31 agosto 2016

La Torta alle prugne e cannella e NONCELAPOSSOFA'!!!


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Perchè hai 'sto chiodo fisso delle torte da "credenza", quelle torte che hanno l'anima double-face ovvero le usi a colazione, a merenda e qualche volta anche a fine pasto?
Avete ragione.
E' un chiodo fisso.
Ma il motivo è presto detto.
Considerate questo scenario:

Lo sentite il fiato sul collo?
Io si.
Meno due settimane all'inizio della scuola.
Il che vorrà dire essere messi di nuovo dentro una lavatrice impazzita e controllare a fine giornata se i pezzi ci sono tutti.
Mani, gambe, occhi, bocca.

Perchè mica ci si capisce molto.
Suona la sveglia del mattino e via in piedi come tanti soldatini di piombo, pronti all'azione.

Presto che è tardi.
Ti fai la doccia col dentifricio e ti lavi i denti col docciaschiuma.
Ti metti il reggiseno bianco e lo slip nero perchè sei colta da improvvisa crisi daltonica mattutina.
Svegli le pupe e al posto del latte metti loro sul tavolo la colazione del gatto.
Controlli otto volte gli zaini ma alla fine dai alla grande lo zaino della piccola alla grande e viceversa.

Presto che è tardi.
Una rassettata prima di uscire, mentre le pupe finiscono la litigata mattutina che utilizzano per scaldare i motori.
Rifai il letto e scambi i pigiami.
Il mio alla piccola, quello del padre alla grande e i pigiami delle ragazze uno alla gatta e l'altro,l'altro...ma dov'è l'altro?
Ho il triangolo delle Bermuda in casa.
Solo che invece di far sparire le navi inghiotte pigiami come niente.

Presto che è tardi .
Usciamo.
Cerco di chiudere la porta.
Impresa titanica e impossibile.
Perchè al posto delle chiavi ho il telecomando.
Torno indietro ,poso il telecomando e prendo le chiavi.
Ma ahimè...
La gatta scappa per le scale.
Perchè ha gli aneliti di libertà nei momenti meno opportuni.
Scatta la caccia al gatto.
Tre disperate (io e le ragazze) dislocate su tre piani intente a recuperare l'arrogante felino .Ci sguscia tra le gambe .
Inafferrabile.
Finchè decide che può bastare e rientra con la coda dritta e i baffi sdegnati a casa.
Da sola, per intenderci.

Presto che è tardi.
No, NONCELAPOSSOFA'....
A meno che..
A meno che la mattina , nel silenzio della casa ancora assonnata, io non mi coccoli un pò.
Perchè la colazione è la pace anticipata con la giornata che verrà.
Un rito sacro al quale non posso rinunciare.
Ecco perchè la mia collezione di ricette di torte aumenta a dismisura!

Questa è un 'altra proposta.
Il posto più morbido dove affondare i denti......


La torta prugne e cannella io la facevo seguendo la ricetta di Sigrid. La sua caratteristica principale l'utilizzo della grappa.
Due giorni fa mi imbatto nella ricetta della torta di prugne fresche di Ada .La leggo e mi ispira tantissimo.

Decido di unire queste due torte ,magari modificandole un pò.
Al posto delle prugne rosse quelle gialle.
Un pò di farina integrale.
L'immancabile grappa e olio di mais invece del burro.

Il risultato è stato ottimo.
Un mix dolce-aspro che la cannella abbraccia con voluttà. Quel leggero sentore di liquirizia che solo lo zucchero di canna riesce a dare e la nota forte della grappa.

Ve la offro?


Torta alle prugne fresche e cannella
                 

6 prugne
2 cucchiai di zucchero 
1 pizzico di cannella

250 grammi di farina integrale
2 uova
1 pizzico di sale
3 cucchiai di grappa
80-100 ml di olio di mais
1 cucchiaino raso di cannella
1 cucchiaino raso di essenza di vaniglia
150 grammi di zucchero di canna 
1\2 bicchiere di latte
1\2 bustina di lievito per dolci


Prendi le prugne, tagliale a fettine, cospargile con 2 cucchiai di zucchero, un pizzico di cannella e mettile da parte.

