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24 febbraio 2015

Le Brioches Bouldouk ,la softbox,la gatta e giuro che lo farò...



Giuro , vostro onore, che continuerò ad amare senza riserve tutto il genere umano.

Anche quell'automobilista che la mattina pigia il pedale dell'acceleratore convinto di vincere "quacchecosa" se piglia in un colpo solo me e mia figlia.

Anche quell'altro automobilista che non mi fa attraversare,salvo poi fermarsi due centimetri dopo le strisce perchè c'è traffico.

Anche quella cassiera che ti fa il conto con il muso che le spazza il pavimento e non riesce a spiccicare nemmeno un nazional- popolare "buongiorno"
Ovvero il minimo sindacale che dovrebbe essere garantito.

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22 ottobre 2014

Pan di Mele




Il Pan di mele è quel dolce che non ti aspetti.
Rustico e casalingo come solo il pane può essere.

Disarmante nella sua ricca semplicità.
Come solo una mela sa mostrarsi.

E' una strana unione per una colazione che sa di "casa", di tepore mattutino.
Di pigiami, capelli arruffati e  occhi che piano piano si spalancano curiosi sul nuovo giorno.

Pochi ingredienti.
Semplici.

Un pò per trovare nuove strade e nuovi modi per usare le mele.
Un pò per stupire il palato.
In primo luogo il mio.

Torta o pane?
Per Martina è più pane.
Per Sara è più torta.
Per mio marito è tutte e due con qualcosa in più.

Per me è semplicemente una coccola mattutina, un odore e un sapore da stampare addosso alla mia famiglia...un filo d'Arianna teso fino al loro rientro...





PAN DI MELE

Farina-500 grammi
Lievito di Birra-25 grammi 
Mele-3
Miele-3 cucchiai
Zucchero-3 cucchiai
Uvetta-80 grammi
Cannella in polvere-2 cucchiaini
Olio vegetale (facoltativo:usandolo il composto viene leggermente più morbido)-5 cucchiai
Sale-1 pizzico
Acqua tiepida-250 millilitri


Tagliate a dadini le mele e spruzzatele con succo di limone.
Mettete a bagno l'uvetta.
Spolverate leggermente di farina il tavolo o un altro piano di lavoro.
Mettete la farina al centro e il pizzico di sale.
Date una bella mescolata e poi mettetela nella classica posizione a fontana, con il buco al centro.
Unite lo zucchero, il miele e la cannella.
Strizzate l'uvetta ,aggiungetela e cosi anche l'eventuale olio.Mettete il lievito di birra.
Con una mano iniziate ad impastare e con l'altra versate mano mano l'acqua. Mescolate velocemente il tutto e iniziate a lavorarlo.
Quando sarà leggermente amalgamato unire le mele e lavorare il composto per circa cinque minuti.
dategli una forma tonda e ponetelo in un luogo tiepido per farlo raddoppiare di volume.
Ci vorrà un'ora all'incirca.
Una volta lievitato, riprendetelo, lavoratelo leggermente e mettetelo in una teglia rivestita di carta forno. dategli la forma desiderata e fatelo lievitare per altri trenta minuti.
Intanto accendete il forno a 200 gradi.
Mettete il pan di mele nel forno a cuocere per circa trenta minuti.
prima di tirarlo fuori spolverate la superficie del pane con dello zucchero semolato e mettetelo cinque minuti sotto il grill.
Si formerà una golosa crosticina!
Fatelo raffreddare e servitelo a fette, magari accompagnato da una delicata confettura di albicocche.


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9 settembre 2014

La Pasta Magica o Milleusi, una soluzione per tutto



A volte ci si imbatte in blog sperduti ai quattro angoli del mondo.
Magari piccini ma pieni di ottime idee.

A me capita spesso e soprattutto ci arrivo cercando tutt'altro.
Del tipo che cerco notizie sull'usignolo del Uzbekistan  e trovo invece come si costruisce un cesto di vimini con gli alluci.

Ecco, tanto per intenderci.
Stavolta mi sono imbattuta nel blog di Darna. Un piccolo luogo di ritrovo marocchino che non viene aggiornato più da mesi.

L'occhio mi è andato su due paroline magiche "pate magique" ovvero la pasta magica.
Due parole inflazionate nel nostro mondo culinario (ve lo ricordate il tormentone della torta magica?) ma che comunque incuriosiscono più di un buco della serratura da sbirciare.

Iniziamo col dire che il nome è altisonante. Di magico non c'è nulla.
Piuttosto la definirei versatile e milleusi.

Perchè con un impasto ci si fanno un sacco di cose.
Dolci e salate.
Ecco, la particolarità è tutta qui.

Ho realizzato il pane.
Le ciambelle zuccherate.
Le pizzette.
Le bombe ripiene.
I calzoni.

Viene tutto bene.
Raddoppiando le dosi dell'impasto avrete una cena completa. Pizza, calzoni e ciambelle .
Oppure un pane delizioso e fragrante.

Ho anche congelato quest'impasto e tirato fuori all'occorrenza per delle cene o delle voglie improvvise.
Per questo mi sento di dire che è proprio l'asso nella manica da tenere a disposizione nel freezer.
Basta scongelarlo, farlo lievitare un pochino e dar via alla fantasia!

Ho modificato qualche dose rispetto alla ricetta originale.
Ho tolto il latte in polvere che qui non riesco a trovare e l'ho rimpiazzato semplicemente con del latte.
Ho aumentato le dosi del sale per dare una marcia in più e renderlo adatto ai vari impasti.

Vi va di provarla?






PASTA MAGICA O MILLEUSI

500 gr farina
30 gr burro morbido
3 cucchiai di latte
1 cucchiaio di zucchero
1\2 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di lievito di birra
180 \200 ml acqua tiepida

Su un piano infarinato mettete la farina a fontana e inseritevi tutti gli ingredienti.Lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo.Per quanto riguarda le dosi dell'acqua io ho dovuto leggermente aumentarle perchè il mio impasto lo richiedeva. Voi regolatevi aggiungendola mano mano.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo mettetelo a lievitare fino al raddoppio.(se utilizzate una macchina per il pane , utilizzate la funzione impasto e lievitazione).
Ci vorranno all'incirca un'ora e mezzo, due ore.
A questo punto non vi resta che realizzare qualsiasi preparazione dolce o salta suggerita dalla vostra fantasia!!

Particolare dell'impasto:





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4 settembre 2014

La Focaccia al cioccolato



Non so voi.
Ma io solo a sentire il termine focaccia sento tutti gli acidi gastrici in movimento.
Pronti ad accoglierla..
E un'acquolina che manco lupo Ezechiele davanti ai tre porcellini.
Immagino cascate di olio, di chicchi di sale grosso, un morbido punto dove affondare i denti.
Questa si chiama fame, signori miei.
E gola.

