31 ottobre 2013

Il Muffin intollerante

Questo è il muffin intollerante.
Intollerante come chi lo ha cucinato.
Intollerante alle dita nel naso, 
a chi non chiede scusa,
a chi non dice grazie.
A chi ti provoca la rottura dello sterno per passarti avanti nella fila,
a chi ti dice "Lei non sa chi sono io".
Io lo so  chi sei,invece sei un imbecille e non ti tollero.
Io e i miei muffins siamo intolleranti a chi prende i tuoi sentimenti e ne fa cartocci per le caldarroste,
a chi ti giudica senza sapere, senza capire.
A chi ti dice che sei strana perchè hai un sogno.
A chi non capisce perchè hai un sogno.
A chi ti dice che in fondo dovrebbe bastarti la vita che fai,
che una donna è solo madre e moglie.
Una donna è semplicemente una donna.
Senza connotazioni,senza aggettivi.
Io e miei muffins siamo intolleranti a chi non ride mai,
a chi calcola prima di agire,
a chi agisce perchè ha calcolato perimetro e area.
E se Halloween è la notte degli orrori 
spero ardentemente che arrivi una strega e li prenda tutti questi miei (di orrori) e li butti in un grosso calderone insieme a radici di mandragora e unghie dei piedi di Big Foot e ne faccia una pozione magica.
Pozione magica da tenere al buio nella dispensa per un mese.
E poi offrirne un sorso a chi ci avvelena e appesantisce la vita!
Buon Halloween!


E dimenticavo sono anche intollerante nei confronti di chi non capisce che la mondo esistono gli intolleranti.
Quelli veri.
Quelli che se assaggiano un micromillimetro di latte diventano cugini del pesce palla e pasteggiano ad acqua e cortisone per una settimana.
A chi non capisce che capita di organizzare una festa dove ci sono bimbi allergici.
E allora che fai?
Li fai guardare mentre gli altri si spatasciano biscotti e torte fin dentro le orecchie?
E allora inventi e cerchi soluzioni che possano andar bene per tutti.
Ovvio che un cupcake o un muffin colante di lattosio e uova e di frosting made in USA è più goloso.
Ma sotto questo cielo c'è posto per tutti (per fortuna!!)




Il muffin intollerante ( Post Punk Kitchen)

140 ml latte di soia (o riso o latte di mandorle o acqua frizzante)
1 cucchiaino raso di aceto di mele
160 gr farina
2 cucchiaini di amido di mais
1 cucchiaino raso di bicarbonato
1 pizzico  di sale
100\130 ml olio vegetale
100 gr zucchero

per la versione scura aggiungere 20 gr di cacao in polvere


Prendete una ciotola e metteteci:farina,zucchero amido di mais,bicarbonato,sale e zucchero (se li fate scuri unite anche il cacao).
Date una bella mescolata per unire tutte le polveri.
In un'altra ciotola mescolare l'aceto ,il latte di soia (o i suoi sostituti) e l'olio.Unire i due composti,mescolare per renderli omogenei.Sistemarli in stampi da muffins rivestiti da pirottini di carta.Cuocere a 180 gradi per un quarto d'ora circa.
Farli raffreddare TOTALMENTE (altrimenti sentirete il sapore dell'aceto,che viene esaltato dal caldo).


Il frosting da me utilizzato nelle foto è costituito da una miscela di farina di cocco e latte di soia.Li unite in parti uguali (facendo attenzione che il composto non rimanga troppo liquido) e poi lo spalmate sul dolcino. Ovviamente è un sapore molto particolare,non tutti i bimbi gradiscono.In rete ho letto di vari frosting dove si utilizza la margarina,il tofu,i marshmallow.....beh, forse meglio spolverarli semplicemente con un pò di zucchero a velo!


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30 ottobre 2013

Io ho ucciso e i Crinkles (forse)

La notte è come da copione.
Buia e tempestosa.
La luce del lampione fuori casa non funziona.Cerco le chiavi nella borsa,le mani irrigidite dal freddo e da una sottile sensazione di disagio.
Finalmente riesco ad aprire la porta.
Due scatti.Due solitari scatti.E il conto non mi torna.
Ripasso mentalmente i gesti abituali mattutini.
Prendo la borsa,le chiavi,mi chiudo la porta alle spalle e do tre mandate.
Due,non tre.
L'interruttore alla mia destra è un'ancora di salvezza,un faro allontana brividi.
La luce fioca invade l'ambiente.Maledico la mia passione per le luci tenui,poco accentuate.
E maledico anche quel rivoletto di sudore gelato che mi percorre la schiena.
Il posacenere,quello con i cuoricini,quello che lascio sempre sporco sul termosifone non c'è .Non lo lavo mai prima di uscire.
E' appoggiato pulito e lucente sulla mensola sotto lo specchio.
Forse mio marito?
Ma no,è fuori per lavoro.
Allora sono stata  io.Mi sa che comincio ad avere qualche problema di memoria.Pesce,devo mangiare più pesce.
Mi tolgo gli stivali lanciandoli sotto la scarpiera.Ho bisogno di farmi una doccia,sono stanca.
Se non fosse che non mi dona la divisa da carcerata(le righe mi allargano e non posso permettermelo),ucciderei il mio capoufficio.
Salgo al piano di sopra.
"Maledetta memoria" mi dico. Non ricordo nemmeno di aver chiuso tutte le porte.Non lo faccio mai.Una porta chiusa è un limite,una frontiera,un addio senza ritorno.Voglio aria,voglio andare e tornare,senza barriere..Il rivoletto di sudore diventa un torrente in piena.
Troppo ordine in giro,dettagli spostati.Un profumo strano nell'aria.
E' una sensazione ,ma so di non essere sola.
Deglutisco,mi sembra di sentire dei rumori.
Apro la porta del bagno.
Di solito gli assassini si nascondono dietro la tenda della doccia.
Ma no,no, la paura mi fa straparlare.Di solito è la vittima che ignara si fa una doccia di otto ore e mezzo e poi arriva il serial killer.
Comunque controllo.Nella doccia solo un gruppo sparuto di capelli sopravvissuti al getto d'acqua.
Un tonfo.
Stavolta ho la certezza.
C'è qualcuno.In camera mia.
Passi pesanti,respiro forte.
Lancio una maledizione a mio marito...proprio la notte di Halloween doveva andare in trasferta,mannaggia la paletta.
"O mio Dio" penso all'improvviso" ma allora questo killer mi conosce bene.sapeva di trovarmi da sola!"
Basta,devo agire.
Apro lentamente.
Lui è di spalle,inginocchiato davanti al mio cassetto della biancheria intima.
Minchia che fortuna.Killer,psicopatico e pure feticista.Vedo solo la sagoma.
Apre un altro cassetto.Lo sento bofonchiare.Scuote con vigore la testa,sembra quasi con disapprovazione.
Ariminchia.Killer,psicopatico,feticista e amante dell'ordine.Giuro solennemente sullo Swiffer che se sopravvivo da domani in poi metterò in fila per sei col resto di due calze e calzini.
Il pazzo sta per alzarsi.
Devo agire.Il vaso cinese alla mia destra mi chiama a gran voce.
Afferrarlo e scaraventarlo sulla testa dello psicopatico è un tutt'uno.
Un grido lacera l'aria.
Mentre il malcapitato plana come un geco urlante a terra io mi rendo conto di conoscere quel grido.
L'ho già sentito di fronte alle mie lasagne.E anche di fronte al pollo arrosto.E quella volta che non ho usato l'ammorbidente per lavare il maglioncino di lana.
Un dubbio tremendo mi assale.
Lo psicopatico giace di schiena inerme.
Lo giro e stavolta sono io ad urlare.
HO ACCOPPATO MIA SUOCERA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
E buona vigilia di Halloween a tutte ^_^




Ovviamente qualsiasi riferimento a fatti o persone è puramente casuale.Mia suocera è sana come un pesce,non l'ho accoppata e ci vogliamo bene.Lei sa che l'affetto che provo per lei è pari solo alla mia goliardia,che mi porta a pigliarla in giro appena posso.Mi fa turbinare le zucchine a volte come io a lei ma ci vogliamo un gran bene.
Però è Halloween.Trick or treat?Dolcetto o scherzetto?
Spiacente,le è toccato lo scherzetto!
Ma visto che sono buona anche un dolcetto.
I Crinkles di Martha Stewart.
Che poi tanto crinkles non mi sono venuti.
Ma il risultato è stato strepitoso,crinkles o non crinkles,ovvero "crepati" o non "crepati"

I Crinkles (ma anche no) di Martha Stewart


115 gr cioccolato nero
90 gr farina
25 gr cacao amaro 
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci
60 gr burro morbido
130 gr zucchero di canna
1 uovo
40 ml latte (possibilmente intero)

per l'esterno:

zucchero a velo
zucchero semolato


Setacciare insieme il lievito,il cacao e il lievito.
Fondere il cioccolato a bagnomaria.Montare a crema il burro e lo zucchero di canna.Incorporare l'uovo e il cioccolato fuso.Aggiungere la farina,il latte,mescolare.Incorporare il resto della farina.
Coprire il contenitore con la pellicola e mettetelo per due ore in frigo.
Accendere il forno a 180 gradi.
Preparare due ciotole.In una mettere lo zucchero a velo e nell'altra lo zucchero semolato.
Prendere l'impasto,formare una pallina non molto grande e rotolarla prima in uno zucchero poi nell'altro.
Porle su una teglia e cuocerle per non più di dodici minuti.
Farli raffreddare prima di staccarli dalla teglia.





