Visualizzazione post con etichetta Secondi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Secondi. Mostra tutti i post

25 novembre 2016

La Frittata d'o Re Lazzarone

frittata-peperoni-zucchine-cipolle-patate

La frittata d'o Re Lazzarone è un tuffo nella storia.
Non so voi ma io adoro le frittate ma immancabilmente...mi dimentico di cucinarle.
In settimana una sbirciatina da Luciano mi ha ricordato che da tempo immemorabile volevo cimentarmi nella preparazione di questo meraviglioso secondo.

Il re Lazzarone mi è proprio simpatico.
Immagino la figura di Ferdinando I di Borbone che si aggira insofferente tra i clichè di corte e le sottane raffinate delle nobildonne. Uno spirito libero, amante del buon vino, del buon cibo e perché no, anche del buon sesso. Memorabili le sue scorribande a caccia di popolane formose e veraci così come le sue incursioni a Portici in cerca del cibo vero, che molte volte amava preparare con le sue stessi mani.
Un sovrano atipico, amato dal popolo, giocherellone e burlone.
Il re Lazzarone.



Questa la frittata inventata da lui, amante degli ortaggi e dei sapori veri e non artefatti.
Io ve la ripropongo pari pari a quella trovata nel blog di Luciano.




 La Frittata d'o Re Lazzarone

1/2 kg di patate
4 zucchine piccole
4 peperoni
2 cipolle
5 uova
2 spicchi di aglio
4 cucchiai di farina addizionata a 4 cucchiai di parmigiano o pecorino
sale 

Lava e taglia a pezzetti regolari tutti gli ortaggi.
Tienili separati.
Inizia con il scaldare dell'olio in una padella. Inizia a soffriggere la cipolla e falle rosolare per circa dieci minuti. Salarle e tenerle al caldo. Aggiungere un pò di olio e iniziare a rosolare lo spicchio d'aglio. Toglierlo e unire le zucchine. farle rosolare e unire 1/2 bicchiere di acqua. Una volta cotte, aggiustale di sale e mettile insieme alle cipolle. Fai stufare le falde di peperone e aggiungi anche stavolta 1/2 bicchiere di acqua. Portale a cottura e uniscile agli altri ortaggi. Rosola infine le patate (ovviamente aggiungi sempre l'olio mancante) a fiamma abbastanza alta. Alla fine, dopo aver aggiunto anche la patate, aggiusta di sale e pepe l'insieme degli ortaggi e metti da parte.
Sbatti le uova con la farina addizionata con il formaggio, aggiungi sale e pepe. Nella padella dove hai cotto le verdure, aggiungi dell'olio, fallo scaldare e versa le uova sbattute. Falle rapprendere e poi sulla superficie versa gli ortaggi e ripiega su di loro un lembo della frittata stessa. Abbassa la fiamma, metti un coperchio e porta la cottura al termine. La frittata dovrà essere morbida e spugnosa.




Continue reading

4 Comments

17 agosto 2016

Il Chili di Jamie e giù le mani dalla mia privacy!!!




Videochiamate, skype, webcam.
E non basta.
Pochi giorni fa la notizia che presto sarà messa sul mercato un app che consentirà ovunque, comunque e a chiunque al costo della sola connessione, di telefonare guardando in faccia il proprio interlocutore
Io non ci sto
Io non voglio che qualcuno mi veda perché…
Rivendico il mio diritto di rispondere al telefono con il viso bianco per la maschera al cetriolo del Madagascar
Oppure con i bigodini.
Rivendico il diritto di rispondere struccata, spossata e stressata
Rivendico il diritto di parlare al telefono divorando tre etti e mezzo di patatine facendo finta  con chi sto parlando al telefono che siano foglie di insalata particolarmente croccanti.
Rivendico il diritto di fare boccacce e corna di ordinanza al mio interlocutore se non particolarmente gradito, nascosta da una cornetta e dal buio dell’etere.
Rivendico il diritto di nascondere il rossore che deriva da una telefonata attesa, desiderata, sognata.
Rivendico il diritto di parlare al telefono con i mutandoni della nonna o vestita come Madonna nel video “Material Girl”
Rivendico il diritto di parlare seduta, sdraiata o mentre faccio la verticale.
Rivendico il diritto di parlare al telefono e lucidare i rubinetti o girare il minestrone, senza dovermi preoccupare di porgere il mio lato migliore allo schermo del cellulare

Rivendico il diritto del mistero…anche durante una telefonata.
Perché guardarsi necessariamente negli occhi?
Perché non immaginare, pensare, fantasticare?
Io la videochiamata la tollero solo se chiama il lontano parente dall’Uzbekistan.


