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27 giugno 2017

Insalata di grano saraceno




Riaprire le pagine di un blog è un po' come tornare a casa dopo un lungo viaggio di lavoro. Apri la porta, respiri l'aria familiare resa solo leggermente più acre dall'odore di chiuso. Appoggi la tua borsa sul tavolo, le chiavi, gli occhiali da sole e ti guardi intorno. Sei tornata, finalmente.
Dopo due mesi di buio e problemi, eccomi di nuovo qui a raccontarvi le mie strampalate avventure, culinarie e non.

Forse sarebbe il caso di vivere seguendo il principio delle doppie possibilità perché non sempre è buona la prima. Un odore, un sapore, una persona possono non piacerci un granché nell'immediato. Questione di pelle, premonizione o semplice indisposizione transitoria.
Le cose cambiano però. Cambiamo noi, i nostri pensieri, i gusti. Prendete me ad esempio. A vent'anni odiavo il giallo e Titti il canarino. A quarantasei odio sempre Titti (forza Silvestro) ma il giallo è uno dei miei colori preferiti perché gli ho dato una seconda possibilità.

Io e il grano saraceno non abbiamo mai avuto un gran rapporto. Ci siamo studiati da lontano, ci siamo avvicinati, scrutati, provati e poi, come un rapporto dove entrambi i protagonisti pensano di aver dato tutto, ci siamo salutati e allontanati.

L'ho incontrato di nuovo ma stavolta nella sua forma primordiale: i chicchi. E ho deciso che forse era il caso di provare di nuovo. E ho fatto bene, è nato un amore. Con la calura estiva, l'insalata a base di questo falso cereale è non solo buona, ma una miniera di sostanze nutritive.




Senza glutine, energizzante, utile per la pressione, controlla il livello di zuccheri nel sangue, è ricco di flavonoidi, necessari per prevenire l'invecchiamento cutaneo. La qualità che lo rende assolutamente necessario in estate è l'alto contenuto in magnesio e potassio, sali minerali che si disciolgono come un Calippo al sole appena iniziamo a sudare.

Ve lo propongo in due versioni. La prima è quella basic, senza tanti fronzoli. la seconda è la stessa ma impreziosita da una chicca della quale ormai non posso più fare a meno in cucina ovvero la Mousse di cipolla di Delizie Vaticane di Tropea.







INSALATA FREDDA DI GRANO SARACENO

dose per 1 persona

50 grammi di grano saraceno
2 cucchiai di lenticchie già lessate
1/2 carota
1/2 gambo di sedano
2 cucchiai di mais
1 punta di paprica affumicata
2 foglie grandi di basilico
1/2 spicchio d'aglio (anche meno)
olio sale e pepe

Lava il grano saraceno e fallo cuocere per venti minuti. Nel frattempo con il mixer frulla le foglie di basilico, l'olio, il sale, il pepe e l'aglio e metti da parte. Scola il grano saraceno, fallo raffreddare e sistemalo in un piatto da portata. Unisci le lenticchie, la carota e il sedano puliti e tagliati a dadini, il mais. Condisci con l'emulsione e metti in frigo per almeno due ore.

Servila così oppure, se vuoi una marcia in più, utilizza la Mousse di Cipolla Delizie Vaticane di Tropea.



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4 aprile 2017

Gli spaghetti di Favignana e la Sicilia che amo


tonno-capperi-acciughe-primi piatti-Sicilia


Un piatto è un viaggio low cost.
Senza disagi, senza bagagli da preparare o disfare in fretta.

Una ricetta è un viaggio mentale, è la tavola apparecchiata che si trasforma in una mongolfiera che accarezza leggera il cielo d'Oriente.

Un sapore è la mia mano tesa verso chi non conosco, verso un granello di sabbia diverso dal mio eppure così intimamente uguale.....

Io non lo so se questa è una ricetta tipica di Favignana. Così è narrato sui miei libri di cucina ma io, a Favignana, non ci sono mai stata.

Lasciatemi sognare però di mangiare su un piccolo tavolo sulla sabbia, immersa nella quiete dell'isola con la brezza della sera che mi scuote capelli e pensieri. 

Lasciatemi sulla Cala Rossa a caccia di improbabili farfalle e idee scomposte come un quadro di Picasso. Fatemi sognare di Ulisse e atmosfere antiche o di sole.

Venite con me, in questo improbabile viaggio alla ricerca di un po' di quel sole caldo e schietto che trovo solo in Sicilia e che trovo solo nei miei affetti che, guarda caso, sono tutti siciliani....


