31 maggio 2013

La torta del Tre e la sarta gnocca

Ve lo dico subito.
Se dovessi rinascere farò altro.
No,niente foodblogger.
No,no.
Niente velleità da scrittrice o da avvocato Azzeccagarbugli.
Mi terrò ben lontana quindi da fogli bianchi e codici civili.
La prima cosa è che voglio rinascere gnocca.
Innanzitutto 10 cm in più.Sono alta 166 cm.Dieci centimetri in più non guastano mica.
E poi esigo lo stacco coscia rasomento.Ambè.
Bionda o mora non ha importanza.
Ecco,forse gli occhi.
Verdi.
Si,si.
Verdi..
Va beh,a questo posso rimediare infilando quelle bellissime lenti a contatto colorate che fanno tanto alienochehapersolastradadicasa.
Però dai per una serata va bene,si possono portare.
Sistemato il lato fisico passiamo alla professione.
Voglio fà la sarta.
Voglio riuscire a tenere un ago in mano senza avere l'orticaria.
Voglio riuscire a riparare una maglietta senza che escano fuori cinque o sei salsicciotti di tessuto.
Voglio fà la eco-friendly e cucirmi da sola i vestiti.
Voglio avere la cassetta dei fili grande quanto 'na stanza.
Tutte le sfumature dell'arcobaleno,aghi di ogni misura,forbicine e ...
la macchina da cucire.
Vorrei sedermi di fronte alla Singer anteguerra di mia suocera e non guardarla come di fronte a un testo in aramaico.

Vorrei sapere dove mettere quel cavolo di filo,vorrei premere il pedale e cucire,cucire l'inverosimile....
Voglio fà la sarta.
Gnocca.
Sarta gnocca con staccocoscia rasomento.
Ecco.
Ma che te sei fumata?
Niente questo è il risultato dell'aver dovuto prendere in mano l'ago di corsa stamattina per riparare una maglietta della pargola grande.
E' venuto fuori un salsicciotto interminabile.
"A mà per fortuna che cucini meglio di come cuci"
E c'ha ragione! ^_^


Torta del tre.Facile facile da ricordare.Una torta della mitica Paola Lazzari,un nome una garanzia.La ricetta viene dal blog di Ornella Ammodomio.
Il risultato è una torta da credenza.Delicata e profumata.

Torta del tre

300 gr ricotta di pecora
300 gr zucchero
3 uova
3 cucchiaini di lievito
3 cucchiai di latte
3 cucchiai di burro morbido (iOlio di semi di mais vitaminizzato Dante)
3 cucchiai di succo di limone
scorza del limone grattugiata
vaniglia
cioccolato fondente 100 grammi

In un mixer lavorate la ricotta con lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea.
Aggiungete il latte e le uova,una alla volta.Aggiungere sempre mescolando tutti gli ingredienti,per ultimi la farina e il lievito.Sistemate l'impasto in una teglia imburrata e infarinata.Sulla superficie metteteci il cioccolato fondente ridotto a dadini,spingendolo in maniera tale da farlo affondare un pochino.fate cuocere per un 35 minuti a 180 gradi.Fate raffreddare e spolverizzate con zucchero a velo.





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30 maggio 2013

Il Muffin travestito...da donut

Lo spolveri,lo riordini,apri le finestre per fargli prendere un pò d'aria.Ogni tanto una bella sistemata tipo pulizie di primavera perchè ci vuole.
Poi magari sposti i soprammobili.Questo lo metti a destra,questo magari un pò più sotto...questo no,ormai ha fatto il suo tempo e lo riponi.
In due parole?Lo curi.
Che cosa?
Il blog.
Lo curiamo,lo amiamo.nel momento in cui ti autoinvesti e ti proclami foodblogger la tua vita non è più la stessa.I tuoi pensieri non sono più gli stessi.
Giri con gli occhi di Jack Nicholson in Shining alla ricerca di piattibicchieritovaglietteluciposateequant'altro per rendere onore alla tua ricetta.
Ti ritrovi a dire a tuo marito:sai oggi parlavo con Ermenegilda?
Una tua nuova amica?
Macchè,Ermenegilda del blog Tal dei tali.
E ne parli come se fosse una persona che tu frequenti tutti i giorni fisicamente.
E lui ti guarda come se tu fossi un' aliena.
E tu guardi lui come se fosse un alieno perchè come fa a non capire una cosa così semplice...nascono bei rapporti qui,in questo mondo.
E raccogli ricette ,e provi e sperimenti.
Magari ti svegli la notte con un  pensiero da scrivere e te lo appunti subito.
Hai visto mai,'na botta de Alzheimer e me lo scordo.
Sembra un idillio senza fine.
E invece non è così.
Oggi io e la Vale ci siamo chieste la stessa cosa,abbiamo fatto la stessa riflessione.
Ad un certo punto fai un passo indietro.E poi un altro ancora.Diradi i post,ti assenti,prendi le distanze.
E poi lo abbandoni.
A volte senza lasciar scritto nulla.Te ne vai semplicemente.
Altre volte ancora scrivi.E parli di mancanza di tempo,di troppi impegni.
Io gironzolo nel mondo dei blog da anni.prima come spettatrice,poi ho lavorato dietro le quinte,poi ho deciso di farmene uno mio.Ci sono dei blog che conosco da tempo immemorabile,ai quali mi sono affezionata.
E succede che un giorno apro l'home page e quel blog lo trovo chiuso.
Con un arrivederci che il più delle volte è un addio.
Oppure la stessa ricetta da mesi.
Abbandonato a se stesso.
In un blog addirittura la proprietaria ha tolto tutte le ricette.Era un blog bellissimo.E non è rimasta traccia.Se non dei titoli,titoli che poi cadono nel vuoto.
Dove trovo un messaggio di addio tra le righe si evince sempre una sensazione di fastidio,di estraneità nei confronti di quella creatura creata e amata fino a poco tempo prima.
Io stessa mi sono allontanata.ma poco.Non ho resistito molto.Il richiamo della mia creatura e della vostra compagnia è stato molto più forte.Avevo i miei buoni motivi,avendo sperimentato il brutto del virtuale.
Ora mi chiedo e lo chiedo a voi perchè non so darmi la risposta:cos'è che scatta ad un certo punto?
Al di là di questioni lavorative,nascite e  quant'altro, mi interrogo sul perchè ad un certo punto il blog diviene un mostro che fagocita anzichè un piacevole compagno di viaggio.
Io non lo so.So solo che quei blog abbandonati mi danno una gran sensazione di tristezza.

