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23 gennaio 2017

Foglietti acchiappacolore fai da te, qui si spignatta di brutto!





Aggiornamento 4 marzo:

Perdonate l'aggiornamento ma, visto che ogni tanto arriva il sapientone di turno, devo fare due precisazioni. La Soda Solvay non è la soda caustica. Se amate realizzare i saponi in casa, conoscete già la caustica e la sua potenziale pericolosità, ha un ph altissimo e va maneggiata con estrema attenzione. La Soda Solvay non è bicarbonato, per quanto abbiano strutture molto simili, ma il bicarbonato è appunto...un BIcarbonato di sodio, la soda è carbonato di sodio. La Soda Solvay esiste ed è questa:


Presente sul mercato da boh? Circa quarant'anni?
Un'ultima cosa: io adoro l'ars oratoria. Datemi un'opinione diversa dalla mia e la possibilità di un confronto e vi faccio un monumento. Ma a una condizione: uscite dall'anonimato. E' la conditio sine qua non per un confronto corretto.
Grazie e perdonate il pippone, certamente non rivolto a chi mi segue con simpatia!


Once upon a time....c'era una volta
Una dark.
Io.
Capelli verdi.
Io.
I Cure nelle orecchie.
Sempre io.
Vestiti solo neri.


Bei tempi e non perché avevo 15 anni e oggi qualcuno (ma proprio qualcuno eh) in più.
Bei tempi perché fare la lavatrice dei miei vestiti era come giocare al SuperEnalotto con i 6 numeri vincenti in tasca. 
Dividere i vestiti e la biancheria di casa mia era semplice. 
O bianco o nero.
Un po' come era la mia visione del mondo.
Senza compromessi.

La situazione adesso è un po' diversa.
Vuoi perché "tengo" famiglia.
Vuoi perché siamo in prevalenza donne.
Vuoi perché le mie figlie adorano i colori.
Vuoi perché mio marito ama i colori insoliti.
Vuoi perché io mi sono ammorbidita (si, lo so, pure i fianchi mi si sono ammorbiditi, ma mangiare è uno sporco lavoro e qualcuno lo deve pur fare).

Il nero è sempre protagonista, ma anche il rosso, il nero e qualche volta l'insolito giallo. Nella cesta della biancheria sporca la situazione è un po' questa:



Roba da perderci la testa.
Invenzione geniale: i foglietti acchiappacolore.
E quanti ne ho comprati.
Poi due conti e la smania che ho ultimamente di replicare tutto a casa.
Un po' per coerenza, è inutile fare la brava cittadina con la raccolta differenziata se poi contribuisco a riempire l'ambiente con bottiglie di plastica e riverso nei fiumi litri e litri di fosfati.
Un po' perché mi piace risparmiare per poter comprare quello che più mi piace.
Un po' perché sono donna e quanto me piace spignattà 😋

Dopo le salviette detergenti autoprodotte e il detersivo per lavatrice fai da te, stavolta vi propongo i foglietti acchiappacolore fai da te.

Ho fatto all'incirca una decina di lavatrici e hanno funzionato alla grande.
Una l'ho fatta con vestiti neri e un vecchio maglioncino bianco avorio ed è rimasto intatto. Quindi ve le propongo con l'avvertenza sempre di testarle con cautela le prime volte! Mi scuso per le foto ma l'importante era mostrarvi l'essenziale!


FOGLIETTI ACCHIAPPACOLORE FAI DA TE

1 maglietta vecchia in cotone bianco
3 cucchiai di soda Solvay (la trovate in tutti i supermercati, di solito negli scaffali bassi)
300 ml acqua caldissima


Prendete la maglietta e tagliatela in tanti quadrati (fateli più o meno della stessa grandezza dei foglietti in commercio).
In una ciotola capiente mettete l'acqua caldissima e sciogliete la Soda.

detersivo-lavatrice-downshifting-fai da te-diy

Prendete i vostri ritagli di cotone e immergeteli nella soluzione preparata. Bagnateli bene, devono assorbire il più possibile la soda.


