10 novembre 2013

La crostata Sofia e la lezione del calzino bucato

A volte anche un calzino bucato può insegnarti qualcosa.
La lezione lapalissiana e spiccia è quella di alzare le terga,prendere ago e filo e cucirlo.
Oppure farci dei pupazzi imbottiti.
Oppure ,se proprio tal calzino ci sta sulle zucchine,fiondiarlo nella spazzatura.
E trovategli un posto nella raccolta differenziata.
C'è un'altra lezione però.
Più sottile,più psico-pedagogica se mi passate il termine :-)
Guardate questa invenzione:


Ora,è assodato che le maggiori diavolerie abbiano i loro natali nel paese del sol Levante.Come dire,i giapponesi ne sanno una più del diavolo.
In questo caso una più del buco.
Consideriamo un fatto essenziale.
Il calzino bucato è senza dubbio imbarazzante a qualsiasi latitudine.ma in Giappone lo è un filino di seta in più.
Perchè loro le scarpe se le tolgono sempre,prima di entrare in casa o al ristorante. E passi per il rientro nella dimensione domestica dove al massimo facciamo una figura del passero solitario solo di fronte a consorte e prole.Ma al ristorante?Imbarazzo totale l'esibire l'alluce valgo nudo come mamma l'ha fatto.
E quindi?
Quindi la geniale o diabolica mente nipponica non prende la strada dell'ovvio e quindi il rinforzo del tessuto per evitare lo spiacevole cedimento.
Giammai.
Rende il buco istituzionale,glamour e funzionale.
Istituzionale perchè deve esserci,nessuno può stupirsi della sua presenza.
Glamour perchè in colore-contrasto con il resto.
Funzionale perchè posizionato esattamente li evita che tallone e punta delle dita (le aree più sottoposte a rotture) subiscano tensioni eccessive.
La lezione del calzino bucato.
Ovvero a volte risolvere un problema non combattendolo ma entrando nella sua stessa natura o anima porta all'inaspettato,porta alla soluzione che non ti aspetti.
E che non avresti mai detto.)
(fonte notizia:Le news più strane

Oggi crostata!
Il dolce che adoro di più in assoluto. Strano forse per una golosa impenitente come me,alla ricerca sempre del dolce che non mi aspetto,di quello che mai avrei detto....
Eppure la crostata ha un che di ancestrale per me,come la torta alle mele..
Quando ho iniziato a combattere, ,una decina di anni fa,con le intolleranze mie e di una delle mie carote ho detto addio alla frolla.Il burro era out come le spalline imbottite delle giacche.
Girando nel web ho trovato questa ricetta di frolla all'olio .Amore a prima vista.La utilizzo da sempre,a volte anche per fare i biscotti.
Ci vuole un attimo per farla e viene sempre bene.
Oggi l'ho utilizzata come base per la Crostata Sofia.
Non ho conservato paternità delle due ricette. All'epoca appuntavo su fogli volanti ,di corsa...Quindi alzi la mano chi le ha partorite.Prontissima io a correggere!
La versione che vi propongo è costituita da nocciole e confettura di albicocche.Ma ci si può sbizzarrire:ciliegie e mandorle,lamponi e nocciole,pesche e noci e via dicendo.L'importante è sempre abbinare una confettura ad una frutta secca!


Crostata Sofia

per la pasta frolla:
400 gr farina
2 uova
2 cucchiaini di lievito per dolci
130 ml olio vegetale
180\200 gr zucchero
1 pizzichi di sale
scorza grattugiata di un limone

per il ripieno:
 confettura di albicocche
nocciole tostate


per la pasta frolla:

su un piano di lavoro infarinato mettete la farina a fontana insieme allo zucchero.Fate un buco al centro e rompete le due uova.Unite il sale,il lievito e la scorza grattugiata del limone.Iniziate a sbattere le uova con una forchetta e mano mano unite anche l'olio.Impastate a questo punto con le mani fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.Se avete una mezz'ora di tempo a disposizione fatelo riposare in frigo,altrimenti potete utilizzarlo subito.
Scaldate il forno a 180 gradi.
Dividete l'impasto in due pezzi.Uno deve essere un pò più grande.
Stendetelo su una teglia (la mia era tonda e il diametro misurava 26 cm) foderata di carta forno.Unite la confettura a cucchiaiate ( ne basteranno cinque,sei belle piene).
Con il panetto più piccolo ricavate le strisce che andranno a comporre la grata della crostata.
Una volta formata la grata,in ogni quadratino posizionate una nocciole.
Mettete nel forno caldo e cuocete (coprendo la superficie con un foglio di carta forno) per 30|35 minuti.
Fate raffreddare completamente e spolverate di zucchero a velo!







10 Comments

10 commenti:

  1. la cosa piuy' buona dove rifugiarsi ai primi freddi!!!! un bacione!!!

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  2. l'avevo letta questa cosa! ed è una grande lezione di vita pur derivando da un buco in un calzino ^_^ ma sai che le crostate sono pure il mio dolce preferito?? questa è davvero bella...e buona!! ne vorrei una fetta adesso subito ^_^ baciiiiiiiii

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  3. Eccomi! ^_^ Mica male entrare nella natura di un problema e trovare la soluzione (inaspettata)! Bravi i giapponesi! ;) Adoro le crostate e le confetture abbinate alla frutta secca, la tua crostata è a dir poco invitante e bella! Complimenti, un bacione e buona settimana <3 :**

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  4. Ciao! Non ho mai provato la frolla all'olio e la tua crostata e' divina, mi fai venir voglia di sperimentare! Buona settimana!

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  5. Questi Giapponesi,veramente ne sanno una più del diavolo!!
    Io mi ritrovo spesso a preparare crostate,specie quando faccio le confetture in casa.
    Ho sempre usato il burro ma voglio provare anche la tua con l'olio di semi per rendermi conto della differenza.
    Un bacio Monica,e buona giornata!:-)

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  6. "risolvere un problema non combattendolo ma entrando nella sua stessa natura o anima porta all'inaspettato,porta alla soluzione che non ti aspetti."

    Sacrosanta verità! :)))

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  7. stragolosa questa crostatina, ottima con le nocciole!!!!

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  8. Topolina proprio ora pensavo alla pasta frolla, quale unica bontà è? E pensare che anche per me il burro è bandito...se stasera ho voglia me ne faccio un po' anche io, di crostata, mi fa pensare al mio babbo, alla mia mamma e alle colazioni migliori della mia vita!
    Ti bacio, con il calzino bucato! :)

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  9. Cara Monica è sempre un piacere leggere i tuoi post :) Questa volta niente racconto ma una notizia davvero particolare come lo sono i giapponesi, dire che sarei voluta nascere lì è dire poco! Sono così affascinata dal loro mondo, dal loro modo di vivere, dalle loro invenzioni strampalate che seppur ci ridiamo sopra, noi occidentali seriosi, alla fine sono un'ottimo modo per semplificarsi la vita e viverla in modo più leggero possibile :) Bè che dire, l'idea del calzino già bucato ma in un punto strategico la trovo simpatica,almeno ti evita brutte figure...a chi non è capitato di averlo bucato magari in un negozio di scarpe o peggio in un'incontro galante (riferito all'uomo soprattutto visto che noi donne già combattiamo con le smagliature delle calze!!!). Rubo la tua crostata perchè la adoro come te al pari del ciambellone, due dolci tradizionali, i migliori ever green in assoluto!

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  10. amica mia è sempre uno spasso passare di qua e leggere ciò che scrivi!!giuro che sei il mio risolleva umore ultimamente!!
    questa crostata con la frolla all'olio è da provare..anche io sono un'amante di questo dolce ma lo faccio sempre troppo poco spesso!!
    un abbraccio grande

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