Spaghetti di Favignana

400 grammi spaghetti
3 scatolette di tonno sott'olio
300 grammi pomodori pachino
3 filetti di acciughe sott'olio
2 cucchiai di capperi
finocchietto selvatico
1 cipolla
1 spicchio di aglio
80 grammi mandorle
prezzemolo
burro
olio sale e pepe

Fai tostare le tue mandorle in padella e mettile in un mixer con le acciughe, le mandorle, i capperi e il tonno.
Soffriggi in una padella la cipolla e l'aglio tritati. Appena prendono colore, unisci i pomodorini a pezzetti e regola di sale, pepe e un pizzico di zucchero.
Prendi un'altra padellina e sciogli nel burro (una noce) il tuo pesto di acciughe, mandorle e tonno. Unisci le due salse, e inondale con il finocchietto selvatico e il prezzemolo tritato fai insaporire e poi, una volta pronta la pasta, falla saltare aiutandoti con un po' di acqua di cottura.
Servi ben caldo, con una spolverate di peperoncino se ti piace.








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20 marzo 2017

I Fusilli in caponata...senza melanzane

I fusilli in caponata ti risolvono un pranzo in maniera veloce. Ti assicuro che nemmeno noi blogger abbiamo sempre ore e voglia di stare messe lì a spignattare come se non ci fosse un domani. A volte una ricetta di pasta che praticamente si fa da sola è la soluzione giusta ma soprattutto buona per trasformare un normale pranzo in un...mezzogiorno di fuoco.

Fusilli in caponata-pasta-primo piatto-ricetta pasta economica

Perché fusilli in caponata? Perché è una ricetta che strizza l'occhio alla caponata classica. Ne riprende sapori, consistenze e qualche ingrediente tipico, ma non ha le melanzane! E a me piace perché è semplice, non amo i primi complicati a meno che si chiamino lasagne ...


Prima di darti la ricetta, tu che mi segui da anni, ti chiederai...tutto qui? Niente chiacchiere? Niente storie? Niente pipponi?

Nossignore.
Oggi l'Emporio svolta.
A destra e a sinistra.
Ci risentiremo quasi giornalmente su queste pagine, ma non solo con le ricette e sai perché?

Il lavoro di copy e di web content writer a volte mi impegna così tanto che alla fine, due spaghi in croce sono la cena di tutta la famiglia😋
Inoltre, io stessa non cerco sempre ricette nel web e non mi interessa solo la cucina.

Un giorno cerco notizie sull'hennè (lo hai mai provato? Presto su questi schermi!!) e l'altro cerco qualche ispirazione per scegliere un libro da leggere. Il giorno dopo cerco come pulire le fughe tra una mattonella e l'altra oppure come si fa lo sgrassatore oppure come riuscire a sopportare con i rimedi naturali un raffreddore insistente.....

Insomma, di tutto un po'. Del resto, il blog è un diario e alla sottoscritta non interessa che sia visibile o meno. Che ce 'mporta? Costruisco tutto il giorno testi per il web, sto spazio lasciatemelo libero!!!!

Quindi andiamo a ruota libera. troverai quello che sperimento giornalmente, quello che penso (preparati a recensioni al fulmicotone, sai quanti prodotti ho provato che.....😡) e quello che leggo. Un salotto...un blog per signore, parafrasando il titolo di un blog che ho amato negli anni→Questo.

E ovviamente anche le mie ricette!

Buona giornata!
(hai visto che il pippone l'ho fatto comunque?)




FUSILLI IN CAPONATA

400 gr fusilli
mezza bottiglia di passata di pomodoro
due cucchiai abbondanti concentrato di pomodoro
100 gr olive  (nere o verdi)
una costa di sedano tritata
60 gr capperi in salamoia
1\2 bicchiere di aceto di vino
olio sale e pepe
1\2 tazza acqua bollente
1 cucchiaino abbondante di zucchero

Prendi una padella abbastanza capiente
Soffriggi la cipolla e il sedano tritati e, nel frattempo, trita grossolanamente la polpa delle olive. Unisci i capperi e le olive al soffritto. Aggiungi il concentrato diluito nella tazza di acqua bollente e fai rapprendere per circa due o tre minuti. Regola di sale, metti lo zucchero previsto e aggiungi la passata. Mescola e versa l'aceto.
Mantieni una fiamma media e fai asciugare il tuo sugo (non troppo però!).
Lessa i fusilli e, una volta al dente, falli saltare nel sugo.
Servi con un bel Gebbia Rosè (come consigliato da Alessandro Molinari Pradelli, autore della ricetta, che io ho modificato in alcuni punti)





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3 marzo 2017

Risotto zucca e ricotta e una marcia in più

carnaroli-ricotta-zucca


Mi stanco delle cose ovvie.
Anzi, me le faccio andar bene magari per un lungo periodo, poi faccio le valigie e le sbatto fuori casa.

Le cose ovvie.
Le frasi fatte.

Stavolta è toccata alla zucca.
Mi piace, sia chiaro.
Ne sento la nostalgia alle prime avvisaglie di primavera.
L'attendo con ansia quando settembre è alle porte carico delle promesse autunnali, stagione che amo in modo viscerale.
Ne mangio in quantità industriali durante il periodo canonico, cercando di non snaturarla mai.
Delicata è e delicata deve rimanere.