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29 ottobre 2013

Salviamo le lasagne e il cheesecake alla nutella senza cottura

Non poteva capitare se non in prossimità di Halloween.La scena degna del miglior Dario Argento.Atmosfere simil cupe con tanto di omicidio.
Si,avete capito bene.OMICIDIO.
Per la paletta di Zeus,chi è morto?
E' morta la lasagna,mie care.
R.I.P: riposa in pace ormai nel paradiso della pasta.
Ha esalato l'ultimo respiro durante un pranzo,davanti alla sottoscritta.
Le indagini condotte da me medesima hanno subito svelato il colpevole.
La sottiletta.
Ebbene si.
Il cuore della lasagna, già appesantito dal colesterolo (frutto di besciamelle,ragù vari e formaggi) non ha retto al colpo,all'affronto.
Già il pranzo era iniziato male.
"Tu che sei una foodblogger,senti senti che lasagna ho fatto.Assaggia e poi dimmi".
Ora ,questo è un incipit che a me già fa turbinare le zucchine.
Sono una foodblogger ma questo non vuol dire essere  la dirimpettaia di Gualtiero Marchesi o che in una precedente vita sono stata la concubina dell'Artusi.
Sono solo una persona alla quale piace il buon cibo e il buon vino .Mi piace condividere le mie esperienze e quel poco che imparo vivendo.Tutto qui.
Non ho competenze assolute.Sono solo pareri.E pure opinabili.
E assaggiamo sta lasagna.
Disgustosa.
Ma io dico come fa a venire in mente ad una persona di utilizzare la sottiletta non solo per preparare le lasagne,ma in qualsiasi altro piatto?
Per questo ho lanciato una campagna su facebook stamattina.
La ripropongo anche qui:

Parte oggi la campagna di sensibilizzazione a favore delle lasagne senza sottilette.Collaborate anche voi per salvare questo patrimonio della cultura gastronomica nostrana.Basta un click per salvare una lasagna

A parte gli scherzi,credetemi,era un qualcosa di orripilante.Cosi  "paurose" da farmi ritenere necessario il supporto psicologico a vita!!!!!

NO BAKE!!! continua il tormentone del comporre dolci senza utilizzare fornelli!
Armatevi di dieci minuti di pazienza e un'ora di riposo in frigo.
Tanto basterà per gustare un favoloso cheese-cake alla nutella senza cottura!
le dosi sono per 4 porzioni



Cheese cake alla Nutella senza cottura 

per la base:

20 biscotti tipo oro saiwa
30 gr burro sciolto
1|2 cucchiaino di cannella

per la crema:

150 gr formaggio cremoso (anche la ricotta va bene)
100 ml panna fresca da montare
200 gr Nutella
vaniglia o cannella

per decorare:

panna
briciole dei biscotti
MiniTopping Fabbri acero

Frantumate con il minipimer i biscotti.Unite il burro sciolto,la cannella e mescolate quel tanto che basta per renderli omogenei.
Con queste briciole di biscotti rivestite uno stampo a piacere o 4 mini stampi (io ho utilizzato dei vasetti di vetro dello yogurt).
Amalgamate il formaggio con la Nutella fino a renderli cremosi e omogenei.Unite la panna montata e l'aroma a piacere.
Mettete questa crema sopra la base di biscotti.
Completate con la panna montata e le briciole che avete utilizzato per la base.(io ho utilizzato anche il MiniTopping Fabbri acero)
Un'ora di frigo per permettere al composto di assestarsi per bene e voilà !!!



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28 ottobre 2013

Ill dolce al cioccolato senza cottura



La parola più digitata nel mio computer in questi ultimi giorni?
No bake. Senza cottura. Gironzolo in blog di cucina internazionali alla ricerca di soluzioni veloci e golose.Il tempo scarseggia,la gola mai.
Questa è una mattonella? un semifreddo? un vattelapesca? insomma è un dolce buono,per veri amanti del cioccolato.Presupposto imprenscindibile: la ganache montata.
Buoni chili in più a tutte voi!

Dolce al cioccolato senza cottura

(teglia 20 per 12 cm)

40 biscotti oro saiwa
250 gr cioccolato fondente
100 gr noccioline pralinate-facoltative (la ricetta la trovate QUI)
250 gr panna fresca da montare
20 gr burro
caffè amaro
2 cucchiai di zucchero


Preparate il caffè e fatelo raffreddare..
In un pentolino fate scaldare la panna e lo zucchero con il burro.Appena inizia a bollire toglietela dal fuoco e scioglieteci il cioccolato mescolando energicamente.Fate raffreddare completamente e montate tutto il composto con le fruste elettriche (in cinque minuti otterrete una bellissima ganache montata.Se non dovesse montare ponete tutto il contenitore per tre-quattro minuti in freezer).
A questo punto prendete la teglia e iniziate a comporre il primo strato.Imbevete i biscotti nel caffè e metteteli nella teglia.Unite la ganache e spalmatela per bene sullo strato di biscotti.Unite un pò di noccioline caramellate ( o mandorle,nocciole,noci).Coprite con un'altra file di biscotti imbevuti e procedete mano mano fino ad esaurire gli ingredienti.L'ultimo strato sarà costituito dai biscotti.
Mettete in frigo per almeno due ore (la ganache si compatta e diventa più consistente) e servite,spolverando l'ultimo strato con zucchero a velo,o cocco o cacao amaro.







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24 ottobre 2013

I twinkies e una scoperta rivoluzionaria

Cosa vi piace di più di una giornata? A me aprire gli occhi (grazie,direte voi) e pensare a tutte le cose nuove che ci sono dietro l'angolo.A tutte le scoperte,a tutte le emozioni che la giornata porterà con sè.
Oggi avevo in programma un post "stanco".Ho un concorso letterario in scadenza al quale sto dedicando nottate intere.Ho un sogno e lo rincorro in barba a chi sorride di questa mia passione o se ne prende gioco ^_^
Ma poi ho fatto marcia indietro.E vi ripropongo  una scoperta di tempo fa.Mi sono imbattuta in una scoperta eccezionale,rivoluzionaria.....mi cambierà la vita ne sono sicura.
Se dico biniki,voi a cosa pensate?io ad una tastiera dislessica.
E invece no.Non vi metto nemmeno la foto,vi aumento la suspence,cliccate e ammirate la meraviglia del BINIKI.
Fantastico eh?e io che me ne vado ogni mattina a correre per mezz'ora,che mi spappolo una tavoletta di cioccolato in cinque nanosecondi salvo poi piangere come un caimano con un'unghia incarnita.Io che ho comprato la Wii con annessa Balance -Board e zompetto come se avessi il fuoco di s.Antonio in giro per il mio salotto,al ritmo dello Zumba. Io che ho intavolato un sereno dialogo a tavolino con la suddetta Balance che si ostina a pesarmi e a dirmi :"ops,sei un pò in sovrappeso" e lo ho detto di smetterla altrimenti l'avrei annegata nel Rio Casamia....io che molte volte non prendo l'ascensore e salgo le scale del mio condominio al ritmo di un due un due,salvo poi sentirmi un'imbecille quando esce qualcuno,mi vede e mi chiede"ma che c'è di nuovo l'ascensore rotto?".
Tutta 'sta fatica poi arriva la psicologa americana di turno e ti inventa  'sto biniki.E ti passa tutto,garantisce lei.Non avrai più problemi.Certo ha ragione perchè nella vita c'è una bella differenza se hai le chiappe di Belen o quelle dell 'elefante Babar e su quello non ci piove.Dura lex,sed lex.
Io però mi chiedo una cosa.
Pigliate un'ipotetica tizia.Push-up alza tette,guaina contenitiva per la panza,biniki alza  glutei,shatush e extensions in testa,unghie magari monta-smonta e ciglia finte.A prescindere dal tempo impiegato per costruire tutta l'impalcatura .... pensiamo al fine.E ora non mi venite a dire che lo si fa per se stesse,per sentirsi bene e panzane varie.Tutto questo è finalizzato all'incontro con l'uomo.Ora passato l'approccio della serie: anvedi questa quant'è bona,anvedi questo che bicipiti,usciamo stasera,ristorantino,passeggiatina,sotto casa tua,sali per un caffè....Ok,arriverà prima o poi il momento della verità.Lei si dovrà spogliare e vi immaginate la scena?
Togli il push-up,tette che arrivano alla panza.
Togli il biniki,glutei che spazzano il pavimento.
Togli la guaina per il ventre,la panza si srotola come un papiro....
Magari si staccano pure le extensions scoprendo una testa alla Yul Brinner....
Essere o apparire?Il nocciolo è tutto lì!!

