31 agosto 2014

La tarte tatin ai pomodorini e aridatece Nigella!!


Questa è una ricetta di Lorraine Pascal.
La qual donnina , insomma , mi starebbe anche simpatica.
Se non fosse per il fatto che butta giù nelle ricette etti ed etti di burro che manco Nigella arriva a tanto.
E suddetto burro se lo spalma anche nella "fougasse" appena sfornata, cosi a piene mani.

La pasta sfoglia se la fa da sola.
Encomiabile.
Io non lo farei mai.
Nemmeno se mi promettessero in cambio lo stacco coscia della Belen.
Lei non sono la fa "homemade".
Ci spatascia chili di burro che io solo a guardarlo mi verrebbe voglia di bermi la Somatoline, altro che spalmarmela.

Ma che ce l'hai con il burro? Direte voi.
Ma no.
Ce l'ho con queste dee dell'Olimpo che mangiano a carrettate grassi e dolci (ndr- dopo la fougasse si è pappata la Red Velvet cake) e sono magre come chiodi.

Il burro esige le curve morbide.
La panzetta che si srotola dai jeans.
Magari un accenno di culotte de cheval.

E lei niente.

L'unico baluardo della donna morbida che mangia realmente con gusto  (E INGRASSA felice) era rimasto incarnato nella figura di Nigella

Si,certo.
Guardate qui:




Il prima e il dopo.
Ha fatto una dieta.
E già.
E da silenziosa saccheggiatrice del frigo in notturna è diventata...è diventata...ma che ne so cos'è diventata.
Un'altra.
Più bella senza dubbio.
Ma forse con un filino di seduzione in meno!

"ARIDATECE" Nigella, che era l'emblema di noi che pure se lo respiriamo solo il burro, mettiamo su un chilo!

Io voglio Nonna Papera che mi dica cosa cucinare.
Zia Abelarda che mi spiega come ingrassare i vitelli o la sora Lella .
Non le modelle, accidenti al loro metabolismo!

La ricetta che vi propongo oggi è della Lorraine.
Pochi ingredienti.
Risultato strepitoso.
Pasta sfoglia e pomodorini.
Dove sta il burro, mi chiederete voi?
Ve l'ho risparmiato.
Era nella pasta sfoglia ma io l'ho comprata, mica l'ho fatta!
Tsè!

Ahh a proposito per chi non la conoscesse, questa è Lorraine Pascal:


trovate per caso traccia del burro? ^_^


TARTE TATIN AI POMODORINI

1 pasta sfoglia
20 pomodorini
1 spicchio di aglio
sale
basilico
1 cucchiaio di miele (o zucchero)



Prendete per prima cosa una casseruola tonda che possa andare anche in forno. versateci dentro l'olio l'aglio a spicchi, i pomodorini interi .Unite il sale, il miele (io ero titubante ma non si sente per niente e fa caramellare bene i pomodorini).
Fate cuocere per cinque minuti a fuoco alto, cercando di smuovere la casseruola senza girare i pomodorini.
Spegnete e fare raffreddare per un quarto d'ora.
Accendete il forno a 200 gradi .
Srotolate la pasta sfoglia e adagiatela sui pomodorini , cercando di farla aderire bene, soprattutto nei bordi (in sostanza infilatela letteralmente sul bordo, spingendola all'ingiù).
Prendete la casseruola, mettetela in forno e cuocere per venti minuti (il tempo dipende ovviamente dal forno, controllate la sfoglia prima di tirarla fuori).
Una volta cotta,fatela raffreddare un pò.
Coprite la casseruola con un piatto, capovolgetela e avrete la vostra tarte tatin pronta.
Cospargete di  basilico, una macinata di pepe fresco.

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29 agosto 2014

La Moussaka, Nikolaos Tselementes, Pippo e Topolino






Pronte per un altro viaggio mentale?
C'è chi si pompa di chimica per viaggiare con la testa.
A noi basta poco.
Una spezia, una fragranza.
E si parte.

