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3 febbraio 2016

Le Chiacchiere Nuvola e io ho cinque emozioni più una

Cinque emozioni.
Rabbia, gioia ,tristezza,disgusto e paura.
Le emozioni che vivono nella mente di ognuno di noi.
Questa la trama dell'ultimo film della Pixar "Inside out".
Lo avete visto?
E' bellissimo.
E rispecchia realmente quello che abbiamo nella mente.
Sti cinque tizi nel nostro cervello che regolano il nostro sentire.

Ecco.
C'è solo un problema.
Io.
Io giuro che come voi ho rabbia ,tristezza, disgusto, paura e gioia.
Però ne ho anche un'altra che mi si aziona spesso.
Tutti i giorni.
Sta li, pronta e batte tutti che Michael Bolton potrebbe eguagliarla.

Io c'ho  Stronza  e credetemi,è sempre presente.
Non fa nemmeno tanta fatica.Basta un nonnulla e scatta.
Con tutti.

Nel caso in questione mi è scattata con le mie figlie.
Io voglio le castagnole al miele.
Io invece le ciambelle fritte.
Tanto a me mamma fa le castagnole.
Non è vero perchè mi fa le ciambelle.
E io?

Ho fatto le chiacchiere.
Ecco- 

Ma non sono stata io eh?
E' partita stronza e non ce ne è per nessuno.



Solo che non volevo le solite chiacchiere.
Le volevo belle asciutte,leggere, SENZA LIEVITO.Volevo una ricetta facile e anche abbastanza veloce.
Detto fatto,ho trovato la ricetta qui.

Già il nome è parecchio intrigante.
Nuvola.
Impalpabile, etereo,leggero.
Pochi ingredienti.
Nessun trucco da cappellaio matto.
Semplicemente una manciata di accortezze che garantiscono un risultato che vi stupirà.


  1. Una volta che l'impasto è pronto mettetelo sotto un contenitore di vetro(basta una ciotola capovolta)
  2. Se possibile utilizzate la macchinetta per tirar la pasta (la famosa Nonna papera) fino alla tacca due.Potete anche utilizzare il mattarello ma in tal caso fatele fine fine,quasi trasparenti !
  3. Non le preparate tutte insieme per poi friggerle ma fate un pezzo di impasto alla volta.Lo tirate ,date la forma e friggete.Più riposano ,meno bolle avranno!
  4. Mentre friggete ,tenete l'impasto che ancora dovete stendere sempre coperto!
  5. Friggetene poche per volte e ,mi raccomando,in tanto olio.la frittura unta e pesante si ottiene utilizzando poco olio
Siete pronte?



Puoi trovare nel mio blog anche queste ricette di Carnevale:

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1 luglio 2015

Le Sopapillas veloci con il trucchetto


Festeggiamo.
Uno stato di salute che migliora giorno dopo giorno. Lento, ma in costante miglioramento.

Festeggiamo.
Una figlia che ha terminato gli esami con il massimo dei voti.

Festeggiamo.
Il sole, il cielo azzurro, il fatto di esser vivi.
Solo questa bella sensazione meriterebbe un brindisi quotidiano.

E non so voi, ma a me i festeggiamenti rievocano nella testa atmosfere latine, samba, spiagge immacolate e dolci.

Dolci come se piovesse.

Festeggio il mio rientro in questo pazzo mondo dopo una parentesi poco piacevole con un dolce tipico dell'America del Sud.

Le Sopapillas, in una versione semplificata, che vi farà sudare poco.

Le Sopapillas nascono più di duecento anni fa nel New Mexico.
Possono essere servite dolci, ricoperte di zucchero a velo o miele oppure salate, come antipasto ipiene di carne o formaggio.

La ricetta da manuale prevede un impasto di pasta di pane lievitato e poi fritto.

Io vi propongo la versione rapida e furba, che ho visto spesso adottare nei blog sudamericani.

Pronte?



LE SOPAPILLAS con il trucchetto

1 rotolo di pasta sfoglia
zucchero a velo, cannella o miele per la superficie

Srotolate la pasta sfoglia.
Tagliatela a triangolini o a piccoli quadrati come ho fatto io.
A questo punto potete optare per una cottura più leggera, quindi mettetele in forno per circa un quarto d'ora a 180 gradi.
Oppure friggete i quadratini di sfoglia in olio di semi.
Qualunque sia il metodo di cottura da voi scelto alla fine spolveratele di zucchero a velo e cannella oppure inondatele con del miele sciolto a bagnomaria!


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15 marzo 2015

I Bignè di San Giuseppe:la ricetta mai più senza!




Se il mondo della pasticceria avesse come solo rappresentante i bignè di San Giuseppe io, beh io,
sarei sicuramente più snella.
E anche meno godereccia.
E con qualche filino in meno di zuccheri nel sangue.
Perchè non c'è verso.
Io e i bignè di San Giuseppe non ci amiamo.
Ci guardiamo con rispetto ma ci evitiamo.
E' forse l'unico dolce che non mangio.
Anzi non mangio nè bignè nè dolci che trasudano alcool.
La mia cistifellea si ribella alla sola idea.

Ma ho le serpi in seno.
Anzi la serpe, alias il signor Emporio 21.
Lui diventerebbe volentieri un' Anita Ekberg al maschile...ma il bagno non sarebbe certo nella Fontana di Trevi, quanto invece in un mare di bignè di San Giuseppe.
Li adora.
Lui che preferisce una cartone di sale ad uno di zucchero.
Lui che tra una succulenta meringa e un piatto di "spaghi ajo ojo e peperoncino" corre veloce verso quest'ultimi come se non ci fosse un domani.

