarli preparati un mix di spezie a tuo piacimento,Unisci un filo d'olio sale e mescola.
  • Dopo circa una mezz'ora i ceci saranno belli croccanti
  • Tirali fuori e se li vuoi al naturale, falli raffreddare e gustali
  • Nel caso tu li voglia un pò più strong, versa nella teglia il mix di spezie e olio, ungi bene i ceci e rimettili in forno per circa cinque minuti
  • A questo punto saranno pronti per la degustazione.
  • Una bella birra, un aperitivo saranno i compagni giusti!


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10 giugno 2015

Lo Zaloouk ovvero come ti risolvo l'antipasto, il primo e il contorno!



 Lo Zaalouk è quel piatto che ti risolve tre cose:

-non hai voglia di cucinare?

 Lo tiri fuori dal frigo, tosti il pane ma anche no, lo spalmi e mangi, sognando oasi e berberi.

-hai voglia di penne e fusilli come se piovesse ma non sai come condirli?

Tiri fuori lo Zaalouk, lo fai saltare in padella con uno spicchio di aglio e voilà, pronto il condimento per la pasta

-Hai un petto di pollo che ti sorride triste nell'attesa che tu gli offra un contorno per rallegrarlo un pò?
Gli poni accanto lo Zaalouk e il pollo sarà felice e contento ^_^

Perchè questa ricetta oltre ad essere buona ed economica è estremamente versatile.
Semplice da realizzare, piena di sapore e veramente adattabile alle vostre esigenze.
Di Zaalouk, come tutti i piatti tipici e poveri, ne esistono varie versioni che cambiano di famglia in famiglia.
Essenziale la presenza delle melanzane, pomodori e spezie.
Anche se su quest'ultime ovviamente, calcate la mano secondo il vostro gusto.


E' un piatto tipico marocchino, una sorta di caviale di melanzane buono, cosi buono e cosi versatile che vi consiglio di prepararne in abbondanza e congelarlo per poi ovviamente gustarlo come più vi piace!
Io vi propongo una versione non proprio ortodossa ma molto gustosa!!


ZAALOUK

1 melanzana
1 zucchina
1\2 peperone giallo
1\2 peperone rosso
2 pomodori belli succosi
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
sale pepe
paprika 
prezzemolo

(se volete cumino, harissa)

Tagliate la melanzana a cubetti, cosi come la zucchina e i peperoni e i pomodori.
In una padella mettete gli spicchi di aglio tritati ( o se non gradite molto il loro sapore, metteteli interi per poi toglierli ).
Unite una dose abbondante di olio extravergine d'oliva e iniziate a far soffriggere.
Aggiungete le verdure ,fate insaporire.
Aggiustate di sale e pepe.
Unite 1\2 bicchiere di acqua e iniziate la cottura, unendo anche il concentrato di pomodoro.
La cottura sarà terminata quando le verdure saranno completamente sfatte (eventualmente aiutatevi con un frullatore ad immersione...ma non frullate tanto).
Prima del termine della cottura potete unire le spezie .
Un tocco che potete aggiungere è della scorza di limone grattugiata.

Aggiustate ulteriormente di sale e pepe e servite tiepido:come contorno, come crema spalmabile sulle bruschette o come gustoso condimento per la pasta.

Potete dimezzare i tempi di cottura utilizzando la pentola a pressione.
Insaporite le verdure in pentola, unite poco meno di 1\2 bicchiere di acqua calda e fate andare per dieci minuti dall'inizio del sibilo della pressione.


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6 giugno 2015

Il Sorbetto al melone con o senza gelatiera...per rimediare ad una maledizione!



La maledizione del melone è quella maledizione che ti arriva tra capo e collo quando torni tutta carica dal mercato rionale.

La maledizione del melone è quella che ti arriva tra capo e collo quando hai intenzione di imbastire una cenetta a base di sfizietti e uno di questi è prosciutto e melone.

La maledizione colpisce soprattutto quando ti sei portata a casa un prosciutto che quando hai visto il prezzo ti sei chiesta se per caso non ci fosse pure il maiale intero, compreso nel prezzo.

La maledizione colpisce quando la fame arriva.
Tre fette di cotanto prosciutto ,tre fette di melone.

La maledizione è che il prosciutto è buono.
Il melone, nonostante il sudore,
la fatica,
l'annusamento per cercare il migliore 
fa pietà.

Insapore, inodore, incolore.
Cosi tanto insulso che manco le fette del prosciutto gioiello riescono ad animarlo.

E allora butto?
Tsè,ma scherziamo?

Facciamo il sorbetto che tanto non ci vuole nulla!

Pronte?
(la ricetta che segue potete utilizzarla anche per le angurie)

SORBETTO AL MELONE

ingredienti:

1\2 tazza di acqua
1\2 tazza di zucchero
1 melone
succo di mezzo limone
menta se vi piace.


