22 gennaio 2014

Il Loaf al limone della "The Hummingbird bakery" e la vecchietta





La Vecchietta

Pensi sempre che ci sarà tempo .
Tempo per gli acciacchi,per l'osteoporosi e per le dentiere.
Pensi che gli anni passeranno lenti pur nella loro velocità. E non ti preoccupi,vivi incurante.
Cosa t'importa di capelli grigi e femori barcollanti?
Poi di colpo ti accorgi.
Ti accorgi che ci sei arrivata.
E lo vedi da uno sguardo alzato al cielo,da un tono di voce più astioso del solito.
Signore e signori,la vecchiaia è arrivata.
Sono giorni che mi risuona in testa un vecchio motivetto :”Il vecchietto dove lo metto,il vecchietto dove lo metto”
Lo cantava la mia mamma mentre faceva il bucato nella fontana del paese.
Il vecchietto dove lo metto era mio nonno. Pelle cotta dal sole e perennemente arrabbiato.
Viveva in casa con noi,rendendo la vita impossibile a tutti. Mia mamma sbuffava e sopportava dicendo che “La vita l'è 'na rota:tocca a tutti prima o poi”.
Lei il poi non lo vide mai. Se ne andò leggiadra una mattina di primavera. Sorriso eterno e ancora giovane.
Un'uscita di scena clemente. La vecchiaia non l'aveva toccata e di lei era rimasta solo la scia della gioventù e il profumo di rosa.
Il primo segnale era stato dimenticarsi di Stendardo,il mio gatto.
Unica compagnia delle mie vuote serate (mio marito se ne era andato ormai anni fa in compagnia di Desdemona,affascinante badante di mia suocera. ),Stendardo era stato la croce e la delizia delle mie figlie .Perché davo da mangiare prima a lui che a loro ,perché mi preoccupavo più di pettinare il suo pelo piuttosto che fare i codini alle mie nipoti.
Già,una casa di tutte femmine.
Un posto dove manco il Diavolo in persona avrebbe messo piede!
Ora Stendardo era solito fare una passeggiatina digestiva notturna nel terrazzo condominiale. Un'ora e poi andavo a chiamarlo. Quella sera non lo feci. Me ne andai tranquillamente a riposare.
L'indomani mattina mi suonò il ragionier Giusti
“Gilda le riporto il gatto. Sappia che se rifarà di nuovo la pipì sul mio zerbino,avviserò l'amministratore .E le farò scontare tutto:pipì,zuppa di cipolle e briciole post -prandiali sul mio balcone”
Dannato ragioniere. Una spina nel fianco da vent'anni circa.
Stendardo mi fissava astioso. Una ciotola di croccantini per fare pace e spiegare a me stessa perché.
L'inconsueto era planato nella mia vita fatta di abitudini calde e rassicuranti.
Poi fu un fornello lasciato acceso,il ferro da stiro su una camicia,un discorso ripetuto più del necessario.
Io soprassedevo ,rimandavo l'incontro con la realtà.
Mi rendevo conto che stavo mutando pelle come un serpente avariato (o inacidito secondo Stella,la mia terzogenita).
Perché dirlo a gran voce era rendere reale il mio ingresso nel terzo stadio.
L'ultimo stadio.
La vecchiaia.
La vecchietta dove la metto,dove la metto non si sa.
E allora stavo zitta anche con me stessa..
Mica me l'aveva chiesto la vita cosa volevo.
E di certo non volevo diventar vecchia.
Pardon,anziana, che fa più chic. E allora stavo zitta.
E più stavo zitta più la lingua mi si attaccava ai denti e non si muoveva più.
Ecco,il silenzio.
E le mie figlie accanto
“Sarà la pressione,sarà la glicemia,saranno gli acidi urici”
Non era niente,ero sana come un pesce.
E ad ogni analisi ritirata cresceva il loro astio. Ma come non ha nulla?E allora?
Allora niente,non volevo star più da sola.
Mi piaceva vederle preoccupate per me,ansiose. Stavo presentando loro il conto di nottate ansiose,di ciucci,di biberon e pannolini sporchi..Presentavo il conto della solitudine. Tutte mi avevano abbandonato per sposare uomini che io vedevo solo a Natale,quando dietro ad un panettone rancido del discount ,nascondevano una mano tesa a raccoglier soldi
“Tanto la vecchia ha preso la tredicesima”
Gongolavo ad ogni lite,ad ogni muso lungo.
La mia esistenza trasudava di vecchiaia ed egoismo.
E di silenzio.
Le guardavo e non parlavo.
Mamma ma cos'hai?
Niente,non ho niente.
Ho solo tanta rabbia.
Rabbia per quello che non ho vissuto,che non ho avuto,rabbia per quel demente (che possa esalare l'ultimo alito tra le cosce di Desdemona). Rabbia per la giovinezza delle mie figlie e per queste dita tremanti.
Sto zitta,sta zitto il mio respiro.
La vecchietta dove la metto,dove la metto non si sa.
Fanno i turni le mie figlie.
L'Assunta a colazione,la Maria a pranzo e l'Elide a cena.
Mamma non si può andare avanti cosi.
E che diamine,mica l'ho chiesto io di diventare vecchia.
E mica mi hanno dato il libretto di istruzioni.
Ieri correvo per prendere il tram oggi mi trascino a fatica dalla cucina alla camera da letto.
Tutto in un attimo.
Mamma vieni a casa nostra.
Tre mesi qua,tre mesi là.
Un pacco postale. Una raccomandata senza ricevuta di ritorno
La vecchietta dove la metto,dove la metto non si sa.
In ospizio mi hanno messo.
Minestrone e pillole per la pressione.
La vecchia che non parla mi chiamano.
Ascolto le voci intorno a me. Ascolto quelle facce rugose lamentarsi del tempo,delle ossa e delle dentiere. Guardo le mie figlie arrivare,cupe come se dovessero sbrigare un compito di matematica.
E andarsene con la stessa faccia che avevano durante l'ultimo giorno di scuola. Felici e sollevate.
La vecchietta dove la metto,dove la metto ...si sa.
In un angolo.
In punizione.
Per non aver vissuto abbastanza quando era il momento,per non aver sputato i noccioli delle ciliegie in testa al ragionier Giusti. Per non aver amato liberamente quando la carne era soda e liscia,per non aver gridato a squarciagola sulla collina delle Fate.
In punizione.
Per aver capito tardi che la vita non è quella che verrà.
E' semplicemente il respiro di quest'attimo.
Nulla di più.
Nulla di meno.