Tirateli fuori, strizzateli leggermente e metteteli ad asciugare.
Semplice no?
Una volta asciutti saranno pronti per essere utilizzati.
Preparatene abbastanza in modo da averne sempre disponibili per ogni lavaggio.
Per "ricaricarli" dovete semplicemente preparare di nuovo la soluzione e ripetere tutto il procedimento!
Risultato del lavaggio assassino (nero con bianco):


Il bianco del maglioncino è rimasto tale e il foglietto è uscito leggermente ambrato dalla lavatrice.


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3 gennaio 2017

Detersivo per lavatrice fai da te ovvero aiutiamo ambiente e portafoglio!

autorpoduzione-detersivo-sapone di marsiglia





Uno dei miei buoni propositi per il 2017 è la consapevolezza.
Di chi ho intorno.
Di quello che ho intorno.
Di quello che voglio fare.
Di quello che posso fare.

Il detersivo autoprodotto nasce proprio da quest'ultima esigenza.
Cosa posso fare per l'ambiente?
Non ha senso fare una raccolta differenziata perfetta per poi buttare tonnellate di detersivo chimico intorno a noi. La raccolta differenziata tacita le coscienze ma poi?
Oh, sia ben chiaro. Non sono ecologista ad oltranza, non mi vesto di iuta e cotone, non faccio libagioni a base di semi di canapa del nord dell'Uzbekistan nè mi lavo con la cenere del camino che non ho.
La colpa è di un deodorante per tessuti del quale mi sono innamorata tempo fa. Deodorava pure la cantina di nonno Belardo. Tre spruzzi su tende, divani o tappeti e ti immergevi in una nuvola di profumo. Un giorno prendo la mia gatta in braccio e il suo pelo odorava di quel mefistofelico preparato chimico. Oh my God, ma la mia casa è una bomba chimica perché se lo ha addosso lei, figuriamoci noi. Prendo il detersivo in mano, leggo la lista degli ingredienti e mi sento colpevole quanto un amante scoperto in flagranza di reato. Penso che in quel flacone ci sia tutta la tavola di Mendeleev mescolata a mò di insalata. 
Brava Monica, spruzzalo nell'ambiente. E ti senti a posto perché in cucina hai la plastica nel contenitore adatto, hai tolto il tappo dal latte e buttato il cartone dove si conviene e hai anche lavato la bottiglia della passata di pomodoro prima di metterla nel vetro.
Fa niente se in sala hai una bomba chimica che distruggerebbe la flora e la fauna fin dopo la Via Lattea!
E allora ho deciso di iniziare a intervenire dove si può. Sia chiaro, non si può sostituire tutto ma qualcosa si può fare, fosse solo allungare i detersivi per togliere loro concentrazione e evitare di buttare nell'ambiente flaconi su flaconi.

Il detersivo che vi propongo oggi in realtà lo sto testando a fasi alterne da sei mesi insieme ad altre ricette che però ho abbandonato. Molte prevedono l'utilizzo del sapone per piatti, altre ancora sono troppo concentrate e i panni rimangono sempre chiazzati.
Questa è la più semplice, ma è quella che non mi ha mai tradito. Tre ingredienti per un risparmio super (che non fa mai male) e un impatto ambientale minimo. Io lo realizzo nella versione basic perché, trovando il sapone di Marsiglia adatto, il profumo è ancestrale, sa di panni stesi al sole e di natura. Però volendo, potete aggiungere una decina di gocce di olio essenziale. Se desiderate un efficace antibatterico, utilizzate il Tea tree Oil, imbattibile anche se caratterizzato da un odore pungente. Altrimenti affidatevi all'olio di Limone oppure alla Lavanda! Per la preparazione vi occorrerà una pentola e un frullatore ad immersione. Non devono essere destinati a questo scopo, dopo l'uso vi basta lavarli con cura ...tanto è solo sapone di Marsiglia!
Una volta realizzato sistematelo in vecchi contenitori di plastica, anche quelli del detersivo, e avrete tolto un involucro da smaltire all'ambiente.
Per le dosi regolatevi in questa maniera:

5 kg di bucato→ mezza pallina di detersivo autoprodotto e due cucchiai di acqua.