Cuciniamo i Twinkies?
I twinkies sono delle merendine storiche made in Usa.Prodotte da oltre ottanta anni e amate da tutti gli americani.Nella versione originale sono  farcite con una crema  bianca di cui non oso immaginare le calorie.
Sono merendine ormai in via di estinzione,la società che le produce rischia di chiudere i battenti.
Ma gli americani hanno addirittura inoltrato una petizione al presidente Obama per chiedergli di nazionalizzare l'impresa produttrice delle mitiche.
Io oggi vi propongo la versione  base dei Twinkies. La ricetta proviene da uno dei blog più famosi d'Oltreoceano,Joy the Baker .Se masticate un pò d'inglese vi consiglio di farci un giretto perchè ne vale veramente la pena!
Al di là della versione tradizionale che li vede farciti,i Twinkies sono buonissimi al naturale.
Io ve li propongo con una leggera farcitura alla Nutella.Voi potete sbizzarrirvi.Cioccolata,marmellata,panna oppure crema bianca.La ricetta della farcitura originale è ovviamente top secret!


Twinkies

200 gr farina
3 cucchiaini di lievito per dolci
1\4 cucchiaino di sale
100 gr burro morbido
135 gr zucchero
2 uova
vaniglia o scorza di limone
1 tazza di latte (circa 130 ml)

Montare il burro e lo zucchero per tre minuti con le fruste elettriche alla velocità massima.
Unire le uova,una alla volta e battendo il composto almeno per un minuto tra un uovo e l'altro.Aggiungere la vaniglia o la scorza del limone e il sale.
Ridurre la velocità e unire la farina setacciata con il lievito alternandola con il latte.Dovrete iniziare e terminare con la farina.mettere il composto in piccoli stampi unti e infarinati ( i miei erano quelli da plumcake ma potete utilizzare anche quelli per muffins)
Cuocere per un quarto d'ora a 180 gradi.
Farli raffreddare e farcirli a piacere.



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23 ottobre 2013

La Mousse al Bayles e un consiglio per le prossime elezioni

Alte,basse,magre,grasse.Rosse,more,bionde.Taccate,staccate o scalze.
Non ha importanza.In ognuna di noi c'è una bella principessa che non aspetta altro che di essere evocata.
E non venitemi a dire che non trovate la corona.Guardate bene che siete nate coronafornite. Magari l'avete dimenticata in una tasca di un vecchio cappotto o magari è insieme a quei millemila calzini spaiati che avete nascosto sotto la sedia in camera.
Dite di no?
Credetemi c'è.Se provate ad osservare il Dna di una donna al microscopio troverete la corona incastrata tra un cromosoma e un nucleotide.
Tutto sta a prenderne consapevolezza.
Non aspettatevi di trovare all'improvviso le scarpette di cristallo sullo zerbino o di cadere tra le braccia del Principe Azzurro.Tsè,quella è roba superata.
La principessa moderna viaggia in tram,il biberon in una mano e il Sole 24 ore nell'altra.
O magari è a casa che stende vestiti e ripassa mentalmente il canto ottavo della Divina Commedia.
Oppure è in un negozio che piega magliette,fa palloni con la Big Babol e ascolta la nona di Beethoven.
Principesse strampalate ma moderne.
Però...però anche le vecchie principesse delle fiabe hanno la loro importanza.
Darwin l'ha dimostrato scientificamente!
Il cuore delle donne discende da Cenerentola,Biancaneve & Co.
Perchè in fondo ognuna di noi assomiglia ad una di loro.
Cenerentola?
Chi di voi non ha una matrigna cattiva alias capoufficio o suocera arcigna nella propria vita?E quante di voi fanno come Cenerentola,abbassano la testa sopportando, perchè credono fermamente in un domani migliore?E il fatto che trascorrano la propria giornata piegate a passare il Mocio Vileda poco importa.
E Biancaneve?Se c'è una cosa che ho odiato di quel film sono state sempre le canzoni.
Però a pensarci bene Biancaneve non è il prototipo di "Canta che ti passa"?Altrimenti la malinconia le taglierebbe anche le gambe
Ariel la sirenetta,la principessa che vuole sovvertire l'ordine stabilito delle cose:perchè una sirena non può amare un uomo?E Ariel pur di raggiungere caparbia il suo obiettivo è disposta a pesanti rinunce.
O Jasmine di Aladdin che rifiuta un matrimonio combinato ?
Però consentitemi una riflessione ,suggeritami come questo discorso dal testo "Principesse si diventa"della Felicetti.
Sapete qual'è la principessa più tosta di tutte?
La principessa sul pisello.
Perchè lei non si accontenta.Perchè lei vuole solo il meglio per sè e non è disposta a scendere a compromessi.
Che dite?
Votiamo per lei alle prossime elezioni?


Mousse al Bayles

2 tuorli
200 ml panna fresca da montare
3 fogli di gelatina
40 gr zucchero
80-100 ml Bayles
5 cucchiai di latte

Ammollate i fogli di gelatina previsti in acqua fredda per una decina di minuti.
Iniziate a battere i tuorli con lo zucchero a bagnomaria.Fatelo con le fruste elettriche per tre-quattro minuti finchè i tuorli non saranno gonfi e spumosi.Togliete dal fuoco.
Scaldare in un pentolino 2 cucchiai di acqua e scioglieteci i fogli di gelatina strizzati.
Unite la gelatina sciolta ai tuorli. Aggiungete anche il liquore e il latte.
Mescolate e fate raffreddare.
Montate la panna (io non ho aggiunto zucchero per paura che poi la mousse risultasse troppo stucchevole).
Unitela delicatamente al composto precedente (mi raccomando deve essere ben freddo).
Riponete in frigo e fate rassodare ,almeno per due ore.
Per servirla potete guarnirla con della panna montata oppure con del cioccolato grattugiato.










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21 ottobre 2013

Torta leggera alle mele e neminem laedere

Il puzzle ha sempre inizio dal contorno.
Non è essenziale,ma è funzionale alla riuscita dell'insieme.
Un puzzle senza cornice esterna potrebbe esistere.
Un puzzle con "solo" la cornice esterna sarebbe un puzzle incompleto,incomprensibile.
Poi arrivano le altre tesserine.
Prova e riprova gli incastri prendono forma e il puzzle inizia a vivere di vita propria.
Così è una persona.
Il contorno è l'aspetto fisico.
Non è essenziale ,ma è funzionale alla riuscita dell'insieme.
Un orecchino,un rossetto,una dieta.
Una tartaruga come addome,l'ultimo profumo di grido,o occhi particolari.
E poi?
E poi viene il difficile.
Perchè devi arrivare al cuore del puzzle.
Ma se anche fosse quello da diecimila pezzi alla fine ci si riesce,non fosse altro per l'immagine riprodotta sulla scatola.
Ma una persona?
Come fa una persona a diventare un puzzle "perfettibile"'?Quali sono queste caselle?
Io penso due su tutte: educazione e sensibilità.
E già gran parte del lavoro è fatto.
Il mio prof di latino era vecchio quanto le orazioni di Cicerone. Palloso e incomprensibile.Le sue lezioni non erano certo memorabili se non per una frase che ripeteva allo sfinimento.Forse l'unica che sopravviveva nella sua mente nebulosa.
Neminem laedere.
Non far del male a nessuno.
Facile,basta evitare di dare calcagnate sui denti ai nostri avventori.
Manco per niente invece
Perchè il male fisico è archiviabile.
Quello mentale no.Quello è più subdolo,più resistente,più catastrofico in alcuni casi.
Le regole d'ingaggio però sono poche ,basilari, semplici.
Neminem  laedere.
E lo si può fare.
Semplicemente usando cortesia e sensibilità.
Grazie,scusa,per favore,come stai.
Il minimo sindacale.
Un corollario necessario per dar significato ad un bel paio di gambe o a due occhi verdi.


Iniziamo la settimana con una torta leggera leggera.
Leggerla Qui e amarla è stata un tutt'uno.
L'ho realizzata in tarda serata,alle undici l'ho sfornata.Ho messo via una parte per le bimbe  e con il resto ho imbandito un pic-nic di mezzanotte.Io,lui e i nostri amati thriller.
E la torta di mele come gradevole accompagnamento.
E' una torta priva di uova e di burro.Prevede l'aggiunta di succo di frutta (io ho utilizzato quello all'albicocca).Potete sostituire il succo con yogurt o latte (riso,soia,vaccino o di mandorle).
Le bucce e i torsoli non  buttateli.Conservateli in freezer e quando ne avrete almeno un chilo provate a fare la ricetta della gelatina di mele che trovate QUI.Non si butta niente qui a casa mia ^_^

Torta leggera alle mele

200 gr farina
150 gr di zucchero di canna
200 ml di succo di frutta a piacere (o yogurt oppure latte )
1 bustina di lievito
scorza grattugiata di un limone
2 mele
1 pizzico di sale
50 ml di olio di semi di mais

Prendete una ciotola.Versatevi la farina setacciata con il lievito,lo zucchero di canna e la scorza del limone.Aggiungete l'olio e il succo di frutta (o suoi eventuali sostituti) e mescolate fino ad ottenere un impasto bello omogeneo.
Versate il composto in uno stampo da plumcake unto o foderato di carta forno,livellatelo e sistemate sopra le due mele tagliate a fettine sottili.
Date una bella spolverata con lo zucchero di canna e infornate a 170 gradi per 30\35 minuti.





