31 luglio 2014

Patate e peperoni in agrodolce

veloce-facile-economico

Oggi poche parole. Solo una ricetta che a noi piace tantissimo.Semplice,economica (il che non gusta mai) e veramente buona.La potete servire come contorno oppure come accompagnamento per delle bruschette.
Ci vuole poco a realizzarla e se la fate riposare tutta la notte, il giorno dopo sarà ancora meglio!
Vi auguro una buona giornata e vi rinnovo l'invito a venirci a trovare Qui!!







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29 luglio 2014

Mediterranea, la pasta fredda se volete





Perchè se non ci fosse il rosa acceso dell'anguria o la pesca succosa mi dimenticherei quasi di essere in estate.
Se non ci fosse la danza colorata sui banchi dei mercatini rionali dei peperoni, delle melanzane, quelle nere, quelle viola sarei incerta.
Come se un improvviso salto temporale mi avesse rubato il tempo, i mesi, la pigrizia dei pomeriggi estivi.

Perchè lo sguardo vede novembre.
Negli ombrelli aperti, nei maglioni che fanno capolino nei negozi di abbigliamento.
Nell'aria umida, carica di acqua e di grigio.

E allora il sole lo disegno.
Nella finestra appannata.
In un foglio spiegazzato.
Sulle mie guance con un vecchio rossetto per far ridere le mie bimbe.
Perchè il loro sorriso  scalda anche più del sole.


Il sole lo cerco negli odori e nei profumi.
Nel basilico che stenta a sopravvivere nel mio balcone
Nelle timida menta.
Nel rosmarino che cresce dubbioso.

Il sole lo mangio.
Perchè mi ostino a cercarlo nei sapori, nelle consistenze.
Nelle temperature.
Nei colori degli ingredienti.

E allora che sole sia, anche se immaginario.
Anche se semplicemente disegnato da mani incerte.



Questa è una ricetta che sa di isola e di caldo.
Sa di sapori forti e di allegria.
Potete gustarla tiepida o anche fredda.
Purchè immaginiate il sole.
Dentro di voi...

(fonte ricetta: Gastronomiaycia )

Negli ingredienti viene nominata anche la mozzarella.Io non l'ho utilizzata per via dell'intolleranza di mia figlia.



Mediterranea,la pasta fredda

ingredienti:

400 gr pasta corta
2 melanzane grigliate
1 mozzarella grande
10 pomodorini ciliegia
sale

per la vinaigrette:

12 pomodori secchi
4 cucchiai di pinoli
1 cucchiaio di origano (fresco o essiccato)
1 cucchiaio di aceto di mele (o vino bianco)
foglie di basilico
olio
pepe

Mettete a bollire l'acqua per la pasta .
Prendete le melanzane grigliate e tagliatele a listerelle ,tenendo alcune fette da parte intere( questa è una ricetta ottima per recuperare delle melanzane preparate in precedenza. Se le preparate al momento, fate in questa maniera: tagliatele a fettine sottili e mettetele con una spolverata di sale a perdere la loro acqua di vegetazione per circa una mezz'ora.Sciacquatele ed asciugatele. Mettete sul fuoco una pentola antiaderente o la griglia e iniziate a cuocere le melanzane,togliendole quando iniziano a cambiare colore. A parte preparate una vinaigrette con olio,sale, pepe, origano (o menta o basilico),aglio a pezzi e aceto.mescolate e versate sulle melanzane .Fate insaporire per almeno un'ora).

In una contenitore mettete queste melanzane, la mozzarella tagliata a fettine e i pomodorini ciliegia tagliati a pezzettini piccoli.
Insaporite con un pò di sale.

Per la vinaigrette:

Tagliate a pezzetti piccoli i pomodori secchi scolati dal loro olio.
Tostate i pinoli in una padella.
versate questi pinoli sui pomodori secchi.
Aggiungete l'olio,il sale il pepe,l'origano,il basilico e l'aceto.

Scolate la pasta al dente.

Se volete mangiarla fredda:
Raffreddatela sotto l'acqua corrente e versatela nel contenitore con le melanzane arrosto. Aggiungete la vinaigrette di pomodori secchi e pinoli e mescolate bene.
fatela riposare almeno un'ora al fresco.

