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15 febbraio 2016

Gli gnocchi di ricotta..per non appendere lo gnocco al chiodo





Lo gnocco continua ad essere appeso al chiodo.
Non sono capace va bene?
Lo gnocco di patate per me equivale ai vari teoremi di Euclide.
Incomprensibili.

Io lo gnocco di patate non lo so fare.
Non mi si compatta,
Uso chili di farina che basterebbero a sfamare tutti i parenti entro il quarto grado.

In cottura mi si ammassano,si spappolano diventano i surrogati delle Big Babol...che devo continuà?
Penso di aver reso l'idea ^_^


Però capperi, li adoro.
Me li faccio fare da mia suocera..ma la vedo una volta l'anno e mica mi sazio cosi...

E allora mistifico,soprassiedo,aggiro l'ostacolo.
In questo caso l'ostacolo è la patata.
E allora che faccio?
La elimino,giusta fine per aver torturato questa povera foodblogger .

Già una volta l'ostacolo è stato aggirato egregiamente con gli gnocchi all 'acqua (la ricetta la trovate QUI).

Stavolta invece nell'impasto ho messo la ricotta.
E sono venuti proprio bene.
La ricetta è quella di un primo facile, veloce ed anche economico!
Alla faccia delle patate!!

Alcune precisazioni:

-utilizzate la ricotta che più vi piace:per un sapore intenso quella di pecora ,per un sapore più morbido la ricotta vaccina

-siate avare con la noce moscata:meglio un pizzico in meno che un pizzico in più.E' una bomba di sapore,rischiate di sentire solo quella (ehm,l'errore che ho fatto io la prima volta

-uovo si o uovo no?dipende da quello che cercate.Se lo gnocco vi piace morbido allora non utilizzate uova.Se invece come la sottoscritta cercate un risultato "consistente" aggiungetene uno all'impasto





GNOCCHI ALLA RICOTTA

dosi per quattro persone:

per gli gnocchi:

500 grammi di ricotta (pecora o mucca)
1 uovo (facoltativo)
2 grattate di noce moscata
1 pizzico di pepe bianco
200/250 grammi di farina
70/80 grammi di parmigiano o grana grattugiato

per il sugo:

1 cipolla
1 spicchio di aglio
1 passata di pomodoro
1 cucchiaio di zucchero (raso,lo so sembra strano cosi tanto ma provate )
sale
aromi (io timo)

  • Metti a sgocciolare la ricotta (se molto umida) almeno un'ora prima 


Prepara il sugo:

  • Soffriggi nell'olio la cipolla tritata finemente e lo spicchio d'aglio tagliato a metà,senza anima interna.
  • Togli lo spicchio e aggiungila passata.
  • Prendi la bottiglia vuota della passata, riempila a metà di acqua e versala nella pentola.Aggiungi il cucchiaio raso di zucchero, il sale e un giro d'olio.
  • Fai cuocere ,il sugo dovrà essersi ridotto di volume,ci vorrà circa un trenta minuti.
  • Aggiungi gli aromi che hai scelto,aggiusta di sale e pepe e metti da parte



Fai gli gnocchi:


  • Metti la pentola con l'acqua sul fuoco (ci vorrà pochissimo per fare gli gnocchi)
  • Su  di un tavolo da lavoro infarinato metti la ricotta,la noce moscata,il sale, il pepe bianco.
  • Unisci il parmigiano e inizia a schiacciare
  • Unisci l'uovo (se hai deciso di utilizzarlo)ed inizia ad incorporare la farina.
  • La quantità della farina è indicativa.Smetti di aggiungerla quando il composto non sarà più appiccicoso e ti renderai conto di poterlo lavorare senza problemi.
  • A questo punto spolvera il tavolo da lavoro con un velo di farina e inizia a staccare pezzetti di impasto.
  • Forma dei cordoncini sottili e con un coltello taglia gli gnocchi.
  • Continua fino ad esaurimento dell'impasto stesso
  • Versali nell'acqua bollente salata e scolali mano mano che vengono a galla
  • Servili con il sugo preparato e una manciata di parmigiano!



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9 febbraio 2016

L'infarinata della Garfagnana e di buffardelli e linchetti-L'Italia nel piatto



Il silenzio lungo le vallate.
La notte che scende lieve su case, prati e montagne.
Il riposo come promessa solenne e ricompensa.
Sospiri e respiri che danzano al di sopra di tetti e cime di alberi.

Due figure corrono lungo i prati,ai margini dei paesi.
Strani tipi.
Uno vestito di rosso e con le scarpe a punta.
l'altro nero come la notte ,a volte invisibile ,a volte con le sembianze di un topo o di un gatto.

Buffardello e Linchetto i loro nomi.
I dispetti la loro missione.
Uno passeggia su petti e pance di ignari dormienti,l'altro scopre piedi e gambe di chi lentamente scivola tra le braccia di Morfeo.
Indecisi tra lo spaventare o adorare i bambini, scelgono di volta in volta vittime o individui da proteggere.

Fantasia? Forse
Realtà?C'è chi giura di averli visti, furtivi e beffardi.

Ma alla fine non importa.
Quello che conta è la terra magica alla quale appartengono,la Toscana e in particolar modo la Garfagnana.
Boschi, croste rocciose, le "nude" erbose dell'Appennino.
Il cielo che sembra venirti incontro,l'aria che profuma di buono,i boschi fitti e cosi fiabeschi che alla fine perdi il contatto tra realtà e fantasia.
I confini scoloriscono.....


Una terra ricca.
Ricca di piatti poveri la Garfagnana.
Piatti che alla fine sono l'elisir di lunga vita.
E di buon umore.


Come l'infarinata.

Una zuppa che si trasforma il giorno dopo in una gustosa polenta.
Pochi e semplici ingredienti,ma di quelli buoni e sani.
La tradizione signori.
Che poi alla fine,non tradisce mai.


Con questa zuppa partecipo all'iniziativa l'Italia nel piatto di febbraio che prevede come tema ricette tipiche regionali con hashtag #VerdureInvernali.



