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6 febbraio 2017

Focaccia aromatica e te stai a invecchià!!


focaccia-farina-antipasti-


Quelli che ...
Una volta uscivano come i vampiri.
A mezzanotte.
E tornavano alle prime luci dell'alba.
Quelli che...
Andiamo a farci una birretta al pub irlandese.
E uscivano dopo due o tre birre così lucidi da partecipare a un cineforum sul buco dell'ozono
Quelli che...
Facciamo una spaghettata che sono le due del mattino?
E alle due e mezzo avevano digerito anche la cena del vicino.

Quelli che...si sono invecchiati.
Nella fattispecie io e mio marito.
Scena del venerdì sera:
Guarda ho trovato 'sta birra prodotta qui, fatta di là con il luppolo coltivato con le lacrime del fiordaliso che piange nettare una volta l'anno.
E vai.
Film scelto con cura, le ragazze a letto o a guardare in ordine sparso Teen Wolf, The vampire Diaries, The originals, Harry Potter o Shadowhunters.
Boccale io, stivale lui d'ordinanza.

Beh, non arriviamo mai a finire la bottiglia di birra.
Io dopo il primo bicchiere canto e recito a menadito tutto il settimo canto del Paradiso con annessa parafrasi.
Lui, beh, tossisce come un muflone incazzato.
E non si ferma manco se gli sparo in endovena due litri di Bentelan.
Quando non si addormenta.

Siamo invecchiati.
Allegri ma invecchiati.
L'alcool non lo reggiamo più mica tanto!
E allora, la nostra bottiglia di birra rimane sempre a metà.
Stanca di sfumare polli e arrosti col luppolo prescelto, questo fine settimana ho trovato una bella ricettina.

Una focaccia morbida e profumata (merito della birra rossa) che appaga il palato e spegne i sensi di colpa per una birra che rischia di intrattenere a lungo una relazione complicata con le pareti del frigorifero.

Non avete la birra in frigo?
Fa niente, scendete sotto casa e compratela, qualsiasi marca.
Questa è una ricetta che merita.

Parola di vecchia birra-addict.
Vi saluto, vado a bere una camomilla calda😋



FOCACCIA AROMATICA ALLA BIRRA ROSSA
(da Cucina moderna)

400 gr farina 00
1 patata media (circa 120 grammi)
2 cucchiai di erbe miste a piacere
100 ml birra rossa (o altra a piacere)
100 ml acqua tiepida
2 cucchiai olio extravergine d'oliva
1 bustina di lievito liofilizzato
1 cucchiaino di sale fino 

Lessa la patata, sbucciala e schiacciala con uno schiacciapatate. falla raffreddare.

Sul piano da lavoro (o nella planetaria), metti la farina a fontana con tutti gli ingredienti. Un piccolo suggerimento: mescola la farina con il sale prima di aggiungere gli altri ingredienti. in questo modo terrai a distanza il sale dal lievito e non interferiranno con la lievitazione.

Lavora l'impasto con energia. Se dovesse essere troppo duro, aggiungi altra acqua tiepida.

Fai lievitare fino al raddoppio. Prendi una teglia e ungila con olio.

Stendi il tuo impasto e con i polpastrelli pratica tanti buchini. Aggiungi un filo di olio e del sale grosso.

Fai riposare per circa 30'.

Cuoci a 180° per circa 25'.

Servi con salumi, olive e formaggi.


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25 settembre 2016

Il Panfocaccia eretico

Il pane perfetto per una perfetta Desperate Housewive. Fatto in casa, morbido, saporito e pure veloce.





pane-fatto  incasa-morbido-saporito-veloce




Lo so.
Il pane fatto in casa avrebbe bisogno di tanta pazienza e poco lievito.
Mani in pasta, silenzio e attesa.
Ma le scorciatoie sono fatte proprio 
per essere prese.
Se come me vi siete trovate nel mezzo di una domenica
che il buon pan era smarrito, questa 
è la ricetta per voi.

A volte basta poco. Un piccolo trucco per scendere a patti con l'anima da casalinga perfetta stile Doris Day e la Carrie di Sex and the city.

E' una condizione tutta al femminile quella di tentare di essere perfetta in ogni campo. Ma la cilecca, mie care signore, ci attende dietro l'angolo, spalmata sulla tenda della doccia come il coltello di Norman Bates in Psyco.


Io cilecca la faccio spesso. E non vi tirerò in ballo il fatto che in questo periodo io stia lavorando tantissimo.
Macché.
La defaillance ci accoglie tutte, inquiete casalinghe o manager quotate.