Oggi vi propongo il travestito.
Ammazza se è travestito.
Ti sembra di addentare un donut.Invece mangi un muffin.E allora ti piange solo un fianco,solo una coscia e solo un gluteo.Perchè almeno non è fritto!
Lo addenti e ti stupisce per la morbidezza.E poi arriva quel sapore un pò piccante,un pò particolare come solo la noce moscata sa regalare.
E poi lo zucchero sopra,la cannella.
Una piccola coccola tutta per voi.
E anche per me.
(ricetta originale e da me modificata Le hamburger e le croissant)


Il muffin travestito da donut

200 gr farina
80 gr zucchero
1/4 cucchiaino di noce moscata grattugiata
1/2 cucchiaino di cannella
1 uovo
latte quanto basta
1 pizzico di sale
60 gr burro fuso
2 vasetti da 125 ml di yogurt bianco al naturale
2 cucchiaini di lievito per dolci

per la copertura:
60 gr burro fuso
60 gr zucchero
1 cucchiaio di cannella

Fondete il burro (microonde o bagnomaria) e fatelo raffreddare.In una terrina mettete tutti gli ingredienti secchi(farina,zucchero,sale,lievito,spezie.mescolate.In un'altra terrina mescolate gli ingredienti "umidi" quindi:il burro,l'uovo,lo yogurt tranne il latte.Unite i due composti.Avrete un impasto abbastanza denso.Ora prendete il latte e aggiungetene fino ad ottenere una miscela densa ma non troppo.A me ne è servito un bicchiere scarso (ma ovviamente dipende anche dalla qualità della farina,non tutte assorbono la stessa quantità di liquidi).
Prendete una teglia da muffin,rivestitela con gli stampini di carta e versatevi il composto,fino a riempire gli stessi pirottini a metà.Infornate per un quarto d'ora,venti minuti a 180 gradi.
Fateli raffreddare per una decina di minuti.
Intanto fondete il burro per la copertura e mettetelo in un piatto.In un altro mescolate zucchero e cannella.A questo punto prendete i muffin,passateli prima nel burro fuso e poi tuffateli nel composto di zucchero.Io ho fatto quest'operazione solo sulla superficie.Per un risultato più goloso togliete i pirottini e rotolate il muffin tutto dentro lo zucchero.
Fate riposare un pò e gustate




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29 maggio 2013

Serendipity Bread ovvero il pane che non ti aspetti

Serendipity.
Un termine inglese bellissimo.
L'attitudine a fare scoperte impreviste e insperate.
L'arte di imbattersi in qualcosa mentre si stava cercando altro.O la capacità di arrivare alla fine di un percorso e rendersi conto che si è stati in realtà protagonisti di fortunate circostanze.La sensazione che proprio lì dovevamo arrivare.O che proprio quella persona dovevamo conoscere.
E' la capacità di guardare a ritroso la propria vita e rileggerla in questa chiave.
Questo è il Serendipity Bread.L'autrice cercando altro si è imbattuta in questa ricetta.Guardava gli ingredienti.Beh forse un pò strani.C'è la ricotta e che c'azzecca la ricotta con l'impasto per il pane?.E la forma?Brutta!Singoli panini con un pomodorino sopra..La salva lo stesso e non sa perchè e la dimentica.
Poi a casa si rende conto di avere della ricotta da consumare.E allora prova quell'impasto.Lo guarda dubbiosa.No,i panini no.Una bella forma singola.Prova un triangolo,le dice il marito scherzando.
Il triangolo no?il triangolo si.Perchè il triangolo in realtà è uno spicchio.E allora che triangolo sia.
E il pane che ne esce fuori è carino da vedere.Sei spicchi uniti eppure divisi.Un pane che è un trionfo di morbidezza e mollica.
Io non cercavo la ricetta di un pane.Cercavo un dolce tedesco.Ero in un blog tedesco a cercare di capire dosi e modi.Un clic inavvertito del mouse e  mi si apre la pagina di quest'autrice.Porca paletta,la mia espressione.Poi vedo la foto e il titolo : Serendipity Bread.Mi incuriosisco,leggo,traduco e faccio fuori anche io la mia ricotta.
Non lo cercavo,l'ho trovato per caso.Il risultato sorprendente.Un pane profumato ,morbido.ottimo da solo ma anche degno e fedele compagno di salati e dolci .
Serendipity.Che sia un pane,una cosa,un evento o una persona.A volte dall'imprevisto nascono gli eventi più belli.
O i rapporti più belli e duraturi.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta Panissimo organizzata da Sandra e Barbara


Serendipity Bread (Thinks we make)

Ingredienti secchi:

500 gr farina
1 bustina di lievito di birra
1 cucchiaio di miele(o malto o zucchero)
sale 1/2 cucchiaio

Ingredienti liquidi:(in totale devono raggiungere i 350 ml):

150 ml acqua calda
3 cucchiai di ricotta
3 cucchiai di olio di oliva (Olio d'oliva Dante arricchito con vitamina D)
latte (quanto basta per arrivare a 350 ml)

Su un piano infarinato mettere a fontana gli ingredienti secchi.prendere un contenitore graduato e procedere in questa maniera.Metterci l'acqua calda e i 3 cucchiai di ricotta.dare una mescolata per sciogliere il formaggio.Unire l'olio d'oliva e tanto latte fino ad arrivare alla tacca dei 350 ml.A questo punto versare il liquido cosi ottenuto nella fontana di farina ( ora lo so che pensare a questo composto con la ricotta sciolta non è molto invitante,ma fidatevi che proprio questo darà un'estrema morbidezza al pane).Impastare.Se il composto dovesse risultare troppo appiccicoso unire altra farina.nel caso in cui risultasse invece un pò duro unire altro latte.Impastare fino ad ottenere una consistenza morbida e liscia e far lievitare fino al raddoppio.Riprendere l'impasto,rilavorarlo brevemente e tagliarlo a spicchi (se volete altrimenti dategli qualsiasi forma).mettete gli spicchi nella teglia di cottura unendoli per il vertice e far lievitare per un'altra mezz'ora.Io li ho lasciati così.Una gustosa variante invece è quella che prevede lo spennellarli con un tuorlo sbattuto e poi cospargerli di semini vari:sesamo,papavero,girasole.
Infornate a 180 gradi per una mezz'oretta.


Il particolare della fetta,bella "mollicosa"!