Chiudete gli occhi.
Non vi sembra di sentire il Sirtaki in sottofondo ?
E di vedere Zorba il Greco?
Oppure di essere sul set di "Mediterraneo" di Salvatores con il pope (Luigi Martini) che dice la famosa frase:
"Italiani  greci, una faccia una razza" ?
E magari eccovi, inerpicate per l'enorme salita che conduce al Partenone.
Stanche accaldate, ma con gli occhi pieni di questo:


E poi ancora il tempio di Poseidone:

  
E poi il blu, il bianco, il sole...



Ed ora immaginatevi con un bel piatto di moussaka in mano.
La testa che vaga senza preoccupazioni, il sorriso delle vacanze stampato sul volto e le persone  care vicino a voi.
Ma anche sole, perchè no.
Immaginatevi sedute qui, a contemplare questo panorama:


Non sentite ronzare più forte nelle vostre orecchie il Sirtaki?

Adoro la cucina greca in generale.
Quello che vi propongo oggi è uno dei piatti greci per antonomasia.
Una bomba.
Ovviamente.
Ma noi rimediamo mangiandolo come piatto unico.
Anche perchè non si potrebbe fare altrimenti.

La moussaka sta alla Grecia come Pippo a Topolino

La moussaka sta alla Grecia come Nikolaos Tselementes sta alla moussaka.

Tselementes è stato l'Artusi greco .
Il più influente scrittore della cucina greca moderna.
Colui che nel 1920 cambiò la faccia alla Moussaka inserendoci il golosissimo strato di besciamella.

Moltissimi i suoi detrattori.
Lo hanno accusato di aver "imbastardito" la classicità della cucina greca con tasselli europei, nello specifico francesi (ecco l'introduzione della bechamel nella moussaka).

A noi però quello strato alto di besciamella piace , piace proprio tanto!

La ricetta è un pò lunga.
Ma ne vale la pena.
Seguitemi!



 MOUSSAKA

6 foglie di alloro
2 stecche di cannella
1 grossa cipolla tritata finemente
1 cucchiaino e mezzo di cannella in polvere
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritato
1\2 cucchiaino di noce moscata
2 cucchiai di vino rosso
1 tazza di passata di pomodoro
3 cucchiai di concentrato di pomodoro
500 gr macinato di prima scelta
3 melanzane grandi
5 patate
olio ,sale e pepe
400 ml besciamella

Lavate e tagliate a fette per la lunghezza le melanzane. Cospargetele di sale e metettele a scolare comprese da un peso.
Prepariamo la carne:
in una padella , a secco, facciamo tostare i bastoncini di cannella.Quando sentiamo l'aroma che si sprigiona togliamoli.
Mettiamo l'olio nella padella  e la cipolla tritata. Facciamola diventare trasparente .
Uniamo le foglie di alloro, lo spicchio di aglio e il prezzemolo tritato e facciamo insaporire.
Uniamo la cannella in polvere e la noce moscata.
Aggiungere la carne, rosolare, aggiungere il vino e far evaporare. Cuocere per un quarto d'ora avendo cura di girare spesso.
Uniamo la passata, il concentrato sciolto in poca acqua calda, il sale, il pepe e un pizzico di zucchero.
Coprire e far cuocere a fuoco medio-basso.
Intanto sciacquare velocemente le melanzane sotto l'acqua e asciugartele bene con la carta assorbente.
Scaldate dell'olio di semi in una padella.
A questo punto se vi piace il sapore della cannella oltre ogni limite potete cospargere ogni fetta con un pò,di questa spezia in polvere e procedere poi alla frittura.
Friggete le melanzane e togliete quando avranno preso colore (per una versione più leggera potete grigliarle).
tagliate le patate a fettine non troppo sottili e friggete anche queste.
A questo punto prendete una teglia da forno.
Io sotto metto sempre un leggerissimo strato di besciamella per tenere morbide le melanzane.
Fate un primo strato con le melanzane. Sopra mettete le patate.
Unite la carne.
Fate un altro strato con le melanzane, le patate, la carne e completate con una bella colata di besciamella (deve essere uno strato molto consistente).
Cuocete in forno caldo a 200 gradi, ventilato, per circa 40 minuti.
Fate raffreddare un pò prima di tagliare.