Del resto se è un cibo che resiste ai secoli vorrà pur dire qualcosa.
I Cartaginesi si arrabattavano a cucinarla cosi come i Greci.
Ed usavano ogni tipo di cereale.
Sarebbero stati il vanto dei nutrizionisti oggi.
Perchè si davano un gran da fare con orzo, segale, miglio.

E poi nel Rinascimento( e qui pensate che sballo se si potesse applicare ai giorni nostri) la mangiavano ai matrimoni.
Altro che giri interminabili di ristoranti, contrattazioni spasmodiche tra famiglie paghi tu che pago io. Menù lunghissimi, a volte incongruenti...
Macchè.
Una bella festa a base di focacce e vino.
Pure economico, caspita.

E poi pensiamo alle varie glorie nazionali:la focaccia di Recco, quella genovese,la focaccia pugliese.
Come non sognare di addentarle?

Beh, la mia è dolce oggi.
Cioccolato signori.
Di quello fondente extra.
Ma voi potete metterci quello che più vi piace.
E arricchirla di mandorle, noci, nocciole o pinoli.
E magari cannella.
O per i più temerari un bel pizzico di peperoncino!



FOCACCIA AL CIOCCOLATO

450 gr farina
200ml acqua tiepida
1 cucchiaio di miele (facoltativo)
130 gr zucchero
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 sacchetto di lievito di birra secco (o liofilizzato)
2 tavolette di cioccolato a vostra scelta
latte per spennellare la superficie

Su un piano infarinato mettete la farina a fontana. Fate un buco al centro e unite tutti gli ingredienti previsti.
Lavorate energicamente il composto fino a che risulterà ben omogeneo (se disponete di una macchina per il pane unite tutti gli ingredienti, partendo da quelli liquidi e azionate il programma impasto più lievitazione).
Fate lievitare fino al raddoppio (ci vorrà circa un'ora e mezza).
Lavorate brevemente la massa e stendetela a forma di rettangolo e mettetela sulla teglia  ricoperta di carta forno. Mi raccomando fatelo ora, perchè dopo lo spostarla comporterebbe un papocchio!  
Dividetela idealmente in due
Da una parte sistemate il cioccolato tagliato a quadretti . Dall'altra cercate di fare dei tagli .
Il risultato dovrebbe essere questo:



A questo punto prendete la parte tagliata ed adagiatela sulla parte con il cioccolato. Sigillate bene i bordi e fate lievitare nuovamente per una mezz'ora, coprendone la superficie.
Accendete il forno e portatelo alla temperatura di 200 gradi.
Spennellate con il latte la focaccia.
Procuratevi una ciotola di cubetti di ghiaccio e versatela nella parete inferiore del forno.
Infornate la focaccia e cuocetela per una ventina di minuti (controllate sempre, ogni forno ha i suoi tempi)
L'umidità creata dai cubetti di ghiaccio permetterà alla focaccia di crescere morbidamente rallentando la formazione della crosta.
Tiratela fuori dal forno.Fatela raffreddare, tagliatela e decoratela con lo zucchero a velo!




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31 gennaio 2014

Fagottini al cioccolato

Piove,fa freddo.Le bimbe sono a casa.Niente di grave.Una per un leggero malessere,l'altra per riposarsi un pò.La promessa di un film da vedere nel pomeriggio e la richiesta di qualcosa di dolce e cioccolatoso.Non ho voglia di far torte,non ho voglia di far biscotti.
Rispolvero una vecchia ricetta della Paneangeli.Sostituisco la marmellata con la cioccolata (non sia mai che un dolce qui scenda sotto le ottomila calorie) e inforno.
I fagottini sono pronti.
Tanto non sopravviveranno fino al film di oggi pomeriggio.Il profumo è invitante.Rende i confini casalinghi ancora più dolci,confortevoli..
Bella la sensazione di voler essere proprio dove si è,non trovate?
Vi abbraccio tutte in un colpo solo.
A presto!

Fagottini al cioccolato

500 gr farina
150 ml latte tiepido
100 gr zucchero
1 bustina o 1 cubetto di lievito di birra
80 gr burro liquefatto tiepido
2 uova
scorza grattugiata di un'arancia
1 cucchiaino di estratto di vaniglia


per farcire:

cioccolata o marmellata
1 uovo

latte per spennellare

Se utilizzate una macchina per il pane,unite tutti gli ingredienti  partendo da quelli liquidi .Avviate il programma impasto e lievitazione.
Per il procedimento a mano:
su un piano da lavoro setacciate la farina e formate una fontana con il buco al centro.Unite mano mano tutti gli ingredienti previsti e impastate fino ad ottenere un panetto omogeneo e malleabile.mettete l'impasto in una terrina infarinata e copritelo con un canovaccio.Fate lievitare fino al raddoppio.
Stendere l'impasto in una sfoglia (circa 32 per 35 cm).
Tagliarla a metà per la larghezza.Avrete a questo punto due sfoglie.
Da ognuna di queste ricavate sette striscioline (16 per 5).
Mettere un mucchietto di cioccolata (o marmellata) sulla metà di ogni strisciolina.
Spennelllare con l'uovo previsto ogni lato intorno al mucchietto e ripiegare i fagottini.Far lievitare di nuovo per una ventina di minuti.
Spennellare la superficie di ognuno con un pò di latte.
Metterli a cuocere in forno caldo a 200 gradi per un quarto d'ora circa (ovviamente il tempo è sempre relativo in base alla caratteristiche dei nostri forni.Sorvegliate sempre attentamente la cottura).


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18 dicembre 2013

La Torta delle rose versione natalizia

Se volessi fare bella figura,mio caro Babbo Natale,ti chiederei di far cessare le guerre nel mondo.Ma non sono nè una Miss Italia in odore di elezione nè la nipote illegittima di Mefistofele,per cui lo do per scontato.
Penso sia un desiderio comune,a meno che uno non si chiami Adolph e non abbia il baffetto sospetto.
Non ti chiederò nemmeno di migliorare la mia vita.Io credo nell'"Homo faber fortunae suae".L'uomo ha nelle mani il suo destino.Le mie giornate,i miei umori,le mie scelte dipendono solo da me.
Anche dagli eventi,dirai tu.
Certo.Ma la risposta agli eventi è solo mia.
Non ti chiederò di far sparire gli idioti,i maleducati,i prepotenti.
Non ce la fa l'Onnipotente e non vedo proprio come potresti farcela tu,che qualche potere in meno ce l'hai e pure qualche acciacco in più (senza contare che accanto hai la Befana che certo non ha lo staccocoscia della Belen).
Non ti chiederò di mandare a lavorare in miniera la Parodi quando afferma di essere stanca,dopo un clamoroso errore in cucina.Molte donne vorrebbero prendere la sua stanchezza e regalarle la propria,fatta di figli da crescere con difficoltà ,bollette scadute  e schiene spezzate dal lavoro.
Ti chiederò solamente una cosa.
Un leggero mal di pancia.
Non a me però,aspetta babbo.
A chi in questi mesi mi ha fatto combattere con diagnosi catastrofiche (quella più carina è stata la distrofia muscolare,ho reso l'idea?).
Ecco,intervieni tu.
Procurale una leggera colite nella notte tra il 24 e il 25 dicembre,che so io un crampetto,un pò di acidità o di reflusso gastroesofageo.
Cosi tanto per ricordarle che la medicina non sarà una scienza esatta ma nemmeno un tirare a sorte .
Che dici Babbo,me lo fai questo regalo?
P.S...io sono sana come un pesce ^_^

