20 novembre 2012

L'Eden e la Potage jardinière

Questa è una piccola storia.Di un piccolo orto in una piccola frazione di un piccolo paese.Un orto situato su una piccola terra sul confine tra l'Umbria e la Toscana
E' la storia di piccole estati degli anni settanta,piccole se inserite nel contesto di una vita intera.Piccole,assolate,pigre.Di donne sedute fuori dai casali con l'immancabile sedia portata da casa.Donne che sferruzzavano anche in pieno agosto,ne dicevano di ogni su tutti ma senza nessuna cattiveria.Solo per il gusto di parlare e raccontare.E io piccola lì con loro ad ascoltare discorsi che non capivo ma che mi divertivano molto.Ero sempre li,tranne quando vedevo il "mi babbo" che si dirigeva verso l'orto.
Strano uomo il mi babbo.Taciturno,perso dietro chissà quali orizzonti con i suoi occhi azzurro ghiaccio.Ci guardava a volte senza vederci.La vita gli riempiva le vene solo quando metteva piede nel suo regno.Ecco perchè lo seguivo.Apriva una porticina sgangherata fatta di rete ed ecco l'Eden con tutti i suoi profumi meravigliosi i colori ,le pigre api che ronzavano, si posavano e ripartivano per altri viaggi.
La prima cosa che faceva era andare a controllare la sua amata insalata e a lanciare strali di Maremme contro le lumache che magari gliene avevano assaggiata un pò,approfittando della rugiada delle prime ore del mattino.
E io annusavo l'aria che sapeva di quell'odore un pò selvatico delle foglie di pomodoro,mi chinavo per vedere se c'era qualche zucchina da cogliere e mi stupivo sempre del fatto che se tiravo quel ciuffo,si proprio quel ciuffo di foglie,usciva fuori una carota.Di un arancione cosi vivo nonostante le macchie di terra......
A volte quell'orto era teatro di confidenze tra mia mamma e mia sorella ,molto più grande di me.Si confidavano sempre lì,al riparo delle orecchie di una famiglia numerosa come la mia.E loro parlavano,parlavano e io che cercavo lombrichi invisibili da infilare nella scollatura di quell'antipatica di mia cugina.
Di quel piccolo angolo di verde adoravo l'immediatezza.Si decideva cosa mangiare,si scendevano le ripide scale in pietra del casale,si attraversava l'aia e in un attimo avevi il pranzo e la cena,con mio padre che guardava soddisfatto le nostre bocche fameliche.Soddisfatto perchè mangiavamo le cose coltivate con le sue mani.
Nei pomeriggi d'agosto lui mi parlava finalmente,io e lui soli in quel piccolo angolo e mi spiegava tante cose.Le canne per i pomodori altrimenti si piegano,la distanza tra le varie piantine "perchè non si devono dare noia le une con le altre".Mi insegnava il rispetto per quei teneri germogli perchè Dio ce li aveva dati,erano esseri viventi.E io piantavo con lui,toglievo erbacce,annaffiavo e riempivo il mio piccolo cestino.Ogni tanto furtivamente toglievo un piccolo pomodoro e me lo infilavo tutto in bocca per paura di essere scoperta.Che sapore di sole in quella piccola meraviglia.
Il mio orto lo sognavo nei lunghi inverni romani,quando mi affacciavo dalla finestra e guardavo il cielo e mi dicevo che da grande avrei fatto la contadina e avrei abitato proprio lì,dove l'Umbria e la Toscana si danno la mano.E il mio orto avrebbe sfamato anche i miei di figli.
Ma poi la vita ha mescolato con dubbia sapienza le tessere di quel puzzle.I miei familiari mano mano sono diventate delle figure sbiadite sulle foto.Io ho cominciato il mio viaggio verso altro da quel piccolo Eden.E ho sperimentato conosciuto viaggiato.Una delle ultime cose che mio padre mi ha detto è stata"Stai diventando troppo cittadina"
Ecco,questa zuppa è dedicata a lui.E' la potage jardinière,zuppa del giardiniere (era il suo mestiere).Ci sono gli ingredienti della terra che lui amava tanto ma ci sono i miei viaggi in giro per l'Italia e per il mondo.Le cose che ho visto e che ho conosciuto.E' una zuppa  a metà strada tra la città e la campagna.Proprio come è stata la mia vita.
E'  una zuppa arricchita dal burro e dal latte(il roux),ma è cotta rigorosamente nel tegame di coccio e in quella servita.E' una fusion-confusion,un pò come la mia bizzarra vita.Il prezzemolo,il sedano,l'erba cipollina sono state coltivate con le mie mani.Il resto proviene da una filiera qui vicino,nelle campagne romane
Il mio orto ora è fatto da tanti piccoli vasi nel mio balcone,dove le erbe crescono rigogliose,dove il basilico stringe la mano alla menta e dove l'erba cipollina abbraccia le foglie del coriandolo.Sono brava a trattare con loro perchè buon sangue non mente.....Ma io non sono più solo la bimbetta dei lombrichi.Sono altro da me anche se le radici sono sempre quelle.
Come ormai è altro quel piccolo pezzetto di Eden.C'è un agriturismo ora.E li  proprio in quel pezzetto dove io annusavo il profumo della natura c'è un parcheggio
E allora la mia voglia di terra tra le mani,di piantine appena nate me la porto dietro con me,non la lego più ad un singolo posto.So che forse un giorno tornerò,è un sogno coltivato senza dir nulla nemmeno a me stessa.
Ma per ora basta una singola zolla di terra per farmi sentire ancora quel profumo di sole.
Con tale ricettina partecipo al contest "In cucina con il club delle cuoche....voglia d'orto.Maramao perchè sei morto?" del blog Cook'n'book.