Io non amo che la moussaka abbia tanti strati. Per questo prendo una teglia abbastanza grande che possa contenere tutto in unico strato. Quindi nella mia è composta da un solo strato di melanzane, uno solo di patate e cosi via.
A voi la scelta!!







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28 agosto 2014

Caponata di melanzane e i melanconici umori





Tossica.
Pensavano fosse tossica.
Addirittura che provocasse "melanconici umori", secondo il medico arabo Ibn Botlan.
Per questo il suo consumo era destinato alle classi basse.
Che muoia la plebe.
Come al solito.

Poco importa se ha gli occhi a mandorla visto che nasce in Cina.
O forse in India, come sostengono alcuni.
La melanzana ormai fa parte delle nostre glorie patrie.
Per usucapione, se permettete.

A me la melanzana sa d'estate.
Di sole.
Di golosità.
Oltre che di versatilità.
Oggi vi presento il piatto principe secondo me , insieme alla parmigiana.

La caponata.
La mia è semplicemente una delle tante versioni.
Non ha pretese di assoluto.
E' una versione casalinga,
quella che fa mia suocera ,siciliana doc,dop e igp!

E' buona ,ovviamente.
Ancora di più dopo un adeguato riposo!



CAPONATA SICILIANA

1,2 kg di melanzane medie
500 gr cipolle rosse
500 gr pomodri maturi
3 coste di sedano
150 gr olive verdi
50 gr capperi sotto sale
1 mazzetto di basilico
1 cucchiaino di zucchero
1 dl aceto di vino
1 bicchiere di olio extravergine
sale

Tagliate le melanzane a dadini dopo averle lavate (io tolgo anche la buccia).
Salare questi dadini ,metterli in un colapasta e lasciarli riposare almeno un'ora per fargli perdere l'acqua di vegetazione.
Snocciolare le olive, lavare abbondantemente i capperi per togliere il sale.
Lavare il basilico.
Affettate sottilmente la cipolla e fatela rosolare in padella con un pò di olio.
Lavate e togliete i semi dai pomodori. tagliateli a filetti.
Aggiungeteli al fondo di cipolle rosolate. e cuocete per una decina di minuti.
Tagliate a striscioline il sedano, aggiungetelo nel sugo. Unite i capperi, il basilico e le olive. regolate di sale.
Sciacquate velocemente le melanzane  e friggetele a parte in un'altra padella.
Quando saranno colorite, aggiungetele al sugo.
Unite l'aceto,lo zucchero e fate evaporare.
Fate raffreddare e riposare un pò prima di servire.



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27 agosto 2014

Curry di patate e Sheherazade









"...Allora Sheherazade disse a sua sorella di prestarle
attenzione: e rivoltasi quindi a Schahriar diede principio
alla narrazione della prima novella, la quale, non essendo
terminata con lo spuntar del sole, fu però capace d’interessar tanto la curiosità del Sultano, che le permise di raccontarla il giorno appresso, e così interrottamente di Novella
in Novella poté la Favorita, col suo stratagemma, invogliare quel Sire ad ascoltarla per mille e una notte......."



Sheherazade è stata un mito della mia infanzia insieme a Candy Candy,Goldrake e le Charlie's Angels.Nella mia mente di bimba ero deliziata dalle storie che raccontava .La immaginavo vestita di veli, con degli smaglianti occhi azzurri,l'unica cosa visibile del suo viso.E sentivo odori, sapori d'Oriente ad ogni pagina che sfogliavo.
Oggi da adulta, una volta appurato che Candy Candy era un pò troppo sfigatella e che Goldrake non esiste (che trauma infantile!Ero convinta che la montagna vicino casa mia fosse il suo rifugio segreto) beh,il mito che ancora mi è rimasto è proprio lei,Sheherazade.
La vedo ancora con quegli occhi penetranti che mi guarda e so anche che è un prototipo di donna che mi piace.
Una donna che usa la sua intelligenza,la sua astuzia,inventa,non attacca,ma pensa e si salva ....non la trovate di una sconcertante modernità questa figura?
Non posso fare a meno di pensarla quando preparo qualche piatto di vago sentore orientale come questo curry,che riempie la mia dimora di profumi inebrianti,che sanno di mistero e di lontano.....


