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13 gennaio 2017

I Bicchierini Sciuè-Sciè ovvero la Crema Prenz risolvi tutto !




Arriva.
Sempre. 
Immancabile come i consigli di Studio Aperto quando ci sono quaranta gradi all'ombra. Bevete e non uscite.
Grazie.

Inesorabile come quel brufolo che ti spunta sul mento la mattina del tuo primo appuntamento.

Implacabile come il vigile che si materializza dopo aver detto: Sta zona non la controllano mai.

Noioso come i discorsi sul nero che sfina, le mezze stagioni non esistono più e si stava meglio quando si stava peggio.

Beffardo come la pioggia che cade sempre quando l'ombrello lo hai lasciato nella macchina del tuo trisavolo.

Chi è?
L'ospite inatteso.
Gradito, se decidiamo noi di invitarlo all'improvviso.
Sgradito se ti si presenta all'ora di cena mentre stai con la coscia del pollo in mezzo ai denti e hai già indossato la tua graziosa cuffietta pre-nanna in stile vittoriano.

Cosa fare in questi casi? L'ospite sgradito basta abbatterlo con cura a suon di cene tristi a base di minestrine e verdura lessa.

L'ospite gradito occorre coccolarlo. Una dispensa ben fornita a monte risolve tre quarti e mezzo di problema. Io vi do una piccola soluzione per il dolce.
Un bicchierino sciuè sciuè realizzato in un attimo.
Crema pasticcera, biscotti sbriciolati e crema PRENZ. Oh My God, chi è costei? Un nome altisonante per indicare una tavoletta di cioccolato sciolta nella crema pasticcera. Buona, densa, vellutata e super veloce.

Ricapitoliamo:
uno strato di biscotti per la croccantezza
uno strato di crema pasticcera
uno di crema prenz
uno di panna montata
una spolverata di cacao
due mandorle o nocciole se le avete

Mezz'ora di tempo e siete a tavola. Poca spesa massima resa.
Un'unica raccomandazione: da usare esclusivamente con gli ospiti graditi!!

BICCHIERINI SCIUE'-SCIUE'

per la base:

100 gr biscotti secchi
50 gr burro sciolto
1/2 cucchiaino di cannella

per la crema pasticcera:

2 uova
500 ml latte
scorza 1\2 limone
120 gr zucchero
30 gr farina

per la crema al cioccolato:

100 gr cioccolato fondente

per decorare:

panna montata con 1 cucchiaio di zucchero
cacao amaro

Prepara la base:
frulla i biscotti e mescola il risultato con il burro e la cannella. Distribuisci il composto nei bicchierini e metti da parte.

Prepara la crema pasticcera:
fai bollire il latte con la scorza del limone. In un contenitore, monta le uova con lo zucchero fino d ottenere un composto spumoso e chiaro. Aggiungi la farina, facendo attenzione a non formare grumi. Diluisci con il latte il composto di uova e fai bollire per circa due,tre minuti. Togli dal fuoco.

Prepara la crema prenz:
Taglia a pezzetti la tavoletta e mettila in un contenitore. Aggiungi metà della crema pasticcera preparata ancora bollente e mescola per far sciogliere il cioccolato.

Monta la panna con 1 cucchiaio di zucchero.

Metti uno strato di crema pasticcera sul fondo di biscotti, aggiungi uno strato di crema prenz e termina con la panna montata e una spolverata di cacao.

Continua così fino a completare tutti i bicchierini


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13 ottobre 2016

Il budino al cioccolato perfetto in 3 ingredienti(e in 5 minuti) , senza uova, zucchero o farina


cioccolato-budino-cucchiaio-dolce





La comprensione sta alla donna come la neve ai Tropici.
Soprattutto per quanto riguarda i cambiamenti del corpo.
Colpevoli siamo senza dubbio noi stesse, schiere di Eva contro Eva, armate di lente di ingrandimento.
Avanziamo al grido di:
"Anvedi quanta cellulite c'ha quella!!"
"Ahò ma mica poi è cosi magra eh?"
"Ammazza che culotte de cheval"
Finezza diabolica che sottintende due chiappe grosse come il Madagascar.
E questa è una.