Per servirla:
Nel piatto mettete uno strato di melanzane arrostite con le fette intere (quelle che avevate tenuto da parte).
Aiutandovi con un coppapasta, sistemate la pasta al centro del piatto stesso.

Irrorate con un pò di olio o per i più coraggiosi con del peperoncino fortemente piccante








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25 luglio 2014

Le Patatas Bravas e gli amanti di Teruel




Isabel e Diego come Romeo e Giulietta.

Siamo nel XIII a Teruel, in Aragona. Una cittadina talmente bella da essere dichiarata patrimonio dell'Unesco.

Isabel è una ricca ragazza di buona famiglia.
Diego è ricco solo d'amore e di coraggio.
Si amano.
Tanto.

Ma non basta.
Non basta in un'epoca di matrimoni combinati,bdi interessi e di casate il cui onore e prestigio vengono prima di qualsiasi sospiro amoroso.

Diego parte.
Alla ricerca di un onore e di una ricchezza da poter presentare come un moderno curriculum vitae al padre di Isabel. Contrario ed astioso nei confronti del ragazzo.

La guerra la sua meta.
La speranza di poter sposare la sua amata l'agognato premio.

Lotta Diego, animato dal fervore amoroso e dalla giovane età.

E torna in patria, torna a Teruel con il cuore in mano.

Ma un'amara sorpresa lo aspetta.
Isabel è andata in sposa a un ricco nobile nel frattempo, per volere del padre.

Diego vede crollare i suoi sogni, le sue aspettative.

Le chiede un ultimo bacio.
Bacio che Isabel gli nega, fedele ai suoi doveri di sposa.

Quel bacio negato è l'inizio della fine.
Perchè tanto ne soffre Diego da morire di crepacuore.
Amore che salva e amore che uccide.

Il giorno successivo, durante i funerali del giovane, una donna vestita a lutto si china sul feretro. E' Isabel, intenzionata a dare quel bacio negato al suo amato e ormai perso Diego.

Le sue labbra toccano quelle del giovane.
In quell'istante Isabel muore.

Tempo e spazio per amarsi.
I due giovani hanno raggiunto la loro meta.

I loro corpi sono custoditi nel Mausoleo de Los Amantes,vicino alla chiesa di San Pedro .Vicini, mano nella mano.

Per l'eternità.




Ho un debole affettivo per la Spagna.
Mio fratello , nei suoi viaggi in giro per l'Europa, trovò l'amore in quel di Madrid.
Lei era bella, alta occhi e capelli neri.
Con quella "esse" sibilante che rende la cadenza iberica cosi seducente!.
Mi riempiva di regali nonostante la distanza Madrid- Roma.
Ma la cosa più bella di questa ragazza era il fratello.
Carlos.
L'eroe dei miei tredici anni.
Per lui, diciottenne , ero una specie di mascotte.
O di piccola amica da istruire.
Su cosa?
Non pensate male.

Sul calcio.
Mi fece una testa tanta che alla fine recitavo a memoria la formazione del Real Madrid, sapevo vita morte e miracoli del suo capitano, recitavo a memoria la composizione del Quinta del Buitre e indossavo la sciarpetta del Real (che tenevo come una reliquia perchè regalatami da Carlos in persona) insieme a quella della mia amata Juve.

Oggi fatico a ricordarne il suo viso.
La vita ci ha portato altrove.
Ha tolto e dato in maniera bizzarra.

Ma l'amore per i colori e i sapori iberici...quelli me li ricordo tutti.

Le patatas bravas in particolare.
Appartengono al regno delle tapas,ovvero di tutte quelle "stuzzicherie" che accompagnano l'aperitivo spagnolo.

Di tale piatto mi ricordo le sfide, le varie ricette, si mette o no il pomodoro, è originario di qui e invece no, viene da tutt'altra parte.

Quello che vi posso dire è che sono proprio buone!

Non ho la pretesa di riportarvi la ricetta originale ma solo quella tra le tante che mi è sembrata simile a quella preparata a Madrid.

Fonte:


PATATAS BRAVAS

ingredienti:

4 patate
 olio per friggere

per la salsa:

1\2 cipolla
3 spicchi di aglio
2 peperoncini di cayenna
1 cucchiaio di paprika
1 tazza di pomodori freschi tritati
1 cucchiaio di farina
 aceto
1 cucchiaio di zucchero
olio sale



Mettere a bollire una pentola media,  piena di acqua fredda salata.
Sbucciate e tagliate le patate a cubetti irregolari di due-tre centimetri. Quando l'acqua bolle, versatele e fatele cuocere per 12 minuti.
Scolatele ed asciugatele per bene.

