31 dicembre 2013

18 dicembre 2013

La Torta delle rose versione natalizia

Se volessi fare bella figura,mio caro Babbo Natale,ti chiederei di far cessare le guerre nel mondo.Ma non sono nè una Miss Italia in odore di elezione nè la nipote illegittima di Mefistofele,per cui lo do per scontato.
Penso sia un desiderio comune,a meno che uno non si chiami Adolph e non abbia il baffetto sospetto.
Non ti chiederò nemmeno di migliorare la mia vita.Io credo nell'"Homo faber fortunae suae".L'uomo ha nelle mani il suo destino.Le mie giornate,i miei umori,le mie scelte dipendono solo da me.
Anche dagli eventi,dirai tu.
Certo.Ma la risposta agli eventi è solo mia.
Non ti chiederò di far sparire gli idioti,i maleducati,i prepotenti.
Non ce la fa l'Onnipotente e non vedo proprio come potresti farcela tu,che qualche potere in meno ce l'hai e pure qualche acciacco in più (senza contare che accanto hai la Befana che certo non ha lo staccocoscia della Belen).
Non ti chiederò di mandare a lavorare in miniera la Parodi quando afferma di essere stanca,dopo un clamoroso errore in cucina.Molte donne vorrebbero prendere la sua stanchezza e regalarle la propria,fatta di figli da crescere con difficoltà ,bollette scadute  e schiene spezzate dal lavoro.
Ti chiederò solamente una cosa.
Un leggero mal di pancia.
Non a me però,aspetta babbo.
A chi in questi mesi mi ha fatto combattere con diagnosi catastrofiche (quella più carina è stata la distrofia muscolare,ho reso l'idea?).
Ecco,intervieni tu.
Procurale una leggera colite nella notte tra il 24 e il 25 dicembre,che so io un crampetto,un pò di acidità o di reflusso gastroesofageo.
Cosi tanto per ricordarle che la medicina non sarà una scienza esatta ma nemmeno un tirare a sorte .
Che dici Babbo,me lo fai questo regalo?
P.S...io sono sana come un pesce ^_^

Ragazze oggi un classico della mia cucina,un piccolo cavallo di battaglia.Una di quelle torte che faccio anche ad occhi chiusi.Oggi ve la propongo in chiave natalizia.Il suo ripieno infatti è fatto con il mix di spezie per il pan d'epice (mix che ho preso Qui da una delle foodblogger che prediligo ).
La ricetta è quella della Torta di rose.


Torta di rose natalizia

500 g farina bianca 
1 busta di Lievito di birra 
120 g zucchero 
1 cucchiaino raso di sale 
scorza grattugiata di un limone 
2 uova 
80 g burro liquefatto tiepido 
1 bicchiere di latte

Per farcire:

100 g burro a temperatura ambiente 
100 g zucchero 
1\2 cucchiaino di cannella
1\2 cucchiaino di anice stellato
1\2 cucchiaino di chiodi di garofano
1\2 cucchiaino di noce moscata


Setacciare la farina in una terrina larga e mescolarvi il lievito di birra 
Al centro del mucchio praticare una buca e versarvi zucchero, vanillina, sale, scorza di limone, uova, burro tiepido. 
Amalgamare il tutto con una forchetta, aggiungendo un po’ per volta il latte tiepido. 
Lavorare l’impasto sul piano del tavolo infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo fino al completo assorbimento del liquido. 
Rimettere l’impasto nella terrina infarinata, coprirla con un canovaccio umido e porlo a lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato (io impasto e faccio lievitare direttamente nella macchina del pane)
Per la farcitura lavorare il burro a crema, aggiungendo gradatamente lo zucchero e le spezie indicate.
Con un matterello stendere l’impasto ben lievitato in una sfoglia rettangolare,spalmarvi la crema di burro e quindi arrotolare la sfoglia dal lato più lungo. 
Tagliare il rotolo in 12 pezzi uguali e sistemarli in uno stampo  foderato con carta da forno. Porre a lievitare una seconda volta in luogo tiepido per 20 minuti circa. 
Cuocere per trenta minuti a 200°