Siamo donne, oltre la cucina c'è di più.


La cilecca che mi mette più ansia?
Il dimenticare il pane.
Mio marito ha due fissazioni: pane e acqua.
Oh my God, detto cosi sembra un galeotto agli arresti domiciliari!
La mancanza del pane a casa è al primo posto, insieme al tradimento, nella sua personale lista di motivi per addebitarmi la separazione.



Il PanFocaccia è una delle soluzioni a portata di mano. Vi basterà impastarlo la domenica pomeriggio per portarlo in tavola la sera. E' un po' pan un po' focaccia. Un po' comprimario un po' protagonista.
E' eretico e anarchico quel tanto che basta a rendermelo simpatico. E poi è il riassunto della cucina primordiale: olioacqua, latte e vino.
La prendiamo questa scorciatoia mie care desperate housewives?


La ricetta del Pan Focaccia



Ingredienti:

250 gr farina 1

250 gr farina 0

1 bustina di lievito liofilizzato

200 /220 ml di acqua tiepida

100 ml di un mix fatto di vino bianco secco e latte

1 cucchiaio raso di sale

1\2 cucchiaio di zucchero

3 cucchiai di olio extravergine




Tre precisazioni prima di iniziare.

Potete usare qualsiasi tipo di farina, anche la manitoba o la 00. Dosate il latte e il vino come più vi piace. Quindi potete utilizzare, ad esempio, 50 ml di vino e 50 di latte, oppure abbondare più di un ingrediente e meno dell'altro. L'importante è che si arrivi sempre a 100 ml. La dose della farina è indicativa. Potrebbe servirvi qualche grammo in più , ogni farina assorbe una quantità di liquidi diversa.

Sciogliete nell' acqua tiepida il sale.
Su un tavolo da lavoro infarinato mettete la farina a fontana e fate un buco al centro. Unite il mix di vino e latte e lo zucchero. Iniziate ad impastare, aggiungendo il lievito e l'olio .Unite mano mano l'acqua. Fermatevi quando l'impasto sarà omogeneo, uniforme e facile da lavorare senza essere eccessivamente morbido.
Fate lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio del volume (ci vorrà all'incirca un'ora e mezzo).
Riprendete l'impasto ,lavoratelo brevemente e mettetelo in una teglia ben oleata.
fate lievitare per venti minuti.
Spennellate la superficie con dell'olio extravergine, aggiungete qualche chicco di sale grosso è qualche aghetto di rosmarino (se vi piace) e infornate in forno caldo a 200 gradi.
Fate cuocere per circa trenta minuti e controllate che sia completamente freddo prima di tagliarlo.



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23 maggio 2016

Croque-cake veloce al prosciutto e ultima parte del manuale della casalinga perfetta. Astenersi timorate di Dio ;-)



Riassunto delle precedenti puntate:

Dorotea.
Penso alla nostra casalinga perfetta e me la immagino cosi, con questo nome. Mora o bionda non ha importanza. L'importante è che ci sia l'immancabile filo di perle coltivate, un tocco di rossetto e i capelli ben sistemati...anche se una piccola ciocca inizia un percorso invisibile tutto suo. Ciocca dissidente, non ne vuol sapere di tornare tra i ranghi...
La vedete la prima gocciolina di sudore che le imperla il labbro superiore? La nostra eroina ha il suo bel da fare in vista del rientro di sua maestà. Quindici minuti prima scatta il countdown. Deve dare un'ultima passata alla polvere,infilarsi un nastro tra i capelli, mettersi il rossetto, andare  a tagliare la legna per accendere il fuoco perchè hai visto mai che sua Altezza torna a casa e sente un leggero brividino che gli scende nelle molto onorevoli terga......e non solo.....con un invidiabile senso materno ha dato una passata sul gas ai ragazzini perchè non sia mai che il re Sole torna e sente un pur flebile vocina da parte di quei plebei dei suoi figli.

La vedete un filino affannata su quel divano? Bene procediamo.


Il giorno è giunto. La traduzione è pronta. Astenersi timorate di Dio.
La nostra aspirante casalinga perfetta Dorotea è arrivata quasi sulla soglia della camera da letto. Un pò affannata,un pò sfatta, il rossetto un vago ricordo, il filo di perle penzola desolato.......ma bisogna arrivare fino in fondo...