E allora che bignè siano.
Nel corso degli anni ho incontrato e messo alla prova varie ricette.
Maltrattate ,cambiate, storpiate, piegate alla mia fantasia.
Nessuna ha vinto.
Nessuna è stata all'altezza di quei piccoli rioni romani, dove San Giuseppe "Frittellaro" regna sovrano.
Rioni dove conta la sostanza e non l'apparenza.
Rioni dove il diciannove marzo il fegato viene chiuso in un armadietto accanto alla Soluzione Schoum che varrà presa a litri nei giorni a venire.
Non c'è arte pasticcera, non c'è guizzo particolare.
Ma solo tanto saper fare tipico del popolo.

Ho girato e rigirato, senza saper dove andare, come dice Baglioni.
Finchè ho incontrato lei e i suoi bignè.
Li ho provati.
Alla lettera, stravolti, diminuite le uova...oh vengono sempre bene.
E il sapore è proprio quello.
Quello del ristorantino lì a San Giovanni, dove li ho assaggiati la prima volta.

La dolcezza del popolo, tutta in un bignè.....


Io ve la propongo la ricetta de La Cuoca Sopraffina. Provatela se volete sperimentare il vero sapore dei famosi bignè.
Ho unito questa ricetta a quella della crema per me insostituibile ed infallibile, quella che trovate QUI.
Sembra difficile assemblare il tutto ma credetemi, al massimo un'ora di tempo ed è tutto pronto!




BIGNE' DI SAN GIUSEPPE


per i bignè:

150 grammi di farina
80 grammi di burro
200 millilitri di acqua
4 uova
60 grammi di zucchero
1 pizzico di sale


per la crema pasticcera:

2 uova intere
400 millilitri di latte
150 grammi di zucchero
30 grammi di farina
 scorza di un limone grattugiata
1 pizzico di sale

Prepariamo la crema:
mettiamo a scaldare il latte in un pentolino.
A parte montiamo le uova con lo zucchero fino a renderle belle spumose.Uniamo il sale, la scorza del limone grattugiata e la farina.
Uniamo il latte caldo, mescoliamo bene e mettiamo sul fuoco portando ad ebollizione e cuocendo per due o tre minuti.
Facciamola raffreddare.

Prepariamo i bignè:
in un tegame antiaderente portiamo a bollore l'acqua, il sale e il burro.
Togliamo dal fuoco, versiamo a pioggia la farina, mescoliamo e rimettiamo a cuocere per cinque minuti il composto a fiamma moderata.
Mescolate sempre, tende a bruciacchiarsi il composto (questo è l'unico passaggio un pò più difficile).
Togliete di nuovo la pentola dal fuoco ed aggiungete le uova con lo zucchero, sempre mescolando.
Otterrete un composto colloso, poco "simpatico" da gestire ma questo deve essere l'aspetto!
mettete a raffreddare il tutto per circa 30 minuti.

Prendete una pentola alta e stretta e riempitela di olio per friggere.Portatelo lentamente a temperatura.
Mi raccomando, l'olio deve essere abbondante. E' l'unica maniera per far venire il fritto leggero e poco unto!
Con l'aiuto di due cucchiai formate delle palline che lascerete cadere nell'olio bollente.
Toccatele il meno possibile. Si gonfieranno a poco a poco,
Lasciatele dorare  e scolatele.
Continuate cosi fino ad esaurimento dell'impasto.

Preparate una sac-a-poche , riempitela con la crema, praticate un foro al centro di ogni bignè e riempitelo come se non ci fosse un domani.
Il bignè "casalingo" e verace del romano è grande e straripante di crema pasticcera!!!
Spolverate con zucchero a velo e buon appetito!!


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13 febbraio 2015

Le Castagnole...e queste mi sono proprio piaciute!



Ma quanto mi piace il Carnevale!!
E' la mia festa preferita.
Adoro le maschere, gli interminabili trenini al suono di Pepepepepe.
I diecimila coriandoli che mi ritrovo sin dentro la cistifellea quando torno a casa dopo una festa.
I diecimila coriandoli che chissà perchè trovo sul pavimento di casa fino a Pasqua, nonostante continue e fobiche passate di aspirapolvere.

E l'odore dei dolci?
Fritto, zucchero e vaniglia come se piovesse.
E cosi tante ricette che si accavallano e che si sperimentano nella speranza di trovare la perfezione.

Io stavolta l'ho trovata.
L'anno scorso vi avevo proposto un impasto che usavamo nel ristorante di mio fratello che andava bene sia per far frappe sia per far castagnole .Un impasto mitico per chi ha fretta e deve soddisfare palati diversi (QUI il link)

Quest'anno invece....
Quest'anno è arrivata Claudia con  la sua versione delle castagnole.
E' stato amore a prima vista.

Un amore ricambiato.
Perchè è diventata la ricetta ufficiale delle castagnole di casa Emporio 21.
Buone, morbide, profumate..e stranamente per un fritto, migliorano con il riposo.

Il mio impasto, contrariamente a quello di Claudia, è venuto consistente tanto da poter formare velocemente le palline con le mani
In caso contrario ,prelevate l'impasto con un cucchiaio e mettetelo direttamente a friggere nella padella!

Rispetto alla ricetta di Claudia ho modificato alcune cose: la dose dello zucchero e l'utilizzo del limone al posto del liquore (erano destinate a bambini).Per la ricetta originale vi rimando al suo post!!




