10 febbraio 2015

La Zuppa del frantoio e un coccodrillo, una civetta e due,tre ragni


C'erano dei coccodrilli nascosti.
Due o tre ragni.
E pure una civetta, tanto per gradire.

Affondare il cucchiaio in cotanta palude era affar assai pericoloso quindi.
Per me in primo luogo e per la mia famiglia.

Potevo mica sottoporre i miei cari a siffatto pericolo.
Giammai.
Quindi le zuppe e le minestre non le mangiavo.

Mica perchè ero capricciosa.
Naaaaaaaaa.
Lo imponeva la ragion di Stato.
E la difesa armata dei confini della mia casa.

Hai voglia ad adulare, accattivare, minacciare...
Non cedevo.
La zuppa era come una palude.
Se ci appoggiavi un dadino di pane colava a picco, lento lento, per non risalire più.
E mica si vedeva il fondo.

E la mia religione mi imponeva di non mangiare le cose che non mi facevano vedere il fondo del piatto.

E oggi...

A distanza di trent'anni (ehm...sarebbe qualcuno in più ma shhh facciamo finta di niente) io le zuppe le adoro, ne mangio in quantità industriali e "chisseneimporta" di civette e coccodrilli.
Mangio anche loro casomai.

Come si cambia, crescendo.
Adesso più sono dense e più le adoro.

Come questa che vi presento oggi.
E' una crema. Densa, profumata, rassicurante.
Come le braccia di una mamma, come il calore di una casa quando fuori piove....




ZUPPA DEL FRANTOIO

200 grammi di fagioli cannellini secchi
1 carota
1 porro
1 costa di sedano
2 spicchi di aglio
50 grammi di pancetta
20 foglie di cavolo nero
150 grammi patate sbucciate
100 grammi di polpa di zucca
1 cucchiaino di semi di finocchio
brodo vegetale
olio extravergine


Mettete a bagno i fagioli la sera prima.
Trasferiteli in una pentola piena di acqua fredda e fate bollire per circa un'ora (se utilizzate la pentola a pressione i tempi sono dimezzati)
Al termine regolate di sale, frullate i fagioli (tranne due mestoli) con un pò di acqua di cottura.
Nel frattempo, rosolate la pancetta con un pò di olio, il porro tagliato a fettine, l'aglio,il sedano e la carota (tutti tritati).
Unite il cavolo nero a listarelle, la zucca e le patate a tocchetti,il passato di fagioli, i semi di finocchio e il pepe.
Cuocete per circa 40 minuti, unendo mano mano del brodo vegetale se la zuppa tende ad asciugarsi troppo.
A fine cottura unite i fagioli messi da parte.
Servite con un bel giro d'olio e con delle fette di pane leggermente tostate.
(fonte ricetta rivista e modificata: Chez Nous,Da Noi-Chef Marco Stabile)

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5 febbraio 2015

Risotto al radicchio con fonduta di Asiago e il magico potere del riordino



Perdonatemi ma vado di corsa oggi.
Niente chiacchiere su ingredienti, suocere o quisquilie varie.

Sto leggendo.
Un libro di quelli che cambieranno per sempre la mia vita.
E quella dei mie cari.
E quella dei calzini di mio marito.
E quella del cassetto in basso a destra in cucina.
Altrimenti detto "cassetto degli orrori"


Sono esagerata?
Naaaaaaaaaa, assolutamente no, parola di boy-scout.
Voglio vedere voi alle prese con la lettura di questa Bibbia japanese-style.

"Il magico potere del riordino" di Marie Kondo.

Un clima che più giapponese non si può, una lettura che a tratti ti fa esclamare "ma dai?" e un totale senso di inadeguatezza per chi fa del caos la sua dottrina di vita.

Intendiamoci:il libro è ben fatto.
E' che è stancante.
Preferisco fare zumba in giro per il mio salotto, zompettando come se avessi il fuoco di S. Antonio.
Mi si sviluppa meno acido lattico :-)

Mi piace l'atmosfera Feng-shui che si respira a pieni polmoni nel libro (che è la cosa che sto apprezzando di più ,vista la mia forma mentis).
Ma la cosa che adoro è la figura dell'autrice.

Marie Kondo è una giapponesina di appena trent'anni.
Famosissima in patria.
E lo sapete perchè?
Si è inventata un mestiere.