Monta le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bello gonfio.Aggiungi la cannella, la grappa e la vaniglia e mescola.

Setaccia il lievito con la farina.
Aggiungi questo mix al composto liquido in tre volte, alternando con l'olio e il latte.

Prendi uno stampo da 24 centimetri.
Foderalo di carta forno (altrimenti imburralo e metti della farina).
Versa il composto, unisci le prugne sulla superficie, cospargi con un bel cucchiaio di zucchero di canna ed inforna a 180 gradi per circa trenta minuti.
Verifica sempre il grado di cottura prima di tirarla fuori dal forno.

Falla raffreddare e spolvera di zucchero a velo se vuoi, prima di servirla


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29 agosto 2016

La torta rustica al cocco e ananas


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Ci sono persone alle quali non bisogna chiedere l'età.
Altre alle quali non bisogna chiedere lo stato civile.
Altre ancora alle quali non bisogna chiedere magari per cortesia "dove stai andando" perchè piuttosto svelerebbero la posizione esatta del Santo Graal invece  di rivelare la propria meta.
Altre alle quali non bisogna chiedere "che lavoro fai" pena un secco "No comment" manco fossero dei novelli James Bond al servizio di zio Paperone e Qui Quo Qua



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A me invece non bisogna chiedere "Per caso hai la ricetta della torta al....?"
Perchè vi infilate in un girone infernale.
La ricetta della torta di mele?
Quella facile, quella veloce, quella con lo zucchero di canna, quella con lo yogurt?

Oppure la ricetta della torta al cioccolato?
La torta al cioccolato fondente o al latte?
La torta al cioccolato rustica da colazione o quella per una cena importante?
Ma poi per cioccolato intendi cacao, tavoletta di cioccolato o Nutella?

La torta allo yogurt?
Come la vuoi: per intolleranti , per vegani o quella tradizionale?

Capirete bene,lasciate ogni speranza o voi che entrate.
Ma non ci posso fare nulla.
Le sole ricette sistemate e catalogate nell'archivio sono proprio quelle delle torte.

Mi piacciono da pazzi, mi annoia fare sempre le stesse e mi piace sperimentarne sempre di nuove.

Stavolta però vi presento un classico.
La torta al cocco e ananas.




Cos'ha di diverso dalle altre torte con gli stessi ingredienti?
Il gusto e l'aspetto.
Seguendo le indicazioni avrete una torta rustica, da forno.
Si, proprio da forno, quello che magari avete sotto casa e vi inebria la mattina con i suoi profumi.
Ha quel quid in più , quella marcia che la differenzia dalle altre.
E poi viene dal blog di un pasticcere che mette a disposizione di tutti le sue conoscenze professionali.
( e le sue torte infatti hanno sempre una marcia in più).
Questa la ricetta originale della torta al cocco e ananas di Teonzo.
E preparatevi perchè non sarà la prima e l'ultima torta di Teonzo che vi farò provare!!

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LA TORTA AL COCCO E ANANAS


200 grammi di ananas sciroppato
farina quanto basta


150 grammi di burro
150 grammi di zucchero 
140 grammi di uova (circa tre medie)
60 grammi di farina 
80 grammi di cocco rapè (farina di cocco)
2 grammi di sale
3 grammi di lievito per torte


Dettaglio fondamentale: uova e burro devono essere ad una temperatura di 20-22 gradi.
Con queste temperature ti basterà tirarli fuori una mezz'ora prima.
D'inverno prevedi all'incirca un due ore prima dell'inizio della preparazione.
Questo perchè a quelle temperature l'emulsione che si crea è quella giusta!
Sistema il burro tagliato a dadini in un piattino e le uova leggermente sbattute in un altro.



Asciuga quanto più possibile le fette di ananas.
Tagliale a dadini e spolverale con tanta farina quanta basta per separare i dadini gli uni dagli altri.
Trasferiscile in un passino e scuotendolo ,fai scendere la farina in eccesso.
Metti da parte.