LE CASTAGNOLE (dose per dieci castagnole grandi)

1 uovo
100 grammi di farina 00
40 grammi di zucchero 
11 grammi olio extravergine d'oliva
buccia grattugiata limone (o Maraschino o Grappa)
aroma vaniglia
1\3 bustina di lievito
1 pizzico di sale

per decorare:
acqua
zucchero semolato
succo di limone (o liquore)

Mescola zucchero uovo e sale. Aggiungi l'olio, la vaniglia e la scorza del limone.Sbatte bene con una frusta.
Attraverso un setaccio fai scendere la farina con il lievito.
A questo punto forma le castagnole . Se l'impasto dovesse essere troppo morbido, prendi un cucchiaio, raccogli un pò di composto e friggilo direttamente...non le fare troppo grandi gonfiano tanto in cottura!!
Falle dorare su tutti  i lati e scolale dall'eccesso di frittura.
Lasciale intiepidire, bagnale con il succo o il liquore allungato con acqua e rotolale nello zucchero semolato!!!

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29 gennaio 2015

Le frittelle nell'imbuto-Funnel cake ed è subito Carnevale










Questione di gusti.
Uno le frittelle le mette dove più gli pare
Io personalmente le metto tassativamente in bocca e sui fianchi.
E poi le deposito a suon di parolacce sul tapis-roulant.

Ma il Carnevale sta al fritto come Rocco Siffredi alla patatina (l'Amica Chips cosa avete capito ;-)!!!
E tra un ballo , un trenino e una cascata di coriandoli io ci piazzo 3 etti di chiacchiere e 5 di castagnole.
Quest'anno però volevo inaugurare la stagione dei frizzi e lazzi con qualcosa di diverso
E santo Pinterest è venuto in mio aiuto.

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19 marzo 2014

Le Ciambelle fritte e i vari papà

Dedicato a tutti i papà.
A quelli di Dna e quelli capitati per destino...
Dedicato a chi fa il padre tutto l'anno
dedicato a chi lo fa a giorni alterni 
a chi lo vorrebbe fare e non può.
Dedicato ai papà che si sporcano le mani e anche l'anima per un futuro migliore,
dedicato a quei papà che amano in silenzio
e a quelli che amano gridando.
Dedicato ai papà con gli occhi asciutti fuori e il cuore bagnato dentro
e a quelli che basta una carezza per piangere senza vergogna.
Dedicato al mio papà,ricordo senza tempo,
e a tutti quelli incontrati nel mio cammino che mi hanno insegnato qualcosa.
Dedicato a papà Ago
dal quale imparo
con il quale parlo
e che mi ha lasciato una persona stupenda della quale prendermi cura.
Dedicato al papà delle mie bimbe,
il loro faro,
il loro bambolotto.
La mia vita.


AUGURI A TUTTI I PAPA''''!!

Lo so.Da buona foodblogger oggi avrei dovuto sfornare i bignè di San Giuseppe,come si usa da queste parti.ma pur essendo una fanatica e amante dei dolci,non riesco proprio a mangiarli nè a cucinarli.Quindi vi propongo un altro fritto,tanto per non scalare nemmeno una caloria.
Ciambelle fritte.Semplici,con un impasto areato e non pesante.Non hanno uova,non hanno patate e credetemi assomigliano PERICOLOSAMENTE alle ciambelle del bar.
Pericolose e non esagero..perchè creano dipendenza.Le ho trovate dalla mia cara amica nonchè compagna di scorribande ad altro tasso di glucosio!QUI trovate la sua proposta.
Una piccola precisazione della quale ci siamo accorte in corso d'opera.Il top del risultato si ottiene con una doppia lievitazione.Se avete fretta però potete farne anche una sola,vengono meno soffici!


Ciambelle fritte

500 gr farina
300 ml acqua
80 gr zucchero
10 gr sale
1 bustina di lievito di birra (o 1 cubetto da 25 gr)
50 gr strutto

olio
zucchero semolato

La sera prima preparate l'impasto,lavorando tutti gli ingredienti su un tavolo infarinato.Lavorate il tutto per una decina di minuti e mettete a lievitare coperto per tutta la notte.
Nel caso in cui utilizzate la macchina per il pane fate partire il programma impasto più lievitazione e al termine lasciate pure il composto all'interno per tutta la notte.
la mattina seguente stendere l'impasto (non molto sottile) e con un coppapasta ricavate tanti dischetti.Con un coppapasta più piccolo praticate un foro centrale.Lasciate lievitare le ciambelle cose ottenute per altre due ore (fatele lievitare in un luogo tiepido).
Friggetele e cospargetele con abbondante zucchero semolato.
Ovviamente se avete poco tempo a disposizione potete evitare la seconda lievitazione.Date la forma,le lasciate riposare per una ventina di minuti e le friggete.Saranno ugualmente buone anche se meno soffici.






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4 marzo 2014

Le Orecchie dell'elefante e il codice delle quarantenni fighe

In conformità all'articolo 18765432 del codice delle quarantenni fighe prometto solennemente di:

-mettermi a dieta da domani

-pasteggiare fino all'arrivo della Pasqua a broccoli sconditi e tristi petti di pollo

-prometto di fare miei gli zompetti dello Zumba

-prometto di ungermi come un arrosto pronto per il forno (in ordine sparso) i seguenti cotillons:

  • panza
  • cosce
  • glutei
  • sottomento
-prometto di provocarmi istantanea amnesia nonchè cecità se dovessi incautamente incappare in qualche  ricetta goduriosa delle mie amiche blogger

-prometto di riconsiderare ed analizzare, previa psicoterapia mirata ,la mia insana passione per il cioccolato

-prometto di sviluppare un'orticaria diffusa in tutto il corpo nel caso in cui un'incauta cheesecake finisca nelle   mie fauci

Prometto...prometto.