Intanto preparate la salsa:

Tritate l'aglio, la cipolla e i peperoncini separatamente
Mettere la cipolla a soffriggere in una padella con 2 cucchiai di olio extravergine finchè non diventa trasparente. A questo punto unite l'aglio e i peperoncini tritati.
Quando vedrete l'aglio dorato, togliete la padella dal fuoco, aggiungete la paprica e mescolate bene.
Rimettete sul fuoco, unite il pomodoro, e cuocete per altri cinque minuti. Regolate di sale. Aggiungete lo zucchero.
Sciogliete la farina in mezzo bicchiere di acqua e versatela nella salsa. Mescolate bene e cuocete per un quarto d'ora,aggiungendo mano mano altra acqua per non far restringere troppo la salsa (deve avere una consistenza cremosa).
Aggiungere l'aceto (io ne ho messo 1 cucchiaio), far evaporare brevemente e togliere dal fuoco.
Frullare la salsa col frullatore ad immersione e mettere da parte.
Scaldate in una capiente padella abbondante olio. Friggete le patate pre-lessate fino a che non avranno una bella crosticina croccante.
Scolatele dall'olio in eccesso ,regolatele di sale e  servitele accompagnate dalla salsa







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21 luglio 2014

Le melanzane sott'olio con il trucchetto





Mi piace quando scovo l'impensabile in posti che mai avrei detto.
Una chiacchiera in treno, una conversazione presa al volo per strada.
O mentre aspetti. Alla posta, dal dottore.

E mi piacciono le storie di chi ad un certo punto sceglie di cambiare.
Direzione, idee, taglio di capelli o fosse anche la disposizione decennale dei soprammobili.
Figuriamoci poi quando la scelta è netta.
Un cambio di vita.

Questa è la storia di un'attesa in banca durante le mie recenti vacanze siciliane.
Io e lei davanti a me.
Agata.

Bella, mora e di un'età indefinibile.
Io che parlo con mio marito di una ricerca che mi sta sfinendo: l'aceto di lamponi.
Introvabile.
Lei si gira e mi dice che sto cercando una chicca della cucina. 
Le chiacchiere iniziano a volteggiare in quella interminabile attesa. Cucina, attrezzi, ricette.

Agata a quarant'anni ha deciso che che non le bastava più il ruolo di moglie e madre.
Ha deciso che la vita è troppo breve per sprecarla in gesti che non hanno sapore.
I figli ormai grandi e indipendenti.
E la sensazione di doversi ascoltare per porre fine a tanti piccoli malanni che la perseguitano. 

La cucina la sua grande passione.

Detto fatto.

Si iscrive ad una scuola di cucina.
Impara avidamente.
Impasta,annusa, conosce.
Prende appunti, scrive.
I malanni iniziano a sciogliersi come la neve al sole.
Potenza delle mente che ammala e  guarisce.
Alfa e d omega.

Oggi Agata non fa una vita molto diversa da quella di prima.
Marito, casa, figli, quando tornano dall'Università, con panni da lavare e chiacchiere da ascoltare.
L'unica differenza che realizza e vende conserve.
E si diverte un mondo.
Perchè " la magia è conservare il sapore del sole siciliano in un barattolo"

Sono andata a trovarla.
Barattoli grandi, piccoli, colorati , messi in ordine sugli scaffali.
E il sorriso di una grande donna ad illuminare il mondo che ora le piace.

Questa è una sua ricetta.
Semplici melanzane.
Ma col trucchetto.
Trucchetto che viene direttamente da una delle lezioni che avidamente ha ascoltato.
Una melanzana che rimane bianca.
Candida.
Senza rinunciare al sapore.
Ma rinunciando a quel colorino che vira verso il verde tipico delle melanzane sott'olio.
Il segreto?
Il limone,come se piovesse.
Il nemico pubblico? L'acqua.
Non la devono proprio vedere.

Me le ha fatte assaggiare perchè non ci credevo.
Sia per il limone sia per l'assenza dell'olio extravergine.
Una questione chimica per preferire l'olio di girasole. Una questione di acidità.