Poi la società.

Sei troppo magra,sei troppo grassa, i piedi ce li hai ad Y, la bocca è due mm sotto gli standard fissati per legge dal trattato di Maastricht. Alzati le chiappe, pompati le tette, appiattisci la pancia, mettiti il botulino nella minestra e fatti lo shatush altrimenti sei out e se ti acchiappano quelli di "Come ti vesti?" sono cavoletti di Bruxelles tuoi.
E questa è la seconda.

La mente si ribella a tutto ciò...ma tant'è. Tutte cerchiamo di renderci presentabili il minimo sindacale. Pazienza se ci arrendiamo alle h24 di Zumba.

Pazienza se il push-up fa capolino dal cassetto delle mutande.
Chiudiamo un occhio su quei settanta eurini,e dico settanta, che spenderemo per comprare i jeans col rinforzo sulle terga perché mica ce lo possiamo avere tutte alla brasiliana e pazienza se sfondiamo il budget delle varie ed eventuali.
E questa è la terza.

E poi...e poi magari una gravidanza. Magari si esce indenni.

Ma arriva la seconda.
E si diventa implacabili.
La società diventa implacabile.
Noi stesse lo diventiamo.
La smagliatura che non c'era, la tetta cadente, la curva del fianco che micamelaricordavocosirotonda.
Corri corri partorisci, corri corri perdi peso, corri corri smetti di allattare che te s'abbassano troppo le tette, corri corri spalma, salta e suda col poppante accanto.
Perché il tempio deve essere perfetto.
Perché quella ciccetta post partum fa più paura della depressione alias baby-blues.....




Questo budino è essenza allo stato puro. Senza involucri, senza chiacchiere.

Si fa in 5 minuti con 3, massimo 4 ingredienti.
E sa di cioccolato puro.
Il cioccolato lo scegli tu. Fondente, al latte, gianduia, bianco non ha importanza...
Puoi anche scegliere se utilizzare solo latte o latte e acqua, latte intero, scremato o ad alta digeribilità.
E' un pò il budino del fa come ti pare tanto viene sempre bene!

La ricetta viene da un blog, Ammodomio, le cui proprietarie rappresentano la mia boccata d'aria fresca. Sono ruvide e sincere, schiette e piene d'amore nei confronti di quello che fanno, pronte a combattere per ogni diritto leso, senza paura di farsi del male. In questo pazzo mondo dove sono più le ciofeche pubblicate che le ricette valide, loro sono una certezza. La MIA certezza.





BUDINO AL CIOCCOLATO in 5 minuti

200 gr cioccolato fondente al 50%
2 cucchiai amido di mais
500 ml latte (oppure 250 di acqua e 250 di latte)

Mescola l'amido di mais con un pò del liquido previsto dalla ricetta. Devi sciogliere tutti i grumi, ottenendo una pastella non troppo densa.
Porta ad ebollizione il latte (o il mix di latte e acqua) e aggiungi il cioccolato tagliato a pezzi. Fallo sciogliere e unisci l'amido di mais che avevi preparato in precedenza. Fai addensare per circa tre o quattro minuti, togli dal fuoco e lascia raffreddare.
Servi con ciuffi di panna montata.

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26 agosto 2016

La confettura in otto minuti

ciliegie-frutti

La marmellata è il pomo della discordia a casa mia.
Io le adoro tutte, ma proprio tutte eh.
Mele, pere, fragole, albicocche, mix tra i vari frutti.
Tutte, ma proprio tutte.
Tranne una.
Quella di ciliegie.
E guarda caso è l'unica che mangia mio marito e l'unica che io guardo come se fosse uno strano insetto della catena degli Appalachi.
Davanti lo scaffale del supermercato durante i primi mesi di matrimonio si sono consumati drammi degni del miglior Kramer contro Kramer.
Sbuffi, occhi alzati al cielo, commessi in soccorso a fare da intermediari familiari
La maggior parte delle volte tornavamo a casa senza averne presa nessuna



.
Cara prendiamone una che piace a te.
Ma no amore tu mangi solo quella
Ma non fa nulla.