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21 febbraio 2014

La Pasta Squadata e quel che penso della Sicilia

Anche oggi vi faccio accendere le casse del pc.
Chiudete gli occhi e immaginate un cielo blu.Senza concessioni,senza veli,senza sbavature.
Impavido e orgoglioso.
Blu.
Blu come il mare nel quale si perde e si fonde.
Un lembo di terra davanti.
Tu sei ancora nel "continente" e ti accorgi che al di là c'è qualcosa di diverso che ti aspetta.
Arrivi,scendi dal traghetto,ti guardi intorno e vedi un gesto comune.
Tutti tirano giù i finestrini delle auto e respirano a pieni polmoni con l'aria soddisfatta e consapevole:
"Siamo a casa".
E comincia il viaggio.Un viaggio fatto di musica,profumi,odori.
A volte non ce la fai a sostenere la luce.Ti viene da chiudere gli occhi.Perchè è forte,è viva.E tu non ci sei abituata.

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8 novembre 2013

I cannoli alla ricotta,Rocco Siffredi,le patatine e Haydn

Accendete le casse del pc.
Ascoltate l'incipit del brano,la Creazione di Haydn.
Bello vero?
Manco per niente vi risponderebbe la moglie del grande compositore austriaco.
Tant'è vero che lo spartito di questo brano venne usato dalla gentil signora come sottopiatto.E poi come carta per foderare le scatole di latta.E poi ancora per fare qualche prototipo di bigodino.
Cattiva?
Forse.
Mettetevi però nei suoi panni.
L'inizio di questa storia ha un che di siffrediana memoria...ve lo ricordate lo spot"la patatina tira?"
Ecco,oggi come nel 1700.
Maria Anna Keller in realtà non era nient'altro che un ripiego.
Il ripiego della sua stessa sorella,Therese Keller.
L'afflusso di sangue nel corpo del caro Franz Joseph Haydn aveva una doppia direzione.
Una arrivava al cervello.E fin lì...
L'altra arrivava al ..al...si avete capito,andava dalla parte opposta alla materia grigia.
C'erano dei giorni in cui il flusso si distribuiva equamente oppure andava solo nella direzione della testa.
E tutto filava liscio
Ma c'erano dei giorni...c'erano dei giorni in cui il sangue era tutto lì.
Ed iniziavano i problemi.
Tant'è vero che all'ennesima offerta di cavalcata senza cavallo presente,la cara Therese decise di entrare in convento.
Estirpare il problema alla radice,off course.
Mizzica e ora? si domandò il "Walter" del caro Franz.
E ora niente.
Scatta il piano b.
Ed ecco che entra in scena Maria Anna.
Il perchè la cara signora abbia deciso di sposare il compositore rimane oscuro.Rivalsa nei confronti della sorella?Temporaneo oscuramento delle  facoltà mentali?Ciclo?Sindrome premestruale?Iolanda fumante?
Forse si..ma anche no.
Certo è che fu un'unione bislacca.
Lei odiava il lavoro del marito,era infastidita tanto dalla musica quanto dai musicisti.Un animo nobile insomma.
E un giorno era un bello sgambetto per farlo cadere.
Il giorno dopo un pelo del naso tirato con foga.
Poi un calcio negli stinchi in piena nottata.
E magari due o tre cornini tanto per gradire....
Fino a fargli sparire gli spartiti e ad usare come straccio per la polvere l'incipit del brano in sottofondo (e parliamo del padre della sinfonia e del quartetto d'archi,mica pizza e fichi)
Non è un campione di simpatia la cara Maria Anna però...
però non riesce a starmi antipatica nonostante lo spartito ridotto a bigodini.
Provate a pensarci...un'intera vita a combattere contro il demone della seconda scelta.
Un marito "..eternamente distratto da sonate e cantate" oltre che dalle varie Iolande incontrate lungo il cammino.
Beh forse anche io alla fine "avrei usato l'incipit della Creazione...per pulirci il forno"!
E voi?

Oggi vi lascio con i cannoli di Filomena.
Filomena è una cara vecchina catanese.I cannoli non li compra,se li fa da sè e vi assicuro che per quanto mi riguarda sono i migliori al mondo.Da lei ho imparato a mangiarli senza l'aggiunta di canditi,cioccolato o pistacchi.La ricotta,rigorosamente di pecora,lei la lavora con il passaverdure e le viene fuori una crema.La ricetta me l'ha data quasi vent'anni fa ormai,la prima volta che sono scesa in Sicilia.E la passo a voi.Non ha pretese di perfezione nè di alta pasticceria.
ma è deliziosa,credetemi!


