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29 agosto 2014

La Moussaka, Nikolaos Tselementes, Pippo e Topolino






Pronte per un altro viaggio mentale?
C'è chi si pompa di chimica per viaggiare con la testa.
A noi basta poco.
Una spezia, una fragranza.
E si parte.

Chiudete gli occhi.
Non vi sembra di sentire il Sirtaki in sottofondo ?
E di vedere Zorba il Greco?
Oppure di essere sul set di "Mediterraneo" di Salvatores con il pope (Luigi Martini) che dice la famosa frase:
"Italiani  greci, una faccia una razza" ?
E magari eccovi, inerpicate per l'enorme salita che conduce al Partenone.
Stanche accaldate, ma con gli occhi pieni di questo:


E poi ancora il tempio di Poseidone:

  
E poi il blu, il bianco, il sole...



Ed ora immaginatevi con un bel piatto di moussaka in mano.
La testa che vaga senza preoccupazioni, il sorriso delle vacanze stampato sul volto e le persone  care vicino a voi.
Ma anche sole, perchè no.
Immaginatevi sedute qui, a contemplare questo panorama:


Non sentite ronzare più forte nelle vostre orecchie il Sirtaki?

Adoro la cucina greca in generale.
Quello che vi propongo oggi è uno dei piatti greci per antonomasia.
Una bomba.
Ovviamente.
Ma noi rimediamo mangiandolo come piatto unico.
Anche perchè non si potrebbe fare altrimenti.

La moussaka sta alla Grecia come Pippo a Topolino

La moussaka sta alla Grecia come Nikolaos Tselementes sta alla moussaka.

Tselementes è stato l'Artusi greco .
Il più influente scrittore della cucina greca moderna.
Colui che nel 1920 cambiò la faccia alla Moussaka inserendoci il golosissimo strato di besciamella.

Moltissimi i suoi detrattori.
Lo hanno accusato di aver "imbastardito" la classicità della cucina greca con tasselli europei, nello specifico francesi (ecco l'introduzione della bechamel nella moussaka).

A noi però quello strato alto di besciamella piace , piace proprio tanto!

La ricetta è un pò lunga.
Ma ne vale la pena.
Seguitemi!



 MOUSSAKA

6 foglie di alloro
2 stecche di cannella
1 grossa cipolla tritata finemente
1 cucchiaino e mezzo di cannella in polvere
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritato
1\2 cucchiaino di noce moscata
2 cucchiai di vino rosso
1 tazza di passata di pomodoro
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
500 gr macinato di prima scelta
3 melanzane grandi
5 patate
olio ,sale e pepe
400 ml besciamella

Lavate e tagliate a fette per la lunghezza le melanzane. Cospargetele di sale e metettele a scolare comprese da un peso.
Prepariamo la carne:
in una padella , a secco, facciamo tostare i bastoncini di cannella.Quando sentiamo l'aroma che si sprigiona togliamoli.
Mettiamo l'olio nella padella  e la cipolla tritata. Facciamola diventare trasparente .
Uniamo le foglie di alloro, lo spicchio di aglio e il prezzemolo tritato e facciamo insaporire.
Uniamo la cannella in polvere e la noce moscata.
Aggiungere la carne, rosolare, aggiungere il vino e far evaporare. Cuocere per un quarto d'ora avendo cura di girare spesso.
Uniamo la passata, il concentrato sciolto in poca acqua calda, il sale, il pepe e un pizzico di zucchero.
Coprire e far cuocere a fuoco medio-basso.
Intanto sciacquare velocemente le melanzane sotto l'acqua e asciugartele bene con la carta assorbente.
Scaldate dell'olio di semi in una padella.
A questo punto se vi piace il sapore della cannella oltre ogni limite potete cospargere ogni fetta con un pò,di questa spezia in polvere e procedere poi alla frittura.
Friggete le melanzane e togliete quando avranno preso colore (per una versione più leggera potete grigliarle).
tagliate le patate a fettine non troppo sottili e friggete anche queste.
A questo punto prendete una teglia da forno.
Io sotto metto sempre un leggerissimo strato di besciamella per tenere morbide le melanzane.
Fate un primo strato con le melanzane. Sopra mettete le patate.
Unite la carne.
Fate un altro strato con le melanzane, le patate, la carne e completate con una bella colata di besciamella (deve essere uno strato molto consistente).
Cuocete in forno caldo a 200 gradi, ventilato, per circa 40 minuti.
Fate raffreddare un pò prima di tagliare.

Io non amo che la moussaka abbia tanti strati. Per questo prendo una teglia abbastanza grande che possa contenere tutto in unico strato. Quindi nella mia è composta da un solo strato di melanzane, uno solo di patate e cosi via.
A voi la scelta!!







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27 agosto 2014

Curry di patate e Sheherazade









"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle
attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio
alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo
terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella
in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......."



Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo.
Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.
La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.
Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura?
Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano.....


Curry di patate
(fonte:ecurry)

2 cucchiai di olio vegetale
1 cucchiaino di semi di cumino
1 bastoncino di cannella
2 bacche di cardamomo (facoltativo)
1 cipolla media rossa
1\2 peperoncino verde
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere
1\2 cucchiaino di curcuma
1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati
sale
prezzemolo fresco

Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente.
Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza.
Per il curry:
per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato.
Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo.
Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli.
mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino.
Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico.
A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde.
Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura.
Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti.
Aggiungere i pomodori .
A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere).
Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti.
Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua.
Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.





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25 luglio 2014

Le Patatas Bravas e gli amanti di Teruel




Isabel e Diego come Romeo e Giulietta.

Siamo nel XIII a Teruel, in Aragona. Una cittadina talmente bella da essere dichiarata patrimonio dell'Unesco.

Isabel è una ricca ragazza di buona famiglia.
Diego è ricco solo d'amore e di coraggio.
Si amano.
Tanto.

Ma non basta.
Non basta in un'epoca di matrimoni combinati,bdi interessi e di casate il cui onore e prestigio vengono prima di qualsiasi sospiro amoroso.

Diego parte.
Alla ricerca di un onore e di una ricchezza da poter presentare come un moderno curriculum vitae al padre di Isabel. Contrario ed astioso nei confronti del ragazzo.

La guerra la sua meta.
La speranza di poter sposare la sua amata l'agognato premio.

Lotta Diego, animato dal fervore amoroso e dalla giovane età.

E torna in patria, torna a Teruel con il cuore in mano.

Ma un'amara sorpresa lo aspetta.
Isabel è andata in sposa a un ricco nobile nel frattempo, per volere del padre.

Diego vede crollare i suoi sogni, le sue aspettative.

Le chiede un ultimo bacio.
Bacio che Isabel gli nega, fedele ai suoi doveri di sposa.

Quel bacio negato è l'inizio della fine.
Perchè tanto ne soffre Diego da morire di crepacuore.
Amore che salva e amore che uccide.

Il giorno successivo, durante i funerali del giovane, una donna vestita a lutto si china sul feretro. E' Isabel, intenzionata a dare quel bacio negato al suo amato e ormai perso Diego.

Le sue labbra toccano quelle del giovane.
In quell'istante Isabel muore.

Tempo e spazio per amarsi.
I due giovani hanno raggiunto la loro meta.

I loro corpi sono custoditi nel Mausoleo de Los Amantes,vicino alla chiesa di San Pedro .Vicini, mano nella mano.

Per l'eternità.




Ho un debole affettivo per la Spagna.
Mio fratello , nei suoi viaggi in giro per l'Europa, trovò l'amore in quel di Madrid.
Lei era bella, alta occhi e capelli neri.
Con quella "esse" sibilante che rende la cadenza iberica cosi seducente!.
Mi riempiva di regali nonostante la distanza Madrid- Roma.
Ma la cosa più bella di questa ragazza era il fratello.
Carlos.
L'eroe dei miei tredici anni.
Per lui, diciottenne , ero una specie di mascotte.
O di piccola amica da istruire.
Su cosa?
Non pensate male.

Sul calcio.
Mi fece una testa tanta che alla fine recitavo a memoria la formazione del Real Madrid, sapevo vita morte e miracoli del suo capitano, recitavo a memoria la composizione del Quinta del Buitre e indossavo la sciarpetta del Real (che tenevo come una reliquia perchè regalatami da Carlos in persona) insieme a quella della mia amata Juve.

Oggi fatico a ricordarne il suo viso.
La vita ci ha portato altrove.
Ha tolto e dato in maniera bizzarra.

Ma l'amore per i colori e i sapori iberici...quelli me li ricordo tutti.

Le patatas bravas in particolare.
Appartengono al regno delle tapas,ovvero di tutte quelle "stuzzicherie" che accompagnano l'aperitivo spagnolo.

Di tale piatto mi ricordo le sfide, le varie ricette, si mette o no il pomodoro, è originario di qui e invece no, viene da tutt'altra parte.

Quello che vi posso dire è che sono proprio buone!

Non ho la pretesa di riportarvi la ricetta originale ma solo quella tra le tante che mi è sembrata simile a quella preparata a Madrid.

Fonte:


PATATAS BRAVAS

ingredienti:

4 patate
 olio per friggere

per la salsa:

1\2 cipolla
3 spicchi di aglio
2 peperoncini di cayenna
1 cucchiaio di paprika
1 tazza di pomodori freschi tritati
1 cucchiaio di farina
 aceto
1 cucchiaio di zucchero
olio sale



Mettere a bollire una pentola media,  piena di acqua fredda salata.
Sbucciate e tagliate le patate a cubetti irregolari di due-tre centimetri. Quando l'acqua bolle, versatele e fatele cuocere per 12 minuti.
Scolatele ed asciugatele per bene.