Chili d’estate?
Ebbene si e per delle ottime ragioni.
La prima è che questa è un’estate strana dal punto di vista meteorologico, è un’estate che chiama l’anguria a pranzo e la bagna cauda a cena.
E poi questo è un chili si cucina da solo, vi risolve il problema della cena in due e più due quattro e vi fa fare delle scarpette che ve le sognerete fino al cenone di Capodanno.
Basta avere l’accortezza di prepararlo a pranzo per gustarlo a cena,leggermente tiepido.
Come potete vedere dalle foto l’ho lasciato particolarmente liquido proprio per il fattore scarpetta.,
Voi regolatevi come meglio pensate.
Procuratevi solo pane.
Tanto pane.
E non dite che non vi avevo avvertito
E’ una versione spuria, il vero chili ha i pezzi di carne ..qui troverete la carne macinata per comodità.
Jamie usa i peperoni già grigliati.
Io vi propongo la mia versione, non avevo voglia di grigliarli a parte.





IL CHILI DI JAMIE

500 grammi di macinato di carne
400 grammi di fagioli rossi lessati
2 peperoncini freschi
4 spicchi di aglio
1 mazzo di prezzemolo
2 carote
1 cucchiaino di paprika (dolce o affumicata)
3 peperoni ridotti a dadini
2 cipollotti
1 cucchiaino di semi di cumino
800 grammi di pelati
1 stecca di cannella

Sbucciare e tritare insieme aglio, cipollotti, prezzemolo e peperoncini.
Soffriggerli in una casseruola con dell’olio e continuare la cottura a fuoco basso per circa 10 minuti (eventualmente aggiungete un po’ d’acqua per non far bruciare il soffritto)
Aggiungere le carote tritate insieme alla stecca di cannella e metà dei semi di cumino.
Cuocere per altri cinque minuti
Aggiungere i dadini di peperone e far insaporire.
Unire la carne e fatele prendere colore girandola spesso.
Unite i pelati (se volete potete anche passarli), prendete un barattolo dei pelati vuoto, riempitelo d’acqua e versatelo sulla carne.
Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere per circa un’ora e un quarto, un ‘ora e mezzo. Se necessario aggiungete altra acqua
Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete i fagioli, i semi di cumino rimasti, aggiustate di sale e di pepe.
Spegnete  e fate riposare.

Servite con un bel giro d’olio e del prezzemolo tritato


Continue reading

4 Comments

17 giugno 2016

La feta saganaki e Etelberto, come chi è Etelberto?






Lo conoscete il turista Etelberto?
Io si.
Ne conosco tanti.
Etelberto è quel turista che torna dalla vacanza,magari in Grecia (tanto per rimanere in tema con la ricetta) e ti dice:
“No, sai, sono stato bene .Bei postibelmarebeimonumenti  MA…
Eccolo il MA che fa la differenza.
Ma si mangia male.
O poffarbacco.
In Grecia?
E cosa hai assaggiato di cosi disgustoso da riportarti in valigia insieme alla sabbia nelle mutande e al Partenone in miniatura?
La moussaka, la salsa tzatziki?
L’halloumi?
No, ho assaggiato gli spaghetti alla bolognese e i maccaroni-cheese.
Ora,aspettate per prima cosa cerco di dissociarmi dalla parte becera di me stessa che assaggerebbe anche le gambe del tavolo condite dal wasabi…
Ecco, mi sono dissociata .
Però no, non funziona.
Non capisco.
Cercare i piatti della propria tradizione culinaria in altre terre è un po’ come cercare un po’ d’acqua santa a casa del diavolo.
Ci vuole coraggio, sprezzo del pericolo (fattela fare una bolognese come si deve da un cuoco, che ne so io, dello Sri Lanka) e totale assenza di curiosità.
Un popolo, una terra da visitare la si comprende anche da un piatto tipico, da un modo diverso di cucinare ingredienti usuali.
Nel caso della Grecia poi ci vuol coraggio a non riuscire a trovare un piatto che non soddisfi il palato.
Tolta l’assenza della pasta per il resto è un trionfo di colori e sapori mediterranei.
Della cucina greca adoro soprattutto i mezedes, gli antipasti… che poi sono talmente carichi di sapore e talmente vari da costituire a volte un pasto completo.
Prendete ad esempio questo piatto.
Saganaki, dal nome turco della padella di rame dove veniva fritto qualsiasi tipo di formaggio: halloumi, katzera, formaella ,batzos. Condizione essenziale: un formaggio che non si sciolga durante la cottura.
Il saganaki (quando si trova soltanto questa dicitura ci si riferisce al formaggio) viene poi accompagnato dopo la cottura dal miele, limone o ouzo.
Il saganaki però può riguardare anche i gamberi, le cozze.
Insomma, per tornare al discorso del turista Etelberto, non mangi il formaggio?
Puoi “saganakare” il pesce, vuoi mettere?
Ora veniamo alle dolenti note.
Come riproporre questo piatto sulle nostre tavole?
I formaggi tradizionali greci qui si riducono ad un solo nome imperante: feta.
E di un solo tipo, accidenti.
In Grecia la feta è una declinazione di varianti.
Nella mia ricerca compulsiva mi imbatto tempo fa in un blog bellissimo.
Un blog che è diventato la mia bibbia per la cucina greca.
Insieme al mitico: Souvlaki for the soul
E trovo il paradiso.

