24 settembre 2013

Pippilotta Viktorradria Rullgardina e la torta ciocco-nocciole senza uova

Pippilotta Viktorradria Rullgardina Krysmynta Efraimsdotter Langstrump.
Tranquille,non coltivo erba strana sul balcone tra la menta e il basilico.
Pippinella Pesanella Tapparella Succiamenta.
Questa la traduzione in italiano della litania di cui sopra.
Prima di chiamare il centro di igiene mentale vi spiego.
Sapete di chi sto parlando?
Eccola:


Ieri sera leggevo un libro di Concita de Gregorio "Una madre lo sa".
In un capitolo si parla proprio della Pippi lentigginosa.
Ora i Francesi sono cresciuti con Asterix e Obelix.
I Danesi con quella perla di ottimismo che era Andersen e quindi con la Piccola Fiammiferaia
Noi italiani con quel gran cazzarone (per i non romani quel gran bugiardone) di Pinocchio.
E gli svedesi?
Gli svedesi come mito hanno proprio la lentigginosa Pippi. L'indipendenza femminile allo stato puro.
E ci stupiamo forse che in quel paese le donne sono il cinquanta per cento in Parlamento,quando fanno un figlio stanno a casa per diciotto mesi,le trovi fuori di sera anche quando è buio pesto,guidano aziende e se un cliente viene trovato con una prostituta è lui che va in galera e non la ragazza?
Merito ovviamente delle buone leggi,quelle fatte a puntino.
Ma merito anche di Pippi mie care.
Perchè Pippi è il vivere( e anche bene da) sole.Pippi è forte,autonoma,coraggiosa.E' bellissima nonostante il naso a patata e porta con orgoglio le sue lentiggini in un'epoca dove era meglio nasconderle sotto quintali di cipria
Pippi è felice.
Pippi fa quello che vuole.
Pippi ha un papà pirata e una mamma che la guarda dal cielo,ma si ritiene comunque una bimba fortunata.
Pippi amata dai bambini e temuta dai genitori.
Ho faticato a tenerla a bada anche io quando la mia piccola mi ha detto"ma se provassi a camminare sul tetto di casa come Pippi?".
Ho dovuto far appello a tutto il mio lato bambino per continuare a fargliela amare.
Pippi è amore per se stesse.E' incanto e curiosità.E' una trovacose...perchè il mondo è pieno di cose che aspettano solo di essere trovate.
Pippi è felice.
Perchè ha due cose che non la abbandoneranno mai :i suoi ricordi e i suoi progetti.
E vi sembra poco?

Oggi vi propongo una tortina buona e abbastanza leggera,adatta alla prima colazione.E' senza uova,è morbida ed umida come un cioccolatino e si fa in un attimo,il che non guasta mai.
Utilizzate come unità di misura il classico bicchiere di plastica.
Potete tranquillamente raddoppiare o triplicare le dosi.

(ricetta tratta  e da me modificata da lady Penicillium)

Torta al cioccolato e nocciole senza uova

1 bicchiere di farina
1\2 bicchiere di zucchero
1\2 bicchiere di cacao (amaro,o zuccherato o in mancanza di altro potete utilizzare anche il Ciobar e simili)
1\2 bustina di lievito
1 bicchiere e mezzo di acqua frizzante
3\4 di bicchiere di olio vegetale
1 pizzico di sale
120 gr nocciole tritate grossolanamente

Prendete una ciotola.Versatevi la farina setacciata con il lievito,lo zucchero,il cacao,la presa di sale.Unite l'acqua,l'olio e le nocciole,date una breve mescolata con una frusta per rendere omogeneo l'impasto e mettete in uno stampo (il mio era da 24 cm) e fate cuocere per una ventina di minuti a 180 gradi.
Fate raffreddare per bene (la torta rimane umida quindi è molto delicata) e spolverate di zucchero a velo.


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23 settembre 2013

I visionari e il millefoglie alla ricotta,panna e scaglie di cioccolato

La conoscete la storia della linea ferroviaria Vienna-Trieste?
Una linea ferroviaria progettata e costruita senza la presenza di un treno che la potesse percorrere.
Voluta fortemente come altrettanto fortemente si era sicuri che un giorno un treno in grado di percorrerla ci sarebbe stato sicuramente.
La dimostrazione che i visionari fanno la realtà,quella più bella.
I visionari sono quelli che fanno di un pensiero uno stile di vita.Sono quelli che credono semplicemente.Sono quelli che in una disavventura vedono una coincidenza da sfruttare,un'opportunità anzichè un errore.
Sono quelli che fanno la storia,gli avvenimenti.Quelli che realizzano sogni.Gli danno carne,sangue e ossa.Li strappano dal mondo del plausibile e li lanciano nel mondo del reale,del tangibile.
Sono quelli che controllano i propri pensieri perchè sanno che qualsiasi pensiero tocca e contamina la realtà.
E lo sapete chi è secondo me il più grande dei visionari?
San Francesco.
Questa una delle sue frasi che amo di più:
"Fai attenzione a come pensi e a come parli,potrebbe trasformarsi nella profezia della tua vita"
Era decisamente avanti non trovate?

Oggi un dolce abbastanza ricco ma velocissimo da preparare.Ci vuole più tempo a spiegarlo che a farlo.Unica raccomandazione:preparatelo al massimo una mezz'ora prima di servirlo.La pasta sfoglia perde rapidamente la sua croccantezza a contatto con le creme.

Millefoglie alla ricotta ,panna e cioccolato

3 rotoli di pasta sfoglia
500 gr ricotta di pecora
250 ml panna fresca da montare
6 cucchiai di zucchero
100 gr cioccolato fondente tritato grossolanamente

Prendete i rotoli di pasta sfoglia.Stendete il primo sul piano di lavoro.Ritagliate un rettangolo.Sulla misura di questo ritagliate anche gli altri due (non buttate i ritagli di pasta sfoglia ma riuniteli e spianateli con il mattarello e provate a fare questa ricetta QUI).
Accendete il forno a 200 gradi.Su una teglia foderata di carta forno mettete i rettangoli di sfoglia,bucherellateli con una forchetta e fateli cuocere per un quarto d'ora.
Trascorso questo tempo tirateli fuori e fateli raffreddare completamente
Nel frattempo montate la panna fresca con 3 cucchiai di zucchero.Mettetela in frigo.
Prendete la ricotta e lavoratela con lo zucchero rimanente.Unite alla crema di ricotta la panna a cucchiaiate e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.
Prendete una sac-a-poche,metteteci dentro la crema di ricotta e panna.Prendete il primo rettangolo di sfoglia,appoggiatelo su un piatto da portata e iniziate a farcirlo con metà della crema.Unite una parte del cioccolato fondente tritato e coprite con il secondo rettangolo di sfoglia.
Ricoprite anche questo con la restante crema e il cioccolato e unite l'ultimo rettangolo.Spolverate quest'ultimo di zucchero a velo e servite.