INFARINATA DELLA GARFAGNANA

400 grammi di fagioli borlotti secchi
200 grammi di cavolo nero
150 grammi di farina di mais fioretto
2 patate
soffritto composto da:carota cipolla sedano
1 spicchio di aglio
salvia e rosmarino
70 grammi di lardo salato (facoltativo)
olio sale e pepe



  • La sera prima metti in acqua i fagioli.lasciali cosi per otto ore,poi falli cuocere in acqua fredda con lo spicchio di aglio,la salvia e il rosmarino.
  • Cuocili per circa un'ora o trenta minuti se utilizzi la pentola a pressione (da quando inizia a sbuffare)
  • Una volta cotti, spegni la fiamma e mettili da parte insieme al loro brodo di cottura
  • Prendi il cavolo nero,lavalo e separa le foglie dalla costa centrale.
  • Utilizza solamente le foglie, che cercherai di tagliare a listarelle
  • Sbuccia le patate e tagliale a dadini
  • Soffriggi la carota,la cipolla e il sedano (insieme al lardo se hai decido di utilizzarlo)
  • Unisci il cavolo, le patate ,aggiungi il sale e il pepe e fai colorire.
  • A questo punto aggiungi i fagioli con il loro brodo, aggiusta di sale e e pepe e attendi il bollore.
  • Una volta raggiunto il bollore,fai  cadere a pioggia la farina di mais e mescola energicamente,i grumi lo spettro che dovrai evitare :-)
  • Cuoci mescolando spesso per circa quaranta minuti.
  • La zuppa alla fine dovrà risultare abbastanza densa e provvederai a condirla con olio e pepe fresco di mulinello
  • Le dosi che ti ho dato sono un pò abbondanti.Questo perchè questa zuppa raffreddandosi si indurisce e il giorno dopo potrai gustarla come una succulenta polenta dopo averla riscaldata in padella con poco olio






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20 gennaio 2016

Zuppa di fagioli di Spagna allo speck




Oggi potrei parlarvi del fastidio di essere clonati in pensieri, parole e azioni.
Il che mi provoca un gran giramento di zucchine.

Ma poi, guardando il tema della ricetta di stasera, ho deciso di fare coming out.
Mi piacciono gli integratori.
Mi piacciono 'ste pilloline che promettono di farti  ,in ordine sparso:

-dimagrire, 
-togliere le rughe
-rinforzarti le difese immunitarie
-spianare  calli
-ti rinnovano bronchi, polmoni e cistifellee

Funzionano?
Mah, dipende.
Finora ho avuto risultati sorprendenti dal famoso MSM (metilsulfonilmetano). L'ho preso per dei problemi osteo-articolari e mi ha rimesso a nuovo.
E non solo.E' vero che funziona anche per i capelli.Dopo una cura di due mesi sono triplicati di volume.Sono più consistenti e resistenti.

Però...
Nonostante la mia innata curiosità e adorazione per le pilloline spesso mi chiedo perchè non arrivare prima con i giusti alimenti.
Come nel caso dei legumi, e in particolare i fagioli, quelli bianchi.
Sono una bomba di salute.
Innanzitutto, fattore importante per gli emicranici come la sottoscritta:contengono molibdeno ,praticamente uno spazzino.Elimina i cattivi "solfiti" che causano "mal di capo", battiti esagerati e malessere generale.
Rinnovano la circolazione,diminuiscono la glicemia, regolano il colesterolo.
E aiutano anche a perdere un pò di peso.
Ovviamente se non li anneghiamo in tonnellate di olio!

Un regalo che ci viene fatto dalla natura e che ci consente di assumere delle proteine nobili.
In questa ricetta ho utilizzato i fagioli bianchi di Spagna, che hanno un sapore molto delicato.

E' una zuppa, semplicissima. Prevede l'aggiunta dello speck,che ovviamente potete sostituire con quello che più vi piace.

La base di partenza è costituita dai fagioli in scatola. Un'ottima soluzione per chi non ha molto tempo a disposizione.
Ovviamente potete anche usare quelli secchi.Prevedete quindi il giusto ammollo e cuoceteli poi per circa un'ora in acqua non salata.





ZUPPA DI FAGIOLI di SPAGNA ALLO SPECK

2 lattine di fagioli bianchi di Spagna
100 grammi di speck a dadini
350 grammi di pasta 
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
2 spicchi di aglio
rosmarino (quanto basta)
sale e pepe


In una casseruola fate soffriggere gli spicchi di aglio con un rametto di rosmarino.
Unite i fagioli scolati dal liquido di conservazione,l'acqua a coprire, il concentrato di pomodoro e aggiustate di sale e di pepe.
Fate bollire ,unite la pasta e portate a cottura.
A parte fate rosolare i dadini di speck (in una padella senza condimento) e tenetelo al caldo.
Quando la zuppa sarà pronta, versatela nei piatti .Servite con la dadolata di speck,una spolverata di pepe e,se vi piace, un velo di rosmarino secco

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14 gennaio 2016

Cecamariti al sugo piccante-Una tradizionale pasta abruzzese



Alzi la mano chi non ha mai sognato di infilare un dito nell'occhio del proprio compagno di fronte ad un calzino  sistemato come soprammobile.
Oppure di fronte ad un tubetto del dentifricio senza tappo .
O a un "cara cucino io" il che presuppone che dopo la cucinaassomigli al" the day after" lo scoppio di una bomba H.

Tirate indietro il dito che vi offro io la soluzione.
Mettete le mani in pasta e sfogatevi con farine & co.
Gli occhi del consorte vi ringrazieranno
E anche il palato.

Oggi siamo in Abruzzo.
Questa una pasta di quelle antiche, dimenticate.
Si pensa che il nome derivi dal fatto che sembra un piatto di lunga realizzazione .Un piatto di quelli che acceca gli occhi del marito facendogli pensare "ma guarda la mia gentil consorte che ha passato tutta la mattinata in cucina"
In realtà ci vuole pochissimo.
Ma si fa una gran figura!

La ricetta tradizionale vuole che nel soffritto ci sia la presenza della cotenna di prosciutto. Io l'ho omessa per un mio limite.Non mi piace utilizzarla. Potete sostituirla con dei pezzettini di prosciutto crudo o al limite del guanciale.
Oppure non mettete proprio nulla.
E' buona comunque!





