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14 aprile 2017

Il Baba Ganoush contaminato





Buona Pasqua a chi si crede Carla Cracca
e buona Pasqua a chi non si crede proprio.
Buona Pasqua a chi ha un sogno nel cassetto,
a chi lo ha realizzato,
e a chi lo ha tirato fuori,
gli ha fatto prendere un po' d'aria
e lo ha rimesso dentro.
Buona Pasqua a chi ha il cuore libero,
a chi lo ha occupato,
e a chi non lo vorrebbe proprio un cuore.

Buona Pasqua a chi sarà in compagnia
o a chi sarà solo.
Buona Pasqua a chi maledirà la dieta mancata
e a chi  "da martedì insalate e merluzzo"
Buona Pasqua a chi crede 
e Buona Pasqua a chi non lo sa se crede o no.
Buona Pasqua a me,
a voi
a chi ho amato
a chi amo e  
a chi incontrerò lungo la mia strada.





Oggi vi offro un Babaganoush, il famoso caviale di melanzane tipico della cucina mediorientale.
Questo ha una marcia in più.
E' contaminato.
Da un luogo speciale, il Punjab.
Una ricetta che offro a chi mi ha regalato una chance in più nella vita facendomi viaggiare e dicendomi, ogni volta che magari sbuffavo perché volevo stare con i miei coetanei...apri la tua mente.
Grazie Hans, so che da lassù mi guardi! 


Non sono praticante, credo in qualcosa e forse credo a modo mio, ma ci sono ricorrenze che sento molto.
Spero che la Pasqua sia un'occasione per tutti di comprendere e imparare a conoscere il diverso da noi.
Senza ghettizzarlo, senza mettergli noiose etichette addosso. E per diverso non intendo soltanto nella pelle ...ma diverso nel modo di pensare, di vestire, di amare.

La cucina è un linguaggio universale.
Il mio baba ganoush (anzi non è mio perché è di quel gran pezzo di figliolo di David Rocco) ha incontrato l'India ma anche l'Italia.
Una fusion confusion che vi conquisterà il palato.
Provatelo sul pane, come condimento per la pasta e sognate....sognate un mondo senza confini.
Senza bombe...

Buona Pasqua



BABA GANOUSH DEL PUNJAB

2 melanzane
1 cipolla piccola rossa
20 pomodorini pachino
1 cucchiaino di curcuma
1 spicchio di aglio
zenzero grattugiato
1 peperoncino fresco
1\2 cucchiaino di semi di cumino
prezzemolo o coriandolo fresco
olio sale e pepe

Prendi le tue melanzane e avvolgile nell'alluminio.
Mettile direttamente sul fornello, così, senza nessuna pentola. falle cuocere a fiamma media. Sono pronte quando riuscirai ad infilare una forchetta in tutta la melanzana.
Falle raffreddare.
Prepara un trito di aglio cipolla e peperoncino. Metti in un wok i semi di cumino e tostali velocemente. Aggiungi l'olio e il trito di ortaggi. Fai rosolare. Aggiungi i tuoi pomodorini tagliati a metà e fai ammorbidire.
Apri il cartoccio delle melanzane tiepide e togli la buccia.
Non ti preoccupare se qualche pezzetto rimane nella polpa. Contribuirà a rinforzare il sapore affumicato della melanzana. 
Metti la polpa su un tagliere e cerca di tritarla. Aggiungila nella padella (o wok) e fai rosolare. regola di sale e pepe, aggiungi la curcuma e lo zenzero. Trita il prezzemolo (o il coriandolo fresco) e mescola il tutto.
Fai intiepidire e servilo come antipasto!





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17 agosto 2016

Il Chili di Jamie e giù le mani dalla mia privacy!!!