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20 settembre 2013

Il Demone dei perizomi e il ciambellone allo yogurt senza uova

Di una cosa era convinta la signorina Caterina Fornabaio quel pomeriggio.
Del resto era sempre stata una scolara attenta e  se la ricordava ancora bene la lezione della signora Artemide,la catechista.
"Il Paradiso è oltre le nuvole,in alto.L'Inferno si trova sotto di noi,invisibile,strisciante,proprio sotto i nostri piedi".
Ecco perchè era straconvinta che l'inferno avesse avuto una promozione.Era salito di grado.Era intorno a loro subdolo, serpeggiante.Chissà,magari era una promozione per merito,visto ormai il numero esorbitante di iscritti.
Se lo ripeteva tra sè e sè,durante il turno pomeridiano al grande magazzino,mentre era intenta a sistemare quei minuscoli pezzettini di stoffa che lei si ostinava a chiamare mutande.
"No,signorina Fornabaio,sono perizomi,non mutande e cosi li deve chiamare davanti alle clienti" le ripeteva ogni volta la sua responsabile.
Ma lei non voleva cedere alle parole del Diavolo.Perchè quei minuscoli fili erano solo strumenti diabolici.E recitava due aveMaria e tre Paternoster ogni  volta che ne toccava uno per sistemarlo sulle grucce.
Viola,blu,rossi,rosa.
Che scandalo,che malaffare pensava mentre guardava le mani peccatrici e golose delle clienti.
Una volta ne aveva pescata una mentre se lo infilava furtiva nella borsa.Avrà avuto una quindicina di anni.L'aveva presa per le orecchie e trasportata in uno dei camerini.E mentre la poverina supplicava di non essere denunciata lei cercava di sciorinare tutto il Rosario in due minuti e otto secondi,imponendole le mani sulla testa.Perchè in fondo si sentiva quasi un'esorcista la signorina Caterina Fornabaio.
"Esci,esci da questo corpo demone dei perizomi e della lussuria"
E la poverina non piangeva più.
Aveva gli occhi spiritati.
Per l'esorcismo che stava funzionando pensava la signorina Caterina.
Perchè questa è pazza,pensava la ragazza,cercando di escogitare un sistema per iniziare a parlare in aramaico e girare la testa a trecentossessantagradi "perchè cosi magari sta matta me lascia"
Si era salvata la sfortunata ladruncola fingendo conati di vomito come aveva visto fare ne "L'esorcista"
E con la promessa della messa ogni domenica mattina dai frati Cappuccini l'aveva lasciata andare.
Caterina Fornabaio detta anche la mano destra di Dio,pensava lei
Caterina Fornabaio detta anche Chiappa di gallina,dicevano di lei le colleghe ....per quel suo modo di atteggiare la bocca che ricordava appunto le terga dell'animale in questione.
Sempre sprezzante,sempre chiusa in quelle camicette giallognole e stantie,con l'occhiale calato sul naso.
Quel pomeriggio era arrivato il carico natalizio del Demone dei perizomi.Sottili fili interdentali rossi con frizzi,lazzi,piume e merletti.
Era troppo,non poteva sopportare quello scempio.
E decise di intervenire.
Simulò un malanno e chiese un permesso.
Scese nel magazzino.
Aprì gli scatoloni e cominciò a tagliare.
E in un attimo mille coriandoli rossi invasero il pavimento,l'aria,i suoi capelli e le sue mani.
Tagliava e recitava Ave maria.
Tagliava e cacciava demoni.
Finchè non ne rimase nemmeno uno.
Sorrise soddisfatta.
Uscì,stringendosi nel suo cappottino marrone-grigio topo e pensò al favoloso minestrone caldo che la stava aspettando a casa.


Ciambellone allo yogurt senza uova

3 vasetti di farina
2 vasetti di zucchero
1 vasetto di yogurt (possibilmente greco)
1 bustina di lievito
1 vasetto di olio vegetale
1 vasetto di acqua frizzante
1 presa di sale
vaniglia (o scorze di limone o uvetta o gocce di cioccolato o cannella)

Montare lo yogurt con lo zucchero,Unire l'olio,il sale,l'aroma prescelto e mescolare per bene.Unire la farina setacciata con il lievito alternandola al vasetto di acqua frizzante.Mettere l'impasto in una teglia imburrata e infarinata e cuocere a 180 gradi per una mezz'ora.
Fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.




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18 settembre 2013

Torta panna e caramelle mou e il mestiere

Che mestiere fai?
Scrivo.
Scrivo piccoli slogan,piccole presentazioni pubblicitarie.
Scrivo per chi non ha tempo e voglia.
Scrivo per gli altri mentre sottobanco scrivo per me e partecipo ai concorsi letterari.
mmmh,non è produttivo.Non è un mestiere.
Riproviamo.
Che mestiere fai?
La foodblogger.
Ma non è un mestiere.
Invece Lo è perchè la passione con la quale lo svolgiamo lo rende una professione.
Perchè dietro una foto,una ricetta,dietro ad un racconto ci sono millemila donne impegnate .Donne che corrono dietro ad una ricetta mentre accompagnano i bimbi a scuola corrono al lavoro e discutono con la suocera della condizione del femore al giorno d'oggi.
Donne che ci credono.
Donne che migliorano.
Donne in eterna competizione.Ma non con le altre,con se stesse.La più sana delle competizioni secondo me.
Non è un mestiere perchè non produci moneta,non porti niente a casa.
E invece no.
Porto la passione dentro casa mia.
E vi pare poco?
Ultimo tentativo.
Che mestiere fai?
Il pomeriggio "riparo" i bimbi.
Quelli svogliati,quelli che pensano che l'acca sia facoltativa,quelli che sono convinti che Treviso sia in Lombardia ma tanto "a me cosa importa dov'è?".
Riparo i bimbi che sette per otto quarantotto,i bimbi che "se io farei questo sarei molto contento".
Riparo ,curo e gioisco quando iniziano ad arrivare i primi voti decenti.
Ehhhhhhhhh ma non è un mestiere,che ci fai con le acca ,con i sette per otto giusti,mica ti danno da mangiare.
Non è che qualcuno ha un qualche mestiere da prestarmi?