Risotti accennati con uno nonnulla (mi sento tanto Giorgione) di robiola o, quando cerco una vita spericolata, un velo di parmigiano o sbrinz.
Delicate vellutate che hanno come unica nota stonata qualche nocciola tostata qui e là.
Qualche volta provo a farla in agrodolce ma mi sembra di farle un torto.

Poi arrivo a marzo e diamine, 'sta zucca...sempre di zucca sa.
E'...come dire..ovvia.
Sempre delicata, sempre appena accennata.
E allora, sul finir della stagione, le regalo un nuovo vestito.

Non fatevi ingannare dal titolo.
Zucca e ricotta..di nuovo ovvia.
Non fermatevi alle apparenze perché dietro c'è un mondo di sapori nascosti che esplodono nel vostro palato e si fanno largo.

Tutti protagonisti, forti, accesi come la stagione che sta arrivando e..accidenti, io non sono ancora pronta.
Ho troppe maniglie dell'amore, troppi maglioni ancora da indossare, troppe mani fredde da scaldare, tanti pomeriggi da trascorrere in compagnia di una tisana bollente e un thriller glaciale come una strada svedese accanto al bosco misterioso.

Capperi.
Una piccola acciuga.
Aglio.

Sapori forti, assoluti.
La delicatezza della zucca stavolta mi è necessaria così come il suo colore.
Magari anche l'anima candida della ricotta, il più semplice dei formaggi, il più ingenuo.

Perché?
Perché è afrodisiaca e si sa, l'amore è come il beige, sta bene con tutto.
E poi mi toglie il mal di testa, o almeno ci prova.
E poi sa d'Italia, di mare e di terra.

Il riso? Vi prego, un bel Carnaroli.
Niente parboiled.
O basmati. Giuro, ho visto un risotto nostrano a base di basmati.
Please.
Non ce la posso fà!😉


RISOTTO ZUCCA e RICOTTA

400 gr riso Carnaroli
1 acciuga sottosale
1 spicchio di aglio
1 costa di sedano
2 cucchiai abbondanti di capperi
1 litro di brodo vegetale
500 gr di zucca
150 gr ricotta vaccina
vino bianco quanto basta

Prepara il brodo vegetale secondo la tua personale ricetta.
Taglia la zucca a dadini, dopo averla liberata dalla scorza.
Tria il sedano e la cipolla.
Schiaccia l'aglio.

In una padella abbastanza grande metti dell'olio e fai soffriggere dolcemente i capperi, il sedano e la cipolla tritati e l'acciuga. Fai insaporire e togli l'aglio.
Aggiungi la zucca, alza leggermente la fiamma e falla rosolare.
Scalda il vino bianco.
Versa il riso, guarda l'orologio e calcola un minuto durante il quale lo farai tostare agitando leggermente la padella.
Sfuma con il vino caldo e fai evaporare.

A questo punto inizia la cottura vera e propria aggiungendo il brodo vegetale CALDO a poco a poco.
Non affogare il riso, versa un mestolo o due di brodo e fai asciugare lentamente.
Continua fino a fine cottura.
Cinque minuti prima di spegnere il fuoco aggiungi una noce di burro, mescola e regola di sale e pepe (bianco, mi raccomando).

Versa il risotto nei piatti.
Stempera la ricotta con quel che rimane del brodo vegetale.
Devi ottenere una consistenza semicremosa.
Versa sul tuo risotto e servi con un cappero come ornamento.


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26 febbraio 2017

Pasta alla Corleone




Per prima cosa chiedo scusa per le foto. Oh, non c'è verso non riesco a sistemarle. Le inserisco e sono perfette, le pubblico e vengono sfocate....per stavolta teniamocele così, sgrunt 😖😕😕😕

Questa è la seconda puntata della storia allegra di un piccolo vasetto di mousse alla cipolla. Un tipino fiero e volitivo che non si arrende a soste lunghe e interminabili nel frigorifero.
Oggi ha fatto un salto in un piatto di pasta.
Pasta alla Corleone...che non è una ricetta tipica siciliana ma ligure.
Misteri della geografia. Non so spiegarvi il perché né l'origine di tale ricetta in quel di Liguria. Ogni ricerca fatta dalla sottoscritta è finita nel nulla.

La ricetta è buona ed economica e può andar bene per tutti i giorni ma....
la domenica ha bisogno di una marcia in più, di un quid che le dia un accento e un brio particolari.

Il vasetto di mousse alla cipolla di Tropea (mica pizza e fichi) le regala il vestito buono, quello del giorno di festa. Ne basta un cucchiaino per far danzare i sapori. La robustezza della pancetta, l'aroma pungente delle erbe aromatiche vengono stemperati da un'inaspettata dolcezza, quella di una mousse fatta a regola d'arte dove il sapido abbraccia il dolce.....