La feta saganaki si può riprodurre anche da noi.
Basta qualche piccolo accorgimento.
Quale il mettere la feta per quindici minuti (anche trenta) nel freezer.
E preparare una tempura bella ghiacciata.
Il risultato? Spettacolare e talmente vicino all’originale greco che al primo morso parte il sirtaki e Zeus vi passa accanto sorseggiando un bicchierino di ouzo.
Non vi piace la feta?
Niente scuse.
Acchiappate al banco gastronomia del quartirolo lombardo.
E’ la morte sua.
Anche se non sentirete il sirtaki.
Al massimo O mia bela madunina.

Ma noi italiani sappiamo ben accontentarci non trovate?



FETA SAGANAKI 

1 panetto di feta
100 grammi di farina
1 uovo
200 millilitri di acqua ghiacciata frizzante
Olio per friggere

Togli la feta dall 'involucro e falla scolare per circa dieci minuti.
Tagliala in circa sei pezzi , in questa maniera:


Avvolgi ciascun pezzo in carta stagnola e mettilo nel freezer per circa 15-30 minuti (il mio freezer ha deciso di rallentare i ritmi e fumarsi un sigaro grattandosi la pancia,quindici minuti son pochi per me per avere un panetto bello ghiacciato, tu regolati in base a quello che hai a casa).
Prepara la tempura (ricordati: l’acqua deve essere FRIZZANTE e GHIACCIATA).
Sbatti l’uovo con l’acqua frizzante, aggiungi lentamente la farina cercando di non fare grumi .
Prepara l’olio, fallo scaldare bene.
Prendi i pezzi di feta dal freezer.
Immergili nella pastella, friggili e servili, dopo averli scolati dall’olio in eccesso.
Servi con del limone ,miele e buon appetito!

Continue reading

13 Comments

23 maggio 2016

Croque-cake veloce al prosciutto e ultima parte del manuale della casalinga perfetta. Astenersi timorate di Dio ;-)



Riassunto delle precedenti puntate:

Dorotea.
Penso alla nostra casalinga perfetta e me la immagino cosi, con questo nome. Mora o bionda non ha importanza. L'importante è che ci sia l'immancabile filo di perle coltivate, un tocco di rossetto e i capelli ben sistemati...anche se una piccola ciocca inizia un percorso invisibile tutto suo. Ciocca dissidente, non ne vuol sapere di tornare tra i ranghi...
La vedete la prima gocciolina di sudore che le imperla il labbro superiore? La nostra eroina ha il suo bel da fare in vista del rientro di sua maestà. Quindici minuti prima scatta il countdown. Deve dare un'ultima passata alla polvere,infilarsi un nastro tra i capelli, mettersi il rossetto, andare  a tagliare la legna per accendere il fuoco perchè hai visto mai che sua Altezza torna a casa e sente un leggero brividino che gli scende nelle molto onorevoli terga......e non solo.....con un invidiabile senso materno ha dato una passata sul gas ai ragazzini perchè non sia mai che il re Sole torna e sente un pur flebile vocina da parte di quei plebei dei suoi figli.

La vedete un filino affannata su quel divano? Bene procediamo.


Il giorno è giunto. La traduzione è pronta. Astenersi timorate di Dio.
La nostra aspirante casalinga perfetta Dorotea è arrivata quasi sulla soglia della camera da letto. Un pò affannata,un pò sfatta, il rossetto un vago ricordo, il filo di perle penzola desolato.......ma bisogna arrivare fino in fondo...

Regola numero otto:
" Sebbene l'igiene femminile sia importante, non fate aspettare vostro marito davanti il bagno. E' stanco, a lui per primo l'entrata. Tuttavia assicuratevi che il vostro aspetto sia meraviglioso prima di andare a letto. Se la vostra routine di bellezza prevede bigodini e maschere, fatelo addormentare prima.  Potrebbe spaventarsi."
Io non nego che trovarsi di fronte, al posto della propria moglie, una specie di Hulk con le fette di cetriolo sugli occhi possa essere una esperienza tipo "incontri ravvicinati del terzo tipo", però....se a questa malcapitata dovesse capitare una cistite fulminante con tanto di corse in bagno a fare plin plin, ecco sorgere un gigantesco problema.
O la casa è dotata di un secondo servizio altrimenti non resta altro che il vasino a forma di paperella dei bambini. Sua maestà in bagno, sul suo trono , non può essere disturbato.