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18 ottobre 2013

Tortine veloci alla Nutella


Nutella nella credenza.Nutella sul cucchiaio,Nutella agli angoli della bocca,Nutella nel pensiero.
Sono giorni cosi.
Le mani devono lavorare svelte ,più del pensiero.
Queste sono le tortine veloci.Ci vuole un attimo.
Un attimo per farle.
Due attimi per cuocerle.
Mezzo attimo per mangiarle.
Dieci attimi e mezzo per smaltirle.


Con queste tortine partecipo al contest  Nutella forever di Stefy di Crema e Panna.

In questa versione io ho utilizzato le arachidi tostate.
Potete sostituirle con noci,nocciole,mandorle,riso soffiato o lasciarle al naturale che son buone lo stesso!
La dose che vi propongo è quella base per quattro tortine.Sforno dolci tutti i giorni,le mie dosi sono sempre basic ^_^


Tortine veloci alla Nutella

3 cucchiai di farina
200 gr Nutella
2 cucchiai di zucchero di canna
1\2 bicchiere di latte (sui 100 ml)
100 gr arachidi (o altro)
1 cucchiaio di cacao amaro

Un contenitore.Acqua e fornello acceso per il bagnomaria.Una ciotola e giù come se piovesse il cacao,il latte,lo zucchero.E sciogliamo.
Togliamo dal fuoco.
Uniamo la Nutella e la farina.Giriamo per dare omogeneità al composto.
Le arachidi e una piccola mescolata.
Ungiamo quattro stampini e ci versiamo il composto.Via in forno a 180 gradi per una decina di minuti.Controllate che non cuociano troppo ,l'interno deve rimanere morbido.
Togliamo dal forno,facciamo raffreddare e spolveriamo di zucchero a velo.Raddoppiando o triplicando le dosi si può fare (mettendo il composto in uno stampo) una torta veloce








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17 ottobre 2013

I biscotti alla Nutella e love me tender


Love me tender.
Amami teneramente.
Ora e sempre .
Amami cosi...semplicemente come ti amo io.
Io sono felice perchè ho realizzato il mio sogno:
amare te.
Senza chiederti nulla,senza voler nulla in cambio.
Amare per il semplice gusto di amare.
Love me tender.
Amami a lungo.
Senza farmi andar via.
L'eternità ad un passo a noi.
Un traguardo nascosto da un lungo cammino.
Spine,pause e sorrisi.
Love me tender.
Dimmi che sei mio,
io lo sarò attraverso gli anni fino alla fine dei tempi.


Questa è una delle canzoni che preferisco di Elvis.La trovate in sottofondo nella versione di Lisa Lois.
Poche parole,semplici.
Perchè tanto l'amore non è mica cosi complicato.
Basta amare.

Love me tender.
Amami teneramente.
Come ho amato teneramente questi biscotti fin dalla prima volta che li ho visti QUI dalla mia carissima amica Stefy.
Una valanga di Nutella e poco altro.
E tante manine di bimbi sporche di briciole,risate e zucchero  a velo.

Love me tender.
E' tutto qui.


Biscotti alla Nutella (dose per 22 biscotti)

1 uovo
180 gr Nutella
160 gr farina


Prendete i tre ingredienti previsti e mescolateli in un contenitore.Prima con un mestolo e poi a mano,fino ad ottenere una palla belle omogenea.Prelevare delle palline d'impasto,schiacciarle leggermente e deporle sulla placca del forno.
Cuocetele a 170 gradi su una teglia rivestita di carta forno per una decina di minuti circa (non di più) perchè dentro devono rimanere belli morbidi.
Una volta freddi,una bella spolverata di zucchero a velo se vi piace e buona merenda


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15 ottobre 2013

Le noccioline caramellate e ode alle noccioline

Le noccioline contro il logorio della vita moderna.
Le noccioline contro l'apatia .
Le noccioline contro la macchia che non vuol andar via.
Le noccioline contro l'invasione di cimici puzzolenti sul balcone.
Le noccioline contro il delirio di onnipotenza senile della suocera.
Le noccioline contro l'aspirapolvere rotto.
Le noccioline contro le calze spaiate.
Le noccioline contro l'impiegata della posta maleducata.
Le noccioline contro l'acquazzone improvviso.
Le noccioline contro la farina caduta sul pavimento e se ho l'aspirapolvere rotto come la tiro su,a fiato?
Le noccioline per un sorriso.
Le noccioline per un film o un libro.
Le noccioline per la complicità.
Le noccioline per un raggio di sole.
Le noccioline perchè ho finito di stirare.
Le noccioline perchè mi piace la vita.
Le noccioline perchè...
perchè mi piacciono da impazzire!

Oggi una ricetta non ricetta:le noccioline caramellate che fanno tanto felici i dentisti.
E' veloce da fare ed il problema è che creano dipendenza!


Noccioline caramellate (Immaculatebites)

250 gr arachidi tostate
165 ml acqua
120 gr zucchero semolato
80 gr zucchero di canna
2 cucchiaini di cannella
1 cucchiaino di noce moscata
1\2 cucchiaino di estratto di vaniglia (facoltativo)
1\4 cucchiaino di pepe (facoltativo)

Prendete una padella antiaderente.Versate l'acqua ,i due tipi di zucchero e le spezie.Portare a bollore,versarvi le noccioline e far bollire per quindici minuti,mescolando ogni tanto.Quando vedrete che lo zucchero inizia a caramellare,spegnete (attenzione a non scottarvi).Versate le noccioline su un foglio di carta forno e far freddare.
Separatele grossolanamente e godetevele!!!



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14 ottobre 2013

La serial killer di foodblogger e il ciambellone

Di troppa fecola si muore.
Ma Deborah con l'acca non lo sapeva ancora quel martedi.No,non era martedi diciassette.Era semplicemente un tiepido martedi mattina di un altrettanto tiepido aprile.
L'aroma del caffè era talmente forte che il gatto era sceso da Mr.Chan a cercare un rimedio per l'insonnia.
Deborah con l'acca sorseggiava il suo ennesimo caffè con gli occhi fissi sullo schermo e la mano armata di matita.Sul foglio piani,orari,indizi.
Una scrittura meticolosa,precisa,sottile.No,non stava progettando l'attacco ad un caveau della banca.
Stava progettando lo sterminio delle foodblogger.
Non che odiasse la cucina.Tutt'altro.Lei cucinava, e anche bene.
Le stavano solo un pochinosullo stomaco tutte 'ste donne che aprivano un blog e mettevano a disposizione del mondo intero ricette,consigli ,sorrisi.
No,non si fa cosi,pensava Deborah con l'acca.
Lei le sue ricette perfette mica le condivideva.Il suo cavallo di battaglia era il ciambellone della trisavola Assunta.Buono,soffice,con quello stuzzicante aroma di anice.Successo garantito alle feste comandate ea lle riunioni con le amiche al circolo del Tressette.Ma a nessuno mai aveva dato la ricetta.Chiusa con lei nella tomba.Cosi l'avrebbero ricordata come Deborah con l'acca che faceva  il ciambellone che spacca.Mica pizza e fichi.
Nel corso degli anni aveva modificato leggermente le dosi della trisavola.
Perchè lei aveva scoperto il segreto di ogni successo in cucina sia dolce che salato.
La fecola di patate.
A lei quella polverina bianca faceva un effetto strano.Apriva la confezione,la rovesciava su un piatto e la toccava,se la metteva a mò di profumo dietro le orecchie...se la infilava un pò nel naso.Lo aveva visto fare in un film del resto.E quando lei aveva chiesto alla sua mamma spiegazioni,la mamma aveva detto che era fecola.Semplicissima fecola di patate.
Una volta ad una festa aveva visto un ragazzo con quella polverina bianca davanti."Perchè fai cosi?"aveva chiesto timidamente lei.
"Perchè me vojo sballà,a secca"
Ma allora questa fecola era un portento!Da allora non mancò mai tra le sue cose.E in quanto allo sballo,beh lei sentiva solo una gran voglia di starnutire...ma forse la gente si sballava con gli starnuti.
Deborah con l'acca che viveva con la pensione della nonna e non lavorava ,trascorreva la sua giornata a leggere ricette delle foodblogger.E il suo massimo divertimento era commentare in forma anonima,contestando qualsiasi cosa:dalla punteggiatura alla grammatura delle ricette,passando attraverso la derisione di qualsiasi ricetta.
Finchè non le bastò più.E iniziò a progettare uno sterminio di massa delle foodblogger,perchè quelle erano inarrestabili.
Spiava di continuo risposte,commenti  e cercava indizi di luoghi,di strade,di particolari allergie.E annotava tutto con diligenza.
Quel giorno però aveva una missione da compiere.
Aveva letto di un ciambellone che tutti definivano buonissimo.Aaargh,solo il suo meritava cotanta fama.
Link dopo link arrivò alla ricetta di tal ciambellone della bloggerista cialtrona,una tale Ornella la snella.
Lesse e appuntò con cura gli ingredienti.
"Non sarà mai come il mio.C'è troppa poca fecola!E stavolta lo dimostrerò".
E cominciò ad armeggiare con uova e farina,mentre faceva l'ennesimo caffè e il gatto di casa si attaccava direttamente alla boccetta del Valium.
Fecola.E giù cinquanta grammi.
Fecola.E giù 100 grammi.
Ma sai che c'è?Altri cento e non se ne parla più.
E poco le importava che l'impasto assomigliasse a quella roba che lo zio Cettino utilizzava per riempire i buchi nel muro.Stucco,le sembrava dicesse tra un'imprecazione e l'altra.
Mise l'impasto nel forno.Trentacinque minuti più due secondi.
La perfezione,secondo Deborah con l'acca.
"E stavolta mi filmo pure e lo metto in rete.Altro che il ciambellone di Ornella la snella".
Driin.
Il timer a forma di bue tibetano.
Guanti da forno.
Deve raffreddarsi.
Ventotto minuti.
Altro giro di timer.
Macchinetta fotografica in modalità ripresa
Driin.
Piatto da portata quello buono,quello che fa tanto Old England.
Coltello.
Fetta.
Mega sorriso e bocca spalancata.
La scientifica la trovò cosi.
Con quella bocca spalancata e quel boccone di torta nella gola.
La squadra di "C.S.I Roccavattelappesca" dopo attente e accurate indagini stabili che la causa della morte fu quel pezzo maledetto di ciambellone,troppo gnucco da poter essere mandato giù senza adeguati liquidi.
Dalle analisi chimiche e batteriologiche si evinse che tale ciambellone conteneva troppa fecola.
Di troppa fecola si muore.
E anche di troppa ignoranza.