CECAMARITI AL SUGO PICCANTE

per la pasta:

300 grammi di farina 0
150 grammi di farina di mais fioretto
sale
acqua calda quanto basta

per il sugo:

1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
prezzemolo
1 spicchio d'aglio
1 cotenna di prosciutto (potete ometterla o sostituirla con guanciale o prosciutto crudo)
800 grammi di pelati
1 pizzico di zucchero
1 peperoncino fresco
pecorino o parmigiano

Preparazione della pasta:

setacciate le farine sulla spianatoia con il sale, unite lentamente l'acqua calda, lavorando l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Fatelo riposare al fresco,avvolto dalla pellicola trasparente mentre preparate il sugo.
Riprendete la pasta, stendetela non troppo sottile.e ripiegatela in due.Tagliatela in maniera tale da ottenere delle fettuccine strette

Preparazione del sugo:

tritate la cipolla,il sedano e la carota.
Sbucciate l'aglio.
In una padella capiente mettete a soffriggere l'olio con la cotenna del prosciutto.
Toglietela dopo due minuti e unite il soffritto.
Unite anche l'aglio intero, fategli prendere colore e poi toglietelo.
Unite il peperoncino fresco tagliato a pezzetti e i pelati.
Aggiustate di sale e di zucchero e fate cuocere
Portate a bollore l'acqua.
Cuocete i cecamariti (ci vorranno cinque,sei minuti).
Estraeteli delicatamente con un mestolo forato (questo è il passaggio più difficile perchè sono molto delicati) e fateli saltare direttamente nel sugo piccante per due minuti.Unite un abbondante spolverata di parmigiano o pecorino e ,se gradite ,un trito di prezzemolo fresco 

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10 giugno 2015

Lo Zaloouk ovvero come ti risolvo l'antipasto, il primo e il contorno!



 Lo Zaalouk è quel piatto che ti risolve tre cose:

-non hai voglia di cucinare?

 Lo tiri fuori dal frigo, tosti il pane ma anche no, lo spalmi e mangi, sognando oasi e berberi.

-hai voglia di penne e fusilli come se piovesse ma non sai come condirli?

Tiri fuori lo Zaalouk, lo fai saltare in padella con uno spicchio di aglio e voilà, pronto il condimento per la pasta

-Hai un petto di pollo che ti sorride triste nell'attesa che tu gli offra un contorno per rallegrarlo un pò?
Gli poni accanto lo Zaalouk e il pollo sarà felice e contento ^_^

Perchè questa ricetta oltre ad essere buona ed economica è estremamente versatile.
Semplice da realizzare, piena di sapore e veramente adattabile alle vostre esigenze.
Di Zaalouk, come tutti i piatti tipici e poveri, ne esistono varie versioni che cambiano di famglia in famiglia.
Essenziale la presenza delle melanzane, pomodori e spezie.
Anche se su quest'ultime ovviamente, calcate la mano secondo il vostro gusto.


E' un piatto tipico marocchino, una sorta di caviale di melanzane buono, cosi buono e cosi versatile che vi consiglio di prepararne in abbondanza e congelarlo per poi ovviamente gustarlo come più vi piace!
Io vi propongo una versione non proprio ortodossa ma molto gustosa!!


ZAALOUK

1 melanzana
1 zucchina
1\2 peperone giallo
1\2 peperone rosso
2 pomodori belli succosi
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
sale pepe
paprika 
prezzemolo

(se volete cumino, harissa)

Tagliate la melanzana a cubetti, cosi come la zucchina e i peperoni e i pomodori.
In una padella mettete gli spicchi di aglio tritati ( o se non gradite molto il loro sapore, metteteli interi per poi toglierli ).
Unite una dose abbondante di olio extravergine d'oliva e iniziate a far soffriggere.
Aggiungete le verdure ,fate insaporire.
Aggiustate di sale e pepe.
Unite 1\2 bicchiere di acqua e iniziate la cottura, unendo anche il concentrato di pomodoro.
La cottura sarà terminata quando le verdure saranno completamente sfatte (eventualmente aiutatevi con un frullatore ad immersione...ma non frullate tanto).
Prima del termine della cottura potete unire le spezie .
Un tocco che potete aggiungere è della scorza di limone grattugiata.

Aggiustate ulteriormente di sale e pepe e servite tiepido:come contorno, come crema spalmabile sulle bruschette o come gustoso condimento per la pasta.

Potete dimezzare i tempi di cottura utilizzando la pentola a pressione.
Insaporite le verdure in pentola, unite poco meno di 1\2 bicchiere di acqua calda e fate andare per dieci minuti dall'inizio del sibilo della pressione.


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9 aprile 2015

Aloo Matar ovvero curry di patate e piselli e parlar d'amore




Allora si può.
Ho le prove.
Si può parlare e raccontare l'amore senza tette e glutei in bella mostra.
Senza la bellona di turno con lo staccocoscia lungo quanto il Raccordo Anulare.

La prova ha il titolo di un film, arrivato per puro caso nella mia cineteca tempo fa.
Accantonato fino a questa settimana, quella della mia personale via crucis nel mondo dei mal di schiena.

Il film è "Amore, cucina e curry",un film di Lasse Hallstrom del 2014, prodotto da Oprah Winfrey e Steven Spielberg.

La famiglia Kadam lascia l'India dopo la morte della madre. Arriva (grazie ad una rovvidenziale rottura di freni) in un piccolo paesino francese.
Lì, il padre vede un ristorante in vendita e decide di acquistarlo..incurante del fatto che trenta metri oltre la soglia di quel posto esiste un fantastico ristorante stellato , diretto da una lady di ferro.
Cucina raffinata francese contro quel caleidoscopio di colori e sapori della cucina indiana.
Raffinatezza contro l'allegria.
Raffinatezza contro sapore.
E in sottofondo la storia di Hassan che cresce e diventa uno degli chef più importanti di Francia.
La sua famiglia, la lady di ferro ,l'amore.
Un film che non ha colpi di scena, non ha tragedie particolari ma solo buoni sentimenti.
Teneri, rassicuranti.
Un film che è una piccola coperta di Linus da tirarsi su e della quale godere nei momenti in cui non basta la coccola di un cioccolatino, ma c'è bisogno di sogni, odori e consistenze.

Un film atipico per i miei gusti, abituata ai mattoni stile Corazzata Potemkin o ai miei amati fantasy o thriller mozzafiato.
Ma mi è entrato dritto nel cuore anche perchè la fa da padrona la mia amata India


Come non aver voglia quindi di rispolverare un piatto che adoro e che propongo spesso nelle mie incursioni nella cucina vegetariana.
Colorato come un sari.
Profumato come le penombre delle cucine.