Ragazze oggi un classico della mia cucina,un piccolo cavallo di battaglia.Una di quelle torte che faccio anche ad occhi chiusi.Oggi ve la propongo in chiave natalizia.Il suo ripieno infatti è fatto con il mix di spezie per il pan d'epice (mix che ho preso Qui da una delle foodblogger che prediligo ).
La ricetta è quella della Torta di rose.


Torta di rose natalizia

500 g farina bianca 
1 busta di Lievito di birra 
120 g zucchero 
1 cucchiaino raso di sale 
scorza grattugiata di un limone 
2 uova 
80 g burro liquefatto tiepido 
1 bicchiere di latte

Per farcire:

100 g burro a temperatura ambiente 
100 g zucchero 
1\2 cucchiaino di cannella
1\2 cucchiaino di anice stellato
1\2 cucchiaino di chiodi di garofano
1\2 cucchiaino di noce moscata


Setacciare la farina in una terrina larga e mescolarvi il lievito di birra 
Al centro del mucchio praticare una buca e versarvi zucchero, vanillina, sale, scorza di limone, uova, burro tiepido. 
Amalgamare il tutto con una forchetta, aggiungendo un po’ per volta il latte tiepido. 
Lavorare l’impasto sul piano del tavolo infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo fino al completo assorbimento del liquido. 
Rimettere l’impasto nella terrina infarinata, coprirla con un canovaccio umido e porlo a lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato (io impasto e faccio lievitare direttamente nella macchina del pane)
Per la farcitura lavorare il burro a crema, aggiungendo gradatamente lo zucchero e le spezie indicate.
Con un matterello stendere l’impasto ben lievitato in una sfoglia rettangolare,spalmarvi la crema di burro e quindi arrotolare la sfoglia dal lato più lungo. 
Tagliare il rotolo in 12 pezzi uguali e sistemarli in uno stampo  foderato con carta da forno. Porre a lievitare una seconda volta in luogo tiepido per 20 minuti circa. 
Cuocere per trenta minuti a 200°



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25 novembre 2013

La Torta zuccherina delle Sorelle Simili e i desideri

Ho voglia di desiderare oggi.
Un nuovo racconto da consegnare,una nuova ricetta da sperimentare,un nuovo modo di sognare.
Ho voglia di vedere solo sorrisi e affetto che scende come le colate delle fontane di cioccolata.
Ho voglia di freddo,di quello che ti rende il piumone come il più invitante dei regni.
Ho voglia di tenerezza,di abbracci e di persone serene.
Perchè mi guardo intorno e vedo solo persone arrabbiate,l'un contro le altre armate.Bramose di frecciate,di sassolini infilate nei tuoi passi,di sorrisi falsi come le banconote del peggior falsario.
Ho voglia di iniziare la settimana ordinando all'Universo quello che più mi piace.
Impossibile?
Proviamo,cosa abbiamo da perdere?
Basta sedersi e immaginare di essere nel più lussuoso dei ristoranti.Chiudere gli occhi e semplicemente fare la nostra ordinazione.La condizione essenziale è però farlo con l'entusiasmo di un bambino alle prese con il sacco dei regali di Babbo Natale.L'universo ha bisogno di questo carburante per poter muoversi verso di noi.
Una volta ordinato,dimentichiamocene.
Semplicemente.
Le forze cosmiche lavoreranno per noi.
Non ci credete?Proviamo,cosa abbiamo da perdere?
Il concetto è arcaico.Dai sogni son desideri a i sogni aiutano a vivere,il risultato è sempre lo stesso.Un desiderio è come la neve a Natale,la caramella mou che sa di mamma,il fiocco dei regali,il profumo del ciambellone per casa.
Perchè privarcene?
E perchè non provare il sistema delle ordinazioni cosmiche?
Mi piace l'idea di essere al centro di un Universo che invece di tramare alle nostre spalle fa il tifo per noi,ci viene incontro per poter esaudire i nostri desideri.
Mi piace l'idea di augurarvi un buon inizio settimana con questi pensieri sparsi,ispirati dalla lettura di un testo di Barbel Mohr.
Ordinare e veder esauditi i propri desideri.
Io lo trovo fichissimo.E voi?


Torta Zuccherina (dal testo "Pane e roba dolce" delle sorelle Simili)

lievitino:

150 gr farina
1 bustina di lievito di birra (o 1 cubetto di quello fresco)
80 ml latte

Impasto:

450 gr farina
200 gr acqua
3 tuorli
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 scorza di limone grattugiata
100 gr burro temperatura ambiente
50 gr burro fuso (per ungere le palline)

per la glassa:

150 gr zucchero a velo
4 cucchiai di zucchero

Per il lievitino:
impastare velocemente tutti gli ingredienti previsti e e lasciar lievitare fino al raddoppio.

Per l'impasto:

In una ciotola sciogliete il lievitino con l'acqua prevista.Aggiungere i tuorli e poi tutti gli altri ingredienti,tenendo per ultimo il burro.Impastare per una decina di minuti,finchè l'impasto si stacca dalle pareti della ciotola.Metterlo sul tavolo e continuare ad impastarlo sbattendolo energicamente.Riprendetelo,mettetelo in una ciotola e fatelo lievitare per circa un'ora (ovviamente se avete la macchina del pane,mettete tutti gli ingredienti nel cestello e avviate il programma impasto).
Una volta lievitato,riprendete l'impasto e lavoratelo brevemente sul tavolo per sgonfiarlo.Staccate sedici pezzetti di impasto e dategli la forma di palline.Tuffarle nel burro fuso previsto e disporle in una teglia rotonda da 26 cm.Copritele e a fatele lievitare per una mezz'ora .Cuocetele in forno caldo a 200 gradi per trenta minuti..Sfornare la torta e appena tiepida pennellate le palline con la glassa

per la glassa:

stemperare lo zucchero a velo con l'acqua e spennellare le palline con la glassa.