Tiene corsi frequentatissimi sul caos e va a casa dei suoi clienti a mettere in ordine.
Praticamente quello che facevano gratis le nostre mamme, le nostre nonne nella vita di tutti i giorni.

Piega le mutande, piega le magliette, accoppi i calzini, se questo non ti serve buttalo, se non metti a posto la tua stanza non esci con Girolamo....

Quante volte ce lo hanno ripetuto con risultati più o meno eclatanti?

Eppure, mica andavano a tener corsi alla Bocconi!!

Eppure Marie Kondo proprio per questo è famosissima e strapagata!

Ode all'ingegno e alla capacità di saper cogliere il momento.

Quindi mi perdonerete se vi lascio a questa ricetta gustosa e mi eclisso per andare a sistemare il pelo del gatto.
Baci baci a tutte!!!!

(p.s. non me ne vogliano le estimatrici del libro. E' veramente carino e utile   la sottoscritta purtroppo non riesce a sottostare alle regole :-)!!




RISOTTO AL RADICCHIO CON FONDUTA DI ASIAGO

300 grammi riso vialone nano
2 cespi di radicchio rosso di Treviso
1 cipolla dorata piccola
brodo vegetale
2 decilitri di vino rosso
20 grammi di pancetta affumicata
40 grammi di grana padano
200 grammi di Asiago
200 millilitri di latte
1 cucchiaino di amido di mais
50 grammi di burro
sale e pepe

Riduciamo a strisce sottili il radicchio nella sua parte superiore. Laviamolo per benino e asciughiamolo.
Tritiamo la cipolla e facciamola appassire nel burro, unendo anche il radicchio tagliato.
Facciamo stufare per cinque minuti.
Aggiungiamo il riso, tostiamolo per un minuto e aggiungiamo il il vino.
Lasciamo che evapori e poi portiamo a cottura il riso bagnandolo con il brodo bollente (ci vorrà circa un quarto d'ora, venti minuti).
Intanto rosoliamo la pancetta tritata e il radicchio rimasto in un pentolino antiaderente.
Uniamo 3\4 cucchiai di brodo.
Facciamo stufare per due-tre minuti e spegniamo.
Per la fonduta:
stemperiamo l'amido di mais in un pò di latte. Il resto mettiamolo a scaldare in un pentolino.
Lontano dal fuoco uniamo l'Asiago tagliato a pezzettini e mescoliamo per farlo sciogliere.
Rimettiamo sul fornello,uniamo l'amido e facciamo scaldare per tre minuti circa.
Uniamo al riso il burro, il grana, la pancetta stufata,regoliamo di sale e pepe e facciamo riposare.
Serviamo irrorando con la fonduta di Asiago

(fonte ricetta:rivista Chez nous-da noi)

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3 febbraio 2015

Pan Dolce all'Arancia...tutta colpa del pummelo




Il Pummelo.
E la sua relazione stabile con il mandarino in quel di Pechino.
Il frutto del loro amore?
L'arancia.

L'arancia è un signor frutto.
Ha il collagene,Quindi mi fa bella.
Difende l'organismo dall'attacco dei radicali liberi. Quindi invecchio meno.
Mi aiuta ad assorbire il ferro contenuto negli alimenti.Quindi sono forte e bella arzilla.
Incrementa le difese immunitarie. Quindi influenza bye bye.

E poi è antitumorale,antiinfiammatoria.
Insomma una bomba.
E consumiamola allora.
Chiara, rosso sangue, dolcissima, aspra.

E poi mette allegria.

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1 febbraio 2015

La Millefoglie alla crema chantilly allo zenzero e Cenerentola non lo sa



Lo zenzero e l'amore.
Caldo passionale,avvolgente ma con quella nota piccante che è li, in sottofondo. 
Furtiva e prepotente.

Ah...lo zenzero...ah l'amore.
Perchè l'amore dovrebbe essere una cosa semplice.
Dovrebbe.
Ma non lo è.

Perchè nessuno dice a Cenerentola che dopo il ballo, i topini, la scarpetta ,il bacio con il principe, dopo il "Vissero felici e contenti" la aspettano in sequenza sparsa: bollette, panni da stirare, vene varicose e crisi di mezza età.

Perchè l'amore potrebbe anche essere una cosa semplice.
Ma la vita non lo è.
E il palcoscenico di una coppia è proprio la vita e il suo correre come un cavallo imbizzarrito.

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