Regola numero otto:
" Sebbene l'igiene femminile sia importante, non fate aspettare vostro marito davanti il bagno. E' stanco, a lui per primo l'entrata. Tuttavia assicuratevi che il vostro aspetto sia meraviglioso prima di andare a letto. Se la vostra routine di bellezza prevede bigodini e maschere, fatelo addormentare prima.  Potrebbe spaventarsi."
Io non nego che trovarsi di fronte, al posto della propria moglie, una specie di Hulk con le fette di cetriolo sugli occhi possa essere una esperienza tipo "incontri ravvicinati del terzo tipo", però....se a questa malcapitata dovesse capitare una cistite fulminante con tanto di corse in bagno a fare plin plin, ecco sorgere un gigantesco problema.
O la casa è dotata di un secondo servizio altrimenti non resta altro che il vasino a forma di paperella dei bambini. Sua maestà in bagno, sul suo trono , non può essere disturbato.

Regola numero nove:
"Ricordate i vostri VOTI matrimoniali e  l'obbligo di obbedirgli. Nel caso in cui avesse sonno. fatelo dormire e non stimolate in lui nessuna reazione ...sessuale"
Quindi se la nostra casalinga una sera volesse trasformarsi in Dorotea, la pantera di Maratea, le deve dire pure bene. Sua Maestà deve essere ben consenziente a cedere alle lusinghe di suddetta pantera. Nel caso in cui però gli dovesse calare la palpebra ( oltre agli attributi) la pantera dovrebbe prontamente trasformarsi in un bradipo sbadigliante. Questione di voti e di obbedienza mie care.

Regola numero dieci
"Se invece LUI dovesse suggerire l'accoppiamento accettate con umiltà, tenendo bene a mente che il suo piacere è più importante del vostro..magari aiutatelo con un piccolo gemito, cosi farà più in fretta"
Ma non avevano inventato il Viagra per rendere l'incontro amoroso come i Rotoloni Regina  "che non finiscono mai"??
E invece un piccolo "oh" piazzato ad effetto così ci leviamo il dente e il dolore...mi sovviene il pensiero che st' Altezza reale non sia poi tutto sto vulcano in eruzione ^_^

Regola numero undici:
"Se vostro marito vi propone qualche pratica non convenzionale, voi attuatela. Il vostro dissenso lo dimostrerete con la rassegnazione e il silenzio e la mancanza di entusiasmo.
Terminato il tutto andate a rinfrescarvi ,a sistemarvi i capelli e fate in maniera tale da potervi risvegliare prima di lui e attendete l'apertura dei suoi occhi facendovi trovare con il thè in mano"
Dorotea come Mahatma Gandhi. La resistenza passiva, la non reazione.
Se sua Altezza Serenissima prevede un amplesso con la variante che vede la nostra Dorotea con le dita infilate nella presa della corrente, lei deve dire di si.
Se sua Altezza Serenissima prevede un rendez-vous sospesi sulle liane vestiti come Tarzan e Jane in pieno gennaio, lei deve dire di si.
Basta non fare quel piccolo" oh" di cui parlavamo sopra. L'unico cenno di vita della nostra casalinga.

Stiamo per lasciare la nostra Dorotea. Ci ha accompagnato in queste settimane nella sua ricerca di un rapporto perfetto, senza pecche, senza grinze.
Lei, insieme a noi, alle prese con questo maledetto manuale, datato anni 60.
Ci vorrebbe un finale ad effetto.
Un finale in cui Dorotea, mentre assolve ai VOTI matrimoniali, in realtà sogna il suo toy-boy tutto muscoli con cui giocherà mentre sua Altezza Serenissima sarà alle prese con il suo stancante lavoro;
oppure un finale in cui la nostra eroina si alza di scatto, butta nel camino il manuale e manda sua Altezza reale a farsi inchiappettare dal diavolo nei giorni liberi (frase che adoro, rende bene l'idea, presa a prestito da uno dei miei autori preferiti Diego da Silva.....)
Ma forse sarebbe un'utopia. Perchè ognuna di noi conosce almeno una Dorotea.  Perchè la sottomissione femminile non è un vagheggiamento , è reale, è tangibile. Sembra zucchero filato, leggero, impalpabile,  evanescente. Ma come lo zucchero filato è reale, c'è ,esiste. Come esiste ed è innato  il desiderio di far funzionare un rapporto a tutti i costi e come è innato il desiderio femminile di essere irreprensibile e perfetta. La maggior parte di noi però con raziocinio e cuore si ferma.
Le Dorotee vanno avanti invece, insistono. Piccoli fantasmi svolazzanti accanto ad un uomo che manco le vede.
Ecco, questo è stato un piccolo viaggio per ricordare a me stessa e magari anche a voi queste piccole, assurde, ma presenti realtà.