Accendi il forno e fallo scaldare.
Prendi il burro e montalo con lo zucchero (l'ideale sarebbe lo zucchero a velo,io avevo quello semolato).
Monta la foglia alla planetaria e monta finchè il composto non sarà bello gonfio e spumoso.
Se non hai la planetaria usa il mixer elettrico.
Ogni tanto ferma la macchina e con una spatola di silicone stacca il composto che si attacca alle pareti.
Unisci le uova,poco per volta.

Ferma la planetaria (o il mixer)
Armati della spatola in silicone e unisci la farina 00 setacciata insieme al lievito e al sale.
Aggiungile in due, tre colpi, mescolando con la spatola solo il tempo necessario (non bisogna insistere molto altrimenti si sviluppa il glutine).
Aggiungi la farina di cocco e i dadini di ananas.
Mescola.

Imburra e cospargi con la farina di cocco l'interno della tortiera.
Metti in forno e cuoci a 180 gradi per circa 20 minuti
Abbassa poi la temperatura a 160 gradi per altri 10, 15 minuti.
Prima di tirarla fuori fai la prova stecchino.
I tempi che ti indico sono quelli relativi al mio forno!

Fai raffreddare bene prima di togliere dallo stampo.
Conservala avvolta dalla pellicola per alimenti o nei sacchetti trasparenti di cellophane.

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26 agosto 2016

La confettura in otto minuti

ciliegie-frutti

La marmellata è il pomo della discordia a casa mia.
Io le adoro tutte, ma proprio tutte eh.
Mele, pere, fragole, albicocche, mix tra i vari frutti.
Tutte, ma proprio tutte.
Tranne una.
Quella di ciliegie.
E guarda caso è l'unica che mangia mio marito e l'unica che io guardo come se fosse uno strano insetto della catena degli Appalachi.
Davanti lo scaffale del supermercato durante i primi mesi di matrimonio si sono consumati drammi degni del miglior Kramer contro Kramer.
Sbuffi, occhi alzati al cielo, commessi in soccorso a fare da intermediari familiari
La maggior parte delle volte tornavamo a casa senza averne presa nessuna



.
Cara prendiamone una che piace a te.
Ma no amore tu mangi solo quella
Ma non fa nulla.

Prenderne un barattolo a testa?
Le mie cavallette alias figlie ancora non erano nate , noi stavamo poco a casa e le marmellate aperte avrebbero rischiato di attaccarsi al frigo come l'Attak sulle dita.

Il problema fu presto risolto in questa maniera.
La marmellata di ciliegie la compriamo e le altre me le faccio da sola 
Ho resistito all'incirca una settimana, poi ho chiuso pentole zucchero e pectina in fondo al cassetto e mi sono data all'ippica, no volevo dire alla Nutella.

Perchè parliamoci chiaro, preparare la marmellata alias confettura è 'na gran palla.
E sbuccia, e taglia, e pesa.
E metti in pentola, e gira, e ti bruci, e fai la prova del piattino .
E sterilizzi i barattoli, e ci metti la marmellata, ti aribruci, chiudi e capovolgi i barattoli.
E aspetti.
E poi arriva la suocera che ti dice ma il botulino lo conosci?
No, non ho mai avuto il piacere.
Eeeee è pericoloso eh, basta un niente, basta un barattolo che non fa plop quando lo apri.
E acchiappa i tuoi barattoli e vedi se fanno plop.
Ma cosi li hai aperti tutti .
E allora minimo minimo la muffa gli viene, senza scomodare il signor botulino.

E allora ritorni al supermercato e te la compri sta benedetta marmellata.
Ma una volta che hai provato quella casalinga quella industriale ti fa l'effetto de 'na chilata de zuccchero mandata giù a cuore aperto.

E che zucchine.
Poi però arriva Terry che scrive su Fb le meraviglie della marmellata in otto minuti.
Io mi fido di Terry e mi precipito a guardare.
E trovo che lei l'ha presa dal mitico ZIO.
Ho bisogno di altre garanzie?
Due su due.
Io sto a posto cosi.
E la provo.
E mi piace.