Perdonerete oggi la digressione in un genere a me caro nella lettura,il noir.Certo,il mio è un noir strampalato ma siamo in un clima pre- Halloween,quindi fatemelo passare.
Un racconto dedicato a tutte quelle persone che guardano con sospetto noi foodblogger.A quelle persone che si sentono in dovere di spaccarci il capello,pardon la ricetta,di contestarci tutto,a volte in maniera anche anonima.
C'è posto per tutti in questo mondo,Non siamo chef,non siamo pasticcere ma portiamo nel mondo del food due cose essenziali:la nostra esperienza di donne,mamme e mogli che hanno a che fare con i palati più esigenti (quelli delle nostre famiglie) e soprattutto portiamo una gran quantità di sorrisi.
E questi non fanno mai male!
Un grazie particolare alla mia cara amica Ornella la snella,pardon Ornella di Ammodomio,che mi ha gentilmente prestato la ricetta del suo buonissimo ciambellone nonchè fornito l'idea sul come accoppare Deborah con l'acca.
ndr:Ogni riferimento a persone esistenti e fatti realmente accaduti è puramente casuale.Il racconto ovviamente è un parto del mio unico neurone funzionante ^_^
Questa è la sua ricetta :


Ciambellone

250 gr farina
250 gr panna
250 gr zucchero (io ne ho utilizzati 200)
50 gr amido di frumento
4 uova
1 bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di sambuca (o altro liquore,Ornella usa il rum)
scorza grattugiata di limone


Sbattere le quattro uova con lo zucchero.Aggiungere la panna e il sale,continuando a mescolare brevemente.Unire il liquore e la scorza del limone.Setacciare le farine con il lievito ed aggiungerle al composto in tre riprese,sempre mescolando con attenzione per evitare la formazione di grumi.
Versare in uno stampo imburrato ed infarinato (il mio era da 24 cm).Cuocere a 180 gradi per una quarantina di minuti.
Far raffreddare e spolverare di zucchero a velo.




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12 ottobre 2013

Fettuccine al pesto rosso e per un paio di orecchini

La mano di Fatima è un ornamento bellissimo appartenente alla religione musulmana.Indica le zone adibite alla presenza femminile.Per chi ci crede è un potente talismano.
Per me è un bellissimo simbolo che in questi giorni (li porto,li ostento anzi) mi sta facendo conoscere storie e persone di ragazze arabe .Perchè è capitato che mi sia trovata una timida mano sul braccio e una voce che mi sussurrava grazie.E ho conosciuto storie,nostalgie,in alcuni casi violenze.
Tutto per un paio di orecchini.
E il tutto accompagnato da una frase:
Non hai paura di noi.
E con qualcuno che mi sussurra alle spalle:
"Va beh,ora ti mischi pure con loro"
Capita anche che a scuola da noi ci sia un bimbo meraviglioso.Bello come il sole africano,con un sorriso contagioso e un portamento fiero.
Suo padre se ne sta in disparte.Lo aspetta vicino al portone e se ne vanno mano nella mano.
Capita di sentir sussurrare:"E chi s'avvicina a quello,me mette paura solo a guardarlo".
Siamo nel 2013,caspita.Probabilmente però 2013 a.c.
Avanti Cristo.Perchè tutti gli ideali di fratellanza,uguaglianza,di amore nei confronti del prossimo sono stati disattesi.
Perchè essere dei buoni cristiani non è andar a Messa la domenica col vestito buono o recitare otto Ave Maria o cinque Padre Nostro.
E' razzismo?No,è mancanza di educazione,ma quella proprio basilare del tipo elementare Watson.
E io mi incazzo e finchè uno si incazza c'è speranza,credo.
Spostare il cervello sulla modalità On è un processo crudo e irreversibile.
Ma necessario.
Come l'educazione.
Necessaria,un dovere nei confronti del mondo.
Vi invito alla lettura del post che ha suscitato questa riflessione.Un post tosto come la proprietaria del blog.
Lei è Roberta e questa la sua riflessione :Niente ricetta solo una domanda
Buon fine settimana a tutte.


Fettuccine al pesto rosso (da un'idea modificata della "Cucina Moderna")

400 gr fettuccine all'uovo
4 pomodori piccoli
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
60 gr pomodori secchi
1\2 spicchio di aglio
1 mazzetto di prezzemolo
60 gr pinoli
parmigiano
olio sale e pepe

Tuffare i pomodori in acqua bollente per 10 secondi,poi privarli della pellicina esterna,tagliarli a spicchi,eliminare i semi e metterli in un colino con un pizzico di sale in maniera tale che perdano l'acqua (basteranno venti minuti).
Raccogliete nel bicchiere del frullatore i pomodori pelati,i secchi,il concentrato di pomodoro,i pinoli,qualche foglia di prezzemolo e basilico,l' olio (tanto quanto basta ad ottenere un composto fluido frullando il tutto).regolare di sale e pepe.
Prender una padellina,versarvi un filo di olio e rosolare l'aglio.Unire il composto frullato,mezzo bicchiere di acqua e cuocere per una decina di minuti (se il sughetto dovesse asciugarsi troppo unire altra acqua.)
Cuocere le fettuccine,saltarle in padella e servire subito.







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10 ottobre 2013

La Schiacciata contaminata e gli ormoni di Bancha-san

Il confine tra la meditazione e un sano e irrefrenabile attacco di sonno è assai sottile.
Buddha se ne accorse quel giorno.Da ore era seduto in quella posizione.Scomoda,perchè anche se ti chiami Buddha e hai le orecchie oblunghe, stare per ore a sussurrare "om" nella posizione del loto non è semplice.Il sonno stava per arrivare.E lui non sapeva come sconfiggerlo.
Occorreva un'azione drastica e fruttuosa.Fulminea e chirurgica.
Si strappò le ciglia.
Il sonno se ne andò ed arrivò anche un fulmineo grido di dolore.
Le ciglia caddero a terra e come per magia nacquero delle piantine.
Le piantine del thè.
Varie,rigogliose ma...c'è sempre un ma.Mica tutte le storie hanno il "vissero felici e contenti".
La spina nel fianco di questa storia era  Bancha-san,ovvero il signor Bancha.Già il suo nome gli stava sulle scatole.Bancha ovvero comune.Perchè tutti gli altri thè erano pregiati,ricercati e lui era un semplice tè comune?
E stava lì appeso con le sue foglione grandi a veder raccolti tutti i suoi fratelli e lui niente.Aspettava.A volte fischiettando,a volte divertendosi a fare le bolle di clorofilla ,altre volte imprecando a gran voce contro i suoi fratelli.La Camelia ,sua madre ,gli diceva di aver pazienza ma lui niente.
Passò la primavera con il suo tepore,l'estate con la sua allegria.L'autunno iniziava timidamente ad affacciarsi
Un giorno  arrivò una nave dall'Italia. Bella era bella quella nave,pensava  Bancha-san mentre giocava a far le boccacce ad un bruco.
"Ma chi è quella bambola?" si chiese ad un certo punto.
Dalla passerella della nave stava scendendo un magnifico grappolo di uva Nera,bella,lucente,succosa.Sculettava a più non posso,roteando con sapienza gli acini.
 Bancha-san fischiò perchè gli ormoni,caspita, gli funzionavano a puntino.
L'Uva si fermò e lo guardò.
"Caspita che gran pezzo di thè che sei"
E gli tese la mano.
 Bancha-san guardò la Camelia madre e lei gli disse sorridendo:
"E' il tuo momento Bancha.Vai"
A braccetto e sculettando entrambi, Bancha e Uva andarono incontro al proprio destino.