Hummingbird Bakery ovvero una delle pasticcerie londinesi più famose .I loro cupcakes sono il trionfo della bellezza nonchè della bontà.
Oggi vi propongo la più semplice delle loro torte ma anche quella che va a ruba nel loro negozio:il loaf al limone.Ottimo da solo,sublime se accompagnato da una tazza di ottimo Earl Grey.At five o' clock,ovviamente!!!
Vi riporto le dosi indicate dai loro pasticceri,tra parentesi le mie modifiche (ho tolto un pò di burro e un pò di zucchero).
Mi raccomando:fate anche lo sciroppo al limone.E' il valore aggiunto di questa preparazione!


Loaf al limone

320 gr zucchero superfino (io 200 gr )
3 uova
scorza grattugiata di due limoni
350 gr farina
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale
250 ml latte (possibilmente intero)
1\2 cucchiaino di estratto di vaniglia
200 gr burro fuso (io 150)

per lo sciroppo al limone:
100 ml acqua 
50 gr zucchero
succo e scorza grattugiata di un limone

Preriscaldate il forno a 180 gradi.
Lavorate lo zucchero,la scorza grattugiata dei limoni e le uova (aggiungendole una alla volta) con la frusta a foglia della planetaria.In alternativa utilizzate lo sbattitore elettrico.
In un altro recipiente mescolate farina lievito e sale.Mescolate a parte latte ed estratto di vaniglia.
Aggiungete al composto di uova e zucchero una parte della miscela di farina e mescolate.Versate anche una parte del latte alla vaniglia e lavorate ancora.Ripetete il processo in questa maniera fino ad esaurire tutti gli ingredienti,avendo cura di mescolare molto bene.
Portate la planetaria o lo sbattitore elettrico alla massima velocità fino ad ottenere un composto omogeneo,leggero e soffice.
Unire il burro fuso e amalgamarlo a bassa velocità.
versare in uno stampo per plumcake imburrato e infarinato.fate cuocere a 180 gradi per 45 minuti circa(fate sempre la prova stecchino prima di tirar fuori la torta dal forno).

