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11 agosto 2016

Muffins carote nocciole e cannella e la casa





Nel mezzo del cammin della mia vita mi sono accorta ad un certo punto che la mia casa non mi rispecchiava più.
Io nel corso di questi anni ho cambiato pelle, espressioni, modi di pensare.
Lei no.
E’  rimasta ferma, immobile.
E la sensazione aprendo la porta di casa era quella di entrare in un appartamento di un B&b. Accogliente, pulito, luminoso ma impersonale.
Mi sono resa conto ad un certo punto che mi mancava quel proverbiale sospiro di sollievo che si ha quando si apre la porta di casa e si chiude il mondo fuori.
Perché la casa deve essere una seconda pelle. Deve parlare e rispecchiare chi la vive, la usa, la consuma.
Quindi cosa fare?
Rivoluzionarla.
Ed è un lavoraccio che mi sta portando via un ‘estate intera.
Vivo tra pennelli, chalk paint, tutorial e diy scritti pure in cinese mandarino.
Tra una pennellata e l’altra, tra una martellata e un cerotto cucino, leggo, lavoro.
Arrivo a fine sera stremata ma soddisfatta. Ogni stanza inizia ad avvolgermi, ad avere il sapore dei miei quarantacinque anni, ehm volevo dire venticinque J

E’ anche un viaggio dentro di me, dentro i miei pensieri.
Ed ho scoperto che dopo tanti anni di colore sfrenato ora sono la dama bianca, almeno in cucina e nelle camere.
Il bianco mi avvolge, mi rilassa, mi fa star bene.
Nella sala invece ho bisogno di vedere le mie piante, i miei grandi Buddha, ho bisogno del mio Oriente.
Delle mie candele, del mio jazz ,dell’angolo che ho ricavato per la lettura.
E’ un bel viaggio, anche se faticoso.
Ma in tutto questo ho pure fame perché lavorare stanca e mette appetito.

Io non ho, anzi, non avevo un buon rapporto con le torte di carote.
Finchè non ho trovato questa ricetta che unisce la cannella con le carote e le nocciole.
Un mix strepitoso.

Assolutamente da provare!


MUFFINS CAROTE NOCCIOLE E CANNELLA

Per 12 muffins

80 grammi di farina
200 grammi di carote
100 grammi di nocciole tritate
Zenzero fresco grattugiato (facoltativo)
60 grammi di biscotti secchi sbriciolati
120 grammi di zucchero
80 grammi di burro morbido
3 uova
1 cucchiaino raso di cannella in polvere
1 bustina di lievito
½ bicchiere di latte

Scaldate il forno a 180 gradi.
Grattugiate finemente le carote
Separate gli albumi dai tuorli e montate a neve ferma quest’ultimi.
Montate a crema il burro con lo zucchero.
Unite i tuorli, il latte, le carote, le nocciole e i biscotti, la cannella e l’eventuale zenzero (se decidete di utilizzarlo grattugiatene una quantità pari a 2 cm)
Unite la farina setacciata con il lievito e gli albumi, mescolando sempre nella stessa direzione epr non smontare il composto.
Versate l’impasto nei pirottini da muffins e cuocete per circa 15 minuti.
Fate raffreddare e decorate con zucchero a velo.
Un tocco in più: accompagnateli con della semplice panna montata.


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29 luglio 2016

Torta albumi e cacao e offro lavoro !!





Ho deciso.
Cambio vita e mi butto nel business.
Per la precisione divento imprenditrice.
La fabbrichetta, eccolo il mio futuro.
E occhio che oltre la fabbrichetta ( da pronunciare rigorosamente in tono natural chic lombardo) do la possibilità del franchising.
Gratuito eh?
Non dovete tirar fuori un euro,  purchè mi promettiate che sia virale la presenza di tal fabbrichetta in tutti i luoghi e tutti laghi  J