Perchè sa di frutta.


Perchè in otto minuti è pronta.
Perchè posso fare dei mini vasetti che consumo nel giro di due giorni (salvo aumentare le dosi in proporzione se magari voglio preparare una crostata).


Perchè posso sperimentare, comporre, unire a mio piacimento i vari frutti.
E' economica.
E' sana.
E' ormai la mia ricetta!




Se siete delle marmellate addict provatela non ve ne pentiterete

(quella che vedete in foto l'ho realizzata con mele,pere e una spolverata di cannella)

(n.b- in questo post sono state volutamente saltate e annebbiate le varie differenze tra marmellata e confettura, visto che nell'uso quotidiano utilizziamo sempre il termine marmellata e voglio sentirvi dire: Mi preparo un panino burro e confettura :-)

Per i puristi e gli attaccabrighe marmellatari preciso che:

-siamo in presenza di marmellate solo se prodotte con qualsiasi tipo di agrume, nella ragione di: 1 chilo di marmellata deve avere almeno 200 grammi di agrumi (di cui almeno 75 grammi provenienti dall'endocarpo) come da Dlgs 50/04

-la confettura, pur se simile nella consistenza e nella struttura, è preparata esclusivamente con gli altri tipi di frutta)





CONFETTURA IN OTTO MINUTI

250 grammi di frutta al netto degli scarti
80 grammi di zucchero
succo i mezzo limone



Metti la frutta in una larga padella ANTIADERENTE
Aggiungi lo zucchero e il limone e fai andare a fuoco vivace.
Cinque minuti lo zucchero si scioglie e la frutta tende  sfaldarsi.
A questo punto puoi:

- frullarla se non gradisci i pezzi
- schiacciarla semplicemente con la forchetta, se ti piace la frutta a pezzi

Rimetti sul fornello per altri tre minuti massimo e voilà, è pronta.
Io faccio dosi minime che consumo nel giro di due giorni.
Quindi conservo in frigo .
Se decidi di prepararne di più, mi raccomando: mettila in barattoli sterilizzati!






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24 agosto 2016

Le crepes senza uova di Marco Bianchi



vegetariano -vegan-pochi ingredienti


Qualche dato.
Mi piacciono le crepes.
Mi piace Marco Bianchi.
Mi piacciono i suoi libri.
Mi piacciono le sue ricette.


E sapete perchè?
Perchè posso cucinare una cosa sana e leggera senza dovermi imbarcare nel tunnel senza uscita del:
miso
tofu
seitan
alghe come se piovesse
con una spruzzata di lievito alimentare in scaglie.


Ma no amici vegani.
Non ce l'ho con il mondo vegan e vegetariano.
Ognuno fa della propria bocca nonchè stomaco quel cavolo che gli pare.
Io ce l'ho con la distribuzione, media o grande che sia.
Perchè ci sono ostacoli insormontabili:
sul cucuzzolo della montagna di Heidi magari l'alga wakame ho difficoltà a trovarla (che poi, a dirla tutta, anche io ho problemi a trovarla e vivo vicino la Capitale).
La distribuzione ancora non è capillare



In secondo luogo a conti fatti se una famiglia decide di nutrire tutti i componenti
non dico vegan ma anche solo bio deve accendere un mutuo a tasso fisso per circa ottocentoquattordicianni...e sono buona.

Ma insomma.
Decine di libri sul mangiar sano ,sulle sostituzioni della carne e il mercato che fa?
Invece di venirci incontro impenna, raddoppia...a volte triplica.
E che cacchio.