Per lo sciroppo allo zucchero:
mentre cuoce la torta in un pentolino mescolate l'acqua,lo zucchero e il succo e la scorza del limone.Portare a bollore a fuoco basso.Alzare poi la fiamma e fate bollire il composto fino a che si sarà ridotto a metà (occorrerà ottenere uno sciroppo fluido).
Sfornate la torta,appoggiate una griglia (va bene anche quella del forno stesso) sul lavandino,appoggiateci la torta tiepida e tolta dallo stampo.
Versatevi sopra lo sciroppo (l'eccesso cadrà nel lavandino) e aspettate una decina di minuti




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20 gennaio 2014

I Quadrotti veloci al cioccolato e alle noci e facciamo finta!

Facciamo finta....
Facciamo che il sole giochi allegro con le nuvole
Facciamo finta che accompagnare le bimbe a scuola stamattina sia stato un gioco da ragazzi....e non che in realtà sarebbe stato più semplice se fosse intervenuto Mosè a separare le acque...
Facciamo anche finta che tutti gli impegni della giornata siano implosi distruggendosi prima di vedere la luce...
E facciamo anche finta che la gatta non mi stia mordicchiando voracemente i polpacci per farmi capire che ha fame...
E facciamo anche finta che questi dolcini siano catalogati nonchè consigliati in ogni dieta che si rispetti perchè leggeri...
Facciamo finta ma tanto la realtà rimane quella e proprio per renderla più semplice da affrontare serve una pausa.Una pausa dolce,calorica ma la giornata è lunga e la strada tortuosa!
In origine erano i blondies ma si sono trasformati in corso d'opera in semplici quadrotti al cioccolato e noci.
veloci da preparare ma ancora più veloci da mandar giù insieme ad un bel cappuccino caldo e fumante.Assomigliano ai brownies ma sono leggermente più leggeri e meno umidi!
la ricetta può essere anche realizzata da chi +è intollerante l lattosio.Basta sostituire al burro l'olio di semi e utilizzare della semplice cioccolata fondente!!

Quadrotti veloci al cioccolato e noci

200 gr farina
2 uova
100 gr cioccolato fondente
100 gr burro (o 100 ml olio di semi o di riso)
100 gr noci (pecan sarebbe meglio)
1\2 cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale
100 gr zucchero

Fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato con il burro (se utilizzate l'olio fate sciogliere il cioccolato da solo e poi a parte unitevi l'olio).
Con una frusta cercate di ottenere un composto omogeneo e senza grumi.
Fuori dal fuoco unite lo zucchero e poi le uova,una alla volta.Non preoccupatevi se il composto tende a separarsi,è normale!.
Unite il sale,la cannella le noci e infine la farina.
Date un ultima mescolata e mettete il composto in uno stampo non molto grande (il mio era da 22 cm) rivestito di carta forno.
Livellatelo con cura e fatelo cuocere a 180 gradi per una mezz'ora circa.
fatelo raffreddare e tagliate a quadrotti che poi potrete spolverizzare con dello zucchero a velo!



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15 gennaio 2014

Mousse al limone e Calvino

Latitante la parola giusta per definirmi in questo periodo.Ma ultimamente la mia vita assomiglia al cubo di Rubik per cui funziona solo con le mosse esatte fatte al momento giusto.Devo incastrare ore minuti e secondi alla perfezione!
Mi sono ripromessa all'inizio del Nuovo Anno di fare di più,soprattutto per la sottoscritta.E di non rinunciare più alle cose che mi fanno star bene.
Una di queste è certamente la lettura,accantonata un pò negli ultimi tempi.Ne sentivo la mancanza,come quando uno ha sete e l'acqua è solo un puro miraggio.
Il libro che ho sottomano in questo momento è "Perchè leggere i classici" di Italo Calvino.
Un autore "colpevole" della mia mania della scrittura,del mio insistere in questo campo,dei miei concorsi,della mia "carriera" da ghost-writer!Per me la folgorazione sulla via di Damasco è stata una sua frase: "Scrivo perchè non so fare altro".
Ecco,io..in due parole!
Avete presente la solita diatriba tra presente,passato e futuro?Quanto conta la memoria di quello che abbiamo fatto,la paura del futuro?O meglio ancora la famosa frase (Kung-Fu Panda docet!):"il passato è storia,il futuro è mistero,il presente è un dono...per questo si chiama presente"?
Una frase d'effetto,certo.Vera,sicuramente.
Ma a volte crea un insanabile conflitto psicologico.Perchè il passato pur scomodo,invalidante e pesante,volenti o nolenti,è sempre con noi...
Sentite come Calvino risolve questo (per alcuni) insanabile conflitto:
"La memoria conta veramente solo se tiene insieme l'impronta del passato e il progetto del futuro,se permette di fare senza dimenticare quello che si voleva fare,di diventare senza smettere di essere,di essere senza smettere di diventare".
Bella vero?
Perchè un individuo è sempre e solo nella sua totalità.Di quello che è stato e di quello che sarà.
Altrimenti sarebbe una persona a metà.
Anzi per dirla proprio alla maniera di Calvino,sarebbe solo un Visconte Dimezzato!!!