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27 maggio 2013

The Crazy cake ovvero la torta matta al cacao e Lev

"....La risposta comune che dà la vita a tutte le più complicate ed insolubili questioni:bisogna vivere delle piccole necessità del giorno : smemorarsi...."
(Tolstoj,Anna Karenina)

Mio caro Tolstoj,anzi mio caro Lev.Posso chiamarti così vero?ormai siamo amici di vecchia data.Anna Karenina uno dei pochi romanzi russi che ho finito ed amato.Tranne questa frase,Lev.
Ora,non hai scoperto nulla di nuovo.La tua è una riflessione antica.Prima di te c'è arrivata la saggezza orientale.
Stacca il pensiero,concentrati su quello che stai facendo,imponi il silenzio alla mente.
Ma ti sembra facile?
Facile no,necessario si ,mi dirai.
Io ci provo da discepola buddhista sui generis qual sono.Ci provo a dirottare il pensiero sui denti che sto lavando,sulla carezza al gatto,su quella macchia che non ne vuole sapere di andar via.Ci provo,ma non ci riesco.Perchè il pensiero vola sempre.Sulle banalità della vita quotidiana,figuriamoci sulle insolubili questioni.Prima di te Aristotele l'ha detto:se non c'è una soluzione che ti preoccupi a fare?e se invece c'è la soluzione che ti preoccupi a fare?
Mizzica come la fate facile voi intellettuali,però.
Sembra quasi di dover schiacciare un bottone.Il bottone della modalità:me ne frego.Oppure non penso.
Ma a voi l'hanno dato alla nascita?
A me no,i miei non l'hanno richiesto.
Ma si compra?si affitta?si noleggia?
A rate,mutuo oppure leasing?
No perchè magari lo prendo,così magari i miei secondi quarant'anni saranno almeno più sereni.
Però a pensarci bene sono sulla buona strada.Sai quando?quando cucino.
Quello è il mio momento zen.
No,non mi metto il grembiule glamour,non mi riempio il calice di vino,non ascolto la musica classica.Sto in silenzio.Chiudo la porta,lascio tutti fuori e mi immergo nel mio mondo fatto di mestoli,pentole e coltelli ben affilati.E quelli però sono la mia rovina.
Perchè vedi io inizio bene.Stacco la spina da tutti i miei problemi...ma poi quel coltello che affonda nel tagliere mi provoca una specie di visione.
E allora tra il coltello e il tagliere si infila come companatico o vittima disegnata il problema.E io inizio di nuovo a pensare.E affetto con quel coltello,e taglio,e sminuzzo e trito.Una metafora ecco,affetto e trito il problema.Come lui sta facendo con me.
E poi magari capita quel giorno che ce l'ho con qualcuno in particolare.E sotto quel coltello non ti nego che una spellatina a qualche callo gliela do.
Mio caro Lev,come vedi,torno al punto di partenza.
Io l'interruttore per spegnere i pensieri non ce l'ho...
Come dici?
Nemmeno tu?
Era tutto un bluff?
Ma sai che l'avevo sospettato ^_^

P.S-ma che hai direte voi,di nuovo un header,uno sfondo diverso..In realtà questo è il template che aspettavo da tempo per il mio blog .Un pò vintage,un pò caldo,un pò sui generis come piace a me.Due foto che scorrono con le mie due passioni cibo e libro.Gli altri sfondi erano pubblicati "in attesa".In attesa che mio marito si decidesse a mettere mano tra i vari codici html,visto che la sottoscritta non ne capisce nulla.Questo per ora è il definitivo.Per ora ovviamente ^_^

Chiudete gli occhi.Oggi vi porto a fare un giro negli Stati Uniti.Siamo nel 1929,nel pieno della Grande Depressione.Crisi,ristrettezze economiche la fanno da padrone.Capita di non avere a casa burro,uova ,latte.magari in dispensa c'è solo un pò di cacao,bicarbonato aceto.E l'acqua.Dalla necessità nasce la virtù,a qualsiasi latitudine.E nasce cosi la Crazy Cake,la torta matta.
Matta perchè non si sporca nulla,si fa direttamente in teglia,non si usano fruste elettriche.Non ci uova,nè burro,nè latte.Pochi e scarni ingredienti,un modo tutto particolare di agire per una torta buona,umida e leggera.
Seguitemi nella descrizione passo passo:

Crazy cake al cacao

180 gr farina
200 gr zucchero
30 gr cacao amaro
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
80 ml olio vegetale (Olio di semi di mais vitaminizzato Dante)
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
250 ml acqua

Prendete una teglia antiaderente ( o anche una teglia che non lo è e quindi imburrate e infarinate).Prendete i primi cinque ingredienti della lista e metteteli tutti dentro la teglia:



mescolateli con cucchiaio di legno fino a che la miscela assume un colore omogeneo:



fate tre solchi in mezzo alla teglia:



versatevi l'olio in uno,nell'altro l'acqua,nell'altro ancora l'aceto di vino bianco :

e mescolate con il solito cucchiaio di legno fino ad ottenere una miscela omogenea:

a questo punto non vi resta altro che mettere in forno caldo a 180 gradi per una mezz'oretta.



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23 maggio 2013

Pane alla maniera degli Shakers

Questo è un tipico arredo Shakers:


E questi sono i tipici Shakers:



Cosa vi viene in mente guardandoli?A me il niente.Ma nel vero senso della parola.Guardateli.Nessuna concessione a frivolezze nè nell'arredamento nè nell'aspetto.L'essenziale ridotto all'osso.Siamo nella prima metà del diciottesimo secolo.Il gruppo è una costola dei quaccheri che si trasferisce nell'America settentrionale.
All'epoca contavano numerosi seguaci e 25 villaggi rurali.
Oggi ne sono rimasti solo tre.
Volete sapere perchè?
E GRAZIE AL CAPPERO!!!
Sapere qual'era la loro principale caratteristica?Questa espressione nei confronti dell'altro sesso e del sesso in generale:
Celibato e rifiuto assoluto del matrimonio.Sesso solo se necessario ai fini della procreazione..ma se non procreiamo è anche meglio!E ci si stupisce che siano quasi estinti? ^_^
Ho incontrato questo pane per caso,leggendo Pain di Judith Fertig.Un pane la cui ricetta veniva tramandata nei villaggi shakers.Un pane buonissimo fatto con il latticello.
Ora,io il latticello qui non lo trovo,manco se lo evoco con una seduta spiritica con tanto di medium delirante al seguito.
Quindi l'ho fatto col sostituto ufficioso (metà latte,metà yogurt,un limone e dieci minuti di attesa).Il risultato?un pane buono ,soffice ,adatto ad accompagnare sia salati che dolci.
Un'ultima curiosità:lo sapevate che gli Shakers proibivano ai loro adepti di annusare e mangiare il pane caldo appena uscito dal forno?pensavano che fosse uno dei sapori più inebrianti e sensuali al mondo,di un'intensità tale da condurre al peccato !Ovvero il pane meglio del Viagra!
(ricetta originale Judith Fertig e les gourmandises de isa)
Con questa ricetta partecipo alla raccolta Panissimo organizzata da Sandra e Barbara!