Ma io, signore e signori, ho l'asso nella manica.
Marco e i suoi libri.
Sono tutti nella mia libreria.
E sapete perchè?
Perchè so che per realizzare una sua ricetta devo semplicemente aprire il frigo o la dispensa.
Pochi e semplici ingredienti.
Ma sani



Prendete queste crepes.
Le avevo viste a gennaio sulla pagina facebook di Marco.
Poi
le ho ritrovate pochi giorni fa da Lei e...niente...
Mi sono stancata di farle.
Ogni sacrosanta mattina per colazione.
Perchè sono veramente buone e leggere.
Qui le vedete nella versione golosa con la crema alla
e nocciole per le mie figlie.
Io la mia l'ho farcita con una marmellata particolare di cui vi parlerò nel prossimo post.

E sapete quanti ingredienti?
Tre
Solamente tre!!

Venite in cucina con me?


CREPES SENZA UOVA
 di
 Marco Bianchi

170 ml di latte  (riso soia o vaccino)
70 grammi di farina( farro, integrale, farina 1, 0,00..fate voi!!)
zucchero a velo


olio di semi per ungere la padella

Sbattete latte e farina insieme.
Scaldate una padella unta di olio.
Versate un mestolo di preparato.
Fate cuocere circa un minuto per lato
Farcite e spolverate di zucchero a velo





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23 agosto 2016

"La donna dal taccuino rosso" ovvero i segreti delle borse delle donne



Quante storie potrebbe raccontare la borsa di una donna.
Provate a prendere la vostra .
Apritela ed osservatela con gli occhi di un estrano.
Una boccetta di profumo, una penna, magari quella il cui tappo avete smangiucchiato mentre eravate intente a compilare la lista della spesa.
Due o tre foto sparse, magari dei vostri figli, di vostro marito o di qualcuno che non c’è più.
Uno scontrino arrotolato, la cipria.
O qualsiasi altra cosa una donna decida di infilare in quel mondo misterioso.

Un mondo inaccessibile all’uomo, cosi pragmatico, cosi razionale.
Il libro di cui ho il piacere di parlarvi ( un vero e proprio caso editoriale, un bestseller mondiale) parte proprio dallo sguardo di un uomo che trova una borsa abbandonata.
Questa la trama:

Una molletta per capelli, una boccetta di profumo Habanita, qualche vecchia fotografia, una bottiglia di Evian da mezzo litro, un fermaglio con un fiore di stoffa azzurro, una penna a sfera Montblanc nera, un paio di dadi rossi, tre sassolini sicuramente raccolti in luoghi significativi, un romanzo di Patrick Modiano con dedica, un portachiavi dorato con incisi alcuni geroglifici, un accendino, una ricetta delle animelle di vitello strappata da una rivista femminile, un burrocacao, una bustina di Efferalgan, un taccuino rosso con annotata una lunga lista di "Ho paura..." e una di "Mi piace..." Ecco cosa può esserci nella borsa di una donna, ed ecco cosa c'è in quella color malva che, un mattino, il libraio Laurent trova abbandonata su un marciapiede nelle strade di Parigi. La proprietaria, aggredita e rapinata da un ladro la notte precedente, si è rifugiata in un albergo poco distante. Prende una camera e si addormenta, convinta di non aver bisogno di cure. Il giorno successivo, però, il concierge la trova in coma e chiama subito i soccorsi. Contemporaneamente, Laurent comincia a sfogliare il taccuino della donna misteriosa. Rimane affascinato dai suoi pensieri, si perde fra annotazioni, sogni e ricordi. Gli sembra una pazzia, ma decide di cercarla. Da dove cominciare, però? L'unico indizio a sua disposizione è la dedica di Modiano, un vago "A Laure, in ricordo del nostro incontro sotto la pioggia" scarabocchiato sul frontespizio.

Chi mi legge lo sa, non amo molto i romanzi sentimentali.
Ma questo è veramente particolare.
E’ una caccia ad un’anima che non si conosce, della quale non si conosce nemmeno l’aspetto fisico ma che si percepisce come affine.
Indizi, sensazioni, piccoli appostamenti che ci conducono al traguardo di questo piccolo romanzo (164 pagine).
Agile, snello nei suoi capitoli e scorrevole.
Si lascia leggere in un pomeriggio. E’ leggero e sorprendente, semplice eppur cosi vero.