Ciao Dorotea!


Oggi ricetta veloce ma tanto utile.
Avete presente quel benedetto pane per tramezzini, quello bianco, senza crosta?
Ecco, io vorrei conoscere l’ideatore del packaging perché vorrei stringergli cordialmente la mano .
Per poi dargli un’astratta testata per l’assurdità della confezione.
Provate a tirar fuori solo una fetta di tale pane.
Io immancabilmente o rompo la fetta o rompo la confezione.
E una volta rotta la plastica il pane in due nanosecondi saluta il mondo dei vivi per farsi traghettare da Caronte nel mondo dei cibi che furono.
E allora, visto che buttare è una cosa che mi fa agitare le sinapsi, ben vengano queste ricette, a volte cosi essenziali da sembrare quasi stupide..ma che ci vengono cosi in aiuto nella vita domestica di tutti i giorni.




Croque-cake al prosciutto

1 confezione di pane per tramezzini bianco
150 grammi di prosciutto cotto
100 grammi di emmenthal o altro formaggio a piacere
3 uova
1 pizzico di sale
1 pizzico di pepe
150 millilitri di latte
Noce moscata

Mescola le uova con il sale ,il pepe e il latte e la noce moscata.
In una teglia rettangolare disponete il primo strato di pane per tramezzini, unite il prosciutto e il formaggio.
Forma un altro strato e continua cosi fino ad esaurimento degli ingredienti stessi.
Versa sul composto ottenuto il mix di uova e latte.
Poni in forno caldo a 180 gradi per circa mezz’ora.
Fai raffreddare leggermente e servi in tavola.

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18 aprile 2016

Un'insolita pizza margherita al pesto e uno scherzo particolare





Sono passati più di venti anni ma sono tre le cose che non dimenticherò della mia prima volta in Sicilia.
Il colore del cielo , l’Etna maestosa che mi accoglie e….
“Cara, vieni che oggi ti faccio vedere uno dei borghi più belli d’Italia”
Eravamo a Taormina io e l’infingardo che sarebbe diventato mio marito.
Andar per borghi era e rimane una delle mie attività preferite. Per questo mi rifocillo pensando ma quanto minkia (mi ero già calata nei panni della sicula) fa caldo qui?
Saliamo.
E arrivo nella bellissima località di Castelmola, poco sopra Taormina. Una piccola perla, a strapiombo sullo Ionio.
Mi riempio gli occhi, respiro aria che profuma di zagara e cerco di imprimere per sempre dentro di me quel cielo cosi blu..non sapendo ancora che ti basta vederlo una volta per non dimenticarlo più.
“Vieni,andiamo in quel bar. Ti faccio assaggiare il famoso vino alla mandorla"-dice l’infingardo tizio che poi ho sposato
Entriamo in questo bar.
E avverto subito qualcosa di strano.
Delle presenza inquietanti alle mie spalle.
Alzo gli occhi…no. Non sono solo alle mie spalle.
Dietro, sotto, davanti ,
a lato
Saliamo nella saletta, mi siedo ed inizio a sorseggiare il mio vino alla mandorla.
Ma che davvero?
No, non ci posso credere.
Roteo gli occhi come nella miglior scena dell’Esorcista.
My day My day…aiuto, Houston abbiamo un problema..
L’infingardo ride come un pazzo, beandosi del mio imbarazzo.
E io cerco di darmi un contegno ma è difficile quando ti trovi circondata da….
Ecco, andatelo a vedere, vi lascio il link e capirete il motivo, cliccate QUI e fatevi una risata!
Bello scherzetto vero?