Prenderne un barattolo a testa?
Le mie cavallette alias figlie ancora non erano nate , noi stavamo poco a casa e le marmellate aperte avrebbero rischiato di attaccarsi al frigo come l'Attak sulle dita.

Il problema fu presto risolto in questa maniera.
La marmellata di ciliegie la compriamo e le altre me le faccio da sola 
Ho resistito all'incirca una settimana, poi ho chiuso pentole zucchero e pectina in fondo al cassetto e mi sono data all'ippica, no volevo dire alla Nutella.

Perchè parliamoci chiaro, preparare la marmellata alias confettura è 'na gran palla.
E sbuccia, e taglia, e pesa.
E metti in pentola, e gira, e ti bruci, e fai la prova del piattino .
E sterilizzi i barattoli, e ci metti la marmellata, ti aribruci, chiudi e capovolgi i barattoli.
E aspetti.
E poi arriva la suocera che ti dice ma il botulino lo conosci?
No, non ho mai avuto il piacere.
Eeeee è pericoloso eh, basta un niente, basta un barattolo che non fa plop quando lo apri.
E acchiappa i tuoi barattoli e vedi se fanno plop.
Ma cosi li hai aperti tutti .
E allora minimo minimo la muffa gli viene, senza scomodare il signor botulino.

E allora ritorni al supermercato e te la compri sta benedetta marmellata.
Ma una volta che hai provato quella casalinga quella industriale ti fa l'effetto de 'na chilata de zuccchero mandata giù a cuore aperto.

E che zucchine.
Poi però arriva Terry che scrive su Fb le meraviglie della marmellata in otto minuti.
Io mi fido di Terry e mi precipito a guardare.
E trovo che lei l'ha presa dal mitico ZIO.
Ho bisogno di altre garanzie?
Due su due.
Io sto a posto cosi.
E la provo.
E mi piace.

Perchè sa di frutta.


Perchè in otto minuti è pronta.
Perchè posso fare dei mini vasetti che consumo nel giro di due giorni (salvo aumentare le dosi in proporzione se magari voglio preparare una crostata).


Perchè posso sperimentare, comporre, unire a mio piacimento i vari frutti.
E' economica.
E' sana.
E' ormai la mia ricetta!




Se siete delle marmellate addict provatela non ve ne pentiterete

(quella che vedete in foto l'ho realizzata con mele,pere e una spolverata di cannella)

(n.b- in questo post sono state volutamente saltate e annebbiate le varie differenze tra marmellata e confettura, visto che nell'uso quotidiano utilizziamo sempre il termine marmellata e voglio sentirvi dire: Mi preparo un panino burro e confettura :-)

Per i puristi e gli attaccabrighe marmellatari preciso che:

-siamo in presenza di marmellate solo se prodotte con qualsiasi tipo di agrume, nella ragione di: 1 chilo di marmellata deve avere almeno 200 grammi di agrumi (di cui almeno 75 grammi provenienti dall'endocarpo) come da Dlgs 50/04

-la confettura, pur se simile nella consistenza e nella struttura, è preparata esclusivamente con gli altri tipi di frutta)





CONFETTURA IN OTTO MINUTI

250 grammi di frutta al netto degli scarti
80 grammi di zucchero
succo i mezzo limone



Metti la frutta in una larga padella ANTIADERENTE
Aggiungi lo zucchero e il limone e fai andare a fuoco vivace.
Cinque minuti lo zucchero si scioglie e la frutta tende  sfaldarsi.
A questo punto puoi:

- frullarla se non gradisci i pezzi
- schiacciarla semplicemente con la forchetta, se ti piace la frutta a pezzi

Rimetti sul fornello per altri tre minuti massimo e voilà, è pronta.
Io faccio dosi minime che consumo nel giro di due giorni.
Quindi conservo in frigo .
Se decidi di prepararne di più, mi raccomando: mettila in barattoli sterilizzati!