Videochiamate, skype, webcam.
E non basta.
Pochi giorni fa la notizia che presto sarà messa sul mercato un app che consentirà ovunque, comunque e a chiunque al costo della sola connessione, di telefonare guardando in faccia il proprio interlocutore
Io non ci sto
Io non voglio che qualcuno mi veda perché…
Rivendico il mio diritto di rispondere al telefono con il viso bianco per la maschera al cetriolo del Madagascar
Oppure con i bigodini.
Rivendico il diritto di rispondere struccata, spossata e stressata
Rivendico il diritto di parlare al telefono divorando tre etti e mezzo di patatine facendo finta  con chi sto parlando al telefono che siano foglie di insalata particolarmente croccanti.
Rivendico il diritto di fare boccacce e corna di ordinanza al mio interlocutore se non particolarmente gradito, nascosta da una cornetta e dal buio dell’etere.
Rivendico il diritto di nascondere il rossore che deriva da una telefonata attesa, desiderata, sognata.
Rivendico il diritto di parlare al telefono con i mutandoni della nonna o vestita come Madonna nel video “Material Girl”
Rivendico il diritto di parlare seduta, sdraiata o mentre faccio la verticale.
Rivendico il diritto di parlare al telefono e lucidare i rubinetti o girare il minestrone, senza dovermi preoccupare di porgere il mio lato migliore allo schermo del cellulare

Rivendico il diritto del mistero…anche durante una telefonata.
Perché guardarsi necessariamente negli occhi?
Perché non immaginare, pensare, fantasticare?
Io la videochiamata la tollero solo se chiama il lontano parente dall’Uzbekistan.


Chili d’estate?
Ebbene si e per delle ottime ragioni.
La prima è che questa è un’estate strana dal punto di vista meteorologico, è un’estate che chiama l’anguria a pranzo e la bagna cauda a cena.
E poi questo è un chili si cucina da solo, vi risolve il problema della cena in due e più due quattro e vi fa fare delle scarpette che ve le sognerete fino al cenone di Capodanno.
Basta avere l’accortezza di prepararlo a pranzo per gustarlo a cena,leggermente tiepido.
Come potete vedere dalle foto l’ho lasciato particolarmente liquido proprio per il fattore scarpetta.,
Voi regolatevi come meglio pensate.
Procuratevi solo pane.
Tanto pane.
E non dite che non vi avevo avvertito
E’ una versione spuria, il vero chili ha i pezzi di carne ..qui troverete la carne macinata per comodità.
Jamie usa i peperoni già grigliati.
Io vi propongo la mia versione, non avevo voglia di grigliarli a parte.





IL CHILI DI JAMIE

500 grammi di macinato di carne
400 grammi di fagioli rossi lessati
2 peperoncini freschi
4 spicchi di aglio
1 mazzo di prezzemolo
2 carote
1 cucchiaino di paprika (dolce o affumicata)
3 peperoni ridotti a dadini
2 cipollotti
1 cucchiaino di semi di cumino
800 grammi di pelati
1 stecca di cannella

Sbucciare e tritare insieme aglio, cipollotti, prezzemolo e peperoncini.
Soffriggerli in una casseruola con dell’olio e continuare la cottura a fuoco basso per circa 10 minuti (eventualmente aggiungete un po’ d’acqua per non far bruciare il soffritto)
Aggiungere le carote tritate insieme alla stecca di cannella e metà dei semi di cumino.
Cuocere per altri cinque minuti
Aggiungere i dadini di peperone e far insaporire.
Unire la carne e fatele prendere colore girandola spesso.
Unite i pelati (se volete potete anche passarli), prendete un barattolo dei pelati vuoto, riempitelo d’acqua e versatelo sulla carne.
Abbassate la fiamma, coprite e fate cuocere per circa un’ora e un quarto, un ‘ora e mezzo. Se necessario aggiungete altra acqua
Cinque minuti prima della fine della cottura aggiungete i fagioli, i semi di cumino rimasti, aggiustate di sale e di pepe.
Spegnete  e fate riposare.

Servite con un bel giro d’olio e del prezzemolo tritato


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8 agosto 2016

Porridge estivo: la colazione che fa bene








Potrei deliziarvi raccontandovi i miei risvegli aulici, al suono degli uccellini  e la sottoscritta che ,come una novella Biancaneve , volteggia per casa canticchiando e dicendo “O acciderbolina, è ora di far colazione”.







