29 luglio 2016

Torta albumi e cacao e offro lavoro !!





Ho deciso.
Cambio vita e mi butto nel business.
Per la precisione divento imprenditrice.
La fabbrichetta, eccolo il mio futuro.
E occhio che oltre la fabbrichetta ( da pronunciare rigorosamente in tono natural chic lombardo) do la possibilità del franchising.
Gratuito eh?
Non dovete tirar fuori un euro,  purchè mi promettiate che sia virale la presenza di tal fabbrichetta in tutti i luoghi e tutti laghi  J

Vorrete saper i particolari..
Subito serviti.
La fabbrica della gentilezza.
Perché gentile non è solo l’aggettivo per una candeggina
Perché porca la pupazza non se ne può più.
Tutti incazzati neri, tutti storti, tutti affamati di carne umana e che diamine.
Un’ epidemia che colpisce tutti.
Ti fermi per far attraversare il ragazzino sulle strisce e la macchina dietro strombazza e te becchi pure un efficientissimo  “ A bagascia te voi move”
Sei in fila al supermercato tutta tranquilla e ti ritrovi ad uscire in autoambulanza perché la vecchietta di turno ti ha fracassato le costole e ti ha procurato una fulminea rottura del malleolo perché doveva far prima di te.
Entri in un ufficio e garbatamente saluti.
Il nulla la risposta….
Oppure , è capitato alla sottoscritta una volta dopo essere entrata ed aver sorriso nel dire buongiorno,
sentirsi rispondere “ma che c.... ti ridi”
Oh my God.
Apriamola sta fabbrichetta.
Produciamo gentilezza come se non ci fosse un domani.
Perché la lama di una spada può esser fatta anche di fiori, non solo di metallo.



Albumi  avanzati ne avete?
Io si.
Sempre.
Ma mica posso campà di meringhe. O biscottini.
Stavolta ho scovato una torta.
E non storcete il naso dicendo che fa caldo.
E’ morbidissima.
E’ abbastanza leggera
Si fa in una battibaleno.
 Mezz'ora di forno.
Cinque minuti ed è sparita.

Vi ho convinto?
(la ricetta l'ho presa QUI ma ho modificato le dosi degli ingredienti)



Torta agli albumi e cacao

3 albumi
150 grammi di zucchero
30 grammi di cacao
170 grammi di farina
80 millilitri di olio
160 millilitri di acqua (gassata se potete)
1/2 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Sbattete gli albumi a neve con il pizzico di sale e mettete da parte.
Nella ciotola mescolate olio, zucchero ed acqua.
Unite la farina setacciata con il lievito ed il cacao.
Mescolate bene fino a togliere tutti i grumi.
Unite gli albumi lentamente e mescolando sempre nello stesso verso.
Infilate in forno e cuocete a 180 gradi per circa 30 minuti.
Controllate con lo stecchino prima di tirarla fuori dal forno.
Fate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.
Un consiglio, anzi due: accompagnatela con della panna semimontata aromatizzata con un po’ di cannella. Oppure servitela con del gelato a piacere!


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27 luglio 2016

Hawaiian Bread Rolls






Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


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21 luglio 2016

La ricetta definitiva per un ottimo thè freddo e le principesse sul pisello




Alte, basse, magre, grasse. Rosse, more, bionde. Taccate, staccate o scalze.
Non ha importanza. In ognuna di noi c'è una bella principessa che non aspetta altro che di essere evocata.
E non venitemi a dire che non trovate la corona. Guardate bene che siete nate coronafornite. Magari l'avete dimenticata in una tasca di un vecchio cappotto o magari è insieme a quei millemila calzini spaiati che avete nascosto sotto la sedia in camera.
Dite di no?
Credetemi c'è. Se provate ad osservare il Dna di una donna al microscopio troverete la corona incastrata tra un cromosoma e un nucleotide.
Tutto sta a prenderne consapevolezza.
Non aspettatevi di trovare all'improvviso le scarpette di cristallo sullo zerbino o di cadere tra le braccia del Principe Azzurro. Tsè,quella è roba superata.
La principessa moderna viaggia in tram, il biberon in una mano e il Sole 24 ore nell'altra.
O magari è a casa che stende vestiti e ripassa mentalmente il canto ottavo della Divina Commedia.
Oppure è in un negozio che piega magliette, fa palloni con la Big Babol e ascolta la nona di Beethoven.
Principesse strampalate ma moderne.
Però...però anche le vecchie principesse delle fiabe hanno la loro importanza.
Darwin l'ha dimostrato scientificamente!
Il cuore delle donne discende da Cenerentola, Biancaneve & Co.
Perchè in fondo ognuna di noi assomiglia ad una di loro.
Cenerentola?
Chi di voi non ha una matrigna cattiva alias capoufficio o suocera arcigna nella propria vita? E quante di voi fanno come Cenerentola, abbassano la testa sopportando, perchè credono fermamente in un domani migliore? E il fatto che trascorrano la propria giornata piegate a passare il Mocio Vileda poco importa.
E Biancaneve? Se c'è una cosa che ho odiato di quel film sono state sempre le canzoni.
Però a pensarci bene Biancaneve non è il prototipo di "Canta che ti passa"? Altrimenti la malinconia le taglierebbe anche le gambe
Ariel la sirenetta, la principessa che vuole sovvertire l'ordine stabilito delle cose: perchè una sirena non può amare un uomo? E Ariel pur di raggiungere caparbia il suo obiettivo è disposta a pesanti rinunce.
O Jasmine di Aladdin che rifiuta un matrimonio combinato ?
Però consentitemi una riflessione ,s uggeritami come questo discorso dal testo "Principesse si diventa"della Felicetti.
Sapete qual'è la principessa più tosta di tutte?
La principessa sul pisello.
Perchè lei non si accontenta. Perchè lei vuole solo il meglio per sè e non è disposta a scendere a compromessi.