La schiacciata all'uva ce l'ho nel cuore.E' un pezzo di me,una merenda buona che circolava a casa mia quando c'era l'uva "bona".Quell'uva cosi succosa,tonda e avvenente come si trova in questo periodo.
Il thè bancha lo adoro.Di raro utilizzo se non nell'alimentazione macrobiotica è un thè timido,tardivo,poco famoso.Ma basta provarlo per non abbandonarlo più.Povero di teina,quindi adatto anche ai bimbi,antiossidante,ottimo per la vista,le ossa.Gradevole di sapore,delicato.
Ho contaminato e unito le latitudini.Due prodotti tipici dell'autunno,diversi nell'origine e nel consumo....ma a volte i matrimoni riusciti sono proprio quelli sui quali non scommetteresti uno yen (tanto per rimanere in ambito nipponico).
la ricetta della schiacciata è quella di casa mia.Semplice,rustica,senza pretese.Comune,come il thè bancha!
Vaty questa è per te,per il tuo Contest...con tutto il mio affetto !



Schiacciata all'uva contaminata

per la schiacciata:

500 gr farina
1 bustina lievito di birra
3 cucchiai di zucchero
1\2 cucchiaio di sale
2 cucchiai di olio 
250|300 ml infuso di thè bancha (al posto dell acqua tradizionale)

per la superficie:

1 bel grappolo di uva nera
4 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di olio
1 cucchiaino di semi di anice


Per prima cosa prepariamo l'infuso di thè bancha. Poniamo a bollire 300 ml di acqua.Togliamo dal fuoco e mettiamo due bustine di bancha in infusione.Lasciamole stare per circa cinque minute,togliamo i filtri e facciamo intiepidire.
Su un piano di lavoro infarinato ponete la farina a fontana e tutti gli ingredienti previsti per la schiacciata. Iniziamo a lavorare il composto,unendo mano mano tutto il thè fino ad ottenere un composto omogeneo .
Facciamo lievitare per due ore.
Laviamo gli acini dell'uva,tagliamoli a metà e togliamo i semini.
Stendiamo la pasta a rettangolo e sistemiamola in una teglia ben oliata (o con carta forno).Iniziamo a sistemare sulla superficie gli acini,facendoli affondare leggermente nell'impasto.
Uniamo l'olio extravergine,lo zucchero e i semini di anice.
Cuociamo in forno caldo a 120 gradi per una mezz'ora.

ndr:
Per i non avvezzi alla mia cialtroneria dilagante,ai non "contaminati", ai "non fusion"  lascio il link della ricetta che tra quelle trovate in rete e sperimentate mi piace di più.Si,lo so,sono la loro stalker ufficiale ma ormai mi tollerano e mi sopportano!Ovviamente mi riferisco a Ornella e Paola Lazzari di Ammodomio !La stima che ho per loro non conosce limiti ormai!
La Schiacciata all'uva ammodomio



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9 ottobre 2013

Tartufini al cioccolato e caffè

Dicono che l'essenziale sia il viaggio più che il traguardo.
Dicono anche che l'arrivo non ripaga delle emozioni accumulate lungo il cammino.
Forse sono ad un passo dal sogno o forse no.
Ma una cosa è certa:le emozioni che ho provato in questi due giorni non hanno tempo e nemmeno età.Me le porterò sempre con me,chiuse nell'angolo più remoto della mia anima.E le tirerò fuori accarezzandole e lucidandole a puntino.
Grazie.Grazie a chi mi ha spinto a ricominciare.A chi ha lottato contro le mie convinzioni,le mie catene mentali.Sono ad un passo dalla realizzazione di quello che mi sta più a cuore.Le difficoltà sono tante e forse il traguardo troppo in là...ma io sono felice lo stesso.
Sono emozionata,serena e questo non ha prezzo ^_^

Tartufini al cioccolato e caffè

100 gr cioccolato fondente
100 gr cioccolato al latte
100 ml latte (o panna fresca)
2 cucchiai di caffè
biscotti secchi tritati quanto basta
20 gr burro

Sciogliete a bagnomaria le due tavolette di cioccolato spezzettate insieme al latte,al burro e al caffè.
Togliete dal fuoco una volta ottenuta un composto liscio ed omogeneo.fate raffreddare.
tritate con il minipimer dei biscotti secchi.Uniteli al composto tanti quanti ne servono per renderlo malleabile e pronto per essere lavorato.Prendete dei pezzettini di questo composto,formate della palline passatele nel cocco o nel cacao amaro.Fate riposare per una mezz'ora in frigo e servite.

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8 ottobre 2013

Torta profumata agli agrumi e un aiuto per chi soffre di emicrania

L'emicrania è come il sacco dei regali di Babbo Natale.Ma i regali che trovi dentro sono tutti avariati ,rotti. Perchè dentro quella gran "zozzona" di emicrania trovi di tutto.Il malessere del fisico e il malessere dell'anima.Trovi la simpatica aura,sua cugina la nausea e il parente stretto,Mr.Vomito. Trovi le tempie o metà della testa che ti risuonano come due bonghi impazziti.Trovi il dolore,trovi la depressione.Ma visto che è "zozzona" inside,trovi anche l'allegria perchè a volte ti viene nei momenti più belli e felici della tua vita.Chi ti sta vicino e ti vuol bene lo sa,ti capisce e ti supporta.Difficile è far capire agli altri che se dici "Ho l'aura" non te sei fumata otto chili di erba simpatica,ma semplicemente che da lì ad un quarto d'ora avrai difficoltà anche a parlare.A volte ti senti come Don Chisciotte. Combatti contro i Mulini a vento,aiutata dal fido Sancho Panza,alias mr.Zomig (ndr=uno dei farmaci utilizzati per combattere le crisi).
E tutto questo mentre gli altri ti guardano esterrefatti e pronunciano la frase fatidica,la più adorata da chi soffre di emicrania:
"Tutto 'sto casino per un mal di testa?"

Parlare dell'emicrania non è facile.Noi che ne soffriamo sappiamo quanto sia invalidante,dolorosa,subdola.
Prenditi una pasticca ci dicono di solito.
Ma le nostre pasticche non sono dei comuni antidolorifici.Sono farmaci pesanti,con enormi effetti collaterali.
Io quando ne assumo uno ho difficoltà a parlare per il resto della giornata.
Questo blog sostiene attivamente l'Associazione cefalea Ticino, un'associazione senza scopo di lucro atta a promuovere la discussione e il sostegno reciproco tra soggetti affetti da cefalea o emicrania.
Informazione,prevenzione,dialogo e sostegno con l'utilissimo apporto di personale medico specialistico.
Ci trovate anche su facebook,nel gruppo dove sono co-amministratrice.Un gruppo dove sorridiamo,ci confortiamo,ci diamo una mano l'un con l'altro.Ma soprattutto,mi preme dirlo,un gruppo dove troverete l'incontro tra l'esperienza di noi pazienti e la competenza scientifica dei medici che collaborano con noi.
Questo il nostro banner con tutti i riferimenti del caso:


Vi aspettiamo!

La ricetta di oggi è una di quelle semplici semplici come piacciono a me.Una tortina profumata agli agrumi,senza uova nè burro.E' una ricetta base che potrete arricchire e modificare a vostro piacimento.Potete arricchirla con frutta secca,con mele,tagliarla a metà e spalmarla di marmellata o cioccolata!
La dose del lievito è una bustina .Vi consiglio di metterla tutta.Io la prima volta ne ho messo solo metà e la torta era poco ariosa e piuttosto compatta.
Potete scegliere il liquido:acqua o latte (vaccino,soia,mandorle,riso).Con l'acqua viene molto soffice,con il latte più gustosa!.

Torta profumata agli agrumi

300 gr farina
180 gr zucchero
250 ml latte (o acqua frizzante)
scorza e succo di un limone
scorza e succo di un mandarino
70 ml olio vegetale
2 cucchiai di rum o Grand Marnier (facoltativi)
1 bustina di lievito per dolci

In un contenitore versate lo zucchero previsto con l'olio.Sbattete con le fruste fino ad amalgamarli.
Unite la scorza ed il succo dei due agrumi,l'olio e il liquore (se volete utilizzarlo).Setacciate la farina con il lievito e unitela al composto alternandola con il latte (o l'acqua).
Ungete ed infarinate una tortiera (la mia era da 22 cm) e versatevi l'impasto.
Cuocete a 180 gradi per una mezz'ora.
Fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.