Potage jardiniere (o Zuppa del giardiniere)

Ingredienti:
 2 cipolle tritate
3 cucchiai di burro
4 patate a dadini
1 cucchiaio di erba cipollina
un mazzo di prezzemolo
due ,tre costole di sedano,comprese le foglie
2 carote
sale 
1 cucchiaio di paprica
4 pomodori maturi
1/2 litro di acqua bollente
60 grammi di burro
2 cucchiai di farina
400 ml latte
brodo vegetale quanto basta

Tritate insieme il sedano (comprese le foglie),il prezzemolo, le carote e l'erba cipollina.
Tritate a parte le due cipolle e fatele soffriggere con i tre cucchiai di burro iniziali.Unite poi le patate tagliate a dadini,il sale ,la paprika,i pomodori tagliati a cubetti,gli ortaggi che avete tritato in precedenza e l'acqua bollente.Portate ad ebollizione.Fate cuocere per una mezz'oretta.Con il frullatore ad immersione riducete il tutto ad una purea.
In una pentola fate fondere la seconda dose di burro.Aggiungete la farina e sempre mescolando fate cuocere per due minuti.Aggiungete il latte tiepido,mescolate ed aggiungete la purea di ortaggi cotta in precedenza.Mescolate e aggiungete il brodo di verdure.Regolatevi in base alla densità voluta.Fate cuocere per una decina di minuti e servite la zuppa calda  con prezzemolo fresco tritato e crostini.
(se la zuppa dovesse presentare qualche grumo residuo basta una passata di frullatore ad immersione)








35 Comments

35 commenti:

  1. Anche te con la terra nel sangue eh....delle piccole Rossella O'Hara, con la nostra Tara da qualche parte! In bocca al lupo Monica!