Pane alla maniera degli Shakers

500 gr farina
1 bustina di lievito di birra
1/2 cucchiaio di sale fino
125 ml acqua calda 
250 ml latticello
1 cucchiaio di miele (mia aggiunta)

In una spianatoia miscelare tutti gli ingredienti secchi ed aggiungere poi gli umidi.Cominciare ad impastare fino a che tutti gli ingredienti si saranno inumiditi.A questo punto mettere la pasta ottenuta in una insalatiera capiente e portarla dai lati verso il centro 40 volte (lo dicono loro mica io eh!).la pasta dovrà essere abbastanza appiccicosa.A questo punto mettetela a lievitare fino al raddoppio
Trascorso questo tempo,riprendetela e cercando di maneggiarla il meno possibile mettetela in uno stampo (l'ideale sarebbe quello da plum-cake,io non ce l'ho messa).Lasciare riposare per altri 40 minuti coperta da un canovaccio.Preriscaldare il forno per una decina di minuti avendo l'accortezza di inserire all'interno un contenitore metallico pieno di acqua fredda.Munitevi di uno spruzzino pieno di acqua fredda.Inserite lo stampo con l'impasto,spruzzate un pò di acqua per il forno e iniziate la cottura a 180 gradi.Ripetete lo "spruzzo" per altri due -tre volte al fine di far cuocere il pane in un ambiente con la giusta umidità.
Dopo una mezz'oretta circa il pane sarà pronto!



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22 maggio 2013

Biscotti croccanti al cocco e sette chili in sette giorni

Scarsadale.
Weight Watchers.
La dieta del fantino.
La dieta Atkins.
Facciamo due giorni solo a insalata.
Ma invece facciamo due giorni solo a frutta.
Ma perchè non facciamo la dieta del gelatoquestasichemipiace?
ohhhhh ho sentito mia madre che diceva ad un'amica che per dimagrire bisogna prendere prima di mangiare un bicchiere di aceto di mele con acqua.
Io invece ho visto la zia Clotilde spremersi un limone nel bicchiere e berlo dopo i pasti.
E così in ordine sparso contavamo i punti tipo la Weight Watchers,magnavamo (ops mangiavamo ^_^) carne secondo la dieta del fantino,toglievamo tutti i latticini secondo la Scarsdale e ci trasformavamo in conigli per tutte le carote e i sedani fuori pasto.Pane,pasta e pizza banditi grazie all'Atkins e ci trasformavamo in stitiche impenitenti grazie agli ettolitri di limone miscelato ad aceto che prendevamo prima e dopo i pasti.Ma il metabolismo ci aiutava a quell'età.Una settimana di queste sbobbe ,il pancino già inesistente si appiattiva e noi ci sentivamo stupende.I miti di allora ci aiutavano non poco.C'erano in giro modelle come la Schiffer,come Elle McPherson,come Cindy Crawford.Ti propinavano le loro cassette di aerobica al ritmo di:basta mangiare sano ed allenarsi per avere risultati.
Poi si cresce,acquisti consapevolezza del tuo corpo e capisci quanto male può fare una dieta strampalataE ti rendi conto che i famosi sette chili in sette giorni è solo il titolo di una commedia di quegli anni confusionari ma felici.E allora vai dal dietologo.Io l'ho fatto, avevo ventidue anni e cinque chili da perdere.In due mesi li ho persi.Mi sentivo bene,stavo bene.I chili persi dopo altri due mesi sono diventati dieci.Senza fare nulla.La dieta mi aveva riattivato il metabolismo.Una vita universitaria frenetica,lavoretti vari avevano contribuito allo smaltimento rifiuti, pardon lo smaltimento ciccia in eccesso.
Dieta Dukan.
Dieta Montignac.
La dieta del dottor Migliaccio.
La dieta del minestrone.
La dieta dello yogurt.
La dieta del gruppo sanguigno.
la dieta paleolitica.
Oggi è questo lo scenario.E non mi permetto di dire nulla perchè conosco persone che con la Dukan hanno ottenuto risultati strepitosi.Ma ho letto una cosa allucinante.
Pubblicità di una pasticca
Sette chili in sette giorni.
Una pasticca.A 'sto punto miracolosa oserei dire perchè manco mr.Dukan arriva a tanto.
Ma che ce sta dentro a 'sta pasticca?ma che niente niente sò tornate alla ribalta le anfetamine?
Macchè.
Erba.Esclusivamente erba.
No,no quella che avete pensato che io che ne so se fa dimagrire.
Erba vera.Due piantine .Innocue dicono loro.
Ma innocue manco per niente dico io che se me sciolgono i chili a 'sto ritmo che manco il Viakal col calcare,beh tanto tranquille ste due piantine non saranno.
Però a documentarsi in realtà sono due innocue piantine sudamericane.Una antistress e l'altra un blando diuretico.
Sette chili in sette giorni.C'è scritto proprio questo.Con annesso il tariffario preciso preciso che manco il dentista te lo propone cosi:
Cinque chili da perdere?50 euro
Dieci chili?la confezione da 60 euro.
E così via fino ad arrivare a gravi casi di obesità.
Allora sò ste piantine ad avere qualche cellula impazzita o le aziende con relativi dottori che avvalorano queste ipotesi ad avere qualche neurone inverso?
Tanto poi la regola aurea per perdere peso è solo una.
Amati.
Quello è il primo passo

P.s=qualcuna di voi ha mai sentito parlare di Acai berry?la pillola a base di questo frutto brasiliano capace di compiere miracoli nella perdita di peso.Beh,io la sto assumendo.No,non per perdere peso.Per farlo dovrebbero cucirmi la bocca e togliermi di mano il blog.Pare che questa pillola curi tutte le infiammazioni nascoste nel fisico.Uno dei pochi effetti scientificamente testati.E la mia dottoressa me l'ha ammollata,dicendomi che il prossimo passo sarebbe stato un bel viaggetto in quel di Fatima,viste le mie ultime vicende.
L'avevano spacciata per dimagrante.Anche qui sette chili in sette giorni.A tutt'oggi?manco un chilo perso ^_^
Un filo di salute in più quella si.
Ma i fianchi,quelli stanno lì ben saldi e appiccicati!


