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8 novembre 2015

I Biscotti con la confettura nell'impasto







Cosa sarebbe un frigorifero senza quei due,tre barattolini di confettura che girano aperti e tristi.
Tutti li vogliono e nessuno se li piglia.
Perchè la fase "confettura mon amour" è esplosiva nella mia famiglia e contagia tutti insieme, peggio della varicella.
Perchè una figlia:"Mamma a me quella d'albicocche"
Un'altra "Mamma quella di fragole".
In più a questa già urticante equazione ,ci si aggiunge il marito :"Io solo quella di ciliegie".
Perfetto.
La fase confettura-addict però dura mediamente un giorno e sette minuti.
Poi passa.

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14 aprile 2015

Le barrette ai cereali di Marco Bianchi



Oggi barrette.
Ma di quelle sane, fatte in casa e soprattutto realizzate grazie ad una ricetta di Marco Bianchi, tratta dal libro "50 minuti 2 volte alla settimana".
Le ricette di Marco sono semplici, sane e cosa non trascurabile anche economiche.
Ovvero ci facciamo del bene senza svenarci!!
Avevo provato mille volte a realizzare in casa le barrette di cereali.
I risultati? Sempre disastrosi.
Ricette sbagliate, mancanti di qualche ingrediente, troppo dolci o insapori.
Queste invece sono venute bene subito.
Equilibrate nel sapore e per niente stucchevoli.
Per la prossima volta ho in mente un tocco goloso in più...il cioccolato fondente!



Le BARRETTE AI CEREALI DI MARCO BIANCHI

100 grammi di uvetta
100 grammi di nocciole
250 grammi di avena
 50 grammi di noci
 30 grammi di semi di lino
 50 grammi di riso soffiato
 50 grammi di farro soffiato
 40 grammi di zucchero di canna
 80 millilitri di acqua
  2 cucchiai di miele

Tritate le noci, le nocciole, i semi di lino,lo zucchero e l'uvetta.
Aggiungete l'avena, il farro, il riso e tritate per pochi secondi.
Unite il miele l'acqua prevista e tritate per altri venti secondi.
Stendete l'impasto umido su una teglia e con le mani compattatelo bene e uniformatelo in superficie.
Cuocete il composto a 170 gradi per un quarto d'ora.
Tagliate poi le barrette fredde dello spessore che preferite.












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19 febbraio 2015

Fettunta al cavolo nero e un pò di me




Mi chiedono spesso perchè ho questa passione per il cibo.
Passione che a volte supera quella per i miei racconti.
Quest'ultimi spesso rimangono in bella vista sulla scrivania in attesa di uno sguardo, di una revisione, di una busta attraverso il quale prendere il volo e chissà...

A volte mi porta a tralasciare articoli salvo poi costringermi a furiose corse finali per consegnarli in tempo.

Perchè...
perchè nel mio caso il cibo è memoria.
L'unico legame sensoriale con delle origini strappate e perse troppo presto.
Il cibo è solo legame tangibile con chi non c'è più.

Ogni piatto è come se fosse un tributo.
Un tributo alla piccola me stessa che ha perso la mamma troppo presto.
Un tributo all'adolescente che gironzola per l'Europa adattandosi a mille cucine.
Un tributo all'universitaria persa tra codici e cavilli...

Ogni periodo un cibo, un odore, un sapore per non dimenticare.



Come in questo caso.
Un cucchiaio e una forchetta vecchi come il cucco, unico ricordo dei miei nonni.
E la fettunta...

Quelle foglie di cavolo nero cosi strane,spesse con quell'odore cosi particolare.
Vessillo di quel quarto di sangue toscano che mi porta ad insegnare alla piccola di casa a dire "Il mi babbo" piuttosto che papà.

Quel quarto che mi fa ricordare una mamma intenta a spiegarmi il valore di una verdura e una ragazzina intenta a dire no scuotendo la testa come un cavallo imbizzarrito.

La fettunta  col cavolo è vecchia come l'Artusi.
L'è bona ragazze.
E anche sana.
Purchè si rispettino alcuni punti fondamentali:

-aglio:usatelo e rinunciate magari all'appuntamento galante. E' la conditio sine qua non.