Prendete il melone , tagliatelo a cubetti e congelatelo.
Preparate lo sciroppo di zucchero:
mettete in un pentolino lo zucchero con l'acqua portate ad ebollizione, fate sciogliere bene.
Spegnete il fuoco e se vi piace, aggiungete un rametto di menta fresca in infusione.
Fate raffreddare, togliete la menta e mettete in frigo (se il tempo stringe una passata con accortezza nel freezer, non fatela congelare).
Tirate fuori il melone, mettetelo nel frullatore, unite il limone,lo sciroppo di zucchero e frullate fino ad ottenere una massa uniforme.

PROCEDIMENTO CON GELATIERA:

Mettete il composto nella gelatiera, seguite le istruzioni, e preparate il sorbetto.

PROCEDIMENTO SENZA GELATIERA:

Mettete il composto in un contenitore da freezer.
Ogni mezz'ora mescolatelo fino a a che non si sarà congelato.
Tiratelo fuori, dategli una bella frullata con il minipimer o altro frullatore e servite!

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3 giugno 2015

La farinata di ceci ovvero quando sbagli e ti dice pure bene!






Un guaio al quale rimediare.
Questo il leit motiv di alcune delle ricette più mirabolanti delle tradizioni culinarie mondiali.
Basti pensare alla tarte Tatin.
O alla stessa farinata di ceci.

Chiudete gli occhi e immaginate una nave piena di marinai genovesi, in balia di una tempesta senza precedenti.La stiva piena di olio e di sacchi di ceci.
La furia degli elementi che rovescia tutto al suo passaggio..
L'acqua incontra i ceci l'olio e si forma una poltiglia che viene prontamente servita alla ciurma.
Siamo nel 1200 signori, non c'è da scialacquare.
La poltiglia risulta poco gradita ai marinai, che la abbandonano con fare sprezzante sul ponte della nave.

Ecco che arriva messer Sole con i suoi raggi potenti.
E la poltiglia cruda della ciotola diventa una soave focaccia che i marinai assaggiano e della quale se ne innamorano.

E che sia fainà, o cecina, o torta. o belecauda o socca...la farinata di ceci è un vanto della nostra gastronomia.

Io fino a poco tempo fa ero separata in casa con la farina di ceci.
Vivevamo si insieme, ma ignorandoci.
Lei sul ripiano della cucina in alto a destra, io nomade nelle varie stanze della casa.
Spocchiosa lei, sprezzante io.

Finchè non ho varcato la soglia del ristorante indiano.
E mi hanno fatto assaggiare i poppadom.
Quanti ne ho mangiati?
Ho perso il conto.
Alla fine ho chiesto la ricetta.
Farina di ceci la protagonista.

Caspita, allora è buona.
E da quel giorno l'idillio.

Rinforzato ancora di più dall'incontro con la ricetta di Claudia.!
La farinata di ceci, uno degli street food più amati e più osannati della nostra tradizione culinaria.
Mangiatela in purezza o arricchitela come più vi piace con spezie, salumi o tutto quello che vi suggerisce la fantasia.
Fatela sottile e fate in maniera tale che abbia la crosticina superiore che è buonissima!



FARINATA DI CECI

Teglia:26 cm
Forno 220 gradi per i primi dieci minuti,200 gradi per altri 30 minuti

Farina di ceci 150 grammi
450 millilitri di acqua
1 cucchiaino di sale
1\2 bicchiere di olio extravergine d'oliva

per guarnire:
rosmarino
timo
fiocchi di sale grosso

Mescolo la farina con l'acqua fino a sciogliere tutti i grumi.
Metto a riposare per almeno tre o quattro ore coperto , togliendo di tanto in tanto la schiuma che si forma.
Trascorso il tempo , unite il sale e 1 cucchiaio di olio.
Verso un pò del restante olio nella teglia e vi rovescio l'impasto.
Guarnisco con timo, sale grosso, pepe e rosmarino ed inforno.
Lo lascio alla massima temperatura fino a che non si forma una crosticina dorata sui bordi.
Poi abbasso la temperatura a 200 gradi e finisco di cuocere (ci vorrà un'altra mezz'ora).
Tolgo dal forno, la taglio e la servo tiepida.



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2 giugno 2015

Il Paneer e il Cheese Naan ovvero facciamo il formaggio a casa!

Il Paneer


Il Cheese Naan (pane farcito al Paneer)

Facciamo un viaggio low cost.
Non guasta in tempi come questi.
Un bagaglio a mano leggero e poco costoso.
Un cartone di latte e due gocce di limone.
E se volete un pò di sale.
Tutto qui.

Povero il bagaglio, ammaliante la meta.
L'India.
Chiudete gli occhi e immaginate sari colorati, il profumo del curry e del cocco.
Il rumore del Gange, il silenzio delle vette innevate.