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4 novembre 2013

La Brioche al latte più morbida del mondo (col trucchetto) e il signor Tang Zong

Tang Zong.
Chi era costui?
No,non è un monaco buddhista e nemmeno l'erede di Gengis Khan.
E nemmeno il manager della Fukutsa fukutsonis.
E' un miglioratore per i lievitati.
Altolà niente di chimico e nemmeno di falso d'autore made in China che puzza di petrolio.
E' un miglioratore naturale,farina e acqua allo stato puro.
Promette morbidezza e grande conservazione..
La mamma di Tang Zong è Yvonne Chen.Ha scritto un libro alcuni decenni fa per decantare le doti di questo impasto che poi altro non è che un roux. Infatti se ci aggiungete il burro ,il latte e un pizzico di noce moscata, non impastate il pane ma fate la besciamella ^_^
Il libro si intitola "65 gradi",come la temperatura che devono raggiungere farina e acqua.
E non  mi venite a dire che non avete il termometro da cucina.Manco io ce l'ho. Mi sono regolata ad occhio.
Grazie all'esperienza di mezzo mondo.
E non scherzo.
Tang Zong è il tormentone dei blog internazionali
E dopo mesi che lo guardo e dico mah ,ho indagato,ho raccolto indizi e ho provato.
Il risultato?
Una sola parola.
Ammazza.
Ammazza quant'è venuto bono sto lievitato.Una semplice brioche al latte.la migliore mai mangiata.
Tant'è che l'ho preparata venerdi.
E poi sabato.
E poi domenica.
Il signor Tang ha passato l'esame.
Siete pronte?
Tenete conto di due cose:
-il tang Zong va preparato e fatto riposare per un minimo di sei ore.l'ideale è tutta la notte.
-se possedete una planetaria o la macchina del pane...USATELE!! Rinunciate al piacere della fatica e del sudore per una volta e affidatevi alle sante macchine ^_^
Volete proprio faticà?Impastatela a mano almeno dieci minuti,prima di aggiungere il burro.

Brioche al latte con il metodo tang Zong

(fonte AlterGusto)

per il Tang Zong:

25 gr farina
125 gr acqua

per la brioche:

350 gr farina
100\120 gr zucchero
5 gr lievito di birra disidratato
1 pizzico di sale
1 uovo
125 ml latte
30 gr burro morbido
tang zong

Prepariamo il tang Zong:

in un pentolino mescoliamo acqua e farina con cura,cercando di togliere tutti i grumi. Mettiamo sul fornello e facciamo ispessire.Il composto deve raggiungere la temperatura di 65 gradi.Praticamente il composto  dovrà fare le righe quando sarà a temperatura.Dovrà risultare più o meno cosi:




Una volta pronto mettiamolo in un contenitore e facciamolo raffreddare.Dopo questo trasferiamolo in frigo per un minimo di sei ore ad un massimo di una nottata.
Prima di utilizzarlo facciamolo rinvenire per una mezz'ora fuori dal frigo.

Prepariamo la brioche:

(procedimento manuale.Se utilizzate una macchina del pane,inserite tutti gli ingredienti tranne il burro.Avviate il programma e dopo cinque minuti aggiungete il burro  e fate continuare come d'abitudine)

In un contenitore unite il Tang Zong ,l'uovo e il latte.Date una leggera mescolata.
In un altro mescolate con cura farina,lievito e zucchero (se il vostro lievito è di quelli che hanno bisogno di essere attivati in liquidi,prelevate un pò del latte previsto e scioglieteci il lievito con una puntina di zucchero).
Sul piano di lavoro infarinato rovesciate il composto della farina e fate un buco centrale.Unite gli altri ingredienti (uovo,tang zong e latte).
Iniziate ad impastare almeno per una decina di minuti e aggiungete quindi il burro.
Prelevate l'impasto e mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Una volta lievitato riprenderlo,lavorarlo leggermente  e dopo avergli dato la forma preferita mettetelo in uno stampo da plumcake imburrato e infarinato  (o con la carta forno).Spennellate la superficie con il latte.
Cuocete per 35\40 minuti in forno a 180 gradi,tenendo la superficie coperta con la carta .
fate raffreddare  e spolverate di zucchero a velo


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12 agosto 2013

19 giugno 2013

La Brioche all'acqua e chiacchiere

Signò la pagella de mi fija è bellissima.Tutti otto.

Ahhhhhhhhhhhhhh come studia er piccoletto de mamma  sua non studia nessuno.
Ma c'ha quarant'anni e fa ancora la prima media.
Eh ma che vor dì ognuno c'ha li tempi sua.

Bello de nonna è tutto il padre.I voti suoi.
Ma se il padre è stato bocciato otto volte.
Magari sarà come la madre che era una secchiona,non crede?
Dalla madre mi nipote ha ripreso solo er sopracciglio destro tutto il resto è de mi fijo.
.
Mia figlia questa estate la mando a fare il giro del mondo in ottanta giorni.
Io la mia in un college inglese a perfezionare la lingua.
Io la mia in Cina.
Eh ma mica studiano il cinese.
ehhhhhhhhh,signò,ma non se sa mai,qui i programmi scolastici cambiano e noi ce portamo avanti.

Signori e signori è andata ora in onda la puntata del serial :"Una tranquilla mattinata di chiacchiere al ritiro delle pagelle"

Acqua.Semplicemente e solo acqua,la sostanza di questa brioche.fatta di niente,tranne una cucchiaiata di strutto (essenziale)..ma non ci sono uova,non c'è latte...
Il suo niente la rende di una morbidezza inaudita e in grado di fare da scrigno al più goloso dei ripieni estivi:il gelato!

La Brioche all'acqua

500 gr farina
250 ml acqua
100 gr zucchero
1 pizzico di sale
1 cucchiaio bello abbondante di strutto
1 bustina lievito di birra

gelato per farcire

Su un tavolo infarinato mettete la farina a fontana.Fate un buco al centro e unite tutti gli altri ingredienti.Impastate avendo cura di farlo per almeno cinque minuti.Se l'impasto dovesse essere troppo appiccicoso aggiungete altra farina.Se al contrario dovesse essere troppo duro aggiungete altra acqua.Coprite e fate riposare fino al raddoppio.
Trascorso questo tempo se volete potete fare una brioche unica.Sistematela in uno stampo da plumcake,fatela riposare per dieci minuti e cuocetela a 200 gradi per una mezz'oretta circa.
Oppure potete fare dei piccoli paninetti.Prendete 50 grammi di impasto lavorateli a pallina,fateli lievitare e poi cuoceteli in forno caldo a 200 gradi per una ventina di minuti.
Fate raffreddare,tagliateli  a metà e farciteli con il gelato!