Ma ho promesso solennemente  davanti ad una Sacher di non dire più bugie.
E allora eccola la verità , nuda e cruda:
Io la mattina mi sveglio con la fame di un minatore del Klondike.
Facciamo pure due minatori , cosi rendo bene l’idea.
E del minatore ho anche modi e grugniti.
E davanti a me devo trovare una tavola ben imbandita con il caffè fumante e qualcosa che sia in grado di tenere la fame a bada non dico tanto, almeno fino a mezzogiorno.
E potrei raccontarvi di torte, cereali e corn flakes.
Li adoro.
Ma alle undici il mio stomaco ha già tirato fuori forchetta, coltello e piatto chiedendomi: ma oggi per caso nun se magna?
L’unica colazione che tiene a bada i miei succhi gastrici…. è il porridge.
Meravigliosa colazione inglese, tipica delle campagne sterminate e fredde.
Una tazza di porridge oltre a riscaldare dava tanta energia, merito della miracolosa avena.
A base di latte o acqua, con o senza zucchero è un toccasana per le fredde mattinate invernali.
Si, però,  cara la mia foodblogger , forse non ti sei accorta che non c’è la neve fuori.
Ce stanno le cicale.
Nessun problema: porridge estivo.
Delizioso, comodo e furbo perché si prepara la sera prima.
Io vi do delle indicazioni di base sugli ingredienti.
Voi metteteci quel che vi pare ma soprattutto provatelo.
Lo so che può scatenare diffidenza solo a guardarlo ed è difficile renderlo carino ed appetibile in foto
Perché a meno che non viviate a pane e cappellini della regina Elisabetta, sta pappetta può destarvi qualche perplessità.
Ma fidatevi è buonissima e soprattutto vi fa un gran bene.
(da un ‘idea de “La Figurina")





PORRIDGE ESTIVO
(ingredienti per una porzione)

90 millilitri di yogurt bianco magro (o greco)
60 millilitri di latte
1 cucchiaino di miele (o zucchero di canna)
1 manciata di uvetta (facoltativa)
Frutta secca a piacere
Frutta fresca a piacere
20 grammi di fiocchi di avena
Cannella a piacere
(eventuali aggiunte da mettere la mattina: cioccolato in pezzi, cacao,semi di chia,)

Prendete un bel contenitore capiente, di vetro.
Mescolate il latte e lo yogurt e versateli nel barattolo.
Unite il miele (o lo zucchero), l’uvetta, i fiocchi di avena, la cannella  e la frutta fresca.
Mescolate con cura e mettete per tutta la notte in frigo.
Al mattino aggiungete la frutta secca da voi preferita ( e se volete anche il cioccolato in pezzi o i semi di chia)

Date una mescolata e gustate!



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27 luglio 2016

Hawaiian Bread Rolls






Perché viaggiamo con lo spirito oltre che con passi lenti ma sicuri
Perché il confine ci va stretto come un abito di due taglie inferiori.
Cerchiamo davanti al nostro naso ma sappiamo che la realtà è altrettanto bella 
oltre l’ orizzonte






Perché siamo viaggiatori che vorrebbero avere il sapore di ciascun luogo di questa Terra e anche  oltre ( ve lo ricordate Toy Story? Verso l’infinito e oltre!!)
Perché non ci bastano tre vite per andare in tutti i luoghi che solleticano i nostri sensi.
Perché viaggiamo anche attraverso un piatto , una spezia.
Perché  sappiamo che quel determinato piatto è la cultura di un popolo.
E la conoscenza , la comprensione ..quella che parte dalle cose elementari …acqua, terra,sole, vento può portare solo cose belle.
E mai il baratro.


Oggi vi porto con me a respirare aria d'Oceano, di vulcano, di ananas e cocco
Le Hawaii, un paradiso in terra.
E questi panini, presenti in tutti gli scaffali dei supermercati statunitensi, ne sono l’emblema.
Hawaiian Bread Rolls che poi, sembra li abbiano portati gli immigrati portoghesi arrivati sull’isola.
Il succo d’ananas l’ingrediente che ha catturato il mio interesse.
E  la convinzione di trovarmi di fronte ad un pane dolce.
Niente di più sbagliato.,
L ’hawaiian Bread Rolls è un po’ come il beige.
Lo si mette ovunque.
E voi provatelo con qualsiasi cosa.
Creme al cioccolato, pietanze salate e la morte loro: il gelato.
Possibilmente al cocco.
Perchè nella parte dei viaggiatori senza confine noi, ci caliamo fino in fondo
(fonte ricetta:Handle the eat)