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12 dicembre 2013

Il Tronchetto di Natale in tre ingredienti e voglio fare la tronista

Ho deciso. Nella prossima  vita voglio fare la tronista.
Voglio andare dalla Maria nazionale e scendere quelle scale con i tacchi a spillo così alti che a misurarli sono più lunghi loro della minigonna che indosserò.
Voglio sedermi su quelle sedie e dire: "Sono una ragazza solare, credo nei valori e voglio la pace nel mondo" e poi mettermi a tirare i capelli all'altra squinternata di turno, perché nella vita quello "che ce vole" è la visibilità.
Voglio ardere d'amore per uno mai visto.
"Tu sei il mio ideale di uomo. Basso,grasso e pelato" Ah si? Ma non ti piacevano alti, magri e capelloni? Si, certo. Ma la vita è questione di piccoli ritocchi. E io sto ritoccando.
Voglio piangere in trasmissione e farmi seguire dalle telecamere e urlare: "Perché io sono una ragazza con i principi che te credi...mica sò 'na ballerina, io sò seria....se oggi ho baciato te ,il prossimo me lo devo bacià domani, hai capito?Perché il bacio è 'na cosa importante!" (scusate lo slang romanesco ,ma rendo meglio il concetto!)
Voglio fare le serate in giro per l'Italia. Strapagata solo per stare seduta, cosce all'aria, dentro un priveè, col fumo che mi circonda e la gente che passa di lì e mi guarda come se vedesse l'apparizione di Santa Monica da Velletri.
Voglio....ecco, non voglio più niente.
La mia carota grande ha letto la bozza del post e con molta gentilezza e dolcezza mi ha detto:"Ah mà, ma per piacere, non sei credibile"
Va beh, era una proposta per indirizzare il mio karma, niente di più.
C'è chi fatica nella vita, c'è chi suda lavorando o studiando per costruirsi qualcosa. E c'è chi si perde, chi svilisce quella fantastica macchina che è lo spettacolo. Già il fantasmagorico mondo dello spettacolo.....bisognerebbe spiegarglielo alle ciccine di turno che non è che perché sei alta e c'hai lo staccocoscia notevole che ci puoi entrare. Lo spettacolo, il teatro, il cinema, il cabaret è altro. E' talento ma è anche fatica travestita da semplicità.
Avete presente Roberto Bolle ad esempio? Fisicamente cos'ha da invidiare ad un tronista? Nulla. Ma quanta fatica, quante lacrime, quanto sudore....Eppure quando danza è un uomo capace di interpretare il vento, di dargli senso e sapore.


Oggi vi propongo un'idea di tronchetto di Natale.Non starò qui a dirvi che è pari al tradizionale perché non è vero.E' una scorciatoia divertente, utile perché veloce, economica e simpatica se proposta durante una merenda di bambini! Le mie figlie lo adorano anche perchè il tronchetto,i nsieme a pandoro e panettone fa subito Natale!!!
Ci sono ricette di cucina che adoro fare in maniera tradizionale. Mi piacciono la fatica, l'attesa, l'emozione dei sapori, delle consistenze...ma visto che ogni regola ha le sue eccezioni ogni tanto mi prende la voglia delle scorciatoie.
Armatevi di fette di pane, quelle bianche, senza crosta, con cui si fanno i tramezzini. Io vi dò la dose minima per un mini tronchetto . Voi potete ovviamente sbizzarrirvi!

Tronchetto di Natale col trucchetto

2 fette di pane per tramezzini (quelle lunghe, avete presente?)
Nutella quanto basta

per la copertura:
200 gr cioccolato fondente
50 gr burro

Prendete le due fette di pane per i tramezzini e sovrapponetele leggermente per la lunghezza. Cosi:

Passateci sopra il mattarello (nel punto di incontro delle due fette) e spinate per benino, in maniera tale da unirle.
A questo punto adagiate le due fette unite su un vassoio e passatele per cinque minuti (non uno di più) in freezer. Questo passaggio serve per dargli un certo tono!
Riprendete la fettona, spalmateci sopra la Nutella e arrotolatela dal lato lungo.
A questo punto riposizionate il rotolo in freezer per una decina di minuti.
Sciogliete a bagnomaria la cioccolata con il burro. Date una mescolata.
Riprendete il tronchetto.Tagliate in obliquo le due estremità (serviranno per comporre i due tronchetti a lato).
Sistemate il rotolo su una grata. Attaccate i due pezzi tagliati in obliquo ai lati e versate il cioccolato sciolto sopra il rotolo stesso, cercando di glassarlo tutto, estremità comprese. Con i rebbi di una forchetta tracciate delle righe in verticale e ponete in frigo a far rassodare per almeno due ore!