Biscotti croccanti al cocco  (da Chocolat à tous les ètages)

60 gr di cocco grattugiato
125 gr farina
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
60 gr burro
80 gr zucchero
1 uovo 
1 cucchiaio di latte

per la superficie:
latte + cocco grattugiato

Su una spianatoia infarinata mettere la farina a fontana e aggiungere tutti gli ingredienti.Impastare cercando di ottenere un composto omogeneo.Se vedete che è troppo asciutto non esitate ad aggiungere altro latte.
Prendete due fogli di carta forno e mettere in mezzo l'impasto stesso.Con l'aiuto di un mattarello stendere la pasta ad uno spessore di 5-6 mm.A questo punto ritagliare i biscotti con la forma da voi desiderata.Con un pennello di silicone bagnare il biscotto con il latte e cospargerlo con il cocco grattugiato.Continuare cosi fino ad esaurimento dei biscotti.Cuocere in forno caldo a 180 gradi per un quarto d'ora.
Una variante golosa di questi biscotti vede protagonista il sesamo.Spennellate sempre i biscotti con il latte ma invece di passarli nel cocco li passate nei semini di sesamo e cuocete nella stessa maniera!


versione con il sesamo:






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20 maggio 2013

Crema alla stracciatella e ma de che aò

Quella mattina Dorotea la pantera di Maratea(ve la ricordate? Qui,Qui,Qui e Qui) si svegliò con una strana frase impressa nell'anima,nel sangue e nella pelle.Come un marchio a fuoco,indelebile...
"Ma de che aò"
Ma non era di Maratea direte voi?Si,d'adozione.In realtà il sangue di Romolo e Remo sgorgava dalle sue vene.E come sempre nei momenti di rottura,soprattutto di rottura di attributi arrivava il dialetto a farle compagnia.
Si alzò dal letto,scaraventando le coperte per terra.Sua maestà dormiva ancora.Anzi russava.
Andò in bagno,acqua fresca sul viso e guardandosi allo specchio si disse.
"A Dorotè ma vattela a pija 'n' saccoccia"
tradotto per i non indigeni vuol dire:Dorotea ti sta bene.
Cosa le stava bene?
tutto quello che la circondava.
La casa perfetta,il filo di perle,il camino sempre acceso,la tavola imbandita,il rossetto rosa (non sia mai rosso,curata si,figlia di buona madre mai).
E ancora le lacrime represse,i problemi risolti da sola,le puntate sotto le lenzuola in cui sotto sua maestà la cosa più eccitante a cui riusciva a pensare era la lista della spesa.
E ancora quel piccolo insulto.Il primo.E poi la spinta.magari involontaria.E poi lo schiaffo se magari la pasta era scotta.E poi il pugno perchè magari la camicia aveva una piccola piega.
Ma de che aò.
Le calze
Ma de che aò.
La gonna
Ma de che aò.
Il reggiseno.
Ma de che aò.
La maglia.
E più si ripeteva quella frase scarna,spiccia e più dentro di lei montava un coraggio sconosciuto.Una forza e un piccolo sorriso.I bimbi erano già sistemati da una sua amica.Al sicuro.Le valigie pronte,in macchina.Poche cose,le sue.Le altre le lasciava a marcire con sua Eminenza illustrissima.
Ma de che aò.
Il rossetto.
Rosso.
Rosso sangue.
Rosso passione.
Lui si girò con la pancia all'aria.Dorotea lo guardava.Come si guarda un ragno,uno scarafaggio.e poi l'idea.Aveva pensato di scrivergli due righe.ma a pensarci bene non avrebbe usato un foglio..
Si avvicinò.
La punta del rossetto svettava come l'inizio di una linguaccia irriverente.La prima parola.Bella stampata sulla fronte.
Un bel MA.
La seconda ,nella guancia sinistra.
Un bel DE.
Forse aveva calcato un pò troppo con la punta del rossetto e sua Altezza serenissima aprì gli occhi.Una carezza e due occhi dolci...Dormi caro,ti sto facendo un massaggio......
Guancia destra...
Un bel CHE.
E poi ultimo atto di una vendetta tardiva ma necessaria,sul mento ...
Un bel AO'.
Dorotea guardò quell'involontario clown dormiente creato grazie alla pazzia di un momento..Ma forse alla fine è proprio un momento,un singolo attimo,una singola diapositiva a cambiare la nostra vita.Un respiro più forte e dopo niente sarà più lo stesso.
Dormiva ancora profondamente.Faceva anche un pò pena con la faccia così conciata.Pena.Non c'era più spazio per altri sentimenti.
Scese piano le scale Dorotea.Lo chignon aveva lasciato il posto ad una massa di capelli maleducati e scomposti,ma così veri.L'aria del mattino la colpì facendola rabbrividire.Un piede fuori uno dentro.Un salto nell'ignoto o un passo indietro verso il certo,il conosciuto,magari squallido...a volte l'abitudine è una catena cosi malvagiamente rassicurante.
Un piccolo passo.
Forza Dorotea.
Si guardò indietro e nella sua testa risuonò solo un forte e inarrestabile:Ma de che aò.
La sua nuova vita stava iniziando.

Perchè ci sia una piccola Dorotea in tutte quelle donne che subiscono e accettano.Una piccola Dorotea in quella ragazza di venti anni massacrata di botte dal fidanzato e che oggi dichiara che tornerà con lui,perchè è stato un attimo,perchè lui non è colpevole e che lo ama.

E ora a noi.Grazie.Semplicemente.A chi mi ha incoraggiato,a chi mi ha telefonato.A chi mi ha inviato messaggi e mi ha esortato a tornare.Risponderò a tutte giuro.Mano mano farò il giro.
Un grazie speciale a Stefania che è arrivata durante e dopo la tempesta,in punta di piedi,con la delicatezza che l'ha sempre contraddistinta.
Un grazie speciale alla signoria sua illustrissima Cose belle della vita che come sempre mi supporta e sopporta.Alla dottoressa Psyco che mi conduce nel delirio più completo con i suoi Whats App ^_^.a Luna con la sua costante presenza.
All'immancabile buongiorno di Berry e uno ancora in particolare.
A quella persona che mi ha detto una cosa semplicissima ma vera e assoluta.
Nella vita si sceglie sempre.Si sceglie la maglia,il colore del rossetto,si sceglie se piangere,ridere, arrabbiarsi.Di fronte ad un evento passata la prima tempesta puoi scegliere come reagire.
E io ho scelto, sono tornata.
E alla psicopatica/o che gentilmente mi ha omaggiata ho da dire semplicemente una cosa:
MA DE CHE AO'!
Tiè ^_^


Crema alla stracciatella.Semplice banale ma io non l'avevo mai fatta.Ho corretto solo la dose originale della maizena perchè veniva un pò troppo liquida .la ricetta viene da "Chocola à tous les ètages".