Aloo Matar.
Aloo ovvero patate.
Matar ovvero piselli in hindi
Semplice come semplici sono i suoi ingredienti essenziali.
Patate e piselli.
Con una cascata di spezie.
E pomodoro rosso fuoco a colorare il tutto.
Con l'aiuto dell'onnipresente curcuma.

Siamo nel nord dell'India.
Un piatto che ha molte varianti perchè è un piatto quotidiano, ogni famiglia ha la sua ricetta .

Potete servirlo con il chapati o il Naan.
Oppure con del semplice riso basmati.
Usate dei piccoli piselli, teneri e profumati.
Abbondate con le spezie.
La cucina indiana è sapore, colore e danza dei sensi.




Aloo Matar

(ricetta ispirata da ECurry)

3 tazze di piselli
2 patate medie tagliate a cubetti
1\2 cipolla
1 pezzo di radice di zenzero (o 1 cucchiaino di zenzero in polvere)
200 grammi di polpa di pomodoro densa 
3 spicchi di aglio
1 cucchiaino di semi di cumino
2 piccole bacche di cardamomo
stecca di cannella
2 cucchiaini di curcuma
sale
1 cucchiaino di peperoncino  in polvere 
1 cucchiaino di garam masala
olio 
coriandolo fresco o prezzemolo per decorare

Prendere la polpa di pomodoro. Schiacciate e aggiungete gli spicchi d'aglio e grattugiate lo zenzero.Mescolate e mettete da parte.
In una padella antiaderente (il wok sarebbe l'ideale) mettete a "tostare" a secco  (per un minuto) la cannella e le bacche di cardamomo schiacciate.
Unite l'olio, aggiungete i semi di cumino e , quando inizierete a sentire il profumo di questa spezia nell'aria , aggiungete la cipolla tritata finemente.
Fate cuocere per circa cinque minuti, mescolando spesso.
Aggiungete le patate e fatele soffriggere per circa tre minuti.
Mescolatele, dovranno rivestirsi adeguatamente dell'olio caldo e delle spezie.
A questo punto unite il pomodoro messo da parte e 1 tazza di acqua.
Unite un pò di sale, la curcuma e il peperoncino. Fate cuocere per una decina di minuti circa.
Mescolate cercando di coinvolgere anche il fondo dove si sarà depositato il cuore delle spezie tostate.
Unite i piselli e se necessario altra acqua.
L'Aloo matar dovrà presentarsi sempre umido e mai asciutto
A fine cottura unite il garam masala e fate insaporire per circa due minuti.
Spegnete il fuoco e servite subito, decorando con prezzemolo o coriandolo tritato.
Servite immediatamente con il riso o il chapati.
Se non riuscite a portarlo a tavola subito, riscaldatelo quando è il momento ,aggiungendo altra acqua
बॉन एपेतीत 
Buon appetito!!!



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3 marzo 2015

La frittata di maccheroni e il senso delle proporzioni





Il senso delle proporzioni o ce l'hai o non ce l'hai.

La sottoscritta non ce l'ha.
Soprattutto in cucina, perchè mi sembra sempre tutto poco.

Ho difficoltà ad organizzare la spesa settimanale..perchè "se poi non basta".
Come se dovesse esserci la serrata mondiale dei negozi.
O una massiccia invasione delle cavallette che manco le piaghe d'Egitto...

Questo piatto ne è la testimonianza più evidente.
"Stasera ho una fame" dice il consorte
"Ammmmmore ci penso io".

Di fronte al suo sguardo e alla domanda "Hai invitato qualcuno?" mi sono resa conto di aver un filino esagerato
Ma proprio un filino....500 grammi per una sola persona...e che vi sembrano tanti?
Ecco.
Si,ditelo pure a voce alta.
Ho avuto un blocco temporaneo delle sinapsi e magari anche dei neurotrasmettitori
Ho esagerato.

Ma....siccome qui siamo abituati a vedere il bicchiere mezzo pieno, i quattrocento grammi di pasta avanzati sono diventati l'occasione di provare un piatto sepolto nella mia memoria e nei miei appunti.

Frittata di maccheroni.
Che poi sono spaghetti.
Che poi se qualcuno mi vorrà spiegare storia e curiosità, io sono qui.

So solo una cosa.
Io, la cucina  napoletana, la stra-amo.
La venero.
Mi farei un tatuaggio a forma di babà e di sfogliatelle

Alla faccia del senso delle proporzioni!!!


FRITTATA DI MACCHERONI IN BIANCO

ingredienti per 6 persone

100 grammi di burro
4 uova
sale e pepe 
600 grammi di vermicelli
150 grammi di parmigiano
basilico

fior di latte per il ripieno

Dopo aver fatto cuocere i vermicelli, conditeli con il burro (eventualmente fatto fondere su un angolo del fuoco, se i vermicelli provengono dagli avanzi della  sera prima), le uova sbattute con il parmigiano, poco sale e pepe.Tagliate a dadini il fior di latte
Mettete un pò di burro ( o olio se preferite) nella padella, fatelo scaldare.Versate uno strato di pasta,compattatelo bene con la forchetta,Unite il fior di latte,il basilico e coprite con la restante pasta. Spianatela e cuocetela a fuoco lento, prima da una parte e dall'altra.

Accorgimenti per la cottura:
"....la padella in cui si cuoce non va mai messa piatta al centro del fornello ma tenuta sempre inclinata porgendo alla fiamma solo un settore del bordo.
Va spostata inoltre ogni due tre minuti fino a farle fare un giro completo.
In questo modo l'esterno della frittata rosolerà e non si brucerà il centro.Dopo aver cotto la prima faccia, si capovolgerà la fritta su un piatto e la si farà di nuovo scivolare nella padella per cuocere la seconda faccia" (La  Cucina napoletana in 300 ricette tradizional-Jeanne Carola Francesconi)



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25 febbraio 2015

Pisarei e fasò e i miei incontri notturni con Max ^_^




Nome: Pisarei
Cognome: Fasò
Luogo di nascita:Piacenza
Data di nascita: Medio Evo più o meno
Segni particolari:ammazza quanto so' boni.

Galeotto fu Max Mariola e la sua bellissima trasmissione.
Io e Max ci incontriamo la notte, quando la casa dorme e io invece sono arzilla come una volpe in un pollaio.
Di giorno registro e di notte guardo ed imparo.

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10 febbraio 2015

La Zuppa del frantoio e un coccodrillo, una civetta e due,tre ragni


C'erano dei coccodrilli nascosti.
Due o tre ragni.
E pure una civetta, tanto per gradire.