Ho meditato a lungo se proporvi la ricetta odierna.
E’ di una semplicità imbarazzante e forse anche vista e rivista.
Ma appartiene comunque ai miei ricordi più belli di quel periodo.
Una sera in pizzeria a Donnafugata per respirare un po’ l’atmosfera del Gattopardo.
Una pizza che per me si è rivelata un capolavoro di gusto pur nella sua semplicità.
Un impasto alto, soffice ma consistente nello stesso momento.
E una salsa preziosa che sa di pomodoro  e…pesto.
Una salsa al pomodoro corposa, ben condita, non del semplice pomodoro crudo buttato sulla superficie e pesto profumato.
Parliamo di più di vent’anni fa,  la pizza famosa surgelata al pesto e pomodorini ancora non era stata inventata.
Appena tornata a Roma ho cercato di riprodurla sia come impasto che come condimento.
Questo il risultato dei miei  esperimenti.
Un cavallo di battaglia che mi ha permesso di conquistare palati ,simpatie e serate calde come un abbraccio.
Nella foto la pizza che vedete è stesa sottile perché cosi piace alle mie figlie.
Il pesto se potete e se la stagione lo consente preparatelo fresco.
Altrimenti quello pronto è comunque una valida alternativa!

La mozzarella abbiate cura che sia completamente priva di acqua. Una mia amica la passa al passaverdure (scusate il gioco di parole) e il risultato è eccellente!


UN' INSOLITA PIZZA MARGHERITA AL PESTO

Per l’impasto:

200 grammi di semola rimacinata
200 grammi di farina 00
100 grammi di farina 0 o manitoba
1 bustina di lievito di birra
2 cucchiai di olio
1 cucchiaio di miele (o zucchero o meglio ancora malto )
10 grammi di sale
200 millilitri di acqua tiepida (dose indicativa)

Per la salsa al pomodoro:

1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di zucchero
700 millilitri di passata di ottima qualità
Sale

Per il pesto:

pesto pronto o la ricetta che abitualmente utilizzate

mozzarella

Prepariamo l’impasto:

Versa nella planetaria o sul tavolo da lavoro infarinato le farine previste, aggiungi il sale e mescola. Unisci lo zucchero, l’olio, il lievito e inizia a lavorare il composto, unendo mano mano l’acqua ( per l’acqua la dose di 200 ml è puramente indicativa, dipende da quanta ne assorbono le farine. Devi ottenere un impasto omogeneo e abbastanza morbido)
Lavora il composto per almeno cinque minuti e mettilo a lievitare fino al raddoppio.
Prepara la salsa intanto:
fai rosolare lo spicchio di aglio in un giro d’olio.
Unisci la passata. Prendi la bottiglia vuota della passata, riempila d’acqua e versala nella pentola. Unisci il sale ,lo zucchero e fai cuocere fino al restringimento della salsa stessa.
Prepara il pesto secondo la ricetta che preferisci (o in alternativa utilizza quello pronto).
Prendi l’impasto stendilo nella maniera che preferisci (impasto sottile o più consistente)
Cospargi la superficie con la salsa di pomodoro, unisci il pesto e informa per circa 20 minuti a 200 gradi.
Unisci la mozzarella privata dell’acqua e tagliata a fette.
Inforna per altri cinque, dieci minuti e gusta!



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13 aprile 2016

Pitta salata con carciofi e caro dottor Morelli..


Dottor Morelli
io c'ho provato.
Lo sa che io e lei non abbiamo avuto un buon rapporto nel corso degli anni. La sottoscritta considera la psicologia una cosa molto seria che non può essere oggetto di spettacolo, di ospitate. Non può essere ridotta a un "prendi la vita nelle tua mani e vai".

Prima di prendere la vita nelle mie mani la mattina devo, in ordine sparso:
cercare gli occhiali sul comodino, alzarmi e iniziare a correre che manco Bolt alle Olimpiadi...due ragazze da preparare in un'ora scarsa.
Dopo il lancio del giavellotto alias bimba piccola davanti alla sua scuola, parte la seconda parte del piano: la mezz'ora di ellittica perchè sa l'età aumenta e i fianchi s'allargano che è una meraviglia. Prima che la forza di gravità sia completamente padrona di tette e chiappe devo darmi da fare. Poi c'è la spesa ,la corsa a casa, lo spavento che segue l'apertura della porta di casa "o Madonna, sò entrati i ladri". No, non sono entrati i ladri, semplicemente son passata io prima di uscire....
E poi sistema, prepara qualche recensione, pensa a qualche post cazzarone e poi ok, prendo la vita nelle mie mani. No, dottò aspetti, non posso , è mezzogiorno passato ,devo uscire e riacciuffare una delle figlie, l’altra ormai è indipendente.
Rientro e il pomeriggio passa tra il mio amato corso di russo, un piatto da lavare, e una serie di impegni fitti come una catenella all'uncinetto. Io, Morè, alle dieci di sera non sogno di prendere la mia vita in mano.
Sogno il letto.
Però mi è capitato di dover recensire un suo libro. E mi ha colpito una pagina sul mal di testa. Io sono un'emicranica cronica che piglia pasticconi assurdi per farsela passare. Lei asseriva che basta parlargli al dolore per farlo passare. Beh,dottò, io c'ho provato. Per  evitare di prendere i miei triptani...beh,potrei anche ballare la lap -dance al centro del paese ^_^
Io mi sono seduta. Io ho parlato alla mia emicrania. prima a bassa voce, poi un pò più forte. Ma quella niente dottò.
Poi ho urlato. Ma il dolore era ancora lì.