E donne intente a cucinare .
Oggi vi propongo uno dei formaggi protagonisti della cucina indiana:il Paneer.

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5 maggio 2015

Le pizzette di melanzane




Quella della melanzana è la storia di una difficile scalata sociale.
Dalle stalle alle stelle ,se mi passate il luogo comune.
E' la dimostrazione che si può ribaltare il destino scritto nel nome e che il "sogno americano" è sempre realizzabile ^_^

Mettetevi nei suoi panni.
Nasce già sfigata.
Diamine, la chiamano melanzana,ovvero in latino malum insanum, la mela non buona o la mela dei folli.
Vi ci vedete voi

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14 aprile 2015

Le barrette ai cereali di Marco Bianchi



Oggi barrette.
Ma di quelle sane, fatte in casa e soprattutto realizzate grazie ad una ricetta di Marco Bianchi, tratta dal libro "50 minuti 2 volte alla settimana".
Le ricette di Marco sono semplici, sane e cosa non trascurabile anche economiche.
Ovvero ci facciamo del bene senza svenarci!!
Avevo provato mille volte a realizzare in casa le barrette di cereali.
I risultati? Sempre disastrosi.
Ricette sbagliate, mancanti di qualche ingrediente, troppo dolci o insapori.
Queste invece sono venute bene subito.
Equilibrate nel sapore e per niente stucchevoli.
Per la prossima volta ho in mente un tocco goloso in più...il cioccolato fondente!



Le BARRETTE AI CEREALI DI MARCO BIANCHI

100 grammi di uvetta
100 grammi di nocciole
250 grammi di avena
 50 grammi di noci
 30 grammi di semi di lino
 50 grammi di riso soffiato
 50 grammi di farro soffiato
 40 grammi di zucchero di canna
 80 millilitri di acqua
  2 cucchiai di miele

Tritate le noci, le nocciole, i semi di lino,lo zucchero e l'uvetta.
Aggiungete l'avena, il farro, il riso e tritate per pochi secondi.
Unite il miele l'acqua prevista e tritate per altri venti secondi.
Stendete l'impasto umido su una teglia e con le mani compattatelo bene e uniformatelo in superficie.
Cuocete il composto a 170 gradi per un quarto d'ora.
Tagliate poi le barrette fredde dello spessore che preferite.












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9 aprile 2015

Aloo Matar ovvero curry di patate e piselli e parlar d'amore




Allora si può.
Ho le prove.
Si può parlare e raccontare l'amore senza tette e glutei in bella mostra.
Senza la bellona di turno con lo staccocoscia lungo quanto il Raccordo Anulare.

La prova ha il titolo di un film, arrivato per puro caso nella mia cineteca tempo fa.
Accantonato fino a questa settimana, quella della mia personale via crucis nel mondo dei mal di schiena.

Il film è "Amore, cucina e curry",un film di Lasse Hallstrom del 2014, prodotto da Oprah Winfrey e Steven Spielberg.

La famiglia Kadam lascia l'India dopo la morte della madre. Arriva (grazie ad una rovvidenziale rottura di freni) in un piccolo paesino francese.
Lì, il padre vede un ristorante in vendita e decide di acquistarlo..incurante del fatto che trenta metri oltre la soglia di quel posto esiste un fantastico ristorante stellato , diretto da una lady di ferro.
Cucina raffinata francese contro quel caleidoscopio di colori e sapori della cucina indiana.
Raffinatezza contro l'allegria.
Raffinatezza contro sapore.
E in sottofondo la storia di Hassan che cresce e diventa uno degli chef più importanti di Francia.
La sua famiglia, la lady di ferro ,l'amore.
Un film che non ha colpi di scena, non ha tragedie particolari ma solo buoni sentimenti.
Teneri, rassicuranti.
Un film che è una piccola coperta di Linus da tirarsi su e della quale godere nei momenti in cui non basta la coccola di un cioccolatino, ma c'è bisogno di sogni, odori e consistenze.

Un film atipico per i miei gusti, abituata ai mattoni stile Corazzata Potemkin o ai miei amati fantasy o thriller mozzafiato.
Ma mi è entrato dritto nel cuore anche perchè la fa da padrona la mia amata India


Come non aver voglia quindi di rispolverare un piatto che adoro e che propongo spesso nelle mie incursioni nella cucina vegetariana.
Colorato come un sari.
Profumato come le penombre delle cucine.


Aloo Matar.
Aloo ovvero patate.
Matar ovvero piselli in hindi
Semplice come semplici sono i suoi ingredienti essenziali.
Patate e piselli.
Con una cascata di spezie.
E pomodoro rosso fuoco a colorare il tutto.
Con l'aiuto dell'onnipresente curcuma.

Siamo nel nord dell'India.
Un piatto che ha molte varianti perchè è un piatto quotidiano, ogni famiglia ha la sua ricetta .