La storia allegra di quel vasetto che non si rassegna all'oblio del frigo continua.
Se anche voi credete nelle seconde possibilità nella vita, vi invito a visitare il sito dell'azienda Delizie Vaticane di Tropea. Una realtà atipica nel panorama italiano perché fatta di persone che amano in modo viscerale il proprio lavoro e la propria terra.


Pasta alla Corleone
da una ricetta di Alessandro Molinari Pradelli

500 gr pasta
120 gr pancetta a dadini
2 spicchi d'aglio tritati
10 foglie di basilico tritate
1 cucchiaio di foglie di prezzemolo tritato
olio parmigiano

Mentre cuoce la pasta, preleva un po' di acqua di cottura e mettila da parte.
Soffriggi in poco olio la pancetta, l'aglio e le erbe aromatiche tritate.
Spegni il sugo appena avrà raggiunto un bel colore dorato.
Fai saltare la pasta nel condimento, aggiungendo eventualmente l'acqua di cottura per evitare che si asciughi troppo.
Metti la pasta nei piatti e decora con del parmigiano, un cucchiaino circa di mousse di cipolla e una spolverata di peperoncino.

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14 febbraio 2017

I pici con le molliche e la rivoluzione delle 'ntamate




pane raffermo-Toscana-pici

Bionda con occhi grigio topo.



Mediamente alta verso il basso.



Mediamente sorridente.



Mediamente malinconica.



A guardarla bene l'espressione ricordava quella di una gallina, tipo Rosita, quella del Mulino Bianco. Gli occhietti roteavano ingenui, la testa si chinava a dir di si. Al marito, al padre, alla madre, al cane, al gastroenterologo e al direttore della banca dove lavorava.
Non prestava molta cura all'abbigliamento. Grigetto con una naturale inclinazione verso lo scozzese sbiadito.
Letizia, il suo nome.

Beffa del destino.



Io la guardavo sconcertata ogni volta. Non riuscivo a capire come riuscisse a non prendere mai una decisione, un colpo di testa. Che so, un tuffo in mare il 12 di marzo. Cosi tanto per dimostrare a se stessi che la follia è un abito colorato.
Conduceva la sua vita a piccoli passetti adoranti. I figli, un maschio e una femmina, avrebbero fatto incazzare di brutto anche la Montessori. Avidi, prevaricatori. Ma lei faceva finta di nulla. E sopportava con quella schiena sempre più china, sempre più curva. Le malelingue dicevano che la gobba si accentuava al crescere delle corna che il marito puntualmente le metteva. Con la vicina ,con l'insegnante di pianoforte, con la fioraia e voci di corridoi azzardavano pure con la suocera.




Ma di questo non ho prova e non vi racconterò.



Lei sapeva?
Noi pensavamo tutte di no.
Almeno fino alla sua sparizione.
Scomparsa, cosi, di punto in bianco, dalla sera alla mattina. Volatilizzata come se non fosse mai esistita. Ad allarmarsi fu proprio il gastroenterologo. Ora, a dirla tutta, noi avevamo sempre pensato che Letizia avesse preso tale medico come il suo confessore. Ci andava ogni mese, sempre un giorno dispari e sempre con largo anticipo.  "Non si sa mai" diceva lei.

 "E' fusa "pensavamo noi.



Del resto, c'era chi aveva il personal trainer, il personal coach, lei aveva il personal gastroenterologo. Che poi era proprio "personal", visto che venimmo a sapere che durante le visite tutto le controllava tranne le condizioni della cistifellea.



Rimanemmo sconvolti.



La cara e grigia Letizia con i suoi abiti scozzesi sbiaditi in realtà era una panterona gaudente.
Non è stata più trovata.
Ora, mi piacerebbe raccontarvi che il marito e i figli si consumarono come candele al pensiero di questa mamma e moglie scomparsa.
Il simil-lutto durò tre mesi appena. I ragazzi andarono via di casa e il marito si diede alla caccia di vedove facoltose.
L'unico pensiero che mi consola è che pare l'abbiano vista a bordo di una Harley, vestita di pelle nera e borchie, avvinghiata alle spalle di un baldo giovane muscoloso.
Ciao 'ntamata!

'Ntamata è un termine palermitano che sta ad indicare una persona perennemente rintronata, addormentata, passiva. A me piace pensare che molte volte, dietro un aspetto compassato,ingenuo e rinco.... si nasconda una furia!





Oggi un piatto della mia terra semplice e buono: i pici con le molliche. Ve li propongo in una versione eretica, che si discosta dalla versione ufficiale per la presenza dell' aglio e del peperoncino.

Questa ricetta è un sistema economico e gustoso per recuperare il pane avanzato!



PICI CON LE MOLLICHE


500 grammi di pici
300 grammi di mollica di pane raffermo, secca e sbriciolata
olio
parmigiano o pecorino
aglio e peperoncino

In una casseruola soffriggere uno spicchio d'aglio e un po' di peperoncino . Aggiungete le molliche di pane e fatele tostare, rimestandole con un mestolo per evitare che si formino delle briciole piccole. Una volta cotta la pasta, versate tutto nella casseruola, aggiungete il parmigiano a fate saltare per qualche minuto.