Hawaiian Bread Rolls

½ tazza di succo d’ananas
½ tazza di latte intero tiepido
60 grammi di burro fuso e tiepido
2 uova leggermente sbattute
6 cucchiai di zucchero semolato o di canna
1 bustina di lievito di birra
550/600 grammi di farina

Fate intiepidire il latte e sciogliere il burro.
Nella planetaria o in un mixer unite tutti gli ingredienti tranne il latte.
Iniziate a mescolare e unite a filo il latte. Fermatevi quando il composto sarà formato e non più appiccicoso.
Può darsi che non abbiate bisogno di tutta la mezza tazza del latte. Regolatevi ad occhio, alcune farine assorbono più liquidi delle altre.
Una volta formato il composto mettetelo a lievitare fino al raddoppio.
Riprendetelo, dividetelo in circa  15 parti uguali.
Formate delle palline e mettetele nella teglia rivestita di carte forno.
Fate lievitare per circa  45 minuti.
Cuocete in forno caldo per circa mezz’ora.
I primi dieci minuti coprite la superficie  dei panini con la carta forno.


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17 giugno 2016

La feta saganaki e Etelberto, come chi è Etelberto?






Lo conoscete il turista Etelberto?
Io si.
Ne conosco tanti.
Etelberto è quel turista che torna dalla vacanza,magari in Grecia (tanto per rimanere in tema con la ricetta) e ti dice:
“No, sai, sono stato bene .Bei postibelmarebeimonumenti  MA…
Eccolo il MA che fa la differenza.
Ma si mangia male.
O poffarbacco.
In Grecia?
E cosa hai assaggiato di cosi disgustoso da riportarti in valigia insieme alla sabbia nelle mutande e al Partenone in miniatura?
La moussaka, la salsa tzatziki?
L’halloumi?
No, ho assaggiato gli spaghetti alla bolognese e i maccaroni-cheese.
Ora,aspettate per prima cosa cerco di dissociarmi dalla parte becera di me stessa che assaggerebbe anche le gambe del tavolo condite dal wasabi…
Ecco, mi sono dissociata .
Però no, non funziona.
Non capisco.
Cercare i piatti della propria tradizione culinaria in altre terre è un po’ come cercare un po’ d’acqua santa a casa del diavolo.
Ci vuole coraggio, sprezzo del pericolo (fattela fare una bolognese come si deve da un cuoco, che ne so io, dello Sri Lanka) e totale assenza di curiosità.
Un popolo, una terra da visitare la si comprende anche da un piatto tipico, da un modo diverso di cucinare ingredienti usuali.
Nel caso della Grecia poi ci vuol coraggio a non riuscire a trovare un piatto che non soddisfi il palato.
Tolta l’assenza della pasta per il resto è un trionfo di colori e sapori mediterranei.
Della cucina greca adoro soprattutto i mezedes, gli antipasti… che poi sono talmente carichi di sapore e talmente vari da costituire a volte un pasto completo.
Prendete ad esempio questo piatto.
Saganaki, dal nome turco della padella di rame dove veniva fritto qualsiasi tipo di formaggio: halloumi, katzera, formaella ,batzos. Condizione essenziale: un formaggio che non si sciolga durante la cottura.
Il saganaki (quando si trova soltanto questa dicitura ci si riferisce al formaggio) viene poi accompagnato dopo la cottura dal miele, limone o ouzo.
Il saganaki però può riguardare anche i gamberi, le cozze.
Insomma, per tornare al discorso del turista Etelberto, non mangi il formaggio?
Puoi “saganakare” il pesce, vuoi mettere?
Ora veniamo alle dolenti note.
Come riproporre questo piatto sulle nostre tavole?
I formaggi tradizionali greci qui si riducono ad un solo nome imperante: feta.
E di un solo tipo, accidenti.
In Grecia la feta è una declinazione di varianti.
Nella mia ricerca compulsiva mi imbatto tempo fa in un blog bellissimo.
Un blog che è diventato la mia bibbia per la cucina greca.
Insieme al mitico: Souvlaki for the soul
E trovo il paradiso.

