23 agosto 2016

"La donna dal taccuino rosso" ovvero i segreti delle borse delle donne



Quante storie potrebbe raccontare la borsa di una donna.
Provate a prendere la vostra .
Apritela ed osservatela con gli occhi di un estrano.
Una boccetta di profumo, una penna, magari quella il cui tappo avete smangiucchiato mentre eravate intente a compilare la lista della spesa.
Due o tre foto sparse, magari dei vostri figli, di vostro marito o di qualcuno che non c’è più.
Uno scontrino arrotolato, la cipria.
O qualsiasi altra cosa una donna decida di infilare in quel mondo misterioso.

Un mondo inaccessibile all’uomo, cosi pragmatico, cosi razionale.
Il libro di cui ho il piacere di parlarvi ( un vero e proprio caso editoriale, un bestseller mondiale) parte proprio dallo sguardo di un uomo che trova una borsa abbandonata.
Questa la trama:

Una molletta per capelli, una boccetta di profumo Habanita, qualche vecchia fotografia, una bottiglia di Evian da mezzo litro, un fermaglio con un fiore di stoffa azzurro, una penna a sfera Montblanc nera, un paio di dadi rossi, tre sassolini sicuramente raccolti in luoghi significativi, un romanzo di Patrick Modiano con dedica, un portachiavi dorato con incisi alcuni geroglifici, un accendino, una ricetta delle animelle di vitello strappata da una rivista femminile, un burrocacao, una bustina di Efferalgan, un taccuino rosso con annotata una lunga lista di "Ho paura..." e una di "Mi piace..." Ecco cosa può esserci nella borsa di una donna, ed ecco cosa c'è in quella color malva che, un mattino, il libraio Laurent trova abbandonata su un marciapiede nelle strade di Parigi. La proprietaria, aggredita e rapinata da un ladro la notte precedente, si è rifugiata in un albergo poco distante. Prende una camera e si addormenta, convinta di non aver bisogno di cure. Il giorno successivo, però, il concierge la trova in coma e chiama subito i soccorsi. Contemporaneamente, Laurent comincia a sfogliare il taccuino della donna misteriosa. Rimane affascinato dai suoi pensieri, si perde fra annotazioni, sogni e ricordi. Gli sembra una pazzia, ma decide di cercarla. Da dove cominciare, però? L'unico indizio a sua disposizione è la dedica di Modiano, un vago "A Laure, in ricordo del nostro incontro sotto la pioggia" scarabocchiato sul frontespizio.

Chi mi legge lo sa, non amo molto i romanzi sentimentali.
Ma questo è veramente particolare.
E’ una caccia ad un’anima che non si conosce, della quale non si conosce nemmeno l’aspetto fisico ma che si percepisce come affine.
Indizi, sensazioni, piccoli appostamenti che ci conducono al traguardo di questo piccolo romanzo (164 pagine).
Agile, snello nei suoi capitoli e scorrevole.
Si lascia leggere in un pomeriggio. E’ leggero e sorprendente, semplice eppur cosi vero.


Vi lascio con un piccolo cameo, una frase che ho sottolineato e riportato nella piccola agenda che ho nella mia borsa.

“Si può provare nostalgia per qualcosa che non è accaduto?....Un amore, un mestiere, un trasferimento in un ‘altra città. Un’altra vita. Accanto e al tempo stesso cosi vicino, che a volte, in certi momenti di malinconia potevi cogliere qualche frammento, nonostante tutto, di quel possibile.....Ti senti pronunciare frasi che non hai mai detto, ascolti il suono dei tuoi passi in luoghi in cui non sei mai stato. Senti le risate e le parole d’amore di una donna con la quale non c’è mai stato nulla...”
Io, questa nostalgia del possibile (che definizione meravigliosa!!) l’ho provata spesso.
E voi?



La donna dal taccuino rosso
Antoine Laurain
Editore Einaudi, pagine 164 presente anche versione elettronica

No comments

0 commenti:

Posta un commento

Followers

Visualizzazioni :

Google+ Followers

Search This Blog

Popular Posts

Pages

Blog Archive

monicapennacchietti@l'emporio21. Powered by Blogger.

Buzzoole

buzzoole code

histats

Follow by Email

Se vuoi contattarmi:



Collaboro con:

Translate

Follow us

Instagram