11 luglio 2012

Ladri di biciclette

LADRI DI BICICLETTEUn capolavoro.E come tutti i capolavori fu incompreso all'inizio.De Sica,dopo l'insuccesso di "Sciuscià",volle  fortemente portare a termine questo progetto,investendo anche dei soldi suoi nella realizzazione del film.Alla proiezione della prima a Roma ricevette solo fischi,mentre fu acclamato oltralpe.
La vicenda ha (tra gli altri) un'atipica protagonista.La bicicletta.Fondamentale per il protagonista.All'inizio del film,quando per ottenere il lavoro municipale,deve necessariamente possedere una bicicletta. e nello snodarsi successivo degli eventi quando gli viene rubata.E inizia la peripezia per ritrovarla.Fino alla scena finale dove Antonio,il protagonista si ritrova,spinto dalla necessità,a rubarne una.Viene preso.E tutto davanti agli occhi di suo figlio.Il film si chiude con i due che mestamente riprendono la via di casa.Ed è un finale che lascia senza fiato.
Questo film,insieme a "Il posto delle fragole" di Bergmann sono la primo posto per me nella classifica dei capolavori di tutti i tempi.
"Ladri di biciclette" è un film che tiene incollati allo schermo,che stordisce con le vicende dei protagonisti,che distrae con le immagini di una Roma che fu,una Roma monumentale a volte,come ormai non se la ricorda più nessuno.E una Roma piccola,quella dei vicoletti proletari,popolana e forse più vera.La scelta particolare di utilizzare attori non conosciuti è stata quanto mai azzeccata,perchè ci sono "persone" e non "personaggi".E si vive con loro,si soffre con Bruno il bambino,si partecipa delle sue emozioni (sembra quasi di mangiarla con lui quella meravigliosa mozzarella in carrozza!!).E' un film che graffia l'anima,è rude ma all'improvviso si apre a dei lampi di tenerezza,nelle parole del padre che raccomnda al figlio di mettersi "la giacchetta perchè è tutto sudato" oppure nel sistemargli con un gesto furtivo la sciarpetta intorno al collo.Mi piace finire con una frase che Antonio,in un piccolo frangente di ottimismo,dice a suo figlio:" A tutto c'è rimedio,tranne alla morte.".
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