Sono buonissime. Delicate e belle da vedere.
Potete aggiungere alla conserva delle fette di carote e sedano, come fa Agata.
Oppure dei carciofini.
O lasciarle cosi , al naturale.

Io, lo sapete, adoro il basilico.
E quello ho inserito nella mia conserva.
Siete pronte?

Requisito indispensabile: utilizzate le melanzane seta, quelle a palla per intenderci!


Melanzane sott'olio con il trucchetto

(per un barattolo medio come quello della foto)

2 melanzane seta
3 limoni spremuti
sale fino quanto basta
olio di girasole
3 cucchiai di aceto
foglie di basilico

Sterilizzate i barattoli. Io di solito procedo in questa maniera: dopo l'acquisto li lavo bene e poi li metto in una pentola piena di acqua fredda insieme ai tappi.
Porto ad ebollizione e faccio sobbollire per un quarto d'ora. Spengo ed attendo il raffreddamento.
Estraggo i barattoli e li faccio asciugare naturalmente.
Fate attenzione quando riempite tali barattoli a mantenere sempre il bordo ben pulito.
Nel momento in cui li aprite, cercate di smaltirli il prima possibile e , accortezza insegnatami da Agata , utilizzate delle posate usa e getta per prendere il contenuto del barattolo una volta aperto.
Cosi si scongiura il pericolo di muffe .

La sera prima tagliate a listarelle le melanzane. Ponetele a strati in un contenitore (non metallico) salando ogni strato (non eccessivamente). Alla fine irrorate le melanzane con il succo del limone e fate riposare per tutta la notte coperte.

Alla mattina le melanzane si presenteranno ancora belle bianche.Cosi:



A questo punto prendetele e strizzatele con le mani in maniera accurata, mi raccomando senza passarle sotto l'acqua.
Prendete il barattolo sterilizzato e metteteci l'aceto.Vi consiglio di non abbondare. Iniziate a sistemare le melanzane e l'accompagnamento che avete deciso (carote, sedano , aromi e perchè no, spezie).
Con una forchetta di plastica pigiate per far uscire l'aria.
Aggiungete mano mano l'olio di girasole, avendo cura di farle rimanere coperte. Assicuratevi che il bordo del barattolo sia pulito e chiudete.
Ponete in dispensa, al buio, per almeno tre settimane.
L'ideale è il consumo invernale.




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10 luglio 2014

Spaghetti integrali gamberetti e verdure


Fibre si , ma non troppe.
Bifidus o non Bifidus.
Indice glicemico, curva glicemica,  la pasta si nella dieta, la pasta no.
Cinquanta o ottanta grammi?
Olio a crudo.
No,non mettere grassi.
Tutti i giorni oppure uno si e tre no?

Io non lo so.
Ancora non mi raccapezzo bene in mezzo alle miriadi di informazioni che ci bombardano in continuazione.
Quello che so di certo è che la pasta integrale è una recente scoperta per me.
E mi piace.
La preferisco a quella bianca, raffinata, della quale non sono una fervida sostenitrice.
Mi piace il sapore particolare,quel tocco rustico che dà ad ogni preparazione.
Qui ad esempio si fa un giro insieme a gamberetti e verdure.Con una bella manciata di spezie.
Un sano piatto unico,con circa 300 calorie a porzione.
La ricetta originale l'ho presa dal mensile "GustoSano", omettendo solamente il mais.

Spaghetti con gamberetti e verdure

400 gr spaghetti integrali
250 gr gamberetti crudi e sgusciati
2 carote tritate
1 piccola cipolla tritata
8 foglie di basilico
1 cucchiaino di origano
1\2 cucchiaino di pepe
1\2 peperoncino piccante
2 pomodori a grappolo
1 tazza di brodo di pesce (io vegetale)
1 zucchina tritata
125 gr fagiolini tagliati a pezzettini piccoli
1 cucchiaio di olio extravergine
1\2 cucchiaino di sale

Versate l'olio in una padella. Soffriggere carote e cipolle per cinque minuti mescolando spesso. Aggiungete l'aglio, il basilico, l'origano, il peperoncino e soffriggete un altro istante.
Aggiungete i pomodori tagliati a dadini, il brodo e portate ad ebollizione senza coperchio.
Riducete la fiamma e versate le zucchine e i fagiolini. Fate bollire con il coperchio per cinque minuti.
A parte spadellate i gamberetti con poco olio e un pizzico di sale. Aggiungete 250 ml di acqua. Portate a bollore e aggiungeteli nella pentola delle verdure. Cuocete per altri tre minuti ed aggiustate di sale.
Scolate gli spaghetti al dente e saltateli nella pentola della salsa.