Per l'ammorbidente ne riparleremo, sto testando, dopo il famigerato aceto, l'acido citrico che, forse, mi piace un filino di più!

Ultima accortezza, se potete cercate un sapone di Marsiglia ecologico altrimenti utilizzate quello che volete e risparmierete ancora di più!
(ricetta originale Profumo di Casa)

Altre proposte di autoproduzione:



DETERSIVO PER LAVATRICE AUTOPRODOTTO

1 litro e mezzo di acqua
100 grammi di sapone di Marsiglia tagliato a pezzi
3 cucchiai di bicarbonato

Taglia il sapone a pezzi e sistemalo nella pentola. Unisci mezzo litro  di acqua e porta a bollore. Gira per far sciogliere il più possibile il sapone ( se non si dovesse sciogliere bene non ti preoccupare, ci penserà il minipimer a fare tutto il lavoro!). Spegni il fuoco, unisci i cucchiai di bicarbonato e l'acqua rimanente.
Chiudi con un coperchio e fai riposare tutta la notte.
Il detersivo da liquido diventerà quasi solido.
La mattina dopo, armati di frullatore ed emulsiona il tuo preparato. Otterrai una specie di panna montata candida! Sistema nel contenitore prescelto e inizi ad utilizzarlo. Semplice vero?

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26 agosto 2016

La confettura in otto minuti

ciliegie-frutti

La marmellata è il pomo della discordia a casa mia.
Io le adoro tutte, ma proprio tutte eh.
Mele, pere, fragole, albicocche, mix tra i vari frutti.
Tutte, ma proprio tutte.
Tranne una.
Quella di ciliegie.
E guarda caso è l'unica che mangia mio marito e l'unica che io guardo come se fosse uno strano insetto della catena degli Appalachi.
Davanti lo scaffale del supermercato durante i primi mesi di matrimonio si sono consumati drammi degni del miglior Kramer contro Kramer.
Sbuffi, occhi alzati al cielo, commessi in soccorso a fare da intermediari familiari
La maggior parte delle volte tornavamo a casa senza averne presa nessuna



.
Cara prendiamone una che piace a te.
Ma no amore tu mangi solo quella
Ma non fa nulla.

Prenderne un barattolo a testa?
Le mie cavallette alias figlie ancora non erano nate , noi stavamo poco a casa e le marmellate aperte avrebbero rischiato di attaccarsi al frigo come l'Attak sulle dita.

Il problema fu presto risolto in questa maniera.
La marmellata di ciliegie la compriamo e le altre me le faccio da sola 
Ho resistito all'incirca una settimana, poi ho chiuso pentole zucchero e pectina in fondo al cassetto e mi sono data all'ippica, no volevo dire alla Nutella.

Perchè parliamoci chiaro, preparare la marmellata alias confettura è 'na gran palla.
E sbuccia, e taglia, e pesa.
E metti in pentola, e gira, e ti bruci, e fai la prova del piattino .
E sterilizzi i barattoli, e ci metti la marmellata, ti aribruci, chiudi e capovolgi i barattoli.
E aspetti.
E poi arriva la suocera che ti dice ma il botulino lo conosci?
No, non ho mai avuto il piacere.
Eeeee è pericoloso eh, basta un niente, basta un barattolo che non fa plop quando lo apri.
E acchiappa i tuoi barattoli e vedi se fanno plop.
Ma cosi li hai aperti tutti .
E allora minimo minimo la muffa gli viene, senza scomodare il signor botulino.

E allora ritorni al supermercato e te la compri sta benedetta marmellata.
Ma una volta che hai provato quella casalinga quella industriale ti fa l'effetto de 'na chilata de zuccchero mandata giù a cuore aperto.

E che zucchine.
Poi però arriva Terry che scrive su Fb le meraviglie della marmellata in otto minuti.
Io mi fido di Terry e mi precipito a guardare.
E trovo che lei l'ha presa dal mitico ZIO.
Ho bisogno di altre garanzie?
Due su due.
Io sto a posto cosi.
E la provo.
E mi piace.