-il pane : sciocco ovvero senza sale

-olio extravergine d'oliva: di quello buono, bello, robusto, rotondo, prodotto solo con olive italiane e    perchè no...toscane!

-il cavolo nero..ovviamente.Toglietegli la costa centrale e lessatelo quel tanto che basta.

Lo sapevate che si può aggiungere anche crudo alle insalate?
Ne gioveranno grazie al suo sapore deciso.
E se tra una seduta di Zumba e l'altra vi procurate una distorsione beh, prendete una foglia di cavolo, legatela nel punto dolorante e voilà..il dolore passa!

E se siete dotate di più coraggio rispetto alla sottoscritta bevetelo sotto forma di succo prima di pranzo per curare le infiammazioni intestinali.
Io in questo caso..passo!!!



FETTUNTA AL CAVOLO NERO

pane casareccio (2 fette a testa)
aglio quanto basta
cavolo nero quanto basta
olio extravergine d'oliva quanto basta

Lavate il cavolo e lessatelo in acqua bollente salata (non buttate l'acqua di cottura).
Una volta cotto ripassatelo in padella con dell'aglio tritato e olio (passaggio non tradizionale ma che secondo me dà una marcia in più)
Prendete le fette di pane e a questo punto avete due modalità per gustare questo piatto:

-prendete le fette di pane, strofinatele con l'aglio sbucciato e tagliato a metà, bagnatele con l'acqua di    cottura , adagiatevi sopra un pò di foglie di cavolo, aggiustate di sale e pepe ,irrorate con olio e        servite.

-in alternativa tostate in forno le fette di pane, precedentemente strofinate con l'aglio.
  Una volta diventate belle croccanti, adagiatevi il cavolo, irrorate di olio e servite

Un tocco in più non tradizionale: l'intromissione di una bella spolverata di peperoncino!

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30 novembre 2014

Le Cime di rapa stufate "Ammodomio"




La Bagna Cauda la chiedo ad un piemontese.
La cotoletta alla milanese beh,parla da sola.
Se possibile ,la sfoglia la rubo con gli occhi ad una "zdora".
La Ribollita l'è cosa da toscani .
La carbonara come la pizza dolce di Pasqua (tipica umbra) la chiedo a me stessa.

E se voglio mangiare delle cime di rapa come si deve vado virtualmente in Puglia.
E nella fattispecie vado nel mio Sancta Sanctorum personale ovvero l'Ornella Nazionale.
Per dirla tutta ci vado anche per ricette che vanno oltre i confini pugliesi.
E' una garanzia 'sta donna insieme alla Paola Lazzari.

Una garanzia pure perchè se ti deve dire una cosa mica ci gira intorno.
Diretta e precisa.
Arguta.
A volte dissacrante.
E' ossigeno puro in un mondo un pò  troppo edulcorato e dall'atmosfera a volte un pò bizzarra

Ora l'Ornella ha proposto questo modo di cucinare le cime di rapa.
Stufate.
Laddove per stufato si intende proprio il metodo di cottura.
Il recipiente posto sul piano di cottura (la stufa) e li lasciato , coperto, a temperatura bassa e a lungo.

Io avrei stufato di tutto..tranne che le cime di rapa.
Eppure...
Eppure mi sono buttata a capofitto

E ho ottenuto il miglior piatto di cime di rapa mai mangiate.
Un sapore che mi ha preso per mano e non mi ha più abbandonato.

Ormai sono diventate un must qui da noi.
E da "quasi" vegetariana ormai stufo di tutto.
Pure il mi marito.
^_^

Per quanto riguarda la preparazione delle cime di rapa e il modo esatto di pulirle vi rimando alla spiegazione precisa di Ornella che trovate QUI.

Io mi limito a riportarvi la ricetta con un diktat:PROVATELA!!
E poi ci saprete dire.



