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27 luglio 2016

Hawaiian Bread Rolls






Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


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9 ottobre 2014

Il Banana Chai Bread e Laura nel Vagone Ristorante




A volte mi capita di guardare gli accessi di questo blog.
Numeri, statistiche,chi entra e chi esce.

Cifre?
No.
Volti.
Storie.
Respiri.

Mi piace immaginare il visitatore numero 103 ad esempio.
Gli occhi, la faccia, il carattere, la sua casa, la sua giornata.

Manie da scrittrice.
Curiosità felina.
Ma una abitudine irrinunciabile.
Perchè le cifre sono aride.
Soprattutto se lasciate da sole come singoli granelli di sabbia.
Non compongono il deserto.

La maggior parte delle volte tutto rimane una pura fantasia.
Finchè noti un accesso dall'Australia.
Uno, due, dieci.
E poi quell'accesso diventa una mail che non ti aspetti.
Una cifra che diventa volto.
Carne, ossa seppur virtuali.

Lei è Laura.
Ventisette anni.
Un passato remoto in Italia, un passato prossimo in un viaggio che ti cambia i connotati dell'anima via terra Milano-Singapore in dieci mesi (QUI trovate il resoconto di questa avventura).
E un presente in una terra lontana e densa di promesse:l'Australia.

Una ragazza che è uno scrigno da aprire lentamente e gustare con le sue mille sorprese e la sua innata gentilezza.
Una cosa che mi colpisce.
Perchè non la riscontro spesso.

Laura è diventata una realtà.
E' diventata una presenza e non più una cifra.
Attraverso Laura ho conosciuto lo chef Peter.
Un uomo buono e preciso, un uomo dalle mani e dal cuore d'oro.
Lo scenario è quello del Dizzy Witch cafè,a Northbridge.

La nostra Laura ha lavorato lì per un periodo e se ne è andata portandosi dietro un souvenir meraviglioso:la ricetta del banana Chai Bread.

Un pane di origine anglosassone fatto col trucchetto dello chef.
Niente burro ma panna acida, o formaggio spalmabile o anche ricotta (come ho avuto modo di provare).
E il risultato è strabiliante.
Addirittura nei giorni a venire.
Morbido, gustoso, con un leggero sentore di banana.
In caffetteria, scrive Laura, lo servivano tostato su un tagliere di legno,accompagnato da dei morbidi riccioli di burro.
Io l'ho mangiato anche con il cioccolato, con la marmellata e accompagnato da sciroppo d'acero.
Una colazione formidabile!

Se vorrete andare a trovare Laura questo il suo blog:IL Vagone Ristorante!




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