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1 febbraio 2017

Gli spaghetti alla crema di noci e..che sò informatico io




😁pasta-primo-pranzo-noci-panna

Tu sei una psicolabile.
Oppure ossessiva.
Ossessiva compulsiva.
Penso che sia la prima cosa che vi viene in mente quando entrate in questo blog e lo trovate diverso.


Io invece non invoco l'infermità mentale.
Invoco la maledizione dell'incoscienza.... la mia.
E i capricci di blogger.
Perché è bastato cercare di inserire un'immagine e dico solo un'immagine per farmi saltare tutto il blog.


"Va beh che sei estrosa" mi ha detto il Mac-Gyver di casa" ma che senso ha il nuovo template?"
"Ma quale nuovo template" (figuriamoci gli sono stata dietro mesi perché mi configurasse per benino quello che avevo prima.).
"Ma dai quello li grigio, con tutti i segnali di divieto. A Mò, cambialo che non se pò guardà"
Ora prima di pensare che si fosse fumato lo zerbino, sono andata a controllare.


Grigio. Un blog grigio. Con tanti piccoli segnali di divieto.
Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaargh.
Il mio grido.
Sono saltati in aria pure i pesci del vicino.
Tutto. Tutto saltato. Foto spizzicate, scritte accartocciate, grigio e divieti ovunque.
Dice il Mac Gyver "E' saltata una riga dell'Html"
"Embè riscrivila."
"E che sò informatico io"
Ecco.
E ora?
Ora ci si reinventa.
In attesa che qualcuno mi ripristini il mio caro modello, rincorso per mesi.


E voi non fate come me. Salvate sempre una copia del blog prima di fare qualsiasi cosa, di inserire qualsiasi immagine. E' quasi un anno che mi si ripeteva questa frase. E io non ho mai prestato attenzione. Non l'ho mai fatto. Per pigrizia e per amnesia.

E poi...che sò informatica io?

Vi piace la pasta alle noci?
Porca paletta, a me tanto. E lo dico con rammarico perché sarei capace di mangiarne mezzo chilo...il problema è il suo non essere propriamente dietetica.
Ma lo strappo ci vuole perché la vita corre veloce.
E per fermare ogni tanto la mia di vita aumento le maniglie dell'amore.
Deliziose zavorre.

Panna e noci.
Un pizzico d'aglio.
Spaghetti alla chitarra.
Il tempo che cuoce la pasta.
Vi ho convinto?


SPAGHETTI ALLA CREMA DI NOCI

500 grammi di spaghetti alla chitarra
250 ml panna fresca
80 grammi di noci sgusciate
1 spicchio di aglio
sale
pepe bianco

Prendi una padella e soffriggi l'aglio tritato con un cucchiaio di olio. Aggiungi la panna e falla leggermente sobbollire.
Prendi il mixer o un frullatore. Nel bicchiere versa le noci, il contenuto della padella, regola di sale e aggiungi una generosa dose di pepe bianco.
Frulla fino a ottenere una crema omogenea e rimettila in padella.
Mentre la pasta cuoce, prendi un bicchiere di acqua di cottura e mettilo da parte.
Scola i tuoi spaghetti e falli saltare brevemente nella padella con il condimento.
Se il condimento tende ad asciugarsi troppo, aggiungi l'acqua tenuta da parte.
Servi immediatamente con una spolverata di parmigiano.


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17 gennaio 2017

Crostini di polenta


polenta-cipolle-antipasti

Se finissi in un'isola deserta mi porterei un mascara, lo spazzolino da denti, un libro, una meringa e la polenta.

Lo confesso: sono una polenta addicted.
La mangerei anche a Ferragosto, tanto per intenderci.
Insieme a un bicchiere di Mojito.

Stavolta ne ho preparata veramente tanta, complice una domenica fredda e sonnacchiosa. Metà l'abbiamo santificata come di dovere con tanto di sugo robusto e saporito.

L'altra metà me l'ha salvata Santo Pinterest, grazie a un pin di tanto tempo fa. Ho modificato qualche ingrediente, sottraendo o aggiungendo qui e là, secondo il mio personalissimo gusto.

Crostini con cipolle caramellate.


Ovvio, vi deve piacere la cipolla.
Ovvio, vi deve piacere la polenta.
Se adorate entrambe, avete fatto bingo.

Accompagnateli con un bel bicchiere di vino rosso corposo, se vi piace, e un'ideale fuoco di camino che fa tanto winter-style.



Crostini di polenta con cipolle caramellate
(dalla Cucina di Asi)

Fette di polenta già pronta
2 cipolle di Tropea
3 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di aceto
olio extravergine d'oliva

Tagliate le cipolle a fettine sottili.
Fatele cuocere in una padella unta con un giro d'olio extravergine d'oliva.
Aggiungete di tanto in tanto dell'acqua e continuate la cottura.
Aggiustate di sale.
In un bicchiere mescolate l'aceto e lo zucchero e versatelo sulle cipolle.
Fate evaporare per circa tre o quattro minuti e spegnete il fuoco.
Grigliate la polenta tagliata a fette.
Una volta pronta, sistemate le cipolle sulla superficie di ogni singola fetta.