CIME DI RAPA STUFATE "AMMODOMIO"

1,5 chilo di cime di rapa
3 tazzine da caffè di olio extravergine d'oliva
1 bicchiere colmo di vino bianco secco
succo di un limone
1 spicchio d'aglio
peperoncino (facoltativo)
sale

Mettete le cime di rapa pulite e lavate (non sgoccioatele troppo) in  una pentola e fatele appassire lentamente, a fuoco moderato e con  il coperchio. Se dovessero buttare acqua toglietela mano mano (è la parte amarognola).
La verdura si è ridotta? bene, a questo punto aggiungete l'olio, l'aglio (lasciatelo con il suo bel vestitino e bucherellatelo con una forchetta),il sale e il peperoncino se preferite un sapore più ardito .
Lasciate insaporire e versate poi il vino bianco fino a ricoprire a filo le verdure.
Coprite e fate cuocere a fuoco basso.Controllate ogni tanto la quantità del liquido. Se dovesse evaporare troppo aggiungete pure altro vino bianco.
Controllatele ogni tanto. Quando saranno tenerissime aggiustatele di sale e unite il limone.
Coprite di nuovo e fate riposare.
Servitele calde o tiepide

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31 ottobre 2013

Il Muffin intollerante

Questo è il muffin intollerante.
Intollerante come chi lo ha cucinato.
Intollerante alle dita nel naso, 
a chi non chiede scusa,
a chi non dice grazie.
A chi ti provoca la rottura dello sterno per passarti avanti nella fila,
a chi ti dice "Lei non sa chi sono io".
Io lo so  chi sei,invece sei un imbecille e non ti tollero.
Io e i miei muffins siamo intolleranti a chi prende i tuoi sentimenti e ne fa cartocci per le caldarroste,
a chi ti giudica senza sapere, senza capire.
A chi ti dice che sei strana perchè hai un sogno.
A chi non capisce perchè hai un sogno.
A chi ti dice che in fondo dovrebbe bastarti la vita che fai,
che una donna è solo madre e moglie.
Una donna è semplicemente una donna.
Senza connotazioni,senza aggettivi.
Io e miei muffins siamo intolleranti a chi non ride mai,
a chi calcola prima di agire,
a chi agisce perchè ha calcolato perimetro e area.
E se Halloween è la notte degli orrori 
spero ardentemente che arrivi una strega e li prenda tutti questi miei (di orrori) e li butti in un grosso calderone insieme a radici di mandragora e unghie dei piedi di Big Foot e ne faccia una pozione magica.
Pozione magica da tenere al buio nella dispensa per un mese.
E poi offrirne un sorso a chi ci avvelena e appesantisce la vita!
Buon Halloween!


E dimenticavo sono anche intollerante nei confronti di chi non capisce che la mondo esistono gli intolleranti.
Quelli veri.
Quelli che se assaggiano un micromillimetro di latte diventano cugini del pesce palla e pasteggiano ad acqua e cortisone per una settimana.
A chi non capisce che capita di organizzare una festa dove ci sono bimbi allergici.
E allora che fai?
Li fai guardare mentre gli altri si spatasciano biscotti e torte fin dentro le orecchie?
E allora inventi e cerchi soluzioni che possano andar bene per tutti.
Ovvio che un cupcake o un muffin colante di lattosio e uova e di frosting made in USA è più goloso.
Ma sotto questo cielo c'è posto per tutti (per fortuna!!)




Il muffin intollerante ( Post Punk Kitchen)

140 ml latte di soia (o riso o latte di mandorle o acqua frizzante)
1 cucchiaino raso di aceto di mele
160 gr farina
2 cucchiaini di amido di mais
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1 pizzico  di sale
100\130 ml olio vegetale
100 gr zucchero

per la versione scura aggiungere 20 gr di cacao in polvere


Prendete una ciotola e metteteci:farina,zucchero amido di mais,bicarbonato,sale e zucchero (se li fate scuri unite anche il cacao).
Date una bella mescolata per unire tutte le polveri.
In un'altra ciotola mescolare l'aceto ,il latte di soia (o i suoi sostituti) e l'olio.Unire i due composti,mescolare per renderli omogenei.Sistemarli in stampi da muffins rivestiti da pirottini di carta.Cuocere a 180 gradi per un quarto d'ora circa.
Farli raffreddare TOTALMENTE (altrimenti sentirete il sapore dell'aceto,che viene esaltato dal caldo).


Il frosting da me utilizzato nelle foto è costituito da una miscela di farina di cocco e latte di soia.Li unite in parti uguali (facendo attenzione che il composto non rimanga troppo liquido) e poi lo spalmate sul dolcino. Ovviamente è un sapore molto particolare,non tutti i bimbi gradiscono.In rete ho letto di vari frosting dove si utilizza la margarina,il tofu,i marshmallow.....beh, forse meglio spolverarli semplicemente con un pò di zucchero a velo!


