27 ottobre 2016

Torta all'arancia e farina di mais di Martha Stewart


La ricetta della torta all'arancia e farina di mais di Martha Stewart, oltre a rivelarsi eccellente ed equilibrata, mi ha scatenato una serie di ricordi...


martha stewart-farinamais-


Ho letto un libro anni fa.
Di corsa, tra una fermata di metro e l'altra, a cavallo tra una pagina di diritto romano e una di diritto pubblico.
Una lettura svuota mente. Non ricordo infatti nè autore nè titolo.
Ma una cosa la ricordo bene.
Anzi due.
Un magnifico ragazzo con gli occhi verdi che faceva il mio tragitto tutte le mattine. Bello era bello. Ammazza. Ci guardavamo di sottecchi. Forse anche per questo non ricordo quasi nulla di quel libro. 

Ero piacevolmente distratta.
Ci siamo parlati alla fine.
Peccato fosse gay.
Siamo diventati ottimi amici in compenso. Oggi lui è un affermato e bravo attore teatrale e una delle persone più belle che io abbia mai conosciuto.
Ah, aspettate che vi devo raccontare dell'altra cosa che ricordo.
Una frase di quel libro.
"Non è mai troppo tardi per essere dei bambini felici"
Ecco, mi è tornata in mente in questi giorni.
Lo sapete quando sono una bambina felice? Quando gironzolo nei blog stranieri, soprattutto in quelli americani. Mi diverte tantissimo scoprire le loro ricette, quello che scrivono. Pazzi sono pazzi, esagerati anche...ma a volte tirano fuori dal cilindro delle ricette che mi si conficcano nel cervello e ci lavorano per giorni.
E devo provarle, altrimenti non ho pace.





La ricetta della torta all'arancia e farina di mais di Martha Stewart mi ha colpito proprio perché libera da quelle stranezze tipiche degli States. Equilibrata, ingredienti ordinari, un sapore di quelli che ti fanno desiderare una tazzona di tè fumante tra le mani.
Potevo non provarla?



TORTA ALL'ARANCIA e FARINA DI MAIS
di Martha Stewart



2 uova
70 ml olio vegetale
150 gr zucchero
200 grammi farina 00
75 gr farina di mais fioretto
2 cucchiaini di lievito per dolci
succo e scorza grattugiata di un'arancia media
1 pizzico di sale
vino bianco (per la quantità esatta leggere la ricetta)

Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso. Unire l'olio, il sale e la scorza dell'arancia grattugiata. Mescolare con cura.
Spremere l'arancia e mettere il succo in un bicchiere (un normale bicchiere di 200 ml di capacità).
Aggiungere tanto vino bianco al succo d'arancia fino a riempire completamente il bicchiere stesso.
Unire al composto.
Aggiungere le due farine setacciate con il lievito e mescolate con una spatola di silicone. Se il composto dovesse risultare troppo denso aggiungete qualche cucchiaio di acqua naturale a temperatura ambiente.
Imburrate e infarinate uno stampo di circa 22-24 cm di diametro. Fate cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.
Far raffreddare e spolverare con zucchero a velo.

Per una merenda golosa: sciogliere 100 grammi di cioccolato fondente a bagnomaria con 5 cucchiai di latte. Accompagnare le fette di torta all'arancia con questa deliziosa salsa al cioccolato.




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20 ottobre 2016

La pasta frolla senza burro

La frolla alla ricotta è un compromesso semplice tra gusto e alimentazione corretta.

frolla-ricotta-cucina sana-senza burro



Certo, se fossi una blogger un po' cialtrona, vi direi che la frolla alla ricotta è migliore di quella al burro.

Vi narrerei della bontà senza paragoni di una frolla senza grassi della serie ma perché ci ammazziamo di grassi animali & co. quando abbiamo altre soluzioni.






Purtroppo quello che ho in testa passa direttamente in bocca, in questo caso alla tastiera.
E perdonatemi l'ardire, ma il burro sta alla frolla come il fondotinta a Valeria Marini.
O la patatina a Rocco Siffredi.
Il profumo, la friabilità che regala ai prodotti di cui è protagonista non ha termini di paragone.