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12 giugno 2013

Mini briochettes


Ho trovato questo video con tutti gli usi alternativi della Coca-Cola.
Dategli un'occhiata .
A me qualche dubbio sul continuare a berla o meno onestamente mi è sorto!
Ecco il link!
Gli utilizzi insoliti della Coca Cola


Oggi le briochettes.Piccole brioche fatte seguendo la ricetta di questa personcina Qui.Ho riadattato la sua ricetta,aggiunto qualcosina e trasformato una brioche in mini-briochettes pronte ad accogliere della panna montata o ancora più golosamente del gelato!

Mini briochettes

500 gr farina
2 uova
70 gr strutto
250 ml latte a temperatura ambiente
100 gr zucchero
125 ml yogurt al naturale
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito di birra
per decorare la superficie.
granella di zucchero
qualche cucchiaiata di latte

Su un piano infarinato mettere la farina a fontana e al centro posizionare gli altri ingredienti.Impastare per una decina di minuti fino ad ottenere un impasto omogeneo.Coprire e far lievitare fino al raddoppio.
Prendete una teglia da muffin.Posizionate all'interno i pirottini di carta.
Riprendete l'impasto e senza lavorarlo di nuovo,iniziate a staccare delle palline del peso di circa 45/50 grammi.Dategli una forma a pallina e posizionatela all'interno dei pirottni.Continuate cosi fino ad esaurimento dell'impasto stesso.Spennellate la superficie di ogni pallina con il latte e cospargete con la granella di zucchero.Fate riposare per una ventina di minuti e poi cuocete in forno caldo a 180 gradi per una ventina di minuti ,
fatele raffreddare e gustatele così al naturale oppure fate come me:fate un piccolo foro al centro e farcitele con panna montata semplice o aromatizzata alla cannella.Oppure per una merenda golosa farcitele con del gelato.






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7 giugno 2013

L'Angelica delle Simili e la libera circolazione

Ah no!Chiedimi il codice Iban,dov'è la chiave della cassaforte,il Pin del telefonino ma non mi chiedere la ricetta di questa meraviglia perchè è segreta.
Ecco.Voi ditemi questa frase e io comincio a passare dallo stato solido a quello gassoso.me comincia a fumà tutto,pure il malleolo sinistro.
Perchè se c'è una cosa che non sopporto è il tirarsela in cucina.
Cucinare è amore,è passione per se stesse ma soprattutto per gli altri.
Si cucina per amore,si condivide il proprio sapere per amore.
E trincerarsi dietro un secco No,quando si sono ricevuti fior di complimenti per un piatto,a me fa girare tutto.
Il cibo deve essere come le merci.
Libero scambio.
A maggior ragione se è una ricetta valida.
Quindi LIBERIAMOLE ste ricette!facciamole circolare il più possibile,con le dovute attribuzioni!
E per fortuna che ci siamo noi foodblogger che almeno nel nostro piccolo,medio,grande riusciamo a far circolare ste benedette ricette.
E una è questa che vi propongo oggi.
Io ho tre punti saldi in cucina.
Due capostipiti.
Le Sorelle Simili e Paoletta Anice e Cannella.Una recente e preziosa scoperta ,Paola Lazzari.
le loro ricette per me sono una garanzia.Mi vengono sempre bene!
Oggi vi propongo un classico delle Sorelle simili:l'Angelica.

Angelica (dal ricettario Pane e roba dolce delle Sorelle Simili)

Lievitino:

135 gr farina
13 gr lievito
75 gr acqua

Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciar lievitare per 30 minuti


impasto:

400 gr farina
75 gr zucchero
120 gr latte tiepido
3 tuorli d'uovo
1 cucchiaino di sale
120 gr burro

per la glassa velante:

4 cucchiai di zucchero a velo
1 chiara d'uovo

per la glassa coprente:

150 gr zucchero a velo
1 chiara d'uovo


per il ripieno:

quello delle Simili:

75 gr uva sultanina
75 gr scorza d'arancio candita
50 gr burro fuso

il mio:

50 gr burro fuso
5 cucchiai di zucchero di canna
3 cucchiai di cannella

(ovviamente ci si può sbizzarrire con il ripieno:ricotta,gocce di cioccolato,crema pasticcera,nutella...)

In una ciotola mettere la farina,fare ba fontata mettere il latte tiepido,i tuorli,lo zucchero, e il sale.Unire il burro e impastare finchè l'limpasto stesso non inizierò a staccarsi dalle pareti.
Rovesciate il tutto su una spianatoia infarinata,unite il lievitino e continuare ad impastare finchè i due impasti non saranno ben amalgamati.Fate lievitare fino al raddoppio.
Riprendete l'impasto e stendetelo a forma di rettangolo,farcitelo ed arrotolatelo dal lato più lungo.tagliare questo rotolo a metà per il lungo con un coltello affilato e sottile,infarinandolo ogni tanto.Separare delicatamente i due pezzi,e tenendo il lato tagliato verso di voi intrecciate e chiudete a ciambella.mettete su una teglia da forno e fate lievitare per altri 30 minuti.A questo punto spennellate con burro fuso e cuocete in forno caldo a 200 gradi per 20/25 minuti.Se volete le glasse ,sciogliete le chiare d'uovo nello zucchero a velo.Appena l'angelica esce dal forno,spennellatela e lasciatela asciugare.
Io ho optato per una semplice spolverata di zucchero a velo perchè a casa mia ahimè le glasse piacciono poco!







