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4 giugno 2013

Le ciambelline al vino e quant'è bona la Sora Assunta

....Lo vedi ecco Marino la sagra c'è dell'uva.......
nanananana
.....Semo ragazzi de 'sta Roma bella e le ragazze famo 'nnamorà.
nanananana
........E daje de tacco e daje de punta e quant'è bona la sora Assunta.
E andiamo col revival folkloristico a braccetto con Romolo e Remo,lupa compresa!
Ma il vino invece di metterlo nelle ciambelle te lo sei bevuto direte voi.
Ma de che ,dico io e qui mi fermo con lo slang romanesco
Questa specie di juke-box degno del miglior Lando Fiorini per introdurvi ad uno dei dolcini più tipici dei Castelli Romani,la mitica ciambellina al vino
Mitica perchè tanto sia se siete oriunde di questa zone o trapiantate come me,è la prima cosa che le mamme vi fanno fare quando in un pomeriggio buio e tempestoso avete deciso di rompere le zucchine alle vostre genitrici.
"A mà m'annoio"
"Leggi"
"Non mi va"
"Gioca con le Barbie"
"Non mi va"
"Gioca con le costruzioni"
"Non mi va"
E allora viè qua bella de mamma che te sistemo io.Spianatoia infarinata,tazzine del caffè come efficiente sistema di misurazione degli ingredienti e via.Una specie di Didò o Pongo antesignano.
E tu alta come un soldo di cacio ti metti lì e impasti.E se invece di ciambelline realizzi capovalori degni del miglior periodo cubista fa niente.La genitrice chiude un occhio e tu assapori le mitiche che sono buone comunque fossero fatte anche a forma di dinosauro.
Non c'è casa qui nei castelli Romani dove non vengono proposte.La ciambellina al vino è quella classica ricetta che trovi appuntata su fogli oleosi,su vecchi quaderni ingialliti.Appartiene a quel tempo dove la trasmissione del sapere culinario era prettamente basata sulle dosi ad occhio e,sui fogli volanti e sul passaparola.
"Sora Assunta,ma lei che ce mette er vino rosso o bianco"
"Ah io solo er vino rosso"
Io le ho sempre adorate .Ma ,rispetto quelle che si trovano nei forni qui ,c'era sempre qualcosa che mancava.Un retrogusto tipico che nelle mie ricette aleggiava come un fantasma e io non riuscivo a produrre.
Questo finchè ho incontrato la ricetta di Paola Lazzari (l'ho detto che è un mito).Ricetta che proviene direttamente dal forno di un paese qui vicino,Genzano.Le dosi sono frutto della sua bravura.Le ha tirate fuori dopo aver parlato con tale fornaio!Cliccando QUI potete trovare la sua ricetta e le sue bellissime foto!
Le ho provate.
Sono loro,sono indiscutibilmente loro.Il retrogusto da me tanto cercato è dato dalla sambuca.Ho provato anche a sostituirla con il liquore all'anice e il risultato è lo stesso.Quindi,rullino i tamburi e squillino le trombe...eccola è lei..la mitica ciambellina.
Tutta per voi!!!!!
Due note prima di concludere il delirio quotidiano.Negli ingredienti sono presenti i semi di anice.Io non li ho messi.Il vino.Ci sta bene tutto senza dubbio,io queste le ho realizzate con quello bianco.Ma quelle con il vino rosso secondo me hanno una marcia in più!

Le ciambelline al vino dei Castelli 

ingredienti:

500 gr farina
200 gr zucchero
1 cucchiaino raso di ammoniaca
125 ml olio (Olio di semi di mais vitaminizzato Dante)
125 ml vino bianco o rosso
1 cucchiaio di sambuca (o altro liquore d'anice)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di semi di anice (io non li ho messi)
1 cucchiaino di cacao (facoltativo ma gli dà una marcia in più)

Su un piano infarinato mettete la farina e fate un buco al centro.Unite lo zucchero e mano mano tutti gli altri ingredienti.Ottenuto l'impasto mettetelo a riposare per un'oretta in frigo ,stendetelo,ricavatevi le ciambelle.In un contenitore preparatevi dello zucchero semolato.Prendete una ciambella,tuffatela solo in un lato nello zucchero e ponetela in una teglia rivestita di carta forno.Cuocete in forno caldo (ventilato se possibile ) per i primi dieci minuti.Poi abbassate a 180 gradi per altri dieci minuti o almeno finchè non le vedrete ben cotte.