Curry di patate
(fonte:ecurry)

2 cucchiai di olio vegetale
1 cucchiaino di semi di cumino
1 bastoncino di cannella
2 bacche di cardamomo (facoltativo)
1 cipolla media rossa
1\2 peperoncino verde
2 spicchi di aglio
1 cucchiaino colmo di zenzero tritato fresco
1 cucchiaino di coriandolo in polvere
1\2 cucchiaino di peperoncino rosso in polvere
1\2 cucchiaino di curcuma
1 tazza di pomodori freschi (o in scatola) tritati
sale
prezzemolo fresco

Io preferisco cuocere le patate a parte ed aggiungerle solo durante gli ultimi minuti di cottura. Quindi le faccio bollire con la buccia e le tolgo quando ancora si possono tagliare agevolmente.
Le faccio raffreddare un pò, poi le sbuccio e le taglio a dadini di media grandezza.
Per il curry:
per prima cosa tritate l'aglio e mescolatelo insieme allo zenzero fresco tritato.
Prendete una padella (possibilmente il wok) e senza aggiungere olio,fate tostare (avendo cura di girare in continuazione) la cannella e i semi di cardamomo.
Una volta che avranno sprigionato i loro profumi ed insaporito il fondo della padella,toglieteli.
mettete l'olio ,fatelo scaldare e unite i semi di cumino.
Fateli friggere,inizierete a sentire il loro aroma caratteristico.
A questo punto unite la cipolla tritata e il peperoncino verde.
Fatela soffriggere finchè diviene lucida, mescolando con cura.
Aggiungere l'aglio e lo zenzero tritati e fate insaporire a fiamma bassa per cinque minuti.
Aggiungere i pomodori .
A questo punto unite anche il sale,la curcuma, il peperoncino in polvere e il coriandolo (io aggiungo i semini pestati anzichè la versione in polvere).
Si fa evaporare l'acqua dei pomodori e si continua la cottura per una decina di minuti.
Cinque minuti prima del termine della cottura unite le patate lessate e fate insaporire.Se dovesse restringersi troppo il fondo, unite dell'acqua.
Guarnite con coriandolo fresco (se lo trovate) oppure prezzemolo tritato.





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26 agosto 2014

Tre ingredienti e otto minuti ovvero i biscotti al cocco veloci ed economici!



"Bella mattinata.
 Piena di luce.
 Soffia un vento lieve.
 Lo straordinario sole dell'Africa.
 Azzurro profondo.Uccelli bianchi.
 Sotto,sedie calde sulla sabbia.
 E naturalmente il mare.
 E comunque mancano allcuni alberi.
 E una o due navi sul fondo.
 Ad indicare che uno può sempre partire..."


Non so di chi siano i versi qui sopra.
So solo che sono scritti in un vecchio foglietto, strappato da un giornale, che mi porto dietro dalla notte dei tempi.
Leggerli e farli miei è stato un tutt'uno.
Ci sono io in poche righe,il mio essere.C'è la libertà di ogni individuo.
Quelle navi sul fondo...si può sempre partire,si può sempre ricominciare.
Anche se non fisicamente,con la testa.Si,si può.
Anzi si deve.
Sempre.
La prima parte della poesia narra di un cielo azzurro,del sole,della sabbia.
Chiudete gli occhi.
A quale sapore accostereste queste sensazioni?
Io al cocco.
Il profumo del caldo.


E la ricetta di oggi parla proprio di cocco.
Allo stato puro.


Biscotti semplici.
Tre ingredienti e otto minuti.
Fantastico, non trovate?

E non solo.
Economica e "riciclosa" come piace a noi.

Perchè ci consente di far fuori quei due,tre albumi che ci danno una noia pazzesca nel frigo.




