Passa ai contenuti principali

Gricia on my mind....




Potremmo discutere giorni sulla genesi delle Gricia.
Che sia l'antenata della matriciana ci sta.
Come ci sta il fatto che il suo nome ha la "s" che appare e scompare.

Gricia o Griscia, s'il vous plait.

Ma la cosa essenziale è che è infida.
Insieme all'altra sua degna comare.
La pasta aglio olio e peperoncino.
Perchè si presentano sotto mentite spoglie.

"Sò facili regà" dicevano i miei colleghi universitari.
"Manco per niente" rispondeva mio fratello.
Perchè mio fratello?
Perchè era uno chef.
Di quelli intransigenti.
Di quelli perfezionisti.

Aveva due limiti.
I dolci.
Non li sapeva e non li voleva  fare.
E la Gricia.

Perchè la gricia è arte allo stato puro.
E' un gioco di equilibrio tra sapori ed umidità.

Infide dicevo ,le due comari.
Perchè basta un nonnulla per essere asciutte.
O troppo umide.
O senza quella alchimia che le rende perfette nella loro semplicità.

Questa è la mia gricia.
Quella che ho visto fare tante volte fin da piccina, arrampicata sui banconi delle cucine dei ristoranti.

E' la gricia della memoria.
Dell'affetto nei confronti di quello che è stato.

E' difficile per me darvi delle dosi esatte.
E' una di quelle ricette dove vado ad occhio.
Cercherò di essere il più precisa possibile.

Due accortezze.
Gli ingredienti, proprio perchè pochi, devono essere della migliore qualità.
Non lesinate il pepe e macinatelo al momento.
La versione tradizionale prevede il pecorino. Noi non lo usiamo perchè non gradito alle mie figlie.
Evitate il parmigiano delle buste e grattugiate anche questo all'ultimo, all'occorrenza.










La Gricia

400 gr spaghetti ristorante (quelli belli grandi)
200 gr guanciale
pepe nero (da macinare al momento)
pecorino (o parmigiano)
olio extravergine d'oliva
acqua della pasta

Prendete una padella e mettetevi a soffriggere il guanciale tagliato a dadini o listarelle.
Fatelo tostare bene.
Mettete a cuocere gli spaghetti,scolandoli esattamente a metà cottura.
Versateli nella padella con il guanciale e aggiungendo mano mano l'acqua della pasta, terminate la cottura.Abbiate cura che la pasta risulti sempre ben idratata e mai secca.
La cottura "risottata" della pasta farà in maniera tale da creare una deliziosa cremina che rivestirà delicatamente lo spaghetto.
In una ciotola create un'emulsione con il pecorino (o il parmigiano ) appena grattugiato e il pepe macinato al momento e l'acqua di cottura della pasta (la quantità è secondo i vostri gusti)
Sbattete bene fino ad ottenere una crema fluida e ben amalgamata.
Una volta cotta la pasta, rovesciatela nella ciotola con l'emulsione e mescolate bene.
Servite completando il piatto con una bella macinata di pepe e con un'ulteriore mano di pecorino (o parmigiano)



Commenti

  1. e quanto aveva ragione tuo fratello!!! sembra facile preparare un piatto con pochissimi ingredienti...ma quanto è difficile invece saper ben equilibrare il tutto!
    il profumo di questo piatto lo immagino eccome!
    un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. cara Milena, sono infidi questi piatti. Cosi semplici eppure cosi delicati ^_^.
      Grazie per essere passata.
      un bacio

      Elimina
  2. che primo delizioso, non lo conoscevo, grazie per avercelo insegnato!!!!Baci Sabry

    RispondiElimina
  3. ...e neppure io lo conoscevo...che buonooo!! ...ma qua il pecorino...e il guanciale...e neppure la pancetta..solo bacon..bleah....ma credo che lo proverào con quello anche se é un peccato mortale...
    Bacioni!!
    Vera