Crema alla stracciatella

300 ml latte intero
200 ml panna fresca da montare
40 gr di zucchero a velo
40 gr maizena (dose originale 25 gr)
bacca di vaniglia
100 gr cioccolato fondente tagliato a dadini grossolani

Riscaldare la panna con 100 ml di latte ,i semini della bacca di vaniglia e lo zucchero.Diluire la maizena con il restante latte,unire la panna precedentemente scaldata e mescolare bene.Porre sul fuoco e fare addensare per pochi minuti (tenete conto che raffreddandosi rassoda ancora di più).
Una volta raffreddata completamente unite il cioccolato tagliato e mettete in frigo almeno per una mezz'oretta.





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9 maggio 2013

Smoothie alla fragola,cocco e lime e 86400 secondi

86400 secondi.
Il problema è scegliere come impegnarli.
86400 secondi.
Il problema è scegliere che cosa fare.
86400 secondi.
Il problema è scegliere le sensazioni che faranno da apripista.
86400 secondi.
Il problema è scegliere come renderli speciali,indimenticabili.
86400 secondi.
Sono i secondi che compongono 24 ore.
Una giornata.
e il desiderio di renderla comunque speciale.Magari comunque accettabile,vivibile.
E' che bisognerebbe armarsi di scopa da sbattere in testa...no volevo dire armarsi di scopa e raccogliere e buttar via tutta la polvere che rende opaca una giornata.
Una bella passata di Mocio poi e tutto torna bello lucido.
e il bello che domani si ricomincia.
86400 secondi.
Il bello è scegliere come viverli.

Smoothie?Frullato?Uno smofrullato?
Il frullato è più liquido e contiene latte.E questo ce l'ha.
Ma ha il latte di cocco,quindi è un pò più denso e assomiglia di più ad uno smoothie.
Il nome è un optional,il gusto no.E' una certezza e un comfort food per la stagione calda.

Smoothie alle fragole, cocco e lime

250 gr fragole
3 cucchiai di zucchero(o più dipende dal vostro gusto)
1 lattina di latte di cocco
fiocchi di cocco per decorare
1 lime

In un contenitore poniamo le fragole lavate e tagliate a metà,il suco del lime e lo zucchero.Facciamo riposare per mezz'ora.Trascorso questo tempo,frulliamo il tutto aggiungendo la lattina di latte di cocco.Porre dieci minuti in freezer,decorare con i fiocchi di cocco (quelli che si trovano nelle bustine del supermercato insieme alla frutta secca esotica) e gustare!


Qui trovate lo smoothie da mangiare,un'altra versione divertente.
Per realizzarla preparate un piccolo contenitore,versate un primo strato di fragole frullate con lime e zucchero e ponete in frigo.Quando questo primo strato sarà solidificato,tirate fuori il contenitore e versate il secondo strato fatto di latte di cocco.Ponete di nuovo in freezer,attendete e completate con il terzo strato fatto di fragole frullate.Fate congelare di nuovo e gustate finalmente!

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8 maggio 2013

Mousse allo yogurt e tre pipponi

Pippone numero uno:
Ma non  porti la mia stessa divisa?
No.
Ma non la pensi come me?
No.
Ma non trovi come tutti noi che quella persona sia così cara,così buona?
No.
Ma dai almeno le scarpe d'ordinanza come noi te le metti?
No.
Tranquille non mi sono rollata e fumata il manuale dell'antipatia oggi.
Spettate che attacco con un altro pippone e poi vi spiego.
Forse.
Pippone numero due:
Ma tu mi ami?
No,ti ho conosciuto esattamente due minuti e cinque secondi fa.
Ma io ti amo.
E ma io no.
Ma almeno chiamami amore,tesoro.
Ma se manco ti conosco.
Ma non fa nulla tutti siamo amore,tesoro,salsiccia e pomodoro (perdonate ma è una cantilena di mia figlia piccola).
No.
Amore è uno.
Tutti gli altri son nessuno (tanto per continuare le cantilene).
E' che certe persone sembrano aver preso l'offerta tre per due al supermercato .E spandono ed elargiscono sta parola vendendola al miglior offerente,svalutandola,deprezzandola.
Pippone numero tre:
Ma tesoro come sei bella ,come stai bene,non trovi anche tu?
No.
Ma dai ma anche se ti tiro una pedata cosa vuoi mai che sia,siamo tutti belli,simpatici,amooooooooooooore.
No,se mi tiri una pedata mi girano le zucchine.
Ma tesoro guarda è tutto bello,sono tutti buoni,sono tutti gentili,il mondo è bellissimo e le persone tutte meravigliose non trovi?
No.
Non trovo niente di tutto questo.Non mi piace il conformismo,non mi piace il dover essere d'accordo per forza,non mi piace usare le parole a vanvera perchè tutto ha un significato.Non mi piacciono le persone che si fingono (perchè credo che tranne quelli sul calendario di santi ormai non ne nascano più),dicevo si fingono buone per essere accettate o semplicemente perchè è la via più comoda.Le persone che lanciano il sasso e poi nascondono mano e intenzioni..
Non mi piacciono i gruppi che escludono chi non porta la loro divisa alias idee.Le folle che mano mano ti spingono giù perchè diversa.
A me piacciono le persone che rompono.Di un viso mi attrae la sbavatura del rossetto,di un gruppo il margine o la persona che parla poco ma quando parla ti fa pensare.
Mi piace la persona che non ha paura delle proprie idee e non ha paura di essere diversa.
Mi piace chi a un certo punto dice,sussurrandolo o urlandolo:Non ci sto.

Dedicato a Lei,a Lei e a Lei (quest'ultima complice nella mia rinnovata voglia di rompere le scatole).
E anche allo Zio Piero,che grazie ad una mail mi ha restituito fiducia in me stessa in un momentaccio in cui pensavo di mollare tutto.Una mail divertente,una conferma di quello che pensavo e una bella frase:
"A Mò,er monno se divide in kazzari  idioti e in quelli che non hanno paura di prendere posizione"
Fiera di appartenere al secondo gruppo.
Almeno finchè la demenza senile non avrà la meglio su di me.

E vista l'acidità oggi non poteva mancare una mousse allo yogurt.
Facile,cinque minuti e via.
Per chi  ha voglia di non prendersi troppo sul serio.
Nemmeno in cucina.
(ricetta originale Il dolce mondo di Sara)


Mousse allo yogurt

200 ml panna fresca da montare
40 gr zucchero a velo
2 fogli di colla di pesce
250 gr yogurt (io greco)

Ammollare per dieci minuti i fogli di gelatina in acqua fredda.Trascorso questo tempo fateli sciogliere in un pentolino con due cucchiai di panna.nel frattempo avrete iniziato a montare la panna con lo zucchero.Unite la gelatina sciolta,continuate a montare,unite la quantità prevista dello yogurt e date un ultima girata con le fruste elettriche.
la mousse è pronta.fatela riposare in frigo per almeno mezz'ora e gustatela come volete.
Io l'ho provata così al naturale.la prossima volta la utilizzerò come base per una torta fredda allo yogurt!