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21 ottobre 2013

Torta leggera alle mele e neminem laedere

Il puzzle ha sempre inizio dal contorno.
Non è essenziale,ma è funzionale alla riuscita dell'insieme.
Un puzzle senza cornice esterna potrebbe esistere.
Un puzzle con "solo" la cornice esterna sarebbe un puzzle incompleto,incomprensibile.
Poi arrivano le altre tesserine.
Prova e riprova gli incastri prendono forma e il puzzle inizia a vivere di vita propria.
Così è una persona.
Il contorno è l'aspetto fisico.
Non è essenziale ,ma è funzionale alla riuscita dell'insieme.
Un orecchino,un rossetto,una dieta.
Una tartaruga come addome,l'ultimo profumo di grido,o occhi particolari.
E poi?
E poi viene il difficile.
Perchè devi arrivare al cuore del puzzle.
Ma se anche fosse quello da diecimila pezzi alla fine ci si riesce,non fosse altro per l'immagine riprodotta sulla scatola.
Ma una persona?
Come fa una persona a diventare un puzzle "perfettibile"'?Quali sono queste caselle?
Io penso due su tutte: educazione e sensibilità.
E già gran parte del lavoro è fatto.
Il mio prof di latino era vecchio quanto le orazioni di Cicerone. Palloso e incomprensibile.Le sue lezioni non erano certo memorabili se non per una frase che ripeteva allo sfinimento.Forse l'unica che sopravviveva nella sua mente nebulosa.
Neminem laedere.
Non far del male a nessuno.
Facile,basta evitare di dare calcagnate sui denti ai nostri avventori.
Manco per niente invece
Perchè il male fisico è archiviabile.
Quello mentale no.Quello è più subdolo,più resistente,più catastrofico in alcuni casi.
Le regole d'ingaggio però sono poche ,basilari, semplici.
Neminem  laedere.
E lo si può fare.
Semplicemente usando cortesia e sensibilità.
Grazie,scusa,per favore,come stai.
Il minimo sindacale.
Un corollario necessario per dar significato ad un bel paio di gambe o a due occhi verdi.


Iniziamo la settimana con una torta leggera leggera.
Leggerla Qui e amarla è stata un tutt'uno.
L'ho realizzata in tarda serata,alle undici l'ho sfornata.Ho messo via una parte per le bimbe  e con il resto ho imbandito un pic-nic di mezzanotte.Io,lui e i nostri amati thriller.
E la torta di mele come gradevole accompagnamento.
E' una torta priva di uova e di burro.Prevede l'aggiunta di succo di frutta (io ho utilizzato quello all'albicocca).Potete sostituire il succo con yogurt o latte (riso,soia,vaccino o di mandorle).
Le bucce e i torsoli non  buttateli.Conservateli in freezer e quando ne avrete almeno un chilo provate a fare la ricetta della gelatina di mele che trovate QUI.Non si butta niente qui a casa mia ^_^

Torta leggera alle mele

200 gr farina
150 gr di zucchero di canna
200 ml di succo di frutta a piacere (o yogurt oppure latte )
1 bustina di lievito
scorza grattugiata di un limone
2 mele
1 pizzico di sale
50 ml di olio di semi di mais

Prendete una ciotola.Versatevi la farina setacciata con il lievito,lo zucchero di canna e la scorza del limone.Aggiungete l'olio e il succo di frutta (o suoi eventuali sostituti) e mescolate fino ad ottenere un impasto bello omogeneo.
Versate il composto in uno stampo da plumcake unto o foderato di carta forno,livellatelo e sistemate sopra le due mele tagliate a fettine sottili.
Date una bella spolverata con lo zucchero di canna e infornate a 170 gradi per 30\35 minuti.





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6 settembre 2013

Mini-cake all'ananas

Oggi sono una foodblogger stalker.Lo confesso.
Però non potevo non integrare il post di oggi che trovate QUI con una ricetta appena sfornata e provata.
Mini-cake all'ananas senza burro,latte e uovo.
La ricetta prende le mosse da questa qui,la Torta al limone vegan.
Al limone ho sostituito l'ananas e il suo succo.
Il risultato?delle tortine morbide e leggere!