Perchè sa di frutta.


Perchè in otto minuti è pronta.
Perchè posso fare dei mini vasetti che consumo nel giro di due giorni (salvo aumentare le dosi in proporzione se magari voglio preparare una crostata).


Perchè posso sperimentare, comporre, unire a mio piacimento i vari frutti.
E' economica.
E' sana.
E' ormai la mia ricetta!




Se siete delle marmellate addict provatela non ve ne pentiterete

(quella che vedete in foto l'ho realizzata con mele,pere e una spolverata di cannella)

(n.b- in questo post sono state volutamente saltate e annebbiate le varie differenze tra marmellata e confettura, visto che nell'uso quotidiano utilizziamo sempre il termine marmellata e voglio sentirvi dire: Mi preparo un panino burro e confettura :-)

Per i puristi e gli attaccabrighe marmellatari preciso che:

-siamo in presenza di marmellate solo se prodotte con qualsiasi tipo di agrume, nella ragione di: 1 chilo di marmellata deve avere almeno 200 grammi di agrumi (di cui almeno 75 grammi provenienti dall'endocarpo) come da Dlgs 50/04

-la confettura, pur se simile nella consistenza e nella struttura, è preparata esclusivamente con gli altri tipi di frutta)





CONFETTURA IN OTTO MINUTI

250 grammi di frutta al netto degli scarti
80 grammi di zucchero
succo i mezzo limone



Metti la frutta in una larga padella ANTIADERENTE
Aggiungi lo zucchero e il limone e fai andare a fuoco vivace.
Cinque minuti lo zucchero si scioglie e la frutta tende  sfaldarsi.
A questo punto puoi:

- frullarla se non gradisci i pezzi
- schiacciarla semplicemente con la forchetta, se ti piace la frutta a pezzi

Rimetti sul fornello per altri tre minuti massimo e voilà, è pronta.
Io faccio dosi minime che consumo nel giro di due giorni.
Quindi conservo in frigo .
Se decidi di prepararne di più, mi raccomando: mettila in barattoli sterilizzati!






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11 febbraio 2015

Succo di frutta fatto in casa e le salviette detergenti autoprodotte




Se c'è una cosa che mi ingolosisce più di Johnny Deep è l'homemade.
Il fatto in casa.
L'autoprodotto.

L'autoprodotto è un viatico per l'anima:

-rafforza l'autostima
("ma quanto sono brava", esclamerete estasiate di fronte ad una ricottina fatta con le vostre manine)

-fortifica i legami matrimoniali
(caro, d'ora in poi il detersivo per la lavatrice non lo compreremo più" esclamerete di fronte ad un marito compiaciuto per l'improvviso rilassamento del budget familiare)

-chiude la bocca alle suocere
(volete mettere il consigliare a vostra suocera un rimedio super naturale economico ed efficace per far brillare il piatto doccia?La stenderete altro che "povero il mi figliolo")

Che ne dite novelle figlie dei fiori e aspiranti acquirenti della casa nella prateria,rispolveriamo gonnelloni, mutandoni e crocchie improbabili?

La produzione casalinga è ovviamente alimentare ma riesce a strizzare un occhio anche ai detersivi.

Sia chiaro.
Io provo, sperimento.
Non tutto va bene, non tutto fa il proprio lavoro.

Ultimamente ho realizzato un detersivo per la lavatrice che manco le cascate del Niagara secondo me avrebbero potuto toglierlo dai vestiti.
Ci sono voluti tre risciacqui extra.
Alla faccia del risparmio e dello spreco.

Per questo quando trovo una ricettina valida, che funziona mi piace condividerla.

Questa che vi propongo oggi è di una semplicità estrema.
Quante di voi utilizzano le salviette detergenti per pulire?

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20 agosto 2014

Il Labneh ,anche se sembra....e l'autoproduzione che avanza





Quell'espressione un pò cosi, quella faccia un pò cosi che abbiamo noi.....
quando osserviamo qualcosa che hanno creato le nostre mani, la nostra pazienza, e perchè no, anche la nostra curiosità.