La feta saganaki si può riprodurre anche da noi.
Basta qualche piccolo accorgimento.
Quale il mettere la feta per quindici minuti (anche trenta) nel freezer.
E preparare una tempura bella ghiacciata.
Il risultato? Spettacolare e talmente vicino all’originale greco che al primo morso parte il sirtaki e Zeus vi passa accanto sorseggiando un bicchierino di ouzo.
Non vi piace la feta?
Niente scuse.
Acchiappate al banco gastronomia del quartirolo lombardo.
E’ la morte sua.
Anche se non sentirete il sirtaki.
Al massimo O mia bela madunina.

Ma noi italiani sappiamo ben accontentarci non trovate?



FETA SAGANAKI 

1 panetto di feta
100 grammi di farina
1 uovo
200 millilitri di acqua ghiacciata frizzante
Olio per friggere

Togli la feta dall 'involucro e falla scolare per circa dieci minuti.
Tagliala in circa sei pezzi , in questa maniera:


Avvolgi ciascun pezzo in carta stagnola e mettilo nel freezer per circa 15-30 minuti (il mio freezer ha deciso di rallentare i ritmi e fumarsi un sigaro grattandosi la pancia,quindici minuti son pochi per me per avere un panetto bello ghiacciato, tu regolati in base a quello che hai a casa).
Prepara la tempura (ricordati: l’acqua deve essere FRIZZANTE e GHIACCIATA).
Sbatti l’uovo con l’acqua frizzante, aggiungi lentamente la farina cercando di non fare grumi .
Prepara l’olio, fallo scaldare bene.
Prendi i pezzi di feta dal freezer.
Immergili nella pastella, friggili e servili, dopo averli scolati dall’olio in eccesso.
Servi con del limone ,miele e buon appetito!

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10 giugno 2015

Lo Zaloouk ovvero come ti risolvo l'antipasto, il primo e il contorno!



 Lo Zaalouk è quel piatto che ti risolve tre cose:

-non hai voglia di cucinare?

 Lo tiri fuori dal frigo, tosti il pane ma anche no, lo spalmi e mangi, sognando oasi e berberi.

-hai voglia di penne e fusilli come se piovesse ma non sai come condirli?

Tiri fuori lo Zaalouk, lo fai saltare in padella con uno spicchio di aglio e voilà, pronto il condimento per la pasta

-Hai un petto di pollo che ti sorride triste nell'attesa che tu gli offra un contorno per rallegrarlo un pò?
Gli poni accanto lo Zaalouk e il pollo sarà felice e contento ^_^

Perchè questa ricetta oltre ad essere buona ed economica è estremamente versatile.
Semplice da realizzare, piena di sapore e veramente adattabile alle vostre esigenze.
Di Zaalouk, come tutti i piatti tipici e poveri, ne esistono varie versioni che cambiano di famglia in famiglia.
Essenziale la presenza delle melanzane, pomodori e spezie.
Anche se su quest'ultime ovviamente, calcate la mano secondo il vostro gusto.


E' un piatto tipico marocchino, una sorta di caviale di melanzane buono, cosi buono e cosi versatile che vi consiglio di prepararne in abbondanza e congelarlo per poi ovviamente gustarlo come più vi piace!
Io vi propongo una versione non proprio ortodossa ma molto gustosa!!


ZAALOUK

1 melanzana
1 zucchina
1\2 peperone giallo
1\2 peperone rosso
2 pomodori belli succosi
2 spicchi di aglio
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
sale pepe
paprika 
prezzemolo

(se volete cumino, harissa)

Tagliate la melanzana a cubetti, cosi come la zucchina e i peperoni e i pomodori.
In una padella mettete gli spicchi di aglio tritati ( o se non gradite molto il loro sapore, metteteli interi per poi toglierli ).
Unite una dose abbondante di olio extravergine d'oliva e iniziate a far soffriggere.
Aggiungete le verdure ,fate insaporire.
Aggiustate di sale e pepe.
Unite 1\2 bicchiere di acqua e iniziate la cottura, unendo anche il concentrato di pomodoro.
La cottura sarà terminata quando le verdure saranno completamente sfatte (eventualmente aiutatevi con un frullatore ad immersione...ma non frullate tanto).
Prima del termine della cottura potete unire le spezie .
Un tocco che potete aggiungere è della scorza di limone grattugiata.