BISCOTTI AL COCCO (fonte:Non sprecare )

2 albumi
120 gr farina di cocco
100 gr zucchero

Riunite tutti e tre gli ingredienti in un mixer. Mescolateli brevemente, fate delle palline e rotolatele nella farina di cocco.Appoggiatele su una teglia rivestita di carta forno e fatele cuocere a 180 gradi per 8 minuti.




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22 agosto 2014

Gazpacho andaluso per viaggiare







Me gusta.
Me gusta mucho el gazpacho.

Allegro, rotondo, sano.
Divertente.
Una scusa divertente per riempire di vitamine le ragazze in un battibaleno.

E poi viaggio.
Viaggio con la mente.

E mi ritrovo a ballare il flamenco.
Mi ritrovo a guardare e a fotografafre la Sagrada Familia al primo sorso.

Al secondo sono all'Alhambra, all'imbrunire, con il suono delle cicale nelle orecchie.
E poi a Madrid a godermi la movida spagnola dopo una favolosa giornata al Prado.

La Mezquita a Cordoba.
A farmi spettinare dal vento a la Zahara de Los Atunes


                                         
                                                                            (foto Viaje Jet)

Perchè il viaggio è anche un elisir mentale.
Una via di fuga o una via di piacere.
E' progetto e desiderio.
E la cucina è un modo di viaggiare.
Semplice ed immediato.
basta un sapore, un'aroma o una spezia.

E si inizia a viaggiare,senza aver bisogno nemmeno del check-in!



GAZPACHO ANDALUSO 
(fonte ricetta: DIRECTO AL PALADAR)

ricetta per sei persone:

7-8 pomodori maturi
1 peperone verde
1 spicchio di aglio
1 cetriolo medio
olio extravergine d'oliva (all'incirca ve ne occorrerà un bicchiere e mezzo)
2 cucchiai di aceto 
acqua fredda (all'incirca due bicchieri)
sale
100 gr pane raffermo
semi di cumino e 1\2 cipolla FACOLTATIVI

Riunire in un mixer tutti gli ingredienti e frullare fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Prendete un colino e filtrate il gazpacho in un'altra ciotola,avendo cura di premerlo per bene sul colino, magari aiutandovi con un mestolo.
Ponete in frigo per almeno due ore (anche se il meglio di sè lo dà dopo una nottata di riposo)

Servite  (eventualmente con la cipolla tritata e i semi di cumino) accompagnato da crostini di pane fritto!




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21 agosto 2014

Papà la mamma cucina le parolacce ovvero gli spaghetti alla Puttanesca secondo Max Mariola (più o meno)



La mamma cucina le parolacce stasera.
E va beh.
Ogni tanto un pò di trash ci vuole.

Fa bene alle coronarie, depura il fegato e dà una bella limata alle terga.

Una parolaccia piantata al posto giusto in un discorso.
Magari per dare un pò di colore o per rafforzare un concetto.




Alzi la meno e contemporaneamente scagli la prima pietra chi non ne fa uso.
Che sia al massimo uno "stupidino" perchè ognuno ha il proprio grado di sproloquio nel Dna.

Però questa ricetta non ha niente a che vedere con le parolacce.
Certo il nome è di quelli che rimangono della memoria.
Conoscevo una signora della Roma bene che adorava questa pasta.
Ogni volta che veniva al ristorante da mio fratello se la faceva preparare.
Ma non aveva il coraggio di pronunciarne il nome per cui era immancabilmente:
"Roberto, cortesemente, il primo piatto che tu sai".

Una specie di codice per non sporcarsi la bocca con parole poco consone.

Perchè puttanesca?
Perchè, tra le tante storie che si narrano, una ha il sopravvento su tutte.
Pare fosse un piatto di pasta preparato dal proprietario di una casa di prostitute.
Un piatto corroborante, forte ,che potesse servire agli avventori per riprendersi...ehm..dalle fatiche inenarrabili alle quali si davano con gran lena.