Regola numero nove:
"Ricordate i vostri VOTI matrimoniali e  l'obbligo di obbedirgli. Nel caso in cui avesse sonno. fatelo dormire e non stimolate in lui nessuna reazione ...sessuale"
Quindi se la nostra casalinga una sera volesse trasformarsi in Dorotea, la pantera di Maratea, le deve dire pure bene. Sua Maestà deve essere ben consenziente a cedere alle lusinghe di suddetta pantera. Nel caso in cui però gli dovesse calare la palpebra ( oltre agli attributi) la pantera dovrebbe prontamente trasformarsi in un bradipo sbadigliante. Questione di voti e di obbedienza mie care.

Regola numero dieci
"Se invece LUI dovesse suggerire l'accoppiamento accettate con umiltà, tenendo bene a mente che il suo piacere è più importante del vostro..magari aiutatelo con un piccolo gemito, cosi farà più in fretta"
Ma non avevano inventato il Viagra per rendere l'incontro amoroso come i Rotoloni Regina  "che non finiscono mai"??
E invece un piccolo "oh" piazzato ad effetto così ci leviamo il dente e il dolore...mi sovviene il pensiero che st' Altezza reale non sia poi tutto sto vulcano in eruzione ^_^

Regola numero undici:
"Se vostro marito vi propone qualche pratica non convenzionale, voi attuatela. Il vostro dissenso lo dimostrerete con la rassegnazione e il silenzio e la mancanza di entusiasmo.
Terminato il tutto andate a rinfrescarvi ,a sistemarvi i capelli e fate in maniera tale da potervi risvegliare prima di lui e attendete l'apertura dei suoi occhi facendovi trovare con il thè in mano"
Dorotea come Mahatma Gandhi. La resistenza passiva, la non reazione.
Se sua Altezza Serenissima prevede un amplesso con la variante che vede la nostra Dorotea con le dita infilate nella presa della corrente, lei deve dire di si.
Se sua Altezza Serenissima prevede un rendez-vous sospesi sulle liane vestiti come Tarzan e Jane in pieno gennaio, lei deve dire di si.
Basta non fare quel piccolo" oh" di cui parlavamo sopra. L'unico cenno di vita della nostra casalinga.

Stiamo per lasciare la nostra Dorotea. Ci ha accompagnato in queste settimane nella sua ricerca di un rapporto perfetto, senza pecche, senza grinze.
Lei, insieme a noi, alle prese con questo maledetto manuale, datato anni 60.
Ci vorrebbe un finale ad effetto.
Un finale in cui Dorotea, mentre assolve ai VOTI matrimoniali, in realtà sogna il suo toy-boy tutto muscoli con cui giocherà mentre sua Altezza Serenissima sarà alle prese con il suo stancante lavoro;
oppure un finale in cui la nostra eroina si alza di scatto, butta nel camino il manuale e manda sua Altezza reale a farsi inchiappettare dal diavolo nei giorni liberi (frase che adoro, rende bene l'idea, presa a prestito da uno dei miei autori preferiti Diego da Silva.....)
Ma forse sarebbe un'utopia. Perchè ognuna di noi conosce almeno una Dorotea.  Perchè la sottomissione femminile non è un vagheggiamento , è reale, è tangibile. Sembra zucchero filato, leggero, impalpabile,  evanescente. Ma come lo zucchero filato è reale, c'è ,esiste. Come esiste ed è innato  il desiderio di far funzionare un rapporto a tutti i costi e come è innato il desiderio femminile di essere irreprensibile e perfetta. La maggior parte di noi però con raziocinio e cuore si ferma.
Le Dorotee vanno avanti invece, insistono. Piccoli fantasmi svolazzanti accanto ad un uomo che manco le vede.
Ecco, questo è stato un piccolo viaggio per ricordare a me stessa e magari anche a voi queste piccole, assurde, ma presenti realtà.

Ciao Dorotea!


Oggi ricetta veloce ma tanto utile.
Avete presente quel benedetto pane per tramezzini, quello bianco, senza crosta?
Ecco, io vorrei conoscere l’ideatore del packaging perché vorrei stringergli cordialmente la mano .
Per poi dargli un’astratta testata per l’assurdità della confezione.
Provate a tirar fuori solo una fetta di tale pane.
Io immancabilmente o rompo la fetta o rompo la confezione.
E una volta rotta la plastica il pane in due nanosecondi saluta il mondo dei vivi per farsi traghettare da Caronte nel mondo dei cibi che furono.
E allora, visto che buttare è una cosa che mi fa agitare le sinapsi, ben vengano queste ricette, a volte cosi essenziali da sembrare quasi stupide..ma che ci vengono cosi in aiuto nella vita domestica di tutti i giorni.