Potete servirlo con il chapati o il Naan.
Oppure con del semplice riso basmati.
Usate dei piccoli piselli, teneri e profumati.
Abbondate con le spezie.
La cucina indiana è sapore, colore e danza dei sensi.




Aloo Matar

(ricetta ispirata da ECurry)

3 tazze di piselli
2 patate medie tagliate a cubetti
1\2 cipolla
1 pezzo di radice di zenzero (o 1 cucchiaino di zenzero in polvere)
200 grammi di polpa di pomodoro densa 
3 spicchi di aglio
1 cucchiaino di semi di cumino
2 piccole bacche di cardamomo
stecca di cannella
2 cucchiaini di curcuma
sale
1 cucchiaino di peperoncino  in polvere 
1 cucchiaino di garam masala
olio 
coriandolo fresco o prezzemolo per decorare

Prendere la polpa di pomodoro. Schiacciate e aggiungete gli spicchi d'aglio e grattugiate lo zenzero.Mescolate e mettete da parte.
In una padella antiaderente (il wok sarebbe l'ideale) mettete a "tostare" a secco  (per un minuto) la cannella e le bacche di cardamomo schiacciate.
Unite l'olio, aggiungete i semi di cumino e , quando inizierete a sentire il profumo di questa spezia nell'aria , aggiungete la cipolla tritata finemente.
Fate cuocere per circa cinque minuti, mescolando spesso.
Aggiungete le patate e fatele soffriggere per circa tre minuti.
Mescolatele, dovranno rivestirsi adeguatamente dell'olio caldo e delle spezie.
A questo punto unite il pomodoro messo da parte e 1 tazza di acqua.
Unite un pò di sale, la curcuma e il peperoncino. Fate cuocere per una decina di minuti circa.
Mescolate cercando di coinvolgere anche il fondo dove si sarà depositato il cuore delle spezie tostate.
Unite i piselli e se necessario altra acqua.
L'Aloo matar dovrà presentarsi sempre umido e mai asciutto
A fine cottura unite il garam masala e fate insaporire per circa due minuti.
Spegnete il fuoco e servite subito, decorando con prezzemolo o coriandolo tritato.
Servite immediatamente con il riso o il chapati.
Se non riuscite a portarlo a tavola subito, riscaldatelo quando è il momento ,aggiungendo altra acqua
बॉन एपेतीत 
Buon appetito!!!



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17 marzo 2015

I Cornetti sfogliati all'olio !




Io non sono golosa di cornetti.
Affatto.
Trovatemi una parola per definire quella fame atavica che mi prende di fronte ad un vassoio di cornetti.
Trovatemi una parola per definire quella salivazione incontinente che mi prende di fronte alla loro glassa, a quei pezzetti di pasta sfogliata che ti rimangono appiccicati alle dita, alle labbra, sulla tovaglia...

Io quel vassoio posso mangiarlo tutto intero.
E questa non è golosità.
E' sfida impertinente alla glicemia .

Da buona foodblogger ho pensato mille volte di replicarli.
Ma....
avete presente quanto burro occorre?
Io quel panetto messo sulla pasta e sfogliato no, non ce la faccio.
Un conto è mangiarlo quel benedetto cornetto ,inconsapevole della danza macabra dei grassi al suo interno.
Un conto è essere la regista di quella danza.
Quindi ho sempre desistito, rimandato...

Finchè...
Finchè la cara Alessandra non ha tirato fuori la genialata dal cappello.
I cornetti .
Sfogliati.
Ma all'olio.

Vedere la sua ricetta e innamorarmene è stata un tutt'uno.
Farla anche.
Seguendo proprio passo passo i suoi consigli.
E il risultato è stato stratosferico.
In breve sono diventati i cornetti più richiesti a casa mia.
I cornetti protagonisti della colazione del sabato e anche della domenica.
Ovviamente non è il cornetto che suda burro.
Ma è la sua variante sana, golosa e credetemi...uno tira l'altro.
Io vi propongo la ricetta che ho seguito la seconda volta che li ho realizzati.Ho provato una versione più rustica,  utilizzando la farina integrale e lo zucchero di canna
Tra parentesi troverete gli ingredienti della ricetta originale che comunque trovate QUI!!!





I CORNETTI SFOGLIATI ALL'OLIO
(ricetta originale di Alessandra Barbone -"I Sognatori di cucina e nuvole")

250 grammi di farina integrale (o 250 di farina W350-in alternativa 125 manitoba,125 farina 0)
80 grammi di lievito madre rinfrescato da un'ora (o 10 grammi di lievito di birra)
170 grammi di acqua tiepida
2 cucchiai di olio di mais (o 15 grammi di burro morbido)
30 grammi di zucchero di canna ( o semolato) più quello che serve per la sfogliatura
1 pizzico di sale fino
olio quanto basta per sfogliare (olio extravergine o di riso)

per farcire:
crema alla nocciola
marmellata
miele

Prendete la ciotola della planetaria.
Metteteci la farina, il lievito madre, lo zucchero, il sale e parte dell'acqua.
Agganciate la foglia e iniziate ad impastare a bassa velocità, unendo l'olio (o il burro previsto).
Unite la restante acqua...ma regolatevi ad occhio.Se l'impasto è già morbido di suo non ha bisogno di altra acqua. Se lo vedete troppo duro aggiungetene dell'altra oltre la quantità indicata.
Togliete la foglia, mettete il gancio e impastate per una decina di minuti, fino all'incordatura.
Far lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio.