Vorrete saper i particolari..
Subito serviti.
La fabbrica della gentilezza.
Perché gentile non è solo l’aggettivo per una candeggina
Perché porca la pupazza non se ne può più.
Tutti incazzati neri, tutti storti, tutti affamati di carne umana e che diamine.
Un’ epidemia che colpisce tutti.
Ti fermi per far attraversare il ragazzino sulle strisce e la macchina dietro strombazza e te becchi pure un efficientissimo  “ A bagascia te voi move”
Sei in fila al supermercato tutta tranquilla e ti ritrovi ad uscire in autoambulanza perché la vecchietta di turno ti ha fracassato le costole e ti ha procurato una fulminea rottura del malleolo perché doveva far prima di te.
Entri in un ufficio e garbatamente saluti.
Il nulla la risposta….
Oppure , è capitato alla sottoscritta una volta dopo essere entrata ed aver sorriso nel dire buongiorno,
sentirsi rispondere “ma che c.... ti ridi”
Oh my God.
Apriamola sta fabbrichetta.
Produciamo gentilezza come se non ci fosse un domani.
Perché la lama di una spada può esser fatta anche di fiori, non solo di metallo.



Albumi  avanzati ne avete?
Io si.
Sempre.
Ma mica posso campà di meringhe. O biscottini.
Stavolta ho scovato una torta.
E non storcete il naso dicendo che fa caldo.
E’ morbidissima.
E’ abbastanza leggera
Si fa in una battibaleno.
 Mezz'ora di forno.
Cinque minuti ed è sparita.

Vi ho convinto?
(la ricetta l'ho presa QUI ma ho modificato le dosi degli ingredienti)



Torta agli albumi e cacao

3 albumi
150 grammi di zucchero
30 grammi di cacao
170 grammi di farina
80 millilitri di olio
160 millilitri di acqua (gassata se potete)
1/2 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Sbattete gli albumi a neve con il pizzico di sale e mettete da parte.
Nella ciotola mescolate olio, zucchero ed acqua.
Unite la farina setacciata con il lievito ed il cacao.
Mescolate bene fino a togliere tutti i grumi.
Unite gli albumi lentamente e mescolando sempre nello stesso verso.
Infilate in forno e cuocete a 180 gradi per circa 30 minuti.
Controllate con lo stecchino prima di tirarla fuori dal forno.
Fate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.
Un consiglio, anzi due: accompagnatela con della panna semimontata aromatizzata con un po’ di cannella. Oppure servitela con del gelato a piacere!


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14 luglio 2016

La Torta al Limone e che Dio ci salvi dalle ricette cialtrone (o le blogger????)




Che il buon Dio ci salvi dall’ignoranza, dalla cellulite sulle braccia e dalle ricette sbagliate.
Ora vi illustro il dramma.
Tu sei li, davanti al pc,  in un assolato pomeriggio estivo.
Quaranta gradi, ventilatore pronto a richiedere l’intervento dei sindacati per troppo lavoro.
Ogni tanto giri la testa quasi a 360 gradi come Linda Blair  e vedi intorno a te il set completo: cammello, sabbia del Sahara, dune e beduino d’ordinanza.
E il bello è che non ti stupisci.
Non sei contenta perché sei davanti allo schermo del pc e cerchi nuove ricette per…Ghiaccioli?
No
Semifreddi?
Macchè.
Gelati?
Ma nooooo.

Torte, miei cari.
Forno acceso a gogo alle due del pomeriggio…..
 Altro che beduino.
In cucina c’ho Alibabà e i 40 ladroni.
Ma sono masochista, ambeh.
Alrimenti non avrei deciso di fare della scrittura il mio mestiere.