Mi perdonerà Paolo Conte se utilizzo in maniera impropria le parole della sua famosissima canzone.

Ma la canticchio ogni volta che sono di fronte ad una "Autoproduzione".
Qualcosa realizzato da me.

E' vero.
Farsi le cose da soli comporta pazienza, dedizione, attesa.
Ma il risultato ripaga di ogni fatica



E poi l'estate con i suoi ritmi rallentati sonnolenti presta il fianco all'attesa.
Al progetto e alla realizzazione.
E alla scoperta di quello che mai avresti detto.
Io mi sono scoperta paziente.

Non avrei scommesso un soldo su questo lato del mio carattere.
Io, che corro persino quando cammino.
Io che cerco la soluzione semplice a qualsiasi problema.

Io sono paziente.

Ve lo ricordate lo yogurt che abbiamo fatto noi con minimo spreco di energia e di risorse?
Ne abbiamo parlato QUI.

Quello yogurt è la base per la realizzazione di tante cose.
Una di queste  è il labneh.
Soffice formaggio libanese.
Un ottimo equilibrio tra dolce e acido.

Una base anch'esso per ottenere squisiti piatti che mano mano proverò.

Però sapete una cosa?
A me 'sto formaggio mi ricorda tanto uno che è presente da tempi immemorabili sulle nostre tavole...
La consistenza e il sapore sono quelle.


Farlo è semplicissimo.
Basta una nottata di riposo.
E poi potete gustarlo da solo, al naturale.
o aromatizzato con basilico,origano,un pò di pepe.
Come base per delle squisite tartine:




LABNEH

500 gr yogurt (possibilmente autoprodotto, ricetta QUI)
1 cucchiaino scarso di sale fino (ma potete anche ometterlo,il gusto del labneh sarà più dolce)



Solo questi due ingredienti!
Allora procuratevi o delle garze o un tovagliolo possibilmente bianco ( procuratevene uno che laverete solo col sapone di marsiglia senza ammorbidente e che terrete da parte sempre per questo uso).
Prendete anche un colino a maglie fitte e un contenitore dove poggiare tale colino,in maniera tale che lo yogurt possa scolare liberamente senza toccare il fondo del contenitore.

Foderate con il tovagliolo il colino e adagiatevi lo yogurt previsto, nel quale avrete sciolto il sale. Appoggiate il colino sopra un contenitore e mettete in frigo per almeno otto ore.

Al termine di questo periodo troverete del siero nel contenitore e il labneh formato all'interno del tovagliolo.
Non vi resta altro che trasferirlo in un contenitore e gustarlo nella maniera che più vi piace!






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18 agosto 2014

Lo yogurt definitivo fatto in casa senza yogurtiera e io AUTOPRODUCO!



Il passaggio del ferragosto mi lascia sempre la sensazione dell'"ormai".
Ormai anche questa stagione se ne sta andando.
Il pensiero della scuola si avvicina sempre di più.
E con lui il pensiero delle cose da sistemare, da comprare.

Strana estate questa.
Fresca oltre l'inverosimile per quasi tutta l'Italia.

All'insegna della più completa pigrizia per me.
Un'estate fatta di famiglia al cento per cento, immersa nella quotidianità di tutti i giorni.

Ferie dove noi quattro siamo stati letteralmente "appiccicati" per riscoprirci nei gesti di tutti i giorni.
Perchè in fin dei conti le vacanze penso siano anche queste.
Godere gli uni degli altri nei gesti normali di giornate "normali".
Senza particolari squilli di trombe , mete esotiche o compagnie h24.

Noi.
I giochi.
Le risate.
I libri.
E tanti film.
Per noi, per le bimbe.

E un'insolita passione nata girovagando e riflettendo.
L'autoproduzione.
Un seme che era nelle mie onde cerebrali ma che ancora non era germogliato.

Ce l'ha fatta finalmente.
Ed è tutto un fermento a casa mia.
Yogurt, formaggi.
Orto sul balcone.
Piantine nate ,piantine in fieri, tentativi di riproduzione strani e inconsueti.