E le principesse toste amano sorseggiare il thè.
Caldo d’inverno e freddo d’estate.
Ma diamine, le polverine, quelle finte quelle che si rianimano con un litro di acqua…no grazie, non fanno per noi.
Finalmente ho trovato il sistema giusto., gironzolando in rete.
E questa è diventata la mia ricetta , quella infallibile, quella che mette tutti d’accordo.
La condizione essenziale è utilizzare un thè di ottima qualità.
La mia scelta ricade sempre sull’Earl Grey.
Utilizzare questo sciroppo di thè è facilissimo.
Si prepara e poi si diluisce al momento nei bicchieri.
Una parte di sciroppo e cinque di acqua 
Potete aromatizzarlo come volete.
Io utilizzo sempre un mix di limone (o lime) e menta.
E una cascata di ghiaccio
La dose che vi do è per mezzo litro di sciroppo, preferisco farne poca per volta in modo da non lasciarla troppo in frigo Potete anche raddoppiare tranquillamente le dosi e otterrete un litro di ottimo sciroppo di thè
(fonte ricetta:QUI)



 SCIROPPO DI THE’

325 grammi di zucchero
325 millilitri di acqua
5 bustine di thè


Metti tutti e tre gli ingredienti in una casseruola e porta ad ebollizione.
Abbassa la fiamma e fai sobbollire per dieci minuti.
Fai raffreddare lo sciroppo ottenuto e poi trasferiscilo in una bottiglia che terrai in frigo.
Puoi aromatizzare lo sciroppo  con limone nella quantità che preferisci  o puoi farlo diret

tamente quando lo servirai.
Le dosi indicative per utilizzare al meglio questo sciroppo sono: 1 parte di sciroppo-5 parti di acqua

Puoi utilizzarlo anche per ottenere dell’ottimo thè caldo

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19 luglio 2016

La spuma di limone e liquirizia e la lezione di vita della caramella





Ali Babà è andato in vacanza col beduino e il cammello (vedi post precedente)
Il forno ha deciso di andare a passare quattro giorni alle terme con sua sorella l’affettatrice
Ed io sono rimasta qui con quella solita voglia di dolce che non va via nemmeno a cancellarla col bianchetto.
E allora che si fa, si fa un dolce freddo, dai .
Spuma di limone e liquirizia.
Io la liquirizia la renderei obbligatoria per legge.
Quanto mi piace.
Questa ricetta poi contempla l’uso di una delle caramelle più gettonate tra i bimbi (e non solo).
Questa:


Alzi la mano chi non l’ha mai mangiata.
Vado al super, ne compro una busta ,la porto a casa e siccome oggi sono magnanima ne offro due alle mie figlie e una per me, non sia mai.
La mia sparisce in un attimo, cosi tutta intera in bocca, tranciata in un nanosecondo, come le mani dei bugiardi nella Bocca della Verità.
Alzo gli occhi e guardo le mie figlie e mi rendo conto di come cambia negli anni la capacità di godere dell’attimo.
La mia “novenne” è lì che l’ha srotolata tutta e se la gusta pezzetto per pezzetto.
Anche io la mangiavo cosi da piccola.
Questo filo lunghissimo che pendeva dalla bocca e che tiraoi su lentamente, aspettando che l’aroma pungente mi inebriasse.
Con calma, con passione, con divertimento.
E mi divertivo, senza pensare ad altro che non fosse quella benedetta caramella
Ora la sparo tutta in bocca e finisce subito.
Ma ho goduto di quest’attimo?
Assolutamente no.
Perché magari mentre la mangiavo pensavo ad altro: il pranzo da preparare, la critica della ragion pura di Kant o al vestito di Desigual in vetrina che diamine quanto costa nonostante i saldi….
Back.
Indietro.
Indietro nel tempo quando tutto era più semplice.
Back.
Con una rotella di liquirizia che mi ha insegnato l’arte di fermarmi.
Anche solo per cinque minuti.
Senza pensare ad altro.