Oggi inauguro una rubrica.Alla faccia delle copione impavide e nascoste,alla faccia di quelle che ti prendono foto e testi senza dirtelo.Da oggi copio anche io.Una volta a settimana sceglierò la ricetta che mi ha incuriosito di più e la copierò spudoratamente come un compito in classe di matematica!
La rubrica sarà:Oggi copio da.....
E oggi copio da Lei.La sua bella torta panna e caramelle mou mi ha incuriosito e ingolosito e l'ho voluta provare.
Una nuvola di gusto,ecco.Quel che ci vuole dopo aver mandato a raccogliere ravanelli acerbi tanta gente!
(nella ricetta originale ci sono 50 gr di farina di cocco,io li ho omessi e ho aumentato a 250 gr la farina prevista)


Torta panna e caramelle mou 

(dal blog Le cose belle della vita)

6 caramelle mou
200 ml panna da montare
3 uova
3 cucchiai di latte
1 bustina di lievito
1 presa di sale
250 gr farina
200 gr zucchero


In un pentolino fate sciogliere le caramelle mou con i 3 cucchiai di latte.Montate le uova con lo zucchero finchè il composto non sarà gonfio e spumoso.Aggiungete a filo la panna,le caramelle sciolte,la presa di sale.Setacciate farina e lievito ed incorporate delicatamente al composto.
Mettete l'impasto in una teglia unta e infarinata (la mia era da 24 cm) e cuocetela in forno caldo a 180 gradi per una mezz'ora.
Fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.




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16 settembre 2013

La Strutorta di mele e lettera alla bellezza

Camminiamo accanto io e te.
A volte cerco di afferrarti,ma tu scappi via.
Ma come fartene una colpa?
Magari qualche volta provi un lampo di amore nei miei confronti.
E magari una mattina mi sveglio e quella ruga non mi sembra più cosi profonda,quelle mani non mi sembrano più così macchiate. Di quelle macchie che assomigliano tanto alle tacche nel muro. Si,proprio quelle che i genitori fanno per farti vedere quanto sei cresciuto.
Quanto cresci se dormi,se mangi gli spinaci o se vai bene a scuola.
Strani tipi i genitori. In quella crescita ci infilano di tutto,pur di smuoverti,pur di darti un obiettivo o un premio
Ma quella è una corsa in avanti che non vuoi fermare .Vuoi crescere. Subito.
Io le mie macchie le vorrei cancellare .Magari non tutte.
Magari una decina.
Perchè corrono troppo e io non voglio.Perchè le tacche sul muro mi dicevano che non ero mai cresciuta abbastanza.
Ora lo sono troppo.
E non voglio.
Sei crudele,mia cara bellezza .E anche questa è una falsità .Non sei né mia né cara.
Tu non sei di nessuno.
Perchè nessuno ti conserva.
Ma tutti ti cercano,tutti ti amano.
E se è vero che in amor vince chi fugge,tu sarai sempre sul carro della vittoria
Sei una fuggitiva impavida e coraggiosa.Anche quando ti posi sul viso più bello e ti lasci ammirare..Per quanto tempo?
Tu e il tempo .Nemici eppure amanti degni della miglior cronaca nera.
Un tempo pensavo che il vostro scorrere avesse il ritmo della clessidra .Inesorabile,è vero .Ma lento .Di quella lentezza che ti consente di affacciarti dal finestrino e guardare fuori. Come quei vecchi treni di campagna,dove davanti ai tuoi occhi scorrono immagini di vita quotidiana .E tu immagini vite,luci,colori dietro una finestra accesa. Guardi una bicicletta lasciata a terra e immagini il bimbo che la possiede .Osservi una donna che cammina e provi ad indovinare se è felice o meno ,dal suo modo di camminare,di guardarsi intorno,di riavviarsi i capelli.
E invece tu e il tuo amante non siete niente di tutto questo.
Siete veloci.Implacabili.
Due assassini a volte.
Perchè non date più spazio ai sogni,alle possibilità.Perchè la clessidra la agitate fino a romperla.E noi poveri umani?A cercare di non ferirci con il vetro.A cercare di non ferirci troppo.
A volte ti cerco in una crema.La apro,la annuso e cerco la tua anima lì dentro.
Ma tu,un'anima lo sai cos'è?
E quei piccoli pois bianchi,uno sul mento,due sulle guance,uno sul naso mi sembrano un ponte,un tentativo di riconciliazione tra e te e me.
Perchè la mia è stata una separazione non voluta.
Perchè ti avrei voluta sempre con me..
Ma non sei nemmeno lì dentro.
E svuoto il barattolo,forsennata,golosa,avida.
Ma non ci sei.
Senza traccia.Senza orme.
E allora ho deciso di scendere.
Nel luogo più impervio e più ostile.
Ti cerco lì.
Ultimo avamposto prima del nulla.
Ti cerco dentro di me.
Sarai nel cuore,sarai nello stomaco o in un rene.Non lo so.
Ti cerco negli abissi della mia mente,negli abissi dei miei ricordi.
Perchè ho bisogno di te.
Come un naufrago dopo giorni di sete con solo un mare salato a disposizione.
Frugo,sposto cassetti di memoria,tolgo briciole di pensiero.
E trovo l'odore della mia mamma.
E il suo abbraccio.Quell'abbraccio che ti fa sentire unica e bellissima.
Apro un altro cassetto e trovo il mio primo rossetto.
Rosso fuoco e la mia prima sigaretta.E anche l'ultima.Una macchia rossa,le mie labbra e una tosse irrefrenabile.Una piccola donna che giocava a fare la grande.
Una tenerezza indicibile mi pervade.
.Due cassetti più in là c'è una donna vestita di bianco.
Li ti ho afferrato mia cara bellezza.
Ti ho tenuta stretta a me per tutto il giorno.

A destra c'è il cassetto più grande.E' quello più in ordine sai?Ci sono scarpine rosa,tutine con gli orsetti,due piccoli biberon.Il profumo è inebriante.Mi sa di casa,mi sa di mio.Me lo sento nelle viscere,nelle carni,nel sangue che scorre.
Osservo due piccole neonate.
Osservo e ricordo me stessa con loro.
Le loro risate,le mie.
Le preoccupazioni,le lacrime,le ginocchia sbucciate.
Annuso l'aria più forte.
C'è anche un altro odore.Leggero ma persistente.
Forse sa di violetta,o forse di talco.Ma lo riconosco.
E' il tuo.
Il sorriso allarga le mie labbra fino a farle diventare enormi,enormi come quelle del migliore dei clown.
Sono arrivata alla fine di un percorso impervio.
Ti ho trovata,mia cara bellezza.
Ti ho trovata perchè non ti ho mai persa.
Sei sempre stata accanto a me.
Fedele compagna.
A volte ben visibile,stampata sul mio viso di ventenne.
Molte altre ti sei infilata felice negli accadimenti della mia vita.
E se non hai reso bella me,hai reso belle le cose della mia vita.
Profumate d'amore.
E ora rendi struggenti ma degni di esserci i miei ricordi.
Ho capito una cosa fondamentale.
Tu ci sei sempre.
Basta saperti cercare.