I cannoli alla ricotta di Filomena

per la scorza:

250 gr farina
2 cucchiaini di cacao amaro
50 gr strutto
1 albume
acqua quanto basta
2 cucchiai di vino bianco (o Marsala)
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale

per il ripieno:

500 gr ricotta di pecora
100 |150 gr zucchero semolato
un pizzico di cannella
( se volete potete aggiungere canditi,pistacchi o cioccolato)



Impastate su un piano di lavoro infarinato la farina con lo strutto,,lo zucchero,il cacao,il vino bianco,l'albume,il sale.Aggiungete tanta acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo e compatto.mettetelo da parte e fatelo riposare.
Prendete un passaverdure.Metteteci dentro la ricotta e lo zucchero previsto.Iniziate a passare la ricotta.
Riprendetela e ripassatela un'altra volta nel passaverdure (utilizzate il dischetto a fori piccoli).
Prendete la pasta,stendetela e, utilizzando un bicchiere tagliate la pasta, in tanti cerchi.Avvolgete ciascun cerchio attorno agli appositi cannellini di alluminio (se non si dovessero chiudere i lembi utilizzate un pò di acqua o albume sbattuto).
Friggeteli in olio caldo.Sgocciolateli e non sfilateli dai cannellini finchè non saranno completamente freddi.
Riempiteli con la ricotta passata,una spolverata di zucchero a velo e sono pronti.
Questa è la versione base,quella che piace a noi.
Voi ovviamente potrete arricchire la ricotta con cioccolato,pistacchi o canditi.








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26 giugno 2013

I Puff-Puff al cocco e la catastrofe

Dieci minuti e la catastrofe
Ho numerose amiche psicologhe,una pure psichiatra.
E quando giravo con il mio primo mega pancione me l'avevano detto:
"Monica cara,uno dei principi fondamentali:non lasciare mai i bimbi soli e inermi di fronte alla Tv".
Caspita,verissimo,lo dice pure tata Lucia,mica pizza e fichi.
Seleziona,decidi tu i programmi e il tempo.
Ed ecco che dopo la nascita della prima carota orde di Teletubbies si sono riversate in casa mia.
Per chi non avvezza al genere,questi sono i famigerati:



No,dico rendo l'idea?E i dialoghi?la palla di Lala,il monopatto Po,la borsa di Twinki Winki e il cappello di quel rospo di Dipsie.Er nanetto rosso era il preferito di mia figlia.C'ho messo due anni a capire che non era un nanetto,bensì una nanetta.
E insieme ai Teletubbies avevo scelto Charlie e Lola,il trenino Thomas (che tristezza) e i classici intramontabili come Topolino.Stop.Cronometro alla mano.Solo quelli e poi via verso altre frontiere.Tata Lucia sarebbe stata orgogliosa di me.Nasce la seconda e accanto a tutto il repertorio della prima si affianca un personaggio strano,un maiale,anzi una maialina che parla e grugnisce.Lei:



Sommate i Teletubbies e la maialina grugnente e ho riempito il reparto dell'ospedale psichiatrico.I tempi si sono allungati però,perchè le carote sono due,due gusti,due età diverse.Quindi alla fine i Teletubbies uscivano con Hannah Montana,Peppa Pig andava a farsi un Happy Hour con i maghi di Wawerly.Lo so tata Lucia sta già alzando un sopracciglio.Mea culpa.
Ma ieri sono bastati dieci minuti.
Ora dico:una madre avrà anche il diritto di andare a stendere i panni.O no?E quanto tempo avrò impiegato?Dieci minuti non di più.
Lo so le avevo lasciate davanti alla Tv.Ma avevano l'ordine di sparecchiare la tavola.E poi in Tv davano Fuori Menù e quello mica nuoce alla salute..Non avevo calcolato che dopo sarebbe arrivata lei...Clio Makeup.Orbene,ieri sta simpatica donzella ha avuto l'ardire di affermare che le sopracciglia vanno curate e sfoltite.
Io ho sentito una corsa in bagno.Giuro.Ma è un quasi adolescente,mica la posso controllare in tutto.
Ne è riemersa poco dopo.
L'ho guardata.
Non l'ho riconosciuta.
Le ho chiesto:"Bimba non è che per caso hai visto mia figlia.E soprattutto...ma tu chi sei?"
No perchè al posto delle sopracciglia aveva una forma di Emmental.Buchi,solo buchi.
Aveva seguito il consiglio della simpaticona di Clio e s'è spinzettata l'inverosimile.Ma voi immaginate la pinzetta in mano ad una pseudo dodicenne?
Ed il bello che più io inorridivo e più lei rideva come una pazza.
Sono trendy,ha detto.
No,sei 'na gran frescona le ho risposto.
Ok,tata Lucia,vado a mettermi in punizione da sola.

Puff puff.E già il nome è irresistibile.Non è un piatto propriamente estivo,lo so.E' una bomba ma una volta scovato non potevo non cucinarlo.
Il puff- puff è un dessert da strada,tipico dell'Africa Occidentale.Viene venduto ovunque,in ogni angolo.E' conosciuto con nomi diversi.I Ghanesi lo chiamano Bofrot,i camerunensi e i nigeriani Puff-Puff.E' un cibo povero,è farina acqua sale zucchero e lievito.ma come tutti i cibi poveri è una leccornia.
Io ve lo propongo nella versione arricchita,quella col cocco.
Giuro che poi vi proporrò solo piatti da mensa francescana.
Ma questo lo dovevo provare.
E ne vale proprio la pena!