Aggiustate ulteriormente di sale e pepe e servite tiepido:come contorno, come crema spalmabile sulle bruschette o come gustoso condimento per la pasta.

Potete dimezzare i tempi di cottura utilizzando la pentola a pressione.
Insaporite le verdure in pentola, unite poco meno di 1\2 bicchiere di acqua calda e fate andare per dieci minuti dall'inizio del sibilo della pressione.


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2 giugno 2015

Il Paneer e il Cheese Naan ovvero facciamo il formaggio a casa!

Il Paneer


Il Cheese Naan (pane farcito al Paneer)

Facciamo un viaggio low cost.
Non guasta in tempi come questi.
Un bagaglio a mano leggero e poco costoso.
Un cartone di latte e due gocce di limone.
E se volete un pò di sale.
Tutto qui.

Povero il bagaglio, ammaliante la meta.
L'India.
Chiudete gli occhi e immaginate sari colorati, il profumo del curry e del cocco.
Il rumore del Gange, il silenzio delle vette innevate.

E donne intente a cucinare .
Oggi vi propongo uno dei formaggi protagonisti della cucina indiana:il Paneer.

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13 gennaio 2015

Patate mille spezie



Una delle cose che mi piacciono di più è senza dubbio viaggiare.
E l'ho fatto.Anche troppo, prima di sposarmi.
Per necessità e diletto ero la classica ragazzina con la valigia in mano.

Poi mi sono fermata.
Figli, famiglia, nuove prospettive, nonni lontani da anteporre a qualsiasi altra meta.
Mi manca? Si,tantissimo, anche se non cambierei mai la mia vita di ora con quella che è stata.

Ma continuo a viaggiare, nella maniera che più mi si incolla addosso peggio dell' Attak sulle dita.
Viaggio con la fantasia, con i profumi, le spezie.
Viaggio grazie ai mille documentari, libri che ho sottomano.
Viaggio parlando con chi è diverso da me.
Viaggio grazie ad Internet.

Mi piace sbirciare nelle cucine degli altri,immaginarne suoni,luci e rumori.
profumi.
Tovaglie o tavoli nudi.Posate o semplicemente mani che raccolgono...

L'Asia è senza dubbio una delle mie mete preferite.
Per affinità emotive ed elettive è il mio posto sognato ed accarezzato a lungo .

Oggi vi porto in Kashmir.
Siamo nella parte settentrionale della penisola Indiana.
Una storia travagliata, uno stato controllato da tre potenze (India, Pakistan e Cina)....una regione meravigliosa, dove l'estrema piovosità dà vita a paesaggi incantevoli:


 E visi indimenticabili:


Il piatto che vi presento oggi è tipico del Kashmir.
Il Dum Aloo.
Patate e tante spezie.
Cento versioni di una stessa ricetta.
Addirittura nel bengala Occidentale viene utilizzato nei matrimoni
Non fatevi spaventare dalla presenza di tanti ingredienti.
E' un piatto comunque economico.
Ricco, ma vegetariano.
Ho trovato varie versioni,vi dicevo, in giro per il web.
Soprattutto varie modifiche al liquido di cottura.
Alcuni aggiungono la panna, altri la pasta di tamarindo, altri niente ,altri ancora il latte di cocco.
Io ho optato per quest'ultima versione per due motivi:la curiosità e quella maledetta lattina di latte di cocco che gironzolava ormai da mesi nella credenza ed era prossima alla scadenza!

Pronte?

PATATE MILLE SPEZIE (Dum Aloo)

6 patate grandi (o 10 piccole)
2 cipolle gialle
2 pezzetti di zenzero fresco
2 spicchi di aglio (anche tre se vi piace il sapore)
2 peperoncini rossi secchi (anche qui abbondate se reggete bene il piccante)
4 cucchiai di mandorle tritate
3 chiodi di garofano (io non li ho messi, mi ricordano troppo.,.le sedute dal dentista ^_^)
4 cardamomi
1 stecca cannella
1 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di curcuma
1 tazza di passata di pomodoro
1 lattina piccola di latte di cocco
1 cucchiaio di garam masala (reperibile nei negozi etnici)
olio
uvetta quanto basta (se vi piace)
coriandolo o prezzemolo per guarnire