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22 maggio 2013

Biscotti croccanti al cocco e sette chili in sette giorni

Scarsadale.
Weight Watchers.
La dieta del fantino.
La dieta Atkins.
Facciamo due giorni solo a insalata.
Ma invece facciamo due giorni solo a frutta.
Ma perchè non facciamo la dieta del gelatoquestasichemipiace?
ohhhhh ho sentito mia madre che diceva ad un'amica che per dimagrire bisogna prendere prima di mangiare un bicchiere di aceto di mele con acqua.
Io invece ho visto la zia Clotilde spremersi un limone nel bicchiere e berlo dopo i pasti.
E così in ordine sparso contavamo i punti tipo la Weight Watchers,magnavamo (ops mangiavamo ^_^) carne secondo la dieta del fantino,toglievamo tutti i latticini secondo la Scarsdale e ci trasformavamo in conigli per tutte le carote e i sedani fuori pasto.Pane,pasta e pizza banditi grazie all'Atkins e ci trasformavamo in stitiche impenitenti grazie agli ettolitri di limone miscelato ad aceto che prendevamo prima e dopo i pasti.Ma il metabolismo ci aiutava a quell'età.Una settimana di queste sbobbe ,il pancino già inesistente si appiattiva e noi ci sentivamo stupende.I miti di allora ci aiutavano non poco.C'erano in giro modelle come la Schiffer,come Elle McPherson,come Cindy Crawford.Ti propinavano le loro cassette di aerobica al ritmo di:basta mangiare sano ed allenarsi per avere risultati.
Poi si cresce,acquisti consapevolezza del tuo corpo e capisci quanto male può fare una dieta strampalataE ti rendi conto che i famosi sette chili in sette giorni è solo il titolo di una commedia di quegli anni confusionari ma felici.E allora vai dal dietologo.Io l'ho fatto, avevo ventidue anni e cinque chili da perdere.In due mesi li ho persi.Mi sentivo bene,stavo bene.I chili persi dopo altri due mesi sono diventati dieci.Senza fare nulla.La dieta mi aveva riattivato il metabolismo.Una vita universitaria frenetica,lavoretti vari avevano contribuito allo smaltimento rifiuti, pardon lo smaltimento ciccia in eccesso.
Dieta Dukan.
Dieta Montignac.
La dieta del dottor Migliaccio.
La dieta del minestrone.
La dieta dello yogurt.
La dieta del gruppo sanguigno.
la dieta paleolitica.
Oggi è questo lo scenario.E non mi permetto di dire nulla perchè conosco persone che con la Dukan hanno ottenuto risultati strepitosi.Ma ho letto una cosa allucinante.
Pubblicità di una pasticca
Sette chili in sette giorni.
Una pasticca.A 'sto punto miracolosa oserei dire perchè manco mr.Dukan arriva a tanto.
Ma che ce sta dentro a 'sta pasticca?ma che niente niente sò tornate alla ribalta le anfetamine?
Macchè.
Erba.Esclusivamente erba.
No,no quella che avete pensato che io che ne so se fa dimagrire.
Erba vera.Due piantine .Innocue dicono loro.
Ma innocue manco per niente dico io che se me sciolgono i chili a 'sto ritmo che manco il Viakal col calcare,beh tanto tranquille ste due piantine non saranno.
Però a documentarsi in realtà sono due innocue piantine sudamericane.Una antistress e l'altra un blando diuretico.
Sette chili in sette giorni.C'è scritto proprio questo.Con annesso il tariffario preciso preciso che manco il dentista te lo propone cosi:
Cinque chili da perdere?50 euro
Dieci chili?la confezione da 60 euro.
E così via fino ad arrivare a gravi casi di obesità.
Allora sò ste piantine ad avere qualche cellula impazzita o le aziende con relativi dottori che avvalorano queste ipotesi ad avere qualche neurone inverso?
Tanto poi la regola aurea per perdere peso è solo una.
Amati.
Quello è il primo passo

P.s=qualcuna di voi ha mai sentito parlare di Acai berry?la pillola a base di questo frutto brasiliano capace di compiere miracoli nella perdita di peso.Beh,io la sto assumendo.No,non per perdere peso.Per farlo dovrebbero cucirmi la bocca e togliermi di mano il blog.Pare che questa pillola curi tutte le infiammazioni nascoste nel fisico.Uno dei pochi effetti scientificamente testati.E la mia dottoressa me l'ha ammollata,dicendomi che il prossimo passo sarebbe stato un bel viaggetto in quel di Fatima,viste le mie ultime vicende.
L'avevano spacciata per dimagrante.Anche qui sette chili in sette giorni.A tutt'oggi?manco un chilo perso ^_^
Un filo di salute in più quella si.
Ma i fianchi,quelli stanno lì ben saldi e appiccicati!