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19 luglio 2016

La spuma di limone e liquirizia e la lezione di vita della caramella





Ali Babà è andato in vacanza col beduino e il cammello (vedi post precedente)
Il forno ha deciso di andare a passare quattro giorni alle terme con sua sorella l’affettatrice
Ed io sono rimasta qui con quella solita voglia di dolce che non va via nemmeno a cancellarla col bianchetto.
E allora che si fa, si fa un dolce freddo, dai .
Spuma di limone e liquirizia.
Io la liquirizia la renderei obbligatoria per legge.
Quanto mi piace.
Questa ricetta poi contempla l’uso di una delle caramelle più gettonate tra i bimbi (e non solo).
Questa:


Alzi la mano chi non l’ha mai mangiata.
Vado al super, ne compro una busta ,la porto a casa e siccome oggi sono magnanima ne offro due alle mie figlie e una per me, non sia mai.
La mia sparisce in un attimo, cosi tutta intera in bocca, tranciata in un nanosecondo, come le mani dei bugiardi nella Bocca della Verità.
Alzo gli occhi e guardo le mie figlie e mi rendo conto di come cambia negli anni la capacità di godere dell’attimo.
La mia “novenne” è lì che l’ha srotolata tutta e se la gusta pezzetto per pezzetto.
Anche io la mangiavo cosi da piccola.
Questo filo lunghissimo che pendeva dalla bocca e che tiraoi su lentamente, aspettando che l’aroma pungente mi inebriasse.
Con calma, con passione, con divertimento.
E mi divertivo, senza pensare ad altro che non fosse quella benedetta caramella
Ora la sparo tutta in bocca e finisce subito.
Ma ho goduto di quest’attimo?
Assolutamente no.
Perché magari mentre la mangiavo pensavo ad altro: il pranzo da preparare, la critica della ragion pura di Kant o al vestito di Desigual in vetrina che diamine quanto costa nonostante i saldi….
Back.
Indietro.
Indietro nel tempo quando tutto era più semplice.
Back.
Con una rotella di liquirizia che mi ha insegnato l’arte di fermarmi.
Anche solo per cinque minuti.
Senza pensare ad altro.

E come può essere un dolce che contiene tale ingrediente cosi filosofico?
Buono, ma proprio tanto.

E’ semplicissimo da preparare.
La cosa più antipatica è tritare le rotelle di liquirizia.
Fatele più o meno grandi, assecondate i vostri gusti.
Non vi piace la liquirizia?
Non la mettete e avrete comunque un’ottima spuma al limone!




SPUMA DI LIMONE E LIQUIRIZIA

3 tuorli d’uovo
120 grammi di zucchero
300 ml di latte
3 fogli di colla di pesce
3 limoni
100 grammi di rotelle di liquirizia
300 millilitri di panna fresca


Mettete la colla di pesce in acqua per ammorbidirla.
Tritate le rotelle di liquirizia.

Ricavate la scorza da due limoni e mettetela in infusione nel latte.
Portate ad ebollizione il tutto e, dopo aver spento la fiamma, fate riposare per cinque minuti.
Togliete le scorze dal latte.
Spremete i limoni.
Montate in una ciotola con la frusta i tuorli con lo zucchero.
Unite il latte,mescolate, trasferite in una casseruola e fate cuocere per circa cinque minuti, mescolando spesso.
Togliete dal fuoco e unite i fogli di gelatina ben strizzati.
Mescolate con cura.
Aggiungete a questo punto il succo del limone e le rotelle tritate.
Fate raffreddare.
Montate la panna ben ferma e unitela al composto ben freddo. Fatelo poco per volta in maniera tale da non smontare il composto.
Trasferite la vostra spuma nei bicchierini da portata e fate raffreddare in frigo per almeno tre ore..
Servite con foglie di menta.



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30 maggio 2016

Un libro, una ricetta: Hopjesvla, un dessert freddo olandese delizioso!








Un libro, una ricetta.
Nuove strade da percorrere per questo blog che ogni tanto ha bisogno di aprire le finestre e dare aria. E perché non prendere questo ossigeno dai libri..o da un film?
Venerdi la recensione de “La ragazza che non sapeva”, la trovate QUI
Una scrittrice olandese.