Puff-puff al cocco (un grazie a Immaculate di African Bites)

1/2 bustina di lievito di birra
160 ml latte di cocco
80 gr zucchero
1/2 cucchiaino di sale
50/60 gr di cocco grattugiato
300 gr farina
100 ml acqua calda
olio per friggere ((Olio di semi di arachide Dante)

Se volete fare il latte di cocco vi ricordo la ricetta che trovate QUI.
Impastate insieme tutti gli ingredienti.La dose della farina è puramente indicativa.Regolatevi mano mano che impastate.Se l'impasto dovesse risultare eccessivamente molle aggiungete altra farina.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo fatelo lievitare per due ore.
Alla fine mettete a scaldare dell'olio in una casseruola .prendete l'impasto,staccatene dei pezzetti,arrotolateli a mò di pallina e friggeteli.
Alla fine preparate un piatto con dello zucchero semolato intriso di farina di cocco.Rotolateci i puff -puff e mangiateli.Noi li abbiamo trovati ottimi anche freddi!



Vi do la versione classica,quella che trovate nelle strade africane:

Puff-puff classici

2 tazze di acqua calda
1 lievito di birra
3 tazze e mezzo di farina
3/4 di tazza di zucchero
1/2 cucchiaio di sale
il procedimento è lo stesso di quelli al cocco


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2 maggio 2013

I Crumpets e il brunch

La domenica adoro andare in giro per mercatini d'antiquariato.Mi piace curiosare,contrattare e scovare cose improbabili che poi troneggiano per qualche mese in casa mia finchè non le riavvolgo in carta da giornale ,le riporto al mercatino ricontratto e mi prendo qualcos'altro.
Mio marito è specializzato nelle monete,nei cimeli di guerra e nelle divise militari.Deformazione professionale.
Le mie figlie nelle Barbie Vintage.
Io nelle chincagliere più ardite.Bicchieri,tazzine spaiate e libri.Ho fatto la corte per un mese e più ad un manuale di Nonna papera e un'introvabile edizione del Manuale delle Giovani Marmotte.Il primo mi è sfuggito,il secondo invece dopo estenuanti trattative me lo sono accaparrato e ora fa bella mostra di sè in sala.E mi piace pensare a quante mani di bimbo lo hanno sfogliato.Quanti esperimenti,quante prove e quanti sogni accartocciati di fare gli esploratori....
Il rito che accompagna la passeggiata nel mercatino è,durante l'inverno e la primavera,quello del brunch.Ci si alza tardi e si fa il pranzo insieme alla colazione per poi poter essere liberi poi di uscire prima che faccia buio.
Uno dei protagonisti indiscussi del nostro brunch è il Crumpet.Una simil focaccina di origine inglese.Focaccina double faces,adatta sia ad accompagnare dolci sia salati.Si gusta calda con il burro e la marmellata (con il lemon curd è buonissima) oppure in versione salata.Con la Nutella è divina!La  caratteristica del crumpet è quella di avere tanti buchini sulla superficie.Buchini che poi serviranno ad assorbire il topping prescelto.
L'ultima versione da me provata è quella proposta da Gordon Ramsay ,con un topping di fragole e panna acida.Una rivelazione,almeno per me.I miei familiari hanno continuato nel loro percorso abituale fatto di Nutella,di marmellata o anche prosciutto crudo.
Ma si sa..l'avventuriera della famiglia sono io!!
Con questa ricetta partecipo al ontest di Love Cooking Quick & Easy



Crumpets alle fragole

2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino e mezzo di lievito di birra (mastrofornaio)
300 gr farina
 1 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
360 ml latte 
150 ml acqua

per il topping

250 gr fragole
4 cucchiai di zucchero
panna acida

Per i crumpets:mettete a scaldare il latte.Una volta caldo unite l'acqua e spegnete la fiamma.Unirvi il lievito e far riposare cinque minuti.In una ciotola mettere la farina e mano mano tutti gli altri ingredienti compreso il mix di latte,acqua e lievito.Mescolare con una frusta in maniera tale da amalgamarlo per bene e far riposare per un'oretta circa.
Intanto preparare il topping:lavate e tagliate le fragole a metà.In un padella antiaderente mettete i 4 cucchiai di zucchero,fatelo sciogliere leggermente,unirvi le fragole e se necessario un goccino d'acqua.Portate a cottura mescolando ogni tanto.
Prendete l'impasto lievitato che avrà formato i buchini caratteristici:


prendete una padella e metteteci dell'olio per friggere a scaldare.Versate un mestolino d'impasto e fate cuocere.Continuate cosi fino ad esaurimento dell'impasto.
Prendete un piatto,mettete al centro il crumpet,versateci sopra il topping alle fragole,una cucchiaiata di panna acida e gustate!
Quelli che avanzano li potete congelare e gustarli in un secondo momento passandoli per alcuni minuti sotto il grill del forno.
 questo l'aspetto del crumpet dopo la cottura con i suoi caratteristici buchini