Per la sfogliatura:
prendete un pennellino di silicone e una ciotolina nella quale metterete l'olio previsto.
Dall'impasto lievitato ricavate sei palline.
Iniziate a stendere la prima con un mattarello.
Spennellatela con l'olio e cospargetela di zucchero.
Prendete una seconda pallina, stendetela, sovrapponetela alla prima e ungete di olio e zucchero anche questa.
Continuate cosi fino ad esaurimento dell'impasto.
L'ultimo disco non lo spennellate nè di olio nè di zucchero.
Avrete ottenuto in questa maniera un unico disco.
Tagliate con una rotellina il disco in otto spicchi.



Praticate un piccolo taglietto alla base di ogni triangolo, farciteli con un cucchiaino di marmellata, cioccolata o miele e arrotolateli, cercando di dar loro la forma classica dei cornetti.
Metteteli a lievitare sulla teglia del forno foderata di carta fino al loro raddoppio.
Cuoceteli in forno caldo a 200 gradi per i primi cinque minuti.
Abbassate poi a 180 gradi e continuate la cottura per altri 13 minuti circa.
Spolverateli di zucchero a velo prima di mangiarli!

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19 febbraio 2015

Fettunta al cavolo nero e un pò di me




Mi chiedono spesso perchè ho questa passione per il cibo.
Passione che a volte supera quella per i miei racconti.
Quest'ultimi spesso rimangono in bella vista sulla scrivania in attesa di uno sguardo, di una revisione, di una busta attraverso il quale prendere il volo e chissà...

A volte mi porta a tralasciare articoli salvo poi costringermi a furiose corse finali per consegnarli in tempo.

Perchè...
perchè nel mio caso il cibo è memoria.
L'unico legame sensoriale con delle origini strappate e perse troppo presto.
Il cibo è solo legame tangibile con chi non c'è più.

Ogni piatto è come se fosse un tributo.
Un tributo alla piccola me stessa che ha perso la mamma troppo presto.
Un tributo all'adolescente che gironzola per l'Europa adattandosi a mille cucine.
Un tributo all'universitaria persa tra codici e cavilli...

Ogni periodo un cibo, un odore, un sapore per non dimenticare.



Come in questo caso.
Un cucchiaio e una forchetta vecchi come il cucco, unico ricordo dei miei nonni.
E la fettunta...

Quelle foglie di cavolo nero cosi strane,spesse con quell'odore cosi particolare.
Vessillo di quel quarto di sangue toscano che mi porta ad insegnare alla piccola di casa a dire "Il mi babbo" piuttosto che papà.

Quel quarto che mi fa ricordare una mamma intenta a spiegarmi il valore di una verdura e una ragazzina intenta a dire no scuotendo la testa come un cavallo imbizzarrito.

La fettunta  col cavolo è vecchia come l'Artusi.
L'è bona ragazze.
E anche sana.
Purchè si rispettino alcuni punti fondamentali:

-aglio:usatelo e rinunciate magari all'appuntamento galante. E' la conditio sine qua non.

-il pane : sciocco ovvero senza sale

-olio extravergine d'oliva: di quello buono, bello, robusto, rotondo, prodotto solo con olive italiane e    perchè no...toscane!

-il cavolo nero..ovviamente.Toglietegli la costa centrale e lessatelo quel tanto che basta.

Lo sapevate che si può aggiungere anche crudo alle insalate?
Ne gioveranno grazie al suo sapore deciso.
E se tra una seduta di Zumba e l'altra vi procurate una distorsione beh, prendete una foglia di cavolo, legatela nel punto dolorante e voilà..il dolore passa!

E se siete dotate di più coraggio rispetto alla sottoscritta bevetelo sotto forma di succo prima di pranzo per curare le infiammazioni intestinali.
Io in questo caso..passo!!!



FETTUNTA AL CAVOLO NERO

pane casareccio (2 fette a testa)
aglio quanto basta
cavolo nero quanto basta
olio extravergine d'oliva quanto basta

Lavate il cavolo e lessatelo in acqua bollente salata (non buttate l'acqua di cottura).
Una volta cotto ripassatelo in padella con dell'aglio tritato e olio (passaggio non tradizionale ma che secondo me dà una marcia in più)
Prendete le fette di pane e a questo punto avete due modalità per gustare questo piatto:

-prendete le fette di pane, strofinatele con l'aglio sbucciato e tagliato a metà, bagnatele con l'acqua di    cottura , adagiatevi sopra un pò di foglie di cavolo, aggiustate di sale e pepe ,irrorate con olio e        servite.