La soddisfazione è massima.
Mangiare poi quello che si è autoprodotto è bellissimo.
E' un gesto pieno di soddisfazioni.

Il primo passo è stato quello di provare a fare lo yogurt.
Senza yogurtiera ,ovviamente.

E' chiusa nella credenza da tempo immemorabile.
Quello yogurt non mi ha mai dato soddisfazioni.
Ho provato in tutte le maniere.
Ma era sempre  troppo liquido o troppo acido.

Ho cercato alternative.
Ma niente, nessuna raggiungeva la perfezione che io cercavo.
Finchè..

Finchè un giorno per caso sono capitata Qui, nel santo Graal di noi foodblogger.
Ho provato e finalmente eccolo.
Lo yogurt che cercavo da tempo.
Buono ,denso, fatto con il latte fresco, magari crudo.
E non con quello UHT.

Poco spreco di energia.
Niente intrugli strani.
Solo un pò di pazienza e qualche accorgimento.

Da questo yogurt ho ottenuto anche un fantastico formaggio che ricorda molto da vicino un formaggio cremoso molto famoso...ma di questo parleremo poi.
Allora lo yogurt che andrete ad usare deve essere con scadenza la più lontana possibile. Cercatene uno di qualità. E' importante perchè questo è il nostro starter.
E si sa,chi ben inizia è a metà dell'opera!
Deve essere bianco e intero.
Procuratevi una bella copertina in pile.
Una pentola d'acciaio pulitissima.
Un contenitore di plastica opaca e a chiusura ermetica

Se avete intenzione di acquistare il latte crudo vi lascio un link dove potrete trovare il distributore più vicino a voi. Cliccate QUI!


Yogurt fatto in casa senza yogurtiera

1 litro di latte INTERO fresco o crudo
2 cucchiai di yogurt bianco e intero

In una pentola d'acciaio mettete il latte. Posizionatelo sul fornello medio e portatelo quasi ad ebollizione (lo fermerete quando inizierà a salire e formerà la famosa pellicola,la panna).
Spegnete .
Immergete la pentola in un contenitore con acqua fredda per farla raffreddare più velocemente.
Coprite la superficie per evitare qualsiasi contaminazione.
A questo punto se avete un termometro per alimenti,immergetelo nel latte e fermate il raffreddameto quando arriva a 38 gradi.
Se non lo avete, immergete il dito e contate fino a dieci. Se riuscite a resistere tranquillamente e il latte vi sembra tiepido, è pronto.
(Sempre meglio tendente al freddo che al caldo per un'ottima riuscita).
A questo punto prendete il vostro contenitore di plastica. Versateci i due cucchiai di yogurt e stemperatelo con due cucchiai di latte.
Accendete il forno a 50 gradi per non più di un minuto. MI RACCOMANDO!
Una volta ottenuta una miscela omogenea versateci il resto del latte, girando con un cucchiaio.
Chiudete il contenitore, avvolgetelo nella copertina di pile e infilate il tutto dentro il forno appena tiepido, ovviamente SPENTO.
Chiudete e calcolate un sei, otto ore.
Non aprite il forno, non spostate il contenitore.
Questo è importantissimo, perchè altrimenti andiamo a disturbare il lavoro dei fermenti dello yogurt.
Trascorso il tempo necessario, prendete il vostro contenitore.
Se troverete un liquido denso e compatto lo yogurt è pronto.
Altrimenti potrete rimetterlo dentro il forno, coperto con il pile ,per altre due-tre ore, NON DI PIU'.
Una volta pronto, mettetelo immediatamente in frigorifero.
Vedrete con il passare delle ore che tirerà fuori una specie di siero giallastro e opaco.
E' un processo normale.
(ho letto che questo siero, se dato ai nostri animali domestici, gli fa un gran bene. Io l'ho
dato alla mia gatta snob che ha gradito moltissimo!!)
A questo punto potrete gustarlo come meglio credete.
Ricordatevi di tenere da parte ovviamente sempre due cucchiai di yogurt autoprodotto per poter fare il successivo!




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