Dedicato a chi rincorre inesorabilmente il tempo,a chi lo vuole fermare,a chi vive nel passato,a chi rincorre ideali scaduti come il latte dimenticato nel frigo.

Oggi strutorta.Un pò torta,un pò strudel.Due raccomandazioni.infarinate uvetta e pinoli,pena ritrovarli nel fondo come è successo a me!Non riempite troppo il guscio di pasta sfoglia altrimenti vi ritroverete una torta mattone ^_^


La Strutorta di mele

1 confezione di pasta sfoglia
3 mele
80 gr uvetta 
80 gr pinoli
2 cucchiaini di cannella
1 confezione yogurt bianco da 125 gr
3 vasetti di farina
2 vasetti di zucchero
scorza limone grattugiato
1 vasetto olio di mais
1 vasetto di acqua
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
2 uova

Prendete una teglia rettangolare,foderatela con la carta forno e stendete la pasta sfoglia sul fondo e ai lati.fate aderire per bene ai bordi(eventualmente ungete leggermente la carta forno).
Tagliate le mele a fettine sottili e spruzzatele con il succo del limone per non farle annerire
In una ciotola sbattete lo yogurt con le uova e lo zucchero.Unite la presa di sale,la scorza del limone,l'olio e la cannella.Setacciate insieme farina e lievito.Uniteli al composto alternandoli con il vasetto di acqua.Infarinate per bene uvetta e pinoli e aggiungeteli velocemente all'impasto.
Versate il composto dentro il guscio della pasta sfoglia.(dovete arrivare a poco più della metà del guscio.A me è avanzato dell'impasto e ho fatto dei piccoli muffins per evitare di buttarlo)Aggiungete in superficie le fettine di mele e cuocete in forno a 180 gradi per 45/50 minuti.
fate raffreddare per bene,spolverate di zucchero a velo e servite tagliandola a piccoli quadratini.



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12 settembre 2013

Burgers di patate salsiccia e cicoria e stanchissima me!

Corro.E poi corro ancora.Senza fiato.Perchè ci sono pennematitefoglialbumlibridafoderare.E il cervello che deve seguire parallelamente i discorsi della dodicenne:"Oggi già ha spiegato la prof-ammazza quant'è bono Niall degli One Direction-ma sopra il pantalone rosso ci metto la maglietta rosa-mi devi comprare un pennello ,la colla ,le forbici e lo smalto-mi mandi in Inghilterra l'estate prossima?"
E poi i discorsi della piccola che ha iniziato la prima elementare:"Il fuoco perchè si chiama fuoco-i miei compagni sono simpatici-uno però ha fatto lo sciocco-io vado in prima e quindi so tutto-mi compri le caramelle-sono le cinque del pomeriggio,devo preparare lo zaino per domani altrimenti non faccio in tempo"...il tutto condito da una lacrimuccia e uno sbadiglio.
Questo il modus vivendi di queste due giornate.
Il cervello in fumo e i sentimenti altalenanti tra la voglia di ricacciarsele in pancia perchè fatico ad acciuffare il tempo che passa e l'orgoglio di vedere le loro ali spiegate timidamente verso l'orizzonte.
Per oggi passo e chiudo.
E vi lascio la ricettina di un secondo che a noi piace molto.Robusto senza dubbio, ma il clima pungente di questi giorni lo rende appetibile.
Io ho utilizzato un burger di salsiccia.Ovviamente voi potete utilizzare il tipo di carne che più vi piace!


Burgers di salsiccia,patate e cicoria

6 salsicce
4 patate
300 gr cicoria
2 spicchi di aglio
olio
4 fette di pane in cassetta

Lessate la verdura.Fatela scolare per benino e ripassatela in padella con uno spicchio di aglio.Salatela e pepatela.
In un altra padella soffriggete l'altro spicchio di aglio,unite le patate a dadini e portatele a cottura,aggiungendo se necessario un pò di acqua.
Spellate le salsicce,togliete l'involucro esterno (il budello) e lavoratele leggermente per renderle compatte.Prendete un coppasta medio,ponetelo all'interno di una padella antiaderente.All'interno del coppapasta sistemateci la salsiccia in maniera tale da formare un hamburger.Fate soffriggere lentamente ed estraete il coppapasta,continuando la cottura del burger.
Continuate in questa maniera fino ad esaurimento della salsiccia.
A questo punto prendete le fette del pane in cassetta.Con il coppapasta utilizato prima,ritagliate un cerchio dalla fetta di pane.
E continuate cosi a secondo del numero dei commensali.
fate tostare queste fettine di pane.
Componete il piatto:
mettete sotto il toast di pane,il burger di salsiccia,la cicoria ripassata in padella e per ultime le patatine.


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11 settembre 2013

E ora puntualizziamo!Prima puntata


Tutto nasce da un post da me pubblicato alcuni giorni fa(Questo).
Un post che ha portato una serie di riflessioni mie e di alcuni ristoratori che prontamente mi hanno contattato per discutere di alcuni aspetti.Aspetti che toccano da vicino chi quotidianamente lotta per salvaguardare il made in Italy nel mondo.Abbiamo discusso in questi giorni di "educazione" al buon cibo,di rispetto del patrimonio culinario del nostro paese,di allontanamento di alcuni clichè facili ma svilenti molte volte della nostra identità.
Per questo nasce questo spazio,a disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire,da comunicare.Per creare una coscienza del buon vino e del buon cibo italiano.
Inaugura questo spazio lo chef Paolo Fresilli
Paolo è uno chef,di quelli che si sono formati sul campo,di quelli che hanno accumulato esperienza e sapere nel corso degli anni.Oggi è il proprietario del ristorante "Via Veneto" a Ennyscorthy,in Irlanda.
E' Presidente della delegazione irlandese della FIC (Federazione Italiana Cuochi) nonchè Presidente di "Ciao Italia nel mondo".
Paolo è un tipo schietto,va subito al punto della questione.E anche schivo perchè nel corso degli anni ha ricevuto tantissimi riconoscimenti,ma difficilmente ne parla.Se li è conquistati lavorando sodo e soprattutto difendendo la qualità del made in Italy (quello vero) all'estero.
Vi giro la lettera che mi ha scritto con le sue riflessioni,le sue puntualizzazioni.Materiale che ritengo prezioso per noi foodblogger,impegnate a diffondere nel web la cultura del buon cibo.