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9 luglio 2014

Girandole di sfoglia alla Nutella e l'amore è una cosa semplice


L'amore è una cosa semplice.
La vita è invece complicata.
Strani disegni incomprensibili come il più oscuro dei geroglifici.
Strade strane e crudeli.
Ma l'amore è l'asfalto di quelle strade cosi impervie.
E' semplice.
E lo sa bene Sarah.
Una richiesta di amicizia su Facebook.
Un soldato italiano ,Luca, di stanza in Afghanistan.
Lei è una bellissima ragazza dell'Ohio.
Occhi puri come i laghi che Luca ama tanto.
Parole che scorrono sulla tastiera.
Un appuntamento al quale Sarah si prepara con la gioia della realtà, seppur virtuale.
Uno scoprirsi senza vedersi, parlarsi direttamente nell'anima.
Senza bocche,occhi mani che possano distrarre.
Poi il buio.
Luca scompare.
Sarah affonda nella disperazione, nel presunto rifiuto.
Non ha notizie, non sa nulla di lui.
E il virtuale diventa una gabbia e lei una piccola e bellissima farfalla intrappolata e ignara.
Perchè Luca è stato ferito in un attentato.
E' tornato in Italia.
il maledetto fuoco ha ucciso il suo amico, Luca Sanna e ha reso lui tetraplegico.
Sarah inizia a vedere messaggi che incitano Luca a non mollare.
Non sa, si insospettisce, chiede.
E vola.
Vola in Italia.
Vola in quell'ospedale, in quella piccola stanza dove c'è Luca.
E non se ne va più Sarah.
Perchè per lei l'amore è una cosa semplice.
A dispetto di una pallottola e di una vita crudele.
La scorsa settimana si sono sposati, guardate che belli!

Mi piace questa storia.
E' semplice.
E' vera.
Abbatte le barriere.Senza clamore, ma con la normalità di una vita che vuole a tutti i costi essere salvata dall'amore.

E semplice è il dolce che vi propongo oggi.
Sfoglia e Nutella.
Perchè questa è un'estate strana. Calda, piovosa, temporali,grandine. Nuvole che arrivano all'improvviso e spazzano via i raggi ammaliatori del sole.
E i forni magari continuiamo ad accenderli.
Tre ingredienti.
Tanta bontà.
(potete sostituire la cioccolata con la marmellata)


Girandole di sfoglia alla Nutella


1 rotolo di pasta sfoglia
Nutella quanto basta
zucchero semolato quanto basta.

Stendete la pasta sfoglia.Con la rotella dentata ritagliate 6 quadrati di circa 10 cm di lato.
Metterli sulla placca foderata di carta forno.
Posizionare al centro del quadrato 1 cucchiaino colmo di Nutella.
Fare quattro tagli che partono dagli angoli fino quasi al centro.
Ripiegare ogni metà angolo verso il centro.
Spolverate di zucchero semolato e fate cuocere in forno caldo a 180 gradi per un quarto d'ora circa.





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8 luglio 2014

La Muffoletta tricolore al salame piacentino D.O.P.




Una terra baciata dal clima, dalla disposizione geografica, dalla sapienza di mani antiche che hanno tramandato tanto nelle nostre cucine. 
Appunti su fogli di carta ingialliti, ricette , dosi tenute a mente da massaie divise tra figli, lavoro nei campi e cucine enormi . 

Oggi abbiamo giocato con una ricetta tradizionale, utilizzando  prodotti tipici, vanto del nostro territorio. 

Uno scrigno,la muffoletta, tradizionalmente "cunzata " (condita) ancora calda con olio extravergine, sarde, origano , caciocavallo e pepe.
Qui me la sono portata a spasso per l'Italia arricchendola e irrobustendola con altri ingredienti. 

La muffoletta palermitana, le olive di Cerignola e quelle di Gaeta.
Infine il salame piacentino D.O.P. 