Ma le torte si sa, sono tante,  milioni di milioni.
Tutte fatte, strafatte.
Ne trovo una, dall’altra parte del globo.
Traduco con la perizia di un sottosegretario alle Nazioni Unite
Dice l’artista  che la propone che è vegana.
Io me la faccio come dico io  ,non sarà vegana ma
che diamine mica ci infilo la ciccia dentro.
Invece dello yogurtino di soia (l'unica cosa veg tra l'altro della ricetta) che mi sa tanto di cartone da trasloco ci metto quello vaccino…
Non ci sono le uova, perfetto tanto non ce le ho in frigo.
Per il resto la mantengo cosi com’è…oh dicono che sia buonissima i commenti, tanti, sotto la ricetta.
Mi metto li in cucina a fare le conversioni.
Cup vs grammo
Io converto con la precisione di una novella madame Curie e Ali Babà trascrive i risultati con cura.
Inizio, unisco tutti gli ingredienti e…   butto.
Colla allo stato puro.
La posso utilizzare per attaccare la dentiera di nonno Peppino.

Ora ti sistemo io
La stravolgo nelle dosi, la aggiusto con quel po’ di esperienza accumulata nei miei vent’anni e multipli di vita.
Ed è venuta bene. Ali Babà ha gradito. Pure il beduino con annesso il cammello.
La propongo anche a voi.

La versione buona eh..mica la ciofeca!


TORTA AL LIMONE

280 grammi di farina
7 grammi di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato (RASO)
½ cucchiaino di sale
110 grammi di zucchero
La scorza di 1 limone
80 ml olio di semi
1 bicchiere di acqua (all’incirca 180 ml)
250 ml yogurt bianco o al limone
Il succo di 1 limone grande spremuto
Vaniglia (nella forma che preferite)
1\2 cucchiaino di sciroppo alla menta (ingrediente facoltativo serve per dare un leggero tocco di freschezza in più)

Per la glassa:
125 grammi di zucchero a velo
Qualche goccia di limone

Lo stampo che vi occorre è al massimo di 22 centimetri di diametro. La torta non viene molto grande con queste dosi.
Mescolate insieme  la farina setacciata con il lievito, il sale, il bicarbonato e lo zucchero.
In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti liquidi e uniteli al mix di farina che avete preparato precedentemente.
Mescolate ma non tantissimo, giusto per togliere i grumi (è un po’ lo stesso procedimento dei muffins: non bisogna mescolare molto altrimenti invece di un dolcetto morbido e delicato avrete una Brooklyn o peggio ancora una Big Bubble!!)

Mettete il composto nello stampo rivestito di carta forno (o imburrato ed infarinato)
Cuocete a 180 gradi per circa 30 minuti (verificate sempre il grado di cottura prima di togliere dal forno)
Fate raffreddare.

Preparate la glassa al limone mescolando lo zucchero a velo con qualche goccia dell’agrume .Procedete per gradi, la glassa è infida. Basta qualche goccia in più per avere una cascata liquida di zucchero!!
Quando sarà bella densa ed umida spalmatela sulla torta, fatela riposare e gustate!

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20 aprile 2016

La Crostata al succo di frutta,l'ultima chance di una maledetta rivista!


Se la cucina fosse un'autostrada zen,
allora io sarei sulla via della catarsi.
Forse sto diventando un monaco.
Sotto mentite spoglie femminee, ma pur sempre un monaco.
Perchè ultimamente ,come non mai, cucino.
E cucino.
E cucino ancora.
A volte cibi essenziali, altre vago nei continenti ala ricerca di qualche viaggio mentale .
E taglio taglio.
Affetto affetto.
Sminuzzo sminuzzo.
Soffriggo, annuso, aggiusto.
Friggo, butto sale, pepe e spezie come se stessi dando semi ad una terra avida di semi.
Aggiusto e cerco colori e contrasti.
Cerco ricette come il santo Graal.

E mi libero.
Taglio siepi mentali e di "pancia".
Sorrido e magari anniento col mio coltellone qualche sensazione o qualche viso non gradito (lo so questo è poco zen ma è tanto liberatorio!!).

Mi prendo in giro silenziosamente dicendomi che mi manca un bel calice con il vino e la mia cucina potrebbe essere benissimo un set cinematografico.
Una novella Doris Day o Sandra Dee col grembiulino, il sorriso stampato perenne come incollato, intenta a sfornare prelibatezze per la propria famiglia media americana.
Marito,moglie,figlio maschio,figlia femmina, giardino d’ordinanza.
E un cane di nome Buck.
Io però non ce l'ho il maschio e la femmina.
Ho solo due figlie femmine.
E una gatta snob e simpatica a giorni alterni ,proprio come le targhe
Che dite rovino l'immagine, il clichè yankee?