Biscotti croccanti al cocco  (da Chocolat à tous les ètages)

60 gr di cocco grattugiato
125 gr farina
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
60 gr burro
80 gr zucchero
1 uovo 
1 cucchiaio di latte

per la superficie:
latte + cocco grattugiato

Su una spianatoia infarinata mettere la farina a fontana e aggiungere tutti gli ingredienti.Impastare cercando di ottenere un composto omogeneo.Se vedete che è troppo asciutto non esitate ad aggiungere altro latte.
Prendete due fogli di carta forno e mettere in mezzo l'impasto stesso.Con l'aiuto di un mattarello stendere la pasta ad uno spessore di 5-6 mm.A questo punto ritagliare i biscotti con la forma da voi desiderata.Con un pennello di silicone bagnare il biscotto con il latte e cospargerlo con il cocco grattugiato.Continuare cosi fino ad esaurimento dei biscotti.Cuocere in forno caldo a 180 gradi per un quarto d'ora.
Una variante golosa di questi biscotti vede protagonista il sesamo.Spennellate sempre i biscotti con il latte ma invece di passarli nel cocco li passate nei semini di sesamo e cuocete nella stessa maniera!


versione con il sesamo:






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30 aprile 2013

I taralli con la granella e il fallo della Nasa

Era una giornata come tante e lui un uomo come tanti se non fosse stato per il luogo del suo impiego:la Nasa.Il signor Smith,John Smith,soprannominato il medio dai colleghi.Media statura,media panza,occhi castani ,capelli con calvizie incipiente e occhialetti tartaruga perennemente scesi sul naso.
La giornata era una come tante,grigetta,mediamente fresca.Prima di uscire aprì le finestre.Troppa birra e rutto libero avevano lasciato il segno.Bisognava cambiare l'aria.E anche l'acqua a Fish visto che nella boccia c'era solo melma geneticamente modificata ormai-
Il cerchio alla testa non gli dava tregua.E non era solo il post sbronza ma anche la telefonata di Mary ,la sua ex moglie.Era una specie di reazione allergica la sua.Come vedeva il numero iniziava a sentire uno strano prurito nelle mani,nelle braccia e un desiderio insopprimibile di stringerle le mani intorno al collo.Ovviamente non per accarezzarla.
Il cerchio alla testa unito alle richieste economiche di quella baldracca di Mary (famosissima in tutto il Lower East Side e non certo per meriti intellettuali) lo rendeva antipatico.In primo luogo nei confronti di se stesso.E poi verso il mondo intero.
L'ufficio era immacolato come al solito.E anche questo gli dava i nervi.Mai una penna fuori posto,mai un capello o una cicca spiaccicata sotto la scrivania.Si ripromise di farlo qualche volta.Era o non era uno scienziato?e gli scienziati non hanno la possibilità di derogare al normale comportamento umano?Ma certo.
Pazzo.Scienziato pazzo.Ecco la sua ambizione...
"Ehi John" disse Malcolm ,un suo collega simile ad un topo muschiato siberiano "ma la doccia te la sei fatta stamattina,ahaha puzzi come un tombino"
Non rispose,non lo faceva mai.Non voleva rogne e forse era codardo.Anzi ,era un gran codardo.Se fosse stato coraggioso avrebbe generato uno tsunami di Fuck you a tutti i suoi capi,i colleghi a Mary e anche a Fish.Che era della baldracca e non suo.Vinto ad un misero luna park in una delle loro ultime uscite.
I monitor erano puntati tutti su Curiosity,la sonda che il team del quale faceva parte aveva fatto atterrare ad agosto su Marte.
Curiosity era lì ferma nel silenzio del pianeta Rosso,con le suo ruote gommate ferme.Come la vita di John.Tutto fermo,tranne la sua mente.L'unico luogo di eccellenza in mezzo a tanto vuoto e fallimento.
All'improvviso il silenzio dei suoi pensieri fu squarciato da una risata infantile.Una di quelle suonerie che riproducono una risata di bimbo che mette subito di buonumore.E qualcosa prese vita dentro John.Un qualcosa di simile a quella risata.Un desiderio insopprimibile di cambiare i dati,i numeri,le scartoffie e quell'orrenda camicia a quadretti che aveva il colletto ormai marrone e che portava ormai da una settimana o giù di lì.
Non ci pensò nemmeno un attimo.Curiosity,sotto le sue abili mani,iniziò a muoversi a disegnare.Avanti,indietro,in circolo.Alla fine soddisfatto del suo lavoro,stampò una lettera di dimissioni e la lasciò sulla sua scrivania.Si alzò e cominciò a ridere.
Proprio ,esattamente come quella suoneria.
Sul suo computer rimase questa immagine che in breve fece il giro di tutto il mondo:

Una piccola storia partorita dalla mia mente  dopo aver letto questa notizia in relazione all'immagine che alcuni giorni fa ha intasato il sito della Nasa.Non la scoperta della vita su Marte,non l'incontro con un marziano ,ma lui.Il "Walter" (per dirla alla maniera della Littizzetto) disegnato da qualche scienziato buontempone.Un immagine che rimarrà nella storia.Ma ve lo immaginate uno scienziato serio,giacca cravatta mentre si diverte a disegnare il Walter? ^_^

Oggi ricetta dei taralli trapanesi.Ho preso spunto dal blog Panza e presenza,per poi modificarli in alcuni punti.Ho tolto la glassa tipica di questi taralli (alle mie figlie non piace) e l'ho sostituita con la granella di zucchero.

Taralli con la granella di zucchero

500 gr farina (300 gr nell'impasto e 200 gr per la spianatoia)
2 uova
1 bustina di ammoniaca
125 gr latte
succo e scorza di un limone
100 gr strutto
100 gr zucchero
granella di zucchero per decorare

Separare gli albumi dai tuorli.Montare a neve i primi con un pizzico di sale.
Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso.Unire lo strutto morbido e gli albumi mescolando delicatamente.Sciogliere la bustina di ammoniaca per dolci nella quantità prevista di latte,mescolare bene e aggiungere l'impasto.Unire il succo e la scorza del limone e la farina (i 300 gr).A questo punto avrete ottenuto un impasto morbidissimo.
A questo punto prendere l'impasto,rovesciarlo su un piano infarinato e unire i restanti 200 gr di farina.
Lavorare bene il composto.Staccare dei pezzi di impasto e formare dei lunghi rotolini che andranno intrecciati a due a due e poi uniti per formare un cerchio.
Spennellare i taralli cosi ottenuti con del latte,cospargerli di granella di zucchero e cuocerli in forno caldo a 200 gradi per una quindicina di minuti.Due avvertenze:vista la presenza dell'ammoniaca è necessario infilare nello sportello del forno (durante tutta la cottura)un mestolo di legno in maniera tale che entri un pò d'aria e non si crei il ristagno dell'ammoniaca.Seconda avvertenza.assaggiarli quando saranno completamente freddi,per permettere all'ammoniaca di evaporare completamente.
Invece della granella di zucchero si possono glassare (secondo la ricetta originale).Io uso la glassa a freddo.Zucchero a velo e latte diluiti insieme (per le dosi faccio ad occhio) e spennello la superficie dei taralli con questo mix e faccio asciugare.




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22 aprile 2013

I Twabaa e la pigrizia dell'homemade

A volte capita.
Ma no,non a volte.
Non è che perchè si è foodblogger si abbia una specie di investitura papale.La foodblogger può anche aver voglia di non cucinare.E vista l'appartenenza al cromosoma XX  può non aver voglia di cucinare ma contemporaneamente aver un certo languorino,"non proprio fame ma voglia di qualcosa di buono".
Ma la qui presente e nullatenente Emporio 21 non ha a disposizione il mitico Ambrogio della pubblicità dei Ferrero Rocher,quindi deve :o far finta di nulla(ma mentre nella maggior parte delle case vige il detto:Al cuor non si comanda,a casa mia va per la maggiore:Alla pancia non si comanda) oppure alzare le molto onorevoli terga e realizzare qualcosa con le proprie sante (giammai) manine.
E allora tre uova svogliate incontrano una ciotola sonnacchiosa.Non peso nulla..uso un bicchiere per l'olio e lo zucchero e poi giù tanta scorza di limone come se piovesse .Arriva la farina,la unisco mano mano finchè gli altri ingredienti ne hanno abbastanza e poi un pò di lievito.Cinque,solo cinque minuti sono trascorsi.
La materia c'è,ora manca la forma
Un piccolo pezzetto di pasta altrettanto svogliato e la punta di un mestolo di legno.Faccio una pallina,appoggio sulla spianatoia e infilo al centro..va beh,non ho voglia di essere precisa, magari un pò più su o un pò più giù,ecco ci infilo il manico della "cucchiarella" di legno e giro giro,e come per magia si forma un biscotto con il buco al centro.E cosi via E poi inforno e aspetto solo dieci minuti.
Dieci minuti per preparare un thè,per scegliere qualche bella pagina da leggere.Dieci minuti per sentirmi soddisfatta di me stessa.Pochi ingredienti,poco tempo.Ma un risultato buono,leggero.Un profumo che sa di casa,che sa di buono.
Perchè l'home made è uno stile di vita,ma anche una coccola.
Ma non è detto che sia anche un processo lungo.
Basta poco,che ce vò!
.Potete sostituire la scorza del limone con dello zenzero o semini di cardamomo.