-in alternativa tostate in forno le fette di pane, precedentemente strofinate con l'aglio.
  Una volta diventate belle croccanti, adagiatevi il cavolo, irrorate di olio e servite

Un tocco in più non tradizionale: l'intromissione di una bella spolverata di peperoncino!

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22 gennaio 2015

I Fusilli al cavolfiore e una salute del cavolo !!!


I FUSILLI AL CAVOLFIORE E UNA SALUTE DEL CAVOLO!!



Il cavolfiore e i suoi fratelli ne avranno le tasche piene.
E che cavolo.
E che cavolo fai.
Ma come cavolo guidi.
Che cavolo ti sei messo in testa.
Mia madre non capisce un cavolo.
Dove cavolo vai.

Perchè in fin dei conti, tranne che a merenda, i cavoli ci stanno sempre bene.
Rendono e rafforzano l'idea.

Però è vero che li trattiamo male, almeno verbalmente.

E mica se li meritano.
Prendete il ragazzetto di cui sopra.

Un bel cavolfiore ha 25 calorie per 100 grammi.
E già ,al solo pensiero, mi si è sciolto un centimetro quadro di ciccia.

Ha più ferro della carne.
Mica pizza e fichi, cari vegetariani (me inclusa ^_^).

Disinfiamma tutto, peggio dell'idrante di un pompiere.
Depura quello che c'è da depurare, uccide i batteri peggio di un serial killer, regola gli zuccheri nel sangue.

Due volte a settimana, magari tre per regalarsi una botta di salute.

E che cavolo!!


Il mio cavolfiore oggi è andato a finire dritto dritto in un piatto di fusilli.
Il risultato è una pasta buona, cremosa (grazie anche ad una sapiente mantecatura) e veloce da preparare.
Buon appetito!

FUSILLI AL CAVOLFIORE

400 grammi fusilli
1 cavolfiore medio
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritati
1 peperoncino
parmigiano grattugiato
80 grammi provola dolce

Tagliamo a pezzetti il cavolfiore e laviamolo.
Tritiamo l'aglio con il peperoncino.
Soffriggiamoli in tre cucchiai abbondanti di olio extravergine.
Uniamo i pezzettini di cavolfiore , facciamo insaporire e uniamo due mestoli di acqua bollente.
Copriamo e facciamo cuocere finchè sarà tenero.
Alla fine sarà un pò intero, un pò cremoso.
Nel frattempo fate bollire e cuocete la pasta.
Toglietela dal fuoco tre minuti prima della fine cottura.
Tenete da parte un pò di acqua di cottura.
Saltate la pasta nella padella del cavolfiore, unendo un pò di acqua.
Portatela a  fine cottura.
Poco prima di spegnere il fuoco, unite una generosa manciata di parmigiano, il prezzemolo e la provola tagliata sottile a dadini.
Un'ultima spadellata e la pasta è pronta per essere gustata!





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13 gennaio 2015

Patate mille spezie



Una delle cose che mi piacciono di più è senza dubbio viaggiare.
E l'ho fatto.Anche troppo, prima di sposarmi.
Per necessità e diletto ero la classica ragazzina con la valigia in mano.

Poi mi sono fermata.
Figli, famiglia, nuove prospettive, nonni lontani da anteporre a qualsiasi altra meta.
Mi manca? Si,tantissimo, anche se non cambierei mai la mia vita di ora con quella che è stata.

Ma continuo a viaggiare, nella maniera che più mi si incolla addosso peggio dell' Attak sulle dita.
Viaggio con la fantasia, con i profumi, le spezie.
Viaggio grazie ai mille documentari, libri che ho sottomano.
Viaggio parlando con chi è diverso da me.
Viaggio grazie ad Internet.

Mi piace sbirciare nelle cucine degli altri,immaginarne suoni,luci e rumori.
profumi.
Tovaglie o tavoli nudi.Posate o semplicemente mani che raccolgono...

L'Asia è senza dubbio una delle mie mete preferite.
Per affinità emotive ed elettive è il mio posto sognato ed accarezzato a lungo .