Olanda…. Olanda.



L’Olanda chiama il Vla.
Vla è una crema pronta. Anzi, la crema pronta.
Un’istituzione direi per il popolo olandese come Gullit ,l’olandesina volante  ,zoccoli e tulipano.
Vaniglia, caffè, cioccolato. Insieme ad altri venti gusti di cui uno, il Blankesvla che nessun olandese saprà dirvi  “Sa di….” Un po’ come il cono del McDonalds che ditemi voi il gusto.
La Vla  la trovate in ogni supermercato, caseificio e casa olandese che si rispetti, contenuta spesso in cartoni come quelli del latte. Due confezioni nel frigo è il minimo sindacale per ogni “dutch” che si rispetti.


E’ il dessert ideale per il fine pasto.
Ma anche per quando assale un certo languorino.
O anche per placare ansie, noie, e giramenti di zucchine varie, nonché visite improvvise di suocere e cognate.
Al limite zittite la coscienza salutista con la versione per l’estate che è addizionata con lo yogurt ! ^_^
Il Vla deve avere una consistenza colabile.
Non è un budino.
E’ morbida scioglievolezza,  se mi consentite lo spot pubblicitario.  ;-)

Le Hopjes invece sono l’altra istituzione olandese.


Deliziose caramelle dure al caffè e caramello. Da tempo immemorabile sul mercato, furono inventate da un dottore dei tempi che furono per un barone che aveva il divieto, per questioni di salute, di bere il caffè.
Perché quindi non unire queste due istituzioni deliziose?
Ecco la Hopjesvla.
La crema al caffè con un sottofondo delizioso di caramello.
Di tanti gusti questo è il mio preferito.
Il Vla al caffè, anzi il Vla che ha il gusto delle caramelle Hopjes, una miscela ammaliante che sa di caffè e caramello.
Trovare una ricetta “casalinga” è quasi impossibile per il Vla.
Del resto ,alla massaia olandese,  chi glielo fa fare di mettersi ad armeggiare tra pentole e cucchiai quando basta aprire il frigo e versarlo?
Ma dal cappello magico dell’Emporio è uscita fuori la ricetta, dopo tanto cercare e tradurre e questa viene nientepopodimenoche da un ricettario olandese datato 1906, dove per la prima volta si parla di Vla.
Non vi spaventate per la presenza del caramello.
Questa ricetta viene sempre bene !


E se alla fine la trovate con un po’ di grumi per colpa dell’amido che ha deciso di fare l’antipatico?
Fa niente.
Una botta di minipimer e passa la paura.
Fate raffreddare la Vla e se dovesse rassodarsi troppo prima di servirla unite un po’ di latte o yogurt.
La consistenza deve essere quella di una crema e non di un budino.
Ottimo dessert estivo.
Gustatelo ben freddo, accompagnato da panna montata o se volete essere un perfetto olandese su suolo italico, grattugiate sulla superficie dell’ottimo cioccolato fondente.

Non vi resta che provarla!
(fonte ricetta :The Dutch table)

HOPJESVLA

300 millilitri di latte
75 grammi di zucchero
70 millilitri di caffè forte
2 cucchiaini di caffè istantaneo (facoltativo)
2 tuorli d’uovo
3 cucchiai di amido di mais

Mescola il latte con il caffè
Prendi una pentola dal fondo pesante in acciaio. Versa lo zucchero e attendi  fino a quando diventerà di un delizioso color nocciola e ti sembrerà di avere la cucina invasa dal profumo di zucchero filato!
Versa a cucchiaiate, facendo attenzione a non scottarti, il mix di latte e caffè.
Fai attenzione, questo è l’unico passaggio un po’ delicato (non versare di colpo tutto il latte e caffè. Il rischio  è quello di ritrovarti una palla ingestibile di caramello oltre a qualche ustioncina non proprio divertente!).
Dopo aver versato le prime cucchiaiate di latte e caffè, mescola con cura e vedrai che mano mano il caramello inizierà  a sciogliersi.
Versa tutto il composto e riscalda lentamente.
Mescola con una frusta l’amido con i tuorli.
Prendi qualche cucchiaiata di latte caldo e stempera il mix di amido. Ripeti questa operazione per altre due, tre volte e poi versa anche il composto di tuorli nella pentola con il latte caldo.
Porta ad ebollizione e fai bollire per circa due, tre minuti.
Spegni e fai raffreddare per bene.
Servi con panna o cioccolato fondente grattugiato