Ma a volte, o per troppa cellulite intorno alle ginocchia o per un colesterolo ballerino il burro finisce nella lista nera dove campeggia a chiare lettere l'avvertimento "Sparate a vista".


E allora tiriamo fuori una soluzione che consenta di salvare capra e cavoli, crostata e biscotti.






La frolla alla ricotta è la soluzione ideale. Il prodotto che otteniamo è godibile, soprattutto il giorno dopo.

Più che per i biscotti, vi consiglio l'utilizzo per crostate e affini. L'unione con la confettura ne esalta la delicatezza dell'aroma.


La provate così il vostro colesterolo mi sarà grato  e mi riempirà di tanti pensierini dedicati?



La ricetta della frolla alla ricotta viene dal sito Non Sprecare.




PASTA FROLLA alla RICOTTA




300 gr farina

100 gr zucchero
150 gr di ricotta fresca vaccina
1 pizzico di sale
2 uova
scorza grattugiata di un limone
1 cucchiaino di lievito

Metti lo zucchero e la farina in una ciotola e aggiungi gli altri ingredienti . Impasta fino a ottenere un composto omogeneo. fai riposare in frigo per circa mezz'ora e utilizzala come meglio preferisci. Nella foto la crostata è realizzata con confettura di amarene. Con questa dose di frolla, ho rivestito uno stampo di circa 20 cm di diametro. La crostata è stata cotta in forno statico a 180 °C per circa 30 minuti.



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13 ottobre 2016

Il budino al cioccolato perfetto in 3 ingredienti(e in 5 minuti) , senza uova, zucchero o farina


cioccolato-budino-cucchiaio-dolce





La comprensione sta alla donna come la neve ai Tropici.
Soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti del corpo.
Colpevoli siamo senza dubbio noi stesse, schiere di Eva contro Eva, armate di lente di ingrandimento.
Avanziamo al grido di:
"Anvedi quanta cellulite c'ha quella!!"
"Ahò ma mica poi è cosi magra eh?"
"Ammazza che culotte de cheval"
Finezza diabolica che sottintende due chiappe grosse come il Madagascar.
E questa è una.

Poi la società.

Sei troppo magra,sei troppo grassa, i piedi ce li hai ad Y, la bocca è due mm sotto gli standard fissati per legge dal trattato di Maastricht. Alzati le chiappe, pompati le tette, appiattisci la pancia, mettiti il botulino nella minestra e fatti lo shatush altrimenti sei out e se ti acchiappano quelli di "Come ti vesti?" sono cavoletti di Bruxelles tuoi.
E questa è la seconda.

La mente si ribella a tutto ciò...ma tant'è. Tutte cerchiamo di renderci presentabili il minimo sindacale. Pazienza se ci arrendiamo alle h24 di Zumba.

Pazienza se il push-up fa capolino dal cassetto delle mutande.
Chiudiamo un occhio su quei settanta eurini,e dico settanta, che spenderemo per comprare i jeans col rinforzo sulle terga perché mica ce lo possiamo avere tutte alla brasiliana e pazienza se sfondiamo il budget delle varie ed eventuali.
E questa è la terza.

E poi...e poi magari una gravidanza. Magari si esce indenni.

Ma arriva la seconda.
E si diventa implacabili.
La società diventa implacabile.
Noi stesse lo diventiamo.
La smagliatura che non c'era, la tetta cadente, la curva del fianco che micamelaricordavocosirotonda.
Corri corri partorisci, corri corri perdi peso, corri corri smetti di allattare che te s'abbassano troppo le tette, corri corri spalma, salta e suda col poppante accanto.
Perché il tempio deve essere perfetto.
Perché quella ciccetta post partum fa più paura della depressione alias baby-blues.....




Questo budino è essenza allo stato puro. Senza involucri, senza chiacchiere.

Si fa in 5 minuti con 3, massimo 4 ingredienti.
E sa di cioccolato puro.
Il cioccolato lo scegli tu. Fondente, al latte, gianduia, bianco non ha importanza...
Puoi anche scegliere se utilizzare solo latte o latte e acqua, latte intero, scremato o ad alta digeribilità.
E' un pò il budino del fa come ti pare tanto viene sempre bene!