Un'altra leggenda narra invece che la pasta richiami con i suoi colori accesi e forti l'intimo appeso da tali donnine sempre in siffatta casa per attirare i clienti.
Il verde dei capperi, il viola quasi nero delle olive, il rosso dei pomodori.

Quale che sia l'origine del suo nome alquanto bizzarro, penso che l'estate sia il momento migliore per gustare questa pasta, approfittando della presenza dei pomodori che sanno di sole.

La ricetta è grosso modo quella di Max Mariola del Gambero Rosso.
Ha alcuni piccoli accorgimenti che a me sono piaciuti molto.
E che a mio avviso rendono questo piatto degno di nota




SPAGHETTI ALLA PUTTANESCA

400 gr spaghetti
300 gr pomodorini freschi
2 spicchi di aglio
30 gr capperi sotto sale
100 gr olive nere (io taggiasche)
basilico
3 filetti di alici
1 peperoncino (facoltativo)
olio extravergine d'oliva
sale e pepe
zucchero


In una padella mettete due cucchiai di olio extravergine d'oliva, fatelo scaldare e unitevi i filetti di alici. Abbassate la fiamma e fateli sciogliere dolcemente.
Prendete un'altra padella e fate soffriggere gli spicchi di aglio ed eventualmente il peperoncino.Toglieteli e aggiungete i pomodorini tagliati a metà.
Fateli saltare a fiamma alta in maniera tale che possano caramellare.
Aggiungete i capperi (che avrete provveduto a dissalare sotto l'acqua corrente), il basilico e le olive snocciolate.
Unite lo zucchero (due cucchiaini)
Portate a cottura (eventualmente aggiungendo poca acqua),aggiungendo quasi al termine l'olio dove avrete disciolto le alici.
Assaggiate il vostro sugo per regolarlo di sale, perchè la salsa è molto saporita di suo.
Scolate gli spaghetti molto al dente.
Poneteli della padella con un pò di acqua della pasta e portateli al termine della cottura.
In questo modo avrete uno spaghetto legato perfettamente con il sugo!




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20 agosto 2014

Il Labneh ,anche se sembra....e l'autoproduzione che avanza





Quell'espressione un pò cosi, quella faccia un pò cosi che abbiamo noi.....
quando osserviamo qualcosa che hanno creato le nostre mani, la nostra pazienza, e perchè no, anche la nostra curiosità.

Mi perdonerà Paolo Conte se utilizzo in maniera impropria le parole della sua famosissima canzone.

Ma la canticchio ogni volta che sono di fronte ad una "Autoproduzione".
Qualcosa realizzato da me.

E' vero.
Farsi le cose da soli comporta pazienza, dedizione, attesa.
Ma il risultato ripaga di ogni fatica



E poi l'estate con i suoi ritmi rallentati sonnolenti presta il fianco all'attesa.
Al progetto e alla realizzazione.
E alla scoperta di quello che mai avresti detto.
Io mi sono scoperta paziente.

Non avrei scommesso un soldo su questo lato del mio carattere.
Io, che corro persino quando cammino.
Io che cerco la soluzione semplice a qualsiasi problema.

Io sono paziente.

Ve lo ricordate lo yogurt che abbiamo fatto noi con minimo spreco di energia e di risorse?
Ne abbiamo parlato QUI.

Quello yogurt è la base per la realizzazione di tante cose.
Una di queste  è il labneh.
Soffice formaggio libanese.
Un ottimo equilibrio tra dolce e acido.

Una base anch'esso per ottenere squisiti piatti che mano mano proverò.

Però sapete una cosa?
A me 'sto formaggio mi ricorda tanto uno che è presente da tempi immemorabili sulle nostre tavole...
La consistenza e il sapore sono quelle.