"Monica carissima,
come ti avevo gia’accennato che da solo non si riesce a combattere un malcostume diffuso tra alcuni disonesti ristoratori Italiani, i quali anziche proporsi come ambasciatori della cucina Italiana all’estero e del made in Italy, sono invece ambasciatori del peggior malaffare della nostra terra.
Purtroppo sono tante le denuncie di lavoratori ingannati da questi personaggi per le loro truffe ai danni di onesti lavoratori e della clientela tutta, ma a cosa serve....
 A cio’ aggiungiamo anche la sordita’ delle istituzioni che come ben sappiamo si fanno solo vive al tempo delle elezioni, per poi finire con la assoluta sordita’nella quale si adagia da tempo l’Ambasciata Italiana e l’Istituto del Commercio Estero (ICE)

Tutte queste situazioni messe assieme non fanno altro che mettere a repentaglio la credibilita’ di alcuni ristoratori coscienziosi e del made in Italy, siamo soli, nessuno ci aiuta, questo va fatto capire alla gente.
Purtroppo, grazie a tutto questo, si perde di credibilita’ e anziche diventare gli ambasciatori di una cultura millenaria che ci appartiene diventiamo l’oggetto dello scherno e della diffamazione piu’ insolenti.

Io ricordo il collega e Chef Mario Caramella presidente del (GVCI)  gruppo virtuale chef italiani, diffuse i cosidetti 10 comandamenti, che in effetti non spiegavano altro come si deve comportare un ristoratore Italiano all’estero, dal cappuccino alle tovaglie a quadri, dal parmigiano sul pesce ai salumi di plastica appesi ai muri, o le fiaschette di Chianti vuote con le candele e altro, cose sante ma quando rappresentavo la FIC in Irlanda e mi permisi di diffondere questo vademecum, non puoi immaginarti le bestemmie che mi sono arrivate, ti dico solo che assieme al noto critico gastronomico Dott. Paolo Tullio abbiamo ca. quattro anni fa intrapeso una campagna per la Carbonara, cioe’ assieme ai media abbiamo fatto capire che alla carbonara non gli occorre aggiungere la panna, sembra che ci siamo riusciti,

Il mio ristorante non e’ situato a Dublino che essendo la capitale l’afflusso di turisti e’ maggiore quindi ti puoi imporre, ma io vivo ad Enniscorthy, bella cittadina ma famosa solo per la ribellione contro gli inglesi, e di aver dato i natali alla Sig.ra Jameson madre di Guglielmo Marconi e appartenente alla dinastia del famoso whiskey, quindi gia’ penso di aver fatto molto, non sono mai sceso a compromessi con i miei clienti e non ho mai modificato le ricette se non in casi di allergie o varie. E’ ovvio che si critica la cucina italiana all’estero, ma va detto che noi ultimi arrivati abbiamo trovato questo scempio, se io domani vado in un qualsiasi villaggio della Cina, o Azerbaijan e apro un ristorante italiano con ricette autentiche, e dico che dopo o durante il pranzo non si beve il cappuccino, sicuramente avro’ successo perche’ quella gente non conosce altro tipo di cucina,  

Non esiste essere più forti per cercare di bloccare l'evoluzione del cancro della disonestà umana, con la speranza di estinguere il male alla radice! Tutto ciò può avvenire solo se alla base siamo davvero coesi nel combattere il male dell'inciviltà, dell'arrivismo e dell'ipocrisia di gente senza moralità senza principi, pronta solo a carpire l’onestà del prossimo. 
Ti faccio un esempio banale con il corpo umano: quando all'interno dello stesso entra un batterio o un virus il corpo ovviamente si ammala. In questo caso sia ogni singola cellula del corpo sia gli organi deputati alla difesa si mobilitano per combattere l'intruso la cui intima essenza è quella di stravolgere la salute e l'equilibrio dello stesso corpo umano.
Io cara Monica per ricevere la targa qualita’ rilasciata da Ospitalita’ Italiana ( vedi www.10q.it ) sono stato sottoposto a controlli non severi, severissimi vedi il disciplinare, quindi se un ristoratore vuole puo’, 
Noi ci consideriamo fieri combattenti in questa guerra ma siamo armati solo di sciabole, mentre i nostri “nemici” hanno i carri armati e se andiamo avanti in questo modo si perdera’ la guerra, cosa che noi non desideriamo.

Un abbraccio
Paolo

    
  Chef Paolo Fresilli
     President of Ciao Italia nel Mondo
Worldwide Association of Restaurateurs 
                   Irish Delegation
                  www.ciaoitalia.org 
                   www.viaveneto.ie                                                                                                                                                                                

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10 settembre 2013

La Torta al cioccolato e post promozionale

Questo è un post promozionale.
Sia ben chiaro dall'inizio.
Pubblicità,ma progresso.Pubblicità progresso.
Perchè voglio promozionare una frase.
Quale?ve la dico tra un pò.
Perchè prima dovete partecipare della mia fatica,del sudore e del tempo speso per trovarla.
Perchè mi sono dovuta far largo tra:
  • i mestoli della lista nozze deMartinez(la Belen e il quasi consorte)
  • la notizia senza la quale avrei avuto un deficit incolmabile tanto quanto quello statale:dormono a cucchiaino
  • chi ha cacciato chi dai nuovi palinsesti televisivi
  • chi ha il bikini hot
  • chi ha dimenticato il reggiseno
  • chi ha dimenticato le mutande
Ho scansato,ho sorriso,ho sbuffato e poi eccola.Lei,la frase che mi ha colpito.Ovvia,senza dubbio.Ma come tutte le cose ovvie e scontate,buttata li e mai masticata,pensata e digerita.Ci pensate se dedicassimo almeno cinque minuti della nostra giornata a rimaneggiare l'ovvio?a pensarlo,a farlo nostro o magari cancellarlo?Quanta consapevolezza in più?O quanto fardello in meno?
Non mi dite nemmeno che sono stata accecata dal fatto che chi l'ha pronunciata a me garba e non poco.Anzi tanto.Anzi tantissimissimo.
Lui è Samuele Bersani,un cantautore che trovo di una raffinatezza unica.Se ho amato un film come "Chiedimi se sono felice" è stato anche merito delle sue canzoni,che scorrevano come una realtà parallela accanto alle immagini divertenti del film (ne avevo parlato già QUI insieme ai millemila modi di fare i popcorn).
Finalmente esce una sua nuova produzione quindi ho letto l'intervista di rito.
"Per riconoscere se stessi c'è bisogno di un tramite" dice il caro Samuele.
Ovvio direte voi.
E mica tanto,penso io.
Perchè ci hanno insegnato che l'amore è rinuncia,è magari sofferenza ,è totale abnegazione di se stessi.
E manco per niente.
Perchè se io rinuncio ad una parte di me o peggio ancora a me stesso,la nascondo ,la sopprimo io non sarò mai felice.
Quella è una frase d'amore che trovo di una bellezza enorme.
Perchè quello è l'amore.
La metà della mela.Dove però la metà mancante non è l'altro,ma noi stessi.L'amore,quello vero,ti riconsegna su un cuscino di velluto quella parte che avevi perso,maltrattato,allontanato.E te la ridà lucidata,tirata a nuovo.In maniera tale che tu possa ricomporti.
E solo una volta "ricomposto" puoi amare veramente.
Perchè allora non ami più per bisogno,per paura della solitudine,per necessità di conferme.
Ami.
Semplicemente.
Con la forza del rinnovato amore per te stesso.