Oggi vi porto in Kashmir.
Siamo nella parte settentrionale della penisola Indiana.
Una storia travagliata, uno stato controllato da tre potenze (India, Pakistan e Cina)....una regione meravigliosa, dove l'estrema piovosità dà vita a paesaggi incantevoli:


 E visi indimenticabili:


Il piatto che vi presento oggi è tipico del Kashmir.
Il Dum Aloo.
Patate e tante spezie.
Cento versioni di una stessa ricetta.
Addirittura nel bengala Occidentale viene utilizzato nei matrimoni
Non fatevi spaventare dalla presenza di tanti ingredienti.
E' un piatto comunque economico.
Ricco, ma vegetariano.
Ho trovato varie versioni,vi dicevo, in giro per il web.
Soprattutto varie modifiche al liquido di cottura.
Alcuni aggiungono la panna, altri la pasta di tamarindo, altri niente ,altri ancora il latte di cocco.
Io ho optato per quest'ultima versione per due motivi:la curiosità e quella maledetta lattina di latte di cocco che gironzolava ormai da mesi nella credenza ed era prossima alla scadenza!

Pronte?

PATATE MILLE SPEZIE (Dum Aloo)

6 patate grandi (o 10 piccole)
2 cipolle gialle
2 pezzetti di zenzero fresco
2 spicchi di aglio (anche tre se vi piace il sapore)
2 peperoncini rossi secchi (anche qui abbondate se reggete bene il piccante)
4 cucchiai di mandorle tritate
3 chiodi di garofano (io non li ho messi, mi ricordano troppo.,.le sedute dal dentista ^_^)
4 cardamomi
1 stecca cannella
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di curcuma
1 tazza di passata di pomodoro
1 lattina piccola di latte di cocco
1 cucchiaio di garam masala (reperibile nei negozi etnici)
olio
uvetta quanto basta (se vi piace)
coriandolo o prezzemolo per guarnire

Sbucciate le patate e tagliatele a dadi di medie dimensioni (non devono essere troppo piccoli).
Mettetele in una bacinella con dell'acqua per circa una mezz'ora.
Tritate su un tagliere lo zenzero, il peperoncino e l'aglio.
Devono essere tritati finemente, quasi ad assumere l'aspetto di una pasta (eventualmente aiutatevi con un mixer).
Tagliare le cipolle sottili sottili e metterle da parte
Scolare le patate e cospargerle con la curcuma.
Scaldare un cucchiaio di olio e far dorare su tutta la superficie le patate.
Metterle da parte.
Aggiungere altro olio nella padella (4 cucchiai) e unire la cannella, i chiodi di garofano e il cardamomo (che avrete leggermente schiacciato per far uscire i semini).
Quando il tutto inizierà a sfrigolare unite il cumino e dopo trenta secondi ,le cipolle sottili e fatele soffriggere finchè avranno preso un bel colore dorato.Aggiungere il trito di peperoncino, aglio e zenzero di cui sopra . mescolate, fate prendere sapore ed unite le patate e il sale.
Aggiungere le mandorle, la passata di pomo,l'uva passa (se la utilizzate) doro e cuocere finchè vedrete affiorare un pò di olio in superficie. Aggiungete il latte di cocco (o la panna, o la pasta di tamarindo oppure...niente!!), il Garam masala e una bella tazza di acqua.
Cuocete coperto e a fiamma bassa finchè le patate saranno belle tenere.
Se necessario aggiungete altra acqua.
Servite caldo con una bella spolverata di coriandolo o prezzemolo
Servire con pane indiano o qualsiasi tipo di focaccia!


(Fonti ricetta:E-Curry e FrancescaV.com)


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12 novembre 2014

Zuppa speziata di lenticchie











ZUPPA SPEZIATA DI LENTICCHIE

Lenticchie lessate-1 tazza e mezza
Cipolla a dadini-1 tazza
Peperone giallo a dadini-1 tazza
Peperoncino piccante-1
Spicchi di aglio -2
Brodo vegetale-700 millilitri
Passata di pomodoro-1 bicchiere
Concentrato di pomodoro-2 cucchiai
Cumino-1 cucchiaino
Coriandolo (semi,facoltativo)-1 cucchiaino
Paprika dolce-1 cucchiaio
Semi di finocchio-1 cucchiaino
Prezzemolo-2 cucchiai
Amido di mais o fecola-2 cucchiaini
Olio
extravergine di oliva
sale e pepe

Prendete un wok o una padella abbastanza profonda.
Accendete il fuoco e fatela scaldare leggermente.
Versate l' olio ,i semi di cumino, finocchio e quelli di coriandolo (leggermente schiacciati) e fateli soffriggere.
Quando sentirete il loro aroma nell'aria versate la cipolla a dadini,il peperoncino e l'aglio schiacciato.
fate soffriggere per due minuti.
Unite il peperone, fate insaporire, versate la passata, il concentrato e due bicchieri di brodo.
Portate a cottura il peperone, aggiungendo dell'altro brodo se necessario.
Quando il peperone sarà al dente versate le lenticchie precedentemente lessate.
Se necessario, unite altro brodo.
Sciogliete la fecola (o l'amido di mais) in due cucchiaini di acqua e versateli nel composto.
Unite la paprica, aggiustate di sale e pepe e fate addensare leggermente.
Spegnete il fuoco,aggiungete il prezzemolo e servite con bel giro di olio a crudo.