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11 maggio 2016

Crema fredda al caffè in due minuti e imparate queste regole per essere perfette ^_^




Ovviamente e lo dico subito, a scanso di equivoci, il titolo è volutamente provocatorio!!!!
Ve lo ricordate il fantomatico “Manuale della casalinga perfetta”, quel manualetto che ho scovato in un polveroso scaffale e che sto traducendo dal francese?
Ne avevamo parlato in questo post
Siamo negli anni Sessanta, 1966 per la precisione.
Il clima mondiale comincia ad essere questo:



"Tremate tremate le streghe son tornate"

"Io sono mia"
"La donna ha bisogno di un uomo come un pesce di una bicicletta"
I reggiseni vengono bruciati in piazza. Il femminismo raggiunge il suo apice. Acre nelle sue dimostrazioni,forse eccessivo ma necessario, perchè la donna inizia ad acquisire piena consapevolezza di sè.
Ma c'è sempre l'eccezione. Accanto a questo panorama continuano ad esistere manuali di economia domestica come questo .



Oggi il nostro secondo appuntamento agro-dolce. Un excursus su quello che una volta dovevano fare e rappresentare le casalinghe .Eravamo rimaste qui:

Consiglio numero quattro:

"...prima del rientro di vostro marito a casa ,fate un giro per le stanze. Rassettate, sistemate libri, giochi e quant'altro. E visto che ci siete date un altro colpo alla polvere sui mobili...."


Mi chiedo: sta arrivando la vostra metà o un caporale che deve esaminare le camerate?


Consiglio numero cinque:
"...nei mesi più freddi dell'anno provvedete ad accendere il camino, vicino al quale lui possa distendersi. Dovrà avere  l'impressione di aver raggiunto un' oasi di pace e di riposo. Badare alla sua comodità vi renderà estremamente felice...."



E visto che ci siete aggiungo io,improvvisatevi anche taglialegna cosi il vostro lui sarà ancora più felice. Amore ,guarda,il fuoco fatto con le legna tagliata con le mie manine adorate.


Consiglio numero sei
"...riducete tutti i rumori al minimo. Spegnete lavatrici,aspirapolveri. Fate stare calmi e silenziosi i bambini. Sorridete appena lo vedete e cercate di piacergli in ogni maniera...ascoltatelo. Può darsi che abbiate una dozzina di cose da dirgli, ma non è opportuno farlo al suo arrivo a casa. Ricordatevi che i suoi argomenti di conversazione sono più importanti dei vostri. Fate in maniera tale che la serata gli appartenga......"



Mentre leggete queste righe,mie care amiche,ricordatevi che tutto questo veniva insegnato a scuola nell'ora di economia domestica. Siete perplesse?
Io di più.

Ne volete altre?


Consiglio numero sette
"...Non fate storie se fa tardi a cena o rimane fuori per la notte. Questo è il male minore se pensate alla giornata infernale che ha avuto. Comunque, fatelo accomodare o addirittura fatelo stendere,portategli una bevanda e sistemategli il cuscino. Parlategli dolcemente,soavemente..non mettete in discussione i suoi giudizi. Ricordate che lui è il padrone del focolare e in quanto tale eserciterà la sua potestà con onestà e giustizia...."

E se sua Altezza serenissima considera come massima espressione di giustizia e lealtà il dare venti legnate al giorno alla moglie perchè cosi gli dice il suo regal cervello? La casalinga perfetta che fa, piglia le legnate al grido di "Si vostro Onore ancora?"