Twabaa

3 uova
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di olio di mais
1 scorza di limone grattugiata
1/2 bustina di lievito
farina quanto basta

olio e zucchero per spennellare

Mescolare con le fruste elettriche uova e zucchero.Unire l'olio,il limone e la farina tanta quanta ne occorre.Infine aggiungere il lievito.
Staccare un pezzettino di pasta,formare una pallina.Prendere un mestolo di legno,infilare la punta del manico al centro della pallina,appoggiare su un piano infarinato e formare un buco girando velocemente.Continuare fino ad esaurimento dell'impasto.
Spennellare i biscotti ottenuto con dell'olio,cospargere di zucchero semolato.Infornare a forno caldo (180 gradi) per una decina di minuti.Se al termine del tempo di cottura sono ancora pallidi,azionate per due minuti il grill.





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5 aprile 2013

I biscotti al latte e The One

Uno dei miei fratelli diceva sempre:" Se ti senti triste accendi la radio,ascolta un cd,insomma ..usala la musica"
Stamattina ero un pò amareggiata,con mille pensieri che si affacciavano spiacevoli per poi ritrarsi ..senza curarsi però di non lasciare traccia.
Il post odierno prendeva forma nella mia testolina,intanto.
Un post amaro.
Ho acceso la radio.
Sentiamo se una musica può fare,come canta Max Gazzè.
E ha fatto.
Ma non una musica.Una notizia.
Se volete stupida,ma che a me ha fatto viaggiare con i ricordi,mi ha ricordato i miei trascorsi e in fondo chi sono...
Ieri il mio primo,unico ed insostituibile amore ha compiuto trent'anni.
Bello come il sole,forte,invincibile.
Chi è?
Curiosone.
Vi dice nulla alabarda spaziale?
E insalate di matematica?
Ebbene si è lui!


Il mio mitico Actarus.Goldrake....
Che ricordi ragazze!!Avevo otto anni e il cuore mi batteva forte forte quando in Tv scorrevano le prime immagini della sigla...mi aggiustavo i capelli prima dell'inizio,mi sedevo in poltrona e per una mezz'ora mi dimenticavo di tutto.
Ieri è stato celebrato il trentennale della messa in onda in Italia di Goldrake.Settantaquattro episodi che potrei citare quasi a memoria!!
Io ero convinta della sua reale esistenza.Vicino casa mia c'era una montagna...ebbene,la sera prima di andare a dormire la guardavo e le lanciavo un bacio segreto.Perchè lì dentro c'era lui,mica pizza e fichi!
Sognavo un matrimonio con tanto di vestito bianco e pugni fotonici al posto del lancio di riso e tanti piccoli figli dalla doppia identità:umani e robot allo stesso tempo.Perchè in fondo trangugiare un'insalata di matematica la consideravo impresa degna di un supereroe,non fosse altro che c'era proprio la matematica in mezzo....
Com'è finita?
Male,come la maggior parte dei primi amori..(.ma dietro l'angolo una tragedia ancor più strappalacrime,ne ho parlato in questo post.)
Vi lascio con la siglia di Goldrake.Mitica!


E un ricordo prettamente infantile non poteva non portare con sè uno degli alimenti tipici del mondo dei bimbi:i biscotti da latte.Quelli grossolani,quelli che si buttano dentro il latte,quelli che ...gli aumneta il peso specifico in maniera esponenziale.Da una vecchia ricetta,non so come,non so dove,forse dalla Prova del Cuoco..L'essenziale è aromatizzarli o con la vanillina o con gocce di cioccolata!