Dottor Morelli, ma a lei gliel'hanno mai detto che le emicranie sono sorde?

Oggi ricetta salata.
Strano vederne una in queste pagine.
E’ una pitta, quindi semplice pasta di pane farcita.
Buona si, nemica dei fianchi altrettanto, nonché della ritenzione idrica.
Ma questo è un blog diversamente magro.
Non ce ne importa un fico secco.
Unica raccomandazione: stendetela più sottile della sottoscritta.
Cresce  molto in cottura.

(da una rivisitazione di una ricetta vecchia di “Sale e Pepe”)
Pitta salata con carciofi

300 grammi di pasta da pane già lievitata
1 mazzo di cipollotti
8 carciofi
100 grammi di olive
1 peperoncino
1 mazzo di rucola
Pangrattato
olio extravergine d’oliva

Per la pasta di pane utilizza la ricetta che preferisci (la mia è:500 grammi di farina-1 cubetto di lievito di birra-1 cucchiaio di zucchero-1/2 cucchiaio di sale-acqua quanto basta-1 giro di olio. Impasto e lascio lievitare fino al raddoppio)
Togli le foglie più dure ai carciofi,tagliali a metà, togli il fieno interno.
Tagliali a spicchi e mettili in acqua e limone.
Taglia sottili i cipollotti.
Falli saltare in padella con olio e peperoncino.
Aggiungi il sale.
Unisci i carciofi e falli cuocere per una decina di minuti (unisci dell’acqua calda se si dovessero asciugare troppo)
Unisci le olive tagliate a rondelle e la rucola spezzettata.
In un padellino tosta 4 cucchiai di pangrattato con 1 cucchiaio di olio.
Prendi la tua pasta di pane e dividila in due.
Stendi una di queste parti in una sfoglia molto sottile e mettila in una teglia unta d’0olio.
Cospargi la sua superficie con il pangrattato tostato.
Riempila con i carciofi.
Stendi altrettanto sottilmente la seconda parte dell’impasto.
Appoggiala sopra il ripieno di carciofi e sigilla bene i bordi della tua torta.
Cuoci in forno caldo a 200 gradi per circa 30 minuti.

Falla riposare prima di servirla

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4 aprile 2016

I Panitos e ammazza ammazza..è tutta una razza





Tutto il mondo è paese.
Una frase fatta ma che porta con sé una grande verità, soprattutto in cucina.
Prendete questi panitos.
Provengono da un blog spagnolo, Questo. Adoro curiosare nelle cucine degli altri paesi, nei blog che parlano lingue diverse dalla mia.
Diversi ma in fondo cosi uguali perché sotto questo cielo siamo solo uomini.
Perché la cucina è un po’ come l’essere umano.
Sangue , organi, cuore.
Funzionano nella stessa maniera, a qualsiasi latitudine.
Nero bianco o giallo. Il cuore batte tanto quanto.
Poi interviene la peculiarità. Un occhio celeste, un capello biondo, una pelle diversa dalla mia.
Cosi è la cucina.
Il sottofondo è fatto dagli stessi ingredienti.
Acqua, farina , sale.
Come un cuore, un fegato o un polmone.
E poi c’è la spezia che non conosci, l’aroma, il frutto che non sai che crea il diverso.
Come un occhio, un colore di pelle, una lingua.
E quello che assaggi è quello che conosci con qualcosa in più…
Questi panitos assomigliano terribilmente allo gnocco fritto. Quasi gli stessi ingredienti, due le differenze.
L’assenza di grasso ( nello gnocco c’è lo strutto ) e la presenza di spezie ed erbe aromatiche.
Io ho aggiunto una cosa che ho imparato ad utilizzare grazie al Condominio del mio cuore :
Il pomodoro secco tritato ( le mie amiche lo utilizzano in questa maniera)
Qui ci sta proprio bene.
Esalta ancora di più gli occhi scuri e mediterranei di questo cugino dello gnocco.
E credetemi…anche lui è uno gnocco da paura!


