30 novembre 2014

Le Cime di rapa stufate "Ammodomio"




La Bagna Cauda la chiedo ad un piemontese.
La cotoletta alla milanese beh,parla da sola.
Se possibile ,la sfoglia la rubo con gli occhi ad una "zdora".
La Ribollita l'è cosa da toscani .
La carbonara come la pizza dolce di Pasqua (tipica umbra) la chiedo a me stessa.

E se voglio mangiare delle cime di rapa come si deve vado virtualmente in Puglia.
E nella fattispecie vado nel mio Sancta Sanctorum personale ovvero l'Ornella Nazionale.
Per dirla tutta ci vado anche per ricette che vanno oltre i confini pugliesi.
E' una garanzia 'sta donna insieme alla Paola Lazzari.

Una garanzia pure perchè se ti deve dire una cosa mica ci gira intorno.
Diretta e precisa.
Arguta.
A volte dissacrante.
E' ossigeno puro in un mondo un pò  troppo edulcorato e dall'atmosfera a volte un pò bizzarra

Ora l'Ornella ha proposto questo modo di cucinare le cime di rapa.
Stufate.
Laddove per stufato si intende proprio il metodo di cottura.
Il recipiente posto sul piano di cottura (la stufa) e li lasciato , coperto, a temperatura bassa e a lungo.

Io avrei stufato di tutto..tranne che le cime di rapa.
Eppure...
Eppure mi sono buttata a capofitto

E ho ottenuto il miglior piatto di cime di rapa mai mangiate.
Un sapore che mi ha preso per mano e non mi ha più abbandonato.

Ormai sono diventate un must qui da noi.
E da "quasi" vegetariana ormai stufo di tutto.
Pure il mi marito.
^_^

Per quanto riguarda la preparazione delle cime di rapa e il modo esatto di pulirle vi rimando alla spiegazione precisa di Ornella che trovate QUI.

Io mi limito a riportarvi la ricetta con un diktat:PROVATELA!!
E poi ci saprete dire.



CIME DI RAPA STUFATE "AMMODOMIO"

1,5 chilo di cime di rapa
3 tazzine da caffè di olio extravergine d'oliva
1 bicchiere colmo di vino bianco secco
succo di un limone
1 spicchio d'aglio
peperoncino (facoltativo)
sale

Mettete le cime di rapa pulite e lavate (non sgoccioatele troppo) in  una pentola e fatele appassire lentamente, a fuoco moderato e con  il coperchio. Se dovessero buttare acqua toglietela mano mano (è la parte amarognola).
La verdura si è ridotta? bene, a questo punto aggiungete l'olio, l'aglio (lasciatelo con il suo bel vestitino e bucherellatelo con una forchetta),il sale e il peperoncino se preferite un sapore più ardito .
Lasciate insaporire e versate poi il vino bianco fino a ricoprire a filo le verdure.
Coprite e fate cuocere a fuoco basso.Controllate ogni tanto la quantità del liquido. Se dovesse evaporare troppo aggiungete pure altro vino bianco.
Controllatele ogni tanto. Quando saranno tenerissime aggiustatele di sale e unite il limone.
Coprite di nuovo e fate riposare.
Servitele calde o tiepide

Continue reading

4 Comments

27 novembre 2014

La torta del pane e del latte



Detesto buttare il pane.
Il pane per me è il bisogno primario, ancestrale.
E' il cibo per antonomasia.

Mi capita di comprarne troppo.
E quel pane che poi perde la sua sofficità e diventa raffermo mi provoca un sordo dolore al fianco.
E non è la sciatica, credetemi!

Sono sempre alla ricerca di nuove ricette per riciclare, per dare nuova vita all'ingrediente "sacro".
Un tempo erano le solite polpette di pane, era il pane grattugiato, i crostini al forno con la mozzarella e il prosciutto...

Quand'ero piccina era il pane bagnato con lo zucchero, con l'olio e il pomodoro oppure la ricetta che ogni epatologo ti avrebbe consigliato a pranzo ,colazione e cena: il pane passato nell'uovo e fritto.
Leggerino eh?

Ultimamente mi sono appassionata ai dolci realizzati con il pane raffermo.

Oggi ve ne propongo uno che a me sa di infanzia, di candore...fosse solo per il nome che vanta...

La torta del pane e del latte.
Ammaliante vero?

Una terra di pascoli e di latticini eccellenti.
Questa è una torta semplice, di recupero ma che veniva utilizzata anche nei giorni di festa.

Rispetto alla ricetta originale io ho omesso le noci (sostituite con le nocciole)  e modificato il procedimento, snellendolo nei tempi.Ho tolto anche il cacao Volevo una torta candida, come anticipato dal nome stesso.
Che dirvi?
E' sparita in un attimo.