La ricetta viene da un blog, Ammodomio, le cui proprietarie rappresentano la mia boccata d'aria fresca. Sono ruvide e sincere, schiette e piene d'amore nei confronti di quello che fanno, pronte a combattere per ogni diritto leso, senza paura di farsi del male. In questo pazzo mondo dove sono più le ciofeche pubblicate che le ricette valide, loro sono una certezza. La MIA certezza.





BUDINO AL CIOCCOLATO in 5 minuti

200 gr cioccolato fondente al 50%
2 cucchiai amido di mais
500 ml latte (oppure 250 di acqua e 250 di latte)

Mescola l'amido di mais con un pò del liquido previsto dalla ricetta. Devi sciogliere tutti i grumi, ottenendo una pastella non troppo densa.
Porta ad ebollizione il latte (o il mix di latte e acqua) e aggiungi il cioccolato tagliato a pezzi. Fallo sciogliere e unisci l'amido di mais che avevi preparato in precedenza. Fai addensare per circa tre o quattro minuti, togli dal fuoco e lascia raffreddare.
Servi con ciuffi di panna montata.

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10 ottobre 2016

Pasta al tonno alla moda di Favignana e il senso che non c'è

pasta-tonno-sugo-capperi-pomodori-pinoli-veloce




Il senso delle proporzioni ce l'hai oppure no.

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge a far indossare a tuo figlio la muta da sub per andare a bagnarsi in piedi nella pozzanghera.

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge ad avere otto detersivi diversi per lavare il pavimento...dovesse mai la piastrella addormentarsi ceramica  e risvegliarsi parquet.

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge ad usare tutto lo Zanichelli compreso di sinonimi contrari per dire semplicemente un  "Ti amo".

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge ad accumulare sedici paia di slip e otto pigiami in fondo al comò "non sia mai succeda qualcosa"

Il senso delle proporzioni è quello che ti porta ad incatenare i tuoi figli con quindici magliette della salute perché stamattina...fa un po' freschino

E' quello che ti inserisce il pilota automatico quando vai a fare la spesa.
E allora una semplice cenetta a due diventa a quattro nella tua testa.
Un pranzo di quattro persone diventa un pranzo da otto.
Otto diventa sedici.
Peggio di un moltiplicatore catastale..



Il senso delle proporzioni io non ce l'ho.
La pasta ne è un esempio.
Posso passare un anno senza mangiarla ma poi arriva quel periodo che la mangerei anche dentro il cappuccino della mattina.
E allora preparatevi, perché sarete partecipi di questa mia nuova passione...finché dura!
E intanto vi ringrazio tutte per continuare a passare di qui, silenziose o meno, presenti nei commenti o nel contatore di visite che non smette mai di girare. E tutto questo nonostante la mia latitanza per l'enorme mole di lavoro che mi si è riversata addosso...per fortuna.
Grazie!!!

La pasta di oggi pare sia tipica di Favignana. Gli ingredienti nostrani ci sono tutti. Il tonno dovrebbe essere rigorosamente fresco ma potete tranquillamente utilizzare quello in scatola, di necessità virtù!!



PASTA AL TONNO alla moda di Favignana

300 grammi di tonno fresco (in alternativa 3 scatolette di ottimo tonno sottolio)
1 cipolla
40 gr pinoli
1 cucchiaio uvetta
1 cucchiaio capperi
300 ml salsa di pomodoro
1\2 bicchiere vino bianco secco
100 gr mollica di pane raffermo
1\2 spicchio di aglio
1 ciuffo di menta
1 ciuffo di basilico
1 mazzetto di prezzemolo
olio,sale e pepe

Se decidi di utilizzare il tonno fresco, taglialo a cubetti.
Trita la cipolla e falla appassire in tegame con l'olio e i capperi. Unisci i pinoli e l'uvetta e fai insaporire per circa cinque minuti, avendo cura di mescolare spesso.
Aggiungi il tonno e fai rosolare, bagnando con il vino bianco.
Fai evaporare e versa la salsa di pomodoro.
Regola di sale, pepe e prezzemolo tritato e fai cuocere per circa 25 minuti, aggiungendo dell'acqua se tende a restringersi troppo.
Frulla la mollica del pane con la menta e il prezzemolo.
Dopo aver lessato la pasta, condiscila con il sugo preparato e cospargila con il trito aromatico di pane.


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