La muffoletta 
Quella della muffoletta è una delle tante tradizioni italiane.
Siciliana nel midollo,palermitana per l'esattezza, è un pane buonissimo.Sa di terra vulcanica e di mare.Sa di ingredienti poveri che danno vita ad una creatura meravigliosa.Tradizionalmente è il pane del 2 novembre.
Le olive 
Ho preso le olive verdi di Cerignola. Bombe verdi dal sapore dolce e pieno.Belle e colorate come il sole della Puglia. Allegre, equilibrate, preda di solito di manine di bimbi golosi.

Le olive di Gaeta.
E siamo nel Lazio.
Una piccola perla .A prima vista nera.
In realtà è violacea.
Il carattere non le manca.Tende all'amarognolo. Sembra coriacea e tendente alla difensiva. Invece è cedevole al tatto, morbida, profumata.
Infine il protagonista ma anche la spalla di questa ricetta:
Il salame piacentino D.O.P.
Nel nostro tour virtuale siamo arrivati a Piacenza,seguendo un invisibile filo di Arianna sparso per la nostra penisola. Un clima mite con sbalzi termici non eccessivi ha dato vita a tante perle delle quali possiamo vantarci.Il salame piacentino D.O.P. è un salume dal sapore che oserei definire "nudo". Rosso rubino nella parte magra, il grasso ben visibile e un aroma dove le spezie aiutano ma non sovrastano.

Dall'unione di queste tre delizie è nata questa ricetta. Strizza l'occhio al Muffuletta sandwich statunitense. Invenzione di un nostro connazionale a New Orleans, è un panino molto apprezzato negli Stati Uniti.Bello carico,con varietà diverse di salumi,formaggi olive e quant'altro.
In questa versione io l'ho spogliato ma reso protagonista di un pasto sostanzioso estivo.Non fatevi spaventare dalla preparazione lunga (partiamo dalla ricetta base della muffoletta).
Organizzatevi per tempo e provate.
Osservate il giusto riposo in frigo e servitela fredda accompagnata da una semplice insalata.

Il gusto e l'arte del mangiar bene mica vanno in vacanza?
^_^
(nell'impasto base della muffuletta ho aggiunto anche della farina integrale per rendere netto lo stacco dall'impatto tradizionale di questo pane.Se non la gradite potete utilizzare semplicemente 250 gr di farina di grano duro  e 250 gr di farina00)

Muffuletta tricolore

ingredienti per la muffuletta:

200 gr farina 00
200 gr farina di grano duro
100 gr farina integrale
7 gr lievito di birra
1 cucchiaio scarso di miele
1 cucchiaino di lecitina di soia (facoltativa,io ho imparato ad usarla nei lievitati perchè l'impasto viene più elastico)
250/300 gr acqua naturale
8 gr sale fino marino
150 ml olio extravergine d'oliva
semi di sesamo

ingredienti per il ripieno:

200 gr (o più se preferite) di salame piacentino D.O.P.
200 gr olive verdi Cerignola
150 gr olive di Gaeta
1 gambo di sedano
1 pizzico di peperoncino
1 cucchiaio di origano
1 cucchiaio di aceto
semi di finocchio (facoltativi)
2 pizzichi di aglio in polvere
prezzemolo tritato
olio sale (poco) e pepe