TORTA DEL PANE E DEL LATTE 

(ricetta modificata dalle "ricette d'oro delle osterie italiane")

300 grammi di pane raffermo
1 litro di latte
150 grammi di zucchero
2 uova
50 grammi di granella di nocciole
100 grammi di uvetta ammollata
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 bicchierino di grappa o se si preferisce un liquore dolce

Cottura:180 gradi in forno statico per trenta minuti circa
Stampo:rettangolare o se lo utilizzate tondo con diametro non più grande di 24 centimetri

Mettete il pane in un contenitore con il latte. Lasciarlo ammorbidire per un pò. Strizzarlo bene bene con le mani e sistemarlo in una ciotola. Aggiungete tutti gli ingredienti. Mescolate per rendere il composto omogeneo e rovesciarlo poi nella teglia imburrata e cosparsa di pangrattato. Cuocere in forno caldo (prima di tirarlo fuori infilate uno stecchino nella torta.E' pronta se lo stecchino uscirà pulito).
Fate raffreddare e cospargete di zucchero a velo

Continue reading

11 Comments

25 novembre 2014

La torta ricotta ed arancia e un'emozione pura




A volte capiti dopo tanto tempo nel blog di un'AMICA e ti emozioni.
Perchè riscopri una canzone che hai lì nell'angolo destro del cuore.
E un libro letto più volte e lasciato poi a prendere la polvere della vita.

Una canzone e un libro.
Hanno in comune una cosa.
Lo stesso titolo.

Il Dio delle piccole cose.
Un titolo semplice semplice.
Come lo sono le piccole cose.

Proprio quelle dove trovi un universo.
Lì dove  pensavi di non trovare nulla.

Accendete le casse del pc.
Ascoltate questo piccolo capolavoro tutto italiano.
Pura poesia.
Pura emozione.


".....Io spero che esista anche un Dio delle piccole cose
Che sappia i silenzi mai diventati parole
Che sappia i gradini di pietra e le estati scoscese 
Quel nome che hai proprio li' sulla lingua e non viene

Dio mostrale i passi di danza che aveva sbagliato
Conserva le foto in cui s'era trovata per caso
Raccogli le briciole perse di ogni esistenza
I respiri sui vetri di treni in partenza"

(Gazzè ,Silvestri,Fabi)

Questa la canzone.

Ammu invece è una donna indiana.
Ammu si ribella.
Si ribella alla violenza del marito.
Alle botte, ai lividi.
A quell'amore malato.
E torna in India con i suoi due gemelli, siamesi nell'anima.

Sembrerebbe la storia di una donna coraggiosa.
E lo è.

Ma Ammu è doppiamente coraggiosa perchè lo scenario è quello dell'India degli anni sessanta.
Un contesto dove una donna divorziata non ha certo vita facile.
Ammu ama, sceglie di amare di nuovo.
Ma lui è un paria.
E lei viene messa ai margini di una società che non è pronta per una donna libera come lei.


«Lo sai cosa succede quando ferisci le persone?» disse Ammu. «Quando le ferisci, cominciano a volerti meno bene. Ecco cosa fanno le parole sbagliate. Fanno sì che gli altri ti vogliano un po' meno bene.»



"Il segreto delle Grandi Storie è che esse non hanno segreti. Le Grandi Storie sono quelle che abbiamo già sentito e che vogliamo sentire di nuovo. Quelle in cui possiamo entrare da una parte qualunque e starci comodi. Non ci ingannano con trasalimenti e finali a sorpresa. Non ci sorprendono con l’imprevisto. Ci sono familiari come le case in cui abitiamo. Come l’odore della pelle del nostro amante. Sappiamo in anticipo come vanno a finire, eppure le seguiamo come se non lo sapessimo. Allo stesso modo in cui sappiamo che un giorno dovremo morire, ma viviamo come se non lo sapessimo. Nelle Grandi Storie sappiamo chi sopravvive, chi muore, chi trova l’amore e chi no. E ciò nonostante vogliamo sentirle un’altra volta.

In questo consiste il loro mistero e la loro magia."

(Il  Dio delle piccole cose-Roy Arundhati)


Forse il segreto della pelle serena è proprio godere la felicità delle piccole cose.
Godersele attimo per attimo.
Per conservare attimi eterni in ogni angolo di memoria.
Per non perdersi più nulla.
Forse Dio è in quella piccola briciola di torta che togli dall'angolo di bocca della tua bimba.
E' in quella piccola ruga che ieri non avevi.
E'   nell'imparare a cullare dolcemente i ricordi.
E' nel respirare.
Attimo dopo attimo.