Torta al cioccolato?ma certo.L'amore chiama il cioccolato nella mia testa.Questa è una di quelle buone e semplici.Senza uova e con lo yogurt.Con il latte che però può essere sostituito da :latte di riso,latte di soia.Se volete azzardare anche latte di cocco.Se volete un sapore unico provate ad utilizzare il latte di mandorla.Buonissimo!!


Torta senza uova al cioccolato

180 gr yogurt naturale magro (o yogurt di soia)
150 gr zucchero
100 ml di latte (o latte di soia,o di riso o latte di mandorla)
70 ml olio
200 gr farina
50 gr fecola di patate
40 gr cacao amaro
1 pizzico di sale
1\2 cucchiaino di cannella (facoltativa)
1 cucchiaio di lievito per dolci
60 ml acqua bollente
100 gr gocce di cioccolato

In una ciotola mescolate:yogurt,latte e olio.unite metà della farina prevista,lo zucchero,il cacao,il lievito,il sale e la cannella.Sbattete  con le fruste elettriche il composto per quattro-cinque minuti.Aggiungete la metà restante della farina e l'acqua bollente.Mescolate per rendere il tutto omogeneo.Unite le gocce di cioccolato.Ungete e infarinate uno stampo(il mio era da 22 cm) e mettete in forno per 35 minuti circa a 180 gradi.
Dopo la cottura,fate riposare la torta dentro il forno spento ma ancora caldo per una decina di minuti.fatelo raffreddare completamente e spolverate di zucchero a velo




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9 settembre 2013

Quadrotti alle mele e le cinquanta foto che hanno cambiato il mondo

Non sono un'abile fotografa e non lo sarò mai.Le mie idee trovano la loro corsia preferenziale nelle parole,quelle scritte.La pagina bianca per me è come la tela del pittore.
Ma invidio,una "sana" invidia, chi riesce a comunicare con un'immagine.Chi con un click immortala uno sguardo,un'emozione,un pensiero.
La  foto è un viaggio.Dove non avresti mai pensato,dove non avresti mai detto.E' tenerezza o colpo al cuore.
Ieri ho dato un'occhiata alle cinquanta fotografie che hanno cambiato il mondo (se volete darci un'occhiata cliccate QUI).Foto varie,alcune commoventi,altre che fanno riflettere,altre sono un pugno nello stomaco.Troverete spaccati di vita durissima,troverete la vita ma troverete anche la morte e il dolore.Attimi di storia che senza il documento visivo non avremmo mai potuto conoscere e capire.Foto che fanno riflettere.Più di mille parole.
Tra tutte quante vi riporto la mia preferita.Sharbat Gula,la ragazza afghana profuga fotografata da Steve McCurry.Poco più di una bambina,divenne un volto famoso seppur anonimo dopo la pubblicazione della sua foto sul National Geographic.Una bambina fotografata nel campo profughi.Occhi verdi,occhi fieri,pieni di rabbia e con un pizzico di paura in fondo.Eccola:




Qui il cielo è nuvoloso e gonfio di pioggia.Prove generali di un autunno incombente.Il mio habitat ideale l'autunno.Colori,sapori,profumi.e l'autunno chiama con sè la protagonista dei miei dolci preferiti:la mela.
Oggi vi propongo la ricetta di quadrotti semplici e rustici ,si fanno in mezz'ora.Le mele hanno bisogno di un compagno di viaggio in questa ricetta.E allora via con le mandorle,le noci,le nocciole o della semplice uvetta!
Con le dosi che vi do non ne vengono molti.Una decina circa.Raddoppiate tranquillamente le dosi.

Quadrotti alle mele

150 gr  farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1\4 cucchiaino di sale
1\4 cucchiaino di cannella
80 gr olio vegetale
90 gr zucchero
1 uovo
1 mela(tagliata a dadini)
mandorle tritate (o nocciole,noci o uvetta)
1 cucchiaio di acqua

per la superficie:

1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di cannella

In una ciotola mescolate la farina,il lievito,il sale e la cannella e lo zucchero
In un altro contenitore mettere l'olio,l'uovo,la mela a dadini,la frutta secca che avete deciso di utilizzare e mescolate.Unire i due impasti.Aggiungete il cucchiaio (RASO mi raccomando) di acqua e mescolate.sarà molto appiccicoso,ma niente paura .Deve essere proprio cosi!.
Ungete uno stampo rettangolare (il mio era di piccole dimensioni).Sistemate l'impasto cercando di livellarlo per bene.Cospargetelo di zucchero e cannella e infornate per una ventina di minuti a 180 gradi.
Fate raffreddare e tagliate a quadrotti




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6 settembre 2013

Mini-cake all'ananas

Oggi sono una foodblogger stalker.Lo confesso.
Però non potevo non integrare il post di oggi che trovate QUI con una ricetta appena sfornata e provata.
Mini-cake all'ananas senza burro,latte e uovo.
La ricetta prende le mosse da questa qui,la Torta al limone vegan.
Al limone ho sostituito l'ananas e il suo succo.
Il risultato?delle tortine morbide e leggere!


Mini-cake all'ananas

1 bicchiere e mezzo di farina
1\2 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di succo di ananas
6 cucchiai di olio di mais
vaniglia
1 cucchiaio raso di aceto(non abbondate)
1 cucchiaino di bicarbonato
fette di ananas fresco o in scatola (non quello sciroppato)


Mescolate tutti gli ingredienti secchi,quindi in una ciotola unite:farina,zucchero e bicarbonato.
Prendete un bicchiere di carta e riempitelo con il succo di ananas e versatelo negli ingredienti secchi.Mescolate e unite tutti gli ingredienti che rimangono.
Ungete d'olio e cospargete di farina degli stampini per mini-cake.Versatevi l'impasto e decorate la superficie con le fettine di ananas tagliate ( se volete delle mini-cake più ricche potete unire qualche dadino di ananas all'impasto e non solo in superficie).
Cuocete a 180 gradi per un quarto d'ora.