Affondare il cucchiaio in cotanta palude era affar assai pericoloso quindi.
Per me in primo luogo e per la mia famiglia.

Potevo mica sottoporre i miei cari a siffatto pericolo.
Giammai.
Quindi le zuppe e le minestre non le mangiavo.

Mica perchè ero capricciosa.
Naaaaaaaaa.
Lo imponeva la ragion di Stato.
E la difesa armata dei confini della mia casa.

Hai voglia ad adulare, accattivare, minacciare...
Non cedevo.
La zuppa era come una palude.
Se ci appoggiavi un dadino di pane colava a picco, lento lento, per non risalire più.
E mica si vedeva il fondo.

E la mia religione mi imponeva di non mangiare le cose che non mi facevano vedere il fondo del piatto.

E oggi...

A distanza di trent'anni (ehm...sarebbe qualcuno in più ma shhh facciamo finta di niente) io le zuppe le adoro, ne mangio in quantità industriali e "chisseneimporta" di civette e coccodrilli.
Mangio anche loro casomai.

Come si cambia, crescendo.
Adesso più sono dense e più le adoro.

Come questa che vi presento oggi.
E' una crema. Densa, profumata, rassicurante.
Come le braccia di una mamma, come il calore di una casa quando fuori piove....




ZUPPA DEL FRANTOIO

200 grammi di fagioli cannellini secchi
1 carota
1 porro
1 costa di sedano
2 spicchi di aglio
50 grammi di pancetta
20 foglie di cavolo nero
150 grammi patate sbucciate
100 grammi di polpa di zucca
1 cucchiaino di semi di finocchio
brodo vegetale
olio extravergine


Mettete a bagno i fagioli la sera prima.
Trasferiteli in una pentola piena di acqua fredda e fate bollire per circa un'ora (se utilizzate la pentola a pressione i tempi sono dimezzati)
Al termine regolate di sale, frullate i fagioli (tranne due mestoli) con un pò di acqua di cottura.
Nel frattempo, rosolate la pancetta con un pò di olio, il porro tagliato a fettine, l'aglio,il sedano e la carota (tutti tritati).
Unite il cavolo nero a listarelle, la zucca e le patate a tocchetti,il passato di fagioli, i semi di finocchio e il pepe.
Cuocete per circa 40 minuti, unendo mano mano del brodo vegetale se la zuppa tende ad asciugarsi troppo.
A fine cottura unite i fagioli messi da parte.
Servite con un bel giro d'olio e con delle fette di pane leggermente tostate.
(fonte ricetta rivista e modificata: Chez Nous,Da Noi-Chef Marco Stabile)

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5 febbraio 2015

Risotto al radicchio con fonduta di Asiago e il magico potere del riordino



Perdonatemi ma vado di corsa oggi.
Niente chiacchiere su ingredienti, suocere o quisquilie varie.

Sto leggendo.
Un libro di quelli che cambieranno per sempre la mia vita.
E quella dei mie cari.
E quella dei calzini di mio marito.
E quella del cassetto in basso a destra in cucina.
Altrimenti detto "cassetto degli orrori"


Sono esagerata?
Naaaaaaaaaa, assolutamente no, parola di boy-scout.
Voglio vedere voi alle prese con la lettura di questa Bibbia japanese-style.

"Il magico potere del riordino" di Marie Kondo.

Un clima che più giapponese non si può, una lettura che a tratti ti fa esclamare "ma dai?" e un totale senso di inadeguatezza per chi fa del caos la sua dottrina di vita.

Intendiamoci:il libro è ben fatto.
E' che è stancante.
Preferisco fare zumba in giro per il mio salotto, zompettando come se avessi il fuoco di S. Antonio.
Mi si sviluppa meno acido lattico :-)

Mi piace l'atmosfera Feng-shui che si respira a pieni polmoni nel libro (che è la cosa che sto apprezzando di più ,vista la mia forma mentis).
Ma la cosa che adoro è la figura dell'autrice.

Marie Kondo è una giapponesina di appena trent'anni.
Famosissima in patria.
E lo sapete perchè?
Si è inventata un mestiere.

Tiene corsi frequentatissimi sul caos e va a casa dei suoi clienti a mettere in ordine.
Praticamente quello che facevano gratis le nostre mamme, le nostre nonne nella vita di tutti i giorni.

Piega le mutande, piega le magliette, accoppi i calzini, se questo non ti serve buttalo, se non metti a posto la tua stanza non esci con Girolamo....

Quante volte ce lo hanno ripetuto con risultati più o meno eclatanti?

Eppure, mica andavano a tener corsi alla Bocconi!!

Eppure Marie Kondo proprio per questo è famosissima e strapagata!

Ode all'ingegno e alla capacità di saper cogliere il momento.

Quindi mi perdonerete se vi lascio a questa ricetta gustosa e mi eclisso per andare a sistemare il pelo del gatto.
Baci baci a tutte!!!!

(p.s. non me ne vogliano le estimatrici del libro. E' veramente carino e utile   la sottoscritta purtroppo non riesce a sottostare alle regole :-)!!




RISOTTO AL RADICCHIO CON FONDUTA DI ASIAGO

300 grammi riso vialone nano
2 cespi di radicchio rosso di Treviso
1 cipolla dorata piccola
brodo vegetale
2 decilitri di vino rosso
20 grammi di pancetta affumicata
40 grammi di grana padano
200 grammi di Asiago
200 millilitri di latte
1 cucchiaino di amido di mais
50 grammi di burro
sale e pepe

Riduciamo a strisce sottili il radicchio nella sua parte superiore. Laviamolo per benino e asciughiamolo.
Tritiamo la cipolla e facciamola appassire nel burro, unendo anche il radicchio tagliato.
Facciamo stufare per cinque minuti.
Aggiungiamo il riso, tostiamolo per un minuto e aggiungiamo il il vino.
Lasciamo che evapori e poi portiamo a cottura il riso bagnandolo con il brodo bollente (ci vorrà circa un quarto d'ora, venti minuti).
Intanto rosoliamo la pancetta tritata e il radicchio rimasto in un pentolino antiaderente.
Uniamo 3\4 cucchiai di brodo.
Facciamo stufare per due-tre minuti e spegniamo.
Per la fonduta:
stemperiamo l'amido di mais in un pò di latte. Il resto mettiamolo a scaldare in un pentolino.
Lontano dal fuoco uniamo l'Asiago tagliato a pezzettini e mescoliamo per farlo sciogliere.
Rimettiamo sul fornello,uniamo l'amido e facciamo scaldare per tre minuti circa.
Uniamo al riso il burro, il grana, la pancetta stufata,regoliamo di sale e pepe e facciamo riposare.
Serviamo irrorando con la fonduta di Asiago

(fonte ricetta:rivista Chez nous-da noi)

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22 gennaio 2015

I Fusilli al cavolfiore e una salute del cavolo !!!