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7 ottobre 2013

Rollini alla nutella e la rivolta della " 'ntamata"

Bionda con occhi grigio topo.
Mediamente alta verso il basso.
Mediamente sorridente.
Mediamente malinconica.
A guardarla bene l'espressione ricordava quella di una gallina,tipo Rosita,quella del Mulino Bianco.Gli occhietti roteavano ingenui ,la testa si chinava a dir di si.Al marito,al padre,alla madre,al cane,al gastroenterologo e al direttore della banca dove lavorava.
Non prestava molta cura all'abbigliamento. Grigetto con una naturale inclinazione verso lo scozzese sbiadito.
Letizia,il suo nome.beffa del destino.
Io la guardavo sconcertata ogni volta.Non riuscivo a capire come riuscisse a non prendere mai una decisione,un colpo di testa.Che so,un tuffo in mare il 12 di marzo.Cosi tanto per dimostrare a se stessi che la follia è un abito colorato.
Conduceva la sua vita a piccoli passetti adoranti.I figli,un maschio e una femmina che avrebbero fatto incazzare di brutto anche la Montessori.Avidi,prevaricatori.Ma lei faceva finta di nulla.E sopportava con quella schiena sempre più china,sempre più curva.Le malelingue dicevano che la gobba si accentuava al crescere delle corna che il marito puntualmente le metteva.Con la vicina,con l'insegnante di pianoforte,con la fioraia e voci di corridoi azzardavano pure con la suocera.
Ma di questo non ho prova e non vi racconterò.
Lei sapeva?
Noi pensavamo tutte di no.
Almeno fino alla sua sparizione.
Scomparsa,cosi,di punto in bianco,dalla sera alla mattina.Volatilizzata come se non fosse mai esistita.Ad allarmarsi fu proprio il gastroenterologo.Ora, a dirla tutta,noi avevamo sempre pensato che Letizia avesse preso tale medico come il suo confessore.Ci andava ogni mese,sempre un giorno dispari e sempre con largo anticipo.  "Non si sa mai" diceva lei. "E' fusa "pensavamo noi.
Però c'era chi aveva il personal trainer,il personal coach,lei aveva il personal gastroenterologo.Che poi era proprio "personal",visto che venimmo a sapere che durante le visite tutto le controllava tranne le condizioni della cistifellea.
Rimanemmo sconvolti.
La cara e grigia Letizia con i suoi abiti scozzesi sbiaditi in realtà era una panterona gaudente.
Non è stata più trovata.
Ora,mi piacerebbe raccontarvi che il marito e i figli si consumarono come candele al pensiero di questa mamma e moglie scomparsa.
Il simil-lutto durò tre mesi appena.I ragazzi andarono via di casa e il marito si diede alla caccia di vedove facoltose.
L'unico pensiero che mi consola è che pare l'abbiano vista a bordo di una Harley,vestita di pelle nera e borchie,avvinghiata alle spalle di un baldo giovane muscoloso.
Ciao 'ntamata!

'Ntamata è un termine palermitano che sta ad indicare una persona perennemente rintronata,addormentata,passiva.A me piace pensare che molte volte,dietro un aspetto compassato ,ingenuo e rinco.... si nasconda una furia!


Dolcino del lunedi.Il mini rollino.Uno dei dolci che preferisco e che sono veramente semplici da preparare.Potete farcirlo come volete.Io sono rimasta sul classico con la Nutella,ma potete metterci la marmellata,la crema di latte e via discorrendo.
Quando togliete il rotolo dalla carta forno e fate per arrotolarlo,stringetelo stretto stretto mi raccomando!
(fonte Super-Superette)


Rollini alla Nutella (dose base per sei rollini)

75 gr farina
75 gr zucchero
2 uova 
1 pizzico di sale.
3 cucchiai di latte

per farcire:

Nutella

per glassare:

100 gr cioccolato fondente (vi consiglio quello con una percentuale al settanta per cento in maniera tale da contrastare l'estrema dolcezza della Nutella)

Separate albumi e tuorli.
Montate gli albumi con il sale a neve fermissima.
Montate i tuorli per cinque minuti con lo zucchero fino ad ottenere una massa spumosa.
Unite la farina e il latte e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.
Unite gli albumi unendoli a cucchiaiate al composto.
Prendete una teglia ,stendeteci un foglio di carta forno.Rovesciate l'impasto su questo foglio,avendo cura di livellarlo per bene e dandogli la forma di un rettangolo (lo spessore non deve essere eccessivo).
Cuocete per dieci-quindici minuti in forno a 180 gradi.
A cottura ultimata rovesciate la pasta su un canovaccio,staccate la carta forno e arrotolate la pasta su se stessa.Lasciate raffreddare.A questo punto,srotolatela,farcitela con la crema al cioccolato e richiudetela stretta stretta.tagliate tanti piccoli cilindri. Sciogliete il cioccolato previsto a bagnomaria oppure nel microonde.Armatevi di pennello e glassate,una volta sciolto,i mini rollini,spennellandoli su tutti i lati.Fate asciugare la glassa.




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4 ottobre 2013

La Ciambella di Anna dai capelli Rossi e il ph acido

Candy Candy era orfana.Lo era anche Lulù dei fiori. Remy manco a dirlo era "Senza famiglia" come da titolo. Peline aveva perso il papà e  Georgie era stata adottata.
Questo era più o meno lo strampalato panorama dei cartoons targati anni Ottanta.
Era raro trovare una famiglia del Mulino Bianco ante litteram.
Ma ,nella mia carriera di enfant terrible,ovvero di maschiaccio impenitente,c'è stata una ragazzina che ho odiato cordialmente.Una ragazzina che mi provocava la dermatite seborroica,il ph acido e la temporanea sconnessione dai modi garbati della mia educazione.
Questa era Anna dai capelli Rossi.
Ve la ricordate?
Io la trovavo più "piagnona" delle altre,insopportabile quanto le sue maniche a sbuffo.E soprattutto non capivo perchè la facesse cosi lunga solo per il fatto di essere orfana.
Non fraintendetemi.Non ero cattiva,o almeno non lo ero tanto ^_^
Semplicemente,visto che orfana lo ero anche io e riuscivo a sopravvivere nonostante tutto,non capivo la sua propensione al melodramma.
Ecco,la ragazzina in questione non mi sollecitava l'empatia,senza dubbio.
E allora perchè ci proponi la sua torta?
Perchè ho sempre adorato il cibo dei cartoni animati.
Il pane e il formaggio di Heidi mi facevano venir fame a tutte le ore.Cosi come le torte o i piatti strani dei cartoni giapponesi.
Nel mio girovagare sul web ho trovato questa ricetta.
Lucy Maud Montgomery pare fosse solita realizzarla spesso,tanto da includerla in un suo libro di ricette.E pare che questa torta sia apparsa anche in un episodio della piagnona.
Dico pare,e penso mi perdonerete se non vado a spulciarmi episodio per episodio.
Il mio ph ne risentirebbe troppo!
Buon fine settimana a tutte voi!
Io lo trascorrerò insieme a Murakami .E' arrivato il momento di approfondire la nostra conoscenza ^_^


La Ciambella di Anna dai capelli Rossi (da Canadian Living)

300 gr farina
200 gr zucchero
250 ml latticello (o125 ml di yogurt magro e 125 ml latte mescolati e lasciati riposare)
2 uova
100 gr uvetta
80 gr nocciole
1\2 bustina di lievito per dolci
2 arance
1 pizzico di sale
125 gr burro morbido

Per quanto riguarda le nocciole avete due opzioni:o le lasciate intere come ho fatto io oppure le tritate aggiungendo un cucchiaino di zucchero.
Con le fruste elettriche mescolate il burro e lo zucchero fino ad ottenere una crema omogenea.Aggiungete le uova (una alla volta).Unite il pizzico di sale e il latticello (o il mix di latte e yogurt).
Mescolate delicatamente.Unite la scorza grattugiata di una delle due arance e il succo di entrambe.
Unite le nocciole e per ultima la farina con il lievito (se il composto dovesse risultare troppo corposo unite un pò di latte).
Imburrate ed infarinate uno stampo,metteteci il composto e cuocete in forno caldo a 180 gradi per 35 minuti circa.