Mini-cake all'ananas

1 bicchiere e mezzo di farina
1\2 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di succo di ananas
6 cucchiai di olio di mais
vaniglia
1 cucchiaio raso di aceto(non abbondate)
1 cucchiaino di bicarbonato
fette di ananas fresco o in scatola (non quello sciroppato)


Mescolate tutti gli ingredienti secchi,quindi in una ciotola unite:farina,zucchero e bicarbonato.
Prendete un bicchiere di carta e riempitelo con il succo di ananas e versatelo negli ingredienti secchi.Mescolate e unite tutti gli ingredienti che rimangono.
Ungete d'olio e cospargete di farina degli stampini per mini-cake.Versatevi l'impasto e decorate la superficie con le fettine di ananas tagliate ( se volete delle mini-cake più ricche potete unire qualche dadino di ananas all'impasto e non solo in superficie).
Cuocete a 180 gradi per un quarto d'ora.


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27 agosto 2013

Torta al limone (vegan) e Aleppo

Aleppo.

Si,Aleppo in Siria.

Ma non vi propongo un piatto tipico di quella cucina.
Vi parlo di uno dei miei interrogativi che hanno attraversato più o meno fugacemente la mia mente nei caldi e sonnacchiosi pomeriggi al mare.
Il sapone d'Aleppo.
Io la prima volta che l'ho sentito nominare ( e confesso tutta la mia strabordante ignoranza) è stato dalla mia vicina d'ombrellone.Una tipa carina ma soprattutto equilibrata come uno pneumatico appena testato.Di solito diffido dei vegatarianibiologicisalutisticrudisti  straconvinti .Quelli che sono talmente presi dalla loro missione che nel giro di un nanosecondo ti fanno sentire colpevole della fame nel mondo,della desertificazione dell'Australia nonchè della scomparsa della Foca monaca.E tutto questo perchè non mangi bio,non bevi bio,non ti lavi bio e non parli bio e mangi carne.E tu a sottolineare il fatto che c'hai magari i diverticoli e quindi le verdure sono un filino controindicate..ma loro non mollano finchè non giuri sulla coda del gatto che non "magnerai" più un essere vivente che sia esso bipede,quadrupede,strisciante o volante.
Tanto aggressivi da dimostrare che non è poi cosi vero che a non mangiare carne si diventa come Gandhi.
E poi incontri invece i veri vegetariani,i veri salutisti.
E loro si che sono calmi,tranquilli.Li ascolti e quello che ti dicono ti piace un sacco.
La mia vicina d'ombrellone aveva una pelle meravigliosa..Liscia,tonica.Merito dell'alimentazione senza dubbio:vegan da anni con una leggera propensione al crudismo in cucina.Aveva un piccolo segreto:il sapone d'Aleppo.
Icchillè?(tradotto ma chi è costui?).
E' un cubo.Si,proprio un cubo
E' un mix di olio d'oliva e olio d'alloro.
Viene prodotto solo ad Aleppo artigianalmente.Serve per tutto,strucca,disinfetta,toglie i brufoletti,le irritazioni post rasatura.Se ci si lava il viso e si stende la sua schiuma lasciandola per cinque minuti. a mò di maschera si otterrà una pelle purificata e splendente.Tutto vero.
La mia vicina aveva perfettamente ragione.
E io continuerò ad usarlo .
Però si era dimenticata di dirmi di un aspetto secondario,di una quisquilia,di una bazzecola.
Eh eh,ma io furba come una faina,la bazzecola l'ho afferrata al volo,dopo la prima spalmata e asciugata.
Puzza,accidenti.
Puzza irrimediabilmente.La mia famiglia mi mette in quarantena dopo ogni lavaggio.
Mia madre diceva "Chi bella vuole apparire qualche pena deve soffrire"
E io,io continuerò a sacrificarmi imperterrita!!

(ovviamente ho grande rispetto per le mie amiche vegan e le loro idee...alcune di queste le sto facendo mie.In questo post ho semplicemente giocato con alcuni stereotipi ^_^)



Oggi nella mia cucina una bella ricetta dolce.Una torta,tanto per rimanere in tema,vegana.E'semplice.veloce ed economica.Oltre ad essere leggera e salutista è anche una torta che risponde perfettamente all'interrogativo"E come la cucino una torta se non ho nè burro nè uova nè latte?"