E come può essere un dolce che contiene tale ingrediente cosi filosofico?
Buono, ma proprio tanto.

E’ semplicissimo da preparare.
La cosa più antipatica è tritare le rotelle di liquirizia.
Fatele più o meno grandi, assecondate i vostri gusti.
Non vi piace la liquirizia?
Non la mettete e avrete comunque un’ottima spuma al limone!




SPUMA DI LIMONE E LIQUIRIZIA

3 tuorli d’uovo
120 grammi di zucchero
300 ml di latte
3 fogli di colla di pesce
3 limoni
100 grammi di rotelle di liquirizia
300 millilitri di panna fresca


Mettete la colla di pesce in acqua per ammorbidirla.
Tritate le rotelle di liquirizia.

Ricavate la scorza da due limoni e mettetela in infusione nel latte.
Portate ad ebollizione il tutto e, dopo aver spento la fiamma, fate riposare per cinque minuti.
Togliete le scorze dal latte.
Spremete i limoni.
Montate in una ciotola con la frusta i tuorli con lo zucchero.
Unite il latte,mescolate, trasferite in una casseruola e fate cuocere per circa cinque minuti, mescolando spesso.
Togliete dal fuoco e unite i fogli di gelatina ben strizzati.
Mescolate con cura.
Aggiungete a questo punto il succo del limone e le rotelle tritate.
Fate raffreddare.
Montate la panna ben ferma e unitela al composto ben freddo. Fatelo poco per volta in maniera tale da non smontare il composto.
Trasferite la vostra spuma nei bicchierini da portata e fate raffreddare in frigo per almeno tre ore..
Servite con foglie di menta.



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14 luglio 2016

La Torta al Limone e che Dio ci salvi dalle ricette cialtrone (o le blogger????)




Che il buon Dio ci salvi dall’ignoranza, dalla cellulite sulle braccia e dalle ricette sbagliate.
Ora vi illustro il dramma.
Tu sei li, davanti al pc,  in un assolato pomeriggio estivo.
Quaranta gradi, ventilatore pronto a richiedere l’intervento dei sindacati per troppo lavoro.
Ogni tanto giri la testa quasi a 360 gradi come Linda Blair  e vedi intorno a te il set completo: cammello, sabbia del Sahara, dune e beduino d’ordinanza.
E il bello è che non ti stupisci.
Non sei contenta perché sei davanti allo schermo del pc e cerchi nuove ricette per…Ghiaccioli?
No
Semifreddi?
Macchè.
Gelati?
Ma nooooo.

Torte, miei cari.
Forno acceso a gogo alle due del pomeriggio…..
 Altro che beduino.
In cucina c’ho Alibabà e i 40 ladroni.
Ma sono masochista, ambeh.
Alrimenti non avrei deciso di fare della scrittura il mio mestiere.

Ma le torte si sa, sono tante,  milioni di milioni.
Tutte fatte, strafatte.
Ne trovo una, dall’altra parte del globo.
Traduco con la perizia di un sottosegretario alle Nazioni Unite
Dice l’artista  che la propone che è vegana.
Io me la faccio come dico io  ,non sarà vegana ma
che diamine mica ci infilo la ciccia dentro.
Invece dello yogurtino di soia (l'unica cosa veg tra l'altro della ricetta) che mi sa tanto di cartone da trasloco ci metto quello vaccino…
Non ci sono le uova, perfetto tanto non ce le ho in frigo.
Per il resto la mantengo cosi com’è…oh dicono che sia buonissima i commenti, tanti, sotto la ricetta.
Mi metto li in cucina a fare le conversioni.
Cup vs grammo
Io converto con la precisione di una novella madame Curie e Ali Babà trascrive i risultati con cura.
Inizio, unisco tutti gli ingredienti e…   butto.
Colla allo stato puro.
La posso utilizzare per attaccare la dentiera di nonno Peppino.

Ora ti sistemo io
La stravolgo nelle dosi, la aggiusto con quel po’ di esperienza accumulata nei miei vent’anni e multipli di vita.
Ed è venuta bene. Ali Babà ha gradito. Pure il beduino con annesso il cammello.
La propongo anche a voi.

La versione buona eh..mica la ciofeca!