Croque-cake al prosciutto

1 confezione di pane per tramezzini bianco
150 grammi di prosciutto cotto
100 grammi di emmenthal o altro formaggio a piacere
3 uova
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
150 millilitri di latte
Noce moscata

Mescola le uova con il sale ,il pepe e il latte e la noce moscata.
In una teglia rettangolare disponete il primo strato di pane per tramezzini, unite il prosciutto e il formaggio.
Forma un altro strato e continua cosi fino ad esaurimento degli ingredienti stessi.
Versa sul composto ottenuto il mix di uova e latte.
Poni in forno caldo a 180 gradi per circa mezz’ora.
Fai raffreddare leggermente e servi in tavola.

Continue reading

8 Comments

13 aprile 2016

Pitta salata con carciofi e caro dottor Morelli..


Dottor Morelli
io c'ho provato.
Lo sa che io e lei non abbiamo avuto un buon rapporto nel corso degli anni. La sottoscritta considera la psicologia una cosa molto seria che non può essere oggetto di spettacolo, di ospitate. Non può essere ridotta a un "prendi la vita nelle tua mani e vai".

Prima di prendere la vita nelle mie mani la mattina devo, in ordine sparso:
cercare gli occhiali sul comodino, alzarmi e iniziare a correre che manco Bolt alle Olimpiadi...due ragazze da preparare in un'ora scarsa.
Dopo il lancio del giavellotto alias bimba piccola davanti alla sua scuola, parte la seconda parte del piano: la mezz'ora di ellittica perchè sa l'età aumenta e i fianchi s'allargano che è una meraviglia. Prima che la forza di gravità sia completamente padrona di tette e chiappe devo darmi da fare. Poi c'è la spesa ,la corsa a casa, lo spavento che segue l'apertura della porta di casa "o Madonna, sò entrati i ladri". No, non sono entrati i ladri, semplicemente son passata io prima di uscire....
E poi sistema, prepara qualche recensione, pensa a qualche post cazzarone e poi ok, prendo la vita nelle mie mani. No, dottò aspetti, non posso , è mezzogiorno passato ,devo uscire e riacciuffare una delle figlie, l’altra ormai è indipendente.
Rientro e il pomeriggio passa tra il mio amato corso di russo, un piatto da lavare, e una serie di impegni fitti come una catenella all'uncinetto. Io, Morè, alle dieci di sera non sogno di prendere la mia vita in mano.
Sogno il letto.
Però mi è capitato di dover recensire un suo libro. E mi ha colpito una pagina sul mal di testa. Io sono un'emicranica cronica che piglia pasticconi assurdi per farsela passare. Lei asseriva che basta parlargli al dolore per farlo passare. Beh,dottò, io c'ho provato. Per  evitare di prendere i miei triptani...beh,potrei anche ballare la lap -dance al centro del paese ^_^
Io mi sono seduta. Io ho parlato alla mia emicrania. prima a bassa voce, poi un pò più forte. Ma quella niente dottò.
Poi ho urlato. Ma il dolore era ancora lì.

Dottor Morelli, ma a lei gliel'hanno mai detto che le emicranie sono sorde?

Oggi ricetta salata.
Strano vederne una in queste pagine.
E’ una pitta, quindi semplice pasta di pane farcita.
Buona si, nemica dei fianchi altrettanto, nonché della ritenzione idrica.
Ma questo è un blog diversamente magro.
Non ce ne importa un fico secco.
Unica raccomandazione: stendetela più sottile della sottoscritta.
Cresce  molto in cottura.

(da una rivisitazione di una ricetta vecchia di “Sale e Pepe”)
Pitta salata con carciofi

300 grammi di pasta da pane già lievitata
1 mazzo di cipollotti
8 carciofi
100 grammi di olive
1 peperoncino
1 mazzo di rucola
Pangrattato
olio extravergine d’oliva

Per la pasta di pane utilizza la ricetta che preferisci (la mia è:500 grammi di farina-1 cubetto di lievito di birra-1 cucchiaio di zucchero-1/2 cucchiaio di sale-acqua quanto basta-1 giro di olio. Impasto e lascio lievitare fino al raddoppio)
Togli le foglie più dure ai carciofi,tagliali a metà, togli il fieno interno.
Tagliali a spicchi e mettili in acqua e limone.
Taglia sottili i cipollotti.
Falli saltare in padella con olio e peperoncino.
Aggiungi il sale.
Unisci i carciofi e falli cuocere per una decina di minuti (unisci dell’acqua calda se si dovessero asciugare troppo)
Unisci le olive tagliate a rondelle e la rucola spezzettata.
In un padellino tosta 4 cucchiai di pangrattato con 1 cucchiaio di olio.
Prendi la tua pasta di pane e dividila in due.
Stendi una di queste parti in una sfoglia molto sottile e mettila in una teglia unta d’0olio.
Cospargi la sua superficie con il pangrattato tostato.
Riempila con i carciofi.
Stendi altrettanto sottilmente la seconda parte dell’impasto.
Appoggiala sopra il ripieno di carciofi e sigilla bene i bordi della tua torta.
Cuoci in forno caldo a 200 gradi per circa 30 minuti.