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La Mousse al Bounty


Stavolta ho esagerato.
Vi ricordate la ricetta del Bounty casalingo?(la trovate QUI).
Ecco,ho raddoppiato le dosi,li ho fatti più piccoli ma ne sono venuti una miriade.Troppi.
Allora l'idea.Magari un pò scema.
Però è buona.Però è golosa.Però è riciclosa.
Ho fatto la mousse.
E poi l'ho rifatta con il Kinder Bueno.Poi con il Kinder cereali.E poi con il ripieno del Tronky.
E poi mi sono fermata e sono andata a fare lo Zumba.
Perchè o ho un alieno impiantato nei fianchi o mi sa che sto ingrassando ^_^
Per rendere la mousse più aerata bisognerebbe aggiungere un albume o due montati a neve.Io non li avevo e comunque la mousse è venuta bene


Mousse al Bounty

6 Bounty (Home made o acquistati)
250 ml di panna da montare
1 0 2 albumi montati a neve (facoltativi)
cacao amaro per decorare

Mettette in un pentolino i Bounty con un pò della panna non montata.Fateli sciogliere,mescolando bene.fate raffreddare.Montate la panna (mi raccomando senza zucchero).Quando il Bounty sciolto sarà ben freddo,unite delicatamente la panna.Sistemate negli stampini,spolverate di cacao amaro non zuccherato e fare riposare in frigo per almeno due ore






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5 settembre 2013

Torta limone e mirtilli e gli orrori della cucina italiana all'estero




Se vi dicessi "Spaghetti alla bolognese"?E ancora "Fettuccine all'Alfredo"?O se vi portassi una bistecca con accanto un piattino per l'insalata dove ,al posto di questa c'è invece la pasta,proprio a mò di contorno?
Oggi sul sito online della Repubblica c'è un interessante articolo sugli orrori che riguardano la Cucina Italiana nel mondo (se volete leggerlo vi lascio il link QUI).
Un articolo che mi ha fatto veramente sorridere.Perchè uno pensa che lo stereotipo italiano all'estero sia semplicemente il "Pizza pasta mandolino" ( e sorvolo su quando ci aggiungono anche mafia)....invece ce ne sono ben altri che riguardano la nostra cucina.
Pasta col ketchup?giuro,l'ho vista.In Germania dove una cara Frau Vattelapesca per farmi sentire a casa,prese un piatto di spaghetti scolati appena e sopra  una gran quantità di ketchup..."Proprio come in Italia,ja!".
Ma de che?ma quando mai?La mia provvidenziale intolleranza al pomodoro mi ha salvato da quel malefico piatto di pasta!!
Cappuccino durante il pranzo o la cena?giuro,ho visto pure questo.A Bruges,in Belgio.Ero poco più di una bimba.Mio fratello portava in giro d'estate gli alunni più bravi dei licei romani .Si alloggiava a mezza pensione.Panini durante il giorno e la sera a cena.Cena,appunto.Duro far capire ai proprietari che noi il cappuccino lo beviamo a colazione e non durante i pasti.
Spaghetti alla bolognese.No,no e ancora no.Ho visto questa dicitura su diecimila menù in Svizzera.Tagliatelle,fettuccine casomai e non spaghetti.!
"Fettuccine all'Alfredo".Il famoso cugino americano.Non mio,ma di una mia amica all'Università.Venuto in Italia per rimorchiare a più non posso e per provare sul suolo natio,il piatto principe delle tavole nostrane:le Fettuccine all'Alfredo.
Vi risulta siano un piatto nazionale?Per gli statunitensi si,è un nostro piatto tipico....ancora ricordo la frase  di mio fratello maggiore,chef,pronto a sfornare ragù,lasagne,cannelloni.....
"Fettuccine all'Alfredo?Cioè pasta col burro e parmigiano?E te c'hanno mannato dall'America?Anvedi questo!"

Torta ai mirtilli,impreziosita dalla presenza del latticello che conferisce ai dolci un profumo e una morbidezza incredibili.Non lo trovate?
Niente paura.
Kefir,latte fermentato o questo mix:
In una ciotola mescolate latte scremato a yogurt magro (quello bello acido,mi raccomando,non quello dolce e compatto).Lasciate riposare per non più di un quarto d'ora ed è pronto.

Torta ai mirtilli

 2 uova
180 ml latticello ( o i suoi sostituti)
80 ml olio vegetale 
60 gr mirtilli essiccati (o 100 gr di mirtilli freschi)
140 gr zucchero
succo e scorza di un limone
1 pizzico di sale
200 gr farina
1\2 bustina lievito chimico per dolci.

Se utilizzate i mirtilli essiccati ,metteteli a bagno per una decina di minuti in acqua tiepida
Montare zucchero e uova per cinque minuti ,fino a che saranno belli gonfi.
Unite il latticello,l'olio,il sale,il succo e la scorza del limone.
Unite la farina setacciata con il lievito.
Per ultimi e molto delicatamente unite i mirtilli .
Ungete e infarinate uno stampo per torte (il mio era da 24 cm).Versarvi l'impasto e cuocere a 180 gradi per 30/35 minuti.
Fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.




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4 settembre 2013

La Torpizza al cioccolato e il principe Tamarro


Non è che a me siano sempre piaciuti i thriller e i noir.C'è stato un tempo,durante l'adolescenza e fino ai vent'anni in cui sognavo.
Sognavo guardando film e leggendo libri d'amore.
Sospiravo guardando" Via col vento" con quel gran pezzo d'uomo di Clark Gable,sognavo guardando il "Tempo delle mele","Pretty Woman" e sognavo davanti alla tartaruga di Brad Pitt in "Thelma e Louise".E sognavo scatole di cioccolatini,tappeti di rose rosse e frasi da film.
Poi sono cresciuta e ho capito che il Principe Azzurro non è proprio quello dei film...che la carenza di maneggi in città rende impossibile il suo arrivo a cavallo e che non sempre è biondo con gli occhi azzurri.Non fosse altro per il fatto che oltre la metà degli uomini presenti sulla terra non sono certo cugini di primo grado dei vichinghi!
Però almeno ho sognato quando avevo l'età giusta per farlo.
Oggi le mie figlie godono di un panorama diverso.
Non ci sono più Richard Gere,Clark Gable a farle sognare...
Ci sono stuoli di vampiri pallidi che t'azzannano la giugulare,ragazzini cresciuti a braccetto con Dragon Ball  con l'unz unz della tecno sparato nell'ipod.
Il nostro Principe Azzurro è passato a miglior vita.Kaput,stecchito,ora corre nei prati  celesti con Heidi e con le caprette che gli fanno Ciao!
Oggi c'è un suo lontano parente a calcare le scene.
Il principe Tamarro.
Non ci credete?C'è una lista inquietante,il vademecum del rimorchio maschile
Su Twitter l'hashtag del momento è: #ipeggiorimodiperrimorchiare. Ecco a voi la lista:

  • Ti chiami Elisabetta? "No perchè?" "Perchè sei una regina
  • Ma che sei Google?No perchè sei tutto quello che cerco
  • Ti sei fatta male? "Quando?" Ma quando sei caduta dal cielo
  • Tuo padre è un terrorista?...perchè sei una ragazza bomba
  • Ti piace l'acqua? "Si perchè?" Perchè ti piace già il 70% di me!
  • Sei uguale a mia madre     (O mio Dio)
  • Credi all'amore a prima vista o devo ripassarti davanti?