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10 dicembre 2013

La ciambella all'arancia e yogurt e i Fiammiferi

Era un piccolo paese.
Strade piccole,lampioni piccoli,fiocchi di neve piccoli.
I suoi abitanti erano alti poco più di un fiammifero.Le piccole manine che uscivano fuori da minuscoli cappotti di lana,gli occhietti a fessura piccoli e guardinghi.
La cosa strana di questo paese era che tutti avevano la stessa statura.I bimbi crescevano fino a raggiungere quei centimetri.Poi nulla più.
Anche le taglie erano le stesse per tutti.Dei fiammiferi non avevano solo l'altezza ma anche la corporatura.E anche l'aspetto..perchè non li riconoscevi mica.Erano tutti uguali.
Non c'erano alti ,magri,grassi,bassi,brutti o belli.
Tutti inesorabilmente uguali.
Certo,c'era il problema dei capelli.A volte spuntava una testolina bionda,una rossa,una magari color castagna.Ma non ci si perdeva d'animo!Tutti con un bel cappellino rosso,anche d'estate.Ma tanto l'estate del paese piccolo era quasi inesistente perchè il gelo e la neve erano appiccicati a quei luoghi con una tale tenacia che nemmeno la colla più potente di questo mondo avrebbe potuto tenerli cosi uniti.
Sembravano tutti felici al paese piccolo,soprattutto a Natale.Piccole palle rosse e bianche,canti che riecheggiavano nell'aria,funzioni religiose nella piccola chiesa del paese.E poi il pasto di Natale che era cucinato dal Sindaco in persona,ovviamente uguale per tutte le famiglie.
Pasta al sugo,pollo al sugo e per dessert una bella torta rivestita con un fiocco rosso.
E anche i regali erano gli stessi per tutti.Li decideva la piccola fioraia del paese.
Piccole stelle di Natale per tutti.Grandi e piccini.
Ovviamente rossi.
Ai bimbi la maestra del paese regalava un tubetto di colore,ovviamente rosso.
Una concessione stravagante e inopportuna secondo le vecchie del paese ma tanto non c'erano più i giovani di una volta.
"maledetta gioventù bruciata" mormorava in quella bocca senza denti il dottor Piccino,medico condotto del paese.
Un giorno arrivò il camion delle consegne.L'omino scaricò di fronte alla scuola del paese tre cassette rosse piene di colori rossi per i bimbi.E lo fece in fretta il buon uomo.Quel paese cosi piccolo lo impauriva,gli faceva venire un groppo in gola...oltre alle numerose difficoltà che un uomo come lui, alto un metroetantavogliadicrescere,aveva nello spostarsi in un paese di lillipuziani.
E fu proprio per la fretta di andarsene che successe il Guaio .Dalla tasca gli scappò un tubetto di colore.Giallo.Lo aveva messo da parte per la sua bimba che amava tanto colorare.
Il fiammifero numero 85 (al piccolo paese preferivano chiamarsi con i numeri) lo prese e lo guardò incuriosita.E si perchè il numero ottantacinque in realtà era una splendida bimba di nome Angelica.La più sveglia del paese,la più sognatrice,l'unica a chiedersi cosa ci fosse al di là della linea dell'orizzonte....
Angelica, altrimenti detta 85, corse in camera sua.Voleva osservare quel colore cosi strano...le ricordava una vecchia illustrazione che sua mamma le aveva strappato dalle mani.Raffigurava un sole splendente.
"Storie,tutte storie,il sole non esiste.Esiste il freddo,la neve e il colore rosso." Queste le parole della genitrice di Angelica,la signora numero 543.
La bimba prese un foglio di carta.Aprì il tubetto del rosso e poi quello del giallo.
Il sua gatto (ovviamente bianco con collare rosso) saltò su quel foglio facendo cadere i due colori.
Angelica li guardò spaventata.Le due macchie colorate correvano una verso l'altra,come due amanti insaziabili.
Correvano,si univano e mano mano da quella unione nasceva altro.Qualcosa di nuovo,di inusuale.Nasceva l'arancio.
Angelica immerse il dito timorosa.Chissà cosa succederà!Mi si friggerà il dito,diventerò calva,andrò all'Inferno!
Mentre pensava tutto questo iniziò a girare,a mescolare,ad annusare.
Quel colore le piaceva proprio.Era caldo,sapeva di fili d'erba  e fiori,di palle lanciate in aria e di risate di bambini.
Angelica chiamò a raduno tutti i piccoli fiammiferi di quel paese.
Incuriositi i bimbi cominciarono a spargere quel colore sui muri,sulle finestre,sui vestiti.
Un terremoto.Un terremoto di dimensioni paurose,pensarono i grandi.
perchè il boato fu grande,immenso.Le piccole case ridotte in macerie.Rumore di legno rotto ovunque.
Si radunarono nella piazza del paese e i loro occhi si riempirono di terrore.
I loro piccoli bimbi fiammiferini non esistevano più.
Al loro posto bimbi alti chi come tre mele,chi come quattro,chi come otto mele messe insieme.E i capelli.Bimbi biondi,bimbi mori,bimbi color castagna.E su tutte l'inconfondibile testa color fuoco di Angelica.
Fu un processo irreversibile.I bimbi furono lavati,candeggiati,strizzati ma non ci fu nulla da fare.
Erano cresciuti.
Più dei loro genitori.
La curiosità li aveva fatti crescere.
E l'idea che magari al di là dell'orizzonte potesse esserci qualcosa di diverso.