Biscotti al latte

500 gr farina
100 burro
150 zucchero
100\120 latte
1 cucchiaio di miele
1 pizzico di sale
1 bustina di vanillina o gocce di cioccolato o bacca di vaniglia
1 bustina di lievito

Su una spianatoia infarinata disporre tutti gli ingredienti.Impastare fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo.Far riposare per un quarto d'ora in frigorifero.
Tirare fuori l'impasto,stenderlo in maniera tale da lasciare un discreto spessore (più son grandi più vien bene la pucciatura nel latte!!).Tagliare l'impasto con delle formine,porre i biscotti cosi ottenuti su una teglia con carta forno e cuocere per un quarto d'ora a forno caldo a 180 gradi.Tirali fuori,farli raffreddare per bene e spolverarli con dello zucchero a velo


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6 marzo 2013

Shortbread della nonna e le Signorine Staccocoscia

Non è colpa mia vostro onore.
Coincidenze fortuite.
Per me.
Sfortunate decisamente per l' altra.
Mi piacciono le cornici metalliche.
Con le punte belle aguzze.La punta deve essere punta,che senso ha sceglierla stondata mi scusi?
Cosa dice?perchè non l'ho messa dentro una busta?
Perchè quando possibile la busta non la prendo.Le par giusto pagare dieci,quindici centesimi per inquinare l'ambiente?Certo che ho sentito parlare di mater bi...ma lei l'ha mai vista smaterializzarsi una busta?
Va bene,sto divagando.
Il mio Mac Gyver era davanti,io un pò più distante con la cornice in mano.
E lei,la stangona era lì,intenta a leggere non so quale locandina.Minigonna ascellare e collant con la striscia nera dietro (ma ancora li producono?)
Io lo dico sempre.Equa distribuzione di ricchezze,di cervello e di staccocoscia.Ci posso tenere una conferenza se vuole.Una sua coscia era lunga tanto quanto me.E non sono certo bassa.
Lui passa con lo sguardo basso intento a controllare lo scontrino(e chiedendosi ma quanto cappero costano le cornici?),lei lo guarda.Estasiata direi,si proprio estasiata.Ingolosita anche dal mio uomo,mi passi il termine
E continua a guardarlo ancora,mentre lui passa.
E io,io mi creda vostro onore.
Non è colpa mia se la cornice penzolava dalla mia mano proprio dal lato suo.
Non è colpa mia se uno degli angoli acuti e aguzzi di tale cornice ad un certo punto si è animato,
probabilmente attirato da suddetti collant.Sono passata e ...e...una delle punte le ha toccato le calze.
Io fossi nella tizia staccocoscia farei causa all'azienda che le produce.Una banalissima punta metallica le tocca e staprtatam,si smagliano....ma che dico si smagliano..
Le si è aperto un buco,una voragine.Va beh,la leggera feritina e che sarà mai!lo sa cosa passa una donna quando partorisce?le feritine noi manco le vediamo.E' staccocoscia che è una mammoletta indifesa che per una goccina di sangue fa tutto sto casino.
Ma lei doveva vedere la sua faccia vostro onore.Da Giovannona Coscialunga è diventata Samara di The Ring ahahaha.
E io? Io mi sono profusa in mille scuse.
Si,mi ha detto che avrei dovuto prestare più attenzione.Ma mica l'ho' fatto apposta a passarle accanto con sta benedetta cornice.
Si figuri,io sono per peace and love.Ecco,forse più per love che per  la peace.
Ma tant'è.
Staccocoscia si dovrà ricomprare le calze e io ,io, io mi godo la mia santa e benedetta cornice.

Tazza di tè(thè o tea fate un pò voi,io ve le ho scritte tutte e tre così non pensate che sono IGGNNURANTE  ^_^ ) e shortbread della nonna,direttamente da quell'altra Staccocoscia antipatica di Lorraine Pascal.
Lo shortbread è un biscotto di origine scozzese.Semplicissimo.Di solito nell'impasto c'è la farina d'avena.In questo trovate della comunissima farina 00 e farina di riso.In questo caso viene presentato nella forma petticoat tails.Spicchi ricavati da un cerchio.Tradizionalmente lo shortbread è rettangolare.
Good Afternoon a tutte voi,tranne alle Staccocoscia


Shortbread della nonna

130 gr burro morbido ma non sciolto
60 gr zucchero 
130 gr farina 00
60 gr farina di riso
1 pizzico di sale

Lavorate a crema il burro con lo zucchero,aggiungete le due farine e il pizzico di sale.lavorate tutto l'impasto fino ad ottenere una massa malleabile.
Stendetela in una teglia rotonda (piccola massimo 20 cm)imburrata e infarinata.Dividete a raggiera con un coltello a punta la superficie dello shortbread,in modo tale da avere otto spicchi.
Con una forchetta bucherellate la superficie e cuocete in forno caldo a 180 gradi per una mezz'oretta.