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10 ottobre 2016

Pasta al tonno alla moda di Favignana e il senso che non c'è

pasta-tonno-sugo-capperi-pomodori-pinoli-veloce




Il senso delle proporzioni ce l'hai oppure no.

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge a far indossare a tuo figlio la muta da sub per andare a bagnarsi in piedi nella pozzanghera.

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge ad avere otto detersivi diversi per lavare il pavimento...dovesse mai la piastrella addormentarsi ceramica  e risvegliarsi parquet.

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge ad usare tutto lo Zanichelli compreso di sinonimi contrari per dire semplicemente un  "Ti amo".

Il senso delle proporzioni è quello che ti spinge ad accumulare sedici paia di slip e otto pigiami in fondo al comò "non sia mai succeda qualcosa"

Il senso delle proporzioni è quello che ti porta ad incatenare i tuoi figli con quindici magliette della salute perché stamattina...fa un po' freschino

E' quello che ti inserisce il pilota automatico quando vai a fare la spesa.
E allora una semplice cenetta a due diventa a quattro nella tua testa.
Un pranzo di quattro persone diventa un pranzo da otto.
Otto diventa sedici.
Peggio di un moltiplicatore catastale..



Il senso delle proporzioni io non ce l'ho.
La pasta ne è un esempio.
Posso passare un anno senza mangiarla ma poi arriva quel periodo che la mangerei anche dentro il cappuccino della mattina.
E allora preparatevi, perché sarete partecipi di questa mia nuova passione...finché dura!
E intanto vi ringrazio tutte per continuare a passare di qui, silenziose o meno, presenti nei commenti o nel contatore di visite che non smette mai di girare. E tutto questo nonostante la mia latitanza per l'enorme mole di lavoro che mi si è riversata addosso...per fortuna.
Grazie!!!

La pasta di oggi pare sia tipica di Favignana. Gli ingredienti nostrani ci sono tutti. Il tonno dovrebbe essere rigorosamente fresco ma potete tranquillamente utilizzare quello in scatola, di necessità virtù!!



PASTA AL TONNO alla moda di Favignana

300 grammi di tonno fresco (in alternativa 3 scatolette di ottimo tonno sottolio)
1 cipolla
40 gr pinoli
1 cucchiaio uvetta
1 cucchiaio capperi
300 ml salsa di pomodoro
1\2 bicchiere vino bianco secco
100 gr mollica di pane raffermo
1\2 spicchio di aglio
1 ciuffo di menta
1 ciuffo di basilico
1 mazzetto di prezzemolo
olio,sale e pepe

Se decidi di utilizzare il tonno fresco, taglialo a cubetti.
Trita la cipolla e falla appassire in tegame con l'olio e i capperi. Unisci i pinoli e l'uvetta e fai insaporire per circa cinque minuti, avendo cura di mescolare spesso.
Aggiungi il tonno e fai rosolare, bagnando con il vino bianco.
Fai evaporare e versa la salsa di pomodoro.
Regola di sale, pepe e prezzemolo tritato e fai cuocere per circa 25 minuti, aggiungendo dell'acqua se tende a restringersi troppo.
Frulla la mollica del pane con la menta e il prezzemolo.
Dopo aver lessato la pasta, condiscila con il sugo preparato e cospargila con il trito aromatico di pane.


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14 settembre 2016

Pasta al sugo di lenticchie facile e saporito


legumi-lenticchie-pasta-veloce-facile-economico


A volte penso proprio di essere limitata.
Ho le visioni a senso unico .
Se mi dite pasta e legumi io ve la interpreto in una sola maniera: zuppa.
E visto che ormai ovunque si raccomanda di sostituire le proteine vegetali a quelle animali soprattutto con l’ ausilio dei legumi beh, io rischio di far mangiare la zuppa ai miei consanguinei in media tre/quattro volte a settimana. Il che a dicembre può essere anche confortante, ad agosto è causa di separazione con addebito.
L’ ho detto, sono tarata.
Fortuna che esiste la mia spacciatrice di pasta preferita che mi dà idee e spunti che mi piacciono molto, soprattutto riguardo i primi, argomento nel quale non sono molto ferrata.
Io campo a marshmallows e proteine come se piovesse.
La pasta la salto a piè pari.
Rischiando anche qui una separazione fulminea vista la dedizione totale del mio consorte ai carboidrati.
Questa è una pasta buonissima.
Pure golosa.
Consente di mangiare legumi anche a, va beh, non dico ad agosto ma a giugno sicuramente.
Ci vuole poco se partite dalle lenticchie in scatola.
Lo so, vi dovrei dire da brava foodist, che dovete lessarle voi.
Ma io non sono brava.
Sono pratica.
E le lenticchie in barattolo oggi vengono prodotte da fior di marche che ci garantiscono (forse) sonni tranquilli.