Prepariamo l'impasto per la muffoletta.
Su un ripiano infarinato mettiamo le farine a fontana. Pratichiamo un buco al centro e uniamo mano mano tutti gli ingredienti. Lavoriamo energicamente per una decina di minuti.
Mettiamolo a lievitare fino al raddoppio.
Intanto prepariamo gli ingredienti per il ripieno.
Armatevi di un coltello e iniziate a tritare a mano le olive denocciolate e il sedano. Non fatele troppo  fini, devono avere comunque una loro personalità!
Mettetele in un contenitore e unite l'olio, l'aceto , il sale,  il pepe, l 'origano,l'aglio,il prezzemolo (questo tritato fine ovviamente perchè altrimenti la sua personalità la sprigionerà sui denti dei vostri commensali e non è certo una cosa carina) e i semi di finocchio se vi piacciono.
Mescolate bene e via in frigo.
A questo punto e con queste temperature il vostro impasto sarà lievitato. Riprendetelo, giocate al lancio dell'impasto sulla spianatoia per sgonfiarlo un pò (aiuta pensare che so io, all'ultima lite con il marito, l'amante l'amico e magari pure la suocera ;-)
A questo punto la tradizione vorrebbe il ricavare dei singoli pezzi di impasto (una pezzatura da circa 100 grammi) per poi avere i singoli panini.
Qui invece ci serve un unico impasto che andremo a stendere su una teglia rettangolare unta d'olio.
Spennellate la superficie dell'impasto con un pò d'acqua e fate cadere come se piovesse i semini di sesamo.
Fate lievitare per altri 30 minuti circa.
Accendete il forno a 200 gradi e fatelo scaldare per bene. Prima di infornare la muffoletta mettete sul piano del forno un sei , sette cubetti di ghiaccio e richiudete lo sportello. Attendete e infornate. Il ghiaccio sciogliendosi creerà una bella cortina di vapore che aiuterà il pane nella cottura. Avrete in questa maniera una crosta morbidissima!
Fate cuocere per circa una mezz'ora. Tiratelo fuori e fatelo raffreddare completamente.
Tagliate la muffoletta a metà.
Mettetela su un vassoio
Prendete il composto di olive dal frigo e stendetelo sullo strato inferiore del pane. Sopra posizionatevi le fettine del salame piacentino. Su questo infine mettete l'ultimo strato del composto di olive.Ricomponete il pane.
Tenetelo per un quarto d'ora con un peso sulla superficie ,i n maniera tale da pressarlo per bene.
Rimettetelo in frigo per un'altra ora e poi tagliatelo in rettangoli.
Buon appetito!
Di quante tradizioni culinarie, di quante storie "alimentari" , di quanti usi e costumi possiamo fregiarci noi italiani?






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7 luglio 2014

Torta alla vaniglia e crema di limoncello e il giveaway di Libri vagabondi

Quali sono i libri che portereste con voi in vacanza,nella vostra valigia? O in un'isola deserta?
Io senza dubbio "Siddharta" di Herman Hesse. Questo libro è il mio Sacro Graal, è il libro della mia formazione. E porterei proprio quello che ha accompagnato la mia adolescenza e i miei viaggi. Sottolineato all'inverosimile, con le pagine quasi trasparenti per l'usura. Del resto mi accompagna da trent'anni ormai...
Il secondo è "Cime tempestose". Heathcliff e Catherine. L'amore impossibile che distrugge senza pietà. Un classico intramontabile. Una storia d'amore tutta spine e e niente rose.
Il terzo è "Dieci Piccoli Indiani". Miss Agata Christie.Unica, impareggiabile, la mia iniziazione al mondo del giallo, del noir.

Vi va di venire a raccontare i "vostri libri" della valigia?

Vi aspettiamo numerosi nella nuova avventura fortemente voluta da Ely Valsecchi, il suo nuovo progetto al quale possiamo collaborare tutti,inviando le nostre recensioni.
Il blog è Libri Vagabondi. Un nuovo modo di condividere le nostre letture e le nostre passioni.

Oggi parte il giveaway di Libri vagabondi.
"Per partecipare a questo giveaway bastano pochissime regole. Prelevare il banner e condividerlo sul blog o sui vostri social network. Fate passare parola così che tanti amici possano condividere con noi la passione che ci anima il cuore, la lettura! E…. ovviamente lasciare un commento a questo post!
La scadenza sarà il 31 luglio 2014 alle ore 23.59, nei giorni seguenti ci sarà l’estrazione manuale e l’assegnazione dei premi ai vincitori."

Il banner che potete prelevare nel blog è questo:



Nel mio universo di lettrice accanita le pagine di un libro chiamano sempre un dolce di ottima fattura.
Come quello di oggi.
Una torta che vi sorprenderà per l'armonia dei sapori e la delicatezza dell'impasto.
La ricetta viene dal blog di una persona che in questi mesi mi è stata molto vicina.
Una maniera questa per dirle grazie,anche se grazie è poco ^_^
Tutta per te Cannellè!!!

Negli ingredienti è presente la crema di limoncello. Potete sostituirla con del semplice limoncello. E' talmente equilibrata nel sapore che viene bene lo stesso.
Il latticello previsto se non lo trovate potete farvelo a casa:
150 ml latte scremato e 150 ml yogurt magro. Un pò di limone,mescolate e lasciate riposare per un quarto d'ora.
Potete omettere la farina integrale. In tal caso la dose totale della farina 00 sarà 240 grammi!