PANITOS

300 grammi di farina
½ cucchiaio raso di sale
1 cucchiaio di zucchero
10 grammi di lievito di birra fresco (o 4 grammi di quello liofilizzato)
150 / 200 millilitri di acqua tiepida
Mix di spezie ed erbe aromatiche tra cui: paprika, origano, pepe nero, pomodori secchi tritati leggermente


Puoi utilizzare qualsiasi strumento: planetaria, mixer o mani ^_^
Nella ciotola versa la farina, il sale e lo zucchero. Mescola con un cucchiaio.
Unisci le spezie , i pomodori secchi tritati (asciugati dall'eventuale olio), l’acqua e il lievito ( se utilizzi quello fresco, scioglilo prima con un po’ dell’acqua prevista).
Inizia ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo .
Fai lievitare in un luogo tiepido per circa un’ora e mezzo.
Riprendi il tuo composto, stendilo e ricava tanti piccoli panitos ( tondi o triangolari).
Falli lievitare per un’altra mezz’ora.
Friggili in olio bollente e servili cosparsi di sale ed erbe aromatiche a piacere

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11 marzo 2016

La Schiacciata all'olio ripiena e chiamatevi come meritate:ZITELLE!





Sarò lunga.
Pazienza.
Tanto lo sapete.
Se vi do noia,
la ricetta la trovate in basso.Scorrete la pagina e vi salverete dalla logorrea
Ma me devo sfogà.
Il fine settimana io mi rilasso.Ne ho bisogno, e oltre a rilassare il fisico, cerco di rendere easy le mie letture,perchè non si vive di solo Dostoevskij.
E cosa c'è di più easy di un giornale femminile? Me ne sono procurata una bella pila,la scorsa settimana
Ho sistemato il divano,i cuscini,un bel piumoncino caldo,la tazza di thè fumante,inforcati gli occhiali e via.
La prima pagina è andata,la seconda,la terza pure....poi all'improvviso mi sono alzata,ho preso tutta la pila e l'ho buttata nella spazzatura.

Il colpevole è un'intervista ad una scrittrice,quarant'anni,quattro figli,giornalista.Fin qui tutto bene.

Ora vi elenco i titoli dei suoi libri.
"Sposala e muori per lei" (già vi vedo che iniziate ad inarcare un sopracciglio) e il the best,sentite qua:
"Sposati e sii sottomessa" (e qui mi avete compreso alla perfezione).
Il concetto sarebbe in pratica questo.

Nottata insonne a causa di un pargolo al quale fanno male gengive, pancino, orecchie, gola o semplicemente perchè ha deciso che quella notte e tutte quelle che verranno vi dovrà tenere sveglia?
Lui russa e non vi dà il cambio?
Fa niente.

Vi siete alzate alle cinque,avete stirato una bella pila di panni,avete fatto la doccia mentre con l'altra mano mettevate su il minestrone per il pranzo,avete svegliato i bimbi,lavati,vestiti e fiondati a scuola e di corsa in ufficio?
Lui si è fatto la doccia con calma,si è messo il profumo,ha fatto la colazione seduto mentre voi giravate come Erinni per casa  in preda al fuoco di S.Antonio?
Fa niente.

Avete il ciclo che ha pensato bene di arrivare con una mega influenza con tanto di febbrone,mal di gola e mal di testa? E lui ha un miserrimo crampo al polpastrello ma si lamenta cercando l'Estrema Unzione?
Fa niente.

Vi illustro quale dovrebbe essere la routine quotidiana di una donnina "Ammodo" e vale sia che siate donne in carriera o casalinghe,mamme o non ,influenzate o solo stanche.

Date una bella lucidata alla Iolanda (^_^),buttate quell'informe tutone con le pecorelle e gli orsetti che fanno il girotondo e mettetevi nell'ordine: 
intimo da urlo,calze a rete,vestito sexy e tacco 12 che dentro casa è comodissimo,non trovate?Capelli sistemati come appena uscite dal parrucchiere e voilà.Stese sul divano che Messalina ve fa 'n baffo, attendete il ritorno del guerriero.
Perchè l'uomo,stampatevelo bene in testa,è l'ospite d'onore e voi le geishe,damigelle o damigiane di corte fate voi.
Ma come ,gli chiedete ancora di cambiare il pannolino ai bimbi?RETROGRADE.
L'omo deve fare l'omo.E' lui che detta le regole e basta.Mica può sporcarsi con la cacca santa del pargolo.Si,direte voi,ma a me fa incazzare.Fa niente,per lamentarvi chiamate un'amica.Con lui solo megasorrisi Durbans,anche se una bella legnata sulle sue di zucchine gliela vorreste ben dare.