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12 aprile 2013

Girasoli simil Mulino Bianco,l'Emporio e gli chef

Imperfetto.
Questo sarebbe stato il nome più adatto a questo blog.
Ma ormai da quasi un anno si chiama Emporio.
Emporio perchè c'è di tutto.Perchè accanto ad un discorso strappalacrime c'è la ricetta di un ciambellone,ci sono storie strampalate,le mie e ci sono storie vere,ci sono amiche, gatte,figlie e mariti (oddio correggo marito che di quello uno basta e avanza ^_^ ).
Emporio come il negozietto che c'era in quel piccolo paesino in Umbria,il negozietto della Cesarina.La Cesarina vendeva  negli anni settanta profumi francesi accanto a filoni di pane sciapo tipico ternano e accanto a mangime per le galline .Una volta c'ho comprato un paio di pantaloncini a righine bianche e celesti.Erano messi in bella vista sopra un prosciutto e non scherzo,credetemi.
Disordinato senza dubbio.Ma c'era un calore dalla Cesarina.Le donne del paese andavano a trovarla a targhe alterne per non lasciarla mai da sola.
Per umanità?Certo. Ma anche per sapere tutto di tutti.Ma mica per cattiveria.Per tenersi informate.Una specie di Novella 2000 antelitteram.Ricordo ancora giorni e giorni di pettegolezzi su una ragazza che doveva sposarsi ed era scappata all'ultimo momento "p'annà a fà la bona donna a Orvieto con n' avvocato".Michela si chiamava sta poverina.Me lo ricordo ancora.E io mentre ero intenta a girare con la mia biciclettina pensavo "E che male c'è a fare la bona donna?"
Il concetto ,velato tra le righe,ancora non mi era chiaro.
Ci trovate di tutto qui dentro.Soprattutto le imperfezioni,le sbavature.A volte le strisciate d'unghia sulla lavagna.
Parliamoci chiaro.Io non sono nè una chef,nè una pasticciera nè una favolosa cake-design.Non lo sono e non potrei proprio esserlo.Cucino per amore perchè così mi è stato insegnato.
Sono cresciuta messa su uno sgabello per arrivare al bancone in svariati ristoranti romani.Uno di questi si affacciava proprio su piazza S.Giovanni.Vedevo gli chef all'azione,tra i quali mio fratello,la fatica,le soddisfazioni,l'agitazione delle ore di punta,le riunioni al mattino (e questo non lo scorderò mai) di fronte ad una frappa.Si,proprio una frappa.Tre mucchietti, tre diverse calibrature di zucchero,tre diversi modi di aggiungere il lievito.Uno mi divertiva un sacco.Un mezzo bicchiere di latte dove veniva versato il cremor tartaro.Una pozione magica!Bollicine a non finire....E alla fine l'assaggio e la decisione su come e quale versione presentare.Chef che avevano studiato,girato svariate cucine,chef imbarcati sulle navi,chef che andavano a fare le varie stagioni.....Poi in Svizzera,nel locale di Selim,chef turco emigrato con dolore che all'epoca faceva il miglior kebab della città e sognava i profumi e i colori e i suoni della sua terra mentre fuori regnava il silenzio più assoluto....
Insomma,qui non troverete piatti perfetti,curati.Ci metto impegno,ma non ce la faccio ad essere perfetta.O magari non voglio.O magari non posso.O magari la perfezione la lascio a chi lo fa perchè quello è il suo destino
Vi prego solo di accettarmi per quella che sono.
Una foodblogger deliziosamente (spero) imperfetta.
Con affetto.

Vi propongo la merenda che oggi ho dato ai bimbi che fanno lezione da me.Tra un problema di matematica e uno di geometria ci abbiamo infilato un simil girasole,che ricorda molto quello del Mulino Bianco.Forse anche migliore,e lo dico senza temere di essere superba.La ricetta non è mia quindi manco il merito ^_^.L'unica variante è che io non ho usato vanillina e ho abbondato con il limone
(ricetta originale Il Dolce mondo di Sara)

Girasoli tipo Mulino Bianco

per la pasta:

400 gr farina
100 gr zucchero
100 ml latte
50 gr burro morbido
1 bustina lievito di birra
1 uovo
1 pizzico di sale
scorza di 1\2 limone grattugiata

per la crema:

300 ml latte
80 gr zucchero
55 gr farina
vanillina (io non l'ho usata)
scorza grattugiata di un limone.

Prepariamo tutti gli ingredienti per il ripieno sulla spianatoia infarinata,impastiamo fino ad ottenere una palla a facciamo lievitare per un'ora e mezzo,due (possiamo anche utilizzare la macchina del pane,programma lievitazione e impasto)
Intanto  prepariamo la crema.Scaldiamo il latte la scorza di limone grattugiata.In un altro pentolino mescoliamo farina,zucchero,limone e vanillina (io l'ho omessa),aggiungiamo il latte caldo lentamente,poniamo sul fuoco e facciamo addensare.Al primo accenno di bollore togliete,altrimenti diventerà troppo densa.
Facciamo raffreddare.
Trascorso il tempo di lievitazione,prendiamo l'impasto,lavoriamolo brevemente e stendiamolo a rettangolo.
Spalmiamo la crema che avevamo messo da parte,arrotoliamo,e tagliamo a rondelle non molto alte altrimenti lievitano tantissimo.
A questo punto mettiamole su una teglia foderata da carta forno (io le ho inserite dentro alla teglia dei muffins per non far perdere loro la forma)
Facciamo lievitare per una mezz'ora e cuociamo a forno caldo (180 gradi) fino a leggera colorazione(all'incirca ci vorrà un quarto d'ora)





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10 aprile 2013

Le Girandole di mele e grazie per avermelo chiesto

Mi hai chiesto di raccontarti le mie figlie.Hai detto che ti mancano.
Ci provo.A modo mio.
Sara.
Sara ora ha sei anni.Commercialista nel Dna.Seria e puntuale come un orologio svizzero.Attenta ai dettagli e scassaminkia ad oltranza.Sembra te in miniatura,molte volte.Tutto sotto controllo,tutto in ordine.Lei ha certezze e mai insicurezze.Io sono la più bella,la più brava e la più in gamba.Sempre.Attendiamo lo tsunami adolescenziale anche in lei per vedere se le sue convinzioni resisteranno.
Ora è seriamente impegnata da due,tre mesi a questa parte ad escogitare un piano per accoppare la gatta,ma ancora non ha messo a punto una strategia che le consenta di farlo:
-senza spargimento di sangue
-evitando anche la ingente punizione che l'aspetta dietro l'angolo
Martina l'Artista,l'undicenne.Ha deciso che è molto più charmant dire che ha dodici anni anzichè uno in meno e quindi sono all'incirca due-tre mesi che ha spostato l'asse anagrafico in avanti.
A mia domanda:ma ad ottobre quando li compirai realmente che farai?per due anni di seguito dirai dodici?
Manchi di fantasia,la risposta.Ad ottobre ne compirò tredici,semplice.Che ci vuole?
Gli specchi sono motivo di estasi per lei o di cupa disperazione.
A volte si ferma per mezz'ora davanti al primo che le capita a tiro.E sembra preda di spasmi involontari del corpo.Ma tutto sono meno che involontari.Sono le prove generali.Di un'espressione,di un sorriso,di un'arcata sopraccigliare alzata al momento giusto.E in quei momenti ti dice :Ammazza quanto sò bella.
E io smetto di sudare freddo e mi dico,ok stavolta l'ho passata liscia.
L'ultima volta,ancora la ricordo con terrore si guarda,mi guarda,si riguarda e poi con occhi spiritati mi fa:
"Come si diventa suora di clausura?"
Ecco.Stavolta non la scampo.
E perchè suora?per giunta di clausura?
Perchè sono brutta
E perchè saresti brutta?
Perchè ho le sopracciglia disordinate.
Beh,esistono le pinzette.
Fanno male?
beh,un pò.
Va beh proviamo,solo una però !
Ahia,ma si soffre...
Ok,vada per la clausura...
In camera troneggiano diecimila poster.A me diverte una camera così vivace,sarà che la mia adolescenza l'ho vissuta tra mura tempestate di Duran Duran Spandau ballet e Wham e la ricordo ancora con tenerezza...
Ora c'è un tizio spiaccicato da tutte le parti.Harry Styles,One Direction.Beh,l'ho beccata che passava davanti al poster,arrossiva e si sistemava i capelli.
A mia annotazione a margine "A Martì,ma è un poster mica ti vede"
ribatte acidamente :"Non se pò mai sapè"
E quindi rimaniamo in attesa del miracolo del poster animato.
Vuole fare il conservatorio.Speriamo.Un bel modo di educarsi alla vita e di sfuggire alle insidie dell'adolescenza.
Ecco,un piccolo spaccato della nostra vita.Avrei potuto dirti che mi sento orgogliosa.Sono serie educate,mai fuori posto,mai lagnose,attente,simpatiche.Posso portarle ovunque e ovunque sanno scegliere il comportamento più giusto da tenere.Ma sarei noiosa,sono la loro mamma.
Loro due sono la mia bussola nella vita,mi indicano sempre la direzione.
Sono la mia boccata d'ossigeno,di purezza in giornate in cui quello che vedo e che sento non mi piace affatto.
Grazie per avermelo chiesto.