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20 marzo 2013

Ciambelle di patate Mediterranean Style e non sono Carlotta

Urge precisazione!!!
Avete presente la famigerata Carlotta che ogni tanto fa capolino da queste parti?
Quella con la Tappetta come figlia,il marito,le amiche e suocera e mamma scassazucchine...beh...NON SONO IO!!!
Carlotta è un personaggio inventato.E' pura fantasia.
Io scrivo per mestiere e per passione.
Scrivo di tutto e come la maggior parte degli scrittori c'ho il romanzo nel cassetto.O per meglio dire:ce l'ho in testa e tramite i post ogni tanto ne partorisco un capitolo...
Ovviamente Carlotta affonda le sue radici nella realtà,ma Carlotta è un pò me,è un pò Giovi,è un pò Roberta,un pò Berry...è un pò tutte noi.
L'ultimo post pubblicato parlava della suocera.La sua è spagnola.La mia è sicula fin nel midollo e ringraziando il cielo mi adora.Quindi vi assicuro:non sto parlando della mia,ma di una figura ipotetica,tutto qui.Quindi vi ringrazio per i commenti ma vi prego:
io non sono Carlotta ahaha!!!
Questo è solo il primo post della giornata.Devo ottimizzare il tempo.la mattina scrivo il pomeriggio insegno a bimbi un pò malandati a scuola.Il tempo si è ridotto notevolemnte,le soddisfazioni invece aumentate per foruna!
Ma mi spiace mancare al mio appuntamento quotidiano con il blog per cui ho deciso:come capita.Pubblico appena ho due minuti di tempo e ovviamente qualcosa da dire!
la prima ricetta di oggi riguarda le ciambelle di patate.Queste sono Mediterranean  Style.la ricetta originale mi è stata inviata ida una mia cara amica,Valeria.
Complice la mia intolleranza al lattosio,l'ho cambiata e al posto del burro ho utilizzato l'olio extravergine d'oliva nell'impasto (complice anche un prodotto che sto recensendo,e le mie recensioni di solito partono con gli usi più bizzarri...se il prodotto rende in condizioni strane o estreme vuol dire che è proprio buono!)
Il risultato è stato degno di nota.L'impasto oltre ad assumere un aroma delizioso e ricco è ancora più morbido Si forma una crosticina friabile che racchiude un interno quasi impalpabile.



Ciambelle di patate Mediterranean Style

500 gr farina
1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva (Villa d'Orri)
150 gr zucchero
1 pizzico di sale
1 limone grattugiato
1 cucchiaino di succo di limone
2 patate
2 uova
1 bustina di lievito di birra
acqua tiepida quanto basta

Lessate le patate.Sbucciatele e passatele allo schiacciapatate.Sulla spianatoia (o direttamente nella macchina del pane).
Sistemate la farina e tutti gli ingredienti comprese le patate.Impastate ,aggiungendo acqua quanta ne occorre per ottenere un impasto morbido e ben lavorabile.mettere a lievitare fino al raddoppio.Riprendere l'impasto,sgonfiarlo e lavorarlo un pò.Staccare tanti cordoncini e formare delle ciambelle.farle riposare per una ventina di minuti e friggerle in olio caldo.passarle nello zucchero semolato.


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4 febbraio 2013

Bocconcini fritti,panini allo yogurt e l'Agnoro

Agnoro.
Non è un errore di battitura e nemmeno un'improvvisa decelerazione della mia attività cerebrale.
E' proprio scritto nella maniera giusta.Presente indicativo,prima persona.
E' un comodo e ragionato cambio di vocale.
Agnoro.
Un verbo scomodo,di quelli che l'insegnante prende la matita rossa e te lo segna come errore.Quattro da recuperare con l'intercessione di tutti i santi e magari anche qualche Angelo.L'unione fa la forza.
Agnoro.
Pure un pò antipatico come suono,un pò "cafone".
Eppure è un verbo adorabile.Venite con me nei meandri folli dei miei neuroni ^_^
Io ignoro.
Ignorare vuol dire essere al'oscuro,non sapere qualcosa.Oppure non prendere in considerazione qualcuno.
Agnoro viene dall'unione di ignorare e adorare.
Ed è un rafforzativo.
Ed anche un modo di sottolineare una partecipazione attiva.
Io adoro essere al'oscuro di qualcosa.Mi piace poter scegliere le cose da sapere e quelle che di cui voglio ignorare l'esistenza.
E soprattutto io agnoro alcune persone,adoro ignorarle.
Adoro ignorare chi si mette le dita nel naso.Chi mi fa del male gratuitamente.Adoro ignorare le famose gatte morte.Avete presente?Quelle care donnine che guardano il mondo con gli occhioni spalancati,che fanno della loro debolezza il proprio manifesto?Quelle donnine che sembra che non sappiano far nulla ,che delegano al proprio uomo qualsiasi cosa,perchè loro beh..non ce la fanno,non sono capaci...Quelle amabili donnine che ti fanno un pò pena perchè ti dicono "ahimè,come sono sfortunata...".Quelle donnine che dicono che senza il proprio uomo non sarebbero capaci nemmeno di cuocere un uovo al tegamino?
Voi ci credete?
Io no.
E' una razza temibile.Perchè in realtà sono più forti di me e di voi messe insieme.Tutta scena,tutto palcoscenico.Hanno scelto la via più comoda.Stare in ombra ...ma è tutto calcolato,è tutto misurato.
Ecco,io le agnoro.Adoro far finta che non esistono,adoro non prenderle in considerazione.
E potrei estendere la lista all'infinito.
Il concetto è quello.Il mio verbo agnorare prevede un'intima e personale soddisfazione.
Perchè credetemi.
Essere ignorati è già brutto ma essere Agnorati lo è ancora di più!

Mie care amiche oggi double recipe per non perdere il filo e soprattutto le foto!
La prima è una ricetta golosa,un bel frittino per far funzionare a dovere il fegato.
Si chiamano Bocconcini Valentino ,da una vecchia ricetta presa da Più Dolci.
Seconda ricetta:  panini allo yogurt.Hanno un retrogusto leggermente acidulo che ben si sposa con i formaggi.Danno il meglio di loro con mozzarella di bufala o Burrata (oddio,io l'ho provati pure con la Nutella e devo dire che fanno il loro dovere!).la ricetta viene dal libro "Le Ricette d'oro delle osterie e trattorie italiane" di C. Cambi
Buon lunedi care!