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  2. Son di corsissima.. passavo per un saluto.. e già che ci sto.. mi rubo il tegame con la zuppetta.. e viaaaaaaaaaaaaaa a lavoro! smackkk

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    1. Tutto tuo Clà,anche perchè due scodelle me le son pappate tutte e mi sta uscendo dalle orecchie!!
      Buon lavoro!!
      Baci
      Monica

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  3. sono rimasta senza fiato, perchè tra le tue righe mi è sembrato di leggere la mia storia, ancora molto da scrivere ma tanto di vissuto, con un padre campagnolo che critica perchè si è troppo cittadine, credendo (forse per certe cose con ragione) che l'unica cura sia la vita e i ritmi della natura.
    non voglio dimenticare la bella zuppa che hai preparato ma il cuore in questo momento è tutto rapito dal tuo racconto. stupendo!

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    1. Berry,ancora molto da scrivere.....ma a volte il vissuto è cosi tanto che pesa su queste spalle.E' uno strano mix di nostalgia,di amore ma anche tanta rabbia.Rabbia nei confronti di una vita che mi ha privato di tutta la mia famiglia troppo presto,rabbia anche nei confronti di un padre che tranne qualche piccolo momento, non mi ha mai permesso di conoscerlo bene e se ne è andato così amandomi senza dubbio,ma senza nemmeno comprendermi fino in fondo.Per lui tutto iniziava e finiva lì,in quelle zolle.Per me no.
      Ti abbraccio forte forte!!
      Monica

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    2. spero tu scriverai ancora con questa rabbia perchè la forza con cui scrivi va ben oltre lo schermo e probabilmente insieme alle parole se ne va anche un piccolo peso sul cuore ogni volta che lo fai!
      Ti abbraccissimo!

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  4. Monica senza fiato anche io...Ma è vera questa..non l'hai inventata vero?
    Il racconto è bellissimo, l'ho addirittura immaginato fisicamente il tuo papà mentre leggevo, ho immaginato i colori, i profumi, il fruscio del vento sulle piante...
    Hai ragione a dire che l'orto è un posto magico..per le mie bambine è così..mio marito onestamente non mette tutto l'amore che metteva tuo papà, per lui è più un'esigenza, ma la meraviglia di seminare, togliere le erbacce, annaffiare e poi cogliere il frutto del tuo lavoro è impagabile e per i bambini un'esperienza speciale..
    Questa zuppa è fantastica e ti faccio i migliori auguri per il contest!!!
    Un abbraccio! Roby

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    1. Roberta,questo è un piccolo pezzo della mia vita.vero,reale,nostalgico ma anche crudo,così come è stato il mio vissuto ^_^
      L'orto come Eden perchè lì avevo la possibilità di confrontarmi con questo padre cosi amato da me ma così taciturno.Un contadino vero e proprio,nell'anima e nel cuore.Capace di dar vita e curare piante meravigliose ma altrettanto incapace nei rapporti umani.E' quell'amore tipico di una volta.Ti accarezzo mentre dormi,perchè durante il giorno non c'è spazio per le smancerie......Solo che la vita poi corre,non ci dà fiato e succede che perdi tutta la tua famiglia e pensi che magari una carezza paterna in più l'avresti anche meritata!!
      Ti abbraccio
      Monica

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    2. l'amore ha molte facce.....non sempre comprensibili, ma è sempre AMORE. quindi conserva per sempre questi ricordi meravigliosi. Non sono le "smancerie" che dimostrano l'amore, ma il quotidiano vissuto con sacrificio e amore verso la famiglia, dimostrato, ognuno , a suo modo. Ti abbraccio

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  5. Monica, sei fantastica proprio per il tuo trascorso. E questo racconto assieme alla ricetta ce lo fanno capire ancora di più che mille parole su un blog.
    Baci