Vi lascio con un piccolo cameo, una frase che ho sottolineato e riportato nella piccola agenda che ho nella mia borsa.

“Si può provare nostalgia per qualcosa che non è accaduto?....Un amore, un mestiere, un trasferimento in un ‘altra città. Un’altra vita. Accanto e al tempo stesso cosi vicino, che a volte, in certi momenti di malinconia potevi cogliere qualche frammento, nonostante tutto, di quel possibile.....Ti senti pronunciare frasi che non hai mai detto, ascolti il suono dei tuoi passi in luoghi in cui non sei mai stato. Senti le risate e le parole d’amore di una donna con la quale non c’è mai stato nulla...”
Io, questa nostalgia del possibile (che definizione meravigliosa!!) l’ho provata spesso.
E voi?



La donna dal taccuino rosso
Antoine Laurain
Editore Einaudi, pagine 164 presente anche versione elettronica

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22 agosto 2016

Galatopita o torta al latte greca






Non so voi ma io alle volte vado a fare la spesa come se fossi 
alla vigilia di una sommossa nazional-popolare-
Mi armo: caschetto e tuta antisommossa, acchiappo il carrello, digrigno
 i denti e vado.
E lo riempio .
E compro.
E ricompro.
Elaboro menù fino al giorno del mio settantesimo compleanno ed
 esco tutta soddisfatta.
E poi?
E poi magari mi trovo tre Rio Casamia e nemmeno un granello di 
zucchero.
Oppure due confezioni di filo interdentale e manco un pacco di pasta.
Lo confesso: ste cazzate baggianate le faccio.
Non spesso ma mi capita.
E il rimedio è in ordine sparso:
- uscire di nuovo a comprare le cose che effettivamente mi servivano
- elaborare un piano strategico per non buttare nulla.

E stavolta è toccato al litro di latte che stava per scadere.
Un vero peccato nonchè un gesto poco civile e responsabile buttarlo.
Al solito apro, scartabello e il mio amore per la cucina greca mi 
viene in aiuto.
Galatopita ovvero la torta al latte.
Semplice, povera eppure cosi buona, cosi genuina.
Retaggio delle campagne greche ,viene per la precisione  è tipica 
dell’ Arcadia. Questa è la versione semplice, quella più complessa vede questa torta rivestita dalla pasta fillo.
Mangiatela fredda , dopo un bel riposo in frgiorifero.
La texture è quella di un budino vellutato.




(fonte ricetta originale:FunkyCook)



Galatopita o torta al latte greca


1 litro di latte
130 grammi di semolino 
150/170 grammi di zucchero
1\4 cucchiaino di sale
2 cucchiai di burro morbido (circa 50 grammi)
3 uova
Vaniglia
Scorza di limone

Per la superficie della torta
(questo passo è facoltativo,potete anche semplicemente spolverarla di zucchero a velo una volta cotta)
1 uovo
2 cucchiai di acqua 
cannella a piacere
2 cucchiai di zucchero

Metti a bollire il latte insieme alla scorza del limone e allo zucchero:
In una ciotola mescola il semolino ,le uova, il sale e la vaniglia.
Aggiungi un pò di latte caldo e mescola.
Lentamente e cercando di non creare grumi unisci tutto il latte
(ma non ti preoccupare: se si dovessero creare gli antipaticissimi 
grumi usa il frullatore ad immersione e in un attimo risolvi il 
problema!!!).
Mescola fino a che vedrai una bella crema densa.
A questo punto unisci al composto il burro a dadini e mescola.
Accendi il forno a 180 gradi.
Rivesti una teglia di carta forno (più piccola è la teglia più alta ti 
verrà la torta).
Sbatti gli ingredienti previsti per la superficie e distribuisci tale 
composto sulla torta.
Cuoci per circa 45 minuti

Note:
- puoi aromatizzare e profumare tale torta come più ti piace: usa a piacere agrumi e spezie varie
- se vedi che la superficie si scurisce troppo durante la cottura coprila con un foglio di carta forno
- gustala totalmente fredda, magari dopo un bel riposo in frigo




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