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6 maggio 2013

Mousse di fragole senza panna e una notizia

Non ti sporgere,dammi la mano,non dire bugie e non mangiare nell'ordine:
-formiche
-caccole
-bolle di sapone.
Sulle formiche posso anche soprassedere tanto qualche proteina in più non ha mai fatto male a nessuno,le bolle di sapone magari ti fanno anche a costo zero un lavaggio del colon ma le caccole...le caccole NO!!
Queste le linee guida delle mie raccomandazioni in termini spiccioli e riassunte all'osso,ma molto all'osso ^_^
Ora,ben consapevole che le regole ,tranne quelle fondamentali,possano variare di famiglia in famiglia (per me è fondamentale mangiare a tavola ma ho un'amica i cui bimbi mangiano sulle scale e lei lo trova così....easy e bohemienne....de gustibus) sono sicura che su una concorderemo tutte:
non mangiarti le caccole.Ma mio figlio non lo ha mai fatto,direte voi.Manco le mie,ma non posso dirvi se per loro naturale inclinazione o coercizione mia.Ho bloccato sempre sul nascere l'introduzione coatta di falange,falangina e falangetta nelle narici.
Ma ho visto con i miei occhi schiere di bimbi assaporare questa prelibatezza che si trovavano così a portata di mano.E orde di mamme pronte a rimproverare e a correggere.
Ebbene,abbiamo sbagliato tutte.
Un team di scienziati americani dopo aver stabilito che sbattendo la testa al muro per un'ora si consumano 150 calorie,dopo aver stabilito che  gli orsi bianchi sono mancini e che è impossibile leccarsi il gomito hanno scoperto che (rullino i tamburi):
mangiare la caccole fa bene al sistema immunitario dei bambini!Praticamente magnano le caccole e allontanano le malattie.Capito?in barba alle raccomandazioni materne.
Non ci credete?E' proprio vero,guardate qui!
Ora quello che io mi chiedo quando leggo di queste ricerche bislacche....ma come gli viene in mente?Qual'è quello strano meccanismo che si mette in moto nella mente degli scienziati che li porta a relazionare sulle cose più assurde?
Lo so non è molto carino parlare di queste cose,lo so non è molto chic da parte di una signora della mia età....ma come cantava la Bertè.....non sono una signora .E mi sa che a questo punto non lo sarò mai!


Va beh comunque dopo tale notizia vi coccolo con una prelibatezza.Una mousse di fragole,ma leggera,senza panna con cinque minuti di lavoro.lLho salvata tanti anni fa da Cookaround (utente giovanna 79).Il bello di questa ricetta  è che è veloce e anche leggera.Volendo la si può rendere totalmente light sostituendo lo zucchero con il dolcificante liquido (il tic per intenderci).Veloce perchè la si prepara in cinque minuti,utilizzando l'albume crudo.Io preferisco sempre pastorizzare il tutto ed ho allungato un pò il procedimento!


Mousse di fragole senza panna

1 tazza di fragole (io 250 gr)
1 tazza di zucchero(io 100 gr)
1 albume

Versione veloce:lavate le fragole e frullatele con il frullatore ad immersione.Mettete insieme in un altro contenitore le fragole,lo zucchero e l'albume e montate con le fruste elettriche fino a che non otterrete un composto morbido e spumoso.mettete in freezer per una mezz'oretta oppure in frigo per due ore.

Versione con la pastorizzazione:in un pentolino versate 100 ml acqua e 100 gr zucchero,fate bollire fino a che il composto tirandolo su con un cucchiaio non scenderà a filo.In un contenitore mettete l'albume,le fragole frullate e versateci a filo lo sciroppo di zucchero.Montate con le fruste elettriche fino a che il composto non sarà raffreddato e cremoso.Ponete in freezer  per mezz'ora o in frigo per due ore.




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3 maggio 2013

I Panzerotti catanesi e vissero felici e contenti

A Roma si chiama  "gran sòla".
Ovvero gran fregatura.
Ed è tutta in una frase:e vissero felici e contenti.
Biancaneve,Cenerentola,la bella Addormentata nel bosco,la Sirenetta.
Bugiarde loro e bugiardi i fratelli Grimm.
Ci leggiamo questa favole,una specie di  libri Harmony pediatrici,libri che ci insegnano un'idea distorta dell'amore.Come se superate le peripezie dell'inizio di una storia,si prospettasse una bella e continua discesa ornata di petali di rosa,sorrisi,ricchi premi e cotillons.
Poi ci scontriamo con la dura realtà e capiamo che l'inizio della storia,in realtà, è un gioco da ragazzi.Ognuno di noi indossa il vestito buono della domenica accuratamente stirato e offre il meglio di sè.Come alle ferie e ai mercatini.La miglior merce esposta.E l'affare si conclude.
Vissero felici e contenti.
Questo lo pensavo a vent'anni e pensavo che fosse un punto d'arrivo.
Oggi a quella frase sostituisco l'idea della "costruzione dell'amore",come la canzone di Fossati.Una delle strofe che amo di più fa più o meno così:"la costruzione di un amore spezza le vene delle mani mescola il sangue col sudore,se te ne rimane"
Un'immagine forte ma reale.Perchè in un'epoca dove quello che è rotto si butta senza nemmeno tentare di aggiustare e riparare il guasto,l'immagine di un amore da costruire è necessaria.
Perchè il percorso non è facile,è una scalata verso la vetta di quelle che tolgono il fiato,un free climbing continuo..Perchè magari sei lì che riesci a scalare parte di questa montagna mettendo i piedi tutti nei punti giusti.Sai dove mettere le mani,dove appoggiarti quando...quando meno te lo aspetti scivoli e torni giù.Hai messo un piede male e sei tornato al punto di partenza ma senza passare dal via.Perchè il percorso fatto prima della scivolata non c'è più e te ne devi inventare uno nuovo.Che poi tradotto in soldoni questa immagine è semplicemente la fatica del ritrovare l'equilibrio ogni volta che un evento rimescola i connotati della coppia.Eventi negativi ma anche delle cose bellissime come l'avere dei figli.Un cucciolo rimescola,mistifica,toglie equilibrio e ti costringe a cercare nuovi appoggi,nuovi gradini.Perchè non si è più gli stessi ad ogni tappa della vita.
Ecco,domani sono diciassette anni che io e lui costruiamo.A volte con leggiadria,a volte con fatica,a volte con il sangue.Un pò stropicciati,con qualche cerotto ma ormai degli esperti insuperabili nel free Climbing.
Ogni giorno è una scelta e una nuova consapevolezza.
E un passo in più verso la vetta.
Auguri Mac Gyver!E auguri anche a me!