TORTA AL LIMONE

280 grammi di farina
7 grammi di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato (RASO)
½ cucchiaino di sale
110 grammi di zucchero
La scorza di 1 limone
80 ml olio di semi
1 bicchiere di acqua (all’incirca 180 ml)
250 ml yogurt bianco o al limone
Il succo di 1 limone grande spremuto
Vaniglia (nella forma che preferite)
1\2 cucchiaino di sciroppo alla menta (ingrediente facoltativo serve per dare un leggero tocco di freschezza in più)

Per la glassa:
125 grammi di zucchero a velo
Qualche goccia di limone

Lo stampo che vi occorre è al massimo di 22 centimetri di diametro. La torta non viene molto grande con queste dosi.
Mescolate insieme  la farina setacciata con il lievito, il sale, il bicarbonato e lo zucchero.
In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti liquidi e uniteli al mix di farina che avete preparato precedentemente.
Mescolate ma non tantissimo, giusto per togliere i grumi (è un po’ lo stesso procedimento dei muffins: non bisogna mescolare molto altrimenti invece di un dolcetto morbido e delicato avrete una Brooklyn o peggio ancora una Big Bubble!!)

Mettete il composto nello stampo rivestito di carta forno (o imburrato ed infarinato)
Cuocete a 180 gradi per circa 30 minuti (verificate sempre il grado di cottura prima di togliere dal forno)
Fate raffreddare.

Preparate la glassa al limone mescolando lo zucchero a velo con qualche goccia dell’agrume .Procedete per gradi, la glassa è infida. Basta qualche goccia in più per avere una cascata liquida di zucchero!!
Quando sarà bella densa ed umida spalmatela sulla torta, fatela riposare e gustate!

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12 luglio 2016

I Cupcakes alla menta di Giulia




Quanto tempo è passato nelle pagine non scritte di questo blog.
Quanti pensieri, quante nubi, quante giornate piene di sole.
Un po’ più di nubi forse.
Perché alla fine della giostra, puoi avere venti o anche cent’anni la voce che prevale è quella che ti prende alle gambe e ti tira giù.
Strano tipo l’essere umano.
Le voci che sente fuori da sè sono più forte delle “voci di dentro”. E le voci più forti sono sempre quelle che tendono a metterti ai margini della vita.
Mai na volta, porca zozza, che ci si fermasse ad ascoltare chi ti apprezza e ti sprona.

Riparto da qui.
Da due adolescenti.
Una è mia figlia, l’altra è  una delle sue amiche più care, Giulia.
Mi fanno una gran tenerezza . Due donnine che si fanno strada nel mondo, faticano come muli nello studio. Lottano, si impegnano, vanno benissimo a scuola ma vivono la loro vita a piene mani.
Giulia ha degli occhi che a volte mettono a disagio.
Perché sono occhi che scavano dentro, seri.
Allo sguardo di Giulia non scappi.
Ti fa fare i conti con quello che hai davanti. Sono anche occhi furbi, perché il sorriso è sempre pronto a scappare,perché ce l’ha li, ai margini della pupilla.
Giulia è tosta, sa quel che vuole, sa dove mettere le mani e i pensieri
Arriverà lontano perché è tenace e sa quel che vuole.
Ma è anche un piccolo fiore da proteggere.
Perché come tutte le adolescenti è indifesa.
E penso che a volte il mondo, le faccia un po’ paura… come a tutti.
Ha sempre paura di disturbare, mai una volta che si convinca che casa mia è casa sua.
Giulia ti sorprende con i gesti perché di parole ne usa poche.
E questi cupcakes sono apparsi all’improvviso a casa mia in un’ afosa giornata di questa strana estate.
Perché tra le altre cose, Giulia cucina da Dio!
E io li regalo pari pari a voi.

Perché sono buoni, equilibrati, freschi.

CUPCAKES ALLA MENTA
(ricetta di Giulia)

Ingredienti per dodici cupcakes

140 grammi di farina
2 uova
120 grammi di zucchero
120 grammi di burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di lievito in polveree
1 pizzico di sale
La scorza di un limone piccolo
120 millilitri di sciroppo alla menta
 Per il frosting:

250 grammi di formaggio spalmabile classico
Zucchero a velo (regolatevi secondo il vostro gusto, se lo volete più o meno docle)
Qualche goccia di limone

Cioccolato fondente per decorare

Preparazione della base:
Montare il burro e lo zucchero con un mixer elettrico.
Unire le uova, una alla volta.
Aggiungere il sale, la scorza di limone,lo sciroppo ed infine la farina ed il lievito. Mescolatet per togliere eventuali grumi e mettete nei pirottini.
Cuocete in forno a 180 gradi per circa quindici minuti (fate la prova con lo stecchino prima di tirarli fuori dal forno!!)

Per la glassa mescolate bene gli ingredienti previsti.
Assaggiate per calibrare il sapore secondo i vostri gusti.
Decorate i cupcakes ormai freddi, guarnite con gocce di cioccolato fondente e fate refrigerare per almeno ore

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