I FUSILLI AL CAVOLFIORE E UNA SALUTE DEL CAVOLO!!



Il cavolfiore e i suoi fratelli ne avranno le tasche piene.
E che cavolo.
E che cavolo fai.
Ma come cavolo guidi.
Che cavolo ti sei messo in testa.
Mia madre non capisce un cavolo.
Dove cavolo vai.

Perchè in fin dei conti, tranne che a merenda, i cavoli ci stanno sempre bene.
Rendono e rafforzano l'idea.

Però è vero che li trattiamo male, almeno verbalmente.

E mica se li meritano.
Prendete il ragazzetto di cui sopra.

Un bel cavolfiore ha 25 calorie per 100 grammi.
E già ,al solo pensiero, mi si è sciolto un centimetro quadro di ciccia.

Ha più ferro della carne.
Mica pizza e fichi, cari vegetariani (me inclusa ^_^).

Disinfiamma tutto, peggio dell'idrante di un pompiere.
Depura quello che c'è da depurare, uccide i batteri peggio di un serial killer, regola gli zuccheri nel sangue.

Due volte a settimana, magari tre per regalarsi una botta di salute.

E che cavolo!!


Il mio cavolfiore oggi è andato a finire dritto dritto in un piatto di fusilli.
Il risultato è una pasta buona, cremosa (grazie anche ad una sapiente mantecatura) e veloce da preparare.
Buon appetito!

FUSILLI AL CAVOLFIORE

400 grammi fusilli
1 cavolfiore medio
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritati
1 peperoncino
parmigiano grattugiato
80 grammi provola dolce

Tagliamo a pezzetti il cavolfiore e laviamolo.
Tritiamo l'aglio con il peperoncino.
Soffriggiamoli in tre cucchiai abbondanti di olio extravergine.
Uniamo i pezzettini di cavolfiore , facciamo insaporire e uniamo due mestoli di acqua bollente.
Copriamo e facciamo cuocere finchè sarà tenero.
Alla fine sarà un pò intero, un pò cremoso.
Nel frattempo fate bollire e cuocete la pasta.
Toglietela dal fuoco tre minuti prima della fine cottura.
Tenete da parte un pò di acqua di cottura.
Saltate la pasta nella padella del cavolfiore, unendo un pò di acqua.
Portatela a  fine cottura.
Poco prima di spegnere il fuoco, unite una generosa manciata di parmigiano, il prezzemolo e la provola tagliata sottile a dadini.
Un'ultima spadellata e la pasta è pronta per essere gustata!





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15 gennaio 2015

Orzotto al radicchio di Chioggia e pancetta affumicata...e le montagne russe




Non so se è un pregio oppure un difetto.
Se è una qualità apprezzabile oppure fa parte delle montagne russe sulle quali inevitabilmente salgono le persone che mi vivono accanto....

Fedele al principio del mio amato Eraclito per cui "non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume", a casa mia difficilmente si mangiano sempre le stesse cose.

La curiosità di provare nuovi sapori, nuovi cibi è sempre pronta ad assalirmi.
Vuoi per motivi etici, vuoi per provare nuovi gusti, vuoi anche per rendere fede al principio che il cibo è cultura e comprensione....

Mi piace anche l'idea di far provare qualsiasi sapore alle mie figlie...una cosa che nella mia vita mi ha portato ad adattarmi a diecimila situazioni diverse senza problemi.
Mio marito mi segue entusiasta...ma penso che lui si diverta un sacco a prescindere.. sulle montagne russe sulle quali è salito vent'anni fa ^_^

E mi piace la loro maniera di approcciarsi a quest'altalena gastronomica.
Assaggiano e poi decidono.
La grande ormai è lanciata come me. Assaggia e mangia con gusto qualsiasi novità.
La piccola assaggia e poi valuta.
Un pò più guardinga senza dubbio.

Amaranto, miglio, quinoa,bulgur sono diventati cibi di uso comune. E ne sono ben felice!

L'orzo è stato il primo cambiamento.
Ed è stato amore a prima vista per tutti.
Io l'ho adorato per la consistenza , la versatilità e le proprietà nutritive.
Le mie figlie hanno aprrezzato il "cic e ciac" che fa masticandolo!

E' un bel tipetto mr. Orzo!
Una valanga di sali minerali, vitamine e proteine, nonchè carboidrati.
Un ottimo antiinfiammatorio, un aiuto valido per lo stomaco stressato da coliti varie, gonfiori e acidità.
Non solo:interviene poco sulla glicemia e ha la proprietà di inibire il colesterolo cattivo nel fegato.
Ultima chicca: recenti ricerche hanno dimostrato la presenza di estrogeni che proteggono dal tumore al seno.

Che dite, può entrare di diritto nelle nostre scelte alimentari?

Oggi ve lo propongo in una delle ricette più apprezzate e più semplici.
Radicchio tondo di Chioggia (leggermente più dolce e meno amaro) e pancetta affumicata.
Due precisazioni: ho utilizzato orzo perlato perchè, rispetto all'integrale, ha bisogno solo di una leggera passata sotto l'acqua e di una cottura di circa mezz'ora.
Ultimamente tendo ad eliminare la carne dai miei cibi. Quindi mentre la mia famiglia ha mangiato l'orzotto cosi come ve lo descrivo , io ne ho cucinato uno a parte per me sostituendo le noci alla pancetta. Stesso procedimento con l'inserimento delle noci tritate a fine cottura!