Sbucciate le patate e tagliatele a dadi di medie dimensioni (non devono essere troppo piccoli).
Mettetele in una bacinella con dell'acqua per circa una mezz'ora.
Tritate su un tagliere lo zenzero, il peperoncino e l'aglio.
Devono essere tritati finemente, quasi ad assumere l'aspetto di una pasta (eventualmente aiutatevi con un mixer).
Tagliare le cipolle sottili sottili e metterle da parte
Scolare le patate e cospargerle con la curcuma.
Scaldare un cucchiaio di olio e far dorare su tutta la superficie le patate.
Metterle da parte.
Aggiungere altro olio nella padella (4 cucchiai) e unire la cannella, i chiodi di garofano e il cardamomo (che avrete leggermente schiacciato per far uscire i semini).
Quando il tutto inizierà a sfrigolare unite il cumino e dopo trenta secondi ,le cipolle sottili e fatele soffriggere finchè avranno preso un bel colore dorato.Aggiungere il trito di peperoncino, aglio e zenzero di cui sopra . mescolate, fate prendere sapore ed unite le patate e il sale.
Aggiungere le mandorle, la passata di pomo,l'uva passa (se la utilizzate) doro e cuocere finchè vedrete affiorare un pò di olio in superficie. Aggiungete il latte di cocco (o la panna, o la pasta di tamarindo oppure...niente!!), il Garam masala e una bella tazza di acqua.
Cuocete coperto e a fiamma bassa finchè le patate saranno belle tenere.
Se necessario aggiungete altra acqua.
Servite caldo con una bella spolverata di coriandolo o prezzemolo
Servire con pane indiano o qualsiasi tipo di focaccia!


(Fonti ricetta:E-Curry e FrancescaV.com)


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8 gennaio 2015

Portokalopita all'arancia,limone e zenzero e LIBERTA'




L'istantanea è quella di un sole giallo e di un mare blu.
E anche di case bianche sullo sfondo.
E quel caldo cosi forte che fa tremare all'orizzonte la grande colonna greca.

Perchè c'è bisogno di luce e di calore.
C'è bisogno degli elementi primordiali.
Mare,terra sole.

Solo questo per ristabilire un pò d'ordine in questo caos sparso e maledetto.
Perchè può accadere un giorno di veder spezzate delle matite con il sangue.
o magari di vedere un uomo inerte a terra, che guarda in faccia il suo destino.

Può capitare di vedere ovunque l'occhio famelico della telecamera.
Grande fratello maledetto in cerca sempre  dell'attimo da immortalare.
E non ha importanza quale  sia questo attimo.
Bello ,brutto, 
Una nascita, una morte.
Che importanza ha?

Nessuna di fronte all'esserci.

E allora mi perdo in questo caos.
E cerco limiti e confini.

E allora voglio la terra ,il mare e il sole.
Perchè loro sono parte di me.
E io parte di loro.
Come forse dovrebbe essere qualsiasi uomo.
Uno la parte dell'altro.
Occhi, bocche,mani cervelli.
E valanghe di libertà.

Voglio ubriacarmi di utopie.
Voglio ubriacarmi di sorrisi.
E di libertà.




Oggi una torta greca, almeno nelle origini.
Leggermente arricchita nei suoi profumi dalla presenza dello zenzero e del limone.
Forte è la preponderanza dell'arancia,decisa la presenza della pasta fillo e piacevolmente frizzante il retrogusto.
Se volete attenervi alla tradizione fatela semplicemente sostituendo i limoni previsti con il succo d'arancia.


Portokalopita all'arancia limone e zenzero

per lo sciroppo:

2 bicchieri di zucchero
300 ml acqua
1 cucchiaio di cannella
1 pezzettino di zenzero grattugiato
1 limone spremuto
1 arancia spremuta

per la torta:

500 gr pasta fillo
1\2 bicchiere di zucchero
2 arance spremute
2 limoni spremuti
200 grammi di yogurt greco
4 uova
1 cucchiaio di lievito per dolci
scorza grattugiata di due arance e due limoni

Prepariamo lo sciroppo:

mettiamo tutti gli ingredienti previsti in un pentolino e facciamolo bollire per circa otto minuti.
Facciamolo riposare.