Poco importa se magari dopo una giornata passata con i fornelli accesi la cucina sia degna di un traghettamento di Caronte verso il ben noto posto caldo e diabolico.
E se magari, tiro fuori un uovo e nel micro-tragitto tra frigo e fornelli  cade silenzioso.

Io sto bene.
Mi sento bene.

Cooking therapy.
Suona anche in maniera confortevole.

Un’altra cosa che mi rilassa è leggere riviste e libri di cucina.
La ricetta di oggi è l’ultima possibilità che ho dato ad una rivista che compravo anni fa.
Tante belle ricette.
Foto meravigliose.
Ma mai e dico mai e lo sottolineo..mai che me ne fosse venuta una.
Il primo flop?
Va beh è colpa mia.
Il secondo?
Colpa della bilancia che non ha pesato bene.
Il terzo?
Il lievito, lo yogurt, il latte boh ma che ne so..
Al quarto ho realizzato che forse non ero io.
Dosi imprecise, passaggi poco chiari, ingredienti omessi.
E allora ho educatamente salutato l’abbonamento a tale rivista.

Questa ricetta l’ultimo avamposto di quelle pagine.
Ritagliata e finita nelle pagine di un vecchio libro.
Ieri mi è finita tra le mani e le ho dato una chance.
Con mille dubbi e pronta a chiedere scusa al Dio del cibo perché prevedevo già un bel tonfo nella pattumiera.
Perché io il succo di frutta non l’ho mai infilato in una crostata.
E anche le foto hanno risentito di questa sfiducia.
Poco convinta ho buttato giù due scatti tanto per fare qualcosa.

E , come eccezione che conferma la regola, la ricetta è venuta bene .
Una pasta frolla delicata, un ripieno delicato e ingentilito dal retrogusto del succo di frutta.
Insomma, se anche voi, come me, avete ogni tanto quel brick di succo che non sapete come smaltire, è la ricetta che fa per voi.


Ma io quella rivista non la compro più J



 CROSTATA CON IL SUCCO DI FRUTTA


Per la frolla:
250 grammi di farina
120 grammi di burro
100 grammi di zucchero
1 uovo
Scorza limone grattugiata
2 cucchiaini di lievito per dolci
 vaniglia (nella forma che preferite)

Per la crema :
150 millilitri succo di frutta (io tropical)
40 grammi burro fuso
75 grammi di zucchero
2 tuorli
1 uovo
Scorze grattugiate di: limone e arancia
Confettura a piacere

Per la frolla:
lavora con le fruste a bassa velocità il burro morbido con lo zucchero. Aggiungi l’uovo, la farina, il lievito, la vaniglia e la scorza del limone
Avvolgi la pasta in una pellicola e falla riposare per un’ora in frigo.
Stendila poi abbastanza sottile e mettila in uno stampo foderato di carta forno

Per la crema al succo di frutta:
sbatti in una ciotola l’uovo e i tuorli con lo zucchero, aggiungi il burro fuso, le scorze di limone e incorpora il succo alla fine.
Bucherella il fondo della pasta e velalo con la confettura da te scelta.
Metti la tua crostata in forno a 180 gradi per circa 15 minuti.
Trascorso questo tempo , toglila dal forno e versa delicatamente sulla superficie la crema al succo di frutta.
Rimetti in forno e cuoci per circa 20 minuti a 170 gradi.


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1 aprile 2016

La Torta "HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA"






Potrei dirvi che questa è una di quelle torte “senza” che stanno invadendo il web .
E potrei dirvi che questa torta è ottima per le vostre\nostre intolleranze.
E che l’ho studiata a tavolino con tanto di goniometro ,metro e matita dietro l’orecchio come si conviene al ruolo.
E che se ve lo dico io che è ottima per le intolleranze mi dovete credere perché nell’albero genealogico vanto Ippocrate, Pasteur, Pippo e Topolino.
Ma io le bugie non le so dire.
E allora vi dico soltanto che la colpa è di questa associazione a delinquere.