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22 febbraio 2013

Giant Cookie ovvero il biscotto gigante ovvero della pigrizia

Io sono una e trina.
Nel senso che ho un'idea.
Ma anche altre tre che contrastano con la prima.
E non perchè io abbia un disturbo bipolare.
Semplicemente perchè mi piace considerare anche la convinzione opposta alla mia.
O lo stato d'animo.
O perchè penso che soltanto gli imbecilli non cambino mai idea.
Sono una foodblogger cialtrona.
Perchè non uscirei mai dalla cucina.
Ma anche no.
Perchè ci sono quelle volte che mi commuovo guardando un mestolo.
Ma ci sono anche quelle volte che guardo l'impastatrice come un'acerrima nemica.
E ci sono anche quelle volte che questi stati d'animo coesistono nello stesso istante.
Come oggi.
Facciami i biscotti al cioccolato.Yuppi.
Yuppi de che?
Io non ho voglia.Le formine,la perfezione,pezzo per pezzo...naaaaaaaaaaaaaa non posso sono in convalescenza.
Entro ed esco dalla cucina.Tiro fuori dal frigo il burro e lo rimetto dentro una decina di volte.
Forse sto diventando ossessiva.
O compulsiva.O compulsiva e ossessiva insieme.
Ma alla fine,manco fossi Archimede,s'accende la lampadina.
Genio.Sei un genio.
Un bel Giant Cookie,un biscotto gigante.Pochi e semplici ingredienti.Poco lavoro,nessuna forma.
E un risultato ottimo.
Buona merenda!
(la ricetta originale l'ho presa da "Chocolat à tous les etages" un bel blog d'Oltralpe)


Giant Cookie ovvero il biscotto gigante

1 uovo
150 gr zucchero
180  gr di farina
100 gr burro
1 cucchiaino di lievito
granella di nocciole
170 gr cioccolato tagliato a dadini o direttamente le pepite già pronte

Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Montare lo zucchero con il burro ammorbidito fino ad ottenere una crema morbida.Aggiungere  l'uovo,la farina,il lievito,la granella e il cioccolato.Rivestite con carta forno una tortiera (la mia era di 26 cm),rovesciarci l'impasto dandogli appena appena una livellatina (durante la cottura si allargherà a cerchio prendendo le sembianze di una torta).
Cuocete in forno caldo a 180 gradi per venticinque minuti.Lo tirerete fuori che sarà ancora morbido.Raffreddandosi prenderà la consistenza del biscotto! 


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3 novembre 2012

i biscottoni "inzupposi" da latte


Li gradite i biscottoni rustici per la colazione?Qui vanno alla grande,nella versione ultrabiscottata,perchè se le mie figlie non si staccano qualche molare non sono felici!
negli ingredienti appare l'ammoniaca,condizione essenziale per "l'inzuppo".La puzza c'è durante la cottura.Abbiate l'accortezza di infilare un mestolino di legno nell'apertura del forno,in modo da creare una piccola fessura d'aria.E assaggiateli solo quando sono completamente freddi.Pena una bocca al sapor di Rio Casamia!!(quanto sono brava a fare la pubblicità alle mie ricette vero?)
(da una ricetta redRoland cookaround)

Biscotti inzupposi da latte

500 gr farina
200 gr zìucchero
2 uova
80 ml olio
100 ml latte
10 gr ammoniaca
aroma a piacere
Per spennellare.
latte
zucchero

Su di un piano infarinato mettete la farina a fontana e mano mano tutti gli altri ingredienti (per ultima l'ammoniaca).Impastiamo velocemente per amalgamare il tutto e stendiamo l'impasto con un mattarello in un rettangolo.Ritagliamo i biscotti della forma voluta,adagiamoli su una teglia rivestita di carta forno ,spennelliamoli con latte.Cospargiamoli di zucchero e cuociamoli a 180 gradi per almeno quindici minuti.

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31 ottobre 2012

Biscotti di riso soffiato


Biscottini di riso soffiato

ingredienti:

200 gr farina
80 gr riso soffiato
2 tuorli
1 uovo
150 gr burro morbido
100 gr zucchero
scorza di limone grattugiata e essenza di vaniglia.

Con un mixer montate il burro morbido con lo zuccchero fino ad ottenere una crema omogenea,unite l'uovo e mescolate.Aggiungete mano mano le due uova,apsettando che la prima sia assorbita prima di aggiungere l'altra.fate tutto con delicatezza,avendo cura di non smontare il composto.Unite il riso soffiato e la farina.Mescolate per ottenere un impasto omogeneo e poi deponete questo impasto a cucchiaiate su una placca da forno e fate cuocere a 180 gradi per una ventina di minuti.Potete accompagnarli con una panna semimontata!