Ma direte voi,magari durante il corso del matrimonio la persona che ho sposato si rivela leggermente diversa dall'immagine che avevo di lui...
E non ti rendi conto della fortuna.Tu ti sposi con l'illusione.L'illusione di aver accanto un tipo di persona.Poi ti rendi conto che non è così.Quella è la salvezza del matrimonio,capito?Quella dolce delusione che ti fa guardare l'altra persona che dorme accanto a te,scoprirla estranea e dire:"Minkia quanto sono fortunata,sono delusa.E vai!!!"

E poi ultima chicca non usate più la parola single.Zitelle,ecco cosa siete. Perchè nessuno vuole star solo,men che meno una donna.Single è una parola superata.Dà il lucido e presenta sotto mentite spoglie una bieca realtà.Siete zitelle,e non sole per scelta.Quindi quando incontrate un bel tipo,fategli presente subito una cosa:ah bello,io voglio l'anello,una casa in centro e tre figli,due femmine e un maschio.Una domenica a casa dai tuoi,una a casa dai miei.Ferie in Versilia d'estate e in inverno a Cortina.Sono stata chiara?

Ecco,mi raccomando,diteglielo al primo appuntamento.Non ci sarà bisogno di aspettare le prossime Olimpiadi per stabilire il  nuovo record di velocità.
Ops,di fuga,volevo dire.
E tutto questo perchè,come dice la cara giornalista,che proporrei per il premio Pulitzer seduta stante:"Il marito è la tua via a Dio".
Capito?




Questa schiacciata  è proprio buona.
Vi potrei dire tante cose ma non renderebbero l'idea quanto la semplicità del concetto di buono.
Le dosi sono perfette,l'impasto viene bello omogeneo,lievita che è una meraviglia.
E' un fortunato incontro di dosi, di sapori che fanno la sua fortuna.
La ricetta originale non prevede il ripieno.
In tal caso otterrete una buonissima schiacciata all'olio cosi buona che dimenticherete quella del fornaio.
Il risultato è questo:




Vi lascio la ricetta originale presa dal Giornale del Cibo.
A voi la scelta se farcirla o meno!








SCHIACCIATA ALL'OLIO 

500 grammi farina 0
1 bustina di lievito di birra (o 1 cubetto di lievito fresco)
50 millilitri di latte
50 millilitri di vino bianco secco
200 millilitri di acqua tiepida
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di zucchero
olio extravergine d'oliva in abbondanza

per l'eventuale ripieno:
prosciutto cotto
crescenza

o quello che più vi piace!

Mettiamo la farina nella planetaria (o su un tavolo infarinato)
Iniziamo sciogliendo il lievito in un bicchiere con un pò del'acqua prevista e il cucchiaio di zucchero.
Dopo una decina di minuti circa (si sarà formata una leggera schiumetta),versare il lievito sciolto sulla farina.

Unire il vino,il latte,un giro d'olio e iniziamo a lavorare con il gancio della planetaria (o semplicemnete impastiamo a mano)
Uniamo il sale e il resto dell'acqua.
Facciamo incordare l'impasto (o lavoriamolo fino a renderlo omogeneo)

Ungiamo di olio una terrina e mettiamolo (ben coperto) a lievitare in un luogo caldo.

Una volta raddoppiato di volume ,rilavoriamolo brevemente.
Se volete semplicemente la focaccia senza il ripieno procedete in questa maniera:

A questo punto prendete la teglia ungetela di olio .
Stendete l'impasto con le mani dentro la teglia stessa.
Giratelo, in maniera tale che la parte unta siua uin altro.
Cospargetelo di sale grosso,copritelo e fatelo lievitare per altri 45 minuti.

Se desiderate la schiacciata ripiena procedete in questa maniera:
ungete la teglia.
Dividete l'impasto in due pezzi.
Stendete la prima nella teglia.
Adagiatevi sopra il prosciutto e la crescenza (o il ripieno da voi preferito>).
Chiudete con la seconda parte dell'impasto,ungete la superficie con dell'olio, cospargete di sale grosso e fate lievitare per 45 minuti.

Trascorso il tempo, mettete la teglia in forno caldo a 200 gradi e fate cuocere per circa 30 minuti


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