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3 ottobre 2013

Gli Horaffen e i coniugi Schwarz



Herr Schwarz und Frau Schwarz erano le persone più puzzolenti che popolavano i miei soggiorni svizzeri.Abitavano sullo stesso pianerottolo di mia sorella.Quarto piano senza ascensore.Io tofahren).
Parcheggiavo la bici in quei famosi rifugi antiatomici  presenti in tutti i condomini elvetici e iniziavo a pregare...Prima rampa,profumo di erba appena tagliata (mania svizzera numero uno),secondo piano profumo di detersivo in polvere (mania svizzera numero due),terzo piano i biscotti alla cannella di Frau Angelika (mania  svizzera numero tre) e poi entravo nell'inferno dantesco...Ecco il quarto piano.O almeno pensavo , andavo a naso,vista la nebbia provocata dai maledetti sigari che fumavano questi ridenti vecchini svizzeri.
Perchè il problema è che a casa Schwarz valeva la regola:tanti sigari,tanta birra e rutto libero.Ecco,non scandalizzatevi e non ridete.Pensate a noi ,a mia sorella che come una pazza apriva la porta di casa ottanta volte al giorno,gridando "Luft,luft" (aria aria) e spruzzava il deodorante alla cieca,fino al giorno in cui lei spruzzò nella nebbia del pianerottolo...direttamente sulla faccia di Frau Schwarz ::la vecchina in questione tossì,spalancò la bocca che odorava come uno stivalone di birra dell'Oktoberfest e disse sputacchiando:"Frau Scherrer,mein Horaffen".Aveva in mano un vassoio con queste "biscobrioche" tipiche del Baden,regione tedesca dove lei era nata.Si era trasferita in Svizzera per amore.Mi guardava e ripeteva "Tu manciare Monika,buone sai?".La vecchina era convinta che in sua presenza non aprissi bocca perchè non parlavo tedesco.Vaglielo a spiegare che non parlavo semplicemente perchè tentavo di battere il record mondiale di apnea.......
Mia sorella li prese e ringraziò,con un viso che cominciava ad avere una tinta verde-Shrek.Frau Scwarz girò le spalle ,sparendo nella nebbia,lasciando una scia di birra e sigari di quart'ordine.Nessuno di noi toccò gli Horaffen,credetemi....usciva della nebbia puzzolente anche da loro.
Intendiamoci:erano due presenze "fichissime",anziani non so quanti ma vispi e arzilli come due pischelletti di primo pelo!Mio cognato,guardia svizzera del papa,li guardava orgoglioso affermando che il miracolo era dovuto alla Wunderbar (meravigliosa) birra elvetica!!!rnavo dai miei giri in bicicletta (meraviglioso Velo
Gli Horaffen ho potuto apprezzarli da poco.Ho trovato la ricetta in un libro "Ricette dal Mondo" e vedendoli ho cominciato a ridere ,ricordando con uno strano mix di nostalgia e naso arricciato i coniugi Schwarz.Con questa ricetta legata alle mie vacanze 

Horaffen


Ingredienti:


Per la pasta:

500 gr farina
150 gr zucchero
150 gr burro
1 bustina di lievito di birra
200 ml latte
2 uova
buccia grattugiata di un limone
1 pizzico di sale

Per la glassa:

180 gr zucchero a velo
5 cucchiai di rum
latte per spennellare

Impastare a mano o con la macchina del pane tutti gli ingredienti.A mano procedete in questa maniera:

sulla spianatoia fate una fontana con la farina,aggiungete tutti gli ingredienti e formate un impasto lavorandolo per almeno una decina di minuti.Fate lievitare per un'ora e mezzo sia a mano,sia che usiate la macchina del pane.
Prendete l'impasto,,infarinate il piano di lavoro e le mani e ricavate dalla pasta tanti rotolini grossi circa un dito e lunghi dieci cm all'incirca.Curvateli a forma di cornetto e uniteli a due a due formando una specie di X.Spennellateli con il latte.Cuocete in forno a 180 gradi per una ventina di minuti.A cottura ultimata,spalmateli ancora caldi con la glassa fatta dallo zucchero a velo con il rum.
Fate asciugare e date un'ulteriore spolverata con lo zucchero a velo.




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2 ottobre 2013

Fettuccine alle zucchine,pancetta e pesto di pistacchi e un parere

"...A volte si abusa di virgole,punti di sospensione,punti e virgole.E la vita si consuma e si snoda attraverso loro,come se fossero minuscoli uncini che grattano la superficie del tuo cuore.
Sai cos'è necessario?
Un punto.Bello tondo e definitivo.Di quelli che ti consentono di esprimere una caro luogo comune:punto e a capo.
E io voglio arrivare proprio lì,al nuovo paragrafo.O, spero, al nuovo capitolo.
Ti ho amato.Tanto.Ma non perchè ne avessi bisogno.Vivevo bene ,prima di te.
Ti ho amato semplicemente perchè ti ho riconosciuto.Nella pelle,nelle dita,negli occhi,nel profumo,si ,proprio in quel profumo che addosso ad altre ho sempre trovato irritante e su di te era semplice,disarmante,sensuale.Ho amato l'allegria ma anche gli scoppi d'ira.I tuoi dubbi,i tuoi slanci,le tue assenze.Non avevo bisogno di te come non ce l'ho ora.Ecco perchè è stato e sarà sempre amore,il mio.
Amare per il semplice gusto di amare,senza le necessità,senza aria che manca.Amare solo perchè è l'unica cosa che la tua anima ti dice di fare.
Perchè stranamente,a dispetto di tutto e di tutti,sai che è giusto cosi.In un contesto dove nulla è giusto.
Il mio amore era un palloncino che gonfiavo a fiato ogni volta.Ed ogni volta diventava più grande.
Ho smesso di gonfiare ad un certo punto...per evitare che scoppiasse.Il botto sarebbe stato troppo forte.
E ho continuato ad amare.Ti ho amato sbirciando attraverso la tendina di una finestra.Come un abile giocoliere ho inghiottito sguardi,parole e pensieri,Li ho chiusi in una bolla sospesa.E ho fatto finta di nulla.
Ma niente è cambiato.Tutto intatto,perchè,anche se non ci sarà mai tempo per noi,niente cambierà mai.
Lo so,ne sono convinto.
Perchè ne parlo?
Perchè molto spesso mi sono trovato a scherzare con chi mi è più vicino e a dire "Se mi dovesse succedere qualcosa,va da lei e raccontale cosa è veramente stata per me"
Ma perchè aspettare l'irreparabile?
I pensieri e le sensazioni che chiudi dentro te implodono inesorabili.
E tu perdi pezzi della tua salute.Perchè quando provi troppo amore o troppo dolore devi urlare.E io ho deciso di urlare.
Per mettere un punto.
Per salvarmi.
Gioco con i punti in questo periodo.Li metto.E più ne metto e più sto meglio.E forse a te mancava questo piccolo tassello.Ora chiudilo in un cassetto,in una scatola.Tiralo fuori quando e se ne avrai bisogno,giocaci se vuoi e richiudilo.
Io sarò lì sempre.Sarò accanto a te  ,non te ne accorgerai.Sarò lieve e trasparente come l'aria che respiri.Sarò la coperta che ti scalda,il sorriso e la mano che troverai sempre tesa...per evitare che la vita ti faccia troppo male.
Anche il mio cuore sarà leggero da oggi in poi.
Perchè ho messo un punto.Ho stabilito verità e confini.
Lo dovevo a me stesso.
Lo dovevo a te."

Allora mie care.Siate spietate,giudici inflessibili di questo scritto.Sapete la mia passione per la scrittura.Sto raccogliendo i miei mini racconti per inviarli ad un concorso.Voi che mi seguite conoscete il mio modo di scrivere.Scanzonato,leggero.
Stavolta ho ascoltato una storia.Una storia struggente di qualcosa che mai potrà essere.Ho ascoltato e amato quelle sensazioni.Mi hanno ispirato questo ...racconto...lettera?Ora il dilemma è:
lo inserisco nella raccolta oppure no?Perchè è atipico,è diverso da quello che scrivo abitualmente.Perchè deve trovare il suo spazio tra Carlotta Pallotta,tra Dorotea la pantera di Maratea e la signorina Fornabaio,vi ricordate?
Stonerà in mezzo a quello stuolo di pazze di cui vi ho parlato nei mesi passati?
Siate DURE!

Oggi...che rullino i tamburi...niente dolci.
Un primo piatto.
Buono.
E per dirlo io che non amo la pasta!
C   Con questa ricetta partecipo al contest di In Cucina con Gioia in collaborazione con Aroma Sicilia


Fettuccine alle zucchine,pancetta e pesto di pistacchi

400 gr fettuccine
2 zucchine
1 cipolla
100 gr pancetta 
prezzemolo

 per il pesto di pistacchi:

70 gr pistacchi
1 spicchio di aglio (facoltativo)
olio extravergine di oliva
1 cucchiaino di parmigiano

In una padella mettete a soffriggere la cipolla tritata.Unite le zucchine tagliate a dadini e portate a cottura lentamente.Aggiungete acqua se il composto tende ad asciugarsi troppo.
In una padella antiaderente tostate la pancetta (io ho aggiunto un pò di acqua per evitare che scurisse troppo).Unite zucchine e pancetta nella tessa padella e fatele saltare ed insaporire insieme per qualche minuto.
Mentre cuoce la pasta preparate il pesto di pistacchi.
Mettete in un contenitore tutti gli ingredienti previsti e frullate con il minipimer.Aggiungete tanto olio quanto ne serve per avere un composto abbastanza fluido.
Scolate la pasta tenendo da parte un pò di acqua di cottura.Fatela saltare nella padella con il condimento,aggiungendo l'acqua di cui sopra.
Servite,cospargendo le fettuccine con il pesto di pistacchi.










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