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3 marzo 2017

Risotto zucca e ricotta e una marcia in più

carnaroli-ricotta-zucca


Mi stanco delle cose ovvie.
Anzi, me le faccio andar bene magari per un lungo periodo, poi faccio le valigie e le sbatto fuori casa.

Le cose ovvie.
Le frasi fatte.

Stavolta è toccata alla zucca.
Mi piace, sia chiaro.
Ne sento la nostalgia alle prime avvisaglie di primavera.
L'attendo con ansia quando settembre è alle porte carico delle promesse autunnali, stagione che amo in modo viscerale.
Ne mangio in quantità industriali durante il periodo canonico, cercando di non snaturarla mai.
Delicata è e delicata deve rimanere.

Risotti accennati con uno nonnulla (mi sento tanto Giorgione) di robiola o, quando cerco una vita spericolata, un velo di parmigiano o sbrinz.
Delicate vellutate che hanno come unica nota stonata qualche nocciola tostata qui e là.
Qualche volta provo a farla in agrodolce ma mi sembra di farle un torto.

Poi arrivo a marzo e diamine, 'sta zucca...sempre di zucca sa.
E'...come dire..ovvia.
Sempre delicata, sempre appena accennata.
E allora, sul finir della stagione, le regalo un nuovo vestito.

Non fatevi ingannare dal titolo.
Zucca e ricotta..di nuovo ovvia.
Non fermatevi alle apparenze perché dietro c'è un mondo di sapori nascosti che esplodono nel vostro palato e si fanno largo.

Tutti protagonisti, forti, accesi come la stagione che sta arrivando e..accidenti, io non sono ancora pronta.
Ho troppe maniglie dell'amore, troppi maglioni ancora da indossare, troppe mani fredde da scaldare, tanti pomeriggi da trascorrere in compagnia di una tisana bollente e un thriller glaciale come una strada svedese accanto al bosco misterioso.

Capperi.
Una piccola acciuga.
Aglio.

Sapori forti, assoluti.
La delicatezza della zucca stavolta mi è necessaria così come il suo colore.
Magari anche l'anima candida della ricotta, il più semplice dei formaggi, il più ingenuo.

Perché?
Perché è afrodisiaca e si sa, l'amore è come il beige, sta bene con tutto.
E poi mi toglie il mal di testa, o almeno ci prova.
E poi sa d'Italia, di mare e di terra.

Il riso? Vi prego, un bel Carnaroli.
Niente parboiled.
O basmati. Giuro, ho visto un risotto nostrano a base di basmati.
Please.
Non ce la posso fà!😉


RISOTTO ZUCCA e RICOTTA

400 gr riso Carnaroli
1 acciuga sottosale
1 spicchio di aglio
1 costa di sedano
2 cucchiai abbondanti di capperi
1 litro di brodo vegetale
500 gr di zucca
150 gr ricotta vaccina
vino bianco quanto basta

Prepara il brodo vegetale secondo la tua personale ricetta.
Taglia la zucca a dadini, dopo averla liberata dalla scorza.
Tria il sedano e la cipolla.
Schiaccia l'aglio.

In una padella abbastanza grande metti dell'olio e fai soffriggere dolcemente i capperi, il sedano e la cipolla tritati e l'acciuga. Fai insaporire e togli l'aglio.
Aggiungi la zucca, alza leggermente la fiamma e falla rosolare.
Scalda il vino bianco.
Versa il riso, guarda l'orologio e calcola un minuto durante il quale lo farai tostare agitando leggermente la padella.
Sfuma con il vino caldo e fai evaporare.

A questo punto inizia la cottura vera e propria aggiungendo il brodo vegetale CALDO a poco a poco.
Non affogare il riso, versa un mestolo o due di brodo e fai asciugare lentamente.
Continua fino a fine cottura.
Cinque minuti prima di spegnere il fuoco aggiungi una noce di burro, mescola e regola di sale e pepe (bianco, mi raccomando).

Versa il risotto nei piatti.
Stempera la ricotta con quel che rimane del brodo vegetale.
Devi ottenere una consistenza semicremosa.
Versa sul tuo risotto e servi con un cappero come ornamento.


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19 agosto 2014

La paella vegetariana...ovvero quando la paella finisce nell'orto




Lo so.
Manca l'Arroz bomba.
E anche il Pimentòn de la Vera.
Una ballerina di flamenco.
E un bel torero perchè no.

Però ci sono le buone intenzioni.
E l'allegria che di certo non manca ai nostri amici spagnoli.
Va bene lo stesso?

La mia paella è finita nell'orto.
Totalmente vegetariana.
Totalmente di riciclo.

Che poi, in fin dei conti, è proprio l'origine di questo fantastico piatto spagnolo.

Nasce sulle tavole dei nobili.
Vero.
Ma di certo non veniva mangiata dalle loro altrettanto nobili bocche.

I servi recuperavano gli avanzi delle tavole dei ricchi signori e li mettevano insieme.
Una specie di cucina degli avanzi.
Un mix impreciso ,ma cosi allettante in tempi in cui l'importante era semplicemente mangiare.

Adoro il giallo della paella.
Adoro quella sensazione di riso leggermente bruciacchiato eppure morbido.

Ci sono dei diktat che ovviamente andrebbero rispettati.
Oltre ai già citati Arroz Bomba e Pimentòn de la Vera, occorre la padella di ferro.
Il riso non deve superare l'altezza di 2 cm in tale padella e il brodo deve essere sempre il doppio della quantità di riso.

L'ideale sarebbe ,per questa versione vegetariana, avere i fagiolini verdi e i fagioli bianchi di Spagna.
Se sono presenti nella vostra dispensa utilizzateli.
Altrimenti metteteci tutto quello che la fantasia e il cassetto delle verdure in frigo vi suggeriscono!