Oggi una ricetta con protagoniste le mele.e te pareva.Lo so,sono il mio punto debole.ma il dolce con le mele mi sa di casa e visto l'argomento di oggi ci sta proprio bene.(ricetta by Sara)

Girandole alle mele

per la pasta:

420 gr farina
100 gr zucchero (io 120)
80 gr burro morbido a dadini
125 ml latte
1 bustina di lievito di birra
1 pizzico di sale


per il ripieno:

3 mele
3 cucchiai di zucchero
30 gr burro
o marmellata
cannella

per la superficie:

granella di zucchero
2 cucchiai di latte

Impastate tutti gli ingredienti per il ripieno su una spianatoia infarinata.Formate una palla e mettete a lievitare in luogo caldo per un'ora e mezza.(potete anche usare la macchina del pane e usare il programma impasto e lievitazione)
Al termine prendete l'impasto,sgonfiatelo e lavoratelo per un pò.Stendetelo a forma di rettangolo.Spalmate la superficie o con il burro o lo zucchero o con la marmellata.unite le mele tagliate a dadini e la cannella.Arrotolate il tutto  e tagliate poi delle rondelle che saranno le vostre girandole.Fate lievitare per un'altra mezz'oretta .Spennellate la superficie con i cucchiai di latte,
cospargete con la granella di zucchero e cuocete in forno caldo a 180 gradi per una mezz'oretta.










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19 gennaio 2013

Il Danubio dolce e la mia candidatura al premio Nobel

Il potere dell'adesso.Questo è il titolo di un testo particolare che ogni tanto rileggo.Il concetto è semplice.
Interrompere il tempo psicologico.Quindi spezzare il legame con il futuro e il passato e sintonizzarsi sul presente,su quello che si sta facendo.
Tranquille però,non vi appesantisco le zucchine in questo freddo e uggioso sabato pomeriggio!
Stamattina dopo aver riletto quelle pagine ho provato a concentrarmi su ciò che mi circondava in quel momento.Il rumore della pioggia,il borbottio della caffettiera,la lavatrice in funzione...tutte colonne sonore che nella nostra mente si fondono,alle quali non prestiamo attenzione.....una canzoncina in sottofondo nella camera delle mie figlie,una canzoncina di quelle che fischietto da sempre,al cui testo però non avevo mai prestato attenzione..Questa:


Se volete ascoltatela, altrimenti vi riporto io qualche strofa:

"La pecora è nel bosco,vogliam vedere il bosco,il fuoco l'ha bruciato.
 Il bue ha bevuto l'acqua,vogliam vedere il bue,Michele l'ha ucciso.
 Vogliam vedere Michele,la morte l'ha rapito
 Vogliam vedere la morte,la morte non si vede,la storia è finita...."
Se sommiamo questo a :
-la mamma di Bambi che stramazza ad opera dei cacciatori
-la matrigna di Biancaneve che vuole il cuore e gli occhi della figliastra
-Cenerentola schiavizzata dalle sorellastre 
-Pinocchio usato come stuzzichino dalla balena
-la mamma di Nemo sbranata dai barracuda
-il lupo che si pappa Nonna e Cappuccetto Rosso
...beh ...iniziate a preparare la mia candidatura al premio Nobel.
Ho scoperto il perchè di traumi,fobie e tic nervosi in età adulta.
Ma secondo voi un povero infante lasciato solo ad ascoltare queste canzoncine degne del miglior  Dario Argento,a vedere film che farebbero impallidire Freddy Krueger ma come può diventare un adulto sano e sereno mentalmente?
E vi dirò di più. 
Pensate alla più classica delle ninne nanne.
"Ninna nanna ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?"
E  già li la sicurezza infantile vacilla.Sto neonato che dovrebbe serenamente scivolare tra le braccia di Morfeo mentre sua madre tranquillamente progetta di darlo a qualcuno.
"Lo daremo alla Befana che se lo tiene una settimana!
Ma no !ma no!!ma avete presente la befana?già a noi adulti fa ribrezzo,figuratevi a un bimbo.Brutta,racchietta,senza denti e col nasone.E sta sciagurata di mamma glielo vuol dare per una settimana.
Ma nel caso in cui l'infante riuscisse a tornare indietro sano e salvo dopo gli abbracci stantii della Befana....
"..lo darò all'Uomo nero che se lo tiene un anno intero."
Capito?alla faccia del bicarbonato di sodio,come direbbe Totò.Se il trauma di una settimana con la vecchietta non fosse sufficiente a rendere il bimbo in questione un futuro Prozac-dipendente (o Valium o Lexotan fate voi) ecco pronto l'Uomo nero.
Una figura scura,senza volto,che aleggia nei peggiori incubi.Pronta a prendere neonati inconsapevoli,a rapirli e a tenerli per un anno intero....
Ecco,e poi mi parlano dell'infanzia come l'età più serena!
Beh,mi sa tanto che vado a vedermi l'Esorcista in edizione integrale.
Praticamente in confronto a quello che vi ho raccontato sarebbe come vedere Mary Poppins!

Oggi doppia ricetta.La prima è quella di un danubio dolce.Morbida brioche aromatizzata all'arancia.Solitamente va fatta con il poolish e si attende pazientemente.Io ho fatto così,ma considerando che è talmente buona che di solito viene fatta fuori subito non ha importanza la morbidezza data dalla lunga lievitazione.Quindi versione smart ma ugualmente buona.
L'altra ricetta è la torta all'acqua con le mele,riadattata dal famosissimo ciambellone all'acqua di Adelaide Melles.Per una colazione da coccole!