Consiglio numero otto:
".....quando ha finito di cenare sparecchiate e se lui vi offre il vostro aiuto, non ne approfittate. Vi pare che abbia bisogno di lavoro supplementare? Incoraggiatelo a dedicarsi ai suoi hobby. Nel caso remoto in cui ne abbiate anche voi, non annoiatelo non gliene parlate. Gli hobby delle donne sono spesso insignificanti rispetto a quelli dell'uomo"

E se il regal marito ha come hobby quello dello scaccolamento rapido che faccio?  Lo incoraggio? E magari se io invece mi diletto nella  lettura di Simposi platonici che faccio,mi do fuoco perchè  sono insignificante confrontata a Caccola Man?
Io per stasera mi fermerei qui...capirete bene....la notte sta per avvicinarsi e volete che il nostro caro manuale non ci dispensi consigli per allietare Sua Altezza nell'intimità?

Quindi per la prossima volta post a luci rosse, astenersi timorate di Dio ^_^




Oggi vi propongo una di quelle  ricette che vanno sempre bene come il beige che si mette con tutto.
Ospiti, voglie di dolce improvvise, sana voglia di non fare nulla…
Ogni motivo ha la sua importanza.
Basta avere a disposizione nel freezer un bicchiere di latte (possibilmente intero) ben congelato da tirare fuori solo cinque minuti prima del suo utilizzo.
E un po’ di caffè nel frigorifero.
Un mixer ,un po’ di zucchero, una spolverata di cacao, una nuvola di panna.
E la crema fredda al caffè velocissima e ultracremosa è pronta.
L’ho scovata nel web.
Si faccia avanti chi l’ha ideata che il link glielo metto più che volentieri!!! J

Crema fredda al caffè in due minuti!

Per sei bicchierini da caffè:

1 bicchiere (200 ml circa) di latte intero congelato
1 tazzina di caffè freddo
Zucchero

Per decorare :panna, cacao in polvere
Tira fuori dal freezer (cinque minuti prima dell’utilizzo) il bicchiere di latte congelato.
Per comodità utilizza un bicchiere di plastica.
Metti il latte congelato in un mixer , aggiungi il caffè e lo zucchero (dolcifica secondo la tua abitudine)
Frulla tutto.
Tempo due, tre minuti (dipende dalla potenza del tuo mixer) avrai  una crema fredda al caffè gustosa e ultracremosa.
Decora con panna o cacao in polvere.

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11 aprile 2016

Mousse alla banana con coulis di fragole e io questo post non lo volevo proprio scrivere








Ben ritrovate a tutte
La vita qui all ’Emporio è senza regole.
Ci sono settimane in cui tutto procede lento, ordinato come nell’ufficio di un commercialista svizzero.
Poi all’ improvviso in quest’ordine transalpino irrompe il Carnevale di Rio.
Ricchi premi e cotillons.
Samba, rumba e cha cha cha.
Ballati dalla sottoscritta per la precisione.
E non si capisce più nulla.
Impegni su impegni,  giornate talmente piene da ridurmi alla fine come Dory l’amica del papà di Nemo.
L’Emporio? Cos’è l’Emporio?
Monica? E chi è?
Ecco, perdo la memoria a breve termine. E quel santo subito del marito emporiano che mi rincorre con i post-it, le mie figlie che me li appiccicano anche sulla fronte.
Quindi eccomi dopo una settimana e più di assenza, con la promessa di venirvi a trovare tutte J
Ma veniamo a noi.
Ho meditato a lungo se e come proporre questa ricetta e come scrivere questo post.
E io giuro, questo post non lo volevo scrivere.


Per due motivi.
Il primo è che la mousse di banane è tanto buona quanto brutta.
E’ grigina, e tale rimane anche dopo l’aggiunta del limone e della panna. Mi rimane il candeggio ma è notoriamente risaputo che le banane con la candeggina non vanno molto d’accordo.
Quindi  presentarla in foto è un rischio.
Il secondo motivo è che  dovrei parlare della banana… necessariamente.
Ma anche qui è risaputo che è un terreno minato.
Come ti muovi esce fuori un doppio senso.
Non ci credete?
Vi dovrei dire che è uno dei miei frutti preferiti (e uno).
E’ il frutto dell’amore ( e due)
Ma accidenti è vero! Perché è il primo frutto del quale ci si innamora. Sin da piccoli.