(ricetta tratta e modifcata dal blog "La lifferia")


PASTA AL SUGO DI LENTICCHIE FACILE E SAPORITO

400 gr di passata di pomodoro
1 barattolo di lenticchie lessate
100 gr pancetta affumicata
Salvia
1 carota
1 cipolla
1 sedano
prezzemolo tritato
parmigiano


Tritate la carota con il sedano e la cipolla e la pancetta insieme alla salvia.
Mettile a rosolare con un po’ di olio in una padella.
Aggiungi la passata e fai cuocere per una decina di minuti circa.
Regola di sale e di pepe.
Scola le lenticchie dal loro liquido di conservazione e sciacquale, aggiungile al sugo e fai insaporire per cinque minuti.
Aggiungi 1 cucchiaio di olio extravergine  e del prezzemolo tritato
Scola la pasta, tieni da parte dell’acqua di cottura.

Condisci la pasta e se dovesse risultare troppo asciutta unisci qualche cucchiaiata di acqua di cottura  e servi ben caldo

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16 marzo 2016

Fettuccine alla crema di peperoni ed olive e confessioni di una blogger







Potrei raccontarvi la storia del signor Peperone che in un caldo ed afoso pomeriggio d’estate ho arrostito e  successivamente congelato
Ma io sto al caldo come Cicciolina sta  alle Carmelitane scalze.
La scena della sottoscritta che a 43 gradi all’ombra arrostisce peperoni & co. è molto poco credibile.
Potrei raccontarvi allora che il signor peperone è stato arrostito dalla sottoscritta e successivamente congelato in una tremolante alba a luglio.
Ma io l’estate vado a letto tardi,tardissimo.
E la mattina io e Morfeo abbiamo un rapporto molto stretto.
Intimo oserei dire.
Non ce li ho i peperoni nel freezer.
Li ho comperati.
Ieri,15 marzo 2016.


In realtà io ho provato a fare la blogger seria.
Quella del km 0, quella che io “solo le cose di stagione”
E giuro che lo faccio.
Il problema è che ogni tanto ho la stagionalità inversa.

La voglia di mangiare qualcosa mi prende in periodi strani dell’anno.
Come questa del peperone a marzo.
Ho provato  a fare la gastrofighetta, la blogger sana, quella del niente schifezze, quella che il food porn lo affronta con tre Ave Maria e quattro Padre Nostro, quella che le merendine le procurano un’orticaria alla cistifellea….
Ma io sono un po’ una blogger cialtrona.
O forse radicata troppo nella quotidianità.
E a volte mi rompe fare una sana torta per le mie figlie.
E allungo una merendina.
A volte mi rompe andar a cercare l’essenza di vaniglia del Madagascar o spendere quasi 5 e dico 5 euro per i baccelli della suddetta vaniglia.
E allora uso la vanillina.
A volte uso il dado.
A volte mangio il peperone a marzo e la melanzana a dicembre.
Perché ne ho voglia.
Perché “Carpe Diem”
Perché meglio un uovo oggi che domani magari divento vegana.

Poi non c’è niente da fare.
Più  vedo i tam tam mediatici più io suono i tam tam inversi.
Forse l’aver lavorato un pochino dietro le quinte anni fa mi ha destabilizzato o forse mi ha aperto gli occhi su come si propaghino  idee costruite a tavolino, su come sia facile, soprattutto attraverso i social ,costruire diktat studiati a tavolino.
Senza considerare poi che io alla fine perché devo dirvi che questo fa male, che questo non lo dovete mangiare?
Mica sono Ippocrate dei giorni nostri.
Al limite posso dirvi come costruire una scena all’interno di un testo, come creare un incipit che catturi l’attenzione.
Io che diamine ne so se una cosa può esser dannosa?Perchè l’ho letto? Solo per questo?


Insomma l’ho detto.
La confessione merita di solito l’assoluzione.
Vi sono ancora simpatica?
Baci a tutte!!!
(ovviamente se siete rigorose e meno cialtrone di me potete utilizzare sia peperoni surgelati,ce ne sono di ottime marche sia quelli grigliati in barattolo)

FETTUCCINE ALLA CREMA DI PEPERONI ED OLIVE

3 peperoni gialli e rossi
1 /2 cipolla
1 spicchio di aglio
100 millilitri di panna fresca (o in alternativa ricotta di mucca)
2  cucchiai di vino bianco secco
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
70 grammi di olive nere
Prezzemolo quanto basta


Lava,togli i filamenti interni e taglia a pezzettini i peperoni.
Trita aglio e cipolla insieme.
Mettili a soffriggere in una padella con un  po’ di olio.
Dopo due minuti aggiungi i peperoni e fai insaporire.
Sfuma con il vino bianco.
Una volta evaporato, aggiungi il concentrato diluito con 2 cucciai di acqua calda.
Porta a cottura i peperoni, aggiungendo altra acqua mano mano.
Una volta cotti frullali con tutto il fondo di cottura.
Diluisci il composto con la panna (o in alternativa la ricotta)
Taglia a rondelle le olive e uniscile alla crema di peperoni.
Cuoci la pasta e prima di scolarla tieni da parte un po’ di acqua di cottura.
Condisci la tua pasta con la crema di peperoni. Se il composto dovesse risultare denso ,diluisci con l’acqua di cottura.
Completa il piatto con un po’ di prezzemolo, peperoncino strong e una spolverata di parmigiano!