Falla riposare prima di servirla

Continue reading

17 Comments

18 febbraio 2016

Torta salata funghi mozzarella e patate e se fossi una blogger seria





Se fossi una blogger seria vi direi di mettervi cappuccio rosso e grembiulino e di avventurarvi nel bosco a cercare veri funghi porcini

Se fossi una personcina seria vi direi però di stare attente perchè nei boschi si fanno brutti incontri

Ma sono una blogger cialtrona e vi dico che i funghi beh,comprateli surgelati
E vi dico anche che magari li potete prendere anche misti

E non sono una personcina seria perchè attente al lupo posso anche dirvelo...ma i lupi  sono scappati dal bosco e si aggirano furtivi in ogni angolo, travestiti da nonnine.
Ed è difficile riconoscerli.
Bisogna essere allenate ed avere tanto fiuto
A volte vi sono cosi vicini che vi accorgete che vi hanno fregato solo quando li ritrovate intenti a rosicchiare un arto
Peccato sia il vostro però.

Se fossi una blogger gourmet vi direi di prendere una bella mozzarella di bufala.
E vi direi anche di prendere righe,squadre e goniometri per tagliare le patate (rigorosamente dop doc dip e pop) a dadini perfettamente uguali

Ma la blogger gourmet è rimasta sepolta sotto tonnellate di offerte al supermercato.
E le patate le taglio un pò come mi pare:un pò di futurismo in cucina non ha mai ucciso nessuno

Sono una donna,non sono una blogger santa.
Sono una donna che cucina piatti per donne che vanno di fretta...perchè i lupi sono sempre dietro l'angolo





Ovviamente se avete a disposizione tempo e dedizione utilizzate funghi porcini freschi e mozzarella di bufala.
Personalmente adoro cosi tanto la mozzarella di bufala che non riesco (fatta eccezione per la pizza) ad utilizzarla in cucina.
Sono purista o forse solo estremamente golosa!
Se siete donne che vanno di fretta e avete bisogno di una ricetta facile e veloce ed anche economica utilizzate funghi surgelati e mozzarella vaccina ^_^

TORTA SALATA FUNGHI MOZZARELLA E PATATE

1 rotolo di pasta sfoglia
300 grammi di funghi misti o solo porcini
1 mozzarella grande (250 grammi)
3 patate grandi lessate e tagliate a rondelle
1 spicchio di aglio
1 rametto di timo fresco
1 uovo
100 millilitri di latte


Cuoci i funghi:


  • in una padella fai soffriggere un cucchiaio di olio, 1 pezzetto di burro,1 spicchio di aglio.Unisci i funghi,regola di sale e pepe,copri e lascia cuocere.


Prepara la torta:


  • Passa la mozzarella al passaverdure .Lo so è un procedimento poco ortodosso ma eviterai tutta quell'acquetta traditrice che butta fuori la mozzarella.
  • Fodera una teglia tonda con la carta forno, rivestila con la sfoglia e bucherella il fondo.
  • Sbatti l'uovo con il latte e un pizzico di sale e pepe.
  • A me piace farla a strati con gli ingredienti che rimangono separati Quindi procedi cosi:
  • Metti sul fondo le patate tagliate a rondelle e spolvera  con un pizzico di sale
  • Fai il secondo strato con i funghi
  • Unisci la mozzarella
  • Completa con le patate rimaste.
  • Versa il mix di uovo e latte e fai cuocere a 180 gradi per circa 30 minuti
  • Decora con il rametto di timo e servi in tavola


Continue reading

18 Comments

25 novembre 2015

I Fusi di pollo al limone e cosa faccio per vivere






Che fai per vivere?

Respiro,mangio ,dormo.
Sempre la solita buontempona,dicevo cosa fai per vivere?
Faccio la writer.
E che d'è? (espressione forbita romanesca che tradotta suona più o meno : cos'è?)
Scrivo.
Ah....questa la risposta,accompagnata da un'espressione tipo questa:





Scrivi?e cosa scrivi?e soprattutto ci mangi?

Continue reading

8 Comments

9 giugno 2015

Le Patate Arrosto e il Pollo al forno di Jamie Oliver ...con qualche trucchetto






Perchè pubblicare un'ennesima ricetta di pollo arrosto e patate?
Ognuno ha la sua ricetta, le sue patate perfette, il pollo a prova di suocera, il trucco da chef...

Queste due ricette stazionano nel mio archivio da circa un mese.
Ho visto la trasmissione "Savie with Jamie", ho preso nota e le ho realizzate, nonchè fotografate.