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12 settembre 2012

I Biscotti Regina e ...Oh My God!



Questi biscotti sono legati ad uno dei primissimi ricordi che ho della Sicilia.Quello che sarebbe diventato mio marito mi portò a conoscere la sua amata isola.Una delle prime tappe?Taormina.
La seconda?
"Gioia,vieni,ti porto a vedere uno dei borghi più belli d'Italia!".Caspita,andare in giro per borghi è una cosa che adoro!Arriviamo a CastelMola e lo spettacolo è meraviglioso.Un paesino a strapiombo sullo Ionio,una piccola perla del Mediterraneo.Mi riempivo gli occhi,respiravo la profumata e allegra aria siciliana.I miei occhi erano increduli di fronte a quel blu del cielo siciliano così intenso,così vivo...uno di quei blu che non puoi spiegare a parole.Devi mettere piede nella Trinacria e guardarlo e assaporarlo e portartelo dietro per sempre.
Ad un certo punto mio marito dice:"Vieni,andiamo in quel bar.Ti faccio assaggiare il famoso vino alla mandorla".
Entriamo in questo bar.E subito mi accorgo che c'è qualcosa di strano.Delle presenze inquietanti alle mie spalle.Ma non solo alle mie spalle.Ai lati,davanti,sotto,sopra...Oh,my God....c'è un'invasione!Sorseggiavo il mio vino alla mandorla roteando gli occhi come nella miglior scena dell'Esorcista,mentre il fedifrago rideva come un pazzo!!
Non vi dico perchè,vi lascio il link di quel bar di CastelMola e capirete il mio iniziale smarrimento!!E capirete anche la mia sostanziale ehm...difficoltà a descrivervi la scena che ho vissuto....E ovviamente non sto facendo pubblicità.Quel posto ormai è come se fosse un monumento,perchè se si capita da quelle parti una visita è d'obbligo!
Sono uscita ridendo come una pazza da quel bar.Poco vicino abbiamo acquistato questi biscotti con la "giuggiulena" (cioè il sesamo).Li ho mangiati seduta per terra con lo sguardo incredulo perso tra l'Etna e il mare.Trovatemi un altro spettacolo così al mondo!

BISCOTTI REGINA




500 gr farina


150 gr zucchero semolato


50 gr strutto


150 gr semi sesamo


15 g ammoniaca per dolci


sale




Impastare la farina con lo zucchero,lo strutto,l'ammoniaca e una presa di sale,incorporando l'acqua necessaria per ottenere un composto consistente.Ricavare dalla pasta dei bastoncini della lunghezza di un dito,ricoprirli di semi di sesamo e disporli in una placca rivestita di carta da forno.Infornare a 220 ° per dieci minuti.abbassare poi la temperatura a 150° e cuocere per una ventina di minuti



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21 luglio 2012

Biscotti miele e vaniglia

Mamma usciamo fuori a cena così cuciniamo noi?Suona strano vero?Non ad Amsterdam dove esistono dei ristoranti dove a cucinare sono proprio i bimbi aiutati da dei cuochi professionisti.Si cucina e poi insieme ai genitori si gusta il risultato dei propri esperimenti.Penso che sia una trovata fantastica e mi piacerebbe trovarla anche qui da noi.Per ora però i nostri figli devono accontentarsi delle nostre cucine!!
Ci sono quei pomeriggi in cui le bimbe hanno tanta voglia di pasticciare e anche la loro mamma......ieri avevamo voglia di qualcosa di buono,semplice e soprattutto fatto con le nostre mani.Questo è quello che abbiamo realizzato,grazie a Nightfairy.

BISCOTTINI MIELE E VANIGLIA
275 gr di farina
75 gr burro
1 uovo
2 cucchiai di miele
1 bustina di vanillina
100 gr zucchero a velo
1/2 bustina di lievito


Su un piano di lavoro si mette la farina a fontana e si aggiungono nell'ordine:l'uovo,il miele,la vanillina,lo zucchero a velo,il burro morbido a dadini,il lievito.Si fa un impasto il più velocemente possibile,assemblando tutti gli ingredienti.Si stende con un matterello a forma di rettangolo,si ritagliano con le formine i biscotti e si lasciano a riposare in frigo per una mezz'oretta.Si passano in forno a 180 gradi per una decina di minuti.

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11 luglio 2012

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