Le dosi sono piccine.Viene una tortina piccolina che soddisfa giusto una colazione.Però....però orologio alla mano occorre non più di mezz'ora per prepararla e mangiarla.E ne vale veramente la pena!Potete tranquillamente raddoppiare le dosi!
Come unità di misura prendete un bicchiere (io ho utilizzato quello di vetro della Nutella).
Nella lista degli ingredienti noterete aceto e bicarbonato.Mi raccomando:non abbondate,non riempite i cucchiai,teneteli sempre sul raso e mai sul pieno.Pena ottenere una torta digestivo ^_^
(fonte:le gateau facil au citron sans oeufs-Gateau.com)



Torta vegan al limone

1 bicchiere e mezzo di farina
1\2 bicchiere di zucchero
scorza e succo di 1 limone
acqua
6 cucchiai di olio di mais
vaniglia
1 cucchiaio di aceto (possibilmente di mele)
1 cucchiaino di bicarbonato

Mescolare tutti gli ingredienti secchi(farina,zucchero,bicarbonato).Versate nell bicchiere che state utilizzando come unità di misura il succo del limone.Poi aggiungete acqua fino a riempire il bicchiere.Unite questo mix di acqua e limone alla miscela degli ingredienti secchi.mescolate e mano mano unite tutti gli altri ingredienti.Prendete uno stampo da 22 cm,ungetelo d'olio e infarinatelo
Versatevi l'impasto e cuocete per una ventina di minuti a 180 gradi.fate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.



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7 gennaio 2013

La vegella fondente e il manuale della perfetta casalinga seconda parte



Oggi continuo con il mio viaggio nel mondo degli intolleranti e dei vegan,ma anche di chi vuole semplicemente mangiar sano.
Vi propongo la Vegella fondente (la versione vegetale della mitica nutella)
La ricetta proviene dal sitoVegan Home .


Vegella fondente

100 gr nocciole pelate e tostate
60 gr cioccolato fondente
2 cucchai di cacao
50 ml latte di soia
50 gr zucchero di canna
5 cucchiai di olio
1 pizzico di sale

Frullare le nocciole con lo zucchero alla massima potenza,fino ad ottenere una crema.Aggiungere il cioccolato fondente e rifrullare il tutto.Aggiungere il latte e frullare di nuovo.Scaldare appena appena l'olio(per far si che lo zucchero possa sciogliersi bene) e unirlo agli  altri ingredienti.Frullate per l'ultima volta e gustate.







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5 gennaio 2013

Salame di cioccolata leggero e l'e-reader transgender

Sono una lettrice accanita a giorni alterni,come le targhe nei periodi di crisi e di massimo inquinamento.
Leggo troppo velocemente,grazie ad un corso di lettura veloce fatto all'Università e mai dimenticato.I miei occhi fanno le piroette sulle righe e le pagine scorrono correndo.Ho fuso un e-reader tanto per intenderci.Una mattina di quest'estate mi ha detto addio.Troppo lavoro,la sua giustificazione.E' andato in pensione nei mari del Sud.Manco 'na cartolina!Ma bisogna comprenderlo,è maschio,un filino egoista e ingrato per natura ^_^
Babbo Natale è lungimirante però.Me ne ha fatto trovare uno sotto l'albero.E' stato amore a prima vista,anche se il discorso che gli ho fatto è stato chiaro.
"Mio caro Kindle,transgender è la parola d'ordine.Il meglio del maschio e della femmina".Prendi il meglio dei due sessi e fallo tuo,non come l'ingrato di cui sopra.
Per ora trotta.
Lui.
Io no.Avevo iniziato benissimo.Prima rivelazione,un colpo al cuore.Questo:
 e ve ne ho parlato in un recente post.
Secondo libro letto con piacere:

Il Forrest Gump svedese.Non mi sono rotolata dalle risate come descritto in alcune recensioni,ma il libro è stata una serena compagnia.
Il dramma invece è stato il terzo e-book.Quello che avevo acquistato con l'acquolina,quello che avevo tenuto da parte sognandolo e immaginando.Io adoro i gialli,i thriller.Nel cinema come nel mondo letterario.Non portatemi un romanzo d'amore nè un film strappalacrime.Potrei in un attimo trasformarmi in un'eroina di Bram Stocker e far mie le vostre giugulari..
Il libro in questione è questo:

Già il leggere Camilleri e Malvaldi mi aveva fatto sognare.Montalbano e nonno Ampelio riuniti sotto lo stesso tetto,un sogno.I giallisti italiani stanno diventando sempre più bravi....forse.Tranne quando ci sono operazioni commerciali ad hoc,fatte per le ricorrenze e per vendere.
La noia totale.Un Montalbano spento,nonno Ampelio scomparso senza lasciare traccie e gli altri racconti?Non classificati.Gialli che di giallo non hanno nulla.Gialli appesantiti forse dai bagordi natalizi.pandori e panettoni che affogano la scrittura.Una delusione totale che mi ha bloccato la lettura.la mia voglia di leggere si autoalimenta con l'entusiasmo.Più sono felice del contenuto,più mi vien voglia di continuare.Fino a che non incontro un ostacolo.
Ora gironzolo tra i vari titoli su Amazon,senza trovare qualcosa che mi faccia decidere.Mi sono arenata.
Sono arrivata al giorno alterno.Quello in cui non si riesce a leggere.
Non è che per caso avete qualche bel libro da consigliarmi?

Mi consolo con un'altra ricetta di dolce leggero,anche oggi.La mie eterna curiosità  mi ha portato ad esplorare il mondo vegano.Questa è una ricetta trovata su VeganHome e mi ha colpito e mi ha anche affondata perchè è veramente buona!Un salame di cioccolata senza burro nè uova crude,fatto con quello che si ha a casa.
Io non l'ho fatto secondo i dettami vegani.I frollini erano quelli che avevo a casa e il latte quello vaccino.Tra parentesi vi metto però gli ingredienti della ricetta originale.(ricetta che troverete su VeganHome)
Buon fine settimana mie care!

Salame di cioccolata leggero

250 gr frollini (o frollini vegani)
5 cucchiai di cacao
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di nocciole tritate
latte (o latte di soia alla vaniglia) quanto basta
1 pizzico di cannella
50 gr cioccolato fondente tritato grossolanamente

Frullate fino a ridurre in poltiglia i biscotti.Unite il cacao,lo zucchero,le nocciole e mescolate.
Unite il latte fino ad ottenere un composto modellabile ( a me ne è servito un 3\4 di bicchiere).dategli la forma di un cilindro,aiutandovi con l'alluminio e mettete in frigo a riposare per un paio d'ore.