TORTA RICOTTA ED ARANCIA

230 grammi di farina
2 cucchiaini e mezzo di lievito per dolci
130 millilitri di olio di mais
200 grammi di ricotta
150 grammi di zucchero
3 uova
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di essenza di vaniglia
scorza grattugiata di un'arancia
(facoltativo 1\2 bicchierino di Cointreau)

Stampo:stampo da 28cm per plumcake o tortiera tonda da 24 cm
Cottura: forno statico,180 gradi per circa 35 minuti

Con le fruste elettriche mescolare le uova con lo zucchero per circa cinque minuti.
Unire le uova una alla volta.
Unire la scorza grattugiata, la ricotta,la vaniglia e il pizzico di sale ( e l'eventuale liquore)
Setacciare la farina con il lievito ed aggiungerli  al composto alternandoli con l'olio.
Mettere l'impasto nella teglia ben imburrata e infarinata
Cuocere in forno caldo per circa 35 minuti
Fate la prova stecchino prima di estrarre la torta dal forno.
Spolverare di zucchero a velo


Continue reading

5 Comments

23 novembre 2014

Le salsicce impertinenti...quando il tegame rustico vince ogni resistenza.





PLEASE SCROLL DOWN FOR ENGLISH RECIPE


Ode alle salsicce impertinenti:

"Chi vuol essere lieto sia, 
di doman non v'è certezza 
io intanto me faccio na scarpetta"


Questo è un piatto impertinente.
 E anche antipatico.

Perchè non c'è verso di coglierlo in fallo.
Veloce?
Si, è veloce.

Economico?
Si ,anche.

Buono?
Eh si.
Lo è.

Con qualsiasi ingrediente la fantasia possa suggerire.
E soprattutto il frigorifero.
Perchè questo piatto impertinente ci risolve un pranzo o una cena.
E' uno di quei piatti che creano allegria e calore.

E ci vuol poco a cucinarlo.

Insomma,
trovategli un difetto.
Io non ci sono riuscita!!!

(è un piatto robusto ovviamente per cui vi consiglio di gustarlo come piatto unico.E, ehm..procuratevi un bel pò di pane,la scarpetta si impone!!)




LE SALSICCE IMPERTINENTI 
(Best Recipes.au)

ingredienti per quattro persone:

8 salsicce (luganeghe)
1 cipolla tritata
100 grammi di pancetta dolce o affumicata a dadini(facoltativa)
1 peperone rosso a dadini
1 spicchio d'aglio
800 grammi pomodori pelati
sale
pepe
peperoncino (facoltativo)
erba cipollina( o altra erba aromatica a vostro piacimento)

(eventuali aggiunte o sostituzioni:fagioli, piselli, funghi e tutto quello che gusto e fantasia vi suggeriscono)


Bucherellate la salsiccia e tagliatela a tocchetti . Mettetela in una padella antiaderente senza utilizzare olio (butterà via il suo grasso) e fatela colorire.
In un'altra padella fate soffriggere la cipolla, l'aglio, il peperone rosso a dadini ,la pancetta e il peperoncino.
Fateli insaporire per cinque minuti.
Unite la salsiccia, i pomodori pelati che avrete provveduto a schiacciare grossolanamente con la forchetta e un bicchiere di acqua.
Fate cuocere per circa 25 minuti.
Tenete d'occhio il grado di umidità nella cottura. Il fondo di cottura deve essere sempre presente, non si deve asciugare (casomai aggiungete altra acqua).
A fine cottura aggiustate si sale, pepe e unite le erbe aromatiche che più vi piacciono.
Questo piatto è perfetto come piatto unico.
Se la fame è tanta accompagnatelo con riso oppure con purè di patate!


THE NAUGHTY SAUSAGES 

Ingredients for four people: 

8 sausages (luganeghe) 
1 onion chopped
100 grams of fresh or smoked bacon, 
1 red pepper, 
1 clove garlic 
800 grams peeled tomatoes 
salt ,pepper
chives (or other herb at your leisure)
(any additions or substitutions: beans, peas, mushrooms and all that taste and imagination will suggest)


Prick the sausage and cut into chunks. Put it in a pan without using oil (throw away his fat) and let it brown. In another pan, fry the onion, garlic, red pepper, diced, bacon and chilli. Let them cook for five minutes.
Add the sausage, the tomatoes that you have taken steps to crush coarsely with a fork and a glass of water. Cook for about 25 minutes. Keep an eye on the moisture in the cooking. The cooking must always be present, you should not dry (add more water if anything)
After cooking is adjusted salt, pepper and add the herbs that you like. This dish is perfect as a main dish. If hunger is so serve it with rice or with mashed potatoes!





Continue reading

26 Comments

21 novembre 2014

Le mini tortine Amalfi



L'aroma e il sapore di una terra.
Prendi un limone di Amalfi, lo annusi e senti il profumo della costiera.
Bevi un pò di,limoncello e hai la sensazione di berti una terra.
Con le sue fragranze, i suoi colori, le sue eccellenze.

Perchè in Italia abbiamo tante piccole perle che il mondo ci invidia e la costiera amalfitana è senza dubbio una di queste.

Il limoncello una delle sue espressioni più alte.
Un liquore che ha conosciuto un boom di vendite e di cultori negli ultimi anni.
Perchè incontra il gusto di tutti.
Perchè basta metterlo in frigo per assaporarne poi tutte le delicate fragranze.

E nei dolci poi?
Ne vogliamo parlare?