Vi ringrazio per essere passate e aver apprezzato il nuovo look di questo posticino.Un inno all'amore perchè alla fine quello che conta è solo l'Amore,quello vero,quello per sè e quello per gli altri!
Un abbraccio a tutte voi e a risentirci!!



Mousse al limone

2 tuorli
200 ml panna fresca da montare
3 fogli di gelatina
70 gr zucchero 
2 limoni spremuti (mettetene solo uno se non siete amanti dell'aspro tout-court!)
5 cucchiai di latte

Ammollate i fogli di gelatina previsti in acqua fredda per una decina di minuti.
Iniziate a battere i tuorli con lo zucchero a bagnomaria.Fatelo con le fruste elettriche per tre-quattro minuti finchè i tuorli non saranno gonfi e spumosi.Togliete dal fuoco.
Scaldare in un pentolino il succo dei limoni e scioglieteci i fogli di gelatina strizzati.
Unite la gelatina sciolta ai tuorli. Aggiungete il latte.
Mescolate e fate raffreddare.
Montate la panna (io non ho aggiunto zucchero per paura che poi la mousse risultasse troppo stucchevole).
Unitela delicatamente al composto precedente (mi raccomando deve essere ben freddo).
Riponete in frigo e fate rassodare ,almeno per due ore.



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7 gennaio 2014

Crema al cioccolato "5 cucchiai" e ce la faremo!


Ce la possiamo fare.

Ogni GIORNO è una sfida...
e ogni giorno è diverso.
Ogni MOMENTO è diverso,
ogni PERIODO è diverso,
ogni STAGIONE è diversa,
ogni SITUAZIONE è diversa,
ogni PERSONA è diversa...
...ma per tutto e per tutti,
c'è sempre una risposta
e sempre una soluzione.
MAI ABBANDONARE la sfida,
MAI SMETTERE di credere
che si possa vincere e SUPERARE OGNI COSA
anche quelle che appaiono impossibili.
Giorno per giorno,situazione per situazione.
GUARDA AVANTI e non smettere mai di credere che
UN ALTRO MONDO ESISTE”..
Una sola risposta sempre...
CE LA FAREMO!!!

Mi piace iniziare questo nuovo anno qui, nel blog, con queste parole.
Me le sono trovate davanti il primo gennaio,quando ancora piena di sonno e di brindisi,sono andata a far colazione nel mio bar preferito.
Un foglio bianco appeso ad una parete con questo inno alla resistenza,alla perseveranza e all'ottimismo. L'ho fotografato perchè leggerlo ed amarlo è stato un tutt'uno.
Ve lo giro augurandovi ogni bene ,con la speranza che questo 2014 faccia la differenza nelle nostre vite. Ovviamente in positivo!!

Iniziamo l'anno con una ricetta velocissima di crema. Si fa in cinque minuti ed è buonissima. La versione originale prevede l'utilizzo dell'uvetta. Io l'ho omessa a favore della cannella. Cacao e cannella è un connubio che adoro!
La dose è per due persone,volendo potete raddoppiare il tutto!
(fonte:Il Grande Ricettario dei Dolci,DeAgostini)

Crema di cioccolato “5 cucchiai”

5 cucchiai di farina
5 cucchiai di zucchero
5 cucchiai di cacao amaro
120 ml latte
30 gr di uvetta sultanina (io l'ho sostituita con 1 cucchiaino di cannella in polvere)

Per la finitura:
panna semimontata
cioccolato fondente

Setacciare la farina,mescolarvi lo zucchero e il cacao. Aggiungere poco alla volta il latte,avendo cura di mescolare bene per evitare la formazione di grumi. Mettere il recipiente sul fuoco e portare ad ebollizione .Proseguire la cottura per cinque minuti. Versarla in piccoli stampini inumiditi leggermente e farla freddare.
Servirla con la panna semimontata e riccioli di cioccolato fondente.



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