Torta alla vaniglia e limoncello di Psiche e Cannella

120 gr farina 00
120 gr farina integrale
60 gr fecola di patate
120 gr zucchero semolato
300 gr latticello
70 ml olio vegetale
vaniglia
2 uova
3 cucchiai di crema di limoncello
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per torte

Sbattere a lungo le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo e spumoso.Unite il limoncello,il latticello,la vaniglia e il sale.mescolate bene.
Setacciate insieme le farine,la fecola e il lievito e unitele all'impasto.
Trasferite il composto in una teglia rivestita di carte forno e cuocete a 180 gradi per una mezz'ora (io ho usato la funzione statica e lo stampo era da 24 cm).
Fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo!



 

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4 luglio 2014

Bruschettine all'avocado e pomodorini e come si cambia



A vent'anni non ti importa un fico secco delle proprietà nutritive, delle vitamine e delle fibre solubili o insolubili del cibo.

Mangi quello che ti capita a tiro anche perchè il tuo stomaco è in grado di digerire anche la corazzata Potemkin senza l'ausilio di un pizzico di bicarbonato.
Ma questo accade non perchè sei sciagurato.
Sei giovane.
Hai la potenza dei vent'anni e di tutti gli amminoacidi al posto giusto.
Poi lentamente le cose cambiano.
Il grande vantaggio di accumulare più anni sulla spina dorsale che euro è che acquisti consapevolezza.
Vuoi perchè inizi a soffrire di qualche disturbo, vuoi perchè diventi mamma e automaticamente sei più attenta all'alimentazione dei tuoi figli ,vuoi perchè...perchè non lo so.
Fatto sta che davanti alla scelta di un alimento ci pensi.
E magari sei tentata di provare che so io, la quinoa, l'amaranto.L'orzo perlato e il farro fanno cucù nella dispensa accanto alla pasta integrale.Frutta e verdura colorano la tua cucina.
E ogni tanto strizzi l'occhio e il mestolo verso il vegan o il crudismo.
Succede.
Io ho scoperto l'avocado ultimamente.
A vent'anni per me l'avocado era il protagonista indiscusso della guacamole. E la guacamole chiamava il ristorante messicano. E il ristorante messicano la tequila boom boom e i balli sopra al tavolo. E i festeggiamenti per ogni esame andato bene all'Università.
Oggi l'avocado per me è altro.
Lo apprezzo cosi,da solo.
Magari in un'insalata  ,magari in una bruschetta come quella di oggi oppure nella preparazione di un condimento fresco per il cous cous.
Perchè è un tipino che sa il fatto suo mr.Avocado.
E' uno dei 27 cibi fondamentali che aiutano a prevenire il cancro.
Aiuta ad assorbire i nutrienti contenuti negli altri alimenti.
Riduce il colesterolo.
Fa bene alla vista.
Sostituisce il burro.E lo fa egregiamente.
E poi me lo posso spalmare sul viso e sui capelli.
Li nutre e li cura.
E poi...
E poi mi piace.
Tanto.
E già questo mi fa bene!

La ricetta che vi propongo oggi è velocissima e piena piena di salute!
Sono delle semplici bruschettine all'avocado e ai pomodorini. L'ho trovata in uno dei tanti appunti presi girando per la rete. Non mi ricordo la provenienza per cui mi riservo la possibilità di attribuire i vari crediti in seguito!


Bruschettine all'avocado e ai pomodorini


pane
pomodorini
2 avocado
pepe nero
succo di un limone
scorza grattugiata di un limone
olio extravergine
foglie di basilico (facoltative)

In un piatto mettete l'avocado e i pomodorini tagliati a cubetti.Unite la scorza del limone,il succo e 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Aggiustate di sale e unite una bella macinata di pepe. Se volete potete aggiungere anche del basilico tagliato finemente
Prendete il pane , ritagliatelo della forma che desiderate e fatelo tostare in una padella antiaderente finchè diventa croccante.
Mettete il pane tostato su un piatto da portata, sistemateci sopra il condimento a base di avocado e mettete in frigo per un quarto d'ora.
Servite.







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