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7 novembre 2014

Crazy Cake alle mele ovvero il ritorno della Torta matta

 


 
(Accendete le casse del pc)


Avete presente le matrioske?
Il grande che nasconde il piccolo.

E tu sei li, ad aprire, ammirare, incuriosirti.

Adoro la storia.
Il grande.
L'evento macro.
Ma adoro trovare la sfumatura ,l'evento magari piccino, inserito in un contesto più grande di sé.

La Crazy Cake ne è un esempio.
E' la necessità di trovare un po' di normalità in un mondo sconvolto dalla guerra e dalle ristrettezze.
E' l'invenzione della donna che non rinuncia a coccolare i suoi cari, ingegnandosi con quello che ha in casa.

La storia piccina, la piccola sfumatura è anche il rapporto della donna con se stessa.
 
 
Perché la Guerra non è fatta solo di scontri, di linee Maginot, di spie,e purtroppo caduti.
La guerra è fatta anche di quotidianità.
Di vita che deve scorrere, nonostante tutto.
Un mondo dove le ristrettezze economiche la fanno da padrone.
E allora?
Si inventa, si mistifica.
Trionfa l'arte di arrangiarsi.
La moda impone l'austerità.
E taglia anche il parrucchiere.
E allora per nascondere i capelli magari non proprio a posto, nasce la moda del turbante:


Le riviste suggeriscono di adattare i vecchi vestiti. La parola d'ordine è "razionamento"
Make-do and mand (adattare e riparare).
 
La calza è di cotone, addio nylon.Le scarpe sono quelle con il tacco di sughero ortopedico.
Ma il desiderio di apparire graziose e "a posto" è sempre presente.
Ed ecco l'ingegno femminile, quella leggerezza d'animo che ci consente di affrontare anche il più pesante dei macigni.
 
Guardate questa immagine.Io la adoro:
 


Il collant con la riga è un lusso?
Allora si disegna.
La gamba è troppo bianca e pallida senza collant?
Allora le gambe si truccano.
Il fard è un lusso da dimenticare?
E vai di pizzicotti alle guance per farle diventare più rosee.
 
Questa è la matriosca della storia.
Le immagini quotidiane.
Accanto a quelle ufficiali, altisonanti.
E' la forza delle donne che travolge qualsiasi cosa, è la femminilità che appare come un cuscinetto dove appoggiarsi contro le brutture della vita.
 
La Crazy cake(di cui parlammo QUI, nella sua versione originale al cacao) è figlia di quei tempi.
 
E' la necessità di coccolare i propri cari nonostante tutto.
E' la maestria di saper creare con poco.
E' l'arte di usare l'aceto e il bicarbonato al posto del lievito, irreperibile.
E' l'arte di supplire alla mancanza di uova con ..niente.
Ecco.
Eppure vien fuori una deliziosa tortina.
Ovvio.
Non è un capolavoro di pasticceria.
 
E' un capolavoro dell'arte di arrangiarsi.
E' un capolavoro dell'essere donna.
 
Io ve la presento con le mele stavolta.
E' una tortina senza pretese, ma buona.
Perfetta per una giornata piovosa,una tazza di thè in mano e lo sguardo che accarezza le goccioline sul vetro.
Ovviamente è ottima per gli intolleranti alle uova e al lattosio (ed è il motivo per cui io la realizzo spesso)
 
Vi riporto la versione originale con il bicarbonato e l'aceto, per dovizia di particolari.
Ovviamente potete sostituirli con 1 cucchiaino di lievito per dolci.
 
Le dosi sono per uno stampo da 20 centimetri.
Se avete intenzione di farla più grande, raddoppiate le dosi.
 
 
 
 
Crazy cake alle mele ovvero la torta matta
 
Farina-210 grammi
Zucchero-180 grammi
Sale -1 pizzico
Bicarbonato di sodio-1 cucchiaino RASO
Aceto di vino bianco-! cucchiaio RASO
Olio di mais (o altro)-80 millilitri
Acqua (o succo di mela)-200 millilitri
Mele -2
(aceto e bicarbonato possono essere sostituiti da 1 cucchiaino abbondante di lievito per dolci)
 
Teglia:20 centimetri rivestita di carta forno
 
Cottura:180 gradi / 30 minuti/ventilato
 
 
In una ciotola mettete farina, zucchero sale e bicarbonato (o il lievito)
Mescolate e fate tre buchi con il manico del mestolo. In uno versate l'aceto (se lo utilizzate), in un altro l'olio, in un altro ancora l'acqua (o il succo).
Mescolate velocemente con un mestolo .
versate il composto nella teglia, aggiungete le mele che avrete tagliato precedentemente a fette e infornate .
Lasciatela raffreddare e gustatela!!
 
 

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