ORZOTTO AL RADICCHIO DI CHIOGGIA E PANCETTA

400 grammi di orzo perlato
400 grammi di radicchio tondo di Chioggia
1 cipolla media
1\2 bicchiere di vino bianco secco
700 millilitri di brodo vegetale
100 grammi di pancetta (meglio se affumicata)
pepe bianco e sale
prezzemolo tritato quanto basta


Sciacquate velocemente l'orzo sotto l'acqua corrente.
Lavate bene il radicchio e tagliatelo a listarelle sottili.
Tritate finemente la cipolla e mettetela a soffriggere con 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva.
Unite la pancetta e fatela colorire leggermente.
Aggiungete il radicchio (tenete da parte un pò che vi servirà per decorare il piatto alla fine) e fatelo stufare per due minuti.
Unite l'orzo e fatelo tostare per un minuto.
Sfumate con il vino e fatelo evaporare totalmente.
A questo punto iniziate ad unire il brodo vegetale e portate l'orzo a cottura, ci vorrà circa una mezz'ora.
Mantecate se vi piace con il parmigiano, unite il prezzemolo e decorate con il radicchio cruso e servitelo ben caldo!



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3 gennaio 2015

Il Risotto alla mozzarella di bufale e nocciole e la lacrima sul risotto



Una piccola foto nostalgica.
Una diapositiva del tempo che passa e corre.
E che tu rincorri.
A volte non è la ruga in più,
lo scricchiolio delle ginocchia appena ti alzi
o una nuova propensione alla commozione,
sia pure per il destino dei gechi del Madagascar.

A volte è proprio un gesto, un fatto, una parola
che sembrano incastonarsi alla perfezione in una polaroid "d'antan".
Guardi ,assisti ad un avvenimento, ad un discorso,
ascolti una parola e di colpo
dalla lampada d'Aladino esce il senso del tempo che scorre.

Datemi una diga, che so io, un frangiflutto ,un muro
in maniera tale che io possa ostacolare o almeno...rallentare.

La foto nostalgica di cui parlavo è quella che vedete.
E' quella che per me è diventata una polaroid della memoria.

Un risotto tirato fuori dalla piccola di casa mentre era intenta a giocare.
Mamma ,pensi che si possa fare un risotto bufala e qualcosa di croccante sopra?
Magari delle nocciole?
Pensi sia una bella ricetta?


E io la guardo.
Certo che si può fare
Ma tu non avevi tre anni?
Non eri ancora li, ferma a piangere per le ginocchia sbucciate  o perchè tua sorella aveva nascosto il tuo teletubbies preferito?
Perchè nessuno mi ha avvisato che siamo passati da Topo Gigio ad una bimbetta di otto anni che ragiona di bufale e mise en place ?
Ma quando è successo?

Perchè se io la guardo la vedo ancora piccola, con il ciuccio e il biberon in mano.
Ha otto anni.
Ma io, lei, come ci siamo arrivate fin qui?

Potrà sembrare eccessiva la lacrima sul risotto.
Ma ci sono degli attimi feroci in cui ci rendiamo conto che quelle piccole ali stanno spuntando.
Il problema è che si passa in maniera repentina dal pannolino al mascara.
E noi mamme, siamo lì, in mezzo a cercar di trovare quel momento.
Proprio quello in cui è successo.
Ma non lo troviamo mai

Oh, il risotto manco a dirvelo..era proprio buono!!

RISOTTO ALLA  MOZZARELLA DI BUFALA e NOCCIOLE TOSTATE

400 grammi di riso Carnaroli
1 mozzarella di bufala con il suo liquido di governo
1 cipolla piccola bianca
1 cucchiaio di olio 
50 grammi di burro
1 bicchiere di vino bianco
700 ml brodo vegetale
sale
pepe
70 grammi di granella di nocciole tostate

Versate in un pentolino il vino bianco e portate ad ebollizione. Fatelo sobbollire per cinque minuti e spegnete.
Tritate finemente la cipolla.
metterla a soffriggere in un tegame con l'olio e il burro previsti.
Unite il riso e fatelo tostare per un minuto.
Unite il vino caldo e fate evaporare.
A questo punto prendete la mozzarella di bufala e toglietele il liquido di governo. Mettetelo in un contenitore e mescolatelo con il brodo vegetale.
Unite questo mix mano mano al riso e portatelo a cottura.
Regolate di sale e pepe
Cinque minuti prima di toglierlo dal fuoco unite la bufala tagliata a dadini, spegnete il fuoco ,coprite e lasciate riposare per cinque minuti.
Unite la granella di nocciole e servite caldo.



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10 dicembre 2014

La Minestra di farro alla trebua e vorrei che la vita fosse una zuppa





Perchè la vita in fondo potrebbe essere semplice come una zuppa.
Pochi ingredienti.
E un risultato paragonabile alla coperta che ti scalda quando fuori soffia impetuosa la tramontana.

Semplice come una zuppa.
Pochi ingredienti.
Ma di quelli essenziali.
Di quelli che non ti tradiscono.

Perchè sai che mescolati danno vita a quel sapore, a quel tepore.
Lo sai.
E ti impegni.
Sminuzzi.
Soffriggi.
Crei il brodo.
Osservi il vapore che crea strani disegni.
E poi sai che ti scalderà cuore e anima.
e anche mani.
perchè io il piatto della zuppa me lo stringo tra le mani.
Come un'ancora....

Vorrei che la vita fosse cosi.
Amore, dedizione, un pizzico di improvvisazione, sentimenti di quelli basic ma autentici, reali ma.....
ma non è cosi, molte volte.

Chissà perchè non basta.
Chissà perchè non è mai abbastanza.
Chissà perchè c'è sempre altro.

Si, mi piacerebbe proprio che la vita assomigliasse ad una zuppa .
E anche tu, amica che in  questo momento stai vivendo il non è mai abbastanza......


Un piatto della mia terra d'origine oggi.
Ancora farro.
Questa volta semplice e genuino.
Pochi ingredienti ma sapientemente dosati.


LA MINESTRA DI FARRO ALLA TREBUA

per due persone :

160 grammi di farro perlato
1 cipolla 
1 costa sedano
100 grammi di pancetta affumicata
3 cucchiai concentrato di pomodoro
2 patate
olio sale e pepe

Tritate la cipolla e il sedano. Fate rosolare il trito in un pò di olio.
Aggiungete la pancetta sminuzzata e fatela stufare leggermente nel condimento.
Unite le patate pelate e tagliate a dadini e fate rosolare il tutto. 
Unite il concentrato di pomodoro, un .litro e mezzo di brodo vegetale e ,nel momento in cui riprende il bollore, unite anche il farro.
Cuocete per circa una mezz'ora.
Completate con un giro di olio extravergine d'oliva, pepe e volendo del parmigiano grattugiato.