E poi sono rimaste lì, proprio per una sorta di pudore.

Poi un nuovo pensiero, scaturito da una discussione sulla mia bacheca facebook sul mondo calcistico, sul tifo.
Qualche intervento intelligente, qualcuno divertente, qualche luogo comune finchè il monito di un utente:parlate d'altro.

Ecco, mi direte voi, cosa "c'azzecca" il parlare d'altro con le patate arrosto?

Le due cose si sposano nella mia mente.
Perchè il parlare d'altro ha richiamato nella mia mente montagne, muri e foreste di parole impenetrabili.
Perchè parlare d'altro?
Perchè porre preclusioni alla natura del discorso, al motivo?

Perchè in quel caso era "solo" calcio...
ma poi è solo il meteo e le mezze stagioni che non esistono più,
è la Belen che litiga col marito,
è la moda primavera -estate...
o il nuovo libro sul comodino, la nuova canzone,
il politico di turno,
o un dubbio filo-esistenziale.

Un calderone fatto di luoghi comuni o meno, ma che tutti insieme fanno discorsi, idee, modi di pensare. Perchè occorre parlare d'altro?
Perchè un discorso magari semplice e "populistico" come il parlare di tifo non può diventare una riflessione più ampia?
Perchè tutta 'sta spocchia?

Il parlare di altro alla fine ha rivestito di dignità le patate arrosto ^_^
Perchè non parlarne?
Perchè è soltanto l'ennesima versione delle patate arrosto?
Pazienza.

Sono buone, sono diventate la mia ricetta definitiva, quindi perchè non proporle?
Alla faccia dei muri e delle preclusioni di pensiero!
(ricette JamieOliver.com)




LE PATATE ARROSTO DI JAMIE OLIVER

1 chilo e mezzo di patate
sale
pepe nero
olio extrevergine d'oliva
4 spicchi di aglio
1 cucchiaio di aceto

Spezie per insaporire:
combinazione 1:
oli, rosmarino, aglio ,sale e pepe

combinazione 2:
burro, salvia,sale, pepe e un pò di scorza di limone

combinazione 3:
timo fresco, foglie di alloro, burro e olio in egual parti, sale e pepe.

Mettete a bollire dell'acqua in una pentola capiente.
Pelate le patate e tagliatele a tocchetti (come vedete nella foto, non a fette sottili) tutti più o meno della stessa grandezza.
Salate l'acqua, unite le patate e calcolate 6 minuti dalla ripresa del bollore.
Scolatele e lasciatele ferme dentro lo scolapasta per cinque minuti.
A questo punto scuotete con energia le patate . Deve rompersi lo strato iniziale farinoso (questo passaggio vi consentirà di far assorbire il grasso di cottura alle vostre patate in maniera tale da averle croccanti poi).Non saltate questo passaggio, fa la differenza!!
Prendete una teglia che va anche in forno, unite le patate, l'olio, il sale,il pepe,l'aceto e gli spicchi d'aglio leggermente schiacciati e scegliete una delle combinazioni di sapori che vi ho elencato negli ingredienti.
Ripassate le patate per cinque minuti sul fornello, in modo da iniziare a creare una crosticina. Ponete in forno.
A questo punto fate andare la cottura per circa mezz'ora.
Qui vi aggiungo una tecnica che ho imparato anni fa:
alternate ogni dieci minuti la cottura, ovvero dieci minuti con forno statico, dieci con forno ventilato..
Tenete la temperatura intorno ai 200 gradi.
Una volta terminata la cottura aggiustatele di sale e pepe e servitele!







POLLO ARROSTO DI JAMIE OLIVER

1 pollo intero
1 limone
aglio
sale pepe
1 carota
1 cipolla grande

per la salsa:
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di farina
1\2 litro di brodo vegetale

Avete presente le patate di cui sopra?
Se avete intenzione di cucinare anche il pollo arrosto mettetele a bollire con un limone,leggermente punzecchiato.
Prendete il pollo intero.
Massaggiatelo con un pò di olio extravergine.
Prendete il limone bollito, punzecchiatelo ulteriormente e ponetelo all'interno del pollo stesso (questo è il trucchetto del limone bollito che vi permetterà di ottenere un petto molto umido e succulento).
Tagliate a strisce sottili la cipolla, la carota, e ponetele sul fondo della teglia che ospiterà il pollo.
Unite l'aglio, l'olio, salate e pepate leggermente sia le verdure si ail pollo e ponete quest'ultimi esattamente sopra il letto di carote e cipolle.
Ponete in forno caldo a 180 gradi per circa tre quarti d'ora.
Punzecchiate il pollo: se il liquido che esce è incolore, è cotto.
A questo punto togliete il pollo e occupatevi del fondo di cottura.