Le due squinzie sono appunto la più temibile associazione a delinquere che possa esistere.
Sono ricercate da Fbi, Digos, Nas e dall’Associazione Pensionati Italiani.
In questa foto le vedete come erano una manciata di anni fa.
Li vedete quegli occhi?
Quelli vi guardano e già pensano a come mettervi in difficoltà.
Io lo so. 
Loro la notte si alzano e vanno a sbirciare la mia dispensa nonché frigo.
Scrivono la lista degli ingredienti, fanno una sorta di appello distinguendo i presenti dagli assenti.
E poi il giorno dopo si presentano con un:
Mammina ci fai una torta.
E come può resistere cuore di mamma foodblogger?
Ma certo, tesori miei.
Ma poi le guardo.
Guardo il frigo e.......
HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA!!!!!
Io non ho le uova.
Non ho nemmeno il latte.
Sgrunt, ma me lo fate apposta?
E là subentra la sfida.
Io la torta ve la faccio .
Con niente.
E viene fuori una torta che è buona e morbida.
Certo non vi aspettate la Sacher.
Ma nella sua semplicità e nel suo essere fatta di niente è gradevole.
E poi si, ovviamente è adatta per gli intolleranti.
Se la volete rendere più golosa farcitela con la crema al cioccolato.




La Torta "Houston abbiamo un problema"

300 grammi di farina
300 millilitri di acqua frizzante
½ bicchiere di olio di semi (all’incirca 100 millilitri)
150 grammi di zucchero
3 cucchiai di succo di arancia
3 cucchiaini pieni di lievito per dolci
2 cucchiaini di marsala o altro liquore a scelta
45 grammi di cacao amaro
½ cucchiaino di cannella
1 pizzico di sale

In una ciotola mettete la farina, il lievito, lo zucchero e il sale.
Fai un buco al centro e unisci tutti gli altri ingredienti previsti
Mescola con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
Metti l’impasto in una teglia ricoperta di carta forno e fai cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 30 minuti.
Se la preferisci semplice , decorala con lo zucchero a velo.
Se invece la vuoi rendere più golosa dividila a metà, spalma con della crema al cioccolato , ricomponi e falla riposare per circa 30 minuti in frigorifero


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30 marzo 2016

Ciambellone rustico al grano saraceno e di pipponi post quaresimali




Mi piace la farina di grano saraceno?
Ni.
Lo so, è senza glutine.
Ma non mi garba granchè.
Lo so, è piena zeppa di sali minerali.
Ma non mi garba.
Protegge i capillari grazie alla rutina.
Il che alle mie vene impazzite e capricciose farebbe solo un gran bene.
Ma non mi garba granchè.
Il suo consumo è fortemente consigliato durante l’allattamento.
Ma io non allatto.
Tutto al più lo faccio venire il latte.
 Alle ginocchia però.
Perché annoio o perché chiacchiero cosi tanto anche alla fine non se ne può più
E’ energizzante, combatte l’affaticamento.
Fa niente fatemi andare su un ‘isola deserta a pippare polvere di cacao dalla mattina alla sera.
Sarò fresca come una rosa..
Tutto questo bel pippone  per dirvi semplicemente che habemus papam.

Se come me non riuscite ad amarla alla follia ma avete uno, due, tre..ehm ma anche quattro pacchetti nella dispensa che ballano allegramente la macarena …voilà…uniamola alle altre farine.
E’ l’unico sistema.Un po’ come la farina di riso che per farmela andar giù senza ettolitri di acqua devo mischiarla con qualcos’altro.
Quello che vi propongo oggi è una semplice ciambella.
Ma di quella rustiche buone e impreziosita ( leggi SMALTIAMO LE UOVA DI PASQUA altro che impreziosita) dalla presenza di pezzoni di cioccolato fighi quanto Johnny Deep.
Pronte?