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5 dicembre 2014

Il farro alla Boscaiola...perchè lui si che vale!




Si parlava di lui già 5000 anni prima della nascita di Cristo.
Come dire...i suoi annetti ce li ha, ma se li porta un gran bene.

Potrebbe darsi anche qualche aria.
Oh, in fin dei conti a Roma, gli sposi impastavano la focaccia con questo tizio come ingrediente principale e la offrivano niente "popodimeno" che a Giove.
Mica pizza e fichi.

Poi ha attraversato come una personcina abbastanza dimessa  tutto il Medio Evo e poi...
Poi se ne sono perse le tracce.

E' emigrato nei mari del Sud e si è aperto un bar lungo la spiaggia...cosi in attesa.
perchè come dice un mio amico "non è che nella vita si è sempre incudine.Basta aspettare e si diventa martello"

Come dire...siediti, aspetta sulla riva del fiume che poi il cadavere del nemico passa, hai voglia se passa...

E il farro ha avuto la sua rivincita.
Accantonato negli anni  a causa della presenza delle fibre, oggi conosce il suo revolution day.

Perchè gli Egiziani, i Romani, i Sumeri avevano visto giusto.
Dove lo trovi un altro cereale che ti sazia subito, non ha colesterolo, ha un basso contenuto calorico e fibra da vendere?

Un toccasana insomma.Vitamine B, ferro, sali minerali e magnesio.

Io poi ho con il farro un rapporto "Amarcord".
E' il ricordo della mia terra d'origine, il suo sapore, il suo vento...

Lavatelo bene prima di utilizzarlo.
Se lo utilizzate perlato (meno ricco di fibre ma più gestibile) lo potete cuocere subito.
Se invece optate per quello decorticato (più ricco di fibre) prevedete una nottata d'ammollo.

E poi sbizzarritevi nel suo utilizzo.
Con legumi, verdure, freddo d'estate e sapientemente caldo d'inverno non fatelo mancare nella vostra alimentazione.
E' un piccolo ma importante dono per la vostra salute.

Io oggi ve lo propongo alla boscaiola.
Una ricetta facile facile ma che vi renderà felici perchè gustosissima e fa anche la sua bella figura, perchè no!
Soprattutto se a fine cottura aggiungerete quel quid in più rappresentato dalla scorza di limone grattugiata (ovviamente se vi piace).



FARRO ALLA BOSCAIOLA

ingredienti per quattro persone:

400 grammi di farro
200 grammi di speck tagliato a dadini
400 grammi di funghi porcini o misti
1 cipolla
1 spicchio di aglio
prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco
1 litro di brodo di carne o vegetale
olio sale pepe
Zeste di limone  per guarnire (facoltativa)


In una larga casseruola mettete a soffriggere la cipolla e l'aglio tritati finemente.
Unite lo speck , i funghi tagliati grossolanamente e fate insaporire .
Verstae nella casseruola il farro dopo averlo lavato accuratamente.
fate insaporire per un minuto, aggiungete il vino e fate evaporare.
A questo punto cuocetelo come un normale risotto , portandolo a fine cottura aggiungendo piano piano il brodo.
Cuocete a fuoco moderato.
Quando sarà pronto regolatelo di sale e pepe.
Tritate il prezzemolo ed aggiungetelo in superficie.
Servitelo con del parmigiano grattugiato oppure per un sapore più particolare , unite delle zeste di limone.




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17 novembre 2014

Il Risotto taleggio,funghi e nocciole e gli Orobii



A me gli Orobii fanno un gran simpatia.
Perchè ci sapevano fare.
Uhhh come ci sapevano fare.
Mucche e vitelli non avevano segreti per loro.

Tra una mungitura e l'altra crearono il capolavoro.
Il Taleggio.
Mica pizza e fichi.

Una volta arrivati attraverso le Alpi nelle valli lombarde, gli si accese la lampadina.
Ed ecco la mungitura, il latte in stampi di legno a forma di parallelepipedo quadrangolare ,la salatura solo al termine e la particolarità di girare gli stampi ad intervalli regolari.

Sembra niente.
Solo che siamo nel IV secolo avanti Cristo.
Mica c'era Wikipedia da poter consultare!!

Il taleggio" l'è vecio".
Ha attraversato indenne fior di secoli.
Fino al 1944, anno della sua consacrazione definitiva grazie ad un decreto ministeriale che ne fissa la percentuale grassa minima.

A me  piace.
Ed è uno dei miei peccati di gola preferiti, anche se mi costringe poi per quattro giorni ad osservare una ferrea dieta di controllo delle intolleranze.

Lo adoro da solo e mi piace quando crea unioni perfette con altri alimenti.

Come nel caso di questo risotto.


Pochi e semplici ingredienti.
Un piatto di facile esecuzione.
Ma buono.
Una coccola al palato e una all'anima.
Soprattutto in una giornata come questa.
Un pò fredda, con la pioggia che batte incessante sui vetri.
E la voglia di coccolarsi un pò.




RISOTTO TALEGGIO, FUNGHI e NOCCIOLE

Riso Carnaroli o Arborio-400 grammi
Funghi misti-250 grammi
Taleggio-120 grammi
Cipolla bianca_1 (piccola)
Aglio -2 spicchi
Vino bianco secco- 1\2 bicchiere
Brodo vegetale-600 millilitri
Granella di nocciole tostate-70 grammi
Burro-40 grammi


Tritate finemente lo spicchio di aglio e la cipolla piccola.
Mettete sul fuoco una padella, unite il burro e il trito di cipolla e aglio.
Fate soffriggere  e unite poi il riso, facendolo tostare per un minuto circa.
Unite il mezzo bicchiere di vino e fate evaporare.
A questo punto versate mano mano il brodo bollente, portando a cottura il riso stesso.
Nel frattempo iniziate a cuocere i funghi.
In una padella ponete un pò di olio, l'altro spicchio d'aglio schiacciato.
Fate prendere un pò di colore e unite poi i funghi.
Sfumate con un pò di vino e portate a cottura, aggiustando di sale e di pepe.
Fermate il riso due minuti prima del termine della cottura.
Unite il taleggio che avrete tagliato a dadini e una noce di burro. mantecate fino a far sciogliere il formaggio.
Servite il riso nei piatti,unendo in superficie i funghi cotti e la granella di nocciole tostate.



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