E ora panzerotti catanesi.Un pezzo di cuore e di stomaco che lascio in quel di Catania ogni volta che scendo e inizio i miei tour di gola e di svago.Finalmente dopo tante prove ho trovato la ricetta che più di tutte ci si avvicina.la forma lascia un pò a desiderare ma il sapore è quello,inconfondibilmente quello.Alcuni sono farciti con la famosa crema bianca sicula e altri con la Nutella (quelli tradizionali in realtà prevedono una crema al cioccolato aromatizzata con scorza d'arancia e cannella,ma le bimbe qui sono Nutella dipendenti)
Le ricette vengono dal blog di Sogni di zucchero

Panzerotti catanesi

500 gr farina
175 gr zucchero
125 ml latte
100 gr burro
100 gr strutto
1/2 cucchiaino di ammoniaca
vaniglia
scorza grattugiata di un limone.

crema bianca e crema al cioccolato  (io Nutella)per l'interno

Su una spianatoia infarinata mettere la farina a fontana e aggiungere tutti gli ingredienti (burro e strutto tagliati a dadini).Impastare velocemente e mettere il panetto così ottenuto per un 'ora in frigo rifero.
Trascorso il tempo richiesto,stendete l'impasto con un matterello ad uno spessore di mezzo centimetro.Armatevi di due tagliapasta,uno di  7 cm di diametro e l'altro di di 9 cm (in sostituzione potete prendere un bicchiere e una tazza).tagliate dalla pasta stesa 12 dischi da 7 cm e 12 dischi da 9 cm (se usate il bicchiere saranno 12 con questo e dodici con la tazza).
Sul cerchietto inferiore ponete due cucchiaiate di crema bianca o cioccolato.Ricoprite con il disco di pasta più grande,aiutandovi con le mani per far uscire l'aria.Prendete il coppapasta più piccolo (o il bicchiere) e tagliate i bordi.Continuate così fino ad esaurimento.Per distinguere i panzerotti bianchi prendete una pallina d'impasto e ponetela sopra il panzerotto stesso.
Cuocete in forno caldo a 180 gradi per 15 minuti al massimo.

Crema bianca siciliana

1/2 l latte
75 gr farina
25 gr amido di mais
150 gr zucchero (ho ridotto drasticamente le dosi della ricetta originale)
75 gr burro morbidissimo

Prendete il burro morbido e sbattetelo con le fruste per montarlo bene.in una pentola versare la farina,l'amido ,lo zucchero e mescolarli bene.fate un buco al centro con il mestolo e iniziate a versare a filo il latte e mescolate.Mano mano sempre mescolando unite tutto il latte e portate a cottura.la crema si addenserà tantissimo e per i panzerotti è l'ideale.Nel caso in cui la desideriate più morbida basterà aggiungere del latte.
Fate freddare la crema,unite il burro montato e sbattete poi con le fruste elettriche per ottenere un composto ben areato.








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2 maggio 2013

I Crumpets e il brunch

La domenica adoro andare in giro per mercatini d'antiquariato.Mi piace curiosare,contrattare e scovare cose improbabili che poi troneggiano per qualche mese in casa mia finchè non le riavvolgo in carta da giornale ,le riporto al mercatino ricontratto e mi prendo qualcos'altro.
Mio marito è specializzato nelle monete,nei cimeli di guerra e nelle divise militari.Deformazione professionale.
Le mie figlie nelle Barbie Vintage.
Io nelle chincagliere più ardite.Bicchieri,tazzine spaiate e libri.Ho fatto la corte per un mese e più ad un manuale di Nonna papera e un'introvabile edizione del Manuale delle Giovani Marmotte.Il primo mi è sfuggito,il secondo invece dopo estenuanti trattative me lo sono accaparrato e ora fa bella mostra di sè in sala.E mi piace pensare a quante mani di bimbo lo hanno sfogliato.Quanti esperimenti,quante prove e quanti sogni accartocciati di fare gli esploratori....
Il rito che accompagna la passeggiata nel mercatino è,durante l'inverno e la primavera,quello del brunch.Ci si alza tardi e si fa il pranzo insieme alla colazione per poi poter essere liberi poi di uscire prima che faccia buio.
Uno dei protagonisti indiscussi del nostro brunch è il Crumpet.Una simil focaccina di origine inglese.Focaccina double faces,adatta sia ad accompagnare dolci sia salati.Si gusta calda con il burro e la marmellata (con il lemon curd è buonissima) oppure in versione salata.Con la Nutella è divina!La  caratteristica del crumpet è quella di avere tanti buchini sulla superficie.Buchini che poi serviranno ad assorbire il topping prescelto.
L'ultima versione da me provata è quella proposta da Gordon Ramsay ,con un topping di fragole e panna acida.Una rivelazione,almeno per me.I miei familiari hanno continuato nel loro percorso abituale fatto di Nutella,di marmellata o anche prosciutto crudo.
Ma si sa..l'avventuriera della famiglia sono io!!
Con questa ricetta partecipo al ontest di Love Cooking Quick & Easy



Crumpets alle fragole

2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino e mezzo di lievito di birra (mastrofornaio)
300 gr farina
 1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
360 ml latte 
150 ml acqua

per il topping

250 gr fragole
4 cucchiai di zucchero
panna acida

Per i crumpets:mettete a scaldare il latte.Una volta caldo unite l'acqua e spegnete la fiamma.Unirvi il lievito e far riposare cinque minuti.In una ciotola mettere la farina e mano mano tutti gli altri ingredienti compreso il mix di latte,acqua e lievito.Mescolare con una frusta in maniera tale da amalgamarlo per bene e far riposare per un'oretta circa.
Intanto preparare il topping:lavate e tagliate le fragole a metà.In un padella antiaderente mettete i 4 cucchiai di zucchero,fatelo sciogliere leggermente,unirvi le fragole e se necessario un goccino d'acqua.Portate a cottura mescolando ogni tanto.
Prendete l'impasto lievitato che avrà formato i buchini caratteristici:


prendete una padella e metteteci dell'olio per friggere a scaldare.Versate un mestolino d'impasto e fate cuocere.Continuate cosi fino ad esaurimento dell'impasto.
Prendete un piatto,mettete al centro il crumpet,versateci sopra il topping alle fragole,una cucchiaiata di panna acida e gustate!
Quelli che avanzano li potete congelare e gustarli in un secondo momento passandoli per alcuni minuti sotto il grill del forno.
 questo l'aspetto del crumpet dopo la cottura con i suoi caratteristici buchini


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