PAELLA VEGETARIANA

400 gr riso
800 ml di buon brodo vegetale
4 pomodori maturi
3 zucchine
3 peperoni rossi
3 carote
1 pugno di piselli
1 cipolla grande
1 spicchio di aglio
fili di zafferano 
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di paprika.

Preparate in anticipo un buon brodo vegetale.
Fa la differenza (io ultimamente ne preparo grosse quantità, che poi suddivido in contenitori da freezer e congelo. Cosi ho sempre un prodotto valido a portata di mano).
In una padella bassa e possibilmente larga mettete a  soffriggere lo spicchio di aglio (che poi andrete a togliere) e la cipolla tritata.
Unite i peperoni tagliati a dadini e fate soffriggere per cinque minuti.
Unite carote,zucchine,piselli e pomodori tagliati a dadini e la paprika.
Fate insaporire per due,tre minuti e unite il riso.
Tostatelo per circa 1 minuto.
A questo punto iniziate a versare il brodo bollente dove avrete sciolto lo zafferano.
Girate il riso per i primi minuti.
Poi non giratelo più.
Il primo strato deve essere LEGGERMENTE bruciacchiato.
Cuocetelo a fiamma medio-alta,aggiungendo brodo quando vedete che si asciuga troppo.
Ci vorranno un dieci,quindici minuti per la cottura.
Aggiustate di sale e di pepe.
Spegnete il fornello e fate riposare per dieci minuti prima di servirlo.



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5 giugno 2014

Risotto rosso con chips di pomodoro e basilico croccante e la promessa




La sentite?
E' nell'aria.
E' arrivata.
Puntuale peggio di una cartella di Equitalia.
Almeno lei però è piacevole.
E' la promessa dell'estate.
Annusate il cielo.
Profuma di anguria e di solare al cocco.
La promessa si vede negli occhi dei bimbi.
I grembiuli della scuola ormai archiviati perchè tanto fa caldo nelle aule. 
Stirati e impacchettati con destinazione settembre.

La si trova nelle mani inesperte degli adolescenti che sognano baci e improbabili amori sotto l'ombrellone.

Diventa compagna assidua dei pensieri delle mamme che lavorano...un pensiero al necessario stipendio e un altro al bimbo che da lasciare presso nonni,zii o centri estivi.
mamme che si sentono colpevoli..
Come sempre del resto.
Arte sopraffina femminile.
Sentirsi colpevoli seppur innocenti

Una promessa che si ritrova negli occhi del figo di turno pronto a far strage di cuori e tette femminili da esibire come un trofeo al gruppo di amici.

Una promessa che diventa realtà nel mio mercatino rionale dove il colore della frutta diventa cosi forte da sembrare irreale.
Affondo le mani nelle ciliegie felice .
Resisto a malapena alla tentazione di metterne un paio a mò di orecchino come facevo da piccola in campagna.

Sta arrivando veloce e come tutti gli anni se ne andrà altrettanto veloce.
Anche se sembrerà lunga.

E allora un piatto dai colori accesi oggi.
Rosso e verde.
Un piatto che certo non è estivo.
Ma che sa di estate perchè fatto con il pomodoro rosso rosso,quello tondo,profumato che solo d'estate troviamo.
E il basilico che mette fame appena un filo di vento ne scuote le foglie e il suo profumo arriuva alle nostre narici.
Un risotto che va bene per gli intolleranti al lattosio,ai vegetariani,per chi cerca un primo a basso impatto glicemico.
Un risotto adatto a chi l'estate se la mangia in un boccone!

La ricetta è stata presa dal mensile "Cucina Naturale" di giugno.





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30 aprile 2014

Il risotto alla robiola e mio caro Einstein



Mio caro Albert,se tu fossi  ancora tra noi ti sottoporrei uno dei teoremi più difficili che possano esistere.
Altro che la tua equazione.
E=mc2
Tsè.
Quella è una bazzecola.
Roba per matricole alla scuola materna.
Quella è niente in confronto al mio teorema.
Ascolta un pò:
"Data una figlia che a giorni alterni è vegetariana,vegana,carnivora,a dieta o affamata come un coccodrillo dopo un pasto di alghe:
data una figlia che pretenderebbe di pasteggiare sempre a cupcake ,torte e magari seavanzaunospaziettopureunpòdicioccolatochenonsisamai:
dato un marito che non mangia formaggi e verdure:
data la sottoscritta che invece è onnivora e all'occorrenza mangerebbe senza batter ciglio anche le gambe del tavolo,
mio caro Einstein risolvimi il pranzo e la cena a casa Emporio 21."
Difficile vero?
Ardua impresa.
Per questo sono sempre in giro ,sui vostri blog,su quelli francesi,americani,austroungarici e ultimamente anche quelli della Papua Guinea.
Perchè è tutta una coincidenza,come alle stazioni ferroviarie.Ingredienti che vanno bene a uno,all'altro e all'altro ancora.E magari ci riesco anche.
Finchè arriva il giorno in cui do di matto.
E mi crescono i baffetti e inizio a parlare in tedesco stretto.
Una dittatrice.
"In questa casa si mangia quello che decido io"
E cosi è stato ieri a pranzo.
Risotto alla robiola.
Chi lo vuole lo mangia,che non lo vuole pratica la regola del digiuno infrasettimanale come auspicato da Umberto Veronesi.
L'hanno mangiato le due squinziette.
Ne avrebbero gradito anche di più.
Non so se perchè realmente interessate o soggiogate dal mio truce sguardo stile Freddy Krueger.

Bando alle ciance,oggi lo propongo a voi.Un risotto semplice,si prepara in una mezz'ora,abbastanza economico e veramente gustoso!
Lo proverete vero,ja? ^_^




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