Oggi vi propongo una torta che proviene direttamente dal ricettario di Mariarosa.Una torta invernale,carica di sapori,di spezie.Arancia ,cannella,noce moscata e yogurt!
Una torta che sa di buono,di antiche credenze,di alzatine in vetro,di manine di bimbe piene di briciole.
Ecco a voi la Ciambella allo yogurt con arancia e spezie!
Provatela,è veramente buona!

Ciambella all'arancia e yogurt

300 gr farina
200 gr zucchero
3 uova
100 gr noci tritate
2 arance
100 gr yogurt naturale
1 bicchiere di olio vegetale (mais,girasole)
1 pizzico di sale
1 pizzico di noce moscata
1\2 cucchiaino di cannella
1 bustina di lievito per dolci

per la glassa:

200 gr zucchero a velo
scorza grattugiata di un'arancia(facoltativa)
2\3 cucchiai di acqua

Lavare la prima arancia e grattugiatene la scorza.Mettetela da parte.
Spremete la seconda arancia e tenete da parte il succo.
Tritate le noci con un pò di zucchero .Tritatele finemente.
Sbattete le uova finchè saranno gonfie e spumose con lo zucchero previsto e la scorza dell'arancia tenuta da parte.Aggiungete l'olio,il succo d'arancia,lo yogurt e il sale.Amalgamate il tutto.Unite le noci tritate,la cannella e la noce moscata.
Unite la farina setacciata con il lievito.Mescolate finchè il composto sarà bello liscio ed omogeneo.Imburrate e infarinate uno stampo a ciambella (il mio era da 24 cm).Infornate nel forno statico a 180 gradi per una quarantina di minuti (160\170 ° se ventilato).
Una volta cotto (fate sempre la prova stecchino.se questo esce pulito dal centro del dolce,vuol dire che la ciambella è cotta),fatelo raffreddare e preparate la glassa.
Stemperate lo zucchero a velo con due\tre cucchiai di acqua e la scorza dell'arancia (se volete).mescolate fino ad ottenere una crema liscia e densa.
Trasferite il dolce su una gratella e decoratelo con la glassa preparata e fate asciugare prima di servire 
(se non vi dovesse piacere la glassa,decorate la superficie della ciambella semplicemente con dello zucchero a velo).




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