Danubio dolce

500 gr farina
1 bicchiere di succo d'arancia
80 ml di olio di mais
1 bicchiere di acqua tiepida frizzante
1 pizzico di sale
scorza grattugiata dell'arancia
1 bustina di vanillina
1 busta di lievito di birra
120 gr zucchero

Per la glassa:
zucchero a velo
succo di un'arancia

Su una spianatoia infarinata fate la fontana con tutti gli ingredienti,tranne che per il bicchiere di acqua.Quello tenetevelo vicino e aggiungetelo mano mano,dosandolo a seconda della quantità che viene richiesta dalla farina.Un bicchiere dovrebbe bastare di solito (anzi con alcune marche di farina ne serve anche meno).Quindi regolatevi ad occhio ,la quantità è indicativa.
Impastate per una decina di minuti e lasciate poi lievitare per un'ora e mezzo circa.
Riprendete il panetto ,lavoratelo e iniziate a staccare delle piccole quantità di pasta,formate una palletta e mettetela in una tortiera imburrata e infarinata,fino a esaurimento della pasta stessa.
A questo punto mettete questo impasto nel forno scaldato a 50 gradi e poi spento.Lasciate il Danubio lì al caldo per una mezz'oretta.
Scaldate il forno a 180 gradi e cuocete il Danubio inizialmente coperto per una ventina di minuti con un foglio di alluminio.Continuate la cottura per altri dieci minuti circa.
Una volta raffreddato preparate un mix tra zucchero a velo e il succo di un'arancia.versatelo sulla superficie,aspettate una mezz'oretta e gustate!



Torta all'acqua con le mele

300 gr farina
200 gr zucchero
130 ml acqua frizzante
130 ml olio di mais
3 uova
1 bustina di vanillina
3 mele
succo e scorza grattugiata di limone
1 pizzico di sale
1 bustina lievito

Affettate le mele e mettetele in una ciotola bagnate con del succo di limone per non farle annerire.
Montate le uova a lungo con lo zucchero.Unite  succo e scorza del limone e la vanillina.Unite l'acqua  e mescolate per bene.
Alternate la farina setacciata con il lievito all'olio e mescolate fino a che l'impasto sarà senza grumi.
Imburrate e infarinate una tortiera.Sistemateci l'impasto,metteteci sopra le mele cuocete a 180 gradi per una quarantina di minuti.




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16 gennaio 2013

Il Pan Dolce e gli emotivamente stitici

E' tutta colpa della corteccia prefrontale.
Questione di anatomia,mica di delitto preterintenzionale.
Se quella è un pò scalfita,se qualcuno di passaggio magari c'ha inciso le proprie iniziali con tanto di cuore trafitto,beh è giocoforza che cominci a dare qualche problemino.
E visto che suddetta corteccia è deputata non solo alla risoluzione dei problemi ,ma anche alle emozioni diventa assolutamente comprensibile e addirittura scusabile la presenza di un persona "emotivamente stitica".
Tarzan docet.
Questa espressione,che trovo di una genialità unica (due parole che rendono alla perfezione il quid di queste persone) viene utilizzata nel corso del film della Disney.
Emotivamente stitici.
Prendete una fantomatica Adelina.
Questa magari è una vostra amica da chissà quanto tempo.E quando vi incontrate parla.Parla e parla ancora.
E le sue parole vi invadono,vi inseguono,vi tirano su la palpebra se magari questa,presa dalla stanchezza,alla fine tende un pò a calare.
I suoi problemi,le sue lamentele,le liti con Adelino,i problemi con il figlio,il callo che le dà noia ...volete mettere?Al grido di "Se non lo dico a te a chi lo devo dire?" vi travolge e stravolge.E ammirata vi dice:
"ma come sai ascoltare bene.Sei messa lì buona buona che non proferisci parola e ascolti...ad avercele amiche come te..."
Come si fa a spiegarle che è tutta questione di anatomia?
Non è che non volete parlare.... è che vi è proprio saltata la zona di Braco,quella piccola area del cervello deputata alla produzione del linguaggio.
Non riuscite più ad articolare parola.
Però a ben pensarci lei non ve ne dà modo.Mai un "ma tu come stai?",mai un "ma come te la passi?
E se magari tra un callo e un sospetto di corna da parte di Adelino,provate a dire"sai,io sto un pò così..."
è l'abisso!
Questa la prassi:
-la persona emotivamente stitica  batte in ritirata
-vi dà un margine di tre frasi e poi riattacca con i suoi problemi
-voi dite "sto male" e lei risponde " e va beh capita,avrai le tue ragioni..."
E certo che ho le mie ragioni,mica sono deficente.E' che mi piacerebbe che tu me le chiedessi ste benedette ragioni....
Non è colpa delle Adeline presenti nelle vostre vite.
Sono stitiche emotivamente.Manco un chilo di prugne o un'intera boccetta di Guttalax.
E' una stitichezza incurabile.
Colpa di quella corteccia incidentata.
La soluzione?
Forse la ritirata ,mandando la cosiddetta Adelina a coglier ravanelli......

Mie care,oggi pan dolce.
Delizioso pane lievitato.Buono da solo,ottimo farcito.Io l'ho fatto sia come torta che come singoli cornetti farciti alla Nutella,alla marmellata e all'uvetta.Viene bene comunque.Il segreto?le tre lievitazioni,mi raccomando.
la ricetta originale prevedeva l'uso della farina manitoba.Io prima ne ero una grande estimatrice.Ora dopo aver sentito un pò di pareri discordanti,cerco di usarla di meno.
Un abbraccio a tutte voi
(ricetta originale cookaround-mariagabry)

Pan Dolce

per il lievitino:

165 gr farina 00
114 ml acqua tiepida
1 bustina di lievito di birra
1\2 cucchiaino di zucchero

Impastate tutti gli ingredienti,a mano o con la macchina del pane.fate riposare fino al raddoppio del volume del lievitino.

Impasto

335 gr di farina
1 bicchiere di latte o succo d'arancia
70 gr olio di semi di mais
100 gr zucchero
1 pizzico di sale
aromi a piacere

Fate una fontana con la farina.Aggiungete tutti gli ingredienti per l'impasto e lavorateli fino ad ottenere una palla.Allargatela e metteteci in mezzo il lievitino raddoppiato ,lavoratelo per benino per una decina di minuti.Mettetelo poi a lievitare per un'ora e mezzo,due.Nel caso utilizziate la macchina del pane procedete in questa maniera:
sul lievitino raddoppiato unite gli ingredienti dell'impasto e fate partire il programma impasto e lievitazione.
Al termine della lievitazione prendete l'impasto e dategli la forma che volete.Io l'ho fatto sia come torta che come singoli cornetti farciti (alla nutella,alla marmellata e all'uvetta).
Una volta data la forma definitiva fate lievitare per un'altra mezz'oretta e cuocete in forno caldo a 180 gradi per una quarantina di minuti.
Una volta freddo spolverizzate di zucchero a velo o coprite con glassa.






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