Io non amo i liquori nella pasticceria
Ci sono due eccezioni però.
Il Baileys e il limoncello.

Basta un tocco di quest'ultimo per rendere speciale una crema o una torta.

Come queste piccole tortine.
Semplicissime eppure speciali.
Soprattutto se riuscite a trovare i limoni della costiera e il limoncello fatto proprio con quei frutti.
E' la qualità che fa la differenza!

Sono delle tortine prive di glutine perchè si usa l'impalpabile farina di riso e la maizena.
Ovviamente se non vi piace questa farina e non avete problemi di celiachia nessuno vi impedisce di utilizzare la farina normale!

Si fanno in un quarto d'ora.
Il consiglio che vi posso dare è di farle riposare almeno due ore.
Il sapore e la consistenza ne guadagnano senza dubbio!





MINI TORTINE AMALFI (ricetta di Veronica Lavenia-Honest Cooking Usa)

100 grammi di maizena
200 grammi di farina di riso
1 cucchiaino di lievito per dolci (nel caso di celiachia controllate la dicitura  easyglut)
1 pizzico di sale
150 grammi di zucchero
scorza grattugiata di un limone 
2 uova
80 millilitri di latte (anche latte di riso se volete)
80 millilitri di olio di mais
1 cucchiaio di limoncello

Occorrente: pirottini di carta e stampo per muffins, frullatore ad immersione o tritatutto

Cottura: 180 gradi per 15 minuti, forno statico

Accendete il forno.
Sistemate i pirottini di carta nello stampo da muffin.
Procuratevi un cucchiaio o un dosatore per gelato accanto allo stampo.

In una terrina mescolate:farina, maizena,lievito, sale e 100 grammi di zucchero.

I restanti 50 grammi di zucchero frullateli con la scorza del limone.
Sbattete le uova con il latte. Unite l'olio e il limoncello.Aggiungete lo zucchero mixato con il limone.

Riunite in un'unica terrine i due gruppi di ingredienti e mescolateli con cura.

A questo punto con il cucchiaio o il dosatore per il gelato riempite i pirottini fino a poco più della metà.
Mettete nel forno caldo e cuocete a 180 gradi per un quarto d'ora.
fate la prova stecchino prima di tirarle fuori.
Spolveratele di zucchero a velo e fatele riposare almeno per due ore prima di gustarle.




Continue reading

13 Comments

20 novembre 2014

La Torta 5 4 3 2 1....alle mele.Oggi diamo i numeri!!




Il mio professore di Diritto Penale all'Università amava raccontare un aneddoto.
Una donna americana entra in un bar.
Chiede un caffè.
Glielo servono estremamente bollente.
La tizia in questione si scotta la lingua e decide di far causa al proprietario del locale per lesioni.
Il bello è che vince.
Ho sempre pensato che magari il professore avesse colorito un pò la realtà..farsi ascoltare in un'aula immensa da tanti aspiranti laureandi in giurisprudenza i non era semplice.
Mi sono dovuta ricredere però.

Girovagando in rete sono finita sul sito dell'Independent.
Ebbene a giugno una donna di Birmingham ha chiamato la polizia perchè sul suo gelato non c'erano abbastanza codette colorate e non erano nemmeno sistemate in ordine armonico.
Di lì la telefonata al 999.

Telefonata resa pubblica dalla polizia proprio per denunciare le tante chiamate assurde che ricevono giornalmente e che magari tolgono tempo a quelle importanti.
Non ci credete?
Leggete Qui!

A volte i fatti più bizzarri sono senza dubbio frutto di leggende metropolitane.
A volte invece la realtà supera la fantasia.
E produce degli episodi ai confini del praranormale.

Mi domando però...cosa avrebbe dovuto fare la polizia secondo sta tizia?
Presentarsi dal proprietario del locale e processarlo per direttissima in quanto incapace di posizionare equamente e con arte le codette di zucchero???????





Oggi una bella torta mie care.
Di quelle che ci piacciono cosi tanto perchè sono talmente semplici che gli americani potrebbero tranquillamente inserirle nei famosi manuali "for dummies".

L'ho fatta spesso nei primi periodi di convivenza e matrimonio.
Ho sempre adorato le torte di mele.
MIo marito inizialomente no.

Questa torta fu all'inizio per me (parliamo di quasi vent'anni fa..........O MIO DIO) come la folgorazione sulla via di Damasco.

Semplice, veloce e MINIMAL.
Perchè viene proprio piccina, adatta ad una persona massimo due.

La realizzavo, me la gustavo a colazione e con il thè del pomeriggio e non si buttava via nulla.

Poi con l'arrivo delle bimbe l'ho dimenticata.
Le dosi di ogni cibo si sono ingigantite, le torte di mele ormai sono un must a casa mia e vanno per la maggiore.