    RispondiElimina
  4. un fratello che fa lo chef e non cucina dolci?mm non mi convince ma sulla gricia ha ragione..piatto facile ma non troppo semplice nel dosaggio degli ingredienti...
    me la segno la tua versione e la provo!!
    felice week-end amica mia!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mia cara barbara,
      e perchè non ti convince?
      Lui era fatto cosi. Per scarsa golosità . Chef e pasticcere non sempre vanno d'accordo. Non tutti i cuochi amano realizzare dolci.E viceversa.
      nella sua cucina era presente il pasticcere che si occupava solo di quello e lui che realizzava tutto il resto.
      Una cosa è certa: l'eredità che mi ha lasciato (oltre ad aver lasciato un grande vuoto) è stata lo sconfinato amore per la cucina.E la gricia come altri piatti è la mia maniera per ricordarlo.
      Un abbraccio cara

      Elimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Il Licoli di Bonci . Figo più di Johnny Depp!!

Lui è Johnny.
Johnny Depp.
Cosi ribattezzato dalle mie figlie.
Perchè bravo, bello e soprattutto bono.

Johnny è stata la mia ultima spiaggia, il mio ultimo tentativo.
Necessario perchè ultimamente il lievito di birra non lo tolleriamo un granchè.
Tentativo però verso il quale non nutrivo un granchè di aspettative.
Sono anni che tento di produrre o il lievito madre o il licoli.
Risultati?
Disastrosi.

Poi l'incontro fortuito con un blog, Golosando...serenamente e con il licoli di Bonci che a noi romani sta come Iginio Massari alla pasticceria
La sua pizza è un must qui a Roma.

Una settimana di rinfreschi e sbirciate.
Una flessione verso l'insuccesso in corsa.
Una ripresa e uno sprint degno del Bolt dei tempi migliori.
E in contemporanea il regalo graditissimo di un'amica:il suo Gustavo, ovvero il lievito madre.
Trecento anni di bontà.

Ora quindi mi ritrovo con due tipi strafighi: Gustavo e Johnny.
Belli arzilli!

In questo post proverò a raccontarvi la nascita del licoli con i…

Torta cocco arancia e i Tropici in un attimo

Nelle Filippine si dice che “chi pianta una palma da cocco pianta utensili e indumenti, cibo e bevanda, una dimora per sé e un’eredità per i suoi figli”.
Perchè il cocco non a torto viene definito l'albero della vita, basti pensare ai suoi molteplici usi.
Fornisce cibo, acqua ,olio per cucinare.
Foglie per costruire il tetto di una capanna, fibre per fare stuoie o corde.
E il guscio?
Quel guscio che io guardo ogni volta con astio, sempre tentata di buttar giù dal quinto piano la noce di cocco con la speranza che si rompa?
Il guscio diventa contenitore, posacenere, ciotolina.

Io il cocco l'adoro.
E mi piace ancora di più da quando ho iniziato ad usarlo nei piatti salati, durante le mie incursioni nella cucina etnica asiatica.
Però i dolci che sanno di cocco...beh quelli sono i miei preferiti.
Nel corso degli anni sono state varie le ricette che vi ho proposto.
Le ho guardate oggi, a ritroso, in una sorta di amarcord gastronomico.
E devo dire che le mie preferite tra quelle postate sono:

I P…

Treccia deliziosa in due ingredienti...perchè magari non ho voglia di far nulla :-)

Uffa. Cosa devo fare con questa ricetta? La inserisco oppure no? Naaaaaaaa,troppo semplice.
Si però "è bona".. Talmente bona che riecheggia solo un grido qui in casa: bene, brava, bis.
Si ,ma una può mettere una ricetta buona ma talmente semplice da sembrare un pò fuori luogo? E poi... poi guarda le foto. Lo so, le ho fatte di corsa...proprio perchè pensavo non fosse il caso di proporla. Poi ,proprio dopo il post sul LicoLi , uno dei più impegnativi e lunghi mai scritti dalla sottoscritta.
Questo il mio dialogo interiore. E intanto i giorni passano. La ricetta in questione la faccio una, due ,tre volte. Viene bene, è veloce, è apprezzata.
Ma ogni volta apro l'archivio delle foto e la scarto.
Finchè poi non mi viene in aiuto una frase che mi è stata detta un giorno, anni fa,quando ero dietro le quinte di una redazione culinaria e storcevo un pò il naso quando dovevo esaminare delle ricette un pò troppo semplici
Secondo te cosa cerca una donna che va di corsa tutto il gio…