CIAMBELLONE RUSTICO AL GRANO SARACENO

200 grammi di farina integrale o farina 0
100 grammi di farina di grano saraceno
3 uova
180 grammi di zucchero di canna
130 millilitri di acqua frizzante
130 millilitri di olio di semi
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito
1 cucchiaio di marsala (o altro liquore dolce)
Cioccolato fondente o al latte a pezzi
Granella di zucchero per decorare



In una ciotola setaccia le due farine con il lievito e metti da parte.
Sbatti le uova con  lo zucchero per circa cinque minuti.
Devi ottenere una massa gonfia e spumosa.
Aggiungi il marsala, l’acqua e mescola delicatamente..
Unisci mano mano le farine setacciata.
Alterna l’aggiunta di farine e l’aggiunta di olio.
Mescola fino ad ottenere un composto omogeneo.
Sistema l’impasto in una tortiera imburrata ed infarinata.
Aggiungi i pezzetti di cioccolato pigiandoli un po’ sulla superficie .
Unisci la granella di zucchero.
Inforna a 180 gradi per circa 30 minuti, forno statico.
Controlla che la tua torta sia cotta prima di estrarla, ogni forno è diverso.
Falla raffreddare e gustala!

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13 marzo 2016

La Torta di mele del 1956 e il vintage che ci piace!




Semplicemente grazie.
Grazie a chi passa e legge, nonostante le righe a volte lunghe.
Nonostante i deliri di una scrittrice con tante parole nel cassetto e sparse ovunque.
Grazie alla pazienza e alla curiosità.
La vostra.
Il mio è un foodblog,anzi chiamiamolo come si deve,un diario del cibo che si nutre soprattutto di parole.
E di proposte culinarie.
Senza nessuna pretesa perché la sottoscritta non è in grado né di insegnare né di pontificare.
E’ in grado solo di imparare dalle vostre esperienze e dalle vostre intuizioni.
Io per conto mio vi offro righe su righe allietate da una fetta di torta, una pizza o una forchettata di pasta.


Oggi la torta che vi offro è vintage.
E’ datata 1956.
Non c’erano blog né gastrofighetti.
Non c’era Internet né una televisione che ti offre programmi di cucina anche alle tre di notte.
C’era la semplicità di un grembiule a quadretti e il calore di una stufa a legna.
Questa è la torta di una casalinga di Ferrara,Lucia Baiamonti.
La sua foto in bianco e nero ,occhi incerti ed ingenui che guardano l’obiettivo.
La sua una torta semplice,senza frizzi e lazzi,senza ingredienti segreti.
Ma buona, come può essere buono e nostalgico il tempo andato.
E la mela per la sottoscritta è la quint’essenza della nostalgia.
Una nostalgia che sa di abbraccio materno,perso dalla notte dei tempi.
la ricetta l'ho scovata da Sigrid,l'unico cavoletto di Bruxelles che adoro !


Torta di mele del 1956
4 mele
180 grammi farina
150 grammi zucchero
2 uova
25 grammi burro
70 millilitri latte
Scorza grattugiata di mezzo limone
1 cucchiaino di lievito


Sbuccia le mele.
Falle a fettine o a pezzetti non ha importanza.
Sbatti le uova a lungo con lo zucchero. La massa dovrà essere bella gonfia e spumosa.
Incorpora il latte,la scorza del limone e la farina setacciata con il lievito.
Metti l’impasto in una teglia foderata di carta forno (la teglia piccola mi raccomando,questa non è una torta dalle dimensioni esagerate. Il mio stampo era da 20 centimetri).
Distribuisci le mele sulla superficie,premendo leggermente per farle affondare.
Distribuisci il burro a fiocchetti,spolvera con un po’ di zucchero semolato o di canna e inforna.
Cuoci a 170 gradi per circa 35 minuti.
Controlla che sia cotta prima di tirarla fuori.
Falla raffreddare  e gustala!

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