Ieri ho ritrovato questo foglietto dentro un vecchio libro.
Tanta nostalgia per il tempo trascorso e la voglia di riassaporare il sapore semplice di questa tortina


Detto fatto.
Ci vuole mezz'ora.
La si può preparare anche per colazione la mattina stessa.
Non servono bilance,ma solo un cucchiaio.
La dose che vi do è per uno stampo da 15 cm.
Volendo ottenere una torta più grande basta raddoppiare o triplicare le dosi.

Due precisazioni:
-come vedete è cambiato di nuovo lo sfondo del mio blog. Chi mi conosce bene sa che mi piace cambiarlo spesso, secondo l'umore,la stagione o quant'altro.
E' un pò come cambiare l'arredamento e la disposizione di una casa.
Stavolta purtroppo ho dovuto cambiarlo necessariamente perchè mi erano saltate alcune funzioni essenziali come il tasto rispondi e altre ancora.
Chiedo scusa per il momentaneo disorientamento ma a volte l'HTML non perdona (soprattutto la sottoscritta)

-mi riservo la possibilità di indicare la fonte della ricetta in un secondo momento perchè non sono riuscita a risalire alla fonte



TORTA 5 4 3 2 1...alle mele

I cucchiai si intendono colmi e non rasi

5 cucchiai di farina
4 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di latte
2 cucchiai di olio
1 uovo
1\2 bustina di lievito per dolci
2 mele
Aromi (io ho utilizzato le zeste dell'arancia)

Stampo:stampo tondo da 15 cm (se volete utilizzare uno stampo più grande raddoppiate le dosi)

Forno:180 gradi 

Tempo di cottura:25 minuti

Imburrate e infarinate lo stampo o rivestitelo di carta forno.
Accendete il forno.
Tagliate le due mele a fettine spruzzandole con un pò di limone per non farle annerire.
In una terrina riunite tutti gli ingredienti, lavorateli con le fruste elettriche o con un mestolo.
Ci vorranno due, tre minuti.
Rovesciate il composto nella teglia, unite le mele in superficie e infornate.
Fate la prova stecchino prima di tirar fuori la torta.
Fatela raffreddare e decorate la superficie con lo zucchero a velo.

Continue reading

12 Comments

17 novembre 2014

Il Risotto taleggio,funghi e nocciole e gli Orobii



A me gli Orobii fanno un gran simpatia.
Perchè ci sapevano fare.
Uhhh come ci sapevano fare.
Mucche e vitelli non avevano segreti per loro.

Tra una mungitura e l'altra crearono il capolavoro.
Il Taleggio.
Mica pizza e fichi.

Una volta arrivati attraverso le Alpi nelle valli lombarde, gli si accese la lampadina.
Ed ecco la mungitura, il latte in stampi di legno a forma di parallelepipedo quadrangolare ,la salatura solo al termine e la particolarità di girare gli stampi ad intervalli regolari.

Sembra niente.
Solo che siamo nel IV secolo avanti Cristo.
Mica c'era Wikipedia da poter consultare!!

Il taleggio" l'è vecio".
Ha attraversato indenne fior di secoli.
Fino al 1944, anno della sua consacrazione definitiva grazie ad un decreto ministeriale che ne fissa la percentuale grassa minima.

A me  piace.
Ed è uno dei miei peccati di gola preferiti, anche se mi costringe poi per quattro giorni ad osservare una ferrea dieta di controllo delle intolleranze.

Lo adoro da solo e mi piace quando crea unioni perfette con altri alimenti.

Come nel caso di questo risotto.


Pochi e semplici ingredienti.
Un piatto di facile esecuzione.
Ma buono.
Una coccola al palato e una all'anima.
Soprattutto in una giornata come questa.
Un pò fredda, con la pioggia che batte incessante sui vetri.
E la voglia di coccolarsi un pò.




RISOTTO TALEGGIO, FUNGHI e NOCCIOLE

Riso Carnaroli o Arborio-400 grammi
Funghi misti-250 grammi
Taleggio-120 grammi
Cipolla bianca_1 (piccola)
Aglio -2 spicchi
Vino bianco secco- 1\2 bicchiere
Brodo vegetale-600 millilitri
Granella di nocciole tostate-70 grammi
Burro-40 grammi


Tritate finemente lo spicchio di aglio e la cipolla piccola.
Mettete sul fuoco una padella, unite il burro e il trito di cipolla e aglio.
Fate soffriggere  e unite poi il riso, facendolo tostare per un minuto circa.
Unite il mezzo bicchiere di vino e fate evaporare.
A questo punto versate mano mano il brodo bollente, portando a cottura il riso stesso.
Nel frattempo iniziate a cuocere i funghi.
In una padella ponete un pò di olio, l'altro spicchio d'aglio schiacciato.
Fate prendere un pò di colore e unite poi i funghi.
Sfumate con un pò di vino e portate a cottura, aggiustando di sale e di pepe.
Fermate il riso due minuti prima del termine della cottura.
Unite il taleggio che avrete tagliato a dadini e una noce di burro. mantecate fino a far sciogliere il formaggio.
Servite il riso nei piatti,unendo in superficie i funghi cotti e la granella di nocciole tostate.