Prendete la teglia, versatevi il cucchiaio di farina e ponetela sul fuoco.
Cercate di raschiare il fondo di cottura il più possibile.
Unite il vino bianco e sfumate, raschiando sempre il fondo della teglia.
A questo punto unite il brodo e fate sobbollire per dieci minuti o almeno fino a quando non raggiunge il grado di densità da voi desiderato.
Prendete la salsa e passatela al setaccio con cura.
Deve venire fuori un sughetto denso e scuro.
Aggiustate di sale e pepe
Servite il pollo accompagnato da questa salsa!


Continue reading

3 Comments

3 giugno 2015

La farinata di ceci ovvero quando sbagli e ti dice pure bene!






Un guaio al quale rimediare.
Questo il leit motiv di alcune delle ricette più mirabolanti delle tradizioni culinarie mondiali.
Basti pensare alla tarte Tatin.
O alla stessa farinata di ceci.

Chiudete gli occhi e immaginate una nave piena di marinai genovesi, in balia di una tempesta senza precedenti.La stiva piena di olio e di sacchi di ceci.
La furia degli elementi che rovescia tutto al suo passaggio..
L'acqua incontra i ceci l'olio e si forma una poltiglia che viene prontamente servita alla ciurma.
Siamo nel 1200 signori, non c'è da scialacquare.
La poltiglia risulta poco gradita ai marinai, che la abbandonano con fare sprezzante sul ponte della nave.

Ecco che arriva messer Sole con i suoi raggi potenti.
E la poltiglia cruda della ciotola diventa una soave focaccia che i marinai assaggiano e della quale se ne innamorano.

E che sia fainà, o cecina, o torta. o belecauda o socca...la farinata di ceci è un vanto della nostra gastronomia.

Io fino a poco tempo fa ero separata in casa con la farina di ceci.
Vivevamo si insieme, ma ignorandoci.
Lei sul ripiano della cucina in alto a destra, io nomade nelle varie stanze della casa.
Spocchiosa lei, sprezzante io.

Finchè non ho varcato la soglia del ristorante indiano.
E mi hanno fatto assaggiare i poppadom.
Quanti ne ho mangiati?
Ho perso il conto.
Alla fine ho chiesto la ricetta.
Farina di ceci la protagonista.

Caspita, allora è buona.
E da quel giorno l'idillio.

Rinforzato ancora di più dall'incontro con la ricetta di Claudia.!
La farinata di ceci, uno degli street food più amati e più osannati della nostra tradizione culinaria.
Mangiatela in purezza o arricchitela come più vi piace con spezie, salumi o tutto quello che vi suggerisce la fantasia.
Fatela sottile e fate in maniera tale che abbia la crosticina superiore che è buonissima!



FARINATA DI CECI

Teglia:26 cm
Forno 220 gradi per i primi dieci minuti,200 gradi per altri 30 minuti

Farina di ceci 150 grammi
450 millilitri di acqua
1 cucchiaino di sale
1\2 bicchiere di olio extravergine d'oliva

per guarnire:
rosmarino
timo
fiocchi di sale grosso

Mescolo la farina con l'acqua fino a sciogliere tutti i grumi.
Metto a riposare per almeno tre o quattro ore coperto , togliendo di tanto in tanto la schiuma che si forma.
Trascorso il tempo , unite il sale e 1 cucchiaio di olio.
Verso un pò del restante olio nella teglia e vi rovescio l'impasto.
Guarnisco con timo, sale grosso, pepe e rosmarino ed inforno.
Lo lascio alla massima temperatura fino a che non si forma una crosticina dorata sui bordi.
Poi abbasso la temperatura a 200 gradi e finisco di cuocere (ci vorrà un'altra mezz'ora).
Tolgo dal forno, la taglio e la servo tiepida.



Continue reading

5 Comments

2 giugno 2015

Il Paneer e il Cheese Naan ovvero facciamo il formaggio a casa!

Il Paneer


Il Cheese Naan (pane farcito al Paneer)

Facciamo un viaggio low cost.
Non guasta in tempi come questi.
Un bagaglio a mano leggero e poco costoso.
Un cartone di latte e due gocce di limone.
E se volete un pò di sale.
Tutto qui.

Povero il bagaglio, ammaliante la meta.
L'India.
Chiudete gli occhi e immaginate sari colorati, il profumo del curry e del cocco.
Il rumore del Gange, il silenzio delle vette innevate.

E donne intente a cucinare .
Oggi vi propongo uno dei formaggi protagonisti della cucina indiana:il Paneer.

Continue reading

5 Comments

Followers

Visualizzazioni :

Google+ Followers

Search This Blog

Popular Posts

Pages

monicapennacchietti@l'emporio21. Powered by Blogger.

Buzzoole

buzzoole code

histats

Follow by Email

Se vuoi contattarmi:



Collaboro con:

Translate

Follow us

Instagram