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1 marzo 2016

Penne radicchio,porri e salsiccia (con un segreto) e gli uomini sono dei cocomeri!





L'uomo è  un cocomero.
Concedetemi questo teorema.


Quindi, se tanto mi dà tanto, gli andrebbe fatta la prova tassello come al frutto suddetto.
Avete presente ?

In estate,quando la canicola ha la meglio su di voi,magari state tornando accaldate dal mare,ecco lì,all'orizzonte il camioncino del melonaro. Chi è il melonaro?
Quello che vende meloni ed angurie.

Ci si ferma, si contratta per comprare degli sbambaceus di angurie grosse e pesanti.
Fondamentale è la prova tassello perchè mica  posso accollarmi chili di anguria che poi magari sanno di cocuzza.

E allora parte il tassellino.
Prova assaggio.


Ecco.
Ogni tanto bisognerebbe fare la prova tassello anche ai discendenti d'Adamo.
E che diamine.

 Chi ce lo fa fare d'acquistare ad occhi chiusi tutto l'insieme?
Perchè all'inizio di un incontro si espone la merce ma quella migliore.

Er melonaro mica mette sul banchetto le angurie marce!Il meglio per catturare lo sguardo.
E allora ecco l'uomo bello profumato,galante,vi apre lo sportello della macchina.E' allegro ,affabile,mai musone.Battuta giusta al momento giusto.Profumo,camicie fresche di stiratura,tempo e voglia di ascoltare le vostre menate pre e post ciclo.
Minkia quanto sono fortunata,il vostro pensiero.
E li parte il fumo narcotico dell'innamoramento.E' quello il momento esatto dell'inizio della rovina.

Perchè immancabilmente inizierete la trasformazione.
Da panterone ipersexy a questo:



e inizierà la sequenza dell'Io ti salverò,io ti stirerò,io ti laverò e io ti sfamerò.
E lui se ne starà lì come un cocomero tronfio e inizierà la mutazione 2.0.

La sua trasformazione.
Da questo:


a questo:

Perchè?
Perchè non gli avete fatto la prova tassello.

Ci siamo lasciate ingannare da una buccia tesa ,liscia e lucida.
Per fortuna che esiste l'esperienza a fornirci la prova tassello.E magari dopo una ,due tre storie più o meno fallimentari acquisiamo il radar antitruffa e riusciamo ad accorgerci e a prendere bene la mira!
Altro indizio fondamentale?
Il calzino bianco corto ma ...ne parleremo prossimamente su questi schermi !!! ^_^

( dedicato alle mie amiche che giornalmente combattono con uomini sbagliati)



Consoliamoci con un piatto di pasta.
Uno di quelli buoni eh?
Consolatori con un piccolo segreto nella mantecatura.
Segreto semplice ma che gli conferisce una rotondità soave.
Senza usare la panna, vi pare poco?
Seguitemi,si aprono le porte della cucina!


PENNE RADICCHIO PORRI E SALSICCIA

400 grammi di penne
2 salsicce
1 porro (in alternativa potete utilizzare 1\2 cipolla) 
1 spicchio di aglio
1 radicchio
70 grammi di robiola (in alternativa crescenza o philadelphia)

Sbriciola la salsiccia 
Taglia a rondelle il porro (o la cipolla)
Sbuccia lo spicchio d'aglio
Lava bene il radicchio e taglialo a listarelle sottili
In una padella metti a rosolare con un giro d'olio lo spicchio d'aglio e la salsiccia sbriciolata
Aggiungi il porro e fai insaporire.
Unisci anche il radicchio,un pizzico di sale e un pò di acqua calda.Porta a cottura aggiungendo nel caso altra acqua.
Porta a bollore l'acqua per la pasta e fai cuocere 
In una ciotola sciogli la robiola (o la crescenza o la philadelphia) con un pò di acqua della pasta.
Mescola fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Scola la pasta,conserva un pò di acqua di cottura.
Mettila nella padella con la salsiccia,aggiungi la robiola ,fai saltare per amalgamare tutti gli ingredienti (se dovessi asciugarsi troppo aggiungi l'acqua di cottura tenuta da parte.la pasta dovrà mantenere una consistenza cremosa e non asciutta).
Servi immediatamente

(fonte ricetta originale La Lifferia)

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