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4 gennaio 2013

Torta al cacao leggera leggera e la truffa

Casa Emporio 21,ore nove del mattino.
Dlin Dlon.
"Si?" 
"Signora,sono Tizia del servizio elettrico,mi apre?"
Come no,vieni che ti sistemo per le feste,tanto manca ancora l'Epifania,fai in tempo.
"Prego,terzo piano"
Ho giusto il tempo di tirar fuori l'abbigliamento giusto,cioè questo:
e aprire la porta,sfoderando il mio sorriso più ingannevole.
Una ragazza giovane,viso angelico...
"Mi dica"
"Signora,l'ha letto l'avviso urgente sulla bolletta?
"E tu,dimmi le hai viste le Iene in televisione?"
"Ehm,signora,non so di che cosa sta parlando,comunque,l'avviso quello urgentissimo l'ha letto?"
Ok,mi dico,se l'è cercata lei.
"E dimmi,cosa c'è di catastrofico in questo avviso?"
"La comunicazione urgente,se mi fa entrare le spiego come rimediare"
"A cosa?"
"All'avviso."
"Si ,ma cosa c'è scritto di così catastrofico?"
L'incauta inizia a balbettare,le sue guance iniziano a somigliare a quelle di Heidi,ma prosegue imperterrita.
E va beh ,mi dico giochiamo al massacro.
"Io la bolletta me la spulcio sempre e ti assicuro che di avvisi urgenti non ce ne sono.Le mie bollette sono pagate,non rischio che mi tolgano la fornitura per morosità,quindi......?"
"Va beh,l'avviso era riguardo gli aumenti"
Come da copione,penso nella mia testolina.Tale e quale al servizio visto in Tv.
"Senti bellina,sono un avvocato e non scherzare.Tu mi stai proponendo un contratto"
(grossa bugia,mi mancano cinque esami alla laurea che probabilmente prenderò all'università della terza età,ma di necessità virtù ^_^)
Il colpo va a segno ,la saliva sembra mancarle e il suo viso ora è tale e quale a quello del mio tappeto in sala.Rosso,ma rosso fuoco.
"Io beh si le sto proponendo un contratto"
E allora presentati in questa maniera.Non ti presentare sotto false spoglie,come una sedicente impiegata del servizio elettrico (ma quale poi?) che blatera di un avviso urgente.Io sono ancora giovincella e ti mando a cogliere ravanelli,ma pensa alle persone anziane.Ti presenti in questa maniera,a loro prende un colpo.Magari ti fanno entrare,magari ti offrono un caffè pensando che sei una personcina cosi onesta e tu rifili loro un contratto,con una società sconosciuta.Non si fa così.
"Signora,a noi insegnano così al corso"
"Si,ma la faccia e il coraggio di truffare la gente ce la metti tu.Comunque,gira i tacchi e faccio finta di non aver sentito nulla.In cambio tu mi fai il piacere di non suonare a nessuno qui nel comprensorio,altrimenti..la legge non perdona"
Colpo affondato.Se ne va quasi correndo.Esce dal comprensorio senza più suonare a nessuno.
E io penso alla signora che mi abita di fronte,nel cortile,un'ex cantante lirica in pensione.Sola ,con l'unica compagnia dei suoi gatti.Penso alla coppia di vecchietti che nessuno di noi ormai sa quanti anni hanno.Lui che passeggia,guardando il cielo e raccontandoti ogni tanto della sua gioventù,lei arcigna e di poche parole,ma pur sempre indifesa.......Penso a loro e sono felice perchè la loro tranquillità almeno per stamattina è salva.
Posso togliere la divisa da Rambo ,almeno per il momento.
Tutto avrei detto meno che di trovarmi davanti all'esatta situazione descritta nel servizio che avevo visto,credetemi.Tutto come da copione,non c'è nulla da fare,nulla cambia,ci si mangia l'un con l'altro....
Mi si stringe il cuore anche a pensare a quella ragazza,alla mancanza di lavoro in giro che ti fa accettare anche lavori di questo genere.
Ma cosa c'è di male nel proporre semplicemente un contratto?Cosi,alla luce del sole,senza inganni?


Oggi vi lascio con una torta.....fatta di niente.Non sono impazzita!L'ho trovata in un sito di ricette vegan e mi ha fatto sorridere.Mi sono detta ma dai,non verrà,non saprà di nulla...Beh,mi mangio il cappello come il Rockerduck dei fumetti Disney.E' buona,leggera senza dubbio,umida al punto giusto.perfetta per il dopo bagordi natalizi.Le dosi sono per una tortina piccina,la prossima volta le raddoppio!Usate come unità di misura un bicchiere di plastica.Io ho apportato alcune modifche.
Qui troverete la fonte originale (Vegan Home)

Torta al cacao leggerissima

ingredienti:

1 bicchiere di acqua frizzante (o latte di soia )
1\2 bicchiere di olio di semi ( io un pò di più di mezzo,diciamo un tre quarti di bicchiere)
1 bicchiere di zucchero
1 cucchiaio di cacao (io 2)
2 bicchieri di farina
noce moscata o vaniglia
1 cucchiaino di bicarbonato (io di lievito per dolci)
1 pizzico di sale
noci o nocciole tritate (io 1 cucchiao di farina di nocciole)

Mescolate l'acqua con lo zucchero(mescolate bene,deve sciogliersi) e aggiungete mano mano tutti gli ingredienti.L'impasto avrà una consistenza tipo quella dello yogurt.Mettete in uno stampo imburrato o infarinato o se volete che sia vegan fino in fondo lo stampo oliatelo o rivestitelo di carta forno.
Cuocete a 180 gradi per una mezz'oretta circa.Lo stampo che ho utilizzato è di 22 cm di diametro.





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