Continue reading

3 Comments

16 novembre 2014

Il salame al cioccolato e la foodblogger peccatrice





Nel piccolo paese di Pettegolandia non si parlava d'altro.
Quella mezza bionda, rossa e mora dell'Annina.
Quella che si era 'na gran brava ragazza ma dopo il quinto figlio "le si era allargato il chiappone" e la bellezza era stata risucchiata dal sesto giro di rotolo d'addome.
Si, proprio quello che sorrideva contenta a tutti che manco avesse vinto alla lotteria tutte le mattine.
Quella che non lavorava.
Si, proprio quella che la mattina gironzolava sempre.
Sempre a spasso.
Tsè.
Non aveva un cavoletto di Bruxelles da fare.
Poco importava se la si incontrava con bustoni pieni di medicine o bustoni della spesa carica peggio di un mulo dell'Asinara.
Tsè.
Chiappona, panzona, nulla facente.
E pure sperpera soldi di quel povero marito dell'Aldino che lavorava lui si come un mulo della Maremma per mantenere quella chiappona.

E pensare che erano stati fortunati.
Una gran fortuna nello scoprirlo.
Se quella gran donna timorata di Dio, Buddha e Allah di Gigliola Bombarola (l'epiteto lo aveva guadagnato duramente con anni e anni di duro esercizio mandibolare a suon di pizze, castagnole ,lasagne e arancine) non si fosse accorta PER PURO CASO, che l'Annina in questione non solo si era iscritta a quell'invenzione voluta da Lucifero in persona e approvata in calce da Caronte e Ade, alias Facebook....No,non solo.
La chiappona, nullafacente e panzona era diventata anche una foodblogger.
Capite?
C'era chi sosteneva che l'avesse fatto perchè "la si era fatta l'amante".
C'era chi sosteneva che l'avesse fatto perchè "la signora la si annoiava, capite, con cinque figli un marito un gatto, un cane e un criceto non aveva una zucchina da fare"
C'era chi sosteneva  che l'avesse fatto "perchè la si crede l'Artusi. Roba che non sa cocere nemmeno un uovo al tegamino. E che la si fa in quella maniera quella ricetta?O l'altra ancora?".
Che andasse a fare la polvere del frontespizio anteriore della cucina.
Che andasse a raschiare con le unghie le fughe del bagno.
Che passasse la cera sul fronte retro dei mobili.

E l'Annina?
L'Annina rideva sotto sotto.
Si divertiva consapevole delle chiacchiere e le occhiate di disappunto.
Ma capiva che c'era una grande differenza tra sè e le altre.
Aveva scelto di rendere la sua vita bella.
Una vita dove c'era spazio si per la polvere e le fughe .
Dove regnava di certo sovrana l'Annina madre, la moglie Annina.
Ma anche l'Annina persona.
Con le sue passioni, la sua voglia di fare e di conoscere.
Oggi poteva essere la sua passione per la cucina.
Domani la lettura.
Dopodomani ancora lo studio del lama tibetano.
Non aveva importanza.
Quello che aveva importanza era la sua scelta di vivere pienamente la sua vita.
E di essere libera.
Sempre.

p.s-dedicato a tutte le mie amiche blogger che almeno una volta nella vita si sono sentite dire la fatidica frase:beata te che non hai un cavoletto di Bruxelles da fare e hai tempo di fare la blogger. Il racconto è frutto del raccolto di chiacchiere tra amiche e scambio di opinioni.
Un minestrone di esperienze vissute sulla nostra pelle!

Oggi tante chiacchiere e un dolce veloce da fare.
Uno di quei dolci che spesso mi sono chiesta se mettere o no, vista la sua semplicità e visto che bene o male lo sappiamo fare tutte.
Poi mi sono ricordata di un piccolo particolare:nel lontano 1999, quando ho iniziato ad usare internet, il salame di cioccolato è stata la seconda ricetta che ho cercato.
La prima?
Come fare una frittata.
Non scherzo.
Era la mia bestia nera ^_^







SALAME DI CIOCCOLATO

225 grammi di cioccolato fondente
80 grammi di burro morbido
180 grammi di zucchero
1 cucchiaio di cannella (facoltativo)
1 uovo medio
1 tazza di biscotti sbriciolati (non troppo piccoli) (all'incirca 200-250 grammi di biscotti)
50 grammi di nocciole spezzettate grossolanamente

In una terrina mettete l'uovo, lo zucchero, la cannella, le nocciole spezzettate
Mettete a fondere a bagnomaria (o nel microonde) il cioccolato.
Unite il burro e mescolate velocemente per farlo sciogliere.
Versate il composto cosi bollente nel mix preparato precedentemente.
Mescolate e rovesciate il composto su un foglio di alluminio.Aiutandovi con questo cercate di dare all'impasto una forma cilindrica,arrotolandolo ben stretto.
Sistematelo nel frigorifero per almeno mezz'ora.
prima di servirlo spolveratelo con dello zucchero a velo.








Continue reading

11 Comments

13 novembre 2014

Le Magdalenas e il mio coming out





Faccio coming out.
Ho sempre pensato che fossero semplicemente muffins.
E non le ho mai prese in considerazione.
Finchè...

Galeotta fu l'offerta in un supermercato.
Ma mica mi allettavano le magdalena.
Piuttosto il contenitore che le ospitava.
Allegro, rosa, con tanti fiorellini.

Le ho comprate.
Le ho scartate.
Le ho annusate.
Le ho mangiate.

Cavoli, ma non sono muffins.
Certo, li ricordano nella forma e vagamente nel sapore.
Ma l'impasto è morbido, semplice e al tempo stesso pieno di sapore.

Il passo successivo è stato quello di cercare notizie e ricette in rete.
Perchè se sono buone quelle industriali, figuriamoci quella fatte in casa.
Embè, sono o non sono una foodblogger?

E da lì è partita la ricerca sui siti spagnoli con conseguente traduzione (ma possibile che pur avendolo studiato per sei mesi a vent'anni non mi ricordo una cippa lippa?mah , misteri della mente).

E ho scoperto un mondo.
Un mondo di ricette ma anche di precisi diktat.
Le "conditio sine qua" non per realizzare delle tradizionali magdalenas.

E ho capito una cosa:
non hanno proprio nulla a che fare con i muffins!!!



Le condizioni essenziali per realizzare delle ottime magdalenas:

-gli ingredienti devono essere tutti a temperatura ambiente.Quindi tirateli fuori almeno mezz'ora prima del loro utilizzo.

-Siete delle perfezioniste? Mettete in ammollo anche gli utensili che userete nonchè le teglie in acqua calda, soprattutto nelle giornate più fredde...questo per evitare lo shock termico (io questo non l'ho fatto).

-Gli ingredienti sono pochi e semplici ma devono essere di ottima qualità.Se non avete intolleranze varie, vi consiglio di utilizzare il latte intero.La differenza si sente!

-Pare che le vere magdalenas siano realizzate esclusivamente con olio di oliva. Quindi niente burro e margarine varie.Si parla di olio di oliva e non di extravergine ,però qui il discorso ha bisogno di un chiarimento: se avete un olio d'oliva leggerissimo, profumato e per niente robusto usatelo senza indugi.Ma , se come la sottoscritta, avete solo olio extravergine e per di più bello "ignorante" come diciamo a Roma, cioè molto robusto beh...vi consiglio di fare come me...olio di mais o girasole e non se ne parla più!

-Il passaggio essenziale che distingue una magdalena da un muffin è senza dubbio il fatto che l'impasto deve essere il più possibile pieno di aria. Mentre per i muffins ci si limita ad una veloce unione degli ingredienti ,qui è necessario che le fruste lavorino le uova e lo zucchero almeno per cinque minuti. Fatelo, è essenziale!!

-La magdalena necessita di un riposo in frigo.Si, nonostante la presenza di lievito. Anche questo è un passaggio essenziale e che fa la differenza.
Molti consigliano addirittura un riposo notturno. Io l'ho tenuto in frigo per circa 40 minuti  ben coperto


-Il forno deve essere ben caldo. Lo shock termico tra l'impasto freddo e il forno caldo renderà le vostre magdalenas come dei piccoli vulcani pronti ad esplodere!!!!

-Fatele raffreddare bene prima di consumarle.Quelle che avanzano conservatele in un contenitore ermetico.Le magdalenas casalinghe hanno un grosso pregio: migliorano con il riposo. Se vi sembrano divine il giorno stesso, sarete conquistati definitivamente dal loro sapore il giorno dopo!
(notizie:Directo al Paladar)



LE MAGDALENAS

Uova-3 medie
Olio di oliva o mais o girasole-200 millilitri
Latte-250 millilitri
Scorza grattugiata di un limone
sale-1 pizzico
Lievito per dolci-1 bustina
Bicarbonato di sodio-1 cucchiaio scarso
Farina -350 grammi
Vaniglia (facoltativa)- 1 cucchiaino



Mescolate la farina con il lievito e il bicarbonato e mettete da parte.
Battete per almeno cinque minuti le uova con lo zucchero.
Unite poi il latte, il pizzico di sale,il limone e l'olio. Continuate a tenere in funzione le fruste.
Unite la farina miscelata con il lievito e con le fruste continuate a mescolare fino a completo dissolvimento di ogni grumo.
Sistemate il contenitore con l'impasto in frigo per almeno trenta minuti.
Intanto riscaldate il forno a 200 gradi.
Trascorso il tempo di riposo, prendete l'impasto, riempite per tre quarti i pirottini di carta e mettete le magdalenas in forno.
Aspettate tre minuti e abbassate la temperatura del forno a 180 gradi.
Cuocete per 15 minuti, avendo cura di effettuare la prova stecchino prima di tirarle via dal forno.
fatele raffreddare e spolveratele con lo zucchero a velo.
Volendo, per creare una crosticina deliziosa, potete cospargere prima della cottura le magdalenas di zucchero semolato.



Continue reading

10 Comments

12 novembre 2014

Zuppa speziata di lenticchie











ZUPPA SPEZIATA DI LENTICCHIE

Lenticchie lessate-1 tazza e mezza
Cipolla a dadini-1 tazza
Peperone giallo a dadini-1 tazza
Peperoncino piccante-1
Spicchi di aglio -2
Brodo vegetale-700 millilitri
Passata di pomodoro-1 bicchiere
Concentrato di pomodoro-2 cucchiai
Cumino-1 cucchiaino
Coriandolo (semi,facoltativo)-1 cucchiaino
Paprika dolce-1 cucchiaio
Semi di finocchio-1 cucchiaino
Prezzemolo-2 cucchiai
Amido di mais o fecola-2 cucchiaini
Olio
extravergine di oliva
sale e pepe

Prendete un wok o una padella abbastanza profonda.
Accendete il fuoco e fatela scaldare leggermente.
Versate l' olio ,i semi di cumino, finocchio e quelli di coriandolo (leggermente schiacciati) e fateli soffriggere.
Quando sentirete il loro aroma nell'aria versate la cipolla a dadini,il peperoncino e l'aglio schiacciato.
fate soffriggere per due minuti.
Unite il peperone, fate insaporire, versate la passata, il concentrato e due bicchieri di brodo.
Portate a cottura il peperone, aggiungendo dell'altro brodo se necessario.
Quando il peperone sarà al dente versate le lenticchie precedentemente lessate.
Se necessario, unite altro brodo.
Sciogliete la fecola (o l'amido di mais) in due cucchiaini di acqua e versateli nel composto.
Unite la paprica, aggiustate di sale e pepe e fate addensare leggermente.
Spegnete il fuoco,aggiungete il prezzemolo e servite con bel giro di olio a crudo.


Continue reading

3 Comments

11 novembre 2014

Strangozzi all'aglione perchè buon sangue non mente







Io ho la battuta ignorante  ehm...sagace sempre a fior di labbra.
Non c'è che dire.
Soprattutto se davanti a me ho dei campioni di umanità non propriamente simpatici.
Quel santo di mio marito sono vent'anni che cerca di tenermela a freno sta benedetta lingua.
Un pò c'è riuscito lui, un pò il tempo.

Però è sempre lì.
Cerca di venir fuori subdola e velocissima.
E dagli a mordermi le labbra, a pensare alle apie ai fiori nonchè alla lista della spesa.

Ma non sempre mi riesce.

Ma mica è colpa mia.
Giammai.
E' colpa del mio "sangue misto".
Mezza toscana e mezza umbra.
Ovvero l'anticlericalismo e la schiettezza all'ennesima potenza.
Mettiamoci pure il vivere da lungo tempo vicino Roma...il quadro è completo!

Ora, che le mie due terre siano il massimo dell'anticlericalismo, lo si evince anche da un semplice formato di pasta, tipico umbro:

(foto DeCecco)




Questo è lo strangozzo o stringozzo o strengozzo o ...strangolaprete.

Ecco.
Appunto.
Sembra cosi puro e senza peccato.
E invece no.

Il suo nome pare derivi proprio dalle stringhe delle scarpe.
Stringhe delle scarpe che nello Stato Pontificio servivano agli anarchici ehm...proprio a strozzare i preti!!

Io gli stringozzi li adoro fatti in qualsiasi maniera.
Con i tartufi, alla norcina ,al peperoncino.
Ma c'è un modo che prediligo in assoluto:il condimento all'aglione.
L'unione tra le mie due regioni.
Una pasta tipica umbra con un condimento tipicamente toscano (e solitamente abbinato ai mitici pici)
Semplice, economico e gustoso.
E, ehm, munitevi di mentine ^_^




STRANGOZZI ALL'AGLIONE

Strangozzi-400 grammi
Aglio-4 spicchi
Pomodori pelati-800 grammi
Peperoncino-quanto basta
Olio di ottima qualità

mettete a bollire l'acqua per la pasta.
Spellate l'aglio e tagliatelo a fettine sottili.In alternativa potete anche spremerlo con lo spremiaglio.
mettetelo a soffriggere in un padella insieme al peperoncino.
Unite poi i pomodori pelati tagliati a cubetti piccoli e fate restringere il sugo.
Aggiustate di sale, pepe e unite un pizzico di zucchero (toglie l'acidità del pomodoro).
Scolate la pasta e conditela con il sugo ormai cotto


Continue reading

6 Comments

Followers

Visualizzazioni :

Google+ Followers

Search This Blog

Popular Posts

Pages

Blog Archive

monicapennacchietti@l'emporio21. Powered by Blogger.

Buzzoole

buzzoole code

histats

Follow by Email

Se vuoi contattarmi:



Collaboro con:

Translate

Follow us

Instagram