Intanto preparate la salsa:

Tritate l'aglio, la cipolla e i peperoncini separatamente
Mettere la cipolla a soffriggere in una padella con 2 cucchiai di olio extravergine finchè non diventa trasparente. A questo punto unite l'aglio e i peperoncini tritati.
Quando vedrete l'aglio dorato, togliete la padella dal fuoco, aggiungete la paprica e mescolate bene.
Rimettete sul fuoco, unite il pomodoro, e cuocete per altri cinque minuti. Regolate di sale. Aggiungete lo zucchero.
Sciogliete la farina in mezzo bicchiere di acqua e versatela nella salsa. Mescolate bene e cuocete per un quarto d'ora,aggiungendo mano mano altra acqua per non far restringere troppo la salsa (deve avere una consistenza cremosa).
Aggiungere l'aceto (io ne ho messo 1 cucchiaio), far evaporare brevemente e togliere dal fuoco.
Frullare la salsa col frullatore ad immersione e mettere da parte.
Scaldate in una capiente padella abbondante olio. Friggete le patate pre-lessate fino a che non avranno una bella crosticina croccante.
Scolatele dall'olio in eccesso ,regolatele di sale e  servitele accompagnate dalla salsa







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26 agosto 2012

Il cous cous dolce e le amiche

Il cous cous è l'emblema della cooperazione femminile in cucina.Nel mondo arabo sono le donne a prepararlo per matrimoni,riunioni di famiglia,nascite.Questo cibo "culturale" ha anche una valenza psicologica.E' un cibo che porta bene,è fecondo,dona prosperità,infatti durante la sua preparazione non si può parlare di eventi negativi,ma solo di cose belle.
Ecco,questa è una ricetta che dedico a tutte le mie amiche della blogosfera,le vecchie e le nuove.Una ricetta al femminile,fatta come se in una grande cucina ideale ci fossimo tutte noi,intente a ridere,scherzare,confidarci.In un mondo,forse ideale,di una solidarietà tutta al femminile.Buona domenica!
(la ricetta in questione è alquanto inusuale.E' un cous cous dolce,che va servito in piccole dosi e in piccole cocottine a fine pasto e possibilmente  mangiato con le dita)
Con questa ricetta partecipo al contest di Imma Dolci al cucchiaio

Cous Cous dolce

Ingredienti:

1 bicchiere di cous cous
1 bicchiere di acqua
1 noce di burro
datteri
uvetta rinvenuta in acqua
zucchero di canna
cannella

La dose è per quattro persone.Prendete il bicchiere di cous cous e mettetelo in una terrina.Scaldate il bicchiere di acqua con un pizzico di sale e rovesciatela sul cous cous.fatelo gonfiare per cinque minuti,dopo di che unite la noce di burro e sgranatelo con la forchetta.Unite lo zucchero secondo il vostro gusto,l'uvetta,i datteri tagliati e la cannella.Sistemate tutto in della piccole cocottine a seconda dei commensali e fate riposare per una decina di minuti.










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24 luglio 2012

Baklavà



Sto leggendo un libro.Bello.E' "Il palazzo delle pulci" di Elif Shafak,l'autrice de "La bastarda di Istanbul".più aumentano le pagine lette,più mi viene voglia di conoscere meglio la cultura turca e soprattutto questa misteriosa città.
L'approccio l'ho tentato con un piatto che io adoro,il Kebab e con il Baklavà.Quest'ultimo è un dolce tipico di tutta la zona balcanica e ne esistono diverse versioni e sembra risalga addirittura all'
ottavo secolo a.C.
La
ricetta prevede l'utilizzo di molto burro,quindi è un dolce estremamente calorico.Ma ne vale proprio la pena!!


BAKLAVA'


Si prende della pasta fillo e si fanno sciogliere 250 gr burro.Si unge con del burro una teglia rettangolare e si fanno 5 strati di pasta fillo,avendo l'accortezza di pennellare ciascun strato con il burro fuso.Sopra il quinto strato si mette un mix tritato grossolanamente di mandorle e noci (la presenza delle noci lo rende un pò meno dolce),miele,una bella spolverata di cannella e di cardamomo.Si copre con un altro strato di pasta fillo,si spennella con il burro e cosi via fino ad esaurimento.
Una volta terminata la composizione, si taglia a quadrati o a losanghe nella teglia stessa e si inforna a 180° per un 'ora circa.
Mentre cuoce si prepara lo sciroppo.200ml acqua,150 gr zucchero,2 cucchiai di miele e acqua ai fiori d'arancio.Si fa sobbollire per una ventina di minuti e poi si versa sul dolce cotto.Si copre con un panno et voilà.....ammazza che bono!!

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