Per la torta:

prendiamo una teglia rettangolare e ungiamola leggermente con olio di semi o burro.
prendiamo la pasta fillo e spezzettiamola grossolanamente ,facendola cadere nella teglia.
Unire il succo delle arance, dei limoni,il lievito,lo zucchero, lo yogurt e montare brevemente.
versiamo questo composto sulla pasta fillo e mettiamo in forno caldo a 180 gradi per circa quarantacinque minuti (forno statico).
Tiriamo fuori la torta e irroriamola con lo sciroppo preparato.
Lasciamola riposare (meglio se per tutta la notte)

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22 settembre 2014

Mchuzi Wa Morogo ,giuro che non è una parolaccia!






L'Africa è lasciare i vestiti a casa.
Ma non quelli fatti di stoffa, di griffes...
I vestiti dell'anima.
Quelli che indossiamo per nasconderci.
Per velare il cuore ,
quello che batte al ritmo della verità.
Quella che conosciamo solo noi.

L'Africa è un leone che prende una gazzella.
Sotto i tuoi occhi attoniti. consapevole però che quella è la regola primordiale.
E che gli animali ubbidiscono a madre Natura.

Senza cattiveria, senza malizia.
Obbediscono alle regole della vita.

L'Africa è quel sorriso che appare all'improvviso e rischiara il tuo presente e ti mostra il domani.
Quel sorriso che cancella un passato vacuo e appeso al niente.
Un niente fatto di corse, di bugie,di scadenza da rispettare, di status da mantenere.
Le rate dell'automobile, la casa al mare, l'occhiale griffato e quel paio di stivali senza i quali la vita perderebbe senso.

l'Africa è il ponte tra quello che eri e quello che sarai.
E' la mano di un bimbo,
è un blu radioso,
è il colore senza tempo di un deserto,
è un tramonto maliconico.
Su quello che siamo stati .
E un'alba...di quello che saremo




Oggi un piccolo tributo alla cucina kenyota.
Un a cucina che è un incontro ben riuscito di tre paesi:Asia, Arabia ed Inghilterra.
Un pot-pourri profumato e saporito di spezie, di sapori inconfondibili.

Questo è un piatto vegetariano.
Allegro, colorato.
Ha un nome impossibile:Mchuzi Wa Morogo.
E' un mix ben calibrato di spezie e legumi stese su una pianura di riso cotto con il cocco.
Un passaggio che io ho saltato, perchè non ho trovato il latte di cocco.
La ricetta è stata pubblicata su Sale e Pepe.





Mchuzi Wa Morogo


100 gr ceci
50 gr piselli surgelati
3 patate
2 carote
2 zucchine
1 melanzana
1 cipolla 
3 spicchi di aglio
6 cucchiai concentrato pomodoro
2 cucchiaini colmi di curry
2 cucchiaini di curcuma
1 cm di zenzero fresco
1 pizzico di cannella
1 cucchiaino di paprika
olio
sale e pepe

per il riso:

150 gr riso Thai o basmati
400 ml latte di cocco (io acqua)
sale.

Sbucciate e tagliate a dadini patate, carote zucchine e melanzane. Lessate patate, piselli e carote per 15 minuti in acqua salata. Dopi i primi cinque minuti aggiungere le zucchine. Le verdure dovranno rimanere ben sode.
Tenete da parte 2 mestoli abbondanti dell'acqua di cottura.
Rosolate i cubetti di melanzane in poco olio con 1 spicchio di aglio schiacciato..
Tritate l'aglio rimasto e la cipolla e fateli soffriggere. regolare di sale e di pepe.Aggiungete il concentrato diluito con mezzo bicchiere di acqua.
Unite poi il curry, la paprika, lo zenzero grattugiato, la cannella e la curcuma (in alternativa lo zafferano). Unite i ceci, le melanzane rosolate e le verdure sbollentate..
Mescolare a fuoco basso, unire l'acqua di cottura tenuta da parte e fate assorbire.
Spegnete il fuoco e fate riposare.
Lavate il riso in acqua fredda.Versarlo in una casseruola con il latte di cocco (in questo caso aggiungete anche 200 ml acqua oppure con dell'acqua.Fate cuocere dolcemente finchè non si sarà assorbito tutto il liquido. Disponetelo nei piatti insieme alle verdure.



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