E poi il top,il fior fiore,i re dei Tamarri:

  • Ehi,ma che hai il telepass? "No perchè?" perchè mi hai fatto alzare la sbarra
  • Ti piacciono le caramelle?"Si perchè?" perchè fruga nelle mie tasche che c'ho un gran lecca lecca
  • Ma hai uno specchio in mezzo le gambe? "No perchè?" Perchè io li in mezzo mi ci vedo benissimo
                                                                                          (fonte della classifica Roba da donne)

Che dite?Ho di che essere preoccupata per le mie figlie oppure no? ^_^

Oggi vi presento la ricetta della Torpizza.Un pò pizza un pò torta.Non è proprio rustica come una pizza,non è proprio delicata come una torta.E a metà strada.
Vi capita mai di appuntarvi una ricetta,guardarla  e pensare che non vi convince?Io questa qui l'ho avuta davanti per mesi.Ora la provo,ma no,secondo me non viene,boh.Poi è arrivata l'estate,il caldo e l'ho accantonata..La cosa che non mi convinceva la presenza dei due lieviti:birra e lievito chimico per dolci.
Mai usati insieme.Ieri però ho rotto gli indugi e ho provato.Anche perchè è semplice da realizzare e abbastanza veloce.La versione originale di questa ricetta francese è con la marmellata.Io,giusto per mantenerci leggeri,ho utilizzato la crema di cioccolato.
Il risultato mi è piaciuto.Un'unione fortunata tra il mondo della pizza e delle torte.Un dolce buono,equilibrato nel gusto e tanto goloso.
Indispensabile finchè continua il caldo il riposo in frigo,per permettere agli starti di ben compattarsi.

(non ho più la fonte originale della ricetta.Mi riservo di modificare questo post in futuro quando avrò trovato le giuste attribuzioni ^_^)

Torpizza al cioccolato

500 gr farina
200 gr burro
3 cucchiai di zucchero
latte quanto basta
1 cucchiaino di lievito di birra
3 cucchiaini di lievito chimico per dolci
marmellata o crema alle nocciole


Fate ammorbidire il burro (oppure fatelo fondere e intiepidire).mettetelo in una ciotola con la farina,lo zucchero,i due lieviti e iniziate ad mescolare con un mestolo.Iniziate ad aggiungere latte fino a rendere il composto morbido e lavorabile (non ci vorranno più di cinque minuti).Dividetelo in cinque parti e lasciatelo riposare per dieci minuti.
Accendete il forno a 180 gradi.Prendete una teglia rettangolare (una dimensione media).Ungetela e infarinatela.
Prendete una parte dell'impasto,stendetela a rettangolo e mettetela nella teglia.Spalmatela di cioccolata o marmellate.
Prendete un'altra parte dell'impasto,stendetela di nuovo a rettangolo e appoggitela sopra la precedente.Spalmate anche questa di marmellata o di cioccolata  e procedete cosi fino ad esaurire l'impasto.L'ultimo strato ovviamente (quello proprio in alto) non dovrà essere spalmato ,ma lasciato cosi com'è.
A questo punto infornate e fate cuocere per una ventina di minuti.
Gli strati da me realizzati sono sottili.Nulla vieta però che potete giocare con l'impasto,realizzare magari solo tre stari ma più consistenti e cosi via!
Una volta cotta,fate raffreddare la torpizza ,passatela in frigo e spolveratela poi di zucchero a velo!


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3 settembre 2013

La torta dei due minuti e la ricetta dell'ottimismo

Ricetta del giorno.No,non è un dolce,non è un primo,non è un contorno.
E' la ricetta dell'ottimismo,del bicchiere mezzo pieno,della sfumatura di colore in mezzo al grigio.E' il post della gratitudine per quello che si ha e quello che si vive.E' il post della serenità.
Perchè un sorriso non costa nulla,la gentilezza nemmeno e il valore di un'amicizia è inestimabile.
E tutte 'ste cose messe insieme a me provocano un sano ottimismo
Ok che te sei fumata per colazione?Niente.
Mi ci sono proprio svegliata così.
Forse il merito va alla giornata di ieri.
Perchè ho un'amica che non mi ascolta.A lei non importa nulla delle mille parole che escono dalla mia bocca.Anzi,delle volte chiede la grazia di farmi stare zitta.
Lei legge le pause,gli spazi bianchi.Legge il non detto e lo sguardo.Legge un sospiro o un punto.E interviene.E quel punto lo trasforma in una virgola.Colora gli spazi bianchi e dà un senso alle pause.
Sa quando deve intervenire con decisione (le nostre litigate sono all'ordine del giorno,anzi io litigo lei sbuffa chiedendosi perchè mi è stato dato il dono della parola) e sa quando è il momento di tendere una mano.
E ieri ha preso la mia giornata e l'ha trasformata in un oasi di riposo e di serenità.Devo ancora perdonarle il fatto di avermi rimpinzato all'inverosimile ..ma di fronte al suo sguardo da comandante nazista in congedo che ti dice "MANGIA" non si può dire di no!
Grazie PI!!


Oggi la ricetta di una torta semplice semplice.La torta dei due minuti.Perchè ci vogliono due minuti per unire gli ingredienti e una mezz'ora per cuocerla.Perchè a noi le ricette cosi facili e veloci piacciono.E aggiungiamoci che è anche economica perchè fatta per recuperare il latte,la panna,il latticello che vi girano per il frigo.Non c'è bisogno nemmeno di scomodare frullino,planetarie e quant'altro.Basta una forchetta per amalgamare il tutto!



Torta dei due minuti


180 gr farina
180 gr zucchero
3 uova
1\2 bustina di lievito
180 ml di ( a scelta):panna da montare,panna da cucina,latticello,latte fermentato,latte,latte di soia,latte di riso,kefir
aroma a scelta (limone.vaniglia,scaglie di cioccolato,rum)

Prendete una ciotola e unite tutti gli ingredienti insieme.mescolate con una frusta a mano o una forchetta in maniera tale da ottenere un impasto senza grumi.Imburrate e infarinate uno stampo(il mio era da 24 cm),versateci il composto e cuocete a 180 gradi per una mezz'ora.
Togliete dal forno,fate raffreddare e spolverate di zucchero a velo.
Piccola nota:se decidete di utilizzare il latte potete aggiungere all'impasto un mezzo bicchiere di olio vegetale.La torta ne guadagnerà in morbidezza e umidità.Io ho fatto la versione con la panna e non l'ho utilizzato per evitare di caricare eccessivamente di grassi la torta ^_^


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