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  6. Questa zuppa merita di essere mangiata in silenzio. E ad occhi chiusi. Merita questo perchè sarebbe riduttivo per me scrivere che è squisita: lo è; sarebbe sciocco dire che conforta ed è ideale per il tempo freddo: senza dubbio, lo è; ma ciò che è non è solo questa oggettività.. perchè questa non è 'una zuppa', è un concentrato d'amore, di malinconia, di dolcezza e di ricordi. Va rispettata, onorata. Tu padre ne sarebbe fiero.. e sono certa che era lì con te, quando l'assaporavi rivivendo il passato. E' proprio vero.. le emozioni più belle le porti con te, perchè inevitabilmente il mondo cambia, inevitabilmente domani non sarà più come oggi.. ma dentro tutto resterà com'era. E lo porterai con te. Anche io ricordo cose stupende legate ad un orto, sai? Ed ora piante e arbusti lo hanno coperto.. quasi come a volere proteggere la sua storia. Quasi a voler rendere quel periodo qualcosa di irripetibile. Sei unica, amica mia. Ti voglio davvero bene.

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  7. mmmmm, che buona mentre leggevo mi è aumentata la salivazione!
    il mio orticello è ancora un pò infangato, ma speriamo che presto trorni a sorridere.
    Scrivi molto bene.
    Un abbraccio

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  8. Le tue parole mi hanno commossa fino alle lacrime, sei speciale cara e poi questa zuppa è una meraviglia. Complimenti!
    Un abbraccio

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  9. Uno spaccato di vita che mi ha commossa...anche io ho ricordi molto belli legati agli orti dei nonni..
    La zuppa è il piatto ideale per me...
    bacio

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  10. e ti confesso che due lacrimucce mi sono scese, mi sono rivista tantissimo nella tua storia, anche se il mio angoletto di orto si trova da un'altra parte tra il Lazio e la toscana verso il mare. il mio sogno di coltivare l'orticello c'è ancora...chissà, le tessere del puzzle potrebbero mischiarsi di nuovo e riportarmi a casa. otima zuppa, un bacione cara

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  11. anche a casa della mia mamma c'è un grande orto che ha ascoltato tante confessioni madre- figlia. adesso io ho pochi vasi di erbe aromatiche e mi sembra di avere chissà che cosa! buonissima la tua zuppa, ciao.
    maggie

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  12. Con questo racconto mi sono immersa in un piccolo angolo verde e profumato dove le storie di una famiglia si intrecciano per poi dissolversi negli anni... Ma il cuore resta sempre li perché dove cresciamo e' dentro di noi....
    Credo che non potresti fare gioia più grande a tuo papà :)
    Un bacio

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  13. Bè stavolta cara mia non mi hai fatto rotolare dalle risate ma emozionare si,tantissimo,io ci sto 2 secondi a farmi venire un coccolo.Straordinarie l'Umbria e la Toscana davvero! un pochetto di tristezza a sapere di un Agriturismo(sicuramente bellissimo) sul tuo pezzo di Eden.....ma la vita continua......con una favolosa zuppa come quella che hai realizzato e che sarà squisita con tutti i ricordi e quell'amore che hai messo dentro.Buona Vita Romana Monica.
    Ketty V.
    Z&C

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  14. Bellissimo il tuo racconto soprattutto perchè vero e sentito con il cuore :-) Mi piace molto la frase di tuo papà: stai diventando troppo cittadina, sacrosanta verità purtroppo. Qui se non si ha il macchinone, il cellularone, il televisorone...ecc ecc non si è nessuno. Una volta bastava quello che la natura offre, che non è poco anzi tutt'altro, peccato che la maggior parte della gente sia sempre indaffarata a guardarsi la giacca nuova, la scarpetta di marca, che nemmeno si accorge se brilla il sole o piove! Che tristezza! Io non ho mai vissuto in campagna ma ammiro tanto i lavori manuali e tutto quello che deriva dalla fatica fisica, infatti adoro stare o con le mani in pasta o con le mani nella terra dei vasi delle mie piante :-) che goduria ragazza mia!!!!

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  15. E che goduria anche la tua zuppa....siiiiiii come me gusta!!!!!