E’ il frutto proibito (e tre)
Ma è vero!!
Siete mai state da un dietologo?
Nella maggior parte dei casi il primo frutto che vi vieta è proprio la banana.
Troppo zuccheri,  troppe calorie.
E la banana diventa la trasgressione (e quattro)

Vi ho sconvolto?
Bene.
Non sono impazzita.
Questo post è la risposta ad un'insopportabile orticaria che è sopraggiunta alla sottoscritta per due motivi.
Il primo riguarda proprio noi, noi blogger: mi scoraggia andare in giro e vedere, anzi leggere, quante di noi si prendono troppo sul serio.
Rispetto a quando ho iniziato..una manciata di anni fa.. trovo che si sia perso il senso della leggerezza.
Il web è invaso da nipoti di quarto grado di Marchesi e cugine carnali di Cracco.
Se sei brava te la devi tirare ? No.
Non ne hai bisogno. Devono parlare le tue ricette, le tue foto, gli utenti che passano e ti ringraziano perchè hai dato una ricetta valida.
Io ho il mio Olimpo personale.
Quelle blogger che reputo il massimo.
Avete mai visto prendersi troppo sul serio Lei, o Lei. O ancora Loro oppure L'Araba nazionale? E ,unico maschietto del gruppo, Lui? Nei loro blog si respira bravura ma a volte quasi inconsapevole. Perchè leggera, non autocelebrante.
Questo è quello che vorrei trovare ovunque.


Secondo motivo?
Un'azienda pretendeva di farmi realizzare un lavoro sottopagandolo.
L'arma per convincermi, secondo loro?
La più becera.
Facendo il solletico all'ego della sottoscritta ,anzi all'ego dell'Emporio.
Il tuo è un blog che rientra nei top influencer.
Abbiamo bisogno di te.
Top influencer? Ma de che? Cos'è? 
Ma lo sanno cosa vuol dire?
E' possibile che basti sparare quattro cazzate in croce per sottopagare un lavoro?
Io non ci sto.
Questo è un blogghino piccino e tutto storto.
Non ha lustrini .
E' la mia piccola oasi .
E non sono capace di influenzare manco la mia gatta.
E fondamentalmente, trovo meschino il concetto di influenzare le menti..

Quindi capite perchè non mi rimane altro che parlare di...banane?

Veniamo alle cose serie.Cosa posso raccontarvi di questa ricetta?
Che questa mousse è tanto semplice quanto buona.
Nessun ingrediente particolare.
Non ci sono uova né procedimenti complicati.
Non ha doppi sensi lei.

E’ buona come tutte le cose semplici!





Mousse alla banana con coulis di fragole

300 grammi di banane (all’incirca tre)
250 millilitri di panna fresca
4 cucchiai di zucchero

Per il coulis di fragole:
500 grammi di fragole
4 cucchiai di zucchero
Qualche goccia di limone
Panna montata per decorare

Sbuccia le banane e pesale.
Frullale con un goccino di limone.
Monta la panna con lo zucchero.
Aggiungila a poco a poco al composto di banane.
Mescola delicatamente per non far smontare il composto.
Dividi la mousse nelle coppe e metti in frigo per almeno due ore.
Per la coulis:
lava bene le fragole e tagliale a pezzetti.
Mettile in un pentolino con lo zucchero.
Porta a bollore (le fragole rilasceranno la loro acqua che ti aiuterà nella cottura).
Spegni il fuoco e aggiungi qualche goccia di succo di limone.
A questo punto puoi procedere come per la coulis tradizionale e allora filtrerai il tuo composto con un colino. Oppure fare come me: non ho filtrato nulla ma ho preferito lasciare le fragole a pezzetti per avere una diversa consistenza rispetto la mousse.
In entrambi i casi, falla raffreddare bene prima di aggiungerla alla mousse
Unisci la coulis alla mousse di banane.

Completa con la panna montata 

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