Bocconcini valentino

150 gr farina
150 gr manitoba
100 gr vino bianco moscato (o vino normale o spumante)
1 vaniglina
40 gr burro morbido
acqua quanto basta
1 bustina lievito di birra
1 pizzico di sale
70 gr zucchero

Impastare tutti gli ingredienti.Aggiungete tanta acqua quanta ne occorre per avere un impasto morbido e non appiccicoso (mi raccomando,deve essere morbido).Far lievitare fino al raddoppio.Prendete l'impasto ,rilavoratelo e formate delle palline grosse quanto una noce.Far lievitare per un'altra mezz'oretta.
Preparate una casseruola con i bordi alti,riempitela con l'olio per friggere.
Tuffatevi le palline,girandole per farle gonfiare e dorare in maniera uniforme.
Passatele ancora calde nello zucchero semolato e servite.




Panini allo yogurt

250 gr farina
40 gr di burro
75 gr yogurt dolce
75 gr latte
1 bustina lievito di birra
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaio di zucchero

Lavorare tutti gli ingredienti per una decina di minuti (o infilare tutto nella macchina del pane e azionare il programma dell'impasto + lievitazione)).Lasciar lievitare l'impasto fino al raddoppio.Riprenderlo,prendere dei pezzetti e formare dei panini tondi (a me con questa dose ne sono venuti 5).Farli lievitare di nuovo coperti per una mezz'oretta e farli cuocere poi in forno caldo per una ventina di minuti a 200 gradi.Per i primi dieci minuti conviene tenerli coperti con della carta forno.Io non l'ho fatto e la superficie è venuta un pò troppo colorita (come potete vedere dalla foto).


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22 agosto 2012

Le frittelle di mele e David Copperfield

Cento libri da leggere prima di morire.Pensavo di essere a buon punto.Armata della mia bella matita rossa e blu,occhiali sul naso e tutta piena di me ho detto a mio marito:"Me ne mancheranno pochi sicuramente...."Ma anche no.Sono un'accanita lettrice da una vita,ho divorato libri su libri ma ho scoperto di non essere affatto a buon punto !Che colpo per il mio amor proprio!!
Mi sono rimboccata le maniche e il portafoglio e ho preso il primo libro "David Copperfield" di Dickens.Mille e passa pagine divorate insieme ad uno dei miei confort-food preferiti,le frittelle di mele.Una pagina,una frittella ,un centimetro in più sui fianchi.Tutto consequenziale.Ma ne è valsa la pena.Romanzo meraviglioso,una vita nuda e cruda ma raccontata con una leggerezza tale....vi lascio con una delle frasi che mi sono piaciute di più:
"....Non fare domani quello che puoi fare oggi.La procrastinazione è un furto fatto alla vita...." Semplice no?ma chissà perchè ce lo dimentichiamo.....

Frittelle di mele

Ingredienti:

200 gr farina
1/2 bustina lievito per torte
1 uovo
1 pizzico di sale
80/100 gr zucchero
latte quanto basta ad ottenere una pastella morbida e non troppo liquida
mele

Preparate la pastella con il minipimer .lasciatela riposare in frigo Togliete il torsolo alle mele e sbucciatele (non buttateli però ,usateli per fare la  Gelatina di mele) e tagliate le mele a rondelle.Mettete dell'olio per friggere a scaldare,prendete la pastella,immergetevi le fettine di mela e friggetele.Togliete l'eccesso di olio e spolverizzatele o con zucchero a velo o con zucchero semolato misto a cannella!


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16 luglio 2012

Cartocci siciliani alla ricotta

Vi capita mai di trovare una ricetta....guardate la foto,leggete gli ingredienti,vi ispira al punto tale da annusare l'aria intorno a voi...e poi la accantonate,prese da altre pensieri.Ma la reazione a catena è ormai innestata.Non c'è più tempo,non c'è più scampo...lei è lì che si è impossessata ormai anche dell'ultimo neurone disponibile.E non vi dà tregua,si affaccia nei momenti meno opportuni (a me soprattutto di fronte a un piatto di platessa bollita...oh my God)e alla fine dovete alzare bandiera bianca.Vi arrendete e la fate 'sta benedetta ricetta.
Ecco.Questo è il travaglio che ha preceduto la realizzazione dei cartocci siculi.Un gioiello della pasticceria siciliana.La mia resistenza era dettata dall'ultima briciola di vanità femminile che avevo..perchè un dolce del genere sui fianchi è peggio dell'Attak quando si appiccica sulle dita.Mbeh!

CARTOCCI SICILIANI

(la ricetta è di Danita di cookaround.Ne ho sperimentate diverse,questa è quella che più si avvicina ai cartocci come li ho mangiati direttamente in quel di Catania)

1/2 kg farina 00
10 gr sale
50 gr strutto
50 gr zucchero
1 bustina lievito di birra
250 gr acqua (io ho usato il latte)
1 cucchiaio di malto d'orzo

Per la crema
500 gr ricotta di pecora
zucchero q.b

Allora,io ho utilizzato la mdp,quindi ho sistemato tutti gli ingredienti e ho avviato il programma per il solo impasto e lievitazione.Al termine ho steso la pasta in una sfoglia non troppo sottile.Ho tagliato dei pezzetti di pasta ,li ho arrotolati intorno agli stampini per fare i cannoli e li ho fatti lievitare per un'altra ora.Li ho fritti in abbondante olio,li ho fatti freddare e li ho farciti poi con la ricotta setacciata con lo zucchero.Una bella spolverata di zucchero semolato e voilà,facciamoci del male!!!

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