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  16. Monica cara, mi hai fatto piangere perchè in quelle donne che parlano e mai sparlano, in quel tuo babbo silenzioso e in quell'orto ci ho visto la mia Umbria la mia infanzia...anche i miei mi dicono che dopo aver vissuto a Dublino e ora a Padova sono diventata troppo "cittadina" ma io sono contadina nell'anima e non importa dove vivo! Ti abbracio forte

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  17. Bellissimo racconta bravissima!!
    I miei nonni paterni vivevano in campagna e tutto quello che coltivavano era tutto genuino !!
    bellissima ricetta un bacione!
    Anna

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  18. Che bel racconto Monica!!! Sono stata a maggio in vacanza itinerante tra Toscana e Umbria (Cortona, lago Trasimeno...) e sono degli splendidi posti!!!:)
    Ottima questa zuppa!!! Un bacione!

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  19. Maremma, quanto mi piace leggerti!!!
    Mi rilassano tanto i tuoi racconti, ci metti il cuore..baci.

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  20. Ciao Monica!!!
    Finalmente riesco di nuovo a leggerti, mi sono mancati i tuoi post! Anche le tue ricette, certo, infatti prendo un cucchiaio e favorisco subito, è così invitante la zuppetta..:)
    baci

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  21. Monica, il tuo modo di scrivere è molto coinvolgente ed emozionante... grazie per questo meraviglioso racconto, sei speciale :) La zuppa è fantastica, molto coccolosa e invitante! ;) Un abbraccio forte e buona serata! P.s.: grazie per il tuo commento affettuoso di oggi, sei un vero tesoro :)

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  22. Che bel post Monica, mi sembrava di essere anch'io lì con voi nell'orticello a piantare o a cercare lombrichi! In bocca al lupo per il contest!

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  23. Cara Monica la tua storia mi ha emozionata particolarmente e sai perchè, il mio papà è assai simile al tuo.
    Mio padre vive del suo orto, parla con le sue piante ed è orgoglioso di ogni frutto che ne ricava!!
    Mio padre è da un pò che non sta bene ma il suo pensiero è sempre a quelle piante!!!
    Meravigliosa la zuppa che gli hai dedicato!!!
    Un bacione Carmen

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  24. Monica, com'è profondo il tuo racconto, com'è commuovente. La descrizione del tuo papà, ricorda il mio: toglietegli tutto ma non la sua amata terra, il suo frutteto, il suo orto, i suoi animali ... le sue radici.
    Anch'io quand'ero piccola amavo perdermi con lui nella campagna, le sue conoscenze sono infinite, ama e rispetta la natura come nessuno. Tu eri come me, curiosa e incantata dalle sue parole, anch'io cercavo i bruchi e i lombrichi ma con l'intenzione di "allevarli" in una scatola per scarpe ;)
    I tuoi scritti sono emozionali tesoro, sei riuscita a farmi rivivere quei momenti: grazie!

    La tua zuppa racchiude tanto amore, è meravigliosa.

    Un abbraccio forte,
    Valentina

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  25. Ragazze i vostri commenti hanno accompagnato la mia giornata di ieri scaldandomi il cuore.Grazie mille!

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  26. Cara Monica e mi chiedi se va bene? Ma va benissimo!!!! Come scrivi bene Monica, complimenti e quant'è bello e vero quello che dici. Mi rispecchio in quello che senti e vivi anche se la mia storia è diversa dalla tua. I ricordi sono dentro di noi e in un modo o nell'altro troviamo il modo di riviverli. Dovrei smettere di restare legata ai luoghi e iniziare a viverli dentro di me, come indichi tu nel tuo bel post, come credo che sei riuscita a fare tu. Grazie cara, la tua partecipazione con questa zuppa dedicata al tuo papà mi riempie di gioia e mi commuove ad un tempo. Ti faccio un grande in bocca al lupo e ti abbraccio.
    Sabina

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  27. Monica mi invieresti per posta privata il tuo indirizzo email per favore? Grazie mille.
    Sabina

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