Farlo è semplicissimo.
Basta una nottata di riposo.
E poi potete gustarlo da solo, al naturale.
o aromatizzato con basilico,origano,un pò di pepe.
Come base per delle squisite tartine:




LABNEH

500 gr yogurt (possibilmente autoprodotto, ricetta QUI)
1 cucchiaino scarso di sale fino (ma potete anche ometterlo,il gusto del labneh sarà più dolce)



Solo questi due ingredienti!
Allora procuratevi o delle garze o un tovagliolo possibilmente bianco ( procuratevene uno che laverete solo col sapone di marsiglia senza ammorbidente e che terrete da parte sempre per questo uso).
Prendete anche un colino a maglie fitte e un contenitore dove poggiare tale colino,in maniera tale che lo yogurt possa scolare liberamente senza toccare il fondo del contenitore.

Foderate con il tovagliolo il colino e adagiatevi lo yogurt previsto, nel quale avrete sciolto il sale. Appoggiate il colino sopra un contenitore e mettete in frigo per almeno otto ore.

Al termine di questo periodo troverete del siero nel contenitore e il labneh formato all'interno del tovagliolo.
Non vi resta altro che trasferirlo in un contenitore e gustarlo nella maniera che più vi piace!






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19 agosto 2014

La paella vegetariana...ovvero quando la paella finisce nell'orto




Lo so.
Manca l'Arroz bomba.
E anche il Pimentòn de la Vera.
Una ballerina di flamenco.
E un bel torero perchè no.

Però ci sono le buone intenzioni.
E l'allegria che di certo non manca ai nostri amici spagnoli.
Va bene lo stesso?

La mia paella è finita nell'orto.
Totalmente vegetariana.
Totalmente di riciclo.

Che poi, in fin dei conti, è proprio l'origine di questo fantastico piatto spagnolo.

Nasce sulle tavole dei nobili.
Vero.
Ma di certo non veniva mangiata dalle loro altrettanto nobili bocche.

I servi recuperavano gli avanzi delle tavole dei ricchi signori e li mettevano insieme.
Una specie di cucina degli avanzi.
Un mix impreciso ,ma cosi allettante in tempi in cui l'importante era semplicemente mangiare.

Adoro il giallo della paella.
Adoro quella sensazione di riso leggermente bruciacchiato eppure morbido.

Ci sono dei diktat che ovviamente andrebbero rispettati.
Oltre ai già citati Arroz Bomba e Pimentòn de la Vera, occorre la padella di ferro.
Il riso non deve superare l'altezza di 2 cm in tale padella e il brodo deve essere sempre il doppio della quantità di riso.

L'ideale sarebbe ,per questa versione vegetariana, avere i fagiolini verdi e i fagioli bianchi di Spagna.
Se sono presenti nella vostra dispensa utilizzateli.
Altrimenti metteteci tutto quello che la fantasia e il cassetto delle verdure in frigo vi suggeriscono!






PAELLA VEGETARIANA

400 gr riso
800 ml di buon brodo vegetale
4 pomodori maturi
3 zucchine
3 peperoni rossi
3 carote
1 pugno di piselli
1 cipolla grande
1 spicchio di aglio
fili di zafferano 
olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di paprika.

Preparate in anticipo un buon brodo vegetale.
Fa la differenza (io ultimamente ne preparo grosse quantità, che poi suddivido in contenitori da freezer e congelo. Cosi ho sempre un prodotto valido a portata di mano).
In una padella bassa e possibilmente larga mettete a  soffriggere lo spicchio di aglio (che poi andrete a togliere) e la cipolla tritata.
Unite i peperoni tagliati a dadini e fate soffriggere per cinque minuti.
Unite carote,zucchine,piselli e pomodori tagliati a dadini e la paprika.
Fate insaporire per due,tre minuti e unite il riso.
Tostatelo per circa 1 minuto.
A questo punto iniziate a versare il brodo bollente dove avrete sciolto lo zafferano.
Girate il riso per i primi minuti.
Poi non giratelo più.
Il primo strato deve essere LEGGERMENTE bruciacchiato.
Cuocetelo a fiamma medio-alta,aggiungendo brodo quando vedete che si asciuga troppo.
Ci vorranno un dieci,quindici minuti per la cottura.
Aggiustate di sale e di pepe.
Spegnete il fornello e fate riposare per dieci minuti prima di servirlo.